Alperia Startup Factory è il progetto di Alperia, provider di servizi energetici, per le startup, PMI e giovani talenti lanciato lo scorso anno, mirato a individuare le idee più innovative nel campo della green economy. Un bel progetto che ha visto trionfare Fieldbox.ai e BeeData che si sono affermate su 142 candidature arrivate da tutta Europa.
Come sempre, qui su InTime, ci piace parlare e farvi conoscere progetti nuovi che possono trovare anche il vostro interesse pratico, e ci piace anche raccontarvi la loro evoluzione. Come nel caso di Alperia Startup Factory, progetto che Alperia, provider di servizi energetici, aveva lanciato lo scorso anno, rivolto a startup, PMI e giovani talenti lanciato lo scorso anno, mirato a individuare le idee più innovative nel campo della green economy.
E a trionfare sono state due startup, Fieldbox.ai e BeeData, che si sono affermate su 142 candidati provenienti da tutta Europa con progetti inediti rivolti al mondo della Green Energy ma anche ai settori Smart Mobility, Smart Home&Building Automation, Public Lighting, Hydropower e Call-center Optimization.
FieldBox.ai, specializzata in soluzioni per l’impiego dell’intelligenza artificiale in ambito industriale, ha presentato “Hydrobox”, un dispositivo digitale per il monitoraggio delle deformazioni delle condotte forzate: un progetto frutto di anni di R&S che rende possibile la trasmissione di informazioni preziose che contribuiscono a migliorare la produttività ed aumentare la sicurezza dei siti industriali.
Beedata opera nel settore data analytics del mercato energetico in Europa e, con il progetto “BeeTeam,” mette a punto bollette energetiche con l’aggiunta di informazioni puntuali basate su analisi sofisticate dei dati per avvicinare le società energetiche agli utenti finali sulla base di bisogni reali.
“Con Alperia Startup Factory vogliamo offrire a tutte queste proposte visionarie e coraggiose la possibilità di presentarsi e crescere con un programma di accelerazione e sviluppo”, afferma Johann Wohlfarter, CEO di Alperia. “Dopo il successo della call lanciata lo scorso dicembre, vogliamo ora avviare una collaborazione attiva con le due start up vincitrici che, sicuramente, offriranno un importante contributo alla nostra azienda e ai nostri clienti.”
Dopo aver trascorso gli ultimi mesi insieme ai finalisti per realizzare i prototipi e per testarne la fattibilità di commercializzazione, il team Alperia ora è pronto ad entrare nel vivo della fase di sviluppo per supportare concretamente le due start up nella realizzazione dei propri progetti.
La giuria di Alperia Startup Factory, costituita dal top management dell’azienda, ha ritenuto validi ed interessanti per un’implementazione anche le proposte di Enterprise.Bot, specialista nel campo chatbot, e Alperia1000, l’idea presentata da ICEGateway, provider di soluzioni smartcity.
Alperia ha messo a punto il contest Startup Factory insieme a WhatAVenture, una giovane impresa che supporta le aziende nell’implementazione di innovazioni e nuove idee.
Foorban è una giovane startup in ambito food che ha sia il primato di essere l’unico ristorante digitale, quindi senza sala, nato direttamente per consegnare piatti sani e golosi a domicilio, sia di aver saputo unire l’online e l’offline aprendosi anche alle esigenze delle pause pranzo in azienda, con un’offerta B2B che mira a rivoluzionare la ristorazione aziendale.
Foorban è un ristorante che non può essere definito con un solo slogan. Alla partenza ha puntato sul digitale, con pranzi salutari e accattivanti ordinabili online – cucinati per essere consegnati express a domicilio – oggi propone anche un’offerta retail rivolta alle aziende, ampliando il servizio in ottica omnichannel.
