Categoria: Social Media

In questa categoria trovate articoli che riportano dati e ricerche sul mondo dei Social Media. Dal numero di utenti connessi, al tempo trascorso su ciascun social network

  • Twitter, pesante calo dei ricavi pubblicitari del 59%

    Twitter, pesante calo dei ricavi pubblicitari del 59%

    Twitter affronta una crisi nel fatturato pubblicitario, con un calo del 59% rispetto all’anno scorso. La piattaforma sta perdendo inserzionisti, preoccupati per l’aumento di discorsi d’odio e contenuti inappropriati. Si attende la svolta con la nuova CEO, Linda Yaccarino.

    Da quanto riportato dal NYT, Twitter continua a perdere inserzionisti a causa dell’aumento dei discorsi di odio sulla piattaforma, e tutto questo a causa dell’aumento dei discorsi d’odio sulla piattaforma.

    E i numeri sono altamente indicativi di un trend che era, nonostante tutto, abbastanza prevedibile.

    Nelle cinque settimane dall’1 aprile alla prima settimana di maggio, il fatturato pubblicitario è stato di 88 milioni di dollari. Numeri che si traducono in un calo del 59% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo, ripetiamo, secondo quanto riportato dal prestigioso quotidiano americano che ha avuto modo di visualizzare una presentazione interna.

    La stessa presentazione mostra che Twitter ha regolarmente mancato le sue previsioni settimanali di vendite negli Usa, in alcuni casi si parla -30%. Una situazione, quella che si sta creando, che è davvero improbabile pensare che si possa risolvere nel breve periodo, sulla base di documenti e interviste a dipendenti passati e presenti di Twitter.

    Twitter calo investitori pubblicitari 2023 franzrusso.it

    Questi dipendenti sostengono che lo staff delle vendite pubblicitarie teme che le aziende possano essere allontanate da un aumento di discorsi di odio e pornografia su Twitter, così come da un aumento di annunci pubblicitari per aziende di gioco d’azzardo online e di altro.

    Sempre una presentazione interna rivela che le entrate pubblicitarie americane di Twitter – che rappresentano il 90% delle entrate dell’azienda – per questo mese saranno in calo di almeno il 56% ogni settimana rispetto a giugno 2022.

    Lo scorso mese di aprile, in un’intervista rilasciata alla BBC ad aprile, Elon Musk, proprietario di Twitter, aveva affermato che l’azienda era “approssimativamente in pareggio”, e che la maggior parte dei suoi inserzionisti erano tornati. A vedere quanto emerge da questa presentazione, le cose non sembrano essere così rosee che delineate dal proprietario della Tesla.

    Questa notizia segue quelle della scorsa settimana che mostrano che il valore di Twitter è ora solo un terzo dei 44 miliardi di dollari che Musk aveva pagato per esso. Ad aprile, Musk aveva valutato Twitter 20 miliardi di dollari, ma aveva anche affermato di vedere la società crescere fino a diventare un’azienda di pagamenti da 250 miliardi di dollari che potrebbe eventualmente diventare “la più grande istituzione finanziaria del mondo“, parte di una super app chiamata X che Musk vuole costruire.

    Come abbiamo sempre notato qui sul nostro blog, Twitter ha ottime motivazioni per iniziare a diversificare le fonti di reddito, poiché vuole diventare meno dipendente dalle entrate pubblicitarie. L’azienda ha anche cercato di recuperare le entrate pubblicitarie perse attraverso le vendite di abbonamenti, anche se il suo programma Twitter Blue ha finora attratto solo una piccola parte della sua base di utenti.

    Al momento, dopo il caos generato con il passaggio dalla spunta blu legacy a quella attuale che vale per tutti, pagare per un segno di spunta blu su Twitter potrebbe essere, ancora, una modalità necessaria. Pensiamo a chi usa Twitter per lavoro e per aziende che vogliono iniziare a costruire un proprio spazio.

    Ma va detto anche che il sistema di verifica a pagamento attuale rischia di allontanare aziende che potrebbero vedere altrove altre opportunità di investimento e visibilità. Proprio perché la gestione attuale non permetterebbe più le condizioni precedenti.

    Ora, questo importante calo delle entrate pubblicitarie è uno degli ostacoli che deve, e dovrà, affrontare la nuova CEO di Twitter, Linda Yaccarino, che sta per assumere il suo ruolo ne i prossimi giorni. E vedremo se, come tutti credono, la Yaccarino sarà in grado di invertire la tendenza negativa.

  • Twitter al bivio, tra misgendering e libertà di espressione

    Twitter al bivio, tra misgendering e libertà di espressione

    La vicenda del documentario “What is a Woman?”, definito da Twitter come “contenuto che incita all’odio” ha acuito ancora il dibattito. La piattaforma di Musk si trova ancora una volta ad un bivio. La versione attuale è sempre più lontana dalla piattaforma inclusiva originale.

    Ci risiamo, il Twitter 2.0 di Elon Musk è sempre più lontano dalla versione originale di Twitter. Piattaforma che nella sua storia si è costruita una reputazione di essere un luogo rispettoso ed inclusivo. Con quello che stiamo per vedere insieme il dibattito sembra essersi ribaltato.

    Inizia il mese in cui la comunità LGBTQ+ è libera di manifestare a favore di diritti importanti, come il matrimonio tra persone dello stesso sesso e l’uguaglianza. E Twitter in passato si è sempre schierata su questi temi. Adesso diventa il luogo dove l’offesa, la denigrazione, la negazione di diritti, l’odio è manifestato come fosse libertà di espressione.

    Questo è il pensiero che Musk ha tenuto sempre a ribadire.

    Il dibattito su cosa sia appropriato o meno da pubblicare su una piattaforma social come Twitter, oggi, è diventato un tema molto delicato. Soprattutto nel mese del Pride.

    Ma recentemente, la discussione è diventata ancora più accesa a seguito della controversia su un documentario. E anche rispetto alle accuse di “misgendering” e alle dimissioni di una figura chiave all’interno della società.

    Il caso “What is a woman” su Twitter

    Il sito conservatore Daily Wire aveva pianificato di trasmettere in streaming sul suo account Twitter il suo controverso documentario “What is a woman?”. In occasione del primo anniversario, in pieno accordo con Elon Musk.

