Categoria: Social Media

In questa categoria trovate articoli che riportano dati e ricerche sul mondo dei Social Media. Dal numero di utenti connessi, al tempo trascorso su ciascun social network

  • Snapchat a Wall Street: seguirà Facebook o sarà un nuovo caso Twitter?

    Snapchat a Wall Street: seguirà Facebook o sarà un nuovo caso Twitter?

    Snap Inc., la società che detiene la proprietà di Snapchat, ha debuttao ieri a Wall Street con un risultato, come previsto, molto positivo: +44% e valore vicino ai 30 miliardi di dollari. Ma quale sarà il suo futuro? Seguirà le orme di Facebook o sarà un nuovo caso Twitter?

    L’approdo a Wall Street di Snap Inc., la società che detiene la proprietà di Snapchat, la piattaforma social ormai famosa per la condivione di video messaggi, è stato ovviamente un successo. Era infatti prevedibile che dopo il tradizionale suono della campanella, alla presenza dei due fondatori di Snapchat, Evan Spiegel, oggi CEO, e Bobby Murphy, il titolo arrivasse a 24 dollari per azione, partendo da 17 dollari, con un guadagno del 44%, facendo così crescere il valore dell’azienda che è arrivato fino a superare i 30 miliardi di dollari per poi stabilizzarsi sui 28,4 miliardi di dollari. Un valore che risulta quindi superiore a quello che aveva determinato la IPO di 24 dollari. Un debutto col botto, così lo hanno definito molti analisti e giornalisti, anche se non così eclatante.

    snapchat borsa wall street social media

    Quando Facebook si quotò in borsa nel 2012, al primo giorno di contrattazione il titolo arrivo a 42 dollari, dai 38 fissati con la IPO, anche Twitter fece un vero debutto col botto: chiuse a 44,94 dollati (dai 27 della IPO), con una crescita del 72,84%! Anche LinkedIn fece un buon debutto con 83 dollari dalla IPO, subito raggiunse i 120 dollariper poi stabilizzari intorno a 95 dollari. Un’azione valeva oltre 195 dollari al momento dell’acquisizione da parte di Microsoft.

    Se volessimo quindi andare a vedere quale sarebbe la capitalizzazione oggi, dopo l’ingresso di Sna Inc. a Wall Street, scopriremmo che proprio l’azienda che detiene Snapchat è la seconda per valore, dietro solo a Facebook che ormai supera i 400 miliardi di valore complessivo.

    valore aziende socal media tech snapchat 2017 marzo

    Il valore di Snap è superiore ad aziende come la CBS, American Airlines, Viacom e anche di Twitter che ora ha più o meno lo stesso valore di quando approdò a Wall Street nel 2013. Un segno evidente che l’azienda non è cresciuta sotto il profilo finanziario.

    Per fare un paragone più vicino, così come abbiamo fatto prima, proprio per affinità, Facebook oggi ha un valore per azione di 136 dollari, come ricordato partiva da 38 dollari, significa che nel corso degli anni ha sperimentato nuove strategie, quella Mobile su tutte, e ha continuato ad innovare. Situazione ben diversa per Twitter che oggi ha un valore per azione di 15,79 dollari, ben al di sotto dei 27 dollari del 2013. Significa che l’azienda guidata oggi da Jack Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter Inc., non cresce da tutti i punti di vista. La via d’uscita, come già ricordato altre volte, sta nell’innovare il prodotto. Non significa solo scegliere se allungare o meno i 140 caratteri, significa adottare strategie in grado di far crescere l’azienda.

    snapchat primo giorno wall street

    E adesso è la volta di Snap Inc., sarà interessante vedere già oggi, dopo l’euforia di ieri, quale sarà la quotazione, pronti a gridare al tracollo nel caso in cui il titolo si mangiasse tutto quello guadagnato ieri. E’ possibile che accada, proprio per l’alta volabilità del titolo, è necessario quindi aspettare una sorta di stabilizzazione del titolo. E come può stabilizzarsi? Prima di tutto, se esiste da oggi una chiara strategia dell’azienda per far crescere bene e in maniera costante la base utenti. Gli investitori vogliono capire come da oggi Snap si appresta ad intraprendere un percorso di crescita costante. Certo, la IPO è servita soprattutto a questo, ma alla prova dei fatti sul mercato le cose cambiano velocemente. E Twitter ne è la prova.

    Se Snapchat non trova subito la sua strada, come fece Facebook a suo tempo, quando arrivò a toccare i 17 dollari per azione nel giro di pochi mesi, allora potremo dire di essere davanti ad un nuovo caso Twitter. Diversamente, se Snap Inc. riesce da subito a trovare la strada per la crescita, allora sì che potrà candidarsi a diventare il nuovo fenomeno Facebook.

    Vedremo allora quali saranno gli sviluppi immediati.

    E voi che ne pensate?

  • Facebook Reactions un anno dopo: Love è il più usato

    Facebook Reactions un anno dopo: Love è il più usato

    E’ passato un anno da quando Facebook introdusse i tasti Reactions a livello globale. E dopo dopo 12 mesi sappiamo qualche dato in più sull’utilizzo: in un anno sono stati utilizzati 300 miliardi di volte; il più utilizzato è il tasto Love con più della metà dei click totali. Il paese che li usa di più è il Messico, seguito da Usa, Grecia, Suriname e altri.