La filosofia
La ricetta è un nuovo modello di ristorante online che permette di ordinare via app o sul sito di Foorban un pasto fresco, sano, completo ed equilibrato, pensato e preparato dallo chef per essere consegnato, in tutto il suo gusto, in meno di 30 minuti. Vengono controllate direttamente le varie fasi del processo, dall’ordine alla preparazione, dal confezionamento alla consegna, così da garantire la qualità e la bontà di piatti che arrivano fumanti e senza alterazioni di cottura a destinazione, con bici cargo, Vespa o Ape.
La varietà non rimane a guardare, anzi. Dal 2016 il team di chef e nutrizionisti ha creato un menù diverso ogni settimana, superando le 1430 ricette. Si tratta di piatti con ingredienti freschi e di stagione che vanno incontro a tutti gli stili di vita e alle esigenze alimentari: dalle proposte più leggere a quelle gourmet, da quelle adatte per chi fa sport alle opzioni vegetariane e senza glutine.
Come funziona Foorban
Dall’app o dal sito Foorban in tre rapidi step si ordina il pranzo: se la prenotazione avviene prima di mezzogiorno, la consegna è gratuita (scegliendo lo slot orario che si preferisce), dalle 12.00 alle 14.30 il costo della consegna di 2,90€. Per ora il servizio è attivo a Milano, ma a breve coprirà ulteriori zone.
Ogni settimana la scelta è tra una decina di piatti e per ciascuna proposta è indicata la categoria: balanced, punta sull’equilibrio di carboidrati, proteine e vegetali per un piatto completo dal punto di vista nutrizionale; detox, dove prevalgono gli alimenti di origine vegetale contenenti antiossidanti e fibra, che contribuiscono ad alleggerire la funzione degli organi; healthy, la selezione di ingredienti ricchi di vitamine, fibre e sali minerali, fornisce il giusto apporto di nutrienti senza appesantire l’organismo; energy, l’elevata percentuale di carboidrati complessi, fornisce l’energia utile per affrontare le giornate più impegnative; sport, il bilanciamento dei nutrienti, con prevalenza di proteine animali, è pensato per soddisfare l’aumento delle richieste energetiche; gourmet, la scelta degli ingredienti, la lavorazione e il loro abbinamento puntano ad avere un piatto dal gusto ricercato ed esclusivo.
Foorban, nuovi servizi
“Vogliamo dare al cittadino moderno un servizio di healthy-food smart, di qualità e responsabile, che lo segua ovunque, online e offline, a casa e in ufficio. Il prodotto resta al centro; se con il delivery abbiamo voluto alzare l’asticella della qualità disponibile sul mercato delle consegne a domicilio, elaborando piatti bilanciati cucinati per essere consegnati, con l’offerta B2B vogliamo rivoluzionare la ristorazione aziendale, portando anche all’interno delle aziende alcuni dei valori che hanno fatto il successo del servizio B2C: personalizzazione dei menù, ricercatezza delle materie prime e attenzione agli aspetti nutrizionali da un lato, comodità, velocità e modernità del servizio dall’altro”, spiegano Stefano Cavaleri, Marco Mottolese e Riccardo Pozzoli, fondatori di Foorban.
Stefano Cavaleri, Marco Mottolese e Riccardo Pozzoli – fondatori di Foorban
A fine 2017 c’è stata l’apertura del primo punto fisico negli uffici supermoderni del nuovo quartier generale di Amazon a Milano, dove Foorban ha allestito uno spazio dedicato agli oltre 500 dipendenti del colosso dell’ecommerce, che per la loro pausa pranzo prendono – direttamente dai frigoriferi a vista – i piatti del giorno cucinati freschi dagli chef Foorban, facendosi guidare nella scelta del pasto dalle informazioni nutrizionali indicate sugli schermi distribuiti lungo le pareti del locale. Ad oggi, oltre 300 aziende hanno scelto Foorban per la pausa pranzo.
