Categoria: Web & Tech

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  • Smart Home, i termostati Nest disponibili anche in Italia

    Smart Home, i termostati Nest disponibili anche in Italia

    A proposito di Smart Home che tanto piace agli italiani, i termostati Nest sbarcano anche nel nostro paese. Grazie alla partnership con Engie Italia e la neonata Wind Tre, sarà disponibile, tra gli altri prodotti, il termostato intelligente Nest Learning di terza generazione.

    I termostati Nest sbarcano anche in Italia e non sarà difficile prevedere che sarà un successo. Basti pensare a quanto gli italiani siano appassionati di Smart Home. Nel 2015 il valore totale del mercato dell’IoT (Internet of Everything), o meglio, Internet delle Cose, era composto dal 7% proprio dal settore Smart Home e i prodotti che gli italiani amavano di più erano proprio applicazioni di antintrusione e i termostati controllati a distanza.

    termostato nest italia

    Lo “sbarco” in Italia di Nest avviene grazie alla partnershio con Engie Italia e la neonata Wind Tre. I prodotti che saranno disponibili nel nostro paese sono:

    – Nest Learning, di terza generazione, il termostato che  impara” la temperatura preferita a casa e determina quanto tempo serve per riscaldare l’abitazione;

    – la webcam Nest Cam Indoor, per controllare casa ed eventuali animali domestici quando si è fuori;

    – la telecamere esterna Nest Cam Outdoor.

    nest cam indoor italia

    Il termostato intelligente Nest Learning

    Nest è la startup che Google acquisisce nel 2014 per 3 miliardi di dollari, quando contava 280 dipendenti. Fondata a Palo Alto nel 2010 da Tony Fadell e da Matt Rogers (ex ingegneri della Apple), lancia il suo primo prodotto, il termostato Nest Learning nel 2011, quello che sarà il vero prodotto di punta dell’azienda. E’ un termostato intelligente, abilitato per la Wi-fi, ottimizza il livello di riscaldamento e di raffreddamento delle case e delle imprese per risparmiare energia. Essendo termostato dotato di un algoritmo per l’apprendimento, gli utenti nelle prime settimane di utilizzo devono regolare il termostato in modo tale che lo stesso possa prendere dei dati a riferimento sulla temeperatura. In questo modo apprende la giusta temepertura da impostare. Attraverso dei sensori e l’app per i dispositivi mobili, il termostato imposta la modalità risparmio energetico quando si rende conto che in casa non si trova nessuno.

    Nest quindi punta a rafforzare la sua presenza in Europa e lancia i suoi prodotti in quattro nuovi mercati: oltre all’Italia in Austria, Germania e Spagna. Ad oggi i prodotti Nest sono presenti in 7 marcati, ma sono già utilizzati in 190 paesi.

  • L’impatto dell’IoT entro il 2020, tra rischi e nuove sfide

    L’impatto dell’IoT entro il 2020, tra rischi e nuove sfide

    Quale sarà l’impatto dell’IoT nei prossimi anni? A questa domanda possiamo rispondere con una interessante ricerca di SAS “Internet of Things, Visualise the Impact” che ha chiesto a 75 organizzazioni quale fosse la loro opinione in merito. Ebbene, oltre il 40% ritiene che l’IoT migliorerà l’efficienza operativa e per il 36% contribuirà a una migliore esperienza utente.

    L’IoT (Internet Of Things), l’Internet delle Cose, la tecnologia che sfrutta la connettività degli oggetti per abilitare una migliore gestione dei processi produttivi, grazie a dati sempre più preziosi, sta certamente facendo sempre più parte della nostra vita. Basti pensare che solo in Italia si parla già di un volume di affari di oltre 2 miliardi di euro con oltre 10 milioni di oggetti connessi. Oggi torniamo a parlare di IoT grazie ad una interessante ricerca, “Internet of Things, Visualise the Impact”, che potete scaricare qui in formato ebook. Realizzata da SAS, raccoglie l’esperienza di 75 organizzazioni che hanno raccontato come l’IoT impatterà sulle loro aziende da diversi punti di vista, entro il 2020.

    impatto iot SAS 2016

    Il dato che va subito evidenziato, come riportato anche dall’infografica che trovate in basso, è quello secondo il quale il 43% delle organizzazioni ritiene che l’IoT sarà un elemento essenziale per migliorare l’efficienza organizzativa, mentre il 36%, quindi più di un terzo, ritiene che l’IoT contribuirà ad una migliore esperienza utente. Sono dati assolutamente rilevanti che evidenziano quanto l’IoT stia cambiando il mondo delle aziende, ma che sottolinea anche, quanto ancora ci sia da fare perché questo fenomeno possa crescere ulteriormente. Secondo altri interessanti dati, il 29% delle organizzazioni intervistate vede l’IoT come la tecnologia necessaria a migliorare i propri prodotti e servizi, aspetto fondamentale questo, e il 25% che vede l’IoT come miglioramento per il proprio management. Tutte aspettative e sfide che sono reali e che delineano quanto il fenomeno sia importante per le aziende.

    Per quanto riguarda il tema delle aspettative, e quindi priorità nei prossimi anni, c’è da rilevare come le aziende mettano al primo posto, con il 22%, il “cliente connesso”. Poco distaccato è il tema dell’autodiagnostica (17%) e del tracciamento degli asset (16%).