    E’ passato un anno da quando Facebook introdusse i tasti Reactions a livello globale, con l’obiettivo di andare oltre il semplice “Like” e per dare all’utente altre modalità di reazione di fronte alla natura dei contenuti che non sempre può essere commentata con un like. Allo stesso modo, i tasti Reactions hanno finito per offrire alle aziende risposte e reazioni diverse ai contenuti che vengono condivisi.

    facebook reactions @franzrusso.it-2016

    Ebbene, a distanza di 12 mesi esatti siamo in grado di sapere qualche dato in più sull’utilizzo dei tasti Reactions, ossia Like, Love, Risata, Yay (approvazione), Wow (sorpresa), Triste e Arrabbiato. Un modo per avere maggiori insights sull’uso di questi tasti che, nonostante il grande utilizzo come questi dati mostrano, non hanno trovato il favore di tutti. Il tasto più usato è Love che totalizza la Reazione più della metà dei click sulle Reazioni totali. E il giorno in cui si è registrato il maggior numero di Reazioni, compreso delle “Love” reaction, è stato il Natale 2016. Gli utenti hanno usato i tasti Reaction 300 miliardi di volte in un anno, cioè 800 milioni di volte al giorno.

    Tra i 10 paesi che li hanno usati di più al primo posto si piazza il Messico, solo un paese europeo nella top ten ed è la Grecia. Tra gli altri ci sono gli Usa, Suriname, Paraguay, Costa Rica, Cile, Brasile e Uruguay. Insomma, il Sud America apprezza molto i tasti Reactions con ben sette paesi nei primi dieci.

    I dati sono stati rilasciati da Facebook in una mail inviata a Social Pro Daily – AdWeek.

    E voi utilizzate i Reactions? Uqale taso usate di più?

  • La Mappa dei Social Network aggiornata a gennaio 2017

    La Mappa dei Social Network aggiornata a gennaio 2017

    La Mappa dei Social Network di Vincenzo Cosenza, che la redige dal 2009, in questi giorni è stata rilasciata nella nuova versione “gennaio 2017”. Facebook ormai la fa da padrone ovunque, è il social network preferito in 119 paesi su 149. La sfida si gioca tra Instagram, in crescita, e Twitter.

    Era il 2009 quando Vincenzo Cosenza cominciò a stilare, e a curare, la Mappa dei Social Network, una vera e propria mappa attraverso la quale osservare come i social network si diffondono nel mondo. Se volete, potete guardare qui quando scrivemmo della mappa la prima volta proprio nel 2009, epoca in cui c’erano piattaforme come hi5, Orkut e Facebook aveva da poco raggiunto i 250 milioni di utenti iscritti. Davvero un’epoca fa. E quindi è arrivato il momento di sapere come le piattaforme sono evolute nel tempo e come queste hanno conquistato il mondo. Una considerazione generale che si può fare subito è che nel corso degli anni si è assistito ad una progressiva scomparsa delle decine di piattaforme che popolavano il web solo 7/8 anni fa, con la conseguente crescita quasi monopolistica di Facebook. L’analisi per arrivare a realizzare la mappa viene fatta attraverso i dati di  SimilarWeb e Alexa “che danno una stima della popolarità per nazione, in assenza di dati ufficiali granulari“, dice Vincenzo Cosenza.

    mappa dei social network gennaio 2017 vicenzo cosenza

    La nuova versione aggiornata a gennaio 2017 della Mappa dei Social Network di mostra il ruolo incontrastato di Facebook, non che fosse una novità, ma fa specie vedere come la piattaforma di Mark Zuckerberg sia la più usata in 119 paesi su 149 monitorati. Un vero monopolio, verrebbe da dire. Nonostante il forzato indietreggiamento in 5 paesi, dove è stato fermato da: Odnoklassniki, piattaforma russa nata nel 2006; in 2 da Vkontakte e in altri 2 da LinkedIn. Facebook fa qualche passo indietro anche in Iran e in Indonesia, paesi dove invece crescono Instagram e LinkedIn. Dall’analisi di Vincenzo Cosenza emerge quindi che LinkedIn conquista 9 paesi mentre Instagram prevale in 7. VKontakte e Odnoklassniki, entrambi facenti parte del gruppo Mail.ru, accrescono la loro presenza, rispettivamente, in 7 e 5 territori sovietici.

    QZone, il social network creato da Tencent nel 2005, continua ad essere la piattaforma più usata in Cina.

    E Twitter? La piattaforma di Jack Dorsey continua ad avere la meglio in Giappone, ormai da qualche anno, anche se qui, sottolinea Cosenza, “c’è una presenza di network prevalentemente basati su dispositivi mobili, che sono di difficile rilevazione“. Restando ad osservare la piattaforma a 140 caratteri, quello che emerge dalla nuova versione della Mappa dei Social Network è che adesso Twitter ha come diretto competitor non più Facebook, come era stato fino a poco tempo fa, non più. Adesso il rivale numero uno si chiama Instagram che già ha superato la piattaforma di Dorsey per numero di utenti attivi al giorno, per non parlare del numero di utenti attivi al mese.

    Nelle 57 nazioni che Cosenza non è riuscito ad analizzare, Instagram è la seconda piattaforma più usata in 37 paesi, mentre Twitter è presente in 8 paesi. Il primo, in questo anno, è cresciuto fino a conquistare 600 milioni di utenti mensili, mentre il secondo è rimasto fermo a 319 milioni.

    Da segnalare l’outsider di questa nuova versione della Mappa dei Social Network che è Reddit, piattaforma lanciata nel 2005 di social news e intrattenimento, dove gli utenti registrati (chiamati “redditors”) possono pubblicare contenuti sotto forma di post testuali o di links. E’ molto forte negli Usa e a quanto pare comincia ad affermarsi in altri paesi conquistando la seconda posizione in Australia, Canada, Danimarca, Norvegia e Nuova Zelanda.

    Allora, che ne pensate?

  • Sanremo 2017, la serata delle Cover è meno social

    Sanremo 2017, la serata delle Cover è meno social

    La terza serata del Festival di Sanremo 2017, quella dedicata alle cover, come previsto, ha fatto registrare un calo nelle conversazioni sui social media. Sono state in totale oltre 405 mila, di cui 394.500 su Twitter. Tra i più citati Mika, Michele Bravi e Lodovica Comello.

    La terza serata del Festival di Sanremo 2017, la serata dedicata alle cover, sui social media continua a risentire un calo fisiologico nelle conversazioni che restano comunque molto alte. In totale le cpnversazioni rilevate dalla nostra analisi, che stiamo portando avanti con la collaborazione di Talkwalker, sono state 405.500, di cui 394.500 su Twitter che continua ad essere il canale più adatto per il racconto di un evento live.

    sanremo 2017 ariston

    Gli autori complessivi sono stati 59 mila, quelli su Twitter 55.600 e hanno generato commenti e contenuti per: #sanremo2017, con 329.800; #sanremo, 5.632; #sanremoceres, 10.500; “Sanremo 2017”, 5.086; @sanremorai 19.100; Festival di Sanremo, 4.468; “Sanremo”, 31.300.

    sanremo 2017 terza serata tot

    La reach totale della terza serata è in linea con quella delle altre serata, così come il coinvolgimento totale di 1,4 milioni di persone, identico a quello della seconda serata. I momenti di picco li abbiamo registrati alle 22:00 con 25.516 risultati e alle 23:15 con 25.701 risultati. I più citati della serata sono stati Mika oltre 18 mila citazioni, mentre tra i cantanti in gara continua ad essere molto citato Michele Bravi con oltre 12 mila citazioni e Lodovica Comello con oltre 11 mila citazioni. Tra gli hashtag della serata, legati strettamente alle cover, segnaliamo #lemillebolleblu, la cover della Comello, che totalizza 7.736 citazioni.

    sanremo 2017 terza serata temi

    E sono sempre le donne a seguire  più degli uomini questo Festival di Sanremo 2017 sui social media. Anche nella terza serata il 64,1% era un pubblico femminile e il 35,9% era un pubblico maschile. Da registrare e confermare il dato rilevato anche nella prima serata, e cioè che tra gli interessi più marcati delle persone che commentano il Sanremo 2017 sui social media ci sono proprio Arte e Musica.

    sanremo 2017 terza serata genere

    A confermare il fatto che Twitter sia il canale preferito per seguire e commentare Sanremo 2017 c’è anche il fatto che gli utenti usano per lo più dispositivi mobili: Android 40,8%, iOS 37,7%, iPad 3%, Windows Phone 1%.

    E veniamo alla parte che molti attendono, ossia quella dedicata agli influencer che stanno seguendo questo Sanremo 2017. Nella classifica generale, quella che tiene in considerazione tutti i canali monitorati, notiamo che la pagina Facebook del Festival di Sanremo è la più coinvolgente con un engagement di 114.783 persone. Notate anche come Instagram sia uno strumento molto coinvolgente, la Comello è quella che lo stat usando di più anche se solo concentrata a promuovere, giustamente, il suo codice per votarla.

    sanremo 2017 terza serata influencer

    Questi invece gli influencer su Twitter, dove nella terza serata risulta essere il più coinvolgente l’account del festival, @sanremorai.

    sanremo 2017 terza serata influencer twitter

    E, come di consueto, una carrellata dei contenuti più condivisi durante la terza serata di Sanremo 2017, a cominciare da Facebook:

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=218596532052&story_fbid=10155034667072053

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=218596532052&story_fbid=10155034116317053

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=6006248039&story_fbid=10154534847233040

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=56028350729&story_fbid=10155423993750730

    Questi i contenuti più condivisi su Instagram:

    https://www.instagram.com/p/BQTgKRSlV-t/

    https://www.instagram.com/p/BQTta3jFwjA/

    https://www.instagram.com/p/BQTalxbg0X9/

    https://www.instagram.com/p/BQTU3jVjO3n/

    https://www.instagram.com/p/BQTNyokhoqs/

    https://www.instagram.com/p/BQTJF-QATE5/

    E questi i tweet più condivisi della serata:

    Ecco, questo il nostro resoconto della terza serata del Festival di Sanremo 2017 visto dai social media. Ringraziamo ancora una volta Talkwalker che ci permette di osservare il festival da questo punto di vista.