Con lo sviluppo omnichannel, quindi, questa startup diventa il primo food delivery a portare anche offline il suo servizio, una novità in un settore – come quello delle consegne a domicilio – che nel Belpaese vale più di 400 milioni di euro. “Non abbandoneremo il delivery. Grazie alle consegne cresciamo del 15% mese su mese e nei prossimi mesi estenderemo il servizio anche alle cene, e il delivery sarà la prima linea di business coinvolta nel processo di internazionalizzazione”, concludono i tre founder di Foorban.
E’ UGO a vincere la seconda edizione di “Officina MPS, idee per crescere”, progetto che Banca Monte dei Paschi di Siena ha sviluppato in collaborazione con Accenture, aperto a startup e PMI per valorizzare talenti e giovani imprese. La startup vincente riceverà un contributo di 25 mila euro e portare la sua idea e le sue competenze all’interno della banca.
All’interno della splendida Fortezza da Basso di Firenze, si è tenuto il Celebration Day di “Officina MPS, idee per crescere“, il progetto che Banca Monte dei Paschi di Siena ha sviluppato in collaborazione con Accenture, aperto a startup e PMI per valorizzare talenti e giovani imprese. E ad aggiudicarsi la seconda edizione di questa importante iniziativa è stata UGO, la startup che fornisce un caregiver su richiesta, quando nessun familiare o amico può prendersi cura della persona fragile, facendosi trovare all’indirizzo di partenza all’ora stabilita per raggiungere insieme all’utente la destinazione e per affiancarlo nelle attività quotidiane. La startup riceverà un contributo monetario di 25 mila euro e potrà portare all’interno della Banca competenze e idee innovative e creare la contaminazione virtuosa che sta alla base di “Officina”.
Marco Morelli, amministratore delegato di Banca Monte dei Paschi di Siena, ha dichiarato: “Officina Mps è nata con l’obiettivo di valorizzare la crescita di realtà imprenditoriali tecnologiche e innovative, di scoprire e promuovere idee originali da portare all’interno del nostro Gruppo per proseguire il percorso di rilancio già intrapreso con il piano industriale e accelerare l’evoluzione tecnologica in corso. Il progetto ci ha permesso di ascoltare e di recepire tante nuove idee lanciate da giovani imprese, rafforzando allo stesso tempo l’esperienza della nostra clientela. Abbiamo lavorato, infatti, fianco a fianco con le startup chiedendo loro di creare progetti utili non solo ad innovare la Banca, ma anche ragionati e sviluppati per rispondere ai bisogni reali dei nostri clienti, famiglie e imprese. L’elemento distintivo di questa iniziativa è proprio la concreta contaminazione tra Banca Mps e l’ecosistema digitale italiano e la possibilità di lavorare con noi per le startup che hanno presentato i progetti più utili e realizzabili. Sette delle finaliste della passata edizione già lo fanno. Investire sull’innovazione, infatti, significa guardare al futuro e spingere la ripresa economica del Paese e il ricambio generazionale nell’imprenditoria nazionale”.
A presentare la serata lo storico presentatore Carlo Massarini, “Mister Fantasy”.
Tra le quattro startup finaliste – Biorfarm, Garanteasy, Talents Venture e UGO – la giuria, composta da Giampiero Bergami, chief commercial officer di BMps, Patrick Cohen, CEO Gruppo AXA Italia, Michele Centemero, country manager di Mastercard per l’Italia, e Federico Ferrazza, direttore di Wired Italia, ha valutato le diverse proposte sulla base delle capacità di innovazione, applicabilità, credibilità e comunicazione dei progetti elaborati, portatori di idee e strumenti nuovi, che possano contribuire allo sviluppo del Gruppo Montepaschi. Tutte le startup finaliste avranno l’opportunità di entrare nell’albo fornitori di Mps, come già avvenuto per la maggior parte delle finaliste della passata edizione che oggi lavorano sotto contratto con la Banca.