    In tema di sfide da affrontare nei prossimi anni, in relazione all’IoT, le organizzazioni interpellate dallo studio dichiarano che si concentreranno sul “real time data analytics” (22%), un elemento che assume sempre più un valore strategico e che permetterà alle aziende di poter affrontare qualsiasi tipo di situazione in tempo reale. Altra sfida è quella legata alla sicurezza (16%) e alla fase di gestione delle situazioni a rischio che ne deriveranno. Altro dato molto interessante che rileva la ricerca, è quello che mostra come il 20% delle organizzazioni veda come vera sfida quella della gestione del cambiamento culturale che ne deriva e che è necessario per affrontare, in generale, tutte le sfide future.

    Anche perché, non guardare all’IoT come elemento di crescita significa, per le organizzazioni, perdere quote di mercato; significa perdere efficienza operativa e la capacità di offrire prodotti e servizi all’avanguardia. Rischi che le aziende e le organizzazioni non possono, oggi, permettersi di correre.

    Ma per guardare all’IoT con fiducia è necessario sì un cambiamento culturale, ma che coinvolga l’azienda anche in termini di risorse interne. Parliamo quindi ci competenze che devono assolutamente essere considerate per affrontare le sfide del futuro. È quindi necessario scommettere su nuove competenze e nuove figure come il Data Scientist. La ricerca rileva che, in assenza di questa figura, le aziende sono ricorse a consulenti esterni, nel 15% dei casi, e all’automazione dei processi nel 13% dei casi.

    Vi invitiamo a scaricare gratuitamente questo interessantissimo ebook, per comprendere il fenomeno dell’IoT dal punto di vista delle aziende e di come questa tecnologia oggi stia cambiando le organizzazioni.

    E poi se volete, fateci sapere cosa ne pensate per estendere il dibattito su questo grande tema anche con la vostra opinione.

    impatto iot infografica SAS 2016

     

  • Olympiads, come i brand comunicano e pianificano i grandi eventi

    Olympiads, come i brand comunicano e pianificano i grandi eventi

    Ipsos ha presentato i risultati di una ricerca, “OlympiADS”, condotta in Italia per misurare la performance delle pubblicità televisive trasmesse durante le Olimpiadi di Rio 2016. Ne è venuto fuori uno spaccato interessante su come i brand comunicano e pianificano i grandi eventi.

    Come comunicano i brand durante i grandi eventi? E come li pianificano dal punto di vista dell’advertising? A queste domande ha dato risposte molto esaustive una interessante ricerca di Ipsos, leader mondiale nel settore delle ricerche di mercato, presentata nei giorni scorsi a Milano, Olympiads, una ricerca per osservare come le aziende ha approfittato di un grande evento come le ultime Olimpiadi di Rio 2016, tra l’altro uno degli eventi sportivi più social di sempre. Da questo punto di vista in Italia ha totalizzato sui social media 1 milione di commenti e 16 milioni di interazioni.

    olympiads ipsos 2016

    La ricerca ha preso in esame, durante le due settimane di programmazione dei giochi olimpici, 48 comunicazioni televisive di 28 marche ottenendo più di 4.000 valutazioni singole su un campione di oltre 1.400 persone.  Dalla ricerca Ipsos emerge che le marche che hanno scelto di sviluppare delle creatività attorno agli atleti olimpici hanno ottenuto un potenziale di successo significativamente superiore rispetto alle altre comunicazioni. Allo stesso tempo però le creatività che hanno sviluppato temi sportivi, alcune direttamente collegate alle olimpiadi altre invece che parlano dei valori legati allo sport che non mostrano gli atleti, hanno ottenuto una performance simile alla media.

    olympiads ipsos 2016 atleti

    olympiads ipsos 2016 creatività

    L’utilizzo di atleti olimpionici è stato un modo per ottenere più potenzialità di successo ma non è una garanzia. Infatti, tra tutte le comunicazioni testate, nelle prime 10 posizioni per indice di performance ci sono 4 comunicazioni con atleti olimpionici ma anche 3 comunicazioni che non fanno riferimento né alle olimpiadi né allo sport.

    Le comunicazioni che giocano sulla leva del coinvolgimento e delle emozioni mostrano delle performance significativamente superiori.

    Le olimpiadi sono un evento che genera un forte coinvolgimento e dove viene posta una grande attenzione alle emozioni. Per questo motivo i grandi brand attraverso le loro campagne di comunicazione cercano di associare il proprio brand con i valori di globalità, sportività, uguaglianza e solidarietà”, commenta Jennifer Hubber, CEO Ipsos, che continua:” In un contesto del genere, è evidente che le comunicazioni che giocano sulla leva del coinvolgimento e delle emozioni mostrino delle performance significativamente superiori, come ad esempio la pubblicità di P&G #GrazieDiCuoreMamma o quella di Samsung in cui si racconta il viaggio verso Rio 2016 di Margret Rumat Rumat Hassan, prima atleta sud sudanese a partecipare alle olimpiadi.”

    Anche le comunicazioni che hanno utilizzato gli atleti olimpionici in modo sinergico alla marca hanno ottenuto un’ottima performance in termini di rilevanza e differenziazione. Un esempio, è la comunicazione di Omega, in cui si vedono vari campioni che diventano gli ambasciatori della marca.

    olympiads ipsos 2016 performance

    Tuttavia, la scelta di creare una comunicazione utilizzando atleti olimpionici può essere rischiosa se il ruolo che gli viene dato non è sinergico e strettamente legato a quello della marca. In questo senso, il brand linkage diventa un’area a cui prestare grande attenzione.