    Ma, nonostante tutto, Twitter ha fatto un passo indietro rispetto a quell’accordo. Quel documentario, molto contestato, fa riferimento a “misgendering” e “comportamento che incita all’odio”.

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    La reazione del CEO di Twitter, e proprietario di SpaceX e Tesla, Elon Musk, è stata netta. Ha definito la decisione di Twitter “un errore commesso da molte persone” e ha ribadito il suo impegno personale a usare i pronomi preferiti di una persona: “semplicemente dal punto di vista della buona educazione”.

    Cos’è il Misgendering?

    Il “misgendering” si verifica quando una persona viene deliberatamente o erroneamente identificata con un genere che non è quello con cui si identifica.

    Questo può essere particolarmente doloroso per le persone transgender e non binarie. E viene spesso visto come un segno di mancanza di rispetto o addirittura di ostilità.

    Chi è Matt Walsh?

    Matt Walsh è il regista del documentario “What is a woamn?”. È un noto commentatore ultra conservatore, estremista, e un osteggiatore dei movimenti LGBTQ+.

    Nel suo documentario, pone domande scomode e spesso polemiche sulla logica dietro il movimento ideologico di genere. Sulla sua bio di Twitter si definisce “teocratico fascista”.

    La reazione di Twitter e le dimissioni di Ella Irwin

    In seguito alla controversia, Twitter ha deciso di ritirare il suo supporto al documentario. Secondo quanto riportato da Jeremy Boreing, co-CEO di The Daily Wire, Twitter avrebbe limitato la portata del film. Etichettandolo come “comportamento odioso” a causa del “misgendering”.

    Questa decisione è arrivata in un momento particolarmente tumultuoso per Twitter. Ella Irwin, capo della fiducia e della sicurezza di Twitter, ha annunciato le sue dimissioni a sorpresa. Uno degli executive più importanti di Elon Musk su Twitter in questa fase.

    Un duro colpo per Musk che si trova adesso particolarmente esposto alle critiche di tutti quegli estremisti. Personaggi che lo accusano di limitare la libertà di espressione sulla piattaforma.

    Lo stesso Jeremy Boreing, in un thread, si lamenta di potersi esprimere come vuole. “Se non lo possiamo fare su Twitter adesso, dove potremmo farlo?“.

    Il ruolo di Ella Irwin su Twitter

    Irwin aveva preso il posto di Yoel Roth a novembre, dopo le dimissioni di Roth lo stesso mese. Durante il suo mandato, ha gestito alcuni periodi turbolenti su Twitter, tra cui periodi in cui Twitter è stato messo in discussione non aver fatto abbastanza per frenare lo sfruttamento dei minori.

    Inoltre, Irwin è stata coinvolta direttamente nella controversia sul documentario, avendo presumibilmente diretto il bando su Twitter. Né Irwin né Musk hanno twittato sulla sua dimissione su Twitter, e, al momento, non è chiaro chi possa prendere il suo posto.

    L’impegno di Twitter per la libertà di espressione e il Pride Month

    Questa situazione ha sollevato interrogativi sulla posizione di Twitter in merito alla libertà di espressione, soprattutto considerando l’impegno di Elon Musk in questo senso. COme dicevamo prima, Twitter ha da sempre sostenuto il Pride Month, un mese interamente dedicato alla celebrazione della comunità LGBTQ+, rendendo la questione ancora più delicata.

    Il Pride Month è un periodo importante per la comunità LGBTQ+ e Twitter non ha mai fatto eccezione. Ogni anno la piattaforma (che fu) diventava un luogo di celebrazione, condivisione e sostegno per le persone LGBTQ+.

    Durante questo periodo, Twitter diventava ancora più attento alla questione del “misgendering”, cercando di garantire che tutti si sentissero rispettati e accolti. Sarà ancora così?

    In conclusione, la questione controversa sollevata dal documentario “What is a Woman?” e le dimissioni di Ella Irwin hanno sicuramente aperto una ulteriore crepa all’interno del Twitter 2.0 di Elon Musk.

    Nonostante le accuse di “misgendering” e la decisione di Twitter di ritirare il suo supporto al documentario, il sito Daily Wire ha annunciato che avrebbe comunque caricato il film su Twitter.

    Questa situazione ha sottolineato l’importanza di un dibattito aperto e rispettoso su questioni come il genere e l’identità, soprattutto su Twitter.

    Musk, in risposta a Jeremy Boreing, ha twittao “Che siate d’accordo o meno nell’usare i pronomi preferiti di una persona, non farlo è al massimo scortese e di certo non infrange alcuna legge“.

    È fondamentale continuare a discutere di queste questioni in modo rispettoso e accogliente, soprattutto in piattaforme pubbliche come Twitter, dove le voci di tutti dovrebbero essere ascoltate e rispettate.

    La libertà di espressione è un diritto fondamentale, ma non dovrebbe mai diventare un pretesto per l’offesa o la discriminazione. Cosa che si sta cercando di fare.

  • Come comunicare la Sostenibilità su digitale e social media

    Come comunicare la Sostenibilità su digitale e social media

    La Sostenibilità va intesa come un valore da comunicare e la comunicazione digitale rappresenta una serie di strumenti, appunto, sostenibili. Ecco alcune caratteristiche, alcuni accorgimenti e un caso di studio da cui prendere spunto.

    Comunicare la sostenibilità e comunicare in maniera sostenibile possono sembrare due aspetti diversi solo in apparenza, ma in realtà, dovrebbero essere compresi e seguiti insieme. Viviamo in un’epoca in cui i temi della sostenibilità e del digitale si fondono sempre più intimamente.

    Recentemente, sono stato invitato a parlare di questo argomento al Siena Food Lab Academy, un progetto del Santa Chiara Lab dell’Università di Siena e di FMPS. All’incontro hanno partecipato anche Isabella Ceccarini, giornalista di Rinnovabili.it, e Cristiano Spadoni, project development leader di Image Line – AgroNotizie. Con la moderazione di Tiziano Bonini, delegato alla Comunicazione, Università di Siena.

    La sostenibilità è un tema sempre più rilevante e urgente nella società di oggi. Le aziende che desiderano essere competitive e responsabili devono saper comunicare i loro valori e le loro azioni in materia di ambiente, sociale ed economia.

    Secondo il rapporto Edelman Trust Barometer 2021, il 68% dei consumatori globali si aspetta che le aziende si impegnino attivamente per proteggere il pianeta e il 65% sceglie i prodotti in base al loro impatto sociale e ambientale.

    comunicare sostenibilità digitale social media 2023 franzrusso.it

    Comunicare la sostenibilità significa quindi non solo informare i propri stakeholder sulle proprie azioni e risultati in materia di responsabilità sociale d’impresa (CSR), ma anche coinvolgerli in un dialogo aperto e trasparente, dimostrando la coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa, e creando una relazione di fiducia e reputazione.

    La comunicazione efficace sulla Sostenibilità nell’era digitale

    Un elemento fondamentale è l’utilizzo del digitale e dei social media, che offrono strumenti innovativi e interattivi per coinvolgere il pubblico e creare una relazione di fiducia. Quali strumenti sono più sostenibili dei social media e del digitale in generale?

    Comunicare attraverso il digitale e i social media le iniziative sulla sostenibilità è diventato un compito che va oltre la semplice pubblicazione di rapporti sul proprio sito web. Oggi, è fondamentale diversificare i canali di comunicazione per evidenziare tutti gli aspetti della sostenibilità che il marchio persegue.

    La digitalizzazione ha aperto le porte ad un’ampia gamma di informazioni accessibili ai consumatori, permettendo loro di prendere decisioni più informate sui marchi che supportano. I social media, in particolare, hanno dato ai giovani consumatori la possibilità di verificare la credibilità dei marchi e di condividere le loro opinioni in tempo reale.

    L’importanza del coinvolgimento della Generazione Z

    Oltre il 60% della Generazione Z utilizza quotidianamente piattaforme come Instagram e WhatsApp, mentre nuovi attori come TikTok stanno rapidamente guadagnando popolarità. Sebbene TikTok sia principalmente utilizzato per contenuti di intrattenimento (80% degli utenti globali della Gen Z, al di fuori della Cina), Instagram è diventato una fonte importante di notizie e informazioni (58%), così come un mezzo per scoprire prodotti e marchi (69%).

    I membri della Gen Z non si limitano a comprare un prodotto, ma cercano attivamente di conoscere l’azienda, seguendo i suoi account sui social media e controllando gli influencer con cui collabora.

    Il caso Patagonia: un approccio sostenibile nel DNA dell’azienda

    Un esempio che merita di essere citato è Patagonia, l’iconico brand di abbigliamento outdoor che in questo mese compie 50 anni. Mezzo secolo di racconto del proprio modo di concepire la Sostenibilità, in modo coinvolgente e creativo che sfrutta efficacemente i social media.

    Patagonia è un brand noto per il suo impegno a favore della protezione dell’ambiente e dei diritti umani. Sui suoi canali social, Patagonia condivide storie di attivismo, conservazione della natura e impatto sociale, oltre a promuovere i suoi prodotti realizzati con materiali riciclati o organici. Patagonia utilizza anche i social media per lanciare campagne di sensibilizzazione e di mobilitazione su temi come il cambiamento climatico, la difesa dei territori indigeni e la salvaguardia delle aree protette.

    L’importanza di investire nella sostenibilità e nella comunicazione

    La domanda sarebbe, a questo punto, perché si dovrebbe investire nella sostenibilità e nella comunicazione? Ho individuato alcuni aspetti importanti da considerare:

    • Credibilità: la sostenibilità non è solo una parola d’ordine o una strategia di marketing. È un impegno profondo che dovrebbe influenzare tutte le operazioni di un’azienda.
    • Aspettative degli Stakeholder: gli stakeholder, inclusi i consumatori, i dipendenti, gli investitori e la comunità locale, si aspettano sempre più che le aziende si comportino in modo responsabile. Non stanno solo cercando aziende che dicono di essere sostenibili; vogliono vedere un impegno reale e un impatto positivo.
    • Competitività: la sostenibilità può offrire un vantaggio competitivo. Le aziende che investono in pratiche sostenibili possono ridurre i costi, migliorare l’efficienza, attrarre e trattenere i migliori talenti, e aprire nuove opportunità di mercato.
    • Comunicazione: condividere le azioni sostenibili di un’azienda con il mondo esterno. Senza una comunicazione efficace, gli stakeholder potrebbero non essere a conoscenza degli sforzi di sostenibilità di un’azienda.

    La comunicazione può aiutare a sensibilizzare, educare e coinvolgere vari stakeholder, promuovere il cambiamento di comportamento, e rafforzare la reputazione e la fiducia dell’azienda.

    Le caratteristiche di una comunicazione della sostenibilità efficace

    Per rispondere alla domanda “perché?”, rispondo che la Sostenibilità va comunicata coinvolgendo, raccontando una storia, la propria, e attraverso questo farla emergere come Valore e come elemento distintivo del proprio modo di fare business e impresa in maniera responsabile. Ecco alcune caratteristiche fondamentali:

    • Autenticità: i consumatori saranno sempre più esigenti e critici verso i messaggi delle aziende e vorranno verificare la coerenza tra ciò che dicono e ciò che fanno. Le aziende dovranno quindi essere trasparenti, oneste e dimostrare con i fatti il loro impegno per la sostenibilità.
    • Storytelling: i consumatori saranno attratti da storie emozionanti, coinvolgenti e significative che raccontino la missione, i valori e gli obiettivi delle aziende in materia di sostenibilità. Le aziende dovranno quindi saper narrare la loro storia in modo originale, creativo e coinvolgente, utilizzando diversi formati e linguaggi.
    • Engagement: i consumatori vorranno partecipare attivamente alla comunicazione delle aziende e sentirsi parte di una comunità che condivide gli stessi ideali e interessi. Le aziende dovranno quindi favorire l’interazione, il dialogo e la collaborazione con i loro pubblici, creando contenuti interattivi, coinvolgenti e personalizzati.
    • Innovazione: i consumatori saranno sempre più attenti alle novità tecnologiche e alle soluzioni innovative che le aziende offrono per risolvere i problemi ambientali e sociali. Le aziende dovranno quindi sfruttare le potenzialità dei social media per mostrare le loro innovazioni, i loro risultati e il loro impatto positivo sul mondo.