Durante la finale del contest si è svolta anche l’assegnazione del premio per l’innovazione sostenibile che è andato a Biorfarm. La startup ha ideato un social-marketplace che connette i consumatori con piccoli produttori locali, con l’obiettivo di eliminare le distorsioni create dall’attuale filiera del cibo, creando un modello più sostenibile. A consegnare il premio è stata Stefania Bariatti, Presidente di Banca Mps, che ha guidato una giuria composta da Cristiano Busco, professore ordinario di sustainability accounting and integrated reporting alla LUISS, e Marco Palocci, responsabile direzione relazioni esterne e istituzionali di BMps e coordinatore del gruppo di lavoro istituito dal CdA per le politiche di sostenibilità.
“UGO nasce due anni fa” – ci racconta Francesca Vidali, founder di UGO – “da una collaborazione con il comune di Milano chiedendoci di affiancare un’associazione che prestava assistenza a persone anziane dei quartieri per fare visite e terapie. Siamo entrati in gioco supportandoli mettendo a disposizione la nostra rete di persone. Da quel momento ci siamo resi conto di quanto forte fosse l’esigenza per tante persone, ci siamo quindi lanciati in questa iniziativa con quello che avevamo, iniziando la costruzione della nostra realtà.”
Che cosa vi attende da oggi con la collaborazione con una banca come Monte dei Paschi di Siena?
Da oggi per noi inizia un percorso straordinario, rappresenta un sigillo per quello che abbiamo già fatto insieme. Ci siamo resi conto da subito che sono molto concreti, non si tratta solo di parole, ma ora si comincia a dare voce ai fatti. Le persone con cui abbiamo lavorato in tutto questo periodo si sono sporcate le mani insieme a noi e siamo davvero entusiasti. Iniziamo a lavorare con un’azienda adesso, cosa che non avevamo mai fatto prima.
Dove siete presenti in Italia e in quanti siete oggi?
Ad oggi siamo presenti in 7 città italiane e siamo in 5 ma in grande espansione.
Dishcovery è una giovane startup modenese che sta divulgando la bontà dei piatti della miglior tradizione gastronomica in modo innovativo. L’idea imprenditoriale è un menù digitale via QRcode che traduce le portate proposte nella lingua desiderata. E i risultati ottenuti in pochi mesi sono molto interessanti.
C’è una cosa che mette d’accordo italiani e stranieri: l’eccezionalità della cucina del Belpaese. Ma il buono bisogna anche saperlo comunicare. E Dishcovery lo sta facendo. Questa startup innovativa – fondata a Modena un anno fa e di recente premiata dal Politecnico di Milano come migliore Travel Startup 2018 – traduce i menù dei ristoranti in qualsiasi lingua, li digitalizza in formato mobile e li collega a dei codici QR.
Al ristoratore non rimane che dare il codice QR all’ospite straniero, che con lo smartphone accede alle informazioni del menù nella sua lingua: la preparazione del piatto, la storia degli ingredienti, la presenza di eventuali allergeni e quali sono i migliori abbinamenti di vino e birra, il tutto accompagnato da foto, che per quanto possano sembrare una caratteristica dei menù turistici, sono considerate normali negli altri Paesi.
“Si fa l’errore di dare per scontato che la sola traduzione basti a far comprendere tutte le informazioni sul piatto e sugli ingredienti”, spiegano Giuliano Vita e Marco Simonini, fondatori di Dishcovery. “Dire, ad esempio, a un turista cinese che come ingrediente è presente la mozzarella è poco utile in quanto non è nient’altro che la traslitterazione della parola italiana. È come se noi italiani in viaggio in Cina leggessimo la traduzione del famoso piatto “狮子头” come “testa di leone”, che non è una testa di leone ma una polpetta di carne in zuppa, che ricorda la testa delle statue dei guardiani leoni cinesi”.
Dishcovery quindi da un lato aiuta il ristoratore a migliorare la comunicazione all’interno della sala, evitando problemi legati barriere linguistiche e culturali, dall’altro fornisce al turista la traduzione e mostra le informazioni sulla cultura culinaria proposta. I vantaggi? Questo servizio valorizza la cucina del locale, contribuisce all’aumento del numero di recensioni positive sui siti internazionali, quindi si attirano più turisti e aumenta il numero di scontrini.