    Notare che comunque l’evento ha realizzato una performance anche più alta di quella realizzata per i mondiali di calcio.

    Da questa ricerca nascono quindi dei suggerimenti importanti che i brand devono tener presente in presenza di grandi eventi.

    E voi che ne pensate?

  • Ecco Zextras Suite, l’estensione modulare per Zimbra Collaboration

    Ecco Zextras Suite, l’estensione modulare per Zimbra Collaboration

    In un’era in cui si è sempre connessi Zextras Suite può essere la soluzione ideale. Zextras Suite è l’estensione modulare per Zimbra. Grazie alle funzionalità come Backup, Mobile o Chat, Zetras diventa la modalità unica che si integra perfettamente con il server e con i client.

    In un’era in cui si è sempre connessi e si ha sempre di più l’esigenza di avere a portata di mano la propria casella email e i propri dati, una soluzione come quella che vi presentiamo oggi sembra essere la soluzione ideale. Infatti oggi vi presentiamo Zextras Suite, l’estensione modulare per Zimbra Collaboration usata da quasi 8 milioni di clienti nel monso con un tasso di soddisfazione del 95%. Questa soluzione combina automazione e sicurezza per dare agli utenti il meglio di entrambi. Essere sempre connessi non conta se non si è connessi alle risorse giuste: l’obiettivo è quello di dare la possibilità di essere connessi a tutto, sempre. Le funzionalità più avanzate a portata di mano, progettate per essere facili da configurare e da gestire.

    zextras suite gear

    Zextras Suite prevede questi moduli:

    • BACKUP: L’unico e solo backup in tempo reale per Zimbra;
    • MOBILE: Sincronizza nativamente le tue email, contatti, appuntamenti e impegni tramite il protocollo Exchange ActiveSync;
    • POWERSTORE: Ottimizza i tuoi volumi Zimbra e risparmia spazio disco grazie alla Compressione e alla Deduplicazione;
    • ADMIN: Il modo più facile per ottenere funzionalità di delega dell’amministrazione e monitoraggio su Zimbra;
    • CHAT: La soluzione tutto in uno di Instant Messaging e Videochat per Zimbra, che si integra perfettamente col tuo server e i tuoi client.

    Questo video spiega come Zextras Suite si integra con un server Zimbra.

    Tutte le info sul software, che potete scaricare anche in prova gratuita per 30 giorni, le trovate sul sito di Zextras.

  • Italiani e Realtà Virtuale: i consumatori conoscono e apprezzano il fenomeno

    Italiani e Realtà Virtuale: i consumatori conoscono e apprezzano il fenomeno

    Come considerano gli italiani la Realtà Virtuale? A questa domanda risponde una recente ricerca di Context, leader di analisi di mercato IT in Europa. In Italia il 70% dei consumatori ha sentito parlare della RV; il 12% pensa che sia un fenomeno in grado di rivoluzionare il nostro modo di vivere.

    Di Realtà Virtuale se ne parla sempre più spesso e nei prossimi mesi e nei prossimi anni sarà il fenomeno su cui in qualche modo puntare. Si stima che entro il 2018 i ricavi da prodotti per la Realtà Virtuale saranno 5,2 miliardi di dollari; ad oggi parliamo di 3,8 miliardi di dollari. Ma come considerano gli italiani questo fenomeno e fino a che punto lo conoscono? A questa domanda possiamo rispondere grazie ad una recente ricerca di Context, leader europeo per le ricerche di mercato in ambito IT, la quale evidenzia che il il 70% dei consumatori Italiani sa di cosa si parla quando si discute di Realtà Virtuale (RV).

    realtà- virtuale prodotti mercato

    Abbiamo visto, e raccontato, quanto Facebook stia puntando molto sulla Realtà Virtuale che rivoluzionerà il social network di Zuckerberg, ma ci sono anche aziende come Oculus Rift, HTC e Sony (ma anche altre) che su questo fenomeno ci stanno puntando molto.

    Fino ad oggi il settore che è stato in grado di creare attenzione e coinvolgimento tra i consumatori è quello dello sport, infatti  il 61% degli italiani sostiene che sarebbe entusiasta di vedere una partita come se fosse presente sul posto. Questa percentuale sale in Francia (65%) e in Germania (66%). Questo si spiega grazie alla capacità della Realtà Virtuale di trasportare l’utente in un’esperienza altrimenti impossibile da vivere, un elemento che attrae evidentemente anche gli italiani.

    Il 12% degli intervistati italiani è convinto che la Realtà Virtuale abbia un grande potenziale al punto da rivoluzionare il nostro modo di vivere. Visto il livello di diffusione ancora lontano dal massimo potenziale, questa è un dato interessante da sapere. E quali prodotti acquisterebbero oggi gli italiani? Le risposte sono quasi scontate, infatti il 19% acquisterebbe Sony PlayStation RV e il 15% Oculus Rift.

    realtà virtuale italiani franzrusso.it 2016

    La ricerca di Context rileva che i consumatori italiani appaiono soddisfatti dal potenziale della Realtà Virtuale, ma convincerli a investire nella tecnologia può rivelarsi un ostacolo. Soltanto l’8% del pubblico in generale e il 26% dei videogiocatori spenderebbe i soldi necessari per acquistare le cuffie RV. Il 70% dei partecipanti italiani, pur essendo a conoscenza del termine e delle sue possibili applicazioni, ha convenuto che non comprende bene i prodotti della RV; il 69% vorrebbe aspettare prima di investire nella piattaforma.

    E dove acquisterebbero gli italiani prodotti per la Realtà Virtuale? Il 19% ha scelto i retailer locali specializzati in tecnologia e il 16% i grandi retailer specializzati; il 14% comprerebbe in Amazon e il 19% dal resto dei retailer online. E prima ancora di parlare di prezzi gli italiani vorrebbero vedere i prodotti all’opera, quindi provarli:  il 78% considera che la possibilità di poter realizzare una dimostrazione è un fattore essenziale nel decidere dove acquistare.

    Insomma, dati interessanti, per nulla scontati, che ci dimostrano quanto gli italiano conoscono e apprezzato la Realtà Virtuale. Dati che le aziende che operano nel settore di sicuro vorrebbero sapere.

    E coi cosa ne pensate?

  • Smart City: l’esperienza SMaC nell’intervista a Mauro Sammaritani

    Smart City: l’esperienza SMaC nell’intervista a Mauro Sammaritani

    A proposito di Smart City, vi proponiamo questa interessante intervista con Mauro Sammaritani, Ufficio Statistica della Repubblica di San Marino, che ci parla del progetto SMaC e di come esso si sia evoluto in un vero progetto smart che coinvolge tutto il territorio.

    In questa intervista a Mauro Sammatirani, dell’Ufficio Statistica della Repubblica di San Marino, parliamo del progetto SMaC, nato nel 2008 per cercare di fronteggiare l’emorragia di consumi che si stava verificando dal territorio di San Marino verso i comuni limitrofi. Il progetto nel corso degli anni si è evoluto e oggi può essere certamente definito un bel progetto di Smart City.

    Quali sono le caratteristiche del progetto e quali, se ne avete avute, le criticità incontrate sul vostro percorso?

    Non in realtà non siamo partiti subito con un progetto di Smart City, è arrivato naturalmente, ed è un elemento questo che ci ha agevolato molto. Tieni presente che il nostro è un territorio molto piccolo e quindi, per il nostro progetto di Smart City, questo ha giocato senz’altro a nostro favore. Noi ci siamo trovati di fronte nel 2008 ad una emorragia di consumi che andava al di fuori del nostro piccolo territorio , con la nascita di megastore e outlet, nelle zone limitrofe, che hanno creato qualche disagio al commercio sammarinese. SMaC quindi nasce proprio di fronte a questa esigenza, con l’obiettivo di trattenere i consumatori sammarinesi all’interno del nostro territorio e questo già dall’inizio ha dato degli ottimi risultati. E ci siamo resi conto nel tempo che con SMaC siamo risultati competitivi anche per il territorio confinante al nostro, al punto che i cittadini di altri paesi trovavano interessante acquistare prodotti all’interno del nostro comune grazie proprio a SMaC. E questo ha fatto sì che le transazioni negli anni aumentassero notevolmente e adesso riusciamo a rilevare dati interessanti con 3 milioni di transazioni nel primo anno a oltre 6 milioni di transazioni del 2015. Dai di una certa dimensione per un territorio come il nostro di 60 chilometri quadrati.smac san marino

    Da qui in poi si sono sviluppate tutte le idee attorno al progetto di Smart City, col tempo abbiamo infatti deciso di geolocalizzare tutti gli esercenti presso i quali avvenivano le transazioni, da qui l’idea di disegnare i flussi di traffico relativi ai giorni della settimana e agli orari. Abbiamo sfruttato appieno il modo in cui viene utilizzata questa carta, SMaC, che è diventato ormai un utilizzo massivo, per riuscire ad ottenere dei dati. Questi dati, e questo fa parte del progetto che abbiamo ora in essere, li stiamo incrociando con dei dati che già venivano raccolti in precedenza, i quali si sono ben implementati con questa nostra idea. E mi riferisco ai dati sull’incidentalità stradale, un dato su cui San Marino sta svolgendo un lavoro importante dal 2008. La raccolta di questa tipologia di dati era nata precedentemente per comprendere quali fossero le arterie stradali più rischiose all’interno del territorio, poi era nato anche per valutare il costo sociale della stessa incidentalità stradale. E la raccolta era già iniziata geolocalizzando gli incidenti. Quindi, il nostro obiettivo è quello di incrociare questi dati sull’incidentalità stradale con quelli relativi ai flussi di traffico che registriamo in relazione al progetto SMaC. La nostra idea è quindi di mettere in relazione i due dati e di tirar fuori, già entro la fine di quest’estate, le relazioni che da qui possono nascere.

    Il progetto di Smart City è quindi venuto di conseguenza grazie alle buone basi che avevamo gettato prima e questo ci ha molto aiutato.

    Qual è stata la reazione dei cittadini sammarinesi all’avvio del progetto di Smac e di tutto quello che ne è conseguito?

    In realtà non abbiamo fatto una grande pubblicità da questo punto di vista, siamo ancora un cantiere aperto e contiamo di pubblicizzare la cosa al momento opportuno. Tutto questo vuoi anche per un problema di privacy che è sorto, un aspetto che stiamo già curando in base ai vari feedback che abbiamo ricevuto. Nel frattempo stiamo lavorando nel rendere fruibile il dato SMaC anche agli esercenti. Vale a dire, gli esercenti che prenderanno parte al circuito SMaC avranno in dotazione dei dati di mercato, delle statistiche che faranno comprendere l’atteggiamento dei cittadini di San Marino verso i suoi prodotti, daremo statistiche relative anche all’atteggiamento dei consumatori che arrivano dai comuni limitrofi, con dati demografici. Questo lo sviluppo immediato. E dai test fatti finora gli esercenti sono molto contenti di avere in mano dei dati in modo assolutamente gratuito. E’ una sorta di ringraziamento che lo stato di San Marino, promotore della Smac, ha voluto dare a quegli esercenti che aderiscono alla statistica.

    L’opinione pubblica in generale, anche se ancora in piccola parte, risponde con un minimo di titubanza per il problema di privacy di cui parlavo prima, l’esercente invece ha una reazione diversa, quindi positiva, anche se siamo ancora in una fase di test.

    smac san marino

    Di sicuro il passaggio successivo sarà quello di mirare ai cittadini che spesso, specialmente in situazioni di maggiore sicurezza, sono disposti ad accettare il fatto di essere osservati di più.

    E’ proprio questo il motivo per cui non abbiamo ancora pubblicizzato molto il progetto. Finché siamo in una fase di semplice lettura del dato SMaC, il cittadino non sarà molto interessato. Ma quando faremo conoscere altri dati in relazione all’aspetto privacy, farà registrare un altro tipo di reazione.

    Andando nello specifico della Smac, voi praticamente la distribuite a tutti i vostri cittadini. Ci può spiegare come funziona il meccanismo?

    La SMaC viene data ai cittadini sammarinesi ma anche agli stranieri, è una carta che può sottoscrivere chiunque. In pratica, è una carta che ha un costo di attivazione di 10 euro e immediatamente diventa un borsellino elettronico. Il costo iniziale serve per ottenere la carta. Man mano che la si utilizza diventa proprio un borsellino elettronico. L’esempio classico è quello della benzina, con SMaC lo sconto applicato è di 15% centesimi a litro, significa che se faccio un rifornimento di 50 litri, pago in cash e poi fornisco la carta al benzinaio, il quale passa la carta. In quel momento viene caricato l’importo pari a 15% per ogni litro di carburante acquistato: si ricarica quindi di 7,5 euro. Quindi quello che permette Smac è un vero e proprio borsellino elettronico che ricarica il cittadino di soldi veri da spendere. Il nostro obiettivo era quindi quello di dare la possibilità al cliente di incrementare e fidelizzare il cliente verso le attività del territorio. E una volta che si è raggiunta una certa cifra la carta può essere utilizzata anche per pagare. E’ possibile anche ricaricarla in banca. Tra gli esercizi convenzionati abbiamo diverse categorie, dal benzinaio ai supermercati, ai negozi di elettronica. Se un esercente volesse entrare nel programma SMaC formula una richiesta in base alla sua collocazione merceologica, verrà poi inserito in un categoria relativo. Con la SMaC, ripeto, avevamo l’obiettivo di fidelizzare il cliente.

    Ma come avviene la raccolta del dato in relazione a questo progetto?

    I dati che trattiamo sono dati POS e vengono raccolti da un centro servizi, è quindi un dato bancario mensile. A quel punto riceviamo il dato presso il nostro ufficio statistico, da quel momento inizia un lavoro molto importante che facciamo proprio con SAS. Partiamo quindi con l’operazione di “pulizia” del dato anagrafico, utilizzando un Data Quality di SAS e poi lo colleghiamo alla transazione. Da questa fase iniziano le elaborazioni con un Visual Analytics SAS che viene messo a disposizione degli interni, quindi all’ufficio Smac ogni mese. Tra un po’ inizierà anche la fase statistica per gli esercenti e anche lì i dati verranno resi disponibili mensilmente.

    Abbiamo visto come è nato il progetto, come si è sviluppato e anche come funziona. Ma cosa manca per completare l’idea?

    Sicuramente entro l’anno vorremmo completare l’analisi dei dati relativi ai flussi, per quanto riguarda l’incidentalità stradale mettendo in relazioni con i dati sulle movimentazioni di SMaC. Stiamo correlando anche i dati SMaC con i dati meteorologici, un aspetto che ci interessa molto soprattutto per comprendere quanto il meteo possa incidere  sul dato Smac. Le faccio un esempio della nevicata che ha colpito il nostro territorio nel 2012, una nevicata piuttosto pesante. In quel caso il paese si è praticamente fermato, di conseguenza anche i dati SMaC si sono fermati. Tutto questo ha avuto conseguenze economiche piuttosto violenti. Gli spostamenti erano impossibili per diverse settimane. Ecco, attraverso quest relazione siamo interessati a capire quale sia il costo della neve. Quindi entro l’anno vorremo completare la parte relativa al meteo.

    Esiste poi un ultimo aspetto che riguarda la SMaC e cioè quello fiscale. Dal 2015 la SMaC viene utilizzata come scontrino elettronico, obbligatorio per l’esercente, è quello che rappresenta lo scontrino fiscale italiano. Le transazioni saranno sicuramente più alte.

    Ma vi siete un attimo fermati a pensare a quanto avete risparmiato in tutti questi anni?

    Nella prima fase di vita della SMaC in realtà non c’è stato un grande risparmio, anche perchè all’inizio veniva usata quasi esclusivamente come carta carburante e quindi venivano tagliate fuori tutte le altre categorie. Anche perchè il 15% di sconto sulla benzina ce li mette tutti lo stato. Successivamente abbiamo rivisto la carta e aumentando i consumi sul territorio e si è visto un certo risparmio, anche se non le so dire nei numeri quanto sia stato. Adesso stanno partendo i concorsi a premi in relazione al numero di transazioni e i premi sono ricariche sulla carta. In questo modo di cerca ulteriormente di incentivare i consumi all’interno del territorio. L’investimento è abbastanza alto visto l’intervento dello stato e continua in questo opera, incentivandola. Anche se al momento non abbiamo fatto una lavoro per quantificare tutte le attività di analisi ed elaborazione dei costi risparmiati.

    Avete riscontrato degli effetti anche dal punto di vista occupazionale?

    Al momento no, ma una risposta a questa domanda la potremmo avere all’inizio del prossimo anno. Questo è un anno in cui a San Marino ci sono diversi investimenti, tra l’altro una grande catena di distribuzione sta per aprire le sue attività sul territorio, e altre ne stanno nascendo. Sarà interessante quindi osservare le evoluzioni dal punto di vista SMaC ma anche dal punto di vista occupazionale perchè realtà come queste incidono molto su un territorio come il nostro.

  • Il futuro dei Big Data è nel Data Management

    Il futuro dei Big Data è nel Data Management

    Il futuro dei Big Data è nel Data Management. Questa è la diretta conseguenza della crescita continua del fenomeno dei Big Data. Un ebook di SAS Italy spiega bene l’importanza del Data Management e di come questa attività sia di assoluta importanza per le aziende che vogliono crescere oggi.

    I Big Data ormai non sono più una moda o un fenomeno passeggero, sono una certezza, una solida certezza. Questa enorme massa di dati che ogni giorno viene prodotta sta assumendo, e assumerà ancora, dimensioni sempre più grandi. Pensate che ogni giorno vengono prodotti 2,3 trilioni di gigabyte di dati e che entro il 2020 si prevede che il volume dei dati prodotti possa arrivare a toccare il volume di 43 trilioni di gigabyte, una massa enorme. Tutto questo è il riflesso dei nostri tempi, dove regna la connessione a tutti i livelli, basti pensare al fenomeno dell’Internet delle Cose, del fatto che su 7 miliardi di persone 6 miliardi possiedono uno smartphone.

    Tutto questo fenomeno produce di continuo una grande massa di Dati che in realtà costituiscono un vero tesoro. Le aziende oggi hanno l’interesse ad agganciare il fenomeno dei Big Data perchè questa è una grande opportunità di business, di crescita. E i Dati sono il tesoro, il vero elemento che rende tutto più prezioso.

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    Ma per fare questo però bisogna dotarsi degli strumenti giusti, bisogna avere bene impressa la strategia adeguata da perseguire, bisogna, in altre parole, conoscere a fondo i dati, estrapolare da essi le informazioni per poi poterle utilizzare al proprio interno. Diversi dati negli ultimi tempi evidenziano che le aziende che hanno saputo imprimere una svolta positiva alla loro impresa in termini di crescita, di relazione con il cliente, sono state proprio quelle che hanno saputo utilizzare e interpretare al meglio i dati.

    E come hanno fatto? La risposta è semplice, hanno messo in pratica attività di Data Management, ossia l’attività che consiste nel futuro dei Big Data.

    data management 2016

    Come sapete su InTime seguiamo con grande interesse il tema dei Big Data e proprio per questo oggi vogliamo segnalarvi un nuovo ebook di SAS Italy, leader nel settore del business analytics, dal titoloIl futuro dei Big Data si chiama Data Management“, un prezioso documento che illustra come il Data Management sia quell’attività che aiuta le aziende e i professionisti a ottimizzare la fase di elaborazione del dato. E in particolare due sono sono gli strumenti chiave del Data Managemente e cioè:  la Data Quality e la Data Integration.

    La Data Quality è l’insieme dei processi che garantisce la conformità del dato in relazione al business, un modo per non disperdere informazioni preziose; la Data Integration è quell’attività costituita da un insieme di processi che elabora dati diversi aggregandoli in un unico formato.

    big data management scientist

    Un insieme di attività quindi che garantisce l’elaborazione corretta del dato che si tramuta in grande vantaggio per le aziende. E di fronte alla crescita esponenziale dei Dati e di fronte alla necessità di implementare attività di Data Management, ecco che vanno emergendo figure professionali specifiche per questo tipo di attività, come il Citizen Data Scientist. Questa nuova figura ha alla base conoscenze  conoscenze trasversali di business, con una base di matematica e statistica, ma è anche una persona curiosa che farà da tramite, tra i due ruoli opposti del mondo dei Big Data: l’IT e il Business.

    Insomma, i Dati sono davvero elementi preziosi per le aziende che grazie dal Data Management possono conoscere, interpretare e usare nella maniera giusta per le proprie scelte di business.

    L’invito che vi facciamo è quelli di scaricare gratuitamente questo ebook da questo link e poi, se volete, vi invitiamo anche a condividere qui le vostre impressioni e domande.

     

  • De’ Longhi, ecco la prima guida digitale delle Torrefazioni italiane

    De’ Longhi, ecco la prima guida digitale delle Torrefazioni italiane

    In occasione del Salone Internazionale del Libro di Torino, De’ Longhi, in collaborazione con Slow Food Educazione ha presentato in anteprima nazionale “L’Eccellenza delle Torrefazioni Italiane”, la prima guida digitale che comprende 25 torrefazioni italiane di alta qualità.

    Parlare di caffè in Italia significa parlare davvero di tradizione, infatti questa bevanda è ormai da considerarsi caratteristica della nostra cultura culinaria. Ogni zona del nostro paese ha gusti e tradizioni diverse, ma tutti ci riconosciamo di fronte a un bel caffè espresso, il caffè ristretto quello che all’estero non si trova quasi mai come lo vorremmo. E’ una tradizione che si rispecchia anche nell’economia del paese, a sottolineare l’importanza che ha anche il mondo della produzione del Caffè in Italia. Il nostro paese è tra i primi paesi al mondo per export di Caffè torrefatto e siamo anche tra i primi al mondo per consumo pro capite.

    eccellenza torrefazioni caffè de' longhi slow food

    Fatta questa premessa, vi starete chiedendo perchè oggi parliamo di Caffè su InTime. A parte che parlare di Caffè va bene a qualsiasi ora della giornata, ma soprattutto vogliamo parlarvi di un interessante progetto che De’ Longhi, azienda leader nella produzione di macchine da caffè, in collaborazione con Slow Food Educazione, ha presentato in anteprima nazionale al recente Salone del Libro di Torino. Il progetto si chiama “L’Eccellenza delle Torrefazioni Italiane” ed è la prima guida digitale delle torrefazioni di alta qualità. Le torrefazioni raccolte in questa guida sono 25 e rappresentano torrefazioni di qualità selezionati da Gabriella Baiguera, esperta di Caffè e responsabile della formazione Master of Food Caffè di Slow Food.

    https://www.instagram.com/p/BFWB-hnrVLe/?taken-by=franzrusso

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    Obiettivo di questa guida, che vi consigliamo assolutamente di consultare a questo link torrefazionidelonghi.it, è quello di segnalare le torrefazioni di qualità del nostro paese che, come ha sottolineato Gabriella Baiguera durante la presentazione “la maggior parte aderenti a circuiti qualificanti come Presìdi Slow Food, CSC Caffè Speciali Certificati, SCAE Specialty Coffee Association of Europe, Grand Gourmet”. Sono per lo più torrefazioni artigianali, attività che spesso si sono tramandate nel tempo da padre in figlio, che rispondono a requisiti precisi come possedere forni tradizionali a tamburo o moderni a convezione d’aria di dimensioni contenute, e abili nel cuocere caffè a diversi gradi per soddisfare il gusto di ogni consumatore.

    https://www.instagram.com/p/BFWCzNurVM-/?taken-by=franzrusso

    Nella guida le torrefazioni vengono presentate con la loro storia, i metodi di lavorazione del caffè, l’origine o la miscela “top” proposta con un grafico risultato della degustazione, le caratteristiche della stessa e i suggerimenti per una corretta preparazione e consumo.

    “L’Eccellenza delle Torrefazioni Italiane” è quindi una guida alle migliori torrefazioni italiane, ma contiene anche suggerimenti sui luoghi dove poter trovare e gustare il miglior caffè italiano e altre curiosità.

  • Eni per il Giubileo 2016, ecco il Press Point

    Eni per il Giubileo 2016, ecco il Press Point

    In occasione del Giubileo della Misericordia, fortemente voluto da Papa Francesco, Eni mette a disposizione, per questo grande evento, un Press Point che sarà il punto di riferimento per tutti gli operatori dei media che intendano interfacciarsi con le Istituzioni italiane in occasione del Giubileo.

    Come certamente ricorderete, in occasione dell’apertura della Porta Santa ad opera di Papa Francesco, che sanciva l’inizio del Giubileo della Misericordia da lui fortemente voluto, avevamo parlato di questo importante evento per vedere come i Social Media lo avevano vissuto. Un evento che continueremo a seguire con molto interesse, essendo anche il primo dell’era dei Social Media.

    E oggi torniamo a parlarvi di Giubileo che continua con un calendario fittissimo di eventi. Da ultimo la traslazione temporanea delle spoglie di San Pio da Pietrelcina e di San Leopoldo Mandić che ha visto la partecipazione di oltre mezzo milione di persone. E altri eventi di questa portata avverranno nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, eventi che richiedono il massimo in termini di organizzazione per una perfetta riuscita.

    eni press point

    E trattandosi di grandi eventi che hanno bisogno di essere raccontati dai tantissimi giornalisti che seguono a Roma il Giubileo, Eni, una delle più importanti aziende italiane presente in più di 80 paesi nel mondo, ha messo a disposizione un Press Point nella Sala Teatro della Chiesa e Ospedale di Santo Spirito in Sassia, non lontana dalla sede del Vaticano. La struttura, attiva dal 5 dicembre 2015 grazie alla disponibilità della ASL RM/E e della Regione Lazio, che hanno concesso i locali, e alla collaborazione di Eni, aggiudicataria del bando di sponsorizzazione tecnica indetto dalla Prefettura di Roma, sarà il punto di riferimento per tutti gli operatori dei media che intendano interfacciarsi con le Istituzioni italiane in occasione del Giubileo.

    Alla base della decisione da parte di Eni di allestire un Press Point in seno ad un evento così importante c’è sicuramente il fatto che Eni diffonde valori quali il rispetto e la collaborazione fra le persone di cultura e storia diversa, che fanno parte dell’identità e delle radici dell’azienda. Significa che nel suo essere azienda Eni considera molto importante il legame con il tessuto sociale in cui è inserita, favorendo sempre il dialogo e lo scambio di informazioni. Decisione scaturita anche dalla competenza interna all’azienda, quella di Agi, che già in occasione della beatificazione e santificazione di Papa Giovanni Paolo II aveva contribuito con risultati molto positivi che le sono stati riconosciuti, in termini di assistenza tecnica e produzione editoriale. E in un evento come il Giubileo l’informazione giocherà un ruolo molto importante.

    Il Press Point allestito da Eni, con il supporto tecnico di Agi e di Telecom, diventerà quindi uno snodo fondamentale nella logistica dell’evento. Non solo per l’efficienza ma anche per l’alta tecnologia degli apparati messi a disposizione: 30 postazioni pc collegate in rete, banda Wi-Fi, una zona stampa e di consultazione dei notiziari, un desk informativo in grado di ospitare fino a 100 giornalisti.

    Agi metterà a disposizione dei media, ed è uno degli elementi di forza dell’iniziativa, un’ampia produzione editoriale sia in termini di content making che di assistenza e back-office, collaborando al fianco della Prefettura di Roma e della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede per la diffusione delle notizie sul portale Roma per il Giubileo. L’agenzia, inoltre, realizzerà sul portale agi.it speciali e contenuti audiovisivi, mettendo a disposizione dell’evento il know-how editoriale del proprio staff e l’accesso ai notiziari internazionali. All’interno della Sala Stampa sarà infatti possibile accedere ad “Agi Browser”, un sistema multipiattaforma e multiflusso, sviluppato per supportare le attività di consultazione delle informazioni da parte dei giornalisti e delle strutture redazionali professionali e multilingua: dall’italiano, all’ inglese, dallo spagnolo, al francese e all’arabo.

    Dialogo, scambio di informazioni, incontro tra culture diverse, internazionalità, tutti elementi che accomunano Eni, per la sua storia, ad un evento come il Giubileo. Evento al quale non poteva mancare di dare il suo apporto, perché, come recita la sua campagna di comunicazione: “abbiamo l’energia per vederlo, abbiamo l’energia per farlo“.

  • E’ MutuiSupermarket il miglior sito di comparazione online

    E’ MutuiSupermarket il miglior sito di comparazione online

    MutuiSupermarket.it, leader per la comparazione e scelta del proprio mutuo su internet, festeggia l’assegnazione di inizio anno del premio MetrixLab “Miglior Sito Web Italiano di Confronto” del 2015.

    Di MutuiSupermarket.it, il broker di mutui on line che in soli cinque anni è diventato il nuovo punto di riferimento di famiglie e privati per la scelta del proprio mutuo su internet, vi avevamo parlato qualche anno fa proprio in occasione del lancio del nuovo sito. E oggi torniamo a parlarvene in occasione della recente assegnazione del premio MetrixLab “Miglior Sito Web Italiano di Confronto” del 2015. 

    Il riconoscimento viene assegnato annualmente sulla base di migliaia di feed-back forniti da privati e famiglie – in modo indipendente e autonomo – che hanno utilizzato i servizi online dei più popolari siti di comparazione e scelta, fra cui quest’anno sono stati selezionati player storici di eccellenza come Facile.it, Kayak, Trova Prezzi, Altroconsumo e Segugio.it. Nella categoria “Banking” vince il titolo di miglior sito 2015 Banca Fineco del Gruppo Unicredit e in “Assicurazioni” si afferma il sito Genertel del Gruppo Generali.

    MutuiSupermarket

    MutuiSupermarket.it si differenzia nello scenario competitivo dei cosiddetti “comparatori di prezzi on line” per il proprio approccio customer-centric, friendly e innovativo, e per l’esperienza e track-record più che decennale del proprio management, lo stesso che sviluppò per primo in Italia il servizio di comparazione dei mutui su canale internet.

    MutuiSupermarket è 100% responsive – si adatta ad ogni tipo di piattaforma desktop o mobile, dal pc, al tablet allo smartphone – e attraverso un look & feel dinamico e moderno – che permette un utilizzo intuitivo e piacevole – fornisce risposte immediate personalizzate, chiare e aggiornate per trasformare la scelta del mutuo sul web in un processo alla portata di tutti, esperti e non.

    E’ totalmente gratuito: offre a privati e famiglie tutti gli strumenti di educazione finanziaria per diventare più consapevoli, per comprendere le dinamiche di mercato, e ottenere immediatamente la fattibilità del mutuo più adatto alle proprie esigenze.

    Il servizio MutuiSupermarket fornisce un pannello on line di confronto e controllo virtuale e allo stesso tempo offre un servizio di consulenza telefonica che accompagna i consumatori attraverso l’intero percorso di viaggio del mutuo, dalla prima ricerca dell’offerta, alla richiesta di fattibilità del finanziamento sino all’erogazione finale dello stesso.

    Fra gli strumenti on line messi a disposizione dei proprio utenti, MutuiSupermarket ha inoltre sviluppato negli ultimi 3 anni il bollettino trimestrale gratuito “Bussola Mutui” – in collaborazione con CRIF, società leader che gestisce il  principale  sistema  di  informazioni  creditizie  in  Italia – dedicato a chi intende «orientarsi» nell’articolato mondo dei mutui ipotecari nel momento della scelta del proprio finanziamento casa. Esclusivamente per gli utenti MutuiSupermarket, una selezione delle informazioni più rilevanti della Bussola Mutui è pubblicata direttamente online per consultazione autonoma.

    Ma il successo di MutuiSupermarket.it non deriva solo dall’essersi affermato nel tempo per la rilevazione online delle migliori offerte o per essere diventato una sorta di wikipedia del mutuo, ricca di simulatori finanziari e guide di approfondimento.

    Il (vero) motivo del favore degli aspiranti mutuatari è l’estrema cura dedicata al servizio di ciascuno dei propri utenti, che ricevono un’assistenza gratuita e personalizzata.