Categoria: Social Media

In questa categoria trovate articoli che riportano dati e ricerche sul mondo dei Social Media. Dal numero di utenti connessi, al tempo trascorso su ciascun social network

  • Cosa scrivere sul blog? Ecco 5 metodi per trovare argomenti efficaci

    Cosa scrivere sul blog? Ecco 5 metodi per trovare argomenti efficaci

    blog-metodi

    Cosa scrivere su un Blog? Domanda classica che qualsiasi blogger agli inizi o anche più esperto, si pone. E oggi cerchiamo di fornire dei metodi che possono essere utili per essere sempre in grado di creare dei buoni contenuti per il vostro blog. Scopriamo insieme quali sono

    Stai avendo difficoltà ad ottenere risultati con un blog? Non riesci a trovare delle idee per produrre contenuti efficaci?
    Non sai cosa pubblicare? Per molti blogger la sfida più grande è quella di trovare argomenti di cui parlare, i giusti contenuti da trattare. Ma da cosa dipende?

    A dire il vero sono molte le ragioni che causano questa sorta di stallo:

    • prima fra tutte è quella di non capire esattamente i bisogni dei propri lettori;
    • la seconda è la convinzione che i contenuti pubblicati nel blog devono trattare un’argomento completamente nuovo od originale.

    E molti secondo me interpretano male questa affermazione. E’ vero che i contenuti devono essere originali, ma non gli argomenti.

    Con i milioni di siti web presenti in rete, qualsiasi argomento è sicuramente già stato trattato in precedenza da qualcun’altro.

    La soluzione a questa verità è che molto probabilmente TU non hai mai trattato quell’argomento e, più importante, che i tuoi lettori non hanno mai letto nulla su quell’argomento.

    Pertanto, se vuoi creare un blog che ottenga risultati devi pubblicare ciò che interessa al lettore ideale (colui che vuoi attirare sul tuo sito), e trattare i problemi che LUI ha bisogno di risolvere.

    Ma come puoi trovare ciò che interessa al visitatore? Quali sono le sue principali difficoltà, i dubbi e le sfide più grandi? Cos’è che lo tiene sveglio la notte?

    Di seguito 5 metodi efficaci per capire quali contenuti pubblicare sul tuo blog, gli stessi che ho usato io per ottenere 12.000 € in soli 3 mesi con il mio blog personale.

    1. Individua argomenti popolari

    obiettivi consigli blog

    Una delle strade più efficaci per capire quali sono gli argomenti che interessano al lettore è quella di osservare gli altri blog all’interno della tua nicchia.

    In particolare dovresti fare attenzione ai post che ricevono un sacco di commenti e  ricondivisioni. Appena trovi un articolo di questo genere, hai trovato il giusto argomento di cui parlare, quello che REALMENTE interessa alla tua audience.

    Di recente mi sono imbattuto in una tecnica molto efficace per studiare gli argomenti più interessanti di altri blog. E voglio condividerla con te.

    Si tratta di Quick Sprout, uno strumento che fra le altre cose permette di analizzare quali sono i contenuti più popolari di un sito web, dal punto di vista delle ricondivisioni social.

    Procedi come segue:

    1. individua 3 blog nella tua nicchia
    2. inserisci i loro URL all’interno del campo in questa pagina
    3. seleziona la tab “SOCIAL MEDIA ANALYSIS” e scorri fino ad arrivare alla sezione “PAGE LEVEL RESULTS”
    4. qui potrai vedere una lista dei post più condivisi sui vari canali ed ordinarli per quello che più ti interessa, oltre che per le ricondivisioni totali
    5. seleziona i primi 5 post di ogni blog

    metodi blog

    Ora puoi procedere e produrre per ognuno di essi un contenuto che espone la tua opinione sull’argomento, aggiungendo dei contenuti di valore. Potresti anche citare l’articolo originale con un backlink, che aiuta il lettore ad approfondire ciò di cui stai parlando.

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    2. Studia la parola chiave

    metodi blog

    Un altro metodo per scovare contenuti interessanti da pubblicare nel tuo blog è quello diricercare le parole chiave.

    In particolare dovresti capire quali sono, all’interno del tuo settore, i termini maggiormente ricercati dai visitatori nei motori di ricerca, quando hanno bisogno di risposte su un determinato argomento.

    Come già saprai, lo strumento più diffuso per analizzare la frequenza di ricerca delle parole chiave è il Google Keyword Planner.

    Individua dei termini che hanno un volume di almeno 6000/7000 ricerche mensili.

    Google Keyword Planner ha l’utilissima funzionalità di mostrarti una lista di idee per parole chiave aggiuntive semanticamente correlate a quella che hai inserito, che potrai utilizzare per scoprire nuovi termini e farti un’idea di quante volte vengono ricercate su base mensile.

    Tieni presente che lo strumento tratta i plurali ed i singolari come due parole chiave distinte, pertanto effettua delle “doppie ricerche” per ognuna di esse.

    Consiglio: per capire quali sono gli argomenti che potranno portare dei frutti anche a lungo termine, dovresti inserire i termini individuati in Google Trends, un ‘altro strumento di Google che permette appunto di monitorare il trend di ricerca di una o più parole chiave nel corso del tempo. Così facendo potrai capire se l’interesse del pubblico su quel determinato argomento è in declino o è ancora agli inizi.

    Ovviamente punterai su quei termini che sono in fase di ascesa.

    3.Partecipa attivamente sui social network e sui forum di discussione

    metodi blog social media

    Ascoltare i canali social è un’altra tecnica molto efficace per scoprire nuove idee ed argomenti da pubblicare nel tuo blog.

    Puoi usarla a tuo vantaggio.

    Tanto per citare alcuni esempi:

    • cerca su Twitter determinate parole chiave, salvando la ricerca e monitorando costantemente le discussioni che ottieni come risultato
    • iscriviti ai gruppi LinkedIn ed analizza gli argomenti maggiormente pubblicati e più popolari
    • osserva i gruppi Facebook della tua nicchia di interesse, individua i tipi di post che ottengono più “mi piace” e che vengono maggiormente commentati dai vari membri; i commenti stessi molte volte possono dare utilissimi spunti per nuovi contenuti
    • analizza, analogamente a Facebook, i link ed i post che ottengono più commenti e ricondivisioni su Google+

    4. Considera la possibilità di un sondaggio

    sondaggio metodi blogSe hai già costruito un’audience o una mailing list abbastanza grandi, effettuare un sondaggio potrebbe rappresentare una via molto efficace per scoprire cosa interessa maggiormente alla tua base di lettori.

    Ecco due metodi molto rapidi per realizzare dei sondaggi:

    1. tramite Survey Monkey: creando un account gratuito
    2. tramite Google Drive: creando un nuovo documento di tipo “Form”

    Mentre realizzi il tuo sondaggio, scegli una lista di domande contenuta, al quale l’utente possa rispondere in meno di 1 o 2 minuti, in modo da ottenere il maggior numero di risposte possibili.

    Considera se dare in cambio una piccola risorsa gratuita per incentivare l’azione, di solito funziona molto bene.