  • Sanremo 2017, il racconto della seconda serata sui Social Media

    Sanremo 2017, il racconto della seconda serata sui Social Media

    La seconda serata del Festival di Sanremo 2017, come era prevedibile, fa registrare sui social media numeri un po’ più bassi rispetto alla prima serata. Resta comunque altro il numero di risultati e commenti: 430 mila totali, di cui 424 mila i tweet. Tra gli ospiti Giorgia è la più citata, mentre tra i cantanti in gara il più citato è Michele Bravi.

    sanremo 2017 logo

    Continuiamo a raccontarvi il Festival di Sanremo 2017 dal punto di vista dei social media e di come le persone agiscono e interagiscono con la manifestazione canora più importante d’Italia, oltre che l’evento televisivo più atteso dell’anno. Un po’ come se fosse il nostro Super Bowl. Come era prevedibile, lo abbiamo notato anche negli ascolti, i dati che abbiamo rilevato nella nostra analisi, che stiamo portando avanti con la collaborazione di Talkwalker, i commenti totali sui vari canali monitorati durante la diretta della gara sono in calo rispetto alla prima serata: 430 mila i risultati totali, di cui 424 mila i tweet. E’ facile rilevare quindi che Twitter, per sua vocazione, è lo strumento che più si addice a questo tipo di racconto live. Gli hashtag che abbiamo monitorato sono gli stessi che stiamo adottando per le nostre rilevazioni: #sanremo2017, 382.700; #sanremo, 6.470; @sanremorai, 17.600; “Festival di Sanremo”, 4.300; “Sanremo 2017”, 5.340; #sanremoceres, 14.100.

    sanremo 2017 totale

    Gli autori complessivi sono stati 65.700, di cui su Twitter 63.500 con una media di 6,1 contenuti. Il coinvolgimento totale, anche se in calo, resta comunque interessante anche nella seconda serata. A fronte di 430 mila contenuti di è arrivati a coinvolgere 1,4 milioni di persone che hanno effettivato interagito con in contenuti su Sanremo 2017. Come abbiamo detto ieri, questa è la reale audience che deriva dai social media.

    I momenti di picco della serata li abbiamo registrati alle 22:30 con 39.711 contenuti per #sanremo2017, che corrisponde al momento in cui i due presentatori intervistano Francesco Totti; secondo momento più discusso è stato alle 23:00 con 36.077 risultati per #sanremo2017, quando sul palco dell’Ariston ritorna Giorgia con la sua incantevole voce. E proprio la cantante romana è la più citata tra gli ospiti con quasi 30 mila citazioni. Tra i cantanti in gara il più citato è stato Michele Bravi con oltre 60 mila citazioni. Da segnalare anche due hashtag nati dalla partecipazione del giovane cantante a Sanremo 2017: #ildiariodeglierrori con 52.378 menzioni e #teambravi con 6.471 menzioni.

    sanremo 2017 citazioni

    Le donne sono quelle che continuano a seguire il Festival di Sanremo 2017 più degli uomi. Anche nella seconda serata le donne battono gli uomini 64,2% contro il 35,8%.

    sanremo 2017 genere seconda serata

    Anche nella seconda serata i dispositivi mobili sono gli strumenti più usati per commentare, questa volta Android 49,9% e iOS 40%.

    Anche nella seconda serata abbiamo delineato quelli che sono stati gli account più coinvolgenti, classificandoli per la loro capacità di cinvolgimento e generando una classifica totale:

    sanremo 2017 seconda serata influencer-totali

    E questa è la classifica degli influencer su Twitter. Notiamo che @trash_italiano risulta essere uno degli account più coinvolgenti, seguito da Michele Bravi, dall’account di Sanremo 2017, dalla yuotuber Sofia e dalla youtuber Alice Venturi.

    sanremo 2017 seconda serata influencer twitter

    E ora passiamo a vedere i contenuti più coinvolgenti della seconda serata di Sanremo 2017, partendo da Facebook:

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=58381712134&story_fbid=10154295431392135

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=705894552896918&story_fbid=793954770757562

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=156335284411981&story_fbid=1401201966591967

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=56028350729&story_fbid=10155420995355730

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=156335284411981&story_fbid=1401173516594812

    Questi i contenuti più coinvolgenti su Instagram:

    https://www.instagram.com/p/BQQu1jKFk9R/

    https://www.instagram.com/p/BQQ7sqNjVNG/

    https://www.instagram.com/p/BQQv1Nuh9sU/

    https://www.instagram.com/p/BQQqtt6BJ8O/

    Questi i tweet più coinvolgenti della serata:

    https://twitter.com/itsmarioventura/status/829443384414728192

    Ecco questo il nostro resoconto della seconda serata del Festival di Sanremo 2017, ringraziamo Talwalker per il supporto tecnico.

    E voi lo state seguendo? Che ne pensate?

  • Se Instagram Stories adesso mette in crisi Snapchat

    Se Instagram Stories adesso mette in crisi Snapchat

    Quello che forse tutti non immaginavano sta invece accadendo. Secondo quanto riporta TechCrunch, Snapchat comincia ad avvertire gli effetti di Instagram Stories con un calo delle visualizzazioni fino al 40%. Gli effetti si estendono poi ad un calo delle condivisioni e ad un calo del download dell’applicazione negli Usa.

    E se Snapchat entrasse in crisi per via di Instagram Stories? In effetti, non tutti immaginavano, all’indomani del lancio della opzione che di fatto riprende le Stories di Snapchat, che uno scenario del genere si sarebbe potuto verificare prima o poi. E invece pare che questo stia accadendo in un momento moloto delicato per Snapchat, ormai prossimo alla IPO nel prossimo mese di marzo. Immediatamente il lancio della funzionalità avevamo previsto che quella fosse una buona mossa che avrebbe permesso ad Instagram di agganciare nuove utenti e quini di crescere, quello che in effetti sta accadendo.

    Allora, secondo quanto riportato da TechCrunch, che ha lavorato incrociando vari dati su questo, Snapchat starebbe adesso soffrendo gli effetti del lancio di Instagram Stories, effetti che si traducono in un calo delle visualizzazioni dal 15% fino al 40%. E se ricordate bene, Snapchat contava proprio sul punto di forza delle visualizzazioni che nel maggio scorso arrivavano a 10 miliardi al giorno proprio grazie alla modalità Stories. Un calo evidente, come scrive TechCrunch riportando anche fonti interne all’azienda che volutamente vogliono restare anonime, lo si è registrato attorno al 20-30%, nel periodo che va da agosto 2016 a gennaio 2017. Agosto 2016 è proprio il mese in cui venne lanciato Instagran Stories, quindi tutto torna.

    instagram stories crisi snapchat

    Da agosto a novembre 2016 le visualizzazioni uniche sono calate del 40%, secondo i dati che rivela Delmondo. TheAmplify poi riporta un maggiore tasso di apertura di Instagram Stories del 28% contro Snapchat. Ma gli effetti di questa che possiamo definire “crisi” di Snapchat si evidenziano anche nel download dell’app, infatti App Annie riporta un calo fino all’11esima posizione tra le app più scaricate, dopo essere arrivata in terza posizione.

    In aggiunta a tutto questo, c’è anche da considerare che Snapchat ha rimosso la funzionalità “Auto-advance” il 7 ottobre scorso, in questo modo gli utenti non possono più visualizzare le proprie Storie in lista, essendo costretti poi a farlo manualmente. Anche questo potrebbe aver influito a rendere meno appetibile Snapchat per gli utenti, preferendo usare, a quel punto, Instagram Stories. Una star di Vine (l’app che Twitter ha provveduto a chiudere in queste settimane) ha dichiarato che le visualizzazioni delle sue Storie su Snapchat sono passate, tra agosto 2016 e gennaio 2017, da 150 mila a 90 mila.

    Intanto Instagram Stories ha continuato a crescere, arrivando a contare 150 milioni di utenti attivi dal momento del suo lancio. Un dato che di fatto va a coincidere con il calo visto su Snapchat. Quindi, quello che avevamo previsto ad agosto, immediatamente dopo il lancio di Instagram Stories, si sta verificando, e cioè che in fin dei conti è stata una buona idea. Avevamo previsto infatti che Instagram aveva bisongo di agganciare nuove fasce di utenti, specie i Millennials. Non conosciamo adesso dati che possano dimostrare anche questo, però l’andamento generale della funzionalità e i dati in calo di Snapchat sembramo proprio confermare quella nostra previsione.

    Facebook come sempre cerca di accentrare al suo interno sempre più esperienze, anche attraverso applicazioni si sua proprietà come è appunto Instagram. Di conseguenza, ha la forza per poter adottare e rendere proprie anche soluzioni viste altrove, potendo contare su un alto numero di utenti pronti a seguire queste integrazioni. Ed è quello che è successo in questa occasione, e non sarà certamente l’ultima. Facebook punta ad essere un moltiplicatore di esperienze, da fare tutte interno a questo grande ecosistema che non si limita più ad essere solo e soltanto un social network.

    A vedere come sono andate le cose, forse Evan Spiegel avrebbe fatto bene ad accettare i 3 miliardi di dollari che Mark Zuckerberg gli aveva offerto per acquistare Snapchat, o no?

    [l’immagine di copertina è di TechCrunch, nel caso in cui il legittimo proprietario lo richiedesse, verrà immediatamente rimossa]

  • Digitale e Social Media in Italia, uno sguardo di inizio 2017

    Digitale e Social Media in Italia, uno sguardo di inizio 2017

    Come ogni anno, di questo periodo, We Are Social diffonde il report “Digital in 2017 Global Overview”, una raccolta di dati che aiutano a comprendere lo stado del Digitale a livello globale. Nell’osservare i dati che riguardano l’Italia, notiamo che aumenta la penetrazione di Internet (66%); 28 milioni gli italiani sui Social Media sui quali trascorrono in media 2 ore al giorno.

    Come ogni anno, di questo periodo, We Are Social ha diffuso i dati del suo interessante report “Digital in 2017 Global Overview“, una grossa mole di dati, a livello globale, su quale sia lo stato del digitale ad oggi. Uno sguardo che ci offre molti spunti e molte possibilità di approfondimento. Sono dati che ci porteremo dietro per tutto l’anno, grosso modo, aggiornati via via nel corso del 2017 da altri report che usciranno, ma l’ossatura resta questa. E’ l’occasione, questa, per comprendere come il mondo sta cambiando e come il digitale sta penetrando sempre di più. Prima di passare a vedere i dati che riguardano il nostro paese, dal punto di vista dei social media in particolare, è opportuno anche osservare alcuni punti generali che emergono da questi dati che non riguardano più solo la penetrazione di internet, ma mettono in evidenza tutto il processo di digitalizzazione che sta avvenendo.

    E il Mobile in questo processo assume sempre di più un ruolo fondamentale. Basti pensare che, ad oggi, più della metà della popolazioen mondiale possiede uno smartphone; che quasi i due terzi della popolazione mondiale ha un telefono cellulare; che più della metà del traffico internet oggi arriva dai dispositivi mobili. Senza dimenticare un utente su cinque, a livello mondiale, negli ultimi 30 giorni ha effettuato acquisti online.

    socal media digitale italia 2017

    Intanto, per iniziare a fornire qualche dato, al mondo esiste una popolazione di 7,4 miliardi di persone e la metà, ossia 3,7 miliardi di persone ha accesso a Internet. Da considerare che gli utenti mobile a livello globale sono 4,9 miliardi, 2,8 miliardi sono gli utenti sui Social Media e 2,55 miliardi sono i cosiddetti “mobile social users”, cioè quegli utenti che accedono da mobile sui Social Media. Rispetto al 2016, il dato che cresce di più è quello riferito a questi ultimi dati, con una crescita del 30% (581 milioni di utenti in più). In Europa la popolazione che accede a Internet è di 637 milioni su una popolazione complessiva di 839 milioni. Gli utenti europei sui Social Media sono 412 milioni, la metà della popolazione complessiva, e 340 milioni sono gli utenti che accedono ai Social Media da mobile. Anche in Europa si nota la crescita più alta proprio negli utenti che usano i propri canali social da mobile, con una crescita dell’11% rispetto all’anno precedente; mentre crescono del 5% gli utenti sui social media.

    E ora guardiamo i dati più rilevanti che riguardano il nostro paese. Intanto c’è da rilevare che aumenta la penetrazione Internet in Italia, dato già riscontrato in altre occasioni, che arriva ad essere del 66% con una crescita di 6 punti percentuali in due anni.

    penetrazione internet globale social media 2017

    Un dato che comunque ci vede ancora lontani da paesi come l’Islanda che ha una penetrazione del 98% o della Norvegia (97%) o ancora della Danimarca (96%). Per non parlare degli Emirati Arabi Uniti che vanta una penetrazione del 99%.

    Gli italiani che accedono a Internet sono 39,2 milioni; 31 milioni sono gli utenti attivi sui Social Media e 28 milioni sono gli utenti che accedono sui Social Media da mobile. Nel nostro paese nell’ultimo anno si è registrato un dato che fa la differenza con gli altri paesi europei, e cioè sono cresciuti dell’11% gli utenti sui Social Media; sono cresciuti del 17%, dato in linea con gli altri paesi europei, gli utenti che usano i social media da mobile. Dati che ci confermano, ancora una volta, che gli italiani amano i Social Media.

    E lo vediamo meglio in questo grafico che ci indica la penetrazione dei Social Media a livello globale.

    penetrazione social media italia_2017

    Come vedere la penetrazione dei Social Media in Italia è al 52%, in crescita del 6% negli ultimi due anni, quindi uno dei primi paesi in Europa con la più alta percentuale di penetrazione. Niente a paragone con il 99% degli Emirati Arabi Uniti o anche del Qatar (99%), o ancora Maldive e Corea del Sud (83%). Il paese con la percentuale più bassa è la Corea del Nord, dove praticamente non esistono.

    Questo è invece il dato legato al tempo speso sui social media. In Italia si stabilizza sulle 2 ore al giorno, anche se è in calo rispetto alle 2,5 ore di due anni fa.

    social media italia tempo trascorso 2017

    L’unico paese che superano le 4 ore al giorno sono le Filippine, seguiti da Brasile 3 ore e 43 minuti, e da Argentina conn oltre 3 ore e mezza.

    Queste che vedete in basso sono le piattaforme social media e chat più usate al mondo per numero di utenti. Ovviamente Facebook, e il suo blocco, la fa da padrone.

    piattaforme social media chat globali 2017

    Facebook, Messenger e WhatsApp, visti così, insieme fanno 3,8 miliardi di utenti. Notate che Twitter è stato anche superato da Instagram che oggi ha più di 500 milioni di utenti attivi e si propone sempre di più come piattaforma con una sua identità. LinkedIn continua con la sua anomalia data dal fatto che solo il 25% degli utenti registrati la usa attivamente.

    E queste, invece, le piattaforme più attive in Italia.

    piattaforme social media chat italia 2017

    A differenza di due anni fa, in Italia compare il fenomeno Snapchat che vede una popolazione attiva in Italia pari al 10%. Da notare, anche in Italia, del sorpasso di Instagram su Twitter, 28% contro 25%. WhatsApp si conferma l’app di chat più usata in Italia, staccando Facebook Messenger di ben 15 punti percentuali. LinkedIn in Italia conta una percentuale di utenti attivi pari al 19%, quindi inferiore al 25% che si riscontra a livello globale.

    Allora, che ne pensate di questi dati? Raccontateci la vostra opinione.

  • Musei Italiani, sempre più social ma la strada è ancora lunga

    Musei Italiani, sempre più social ma la strada è ancora lunga

    L’ultima ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali ci offre un quadro completo su come i Musei italiani abbracciano i social media, e il digitale in generale, per comunicare e migliorare i servizi. Il 52% è presente sui social media, ma i servizi sono ancora poco digitali.

    Prima di passare a vedere insieme l’ineterssante, nuova, ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali del Politecnico di Milano, che ha indagato su come i Musei italiani stanno approcciando ai social media e al digitale per comunicare e migliorare i propri servizi, è opportuno fare una utile premessa, che è questa. Tutti siamo a conoscenza di quanto il nostro sia un paese che possiede un patrimonio culturale di inestimabile valore che tutto il mondo ci invidia, e questo è un dato di fatto. In Italia esistono 4.976 musei, 1 ogni 12.000 abitanti, una ricchezza enorme che oggi può essere comunicata attraverso gli strumenti digitali, per attrarre nuovi visitatori ed emozionarli: uno su tre ha meno di 1000 visitatori l’anno e il 70% degli italiani non li visita. Ovviamente non basta solo questo, ma è necessario se si vuole che i Musei italiani siano all’altezza delle altra strutture mondiali. Un altro dato interessante, è che nessun museo appare tra i 10 più visitati al mondo.

    social media digitale musei italiani 2016

    Allora, cominciamo con vedere i risultati dell’analisi.

    Dal punto di vista dei servizi digitali adotatti dai Musei Italiani al primo posto troviamo il sito web, il 57% delle strutture museali ne possiede uno; il 41% utilizza i social media; il 25% utilizza la newsletter; il servizio di wi-fi è offerto dal 19% delle strutture e QR code, servizi di prossimità, catalogo accessibile online o visita virtuale del museo dal sito web hanno tutte un’adozione tra il 13 e il 14%. Da questi dati, dunque, si evince che ancora molto resta da fare.

    Ma andando più nel dettaglio, su un campione di 476 musei italiani, scopriamo che il 52% dei Musei italiani possiede un account sui social media e la maggiore presenza viene registrata su Facebook (51%); seguono Twitter (31%) e Instagram (15%).

    Musei italiani e il sito web

    Come abbiamo visto prima, il 57% dei Musei ha un sito web, ma dalla ricerca è emerso come non sempre esso sia costruito in modo da facilitare l’utente nell’interazione con i suoi contenuti. Partendo dalla home page, ad esempio, sono presenti delle chiare call to action (CtA) rispetto alla biglietteria online solo nel 21% dei casi e all’accesso ai profili social nel 51%.
    La traduzione in lingue straniere (principalmente l’inglese) è disponibile solo nel 54% dei casi e i contenuti solo nel 20% sono indirizzati a particolari categorie di utenti (famiglie, disabili, gruppi, etc.). I numeri sono ancora più piccoli quando si indaga la presenza di servizi più avanzati come la possibilità di acquistare online merchandising o materiale legato al museo (6% dei casi), effettuare donazioni (anche in questo caso 6% e per il 70% si tratta di musei privati) e crowdfunding (1%).

    musei italiani servizi digitali 2016

    Musei italiani e i Social Media

    Abbiamo visto prima che il 52% dei Musei italiani ha un account sui social media, ma la ricerca evidenzia come solo il 13% è presente su tutti e tre i social più diffusi (Facebook, Twitter e Instagram); mentre è interessante notare che il 10% dei musei che non hanno un sito internet è però attivo su Facebook. Dall’analisi dei messaggi postati, si nota che la maggior parte dei contenuti è di natura promozionale, riguarda la segnalazione di eventi o accoglienza (orari di apertura e promozioni sugli ingressi). Molto apprezzate sono, però, le rubriche in cui vengono proposte opere del museo o racconti di storie che ruotano intorno ad esse, ad esempio su particolari personaggi: solo chi offre contenuti di valore sulle opere esposte e sulle storie che ruotano attorno ad esse, infatti, riesce a creare engagement.

    I Musei italiani con il maggior numero di page like su Facebook sono i Musei Vaticani, seguiti dalla Reggia de La Venaria Reale e dal MAXXI al terzo posto. Su Twitter, il primo posto per numero di follower è stato conquistato dal profilo dei Musei in Comune di Roma, mentre il MAXXI si attesta al secondo posto e il Museo del Novecento, a Milano, conquista la medaglia di bronzo. Su Instagram, invece, la Peggy Guggenheim Collection di Venezia è l’ente più seguito, seguono il Triennale Design Museum di Milano e il MAXXI di Roma.

    musei italiani social media 2016

    I Musei italiani stanno quindi intraprendendo la strada delle nuove tecnologie, dell’innovazione, anche se siamo ancora lontani dal poter dire che il risultato sia buono. Qualcosa si muove, ma resta ancora molto da fare. Da non sottovalutare la nascita di startup che offrono opportunità ai Musei di poter innovare soprattutto dal punto di vista sei servizi che, come abbiamo visto, sono ancora molto indietro.

    Dal punto di vista della comunicazione, i Musei italiani dovrebbero usare i social media nel tentativo di trasmettere le emozioni che una visita riesce a sprigionare. Non limitarsi solo ad una comunicazione di tipo markettara, lo scopo è quello di emozionare il visitatore, riuscire a portare il visitatore a vivere un’esperienza più ampia e coinvolgente. Ecco come si dovrebbero usare i social media nei Musei.

    E voi che ne pensate?

    [la foto di copertina è di proprietà di @franzrusso, si prega di citare la fonte tutte le volte che l’immagine vine condivisa]

  • Facebook, non sarà più visibile se il post è stato modificato

    Facebook, non sarà più visibile se il post è stato modificato

    E mentre il CEO di Twitter, Jack Dorsey, ragiona sulla possibilità di modificare il tweet, Facebook, così come segnalato inizialmente da Mashable, da qualche giorno non rende più visibile l’etichetta “modificato”. In questo modo l’utente che legge non saprà mai, ad un primo sguardo, se il post è stato modificato e quale sia l’originale.

    Si discute molto, da tempo ma molto di più da qualche settimama a questa parte, della possibilità di modificare i contenuti che ogni giorno vengono postati sui social media. E se ne discute molto in relazione al tema delle notizie “false”, in relazione quindi a che tipo di notizia e contenuto viene condiviso e quanto esso sia effettivamente veritiero. Esiste poi l’atro tema, concreto, legato alla possibilità di correge un errore di battitura, un caso molto diffuso. Ma di fronte alla possibilità di poter correggere un refuso, molti sollevano perplessità proprio sul fatto che, dando la possibilità di modificare un contenuto, questo potrebbe addirittura assumere un altro significato, se non addirittura “falsificare” il contenuto originale. Ovviamente su questo tema il dibattito continua. Come continua in relazione al tweet di Jack Dorsey, CEO di Twitter, che qualche settimana fa aveva chiesto agli utenti quale fosse la funzionalità che vorrebbero vedere realizzata nel 2017. Richiesta che ha avuto come risposta quella di inserire la possibilità di modificare il tweet.

    facebook modifica post

    E, fatta questa doverosa premessa, mentre il dibattito continua, Mashable qualche giorno fa segnalava che l’etichetta che accompagnava un contenuto modificato su Facebook non era più visibile. Con questa modalità, l’utente che legge, ad un primo sguardo, non ha la percezione di trovarsi di fronte ad un contenuto originale, oppure di fronate ad un contenuto modificato. Per saperlo, si deve cliccare la freccia che compare in alto a destra sul post e scorre su “Visualizza cronologia modifiche“. In questo modo, non certo immediato per molti (diciamoci la verità), è possibile risalire alle modifiche del contenuto, ma non è più possibile vedere, come accadeva prima, la scritta “Elemento modificato”.

    facebook modifica post

    Un cambiamento di rotta importante, questo, che pone un problema di trasparenza. Ora, è vero che cambiare un errore di battitura non cambia nulla del significato originale, ma procedere ad una modifica più profonda rischia di cambiare il senso originale del contenuto.

    Stiamo parlando di una nuova modalità che non colpirà tutti quegli utenti che, pubblicando un post su Facebook, un attimo dopo la pubblicazione si sono resi conto di un piccolo errore. Ma provate a pensare cosa significhi questo per una celebrità, per un politico che prova a cambiare un contenuto perchè, ad esempio, molto contestato. Ad un primo sguardo non sarà facile per tutti comprendere che ci si trova di fronte ad un contenuto radicalmente modificato.

    Al momento, facebook non ha nè smentito e nè confermato questa modifica.

    E voi che ne pensate?

  • La pubblicità sui Social Media supererà quella sui giornali dal 2020

    La pubblicità sui Social Media supererà quella sui giornali dal 2020

    Un nuovo e interessante report dell’agenzia Zenith Optimedia evidenzia come la pubblicità sui social media supererà quella sui giornali, entro i prossimi 4 anni. La previsione è che entro il 2019 i due valori saranno molto simili, ma dal 2020 avverrà il sorpasso. Questo dovuto al crescere del fenomeno Mobile. Crescita a due cifre per pubblicità sui Video online.

    La raccolta pubblicitaria sui Social Media è un fenomeno in crescita, questo lo si sa. I Social Media sono ormai strumenti di comunicazione e condivisione molto frequentati, basti pensare al bacino di Facebook che si avvicina a grandi passi verso i 2 miliardi di utenti. Di conseguenza le aziende dimostrano, sempre più, intenzione di investire in advertising su queste piattaforme, con budget sempre crescenti. Un fenomeno che disegna uno scenario opposto per quanto riguarda i giornali e la carta stampata in generale, dove la raccolta pubblicitaria è in continuo calo. Direte voi, cose che già sono note ai più, vero. Ma oggi torniamo sul tema perchè un interessante (come sempre del resto) report dell’agenzia Zenith Optimedia prevede che presto la pubblicità sui Social Media, in termini di valore, sarà quasi uguale a quella raccolta sui giornali, e che presto ci sarà il sorpasso.

    social media mobile pubblicita advertising franzrusso it 2016

    Volendo entrare nel dettaglio, entro il 2019 la pubblicità sui Social Media toccherà il valore di 50,2 miliardi di dollari, mentre quella sui giornali sarà di 50,7 miliardi, solo mezzo miliardi di differenza. Di fronte a questi numeri, con il fenomeno crescente dell’advertising sui Social Media e con il conseguenza calo dell’advertising sui giornali, il sorpasso, secondo Zenith Optimedia, avverrà dal 2020. Un fenomeno che per i Social Media trova il suo traino sul Mobile. Ma l’agenzia prevede anche una grande crescita per l’advertising su Video online.

    A proposito di Video, la stessa Zenith Optimedia qualche mese fa aveva previsto che la pubblicità su Internet sarà del 28% entro il 2017 e che proprio il settore dei video online continuerà a crescere. La crescita parte da +33% registrato nel 2014, fino ad arrivare a +29% previsto nel 2017.

    In sostanza, l’incremento annuo previsto per l’advertising sui Video online sarà del 18% annuo, mentre quello sui Social Media sarà del 20% annuo. Nel dettaglio la spesa prevista per i Video online sarà di 35,4 miliardi di dollari entro il 2019, comunque pari a un quinto (18%) della spesa prevista per la TV.

    I Social Media sono ormai, per molti utenti, un luogo su cui informarsi, leggere notizie, oltre che condividere contenuti con i propri contatti. Sono quindi luoghi che acquisiscono un ruolo sempre più importante nella vista di ciascuno di noi. La crescente qualità dei dispositivi mobili, registrata negli ultimi anni, ha fatto si che le aziende potessero essere incentivate ad investire su queste piattaforme. Gli annunci pubblicitari sui Social Media si integrano meglio sul news feed, risultando più appetibili dei tradizionali banner ai quali eravamo abituati.

    Uno scenario che ci aspettavamo. E voi che ne pensate?

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