Categoria: InTheBlog

In questa categoria parleremo del Blog, di come crearlo, curarlo e farlo crescere.

  • Agli Italiani piacciono ancora i Blog

    Agli Italiani piacciono ancora i Blog

    Da un recente sondaggio di Ispo CLick  per l’Osservatorio Blogger, “Universo Blog, chi li frequenta e perchè”, viene rilevato che agli italiani i blog piacciono e tanto. Nonostante la diffusione massiccia dei social network, i blog vengono preferiti dagli italiani per riflettere e approfondire gli argomenti di interesse

    Quante volte abbiamo sentito della cosiddetta “morte” dei blog, “uccisi” dalla proliferazione e dalla diffusione dei social network. Un’affermazione che di fatto non ha mai convinto noi come tanti altri, anche perchè i blog hanno sempre continuato ad avere quella caratteristica di approfondimento e di riflessione che poco si sposa con la natura dei social network. E questa ricerca di Ispo CLick per l’Osservatorio Blogger, “Universo Blog, chi li frequenta e perchè“, lo conferma in toto, anzi ci offre uno spaccato utile per comprendere come i Blog vengono percepiti tra i blogger, i veri addetti ai lavori, e tra gli utenti della rete. Per quel che ci riguarda siamo molto contenti e non sorpresi dagli esiti, sappiamo che agli italiani piacciono i Blog e lo constatiamo anche noi quotidianamente. Proprio per la loro natura ampia e vasta, i blog hanno una caratteristica che non trova pari, o quasi, sulla rete. Ossia quello di diventare un luogo di approfondimento e conoscenza in qualsiasi ambito. Non conoscono limiti da questo ottica. Sebbene dal punto di vista anagrafico i Blog possono essere considerati dei teen-agers, in effetti coi loro 15 anni di vita sul web dimostrano una maturità elevata.

    Ma veniamo ai risultati del sondaggio.

    Prima di tutto va sottolineato che 1 italiano su 5 segue i scrive su un blog e la percentuale sale di molto tra coloro che li usano sia come utenti della rete che come blogger. Lo vedete bene nel grafico in basso, con percentuali del 90% tra i blogger, del 83% tra gli utenti della rete e del 22% tra la popolazione. La domanda che è stata fatta ai blogger era ovviamente “Le capita di partecipare (leggendo o scrivendo) a qualche blog oltre al suo?

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    E gli italiani di solito seguono sono almeno 2 blog, segno che si cerca di approfondire e poi si individuano quelli che più riescono a soddisfare le nostre esigenze. I blogger addirittura ne seguono 11, per approfondire meglio l’area di proprio interesse e competenza.

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    Ma quali sono i motivi per cui si sceglie di leggere e seguire un blog? Dall’indagine affiorano tre motivazioni che sembrano essere comuni sia per gli uteni della rete che per i blogger:

    Approfondire temi di interesse;

     – Restare informati su ciò che interessa;

     – Cercare informazioni

    Come vedete, i blogger cercano di approfondire interessi e competenze leggendo e tenendosi informati; gli utenti della rete seguono e leggono un blog per cercare informazioni, mente la popolazione lo usa per essere informato sulle ultime notizie, viene quindi avvalorata la caratteristica propria del blog che è quella di essere comunque, periodicamente o quotidianamente,  a seconda dei casi, sempre aggiornato. Da notare che il 19% dei blogger dei blogger segue un blog in particolare anche per la stima che nutre nei confronti dell’autore.

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    Ecco, questo è un po’ il quadro tracciato da questo interessante sondaggio che ci piaceva farvi conoscere e soprattutto sapere da voi se vi ritrovate nelle risposte date e vorremmo sapere allora, quanti blog seguite e perchè?

  • Il Corporate Blog per costruire Engagement

    Il Corporate Blog per costruire Engagement

    Il Corporate Blog come strumento di comunicazione sempre efficace per creare engagement col proprio pubblico. Se ne è parlato anche al recente TechnologyBiz che si è tenuto a Napoli mercoledì e giovedì scorso con Elena Renga e Massimo Petrucci

    corporate_blogAl recente TechnologyByz di Napoli si è parlato con due esperti di web marketing, Elena Renga e Massimo Petrucci, anche di corporate blog, ovvero di quanto i blog aziendali, lanciati alcuni anni fa (esattamente 15 anni fa), possano riproporsi con forza ancora maggiore dopo il boom dei social network. I siti “vetrina” non funzionano più. Soprattutto se statici, poco aggiornati, impersonali. Creano poco engagement nei visitatori e rischiano di rimanere isolati, penalizzati dai motori di ricerca. Un blog aziendale, invece, consente di informare e interessare chi legge, riportando la storia dei prodotti e dell’azienda.

    “Negli ultimi anni – afferma Elena Renga – è cresciuto il numero delle aziende che hanno deciso di investire nel Corporate Blog per via di tutta una serie di vantaggi: per esempio, un migliore posizionamento SEO legato al link building e al maggiore traffico organico, l’engagement degli utenti, la possibilità di dare spazio alle recensioni di chi ha già acquistato il nostro prodotto e la creazione di una community”.

    Non mancano gli strumenti di divulgazione dei post che vanno dal social bookmarking, alla diffusione di comunicati stampa, al feed RSS, alle mailing list, alla immancabile interazione con i social network. Riguardo a questi ultimi, nonostante siano sempre più visti come un’attrazione, ci sono da evitare diversi errori tra i quali quello di non “ascoltare” impostando una comunicazione monodirezionale, non diversificare i contenuti sulla base del social network scelto, non dare spazio al confronto ignorando o cancellando i commenti negativi o, al contrario, mettersi in mostra elogiando in modo esagerato i propri prodotti.

    I social network – continua Elena Renga – sono un ottimo strumento per interagire e confrontarsi con la comunità di utenti e sono utilissimi per dare visibilità ai contenuti del Corporate Blog. Non possono, però, sostituirlo del tutto. Il motivo è che nei social network la comunicazione non deve essere invasiva, deve rimanere molto veloce ed essere contenuta in poche righe. Nel Corporate Blog, invece, si possono approfondire gli argomenti che hanno suscitato l’interesse del pubblico dando la possibilità, a chi lo desidera, di usufruire di contenuti molto più strutturati”.

    Per usare una metafora, insomma, si può immaginare il social network (ad esempio Facebook) come una vetrina interattiva di contatto con gli utenti e il Corporate Blog come l’atelier. Un utente passa davanti alla vetrina e viene attirato dai contenuti esposti. L’azienda può ascoltare i suoi commenti, ricevere un feedback sulla merce e creare un dialogo con il potenziale cliente. Ma se l’utente rimane così colpito che vuole entrare e toccare con mano le creazioni esposte, se vuole saggiare ulteriormente la qualità di ciò che viene proposto può farlo attraverso il corporate blog, che consente di rafforzare il giudizio positivo sull’azienda e sul prodotto invogliando così all’acquisto.

    “Il Corporate Blog – dice Massimo Petrucci – ti permette di raccontare la tua azienda, i tuoi prodotti e far parlare di te. I consumatori s’identificano con la tua storia e raccontano di te perché non si diffondono fatti ma storie emozionali”.

  • L’importanza del Blog aziendale

    Da un pò di tempo si dice che l’era del blog sia morta, schiacciata dall’arrivo dei social network, sempre più visitati. Ma alcuni studi dimostrano che il blog è in risalita, anche quello aziendale. Vediamo alcuni aspetti interessanti

    Corporate BlogNe abbiamo discusso qui, un pò di tempo fa, ma è sempre un argomento che interessa da vicino, ossia quello di considerare l’era dei Blog come fosse in esaurimento. Si dice che non abbiano più quella forza di attrazione degli inizi, sempre più schiacciati dalla forza dei social network, ormai capaci di offrire agli utenti, diversi strumenti, anche alternativi all’uso dei blog. Ma un recente studio, ad opera di HubSpot, dimostra che il blog è in risalita e ci concentriamo oggi sul blog aziendale, che non va considerato come strumento alternativo ai social media, nella costruzione di una strategia di comunicazione, anzi. Il blog aziendale, oggi, costituisce la base per una buona strategia che comprende anche l’uso, mirato e ragionato, dei social media. Sono due aspetti che vanno considerati nel loro insieme. Sarebbe un errore considerarrli come aspetti separati, o, peggio ancora, come antitesi l’uno rispetto all’altro.

    Crescita Blog aziendaliSecondo la recente indagine condotta da HubSpot, il blog aziendale è cresciuto fino al 65% nel 2011,  nel 2010 era al 61% e nel 2009 era al 48%. Quindi, un bel balzo in avanti, e non indietro, come ci si sarebbe aspettati. Da evidenziare il fatto che questa crescita viene rilevata in un momento in cui, come dicevamo prima, apparentemente, il blog appare in difficoltà di fronte alla crescita esponenziale dei social media. Ma perchè questo? Come è potuto succedere? In realtà, le risposte a questi interrogativi sono molto semplici. Ma proviamo ad andare per ordine.

    Prima di tutto, c’è una forte consapevolezza, in ambito aziendale, dell’importanza dei contenuti, in ottica di ottimizzare una strategia di comunicazione sui social media. E un blog che genera contenuti, ben strutturati e organizzati, non fa altro che dare una grossa mano nella gestione dell’immagine e delle attività di un’azienda su Twitter, su Facebook o su LinkedIn.

    Da considerare un altro aspetto molto importante, in ambito di blog aziendale, o corporate blog. E cioè che il blog da la possibilità di sviluppare e approfondire argomenti che sarebbe impossibile fare su Twitter o su Facebook, per ovvi motivi. Su Twitter, perchè è difficile sintetizzare un argomento esteso in 140 caratteri. Su Facebook, più o meno per lo stesso motivo.

    Altro apsetto importante è che i blog danno la possibilità di costruire conversazioni solide, lasciando la possibilità alle persone che vi partecipano di partecipare attivamente lasciando commenti, facendo domande e lasciando dei feedback. Compito dell’azienda è quello di partecipare alle conversazioni, senza mai abbandonarle a se stesse, e farlo con il massimo della trasparenza e anche credibilità. Dando ascolto alle opinioni di chi partecipa alle conversazioni che sono il vero valore che un’azienda deve preservare sempre, cercando di prendere in considerazione i consigli che questi danno, che sono sempre preziosi.

    Se poi vogliamo fare una considerazione in ottica di ottimizzare i contenuti, quindi in chiave Seo, allora non è un mistero dire che a Google i blog piacciono da impazzire. Perchè generano contenuti freschi, ed è quello che Google vuole. E se un’azienda ha la necessità di costruire e organizzare i contenuti, allora il blog divemta una scelta obbligata.

    In ultima analisi, c’è da considerare il fatto che il blog per un’azienda cosituisce, come abbiamo detto, un valore aggiunto, per la possibilità di gestirlo direttamente, quindi intervenire direttamente  e attivamente nella creazione dei contenuti. Aspetto molto apprezzato dalle aziende, in quanto questo era uno di quei limiti coi quali spesso ci si è controntati in passato, quando la gestione dei siti e dei relativi contenuti era fatta in modo statico e anche da terzi. Oggi, nell’era del web 2.0, questo limite è ampiamente superato.

    Di fronte a queste considerazioni, non si può dire che il blog sia in crisi e  il blog aziendale costituisce oggi un’importanza fondamentale per qualunque tipo di attività.

  • Il blog al tempo dei social media

    Un interessante articolo apparso sul New York Times mette in risalto il fatto che i giovani usano i blog sempre di meno usando molto di più twitter o facebook. E’ la fine dei blog?

    La fine dei Blog?
    La fine dei Blog?

    Se ne parla ormai da un pò di tempo del fatto che l’uso dei blog starebbe perdendo interesse tra i navigatori della rete, veicolando i propri pensieri, contributi, messaggi sul web attraverso i social media. Il microblogging, twitter per intenderci, ossia il concetto di mandare un messaggio in 140 caratteri, supera il concetto stesso del blog. Almeno così sembra e in questo articolo pubblicato sul sito e sulla versione cartacea del New York Times si mette in evidenza come i giovani desiderano raggiungere il proprio pubblico attraverso i social media, perchè sicuri che il loro messaggio, contenete video, foto, sia sicuramente visto.

    La Internet e American Life Project del Pew Research Center ha registrato che dal 2006 al 2009, il blogging tra i ragazzi di età compresa tra i 12 e i 17 anni si è dimezzato, ora il 14 per cento dei bambini di quelle età che usano Internet hanno un blog. Nella fascia di età compresa tra i 18 e i 33 anni il blogging è sceso di due punti percentuali nel 2010 rispetto ai due anni precedenti.

    Politweets featured on The Huffington Post
    Image by jgarber via Flickr

    Molti di quelli che si definiscono ex-bloggers, dicono che hanno abbandonato il blogging perchè stufi di passare il tempo a scrivere lunghi post che poi nessuno avrebbe letto; altri invece dicono che non aveva più senso continuare perchè è più semplice mantanere rapporti coi propri contatti attraverso i social network. Ma non si corre il rischio di parlare di due cose differenti? O meglio, sarebbe anche interessante sapere, da questi ex-blogger, quale fosse il motivo per cui hanno aperto un blog, quale obiettivo si proponevano. Il problema di veicolare i propri messaggi esiste, ma va affrontato in maniera diversa. Non credo che Arianna Huffington nel creare il suo blog, The Huffington Post, non si sia posta il problema di come raggiungere il più vasto pubblico per comunicare le sue notizie. E vedi com’è finita. The Huffington Post è stato venduto ad AOL per 315 milioni di dollari, essendo diventato un vero e proprio sito di news online, con milioni di visitatori al giorno. Certo, chi vuole aprire un blof lo fa per svariati motivi, anche solo per il paicere di scrivere e non per la necessità di essere letti da milioni di persone. Va considerato anche questo.

    E’ vero che oggi per essere connessi col mondo non è necessario avere un blog, facebook e twitter mettono in condizione chiunque di poter comunicare col mondo intero. Ma come dice anche Elisa Camahort Page, co-fondatrice di BlogHer, un blog dedicato alle donne molto conosciuto negli Usa, il blog rimane il luogo più adatto per approfondire una discussione.

    Image representing Toni Schneider as depicted ...
    Image via CrunchBase

    In tutto questo, sembra che alcuni servizi che hanno cominciato ad offire per primi servizi di blogging, come Blogger o LiveJournal, stiano cominciando ad accusare questo cambiamento. Molti utenti di questi servizi sembrano preferire per esempio Tumblr perchè è più veloce per inserire contenuti senza necessariamente scrivere lunghi post e poi è anche comodo per l’inserimento di foto. Un servizio di blog come WordPress invece sembra non accusare alcuna crisi. Toni Schneider, amministratore delegato di Automattic, la società che commercializza il software di blogging WordPress, spiega che WordPress è per lo per i blogger più seri ed esperti, non per giovani principianti che poi abbandonano per i social network.

    Dal mio modo di vedere, facebook e twitter non sono diventati tutto ad un tratti nemici del blog. Anzi essi sono strumenti che aiutano il blogging, non lo uccidono. Molti blogger li usano per meglio diffondere i propri post, per coinvolgere un numero maggiore di lettori sul proprio blog. Cosa che faccio anch’io. Sono strumenti che si usano per attrarre più lettori possibili. Poi ognuno fa le considerazioni che crede, usando twitter e facebook piuttostoo che avere un blog. Ma molto risiede in quello che si vuole fare. Se voglio diffondere contenuti, video o foto, per avere un riscontro immediato, senza approfondimento, allora il blog non credo sia la scelta giusta. Se voglio creare una discussione, approfondire un argomento, parlare ad un pubblico di questa o quella tematica, o più semplicemente scrivere per il gusto di farlo, ecco che il blog rimane la scelta più adeguata e viva.

    Qualche mese fa avevo parlato in un altro articolo dell’enorme numero di blog presente nella rete, che in quell’occasione era di oltre 145 milioni. Oggi, secondo i dati sempre aggiornati da BlogPulse, i blog sono oltre 156 milioni con una crescita nelle ultime 24 ore di 75,450 blog.  Non mi sembra che siano pochini, no?

    E voi che ne pensate di questa discussione? Usate più un blog o i social network per veicolare i vostri contenuti? Fatemi sapere!

  • Come i Blogger usano i Social Media

    Prendiamo in considerazione Lo Stato della Blogosfera 2010 di Technorati per avere un’idea più chiara di come i blogger usano i social media.

    Sempre nell’ottica di come si usano i social media, oggi vogliamo dare uno sguardo a quale uso ne fanno uso i blogger. Strumenti essenziali per chi scrive sul proprio blog per meglio diffondere i propri articoli e per avere la possibilità di poter raggiungere un sempre più ampio pubblico, fidelizzandolo nel tempo. Sempre più spesso si sente parlare in queso periodo della fine dell’era de blog, soppiantato da facebook o twitter. Mi sento di dire che non è così, anzi sono tanti gli indicatori che l’era del blog non è finita, anzi, sarebbe il caso di parlare invece di nuova vita dei blog. Ma diamo insieme un’occhiata ai dati raccolti da Technorati Media, The State of the Blogospehere 2010. (altro…)

  • Nella rete ci sono oltre 145 milioni di blog

    Una massa enorme di blog occupa il web con un ritmo di quasi un milione di post al giorno. E il fenomeno è in crescita.

    Il dato è preso da BlogPulse, del gruppo Nielsen che da il “polso” della situazione riguardo ai blog nel web. Ad oggi ci sono oltre 145 milioni di blog nella rete ed ogni giorno vengono pubblicati e indicizzati quasi un milione di posts. Una enormità che individua un fenomeno comunque in crescita.

    Certo che a guradare questi numeri ci si può spaventare, specie per chi sta proprio in questo momento pensando di aprire un proprio blog, ma non c’è da preoccuparsi perchè una buona parte di questi non pubblica spesso oppure sono qualificati come spam. Quindi di spazio ce n’è.

    Se poi il blog è aziendale, avere una strategia e obiettivi ben definiti è di fondamentale importanza, tenendo ben presente il fatto che a fare la differenza in fatto di qualità sono solo i contenuti. Proprio quelli che ci aiutano a distinguerci dalla massa. Organizzando il proprio blog in questi termini non potrà certo passare inosservato nella rete. Su questo c’è da starne più che certi!

  • Blog, strumento per Comunicare

    Strumento per eccellenza del web 2.0, i blog, corporate blog, stanno prendendo piede anche all’interno delle aziende per poter meglio gestire la comunicazione con i propri clienti, al proprio interno e anche gestire al meglio i rapporti coi propri partners.

    Blog, strumento per comunicare
    Blog, strumento per comunicare

    Leggendo, come di solito faccio, il blog di Mauro Lupi, e come spesso accade, trovo questo post interessante che riporta una parte dell’indagine di McKinsey, How companies are benefiting from Web 2.0: McKinsey Global Survey Results, in cui si nota che, sulla base delle interviste effettuate a 1700 managers di aziende, si nota che i blog risultano essere un valido strumento all’interno dell’organizzazione, per attività rivolte ai clienti, e per quelle dedicate ai partner e fornitori.  (altro…)

  • Yoani Sànchez, blogger a Cuba

    Non si può parlare di libertà di espressione senza citare Yoani Sanchez, blogger e giornalista a Cuba che ogni giorno attarverso il suo blog “Generacion Y” lotta contro le restrizioni assurde del regime del suo paese. Ma sta cambiando qualcosa a Cuba oggi?

    Yoani Sanchez, Cuba Libre
    Yoani Sanchez, Cuba Libre

    Qualche mese  fa tutto il mondo, anche quello meno vicino al mondo del web, conobbe più da vicino Yoani Sanchez. Giornalista e blogger de La Habana con il suo blog Generacion Y lotta quotidianamente contro le restrizioni vigenti sulla libertà di espressione imposte dal governo castrista. L’occasione fu data dalla X Biennale dell’Avana e nel video che può essere ancora visto su youtube, viene documentato quanto accaduto in quel momento, tra l’altro descritto molto bene da Yoani sul suo blog: (altro…)

  • Welcome to my Blog!

    Welcome to my blog!
    Welcome to my blog!

    Benvenuti nel mio blog, “InTime, condivido per comunicare”.
    Welcome to my Blog! Lo ripeto anche per dare il benvenuto a qualche amico americano
    che mi ha detto che verrà a dare un’occhiata, allora per la serie non ci facciamo mancare nulla,
    diamo il benvenuto anche in inglese.

    Il titolo del blog esprime prima di tutto un’esigenza come detto, ma anche una necessità al giorno d’oggi.

    Condividere quindi Comunicare.
    E ne avremo di cose da dire, da discutere.

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