    In conclusione, comunicare la sostenibilità e comunicare in maniera sostenibile non sono solo concetti di tendenza, ma stanno diventando sempre più un obbligo per le aziende che desiderano rimanere competitive nel mercato moderno.

    Gli stakeholder, e soprattutto i consumatori, si aspettano che le aziende dimostrino un impegno autentico nei confronti della sostenibilità, non solo nelle loro operazioni, ma anche nella loro comunicazione. Le aziende che sono in grado di farlo in modo efficace e autentico saranno quelle che prospereranno nel futuro.

  • Twitter abbandona il Codice di condotta UE sulla disinformazione

    Twitter abbandona il Codice di condotta UE sulla disinformazione

    Twitter, targato Elon Musk, ha abbandonato il Codice di condotta UE sulla disinformazione, suscitando preoccupazioni sulla sicurezza della piattaforma. L’ultimo episodio di una serie di mosse controverse di Musk.

    L’era di Twitter sotto la guida di Elon Musk, indipendentemente dal punto di vista, è indubbiamente ricca di polemiche. È un dato incontrovertibile.

    Sin dall’acquisizione, abbiamo affermato, qui su InTime Blog, che il destino di Twitter fosse intrinsecamente legato a quello del suo nuovo proprietario, Elon Musk. A distanza di sette mesi, possiamo affermare con certezza che questa previsione si è avverata senza ombra di dubbio. Il Twitter che abbiamo conosciuto e utilizzato non esiste più. Ora abbiamo il Twitter 2.0, una versione della piattaforma sempre più distante da quella originale, secondo la visione di Musk.

    L’ultima polemica è scaturita da un fatto significativo che evidenzia la natura di questo nuovo Twitter 2.0.

    Infatti, Twitter ha deciso di lasciare il “Codice di condotta dell’UE sulla disinformazione“, un patto volontario che riunisce le principali piattaforme di social media. Nonostante questa mossa, “i suoi obblighi restano”, ha twittato sabato il Commissario per l’Industria dell’UE, Thierry Breton.

    Twitter abbandona Codice condotta UE disinformazione franzrusso.it

    Il Codice di Condotta, uno sforzo per stabilire standard di autoregolamentazione per le aziende tecnologiche al fine di mitigare la disinformazione, è stato concordato da Twitter, Facebook, Google e altri partner del settore nel 2018 e successivamente rivisto e rafforzato nel 2022.

    I firmatari del Codice si impegnano a prendere varie misure per contrastare la diffusione di informazioni false. Queste misure comprendono la demonetizzazione della disinformazione, interventi sulla pubblicità politica, standard di trasparenza e integrità, sforzi per migliorare l’alfabetizzazione mediatica e aiutare gli utenti a identificare la disinformazione, potenziare la comunità di ricerca e cooperare con i fact-checkers.

    A febbraio di quest’anno, Twitter è stata l’unica grande piattaforma a non presentare un rapporto completo sulla sua attuazione del Codice, non rispettando così questo requisito fondamentale.

    Ad agosto, Twitter sarà soggetta ai requisiti del Digital Services Act (DSA) dell’UE, che trasforma molti degli obblighi del Codice in legge. Poiché Twitter è riconosciuta come una piattaforma online di grandi dimensioni dalla Commissione Europea, sarà soggetta a un attento esame se desidera operare nel mercato europeo.

    Thierry Breton ha twittato una frase che è destinata a diventare iconica in questa vicenda: “Si può scappare, ma non ci si può nascondere”.

    Lotta alla disinformazione diventerà un obbligo legale sotto la DSA (legge sui servizi digitali, n.d.r.) a partire dal 25 agosto” ha scritto ancora Breton. “Le nostre squadre saranno pronte per far rispettare la legge” ha avvertito.

    La decisione di abbandonare l’impegno a combattere le false informazioni sembra essere l’ultima mossa di Elon Musk per allentare le redini della piattaforma dopo averla acquistata l’anno scorso.

    In questi mesi, Musk ha mitigato le precedenti regole anti-disinformazione e ha gettato nel caos il sistema di verifica e le politiche di moderazione dei contenuti, nel tentativo di trasformare Twitter in una piazza digitale dove ciascuno è libero di esprimersi. Ha inoltre licenziato il 75% dei dipendenti, causando una serie di disservizi e malfunzionamenti sulla piattaforma e riducendo in maniera considerevole il team dedicato alla sicurezza della stessa.

    Resta da vedere come si evolverà la situazione. Di certo, Elon Musk ha un numero limitato di opzioni a disposizione, e il tempo stringe.

  • LinkedIn e Politica: solo il 45% dei parlamentari italiani attivi

    LinkedIn e Politica: solo il 45% dei parlamentari italiani attivi

    Il recente approdo della premier Giorgia Meloni su LinkedIn ha acceso l’interesse della politica verso la piattaforma di Microsoft. La ricerca di iCorporate ci aiuta a conoscere qualche dato in più e come la usano i parlamentari italiani.

    Con il recente approdo della premier Giorgia Meloni anche su LinkedIn si è acceso l’interesse dei politici verso la piattaforma di Microsoft. Certo, la Meloni non è la prima politica a fare questo passo ed è per questo che cerchiamo di saperne di più con questa interessante ricerca che stiamo per vedere insieme.

    LinkedIn, la popolare piattaforma di social networking professionale che ha da poco compiuto 20 anni, è diventata un mezzo essenziale per la comunicazione e l’interazione in vari settori, compreso quello politico. Tuttavia, nel contesto politico italiano, l’uso di LinkedIn rimane sorprendentemente limitato, mettendo in luce un approccio alla comunicazione online che sembra privilegiare altre piattaforme social.

    Indagine e contesto

    iCorporate, in un’indagine recentemente condotta, ha esaminato il grado di utilizzo di LinkedIn da parte dei parlamentari italiani. L’obiettivo dello studio era di mettere in luce come i membri della Camera dei Deputati e del Senato italiano utilizzano questa piattaforma, considerando che LinkedIn non rientra tipicamente nelle strategie mediatiche della classe politica italiana. Questo in contrasto con altre piattaforme come Twitter, Facebook o TikTok, che vedono una partecipazione molto più alta da parte dei politici.

    parlamentari italiani linkedin franzrusso.it 2023

    Questa indagine assume un significato ancora più rilevante in un’epoca in cui la comunicazione digitale e online gioca un ruolo fondamentale nelle interazioni tra politici e cittadini. Comprendere come e perché i politici utilizzano (o non utilizzano) determinate piattaforme può offrire intuizioni importanti sulle strategie di comunicazione politica e sul modo in cui i politici cercano di connettersi con l’elettorato.

    Risultati: uso ancora limitato di LinkedIn

    L’indagine ha rivelato che solo il 45% dei parlamentari italiani è presente su LinkedIn. Questo risultato evidenzia una discrepanza interessante nel modo in cui i politici italiani scelgono di interagire online. Mentre altre piattaforme come Twitter e Facebook sono ampiamente utilizzate, LinkedIn rimane sottoutilizzato.

    La scoperta di questa lacuna nell’uso della comunicazione online da parte della classe politica italiana potrebbe avere importanti implicazioni. Forse suggerisce una mancanza di consapevolezza dell’importanza di LinkedIn come strumento di networking e comunicazione professionale. Allo stesso tempo, potrebbe indicare una preferenza per piattaforme che consentono una connessione più diretta e informale con l’elettorato. TikTok l’esempio da citare su tutti.

    parlamentari italiani linkedin franzrusso.it 2023

    In ogni caso, i risultati dell’indagine evidenziano un’area di possibile sviluppo e miglioramento per la strategia di comunicazione online dei politici italiani. L’adozione di LinkedIn potrebbe offrire nuove opportunità per raggiungere e coinvolgere un pubblico più vasto e diversificato.

    I Parlamentari su LinkedIn: numeri e percentuali

    La ricerca condotta da iCorporate ha analizzato la presenza dei politici italiani su LinkedIn dal 13 ottobre 2022 all’8 maggio 2023. Dei 606 parlamentari, solo 270 hanno un profilo LinkedIn, con una rappresentanza maggiore nella Camera dei Deputati (191 su 404, il 48%) rispetto al Senato (79 su 206, il 38%). Questo risultato evidenzia l’uso ancora limitato di LinkedIn da parte dei politici italiani, rispetto ad altre piattaforme social come Twitter, Facebook e TikTok.

    parlamentari italiani linkedin franzrusso.it 2023

    I gruppi parlamentari su LinkedIn

    Secondo l’indagine, il gruppo parlamentare con la maggiore presenza su LinkedIn è Fratelli d’Italia, con 83 membri presenti. A seguire, troviamo il Movimento 5 Stelle con 43 membri e la Lega con 42. In fondo alla classifica, invece, troviamo l’Alleanza Verdi e la Sinistra con solo 2 membri ciascuno, e il gruppo Misto con 4 membri.

    parlamentari italiani linkedin franzrusso.it 2023

     

    Parlamentari più seguiti su LinkedIn

    Sebbene Fratelli d’Italia rappresenti il gruppo più numeroso su LinkedIn, il Partito Democratico detiene la leadership per quanto riguarda i parlamentari più seguiti sulla piattaforma. Quattro dei dieci politici più seguiti appartengono al Partito Democratico, con Enrico Letta in testa con oltre 87.000 follower.

    Attività dei Parlamentari su LinkedIn

    Lo studio evidenzia che, nonostante la presenza di un profilo LinkedIn, solo il 13% dei parlamentari è effettivamente attivo sulla piattaforma. Inoltre, i politici più seguiti non corrispondono necessariamente a quelli più attivi. Il più attivo, infatti, risulta essere Antonio De Poli (Noi Moderati) con 574 post pubblicati.

    I temi più trattati dai parlamentari su LinkedIn riguardano prevalentemente l’attività politica, le questioni di attualità, le iniziative territoriali e le interviste.

    Secondo Nicholas Scalino, Digital Practice Leader di iCorporate, la presenza politica su LinkedIn è uno strumento consolidato in paesi come Francia e Gran Bretagna. Tuttavia, l’uso limitato di LinkedIn nel Parlamento italiano sottolinea l’esigenza per i politici di sfruttare questa piattaforma più attivamente, considerando l’aumento di atteggiamenti negativi su altri canali social.

    Lo studio è stato condotto dal team digital di iCorporate, con il coordinamento di Nicholas Scalino e la supervisione di Gianluca Scarpaleggia.

  • WhatsApp, ecco 15 minuti per modificare i messaggi

    WhatsApp, ecco 15 minuti per modificare i messaggi

    WhatsApp, a distanza di qualche giorno dalle prime anticipazioni circolate, ha ufficializzato l’arrivo della possibilità di modificare i messaggi entro 15 minuti dall’invio.

    Lo avevamo anticipato qualche giorno fa, raccontando dell’anticipazione fatta da WABetainfo che aveva intercettato la funzionalità di modifica dei messaggi.

    Come già ricordato, siamo tutti umani e come tali, a volte commettiamo errori, specialmente quando scriviamo in fretta. E specialmente su WhatsApp. Teniamo presente che, nell’era del digitale e dei social media, WhatsApp è una delle ultime app, o piattaforme, che abilita al suo interno la possibilità di modificare i testi/messaggi.

    Questo è il messaggio di base che la piattaforma di proprietà di Meta vuole lanciare. La nuova funzionalità è pensata per correggere quei piccoli refusi o per aggiungere contesto laddove necessario.

    Dettagli sulla funzionalità di modifica: 15 minuti di tempo

    A partire da ora, avrai la possibilità di modificare un messaggio inviato entro un lasso di tempo di 15 minuti dalla sua spedizione. L’operazione è semplice: tieni premuto il messaggio che desideri cambiare, poi seleziona “Modifica” dal menu che apparirà.

    Indicatori di modifica e trasparenza

    Per garantire trasparenza e chiarezza, ogni messaggio che viene modificato avrà accanto l’etichetta “Modificato”. In questo modo, i destinatari dei messaggi saranno consapevoli della modifica del testo, senza però poter visualizzare la cronologia delle modifiche.

    Sicurezza e crittografia

    Come già accade per tutte le modalità su WhatsApp, la privacy e la sicurezza dei dati degli utenti saranno comunque garantite. Pertanto, anche i messaggi modificati saranno protetti dalla crittografia end-to-end, come avviene per tutti i messaggi personali, i file multimediali e le chiamate.

    Disponibilità della modifica dei messaggi su WhatsApp

    WhatsApp ha iniziato a implementare questa funzione a livello globale. L’obiettivo è di renderla disponibile per tutti gli utenti nelle prossime settimane, in modo da poter permettere a tutti gli utenti di sperimentare la modifica.

    In conclusione, WhatsApp si augura che questa funzionalità di modifica possa aiutare a rendere le conversazioni più precise, consentendo una maggiore flessibilità nel modo in cui si interagisce attraverso i messaggi. E ce lo auguriamo anche noi.

    Ma voi che ne pensate?

  • Trasferimento dati UE-USA: multa record da 1,2 mld di euro a Meta

    Trasferimento dati UE-USA: multa record da 1,2 mld di euro a Meta

    Meta è stata multata per 1,2 mld dall’UE, si tratta di una multa senza precedenti. Il provvedimento comporta lo stop al trasferimento dei dati degli utenti da Europa agli USA. In attesa dell’accordo definitivo tra Washington e Bruxelles.

    Si tratta di una multa senza precedenti nel suo genere ed è destinata a far discutere perché riguarda Meta, in particolare Facebook, e il tema del trasferimento dei dati degli utenti dall’Europa agli Usa. Tema che prima o poi dovrà essere affrontato in maniera definitiva.

    Secondo quanto riportato inizialmente da Bloomberg, Politico e Wall Street Journal, Meta, la società madre di Menlo Park che è a capo di Facebook, Instagram, WhatsApp, Oculus, è stata multata di 1,2 miliardi di euro (1,3 miliardi di dollari) dal Garante europeo della protezione dei Dati.

    Il Garante europeo ha ordinato a Meta di interrompere il trasferimento verso gli Stati Uniti dei dati di Facebook riguardanti i cittadini dell’UE. L’ente per la protezione dei dati europeo ritiene che questi trasferimenti di dati espongano i cittadini dell’Unione Europea a violazioni della privacy. Il caso fa riferimento ad una denuncia che risale al 2013 e alle rivelazioni dell’informatore Edward Snowden (ricorderete certamente lo scandalo della NSA) sui programmi di sorveglianza di massa operati dagli Stati Uniti.

    meta multa trasferimento dati usa ue franzrusso.it

    La sentenza è stata emessa dalla Commissione irlandese per la protezione dei dati (DPC), specificando che l’attuale quadro giuridico per il trasferimento dei dati verso gli Usa “non affronta i rischi per i diritti e le libertà fondamentali” degli utenti europei di Facebook.

    Come dicevamo all’inizio, si tratta della multa più alta mai comminata prima nel suo genere. Infatti, supera il precedente record europeo di 746 milioni di euro inflitto ad Amazon nel 2021 per analoghe violazioni della privacy.

    Ora, come tutti sappiamo, la faccenda è molto delicata e vede coinvolti Europa e Usa ormai da anni. Sappiamo anche che il trasferimento dei dati negli Stati Uniti è basilare per tutte le operazioni di targeting pubblicitario messe in atto da Meta, che si basano sull’elaborazione dei dati personali dei propri utenti.

    L’anno scorso, Meta dichiarò che avrebbe preso in considerazione la chiusura di Facebook e Instagram nell’UE se non fosse stato possibile inviare dati negli Stati Uniti. Si trattò di una sorta di avvertimento che in Europa venne percepita come una minaccia.

    Ora per cercare di comprendere meglio cosa significa questa multa e qual è il tema in ballo, è utile fare qualche passo indietro.

    In precedenza, questi trasferimenti di dati erano protetti da un patto transatlantico noto come Privacy Shield. Quadro normativo che è stato dichiarato non valido nel 2020, dopo che la Corte suprema dell’UE ha stabilito che non proteggeva i dati dal rischio di essere utilizzati dai programmi di sorveglianza degli Stati Uniti. La sentenza è stata emessa in risposta a un reclamo dell’avvocato austriaco Max Schrems, la cui battaglia legale contro Facebook risale al 2013 e alle prime rivelazioni di Snowden sulla sorveglianza statunitense.

    Ne scrissi su Fanpage, trovate l’articolo qui.

    Nonostante la sentenza ordini a Meta di interrompere il trasferimento dei dati, ci sono alcune situazioni che rischiano di creare un contesto a doppia velocità..

    Per prima cosa, la sentenza si applica solo ai dati di Facebook, non riguarda le società Meta come Instagram e WhatsApp. E ancora, è previsto un periodo di tolleranza di cinque mesi prima che Meta debba interrompere i trasferimenti futuri, periodo di tolleranza che scade il 22 ottobre. Inoltre, l’Unione Europea e gli Stati Uniti stanno attualmente negoziando un nuovo accordo per il trasferimento dei dati che potrebbe entrare in vigore già quest’estate e arrivare a ottobre.

    Dato che la situazione è ancora in divenire, e che un eventuale accordo cambierebbe radicalmente l’intero scenario, al di là della mega multa da oltre 1 miliardo di euro, c’è da dire che comunque la situazione resta ancora sospesa. E l’entità stessa della multa non cambierà molto.

  • Twitter si trasforma: ecco i messaggi vocali

    Twitter si trasforma: ecco i messaggi vocali

    Twitter continua il suo percorso di cambiamento, o snaturamento, sotto Elon Musk. Ecco i messaggi audio nei DM e presto saranno disponibile anche le video chiamate. E poi?

    Nell’era di Elon Musk, Twitter sta attraversando un profondo cambiamento, estendendo le sue funzionalità oltre i tradizionali 280 caratteri. Da oggi, gli utenti avranno la possibilità di inviare messaggi vocali nei Direct Message (DM) e presto sarà possibile anche effettuare videochiamate. Ma queste novità rappresentano realmente un progresso? O stanno snaturando l’anima stessa di Twitter? Cerchiamo di capirlo insieme.

    La notizia, quindi, è che da oggi, a livello globale, tutti gli utenti Twitter hanno la possibilità di inviare messaggi vocali all’interno della sezione dei messaggi diretti, i DM. Si tratta di una funzionalità che, per la verità, era già stata lanciata a fine febbraio del 2021 in Brasile, Giappone e India. Stiamo parlando di un periodo in cui non si parlava ancora di Elon Musk.

    Di certo, l’arrivo del proprietario della Tesla ha accelerato l’estensione della funzionalità verso tutti gli utenti Twitter, anche perché lo stesso Musk qualche giorno fa aveva annunciato che sarebbe arrivata, insieme alla possibilità di andare oltre e abilitare anche le video chiamate.

    twitter messaggi audio 2023 franzrusso.it

    Insomma, da oggi la possibilità di inviare brevi messaggi vocali sarà possibile anche su Twitter, un annuncio che arriva a pochi giorni dalla crittografia (non completa del tutto) dei messaggi privati.

    Breve parentesi. La crittografia era stata già in programma da abilitare nei DM nel 2011, su proposta di Moxie Marlinspike, allora responsabile cybersecurity dell’azienda di Jack Dorsey. Solo che il tempo passava e non succedeva nulla. Marlinspike lascia l’azienda nel 2013 e co-fonda Open Whisper Systems e nel 2015 nacque Signal. Chiusa parentesi.

    Quindi possiamo dire che Elon Musk, in questi giorni, sta portando a compimento innovazioni che erano già state avviate all’interno di Twitter ma che non erano mai state concluse del tutto. Ecco perché adesso si intesta queste innovazioni, estendendone ancora di più il senso delle stesse. E questo perché il suo vero obiettivo, dichiarato, è quello di rendere Twitter “un’app per tutto”.

    Tornando alla funzionalità dei messaggi vocali nei DM di Twitter, possiamo dire che inviarli è molto semplice.

    Una volta entrati nella sezione dei DM e dop aver aperto una chat già avviata, notate che alla destra della riga dove inserite il testo compare l’icona audio. Se cliccate sopra, parte la registrazione del messaggio. Terminata la registrazione, il messaggio resta in standby, nel senso che non viene inviato immediatamente. Questo permette quindi, eventualmente, di riascoltare il messaggio e poi decidere se inviarlo o meno.

    La lunghezza massima dei messaggi audio nei DM su Twitter è di 140 secondi. Più lunghi di quelli che si inviano su Instagram, che hanno una durata massima di 60 secondi.

    Se vi state chiedendo del perché usare i messaggi vocali nei DM di Twitter sappiate che questa domanda in realtà non ha una risposta compiuta.

    Vero che Twitter integra la crittografia dei DM da poco – solo per gli abbonati a Twitter Blue -, ma non si tratta di una crittografia completa, come su WhatsApp, Messenger o Instagram, tanto per fare qualche nome. Per non parlare di Signal.

    Non vi è una risposta in termini di utilità, e non ce ne sarà una nemmeno quando verranno abilitate le video chiamate.

    Semplicemente perché esistono già delle app che permettono questo e sono quelle app nate proprio per questo. Twitter, originariamente, non è nata per questo e per quanto avesse bisogno di innovarsi, e lo abbiamo raccontato in questi anni qui su InTime Blog, di certo non per competere con app come WhatsApp.

    Alla fine, Elon Musk sta snaturando Twitter, basti pensare anche alla possibilità, ristretta solo agli abbonati a Twitter Blue, di caricare video fino a 8GB della durata massima di due ore. Per quello esistono già piattaforme video che aiutano anche ad ottimizzare il contenuto. Quale sarebbe quindi la motivazione a farlo su Twitter?

    Diciamolo chiaramente, Twitter ormai è molto diversa da quella che era e da quello che ha sempre rappresentato. Mantiene ancora la sua centralità, resta ancora molto usata, ma va via via trasformandosi in altro.

    La brevità, la sintesi, la dinamicità caratteristiche dettate da pochi caratteri a disposizione – originariamente 140 e poi passati a 280 caratteri – determinavano un uso più diretto che spingeva molto alla capacità di sintesi, vera caratteristica distintiva della piattaforma.

    Guardando al futuro, non sappiamo ancora quali altre innovazioni Elon Musk potrebbe introdurre su Twitter. Tuttavia, è fondamentale ricordare l’identità originale della piattaforma e il suo scopo. Nel tentativo di innovarsi e rimanere competitiva, Twitter rischia di perdere la sua unicità e di diventare un amalgama di funzionalità già presenti altrove.

    Tra 10 mila caratteri, video lunghi, audio chiamate e tutto quello che ne verrà, stiamo vedendo Twitter diventare una somma di caratteristiche di altre piattaforme.

    E quindi, in che direzione si evolverà Twitter? E cosa significherà per noi, come utenti, se l’anima di Twitter dovesse cambiare radicalmente? Solo il tempo ci dirà cosa ci riserva il futuro della piattaforma.

    Non meraviglierebbe se a cambiare fosse anche il nome, visto che già la società Twitter non esiste più, soppiantata da X Corp.

  • WhatsApp, presto si modificheranno i messaggi inviati

    WhatsApp, presto si modificheranno i messaggi inviati

    Presto su WhatsApp sarà possibile modificare i messaggi inviati. Questa funzionalità è attualmente in fase di beta test su iOS e Android e permetterà la modifica del testo entro 15 minuti dall’invio del messaggio originale.

    Secondo il sito WABetaInfo, specializzato in notizie di questo tipo, presto su WhatsApp si potranno modificare i messaggi inviati. “Presto”, perché l’aggiornamento rilasciato nei giorni scorsi riguarda la versione beta dell’app, sia per iOS (la 23.10.0.70) che per Android (la 2.23.10.10).

    Ormai è quasi diventata un’esigenza, quella di modificare un messaggio, o anche una mail (Gmail, ad esempio, lo permette). Un tempo, quello che veniva inviato restava tale, creando spesso incomprensioni se non disagi.

    Ma negli ultimi anni si fa sempre più forte la necessità di correggere, e in alcuni casi, di riscrivere un messaggio. Basta pensare alle possibilità offerte dalle piattaforme di social media, sia gratuitamente che a pagamento.

    WhatsApp modifica messaggi inviati franzrusso.it

    Tutto questo per dire che anche su WhatsApp, presto, si potranno modificare i messaggi inviati. WhatsApp, forse anche per l’immediatezza che la caratterizza, è spesso teatro di incomprensioni e imbarazzi.

    La funzione di modifica dei messaggi inviati su WhatsApp sarà possibile entro una finestra temporale di 15 minuti.

    Come funziona la modifica dei messaggi inviati su WhatsApp

    Ecco come funziona, in maniera abbastanza semplice, la modifica dei messaggi inviati su WhatsApp

    Una volta inviato il messaggio, si hanno 15 minuti per poterlo modificare. Se vi accorgete di aver scritto qualcosa di sbagliato, entro il lasso di tempo concesso, basta evidenziare il messaggio (come quando si desidera inoltrarlo ad un’altra chat) e, in alto, selezionare la voce “Modifica”.

    Una volta apportate le modifiche, il messaggio sarà contrassegnato con l’etichetta “modificato”, in modo che sia chiaro a tutti che non si tratta del messaggio originale inviato.

    Da sapere: il messaggio si può modificare tutte le volte che si vuole, sempre all’interno dei 15 minuti di tempo stabiliti.

    Ecco, la procedura è abbastanza semplice e forse i 15 minuti sono sufficienti per apportare una modifica al messaggio inviato.

    Insomma, anche WhatsApp si unisce al club delle piattaforme che permettono la modifica dei testi.

  • Linda Yaccarino è la nuova CEO di Twitter nell’era di Elon Musk

    Linda Yaccarino è la nuova CEO di Twitter nell’era di Elon Musk

    Linda Yaccarino diventa ufficialmente la nuova CEO di Twitter. Sua è la sfida di riportare l’interesse delle aziende verso Twitter dopo una diminuzione del fatturato pubblicitario. Ma il suo grande problema potrebbe essere proprio Elon Musk.

    Dopo quasi 24 ore di insistenti rumors, dall’annuncio di Elon Musk, alla fine il suo nome è stato ufficializzato. Linda Yaccarino è la nuova CEO di Twitter e succede proprio a Elon Musk che ricopriva il ruolo, pro-tempore, dalla fine di ottobre dello scorso anno.

    Quindi, i rumors attivati dall’articolo del Wall Street Journal avevano più di un fondamento e ora il nome di Linda Yaccarino è stato ufficializzato da Musk, come al solito, con un tweet, citando quello di ieri sera con cui avevano scatenato la ridda di voci sul nome della possibile manager alla guida della X Corp. Già, non dimentichiamoci che la società Twitter non esiste più e oggi si chiama X Corp. Il nome Twitter resta relegato solo alla piattaforma e chissà fino a quanto tempo ancora.

    In queste ore, dal tweet di Elon Musk, abbiamo assistito a questo turbinìo di informazioni e notizie che portavano, inevitabilmente, vero Linda Yaccarino.

    Linda Yaccarino CEO Twitter 2023 franzrusso.it

    Sconosciuta ai più, ma molto nota nel mondo dell’advertising a livello globale, essendo stata la responsabile della pubblicità e delle partnership della NBCUniversal Media, società multinazionale che realizza contenuti di intrattenimento e proprietaria di una galassia di brand tra cui figurano NBC News, MSNBC, Universal, CNBC, Dreamworks, Bravo e anche la piattaforma streaming Peacock che comprende la pubblicità come forma di sostentamento.

    L’ufficializzazione del nome di Linda Yaccarino chiarisce quale sia la strategia che Elon Musk ha in mente sin da ora. La definizione del ruolo della super manager e del proprietario della Tesla rende più chiaro quale sia il disegno che il visionario folle ha in mente.

    Linda Yaccarino, 60 anni quest’anno, di origini italiane (lo sono i suoi genitori) con un curriculum invidiabile e di altissimo livello, si occuperà, in buona sostanza, dello sviluppo commerciale della piattaforma. Elon Musk vuole quindi riportare i grandi marchi e le grandi aziende ad investire nuovamente su Twitter, allontanatesi dal cambio di rotta di Twitter sotto la proprietà di Musk.

    Tanto per essere chiari e per meglio comprendere il perché Musk si rivolga ad una manager del calibro della Yaccarino, è che il fatturato pubblicitario di Twitter è calato del 15% nel primo trimestre del 2023, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando era ancora una società quotata in borsa. E su Elon Musk incombe l’obiettivo dei 3 miliardi di dollari di fatturato entro la fine dell’anno. Obiettivo che, con la sua guida, sarebbe stato impossibile da raggiungere.

    Ed ecco che viene ingaggiata una figura come Linda Yaccarino. Anzi, più che ingaggiata, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, pare che sia stata proprio la Yaccarino a proporsi. Il suo nome era già chiaro con il primo tweet di Elon Musk che annunciava la nuova CEO, senza rivelare il suo nome.

    Nel frattempo, la Yaccarino ufficializzava le sue dimissioni dalla NBCUniversal Media.

    Come dicevamo, nome sconosciuto ai più quello della Yaccarino, molti l’hanno sentita nominare per la prima volta ieri sera, ma molto nota nell’ambiente pubblicitario. Nel corso della sua carriera ha stretto rapporti con tutti i CMO delle grandi aziende e, di conseguenza, Musk spera che questo possa giovare all sviluppo commerciale della piattaforma.

    Ora, il nome della Yaccarino è di grande profilo manageriale ed è probabile che riuscirà a fare bene il suo lavoro. Musk però, nel frattempo si occuperà dello sviluppo tecnico della piattaforma come CTO e resterà presidente della X Corp., ha una pessima reputazione in quanto uomo poco affidabile.

    Le strade sono due: o la Yaccarino nel breve periodo sarà in grado di riportare aziende e brand a investire nuovamente su Twitter; o, sempre nel breve periodo, se non brevissimo, Elon Musk diventerà il grande problema della Yaccarino, motivo per cui tutto questo andrà a frantumarsi sulla grande inaffidabilità umorale di Musk.

    Solo il tempo dirà se Linda Yaccarino riuscirà a riportare investimenti sulla piattaforma e se Elon Musk rappresenterà un’ulteriore sfida da affrontare per la nuova CEO.

    Staremo a vedere come finirà.

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