    Una volta preparato il sondaggio, invia una mail alla tua lista di contatti oppure scrivi un post sul tuo blog, dove chiedi di prendervi parte.

    Ok. Ma quali domande effettuare nel sondaggio?

    Indaga sui problemi dei tuoi lettori, sulle maggiori difficoltà e le loro principali frustrazioni.

    Ti consiglio di prediligere le domande aperte: è incredibile quante cose si possono scoprire lasciando “parlare” liberamente.

    Più specificatamente, puoi considerare di chiedere loro:

    1. Quali sono le tue domande più grandi su [la tua nicchia]?
    2. Quale argomento su [la tua nicchia], che non hai mai visto da altre parti, vorresti che venisse trattato?

    5. Insegna quello che sai

    studio metodi blogIndipendentemente dal metodo che utilizzerai per ascoltare le principali esigenze della tua audience, devi focalizzarti sul fatto che i contenuti più interessanti maggiormente per il lettore sono quelli che risolvono i SUOI problemi.

    Per risolvere i problemi dei visitatori devi insegnare loro qualcosa:

    cos’è che sai o hai imparato di recente e con cui puoi educare la tua audience?

    Insegna tutto quello che sai o che stai imparando in questo momento, pubblicandolo sul tuo blog.

    Pensa ai maggiori blog e blogger nella tua nicchia: sono sicuramente i più talentuosi, i più esperti e quelli con maggiori qualità?

    Forse per alcuni è così, ma la maggioranza di loro sono persone mediocri, che probabilmente si trovano al pari di molte altre nel proprio settore.

    La differenza sta nel fatto che loro pubblicano tutto ciò che sanno: in qualsiasi settore, le figure più conosciute sono quegli individui che insegnano.

    Ogni volta che apprendono qualcosa di nuovo, lo condividono con gli altri, proprio come ho fatto io mostrandoti Quick Sprout nel primo punto di questo articolo, uno strumento che ho scoperto solamente qualche giorno fa.

    Insegnare è di fatto il modo più diretto e veloce di posizionarsi come un’esperto, ed il blog è uno strumento incredibilmente efficace per poter insegnare.

    Non aver paura di condividere la tua conoscenza con chiunque: ciò non vuol dire che stai regalando informazioni, quanto piuttosto che stai guadagnando autorità.

    Conclusioni

    Se vuoi trovare argomenti efficaci per creare un blog di successo allora dovresti individuare argomenti popolari, studiare le parole chiave, partecipare attivamente sui canali social, scoprire cosa interessa alla tua audience. Il tutto mentre insegni tutto quello che sai.

    Infine, posizionarti come esperto e guadagnare autorità, sono due elementi chiave per lacreazione di un blog ed ottenere risultati.

    Ed ora?

    Se vuoi sapere di più sugli elementi essenziali per creare un blog di successo, puoi scaricare gratuitamente l’e-book gratuito che trovi a questo indirizzodove ho incluso gli stessi punti fondamentali che ho seguito personalmente per il mio blog.

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  • Banche e Social Media, l’analisi su Facebook e Twitter in Italia [Infografica]

    Banche e Social Media, l’analisi su Facebook e Twitter in Italia [Infografica]

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    Come comunicano le banche italiane sui Social Media? Argomento che abbiamo già trattato, ma oggi ci ritorniamo grazie all’analisi di Blogmeter effettuata tra marzo e maggio 2014. Su oltre 220 mila citazioni, risulta che Mps e UniCredit sono le più chiacchierate. Tra i temi più discussi:  buchi di bilancio, i piani aziendali per il risanamento dei conti ed il management

    Il rapporto tra Banche e Social Media è uno di quelli che affrontiamo con un certo interesse qui sul nostro blog, per verificare come gli istituti usano gli strumenti di comunicazione digitale per comunicare e conversare con i propri clienti e utenti. Per cercare di capire anche quanto sono aperte al dialogo e al confronto, in un momento certamente non facile. A tal proposito, oggi vi presentiamo questa nuova ricerca condotta da Blogmeter, tra marzo e maggio 2014, indagando sulle conversazioni spontanee degli utenti italiani e indagando anche sulla capacità dei brand di coinvolgerli attraverso i Facebook e Twitter. Le conversazioni tracciate nel periodo di riferimento, sulla base del monitoraggio di 32 istituti bancari, sono state 227 mila. E da queste conversazioni risulta che gli istituti più chiacchierati sono il Gruppo Monte dei Paschi di Siena e il Gruppo UniCredit. I temi più trattati dalle conversazioni hanno riguardato i buchi di bilancio, i piani aziendali per il risanamento dei conti ed il management. Mentre i prodotti più discussi sono stati invece i conti corrente in primis, principalmente quelli di CheBanca, Fineco, Hello Bank e ING Direct, seguiti da prestiti e mutui.

    Da quello che risulta dall’analisi è che la percezione che gli utenti hanno in rete delle banche online risulta essere migliore di quelle tradizionali. Tra quelle più criticate, per le note vicende giudiziarie delle ultime settimane e degli ultimi mesi, ci sono Banca Carige e MPS. Mentre quelle più apprezzate troviamo Carispezia e Friuladria, anche grazie alle iniziative promosse sul territorio. Tra le banche online spicca, per sentiment positivo, Hello Bank di cui l’iniziativa di aprire un nuovo conto e ricevere un buono spesa da utilizzare su Amazono è stata molto apprezzata.

    Per quanto riguarda Facebook, Unicredit ha la fanpage che vanta il maggior numero di fan ed è tra quelle che pubblicano il maggior numero di contenuti. E tra quelli che riscuotono più interesse sono quelli di ricerca di neolaureati per stage in UniCredit e le fotografie vincitrici del concorso PinTower. Mentre le banche che riescono ad essere più coinvolgenti sono BCCforWeb e Mediolanum, soprattutto con post “leggeri”, che esulano dal tema finanziario.

    Per quello che riguarda gli utenti, più di due terzi degli autori che hanno interagito con le pagine Facebook del settore sono uomini: la banca con cui interagiscono di più in assoluto è Fineco, soprattutto con post riguardanti il trading e domande tecniche. Le donne invece interagiscono maggiormente con le pagine che pubblicano contenuti più leggeri o votati all’intrattenimento e concorsi, come per esempio IBL Banca.

    Su Twitter invece è Fineco la banca che riesce a primeggiare per numero di follower, mentre leader di interazioni è, di gran lunga, Banca Etica. Quest’ultima è riuscita a coinvolgere gli utenti anche grazie ai festeggiamenti per i suoi 15 anni di attività e alla partecipazione a varie iniziative locali e internazionali. Tra le altre iniziative che hanno attirato l’attenzione di chi twitta ricordiamo anche il concorso #Appathon promosso da UniCredit per premiare la migliore idea di app per il Mobile Banking e gli Internazionali di tennis sponsorizzati da BNL.

    Infine, l’attività di social caring che dovrebbe essere fondamentale per gli istituti di credito presenta sembra ancora presentare alcune luci ma anche alcune ombre. Su Facebook la pagina più veloce nelle risposte è Superflash, ma quelle che riescono a soddisfare più richieste sono ING Direct e Intesa San Paolo. Male invece Twitter dove la situazione risulta ancora molto arretrata.

    Questo il quadro completo dell’analisi di Blogmeter e in basso potete vedere anche l’infografica con tutti i dati. Ma allora che ne pensate? Qual è invece il vostro rapporto con le banche sui Social Media? Raccontatecelo tra i commenti.

    banche-social-media-infografica

  • Social Referral, è Facebook il leader incontrastato

    Social Referral, è Facebook il leader incontrastato

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    Come di consueto, visto che questo è un periodo di chiusura di trimestri e quindi periodo in cui si fanno un po’ di conti, Shareaholic presenta i dati relativi ai social referral del secondo trimestre del 2014. Ebbene, Facebook è l’unico social network, tra quelli monitorati, che cresce. E’ dunque leader incontrastato come principale fonte di traffico

    In linea con il periodo di conti, Shareaholic ci offre i dati di quelli che sono le principali fonti di traffico social. E Shareaholic è certamente uno strumento da tenere in considerazione da questo punto di vista, basando le sue ricerche sulla possibilità di monitorare più di 300 mila siti che permettono di raggiungere una audience di 400 milioni di visitatori unici. Il dato che emerge dall’analisi di questo secondo trimestre del 2014, il Q2 2014, è che Facebook è il leader incontrastato tra i Social Referral, quindi il social network che più di tutti è capace di trainare traffico. E oltre a questo, il dato sorprendente è che relativamente a questo trimestre, il social network di Zuckerberg è l’unico che cresce, anche a doppia cifra. Tutti gli altri sette monitorati (in totale sono 8) perdono terreno.

    In pratica Facebook in questo trimestre ha rubato traffico a tutti, lecito pensarlo. La sua quota aumenta del 10,09%, passando da 21,25% di marzo 2014 a 23,39% di giugno. E se notate dal grafico, tra aprile e maggio perde quasi tre punti percentuali che poi recupera a giugno, ottenendo un risultato migliore del primo trimestre di quest’anno. E’ evidente che Facebook continua ad esercitare ancora una posizione predominante. Nonostante le polemiche legate al calo di visibilità legate ai vari aggiornamenti dell’algoritmo che so sono susseguiti negli ultimi mesi.

    social referral q2 2014

    Anche Pinterest perde terreno, lo scorso trimestre era secondo; adesso rimane in seconda posizione come fonte ti traffico referral, ma perde il 19,38%. E da marzo a giugno ha fatto registrare un movimento calante. In calo anche Twitter, adesso ha una percentuale di traffico referral di poco superiore all’1%, era 1,14% a marzo scorso. StumbleUpon perde il 39%. Ma il peggior risultato lo fa registrare LinkedIn, -57,38%, con una quota a giugno 2014 pari allo 0,02% di traffico referral.

    Google+ continua a calare e quindi annulla la performance positiva che si era vista nello precedente trimestre, il primo del 2014, che aveva certamente fatto sperare in una conferma. Ma così non è stato. Il social layer di casa Google perde il 21,34% attestandosi ad una quota di traffico referral pari allo 0,06%. Ad aprile era arrivato a 0,09%.

    Social-Referral-traffico Q2-July-2014-graph

    Il grafico in alto rende meglio la situazione che abbiamo visto in numeri.

    In questa occasione Shareaholic ci mostra anche quello che è stato l’andamento degli 8 social network monitorati nel corso dell’ultimo anno, da giugno 2013 a giugno 2014.

    E vediamo che Facebook dimostra davvero di essere leader incontrastato da questo punto di vista. In un anno la sua quota di traffico referral è cresciuta del 150,49%, passando dal 9,34% del giugno 2013, al 23,4 del giugno 2014. Se guardiamo il suo andamento negli ultimi 13 mesi, vediamo che Facebook ha continuato a crescere in maniera costante, a differenza degli altri social network. Facebook è sempre molto consultato, il 64% degli utenti (secondo una ricerca di Pew Research) lo consulta ormai quotidianamente. E quindi gli utenti condividono, ma spesso e volentieri, per quello che condividono e per i loro interessi, spesso, forse anche in maniera inconsapevole, approfondiscono estendendo il loro raggio di azione anche al di fuori del loro gruppo di amici.

    Social-Referral-anno giugno 2013 2014

    Pinterest è, nel corso dell’ultimo anno, il secondo social network che veder crescere di più la propria quota di traffico referral: +69,53%. A marzo ha fatto registrare il suo picco, ma il mese scorso ha fatto registrare un calo. E’ presto per fare qualsiasi considerazione a ribasso, Pinterest in questo anno ha apportato importanti novità legate alla geolocalizzazione, all’adv, e ha di fronte a sè ancora ampi margini di miglioramento.

    Twitter è stabile al terzo posto, anche se fa registrare un calo del 18,12%. Il calo risiede in tanti motivi che abbiamo cercato di vedere anche qui sul nostro blog. Ma resta di fondo che Twitter ha una natura molto diversa da Facebook e quindi la stessa timeline segue il suo andamento con caratteristiche molto diverse. Molto spesso, a ragione anche, viene paragonata ad un fiume in piena. Di conseguenza è molto difficile per l’utente riuscire a focalizzarsi. Da questi dati sembra che anche le aziende non lo usino tanto per aumentare traffico sul loro sito, quanto invece per accrescere la riconoscibilità attorno al proprio brand. E di esempi in questo senso ne esistono tantissimi e molti li abbiamo visti anche di recente negli ultimi Mondiali di Calcio di Brasile 2014.

    Social-Referral-grafico anno 2013 2014 giugno

    Nell’ultimo anno si registra il forte calo di YouTube, -82,66%, che a quanto pare difficilmente riesce ad essere considerato come strumento per aumentare traffico. YouTube è uno strumento che richiede impegno e risorse particolari, perchè comunicare per video non è da tutti.

    In calo anche Google+, 19,8%, e durante tutti questi mesi non è mai riuscito a raggiungere e a superare la quota dell’1% di traffico referral. Nonostante alcuni momenti in cui sembrava esserci una certa ripresa, ecco che la volta successiva i pochi progressi fatti venivano puntualmente annullati. Possiamo solo così riassumere l’andamento di G+ durante tutti questi mesi. E’ segno che ancora le aziende non hanno ben compreso la portata dello strumento. Martin Beck di Marketing Land il mese scorso ha scritto che Google+ At 3 Years Old: Not A Ghost Town, But A Social Referral Graveyard.

    E’ da un po’ di tempo che si parla ormai di Google+ come un fallimento, spesso associando il tutto anche all’abbandono di Vic Gundotra, colui che ha creato la piattaforma, e anche al fatto che molti degli sviluppatori passeranno a lavorare su Android. Ma val la pena sottolineare che questo di fatto non significa chiudere quello che Google ha cercato di costruire in tutti questi anni, riuscendo finalmente a creare quel social layer che si interfaccia tra la struttura web e tra la struttura mobile. Certo, i dati sono lì a ricordarci che Google+ è poco usato, ma dire che è al fallimento è un po’ esagerato. Ne parlava proprio ieri Skande in suo post.

    Per quanto riguarda LinkedIn, il calo è evidente e costante e lascia un po’ perplessi. Soprattutto in relazione alle ultime novità che miravano a far diventare il social business network per antonomasia, anche un social “media”, nel senso di piattaforma dove creare contenuti che aiutassero ad estendere il raggio. Ma così non è stato e le previsioni, in termini di referral non sono affatto rosee.

    Allora, questa la situazione per quanto riguarda il traffico referral dai principali social network. Che n epensate? Siete sorpresi o avete avuto solo conferme? Raccontateci cosa ne pensate tra i commenti.

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  • What’s on your mind? Ovvero, cosa raccontiamo di noi su Facebook

    What’s on your mind? Ovvero, cosa raccontiamo di noi su Facebook

    Il video di Shaun Higton, “What’s on your mind?”, ha fatto molto discutere sulla rete e sui social media e ha ottenuto finora 8 milioni di visualizzazioni. Il tema di fondo è: quanto c’è di vero in quello che raccontiamo della nostra vita su Facebook? E perchè si sente l’esigenza di raccontare un’altra vita, piuttosto che quella che si vive ogni giorno? La riflessione che segue cerca di dare alcune risposte a queste domande

    Nel momento in cui scrivo questo post, il video “What’s on your mind?”, cortometraggio scritto e diretto da Shaun Higton , ha raggiunto le 8 milioni di visualizzazioni. A testimoniare che il tema riguarda tutti noi. E sono state molte le persone che conosco e stimo sul Web che lo hanno commentano. Si parla di distorsione della realtà, di alter ego fittizi.

    Alessandro Scuratti scrive: “Siamo davvero sicuri che tutto ciò che gli altri postano (e che noi postiamo) sui Social Network sia la verità? Non è che vogliamo presentarci meglio di quel che siamo?“. Giuliano Ambrosio e Alessandro Cosimetti si chiedono quali siano i meccanismi per cui tendiamo a raccontare sui Social una vita non del tutto reale.

    Mi unisco a loro ai loro interrogativi, cercando di approfondirne il perché. Perché proprio su Facebook – luogo pubblico di condivisione – vogliamo dimostrare di avere una vita più bella e felice di quella che abbiamo?

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    L’uomo è un essere relazionale

    Bastk pensare a quanto abbiamo bisogno di confrontare ciò che abbiamo e ciò che siamo con quello che sono e hanno gli altri: un bisogno quasi primario, oggi. In grandissima parte, tutto questo è sano, molto sano: siamo nati per confrontarci. Cresciamo in una famiglia che ci dà i punti di riferimento e i valori per il presente e il futuro, usciamo dalla famiglia per dialogare, discutere, fare paragoni. Ci innamoriamo e creiamo altre famiglie, altri valori, altre storie. Alcune hanno un lieto fine, altre no.

    La natura del confronto smette di essere sana e buona quando gli altri arrivano a condizionarci a tal punto da spingerci a essere diversi, o almeno mostrarci diversi da quello che siamo.

    Una domanda, però: sono gli altri che ci condizionano o sono le aspettative che ci siamo creati, aspettative più o meno istituite dalla società?

    Non ho una risposta univoca, ma so una cosa certa: se ci fosse davvero un nemico – qualcuno o qualcosa a cui dare la colpa di tutto questo condizionarci – il problema sparirebbe. Un nemico si può sconfiggere o decidere di non ascoltarlo. Diventa tutto più complicato, invece, se i condizionamenti ce li diamo noi. Se, in qualche modo, il nemico è dentro di noi. Mi spiego meglio.

    Vincere le gare, superare gli altri nelle competizioni, avere ragione nelle discussioni, essere più belli e più bravi, confrontare la propria vita con quella degli altri è qualcosa che ci fa stare bene. Fino a che, però, rispettiamo un limite. E il limite è quel punto in cui la smettiamo di guardare gli altri – o di guardarci con gli occhi degli altri – e iniziamo, semplicemente, a guardare dentro di noi. Il confronto è crescita, la crescita è vita. Lo scopo della vita, però, non è vincere La Gara, ma Stare Bene.

    Questo è il punto.

    Questo è l’obiettivo primario della nostra vita: stare beneE si sta bene soltanto quando le cose dentro di noi vanno bene. Sufficientemente bene. Quando troviamo il tempo e il coraggio di guardarci dentro e capire se si sta bene o no. Trovare tempo, spazio interiore, forza d’animo per occuparci di noi è il primo passo. Qielli successivi verranno più facili: comprendere cosa possiamo fare di più per la nostra vita, volerci più bene, essere persone più soddisfatte.

    Non è colpa di Facebook se fingiamo di essere più belli e di avere una vita migliore

    E benvenute le foto dei matrimoni, dei bimbi con un dentino soltanto, dei momenti felici degli altri – mille amici sconosciuti -. Benvenuti i selfie divertenti, gli status pieni di dichiarazioni amorose, i successi professionali dichiarati pubblicamente. Non prendiamoci in giro: se Facebook non ci fosse, sarebbe solo un po’ più difficile sapere com’è la vita degli altri. Troveremmo, però, certamente altri modi – altri mezzi di comunicazione – per soffrire d’invidia, per credere che il treno giusto sia passato solo per gli altri, che il nostro sia già passato e non ritorni più.

    Facebook potenzia il nostro esibizionismo perché lo spara in aria e lo rende evidente

    Tutto è lì sotto agli occhi di tutti, in tempo reale. Con modi di comunicare diversi, tuttavia, noi uomini non saremmo diversi. Avremmo lo stesso una gran paura di guardarci dentro per chiederci come stiamo davvero. Saremmo comunque pronti a mentire, conformarsi agli altri, imitare gli altri.

    Per non essere da meno? Forse. Per non assumerci la responsabilità di prendere la nostra vita in mano, anche. Per non avere la costanza e la determinazione di scegliere quello che siamo, quello che abbiamo e quello in cui crediamo.

    Troviamo in Facebook piccole soddisfazioni e grandi confronti e impariamo, guardando la nostra di vita, a stare bene soltanto.

    Difficile, ma ne vale la pena, non credete?

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  • I Tweet dei Mondiali di Brasile 2014 sono stati 672 milioni!

    I Tweet dei Mondiali di Brasile 2014 sono stati 672 milioni!

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    Il sipario sui Mondiali di Calcio di Brasile 2014 è ormai calato ed è tempo di fare un po’ di conti, almeno in termini di tweet durante la manifestazione. Complessivamente sono stati 672 milioni, in Italia secondo Blogmeter sono stati 3,2 milioni. Record i tweet per Brasile-Germania, 35,5 milioni di tweet; la finale è seconda con 32,1 milioni, ma ha il record del momento più twittato

    Abbiamo seguito con attenzione, insieme a voi, tutto il mese in cui si sono svolti i Mondiali di Calcio di Brasile 2014 e abbiamo visto come gli utenti l’hanno vissuto su Twitter durante tutte le 64 partite. Ed è stato davvero un fiume in piena: i tweet durante tutta la manifestazione sono stati 672 milioni! Nonostante questo sia il più alto numero associato a un evento che Twitter abbia mai annunciato, è comunque difficile fare un paragone fra i 32 giorni e i 64 match della Coppa del Mondo e la singola partita del Super Bowl, o la singola notte degli Oscar o ancora i 16 giorni delle Olimpiadi di Londra, tanto per fare degli esempi. Eventi che hanno sempre riscosso grande attenzione da parte degli utenti.

    Analizzando i 672 milioni di Tweet, vediamo che la maggior parte della conversazione è avvenuta durante le partite. In 4 eventi su 5 figura la squadra padrone di casa. Nel corso della semifinale tra Brasile (@CBF_Futebol) e Germania (@DFB_Team), come abbiamo già più volte ricordato, i fan hanno twittato più di 35,6 milioni di Tweet: un vero e proprio record Twitter per un singolo evento. Ecco le cinque partite più twittate della CoppadelMondo:

    1. Brasile (@CBF_Futebol) vs. Germania (@DFB_Team) dell’8 luglio: 35,6 milioni di Tweet
    2. Germania (@DFB_Team) vs. Argentina (@Argentina) #WorldCupFinal del 13 luglio: 32,1 millioni di Tweet
    3. Brasile (@CBF_Futebol) vs. Cile (@ANFPChile) del 28 giugno: 16,4 milioni di Tweet
    4. Olanda (@KNVB) vs. Argentina (@Argentina) del 9 luglio: 14,2 milioni di Tweet
    5. Brasile (@CBF_Futebol) vs. Colombia (@FCFSeleccionCol) del 4 luglio: 12,4 milioni di Tweet

    Sono stati inviati 618.725 Tweet Per Minuto quando la Germania si è aggiudicata la #WorldCupFinal. Tre dei cinque momenti più twittati si sono verificati durante la scottante sconfitta del Brasile per 7 a 1 nella semifinale contro la Germania dell’8 luglio, mentre gli altri due momenti appartengono alla #WorldCupFinal. Ecco i cinque momenti che hanno generato i picchi più alti di Tweet Per Minuto (TPM) durante la #CoppadelMondo:

    1. La Germania (@DFB_Team) ha sconfitto l’Argentina (@Argentina) vincendo la #WorldCupFinal del 13 luglio: 618.725 TPM
    2. Sami Khedira (Germania) segna su assist di Mesut Özil nella semifinale contro il Brasile dell’8 luglio: 580.166 TPM
    3. Mario Götze (@MarioGoetze) (Germania) segna il gol della vittoria nella #WorldCupFinal del 13 luglio: 556.499 TPM
    4. Toni Kroos (@ToniKroos) (Germania) segna il suo secondo gol nella semifinale contro il Brasile dell’8 luglio: 508.601 TPM
    5. @ToniKroos segna il terzo gol della partita nella semifinale contro il Brasile dell’8 luglio: 497.425 TPM

    brasile-2014-giocatori-menzionati

    Neymar Jr (@neymarjr) è stato il giocatore più menzionato del torneo. Il brasiliano infortunatosi durante la sconfitta della sua squadra ai quarti di finale contro la Colombia, e l’Argentino Lionel Messi sono stati i giocatori più menzionati durante la #WorldCup. E grazie anche al famigerato incidente del morso, l’uruguayano Luis Suárez è il terzo giocatore più menzionato nel corso dell’intero torneo.

    Mappa-Interattiva-Finale-brasile-2014

    Cliccate sulla mappa qui sopra per scoprire come le partite sono state vissute su Twitter, si vede l’intero torneo in 60 secondi, dall’inizio alla fine.

    Questi invece, alcuni dati che ha raccolto Blogmeter, a chiusura di questi Mondiali, focalizzandosi sugli utenti italiani.

    Dall’inizio del campionato del mondo a oggi gli italiani hanno inviato 3,2 milioni di tweet, due terzi dei quali sono stati scritti nei primi 13 giorni della competizione, ovvero prima del 25 giugno e della rovinosa sconfitta contro l’Uruguay. In media gli italiani hanno spedito centomila tweet al giorno. La partita più commentata in lingua italiana di tutto il Mondiale è stata Italia–Uruguay, che ha decretato l’uscita della nostra nazionale dal campionato. Il calciatore più chiacchierato è stato Balotelli. Il bad boy azzurro mette a segno non solo uno dei due goal contro l’Inghilterra, ma anche uno dei tweet più retwittati, in cui racconta la sua delusione per la sconfitta. A conferma della popolarità di Super Mario il sostegno di fan d’eccezione, come il campione NBA Kobe Bryant che twitta in italiano per esprimere il suo tifo alla nazionale italiana e al suo numero 9.

    Per quanto riguarda gli hashtag, meno di mezzo milione di occorrenze su tutto il periodo per l’hashtag generico #Mondiali2014, a dimostrazione del fatto che questo tipo di eventi non si riducono ad un’unica etichetta, ma vengono descritti e discussi sotto diversi aspetti: molto diffusi, infatti, anche gli hashtag di incitamento alle squadre (uno su tutti #ForzaAzzurri), quelli legati alle emittenti televisive (come #SkyMondiali), ma anche quelli delle singole partite.

    Questo era davvero il resoconto finale di questi Mondiali di Brasile 2014. E’ stato davvero un evento storico e adesso staremo a vedere quale sarà il prossimo evento che riuscirà a battere questo record. Di certo, non bisognerà aspettare i Mondiali in Russia del 2018.

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  • Addio cara TV, adesso è tempo della Generazione Second Screen [Infografica]

    Addio cara TV, adesso è tempo della Generazione Second Screen [Infografica]

    Secondo Connected Life, uno studio di TNS, una delle più importanti agenzie di marketing, la nostra cara TV non è più tanto amata. Fra gli utenti della rete, a livello globale, tre quarti guardano la TV ogni giorno, ma circa la metà la guarda utilizzando altri schermi e un quarto guarda video da mobile. E’ la generazione second screen

    Sappiamo che la notizia forse non vi sembrerà tanto nuova, è un tema che affrontiamo spesso quello della Tv nell’era del digitale. Quando parliamo di social tv e di second screen, parliamo in effetti di fenomeni che grazie al web e ai Social Media in particolare, vanno oltre lo stesso mezzo della TV. E poi arriva Connected Life, l’interessante studio che realizza TNS, una delle più importanti agenzie di marketing a livello globale, che ci dice che la TV oggi non più tanto amata, ma che la nostra attenzione è rapita da altri schermi. Abbiamo appunto voluto estremizzare il concetto dicendo che questo è il tempo della Generazione Second Screen, ossia di quegli utenti che non guardano la TV con la sola attenzione univoca, come accadeva un tempo, ma vogliono interagire con essa. E lo fanno attraverso altri mezzi, altri schermi, appunto. Lo studio quindi evidenzia la crescita dello “screen-stacking” reso evidente anche nei recenti Mondiali di Calcio di Brasile 2014, con gli utenti che guardavano le partite in Tv ma poi interagivano attraverso i Social Media. Ricordiamo che la semifinale Brasile-Germania, quella vinta 7 a 1 dai tedeschi ha fatto registrare il record di tweet, 35,6 milioni, diventando l’evento sportivo più twittato fino ad oggi.

    Ma veniamo ai risultati del sondaggio Connected Life.

    Al sondaggio hanno partecipato più di 55 mila utenti interneta livello globale e si evidenzia che coloro che guardavano la TV fa altre attività digitali, come social media, controllare la casella email oppure ricercare informazioni su prodotti da acquistare online. L’indagine ci dice poi che a livello globale, possediamo 4 device mobili ciascuno; sale poi a 5 se consideriamo noi italiani, gli australiani, i tedeschi, gli inglesi e gli abitanti di Hong Kong. Come abbiamo visto, la voglia di condividere contenuti online, come foto video fa da traino poi alla diffusione di dispositivi sempre più potenti e all’avanguardia che di fatto sostiene in fenomeno del second screen o dello screen stacking.

    second-screen

    Il 25% degli intervistati guarda tutti i giorni video su Pc, laptop, tablet e smartphone. E questo dato poi sale al 33% in Italia, Cina e Singapore. Noi italiani poi siamo i più voraci fruitori di video, insieme ai Russi (44%) in Europa (25%), seguono poi Francia (16%), Uk (17%). A Hong Kong i video attraggono un grande interesse (32%), mentre i phablet, gli smartphone generalmente di misura tra i 5,5 o 6 pollici, sono molto diffusi rendendo, viste le dimensioni, la visione di video più agevole.

    Ma nonostante tutto, la vecchia cara TV, per quanto non più tanto amata, gioca ancora un ruolo importante, con il 75% degli intervistati a livello globale che dice di guardarla tutti i giorni. In Italia la percentuale sale all’82%. Tra utenti su quattro, il 76%, la guardano senza distrazioni la sera mentre sono a cena; in Italia invece si sale a 4 su 5, l’84%.

    Gabriella Bergaglio, Digital Practice Lead TNS Italia, ha commentato così questi risultati:

    In un mondo dove il multi-tasking è ormai la norma, il contesto in cui guardiamo la TV sta rapidamente mutando: non è più solo a casa, sul divano in fruizione esclusiva. Oggi la crescita dello “screenstacking” da un lato e della tv online dall’altro, è oramai un fatto, una realtà con cui ci dobbiamo confrontare. In Italia, ancor più che in Europa, l’attenzione ai contenuti video online è elevata.

    I professionisti del Marketing e della Pubblicità sono dunque chiamati a tenere conto di questi cambiamenti affrontando una nuova grande sfida: l’attenzione è frammentaria e parziale, le tecnicality di memorizzazione diventano vitali per carpire, in pochi attimi, l’ attenzione. “Key frame” di ricordo da riattivare nei diversi touchpoint, in sinergica e ripetuta riproposizione, finalizzata a fissarsi in modalità emotivamente vicine al nostro target.

    Il processo d’acquisto “esce” sempre più dal punto vendita e chi non riesce a far includere il proprio brand nel “consideration set” dell’acquirente nelle differenti fasi del processo… rimane fortemente penalizzato: consideriamo che in ambito di acquisti tecnologici, o anche nel banking, due mondi molto distanti, più di un terzo di coloro che hanno recentemente acquistato la categoria, dichiara di essere partito con l’idea di acquistare un brand ed averne poi invece acquistato un altro. La brand activation e la brand experience quindi aprono a nuovi orizzonti, con il supporto
    del Digital, pur con diversi obiettivi e bisogni informativi secondo le categorie interessate.

    Insomma, il digitale è sempre più parte delle nostre vite ed entra ormai abitualmente nelle nostre case, un fenomeno non più arrestabile che apre sempre nuove opportunità.

    Anche voi siete della generazione second screen? Raccontateci la vostra esperienza.

    TNS-Connected-Life-_Infografica-second-screen

  • Sono stati 32 milioni i tweet per la finale dei #Mondiali vinta dalla Germania

    Sono stati 32 milioni i tweet per la finale dei #Mondiali vinta dalla Germania

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    32 milioni i tweet che ha collezionato la finalissima dei Mondiali di Calcio di Brasile 2014, vinta dalla Germania per 1 a 0 sull’Argentina. Tantissimi i tweet ma non sufficienti a superare il record di 35,6 milioni della semifinale tra Brasile e Germania. Momento più twittato è proprio quello finale della partita, record assoluto con 618.725 tweet al minuto

    La Germania vince i Mondiali di Calcio di Brasile 2014, per la quarta volta nella sua storia, ma il match, come del resto abbastanza prevedibile, non supera in termini di tweet il record che appartiene a Brasile-Germania, quella del famoso 7 a 1 per i tedeschi con 35,6 milioni di tweet. La finalissima di Rio de Janeiro colleziona “solo” 32,1 milioni di tweet e diventa così il secondo evento più twittato della storia, ossia da quando esiste Twitter. Volendo tracciare un bilancio finale, questi Mondiali hanno davvero sottolineato lo strettissimo legame tra lo sport e i social media, Twitter in particolare, capace di attrarre l’attenzione di milioni di persone nel mondo. Un risultato questo che sottolinea anche la dimensione della social tv e del second screen in relazione al mondo dello sport.

    germania-argentina-giocatori-menzionati

    E allora, come di consueto abbiamo fatto lungo queste settimane in cui abbiamo seguito l’evento, vediamo un po’ di dati. E partiamo con i calciatori più menzionati durante la partita. Questi quelli della Germania, DFB-Team – @DFB_Team

    1 – Mario Gotze (autore del gol)

    2 – Manuel Neuer

    3 – Christoph Kramer

    E questi i calciatori più menzionati per l’Argentina, @Argentina

    1 – Lione Messi

    2 – Gonzalo Higuaìn

    3 – Javier Mascherano

    germania-argentina-momenti-tweet

    E ora vediamo i momenti più twittati, elaborati come al solito in tweet al minuto, TPM. E vediamo che il momento più twittato è stato il momento finale del match con 618.725 TPM che è il record mai ottenuto in un evento sportivo e supera anche il record  che apparteneva all’ormai celebre Brasile-Germania che avevamo visto il momento più twittato con 580.166 TPM. Il momento del gol di Mario Gotze fa registrare 556.499 TPM. E poi il terzo momento più twittato è quando Messi e Neuer ricevono il premio, rispettivamente, come miglior giocatore del torneo e miglior portiere.

    germania-argentina-finale-tweet

    Questo in alto è lo screenshot della mappa dei tweet al momento del gol di Gotze.

    E vediamo anche qualche tweet, tra quello più condivisi:

    Ecco, questo era il racconto via Twitter di questa finale, altri tweet più carini cercheremo di raccoglierli durante la giornata. Ma resta il fatto che il record non è stato battuto. Lo sarebbe sicuramente stato in finale ci fosse andato il Brasile. Per ora questo resta l’evento più twittato e lo sarà ancora a lungo. Almeno fino ai prossimi Mondiali di Russia 2018, o forse anche fino al prossimo Superbowl 2015.

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  • Finalmente Twitter rende gli analytics accessibili a tutti

    Finalmente Twitter rende gli analytics accessibili a tutti

    twitter-analytics

    Un anno fa Twitter rendeva disponibili gli analytics soltanto per gli advertisers e alcuni utenti potevano vedere solo poche info. Ma da ieri tutte informazioni relative anche ai tweet organici, quindi non solo sui tweet sponsorizzati, sono accessibili davvero a tutti dal analytics.twitter.com

    Esattamente un anno, o poco più, vi parlavamo degli analytics di Twitter che diventavano disponibili per gli advertisers e anche per alcuni utenti che potevano accedere solo a poche informazioni sui propri tweet. Ma da oggi, cioè da ieri, Twitter ha annunciato che la piattaforma analytics.twitter.com è accessibile davvero a tutti. Una mossa a sorpresa ma che tutti in realtà attendevano. Finalmente si avrà la possibilità di avere un’idea di come i propri tweet stanno performando sulla piattaforma. E l’aspetto più interessante è che da adesso è possibile monitorare anche i tweet organici, quindi non solo quelli sponsorizzati. Di conseguenza la piattaforma diventa estremamente utile per un brand che decide di di investire su Twitter e di avere così accesso alle informazioni sulle proprie azioni sponsorizzate, ma diventa anche molto utile per gli utenti che possono da oggi monitorare la propria attività.

    analytics Statistiche sull attività dei Tweet per franzrusso andamento

    Con la nuova piattaforma è possibile quindi:

    • Vedere come le performance dei Tweets in tempo reale.
    • Confrontare le impressioni (a volte un Tweet può essere visto da chiunque su Twitter via Web e anche via Android o iOS, inclusi gli utenti non loggati), l‘engagement totale e i retweet mese per mese.
    • Vedere attraverso il dettaglio, quanti retweet, risposte, preferiti, follows, clic sui link e click sui contenuti embeddati ogni Tweet è in grado di ricevere.
    • Esportare le metriche e le performance dei propri tweets in un file CSV, che ora include sia i tweet organici che quelli sponsorizzati.

    Una volta che accedete alla piattaforma avrete di fronte a voi tutta la vostra attività su Twitter con la possibilità, nella parte principale di poter accedere alle informazioni che riguardano Tweet, Tweet e risposte, Sponsorizato. Per ognilivello di visualizzazione che scegliete di monitorare avrete a disposizione:

    • il numero di Visualizzazioni;
    • le Interazioni per ogni tweet;
    • il Grado di coinvolgimento dei vostri contenuti;

    Statistiche attività dei Tweet analytics franzrusso

    Tutte informazioni che possono diventare davvero preziose per il vostro modo di comunicare sulla piattaforma, per creare una campagna efficace. Di fianco, nella colonna di destra, avete le informazioni per quanto riguarda le Interazioni in maniera più dettagliata e informa grafica. E vi trovate tutte le informazioni aggiornate ad oggi, ma potete compararle coi giorni precedenti. Se poi cliccate su un tweet, vi appare il dettaglio relativo allo stesso accedendo alle impressions relative alle ultime 30 ore, il numero di click, RTs, preferiti, il numero di click per visualizzare maggior dettagli, click sul profilo utente, click sull’hashtag e le risposte.

    Statistiche sulla card Twitter per franzrusso

    Le statistiche vi permettono anche di verificare l’andamento dei vostri followers, con info relative alla provenienza geografica, informazioni sugli interessi, info demografiche e vedere gli account che seguono i vostri followers. Ma avete anche la possibilità di verificare le performance delle vostre Twitter Cards con info relative alle ultime 4 settimane. Potete quindi verificare gli sono i vostri influencers, vedere quali tweet hanno realizzato il maggior numero di clic e sapere anche da dove vengono visualizzati i vostri tweet.

    Insomma, da oggi tutte le informazioni analitiche per i tweet sono a portata di mano e più dettagliate, quello che davvero mancava a Twitter, rispetto agli altri competitor, vedi Facebook o anche Pinterest.

  • Dalle conversazioni su Twitter, la Germania è la più discussa – #Brasile2014

    Dalle conversazioni su Twitter, la Germania è la più discussa – #Brasile2014

    twitter-argentina-germania-finale-brasile-2014

    Ormai manca poco alla finalissima di domani e anche su Twitter si sta decidendo quale squadra tifare tra Argentina #ARG e Germania #GER. E allora per cercare di farci un’idea, guardiamo insieme questa analisi delle conversazioni. La Germania, e non c’erano molti dubbi, è finora la nazionale più discussa in molti paesi

    Ormai manca davvero poco alla finalissima di domani tra Argentina #ARG e Germania #GER e su Twitter si intensificano in queste ore le conversazioni degli utenti e dei tifosi di tutto il mondo su quale squadra tifare domani. E, al di là dell’iniziativa #ArmsWideOpen, iniziata il 9 Luglio e che durerà fino a stasera in Brasile per decidere quali colori illumineranno il Cristo Redentore di Rio de Janeiro, scegliendo tra hashflag #ARG o #GER, ma grazie soprattutto alla partita vinta col Brasile col risultato eclatante di 7 a 1, da quello che si vede, sembra che ad oggi la Germania sia la squadra più discussa in molti paesi. Quindi, se proprio volessimo azzardare un pronostico da quello che si vede finora, la Germania allora è la favorita. Ma sappiamo bene che essere molto twittati non significa poi essere vincenti, e ci mancherebbe pure. E lo abbiamo vitso proprio col Brasile, la squadra di casa, che nonostante sia stata davvero la squadra più twittata, in semifinale ha poi dovuto cedere con un risultato che sarà ricordato davvero per molto.

    argentina-germania-mappa

    Argentina e Germania tornano quindi a sfidarsi dopo le finali dei Mondiali del 1986 giocati in Messico e dopo la finale dei Mondiali del 1990 giocati in Italia. Entrambe le squadre vantano due titoli e per tutte e due le squadre il terzo significherebbe davvero fare un passo avanti sulla scena calcistica mondiale. Anche se, un risultato positivo per l’Argentina potrebbe avere effetti anche al di là del mondo calcistico, visti i guai economici in cui sembra ripiombato il paese. E poi, non dimentichiamolo, questa è anche una sfida storica per un altro motivo. E’ la prima volta nella storia che si gioca una finale che esprime il tifo di due papi viventi: Papa Francesco, argentino, e Papa Benedetto XVI, tedesco. Vedremo chi dei due la spunterà.

    Ma torniamo ancora all’analisi delle conversazioni forniteci da Twitter.

    Nel cercare di fornire qualche dato, analizzando le conversazioni di tutte e 30 le squadre, ci si è accorti che la maggior parte dei tifosi di calcio hanno continuato a seguire la Coppa del Mondo con passione, e di conseguenza ci si è chiesti dove venisse rivolta la loro attenzione. In basso una infografica interattiva che mostra i rapporti tra le nazioni in gara per la Coppa del Mondo.

    Cliccate sull’hashflag della Nazionale che vi interessa analizzare per avere maggiori informazioni come:

    • quali Paesi (in gara per la Coppa del Mondo) l’hanno menzionata maggiormente;
    • quali Nazionali sono state le più menzionate dagli utenti di quel Paese;
    • in che modo si è sviluppata la conversazione in quel Paese, in particolare dal momento in cui la vostra Nazionale è stata eliminata.

    Naturalmente, è stato tolto il vantaggio del giocare in casa, infatti non sono state incluse le conversazioni che menzionano l’hashtag del proprio Paese. Dando un’occhiata all’infografica qui sopra notate le conversazioni della nazione ospitante #BRA: la Nazionale brasiliana è stata largamente discussa dai tifosi di #CHI (Cile) e #MEX (Messico), mentre i brasiliani hanno rivolto maggiore attenzione all’avversario della semifinale, la #GER (Germania), agli arcirivali #ARG (Argentina) e all’altra squadra seminifinalista #NED (Olanda).

    Nell’analisi sono state riscontrate altre interessanti relazioni, come la particolare attenzione che #CRO (Croazia) e #BIH (Bosnia Herzegovina) si sono riservate a vicenda, o l’alto volume di conversazioni in #FRA (Francia) riguardo alla Nazionale algerina #ALG.

    A questo punto non vi resta che consultare l’infografica per verificare altre relazioni tra altre nazionali e scoprire anche quelle relative all’Italia.

    Inoltre, i tifosi tedeschi possono mostrare il loro sostegno alla Nazionale twittando un selfie con l’hashtag #aneurerseite; i Tweet saranno proiettati su un Twitter Wall collocato nell’hotel di Campo Bahia dove alloggia la Nazionale tedesca.

    argentina-germania-mentions

    Infine, guardiamo quali giocatori delle squadre finaliste hanno acceso di più l’interesse generale. L’immagine in alto mostra i giocatori più menzionati (nel corso dell’intero torneo), e al primo posto vediamo l’attaccante argentino Lionel Messi e il tedesco Mesut Özil (@mesutozil1088).

    E’ stata anche analizzato la crescita di follower di entrambe le Nazionali finaliste. Dal primo match del 12 giugno, @DFB_Team e @Argentina hanno aumentato il loro numero di follower rispettivamente del 62% e del 139%.

    Ecco, questo era tutto quello che dovevamo riportarvi e domani cercheremo di darvi anche l’esito della finalina di stasera tra il Brasile e l’Olanda, valida per il terzo posto.

    Ma voi per quale squadra tifate domani, per l’Argentina #ARG o per la Germania #GER? Fatecelo sapere qui tra i commenti, o sulla nostra pagina Facebook, o ancora twittandocelo con #IoTifoPer e aggiungete il vostro hashflag con il nostro account, nato da poco, @InTime_Blog.

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  • Ecco la nuova app LINE Selfie Sticker e il profilo dei selfie addicted [Infografica]

    Ecco la nuova app LINE Selfie Sticker e il profilo dei selfie addicted [Infografica]

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    LINE, la popolare app di messaggistica istantanea, lancia la nuova app LINE Selfie Sticker e, attraverso un sondaggio, traccia il profilo dei “Selfie Addicted” europei. E risulta che i selfier italiani sono i più compagnoni. Mentre in Spagna spopola il selfie di coppia. In Germania e in Regno Unito sono più solitari

    LINE, la popolare app di messaggistica istantanea, in occasione della lancio della nuova app LINE Selfie Sticker, disponibile da oggi su Andorid e iOS, hapubblicato il sondaggio europeo “Selfie addicted” per conoscere le abitudini dei giovani europei in tema di autoscatti, i cosiddetti selfie, appunto. Il sondaggio, che è stato condotto sulla piattaforma LINE in Italia, Inghilterra, Germania e Spagna ha avuto la durata di 48 ore e ha coinvolto circa 27.000 persone dai 12 anni in su.

    Ebbene, in cima alla classifica europea degli appassionati di selfie troviamo gli adolescenti spagnoli, subito seguiti dai teenager italiani. Per i 2 Paesi, infatti, il 42% circa dei ragazzi fino a 15 anni dichiara di scattarsi selfie più volte al giorno. Gli inglesi si posizionano sul terzo gradino del podio mentre, come fanalino di coda, troviamo i tedeschi (32%).

    dal sondaggio viene fuori che per farsi un selfie c’è bisogno anche di una preparazione che a volte può essere anche lunga. E non può mancare la scelta del vestito o dell’accessorio giusto. Gli Italiani sembrano essere in assoluto i più vanitosi e fashion addicted, dichiarando per oltre il 40% tra gli under 25, di scattarsi una foto quando si indossa un vestito nuovo o un make up particolare, seguiti dai pari età inglesi, dai tedeschi e, in coda, gli spagnoli. Dunque i ragazzi iberici sembrano meno interessati all’apparenza, ma primeggiano in altre categorie: infatti tra di loro ben il 40% degli over 26 preferisce fotografarsi per condividere un momento unico e speciale con i propri amici.

    E poi, come si sa, gli italiani sono socievoli. Infatti quando scattano, lo fanno preferibilmente in compagnia (il 60% tra gli under 15), e non importa che siano ragazzini o adulti, gli amici sono sempre una costante. Più romantici, invece, sembrano essere gli spagnoli. Oltre il 50% degli under 25, infatti, conferma il trend del selfie gli amici anche se, tra i 26 e i 35 anni, tendono a preferire i selfie di coppia (il 33%). Il trend cambia nettamente invece nei Paesi nordici. Inglesi e tedeschi infatti preferiscono dedicare gran parte delle loro energie alla ricerca del selfie solitario perfetto.

    Per i giovani italiani e spagnoli, sempre pronti a divertirsi, le feste in discoteca e le vacanze in riva al mare sembrano i momenti migliori per concedersi un autoscatto. I Paesi dell’Europa centrale, invece, si dimostrano più rigorosi: il 26% dei tedeschi under 15, infatti, ama guardarsi e fotografarsi allo specchio mentre i pari età inglesi, che passano molto tempo a scuola e nei college, sembrano preferire, per i loro selfie, le aule scolastiche.

    Ma al di là dei dati del sondaggio, quello che emerge è che i selfie preferiti da tutti sembrano infatti essere quelli che immortalano la compagnia, i sorrisi e la complicità delle persone cui siamo affezionati: in tutti i Paesi, il best selfie, è fatto con gli amici.

    Tornando a LINE Selfie Sticker che potete scaricare da questo link, una volta scaricata, appunto, basterà scattarsi un selfie per creare più di 160 tipi di sticker gratuiti. Alle immagini realizzate è inoltre possibile poi aggiungere fumetti di testo personalizzati. I selfie stickers possono essere inviati nelle chat LINE, utilizzati come immagine profilo, pubblicati sulla LINE Timeline o condivisi sui principali social network con i propri amici.

    Bene, adesso diteci, anche voi siete selfie addicted?

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