Al momento sono coperte le città di Roma, Milano, Venezia e Firenze, con oltre 100 ristoranti, inclusi alcuni punti vendita del gruppo Autogrill, Motta, Bistrot, mentre nuove collaborazioni partiranno a breve. In pochi mesi, nei ristoranti prova, il 76% ha registrato un considerevole aumento della spesa media per cliente, il 74% ha avuto un miglioramento della comunicazione con gli ospiti stranieri e il 67% ha ottenuto più recensioni positive da parte di turisti stranieri.
Visioni future
L’intento è sviluppare nuove funzionalità dedicate ai turisti, così da permettergli di pagare il conto direttamente tramite smartphone (ApplePay e Alipay), di prenotare in anticipo il tavolo, di acquistare set menu ed esperienze agro alimentari, ma anche di portare la realtà aumentata sui tavoli dei ristoranti italiani e vedere proiettati attraverso lo smartphone i piatti della nostra cucina. Infine, c’è l’obiettivo di esportare l’idea al di fuori dei confini nazionali, a partire da Spagna e Francia.
Inaugurato oggi, 25 febbraio 2019, a Bologna G-Factor, il nuovo incubatore-acceleratore per startup della Fondazione Golinelli. Si tratta di uno spazio che va ad integrare quello esistente che lo rende una vera città dell’innovazione e della conoscenza. Sono 9 le startup che saranno accolte nei prossimi giorni.
E’ stato inaugurato oggi a Bologna G-Factor, il nuovo incubatore-acceleratore per startup della Fondazione Golinelli. Lo spazio completa l’ecosistema aperto di Fondazione Golinelli, in cui sono integrate attività di educazione, formazione, ricerca, trasferimento tecnologico, incubazione, accelerazione, venture capital, divulgazione e promozione delle scienze e delle arti. I nuovi 5.000 mq vanno ad integrare la struttura già esistente e la città della conoscenza, dell’innovazione e della cultura arriva così a coprire un’area di 14.000mq complessivi.
Nata trent’anni fa per volontà dell’imprenditore e filantropo Marino Golinelli, la Fondazione aveva trovato la sua casa nel 2015 nell’Opificio Golinelli progettato dallo studio di architettura diverserighestudio: uno spazio industriale riqualificato di 9.000 mq, che ospita laboratori, aule didattiche, uffici, spazi per workshop e attività varie. Due anni dopo, nel 2017, è nato, come sede espositiva, il Centro Arti e Scienze Golinelli, su progetto di Mario Cucinella Architects: uno spazio di “immaginazione e sperimentazione” di circa 700 mq.
Oggi, con l’inaugurazione di G-Factor – firmato ancora da diverserighestudio – Fondazione Golinelli concretizza, con millimetrica precisione, un altro dei progetti di futuro di Opus 2065, piano di sviluppo pluriennale che segna il cammino della Fondazione e che è stato ideato per supportare le giovani e giovanissime generazioni nel loro percorso di crescita.
Dal 2015 Fondazione Golinelli ha accolto nei suoi spazi oltre 300.000 persone ed eroga ogni anno mezzo milione di ore di formazione (suddivise tra differenti tipologie di utenza: studenti, insegnanti, aspiranti imprenditori…): una filiera della conoscenza che si propone per il futuro alla comunità internazionale come uno dei più importanti centri di riferimento per l’innovazione a livello europeo. È in questo contesto fertile che prende forma G-Factor, con tutte le relazioni, le reti, le collaborazioni e le contaminazioni virtuose che saranno attivate, sul modello di quelle che la Fondazione ha già in essere da tempo con centri di ricerca, università, imprese e operatori finanziari.
Il completamento di questo nuovo padiglione non rappresenta quindi solo una crescita dal punto di vista architettonico, ma un vero e proprio inizio, una nuova fase di vita per Fondazione Golinelli.
Nel nuovo padiglione trovano già posto due realtà fondamentali nella scacchiera disegnata dalla governance della Fondazione: l’incubatore-acceleratore G-Factor e il Competence Center BI-REX di Industria 4.0.
Con G-Factor, Fondazione Golinelli si pone l’obiettivo di avere ritorni finanziari dagli investimenti per sostenere la propria attività filantropica, e intende al contempo creare un connubio inedito tra l’attività profit e il perseguimento del proprio scopo statutario, che rimane ovviamente quello di aiutare le nuove generazioni, promuovendone la crescita, la cultura e la formazione, fino al sostegno delle loro idee imprenditoriali.
Oggi abbiamo fatto un altro passo nel #futuro grazie alla @FG_Fondazione e al suo fondatore, Marino Golinelli. Felice di aver partecipato all'inaugurazione del nuovo incubatore-acceleratore per #startup G-Factor. pic.twitter.com/i1iJpOc8zt
Lo spazio accoglierà nelle prossime settimane le start-up selezionate da un team di scienziati ed esperti di impresa, innovazione, trasferimento tecnologico e finanza tra i 124 progetti che hanno partecipato (tra linea junior e linea senior) alla Call for Ideas & Start-up First Edition 2018 Life Science Innovation, il primo bando di G-Factor, per progetti di innovazione e nuove imprese del settore delle scienze della vita. G-Factor rappresenta una risposta concreta della Fondazione rispetto alla necessità del nostro paese di favorire l’integrazione tra ricerca, industria e mercato, mettendo al centro i giovani, le loro idee di impresa e la ricerca scientifica e tecnologica, nell’ottica di una formazione che unisca il sapere al saper fare.
Se l’Italia è uno dei primi paesi europei per brevetti, gli investimenti in startup ancora devono decollare.
Fondazione Golinelli rivendica con G-Factor la proposta di un modello inedito rispetto a quelli importati dal mondo anglosassone, pensato per la realtà italiana ed europea: per questo primo bando, nell’ambito di un programma pluriennale, che ha ricevuto candidature anche dall’estero (Francia, Spagna, UK, Danimarca, Germania, USA) è stato stanziato 1 milione di Euro.
G-Factor, Fondazione Golinelli, inaugurazione
Le start up al via sono:
Biocompatibility Innovation (Padova, Team indipendente)
BionIT Lab (Lecce, Team indipendente)
ComplexData (Spin off Università di Milano)
Diamante s.r.l. (Università degli Studi di Verona)
enGenome (Spin off Università di Pavia)
Genoa Instruments (Spin off Istituto Italiano di Tecnologia di Genova)
HIPatch (Università degli Studi di Pavia)
Holey (Roma, Team indipendente)
Relief (Spin off Scuola Superiore Sant’Anna)
Accanto a questa attività, nella nuova parte dell’Opificio, si è voluto che operasse anche il Competence Center BI-REX (Big Data Innovation & Research EXcellence) istituito a dicembre 2018, il primo a partire tra gli otto Centri di Competenza selezionati dal Ministero per lo Sviluppo Economico. Raggruppa in un partenariato pubblico-privato 57 attori tra università, centri di ricerca e imprese e garantirà alle imprese di tutta Italia formazione, consulenza e orientamento nell’adozione di tecnologie avanzate in ambito Industria 4.0. L’intento è quello di far interagire queste realtà, approfittando della contiguità offerta dagli spazi così da far nascere e alimentare quel terreno fertile e comune tra formazione e applicazione sul quale si spera possano prosperare quegli elementi di innovazione in grado di ridare slancio al sistema-paese.
La data di oggi, 25 febbraio, per la Fondazione Golinelli, rappresenta dunque un nuovo inizio, come quella che scoccò tra primo e secondo millennio a Bologna, tradizionalmente catalizzatore per la conoscenza e per la sperimentazione, generando quella Universitas che ha contribuito in maniera decisiva a indicare al mondo il cammino verso una civiltà nuova.
Si è tenuta ieri la premiazione delle startup vincitrici del MIA – Miss in Action, l’acceleratore ideato da Digital Magics insieme al gruppo BNP Paribas per sostenere l’imprenditoria al femminile. Le vincitrici che accederanno al programma di accelerazione di due mesi sono: BESTEST, InTribe, Transactionale e Work Wide Women.
Si è tenuta ieri la premiazione delle startup vincitrici del MIA – Miss in Action, il primo programma di accelerazione dedicato alle startup e alle PMI innovative italiane al femminile ideato da Digital Magics insieme al gruppo BNP Paribas, con il patrocinio del Comune di Milano. Le 4 startup selezionate sono: BESTEST, InTribe, Transactionale e Work Wide Women e, tra pochi giorni, inizieranno il programma di accelerazione che supporta il talento digitale delle donne, contribuendo a far crescere la compagine femminile nell’ecosistema dell’innovazione italiano. Le 4 startup tecnologiche avranno accesso a 3 mesi di formazione dedicata e sviluppo di prodotti e servizi, 2 mesi per la realizzazione di un prototipo pronto per il lancio sul mercato e all’evento finale per presentare i risultati agli investitori.
163 team di neo-imprenditrici si sono candidati per partecipare a MIA – Miss In Action. I principali settori dei progetti presentati sono stati: turismo, marketing e comunicazione, cultura ed entertainment, salute, fashion, food, education e infanzia. Le prime 5 Regioni per area di provenienza sono state: Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Campania e Toscana.
10 finaliste hanno presentato i loro progetti innovativi ieri sera durante l’Innovation Day di MIA – Miss In Action, all’interno dello spazio creativo e culturale della Fabbrica del Vapore, raccontando con creatività e passione le loro idee, storie e modelli di business di fronte alla giuria di esperti, che ha scelto le vincitrici dell’acceleratore.
Ed ecco una descrizione della 4 startup selezionate:
BESTEST (sviluppato dalla startup M2TEST) è il nuovo metodo diagnostico per l’analisi della struttura ossea umana a scopi medico-scientifici. Il test BEST (Bone Elastic Structure Test) è in grado di migliorare l’accuratezza della diagnosi di osteoporosi e di rischio di frattura delle ossa nei pazienti, grazie alla simulazione dell’applicazione di forze su una “biopsia virtuale dell’architettura ossea”, ottenuta da immagini radiografiche.
InTribe realizza progetti di customer insight data intelligence per produrre analisi evolute su esigenze, stili di vita, abitudini ed evoluzioni dei consumatori. Attraverso attività di gamification (giochi e contest) con tecnologie di Intelligenza Artificiale e machine learning, InTribe rende la partecipazione alle indagini di mercato interattiva e coinvolgente.
MIA 2019 – InTribe
MIA 2019 – BestTest M2TEST
MIA 2019 – Transactionale
MIA 2019 – Work Wide Women
Transactionale (sviluppata dalla startup Flyer Tech) è la piattaforma che offre ai siti e-Commerce un nuovo strumento per: raggiungere nuovi clienti e fidelizzare quelli esistenti, premiandoli e monetizzando grazie alle tecnologie dei Big Data e di machine learning. Il sistema si basa sulla creazione di campagne di co-marketing tra e-Shop affini e non concorrenti, come collegare all’e-mail di conferma d’acquisto un’offerta promozionale di un altro partner.
Work Wide Women è il progetto di innovazione sociale focalizzato sull’inclusione femminile nel settore ICT. La prima piattaforma di social learning dedicata alla formazione femminile su skill digitali, nuove tecnologie e professionalità del futuro, lavorando insieme alle donne e alle aziende per creare reciproche opportunità di occupazione e accrescimento.
La giuria del MIA – Miss in Action era composta da Digital Magics, le Società del Gruppo BNP Paribas e 7 donne top manager, imprenditrici, business angel, rappresentanti delle istituzioni:
Anna Amati, Vice Presidente META Group e socia IAG
Frieda Brioschi, imprenditrice e Professoressa IED
Roberta Cocco, Assessore alla Trasformazione Digitale e ai Servizi Civici, Comune di Milano
MIA – Miss In Action, l’acceleratore ideato da Digital Magics insieme al gruppo BNP Paribas, cerca startup e PMI innovative al femminile per supportare le donne imprenditrici. Per accedere al programma e presentare il proprio progetto c’è tempo fino a 20 gennaio 2019.
L’acceleratore MIA – Miss In Action, lanciato nel novembre del 2018, sceglierà le 4 migliori startup e PMI innovative al femminile che avranno accesso al programma: formazione e sviluppo del prodotto e servizio, creazione di un prototipo e un evento finale con gli investitori. Tutte le startup e le PMI innovative italiane, che sono state fondate da donne imprenditrici o con una compagine sociale femminile di almeno il 50%, hanno tempo fino al 20 gennaio per candidare il loro progetto sulla piattaformamissinaction.it.
Cosa prevede il programma MIA – Miss In Action
Il primo programma di accelerazione dedicato alle startup e alle PMI innovative italiane al femminile si svilupperà in 3 fasi:
formazione dedicata e sviluppo dei prodotti e dei servizi, della durata di 3 mesi
realizzazione di un prototipo funzionante per il lancio sul mercato (MVP Minimum Viable Product), della durata di due mesi
Investor Day, l’evento finale con gli investitori a Milano.
La giuria di MIA – Miss In Action
A prendere parte della giuria di MIA – Miss In Action ci saranno 8 donne business angel, rappresentanti delle istituzioni che selezioneranno, insieme al management di Digital Magics e delle Società del Gruppo BNP Paribas le business idea vincitrici, affiancando le startupper donne durante tutto il percorso di accelerazione per favorirne le crescita. Le 8 donne della giuria sono:
Anna Amati, Vice Presidente META Group e socia IAG;
Paola Bonomo, Business Angel;
Frieda Brioschi, imprenditrice e Professoressa IED;
Roberta Cocco, Assessore alla Trasformazione Digitale e ai Servizi Civici, Comune di Milano;
Dopo il grande successo dello scorso anno, Officina MPS, progetto che Banca Monte dei Paschi di Siena ha sviluppato in collaborazione con Accenture, ha avviato nelle scorse settimane la seconda edizione dedicato alle startup innovative per realizzare soluzioni evolute in grado di soddisfare i bisogni bancari di famiglie ed imprese. Il prossimo 15 gennaio si chiude il periodo di presentazione delle domande, quindi se non lo avete ancora fatto, è il caso di affrettarvi.
Dopo il grande successo dello scorso anno, Officina MPS, progetto che Banca Monte dei Paschi di Siena ha sviluppato in collaborazione con Accenture, ha avviato nelle scorse settimane la seconda edizione per realizzare soluzioni evolute in grado di soddisfare i bisogni bancari di famiglie ed imprese. Il progetto si pone come obiettivo quello di valorizzare i giovani e le imprese tecnologiche e innovative, e ci faceva piacere segnalare questa interessante iniziativa. La fase della presentazione delle domande per candidarsi sta per terminare, la data ultima entro il quale è possibile candidare la propria startup è il 15 gennaio. Quindi, se non lo avete ancora fatto, è il caso di affrettarvi. Nella nuova edizione è previsto anche un premio speciale dedicato alla sostenibilità.
Come presentare le domande per Officina MPS 2019
La seconda edizione di “Officina Mps” si articola attraverso un processo di selezione che prevede la presentazione da parte dei candidati di progetti con soluzioni implementabili direttamente nell’ambito del business della Banca. Le domande potranno essere inserite sul sito internet officina.mps.it entro, come già ricordato, il prossimo 15 gennaio 2019.
I partecipanti potranno concorrere in due differenti categorie, PMI/Small Business e clienti privati, cercando di immaginare e realizzare nuovi canali, strumenti, metodi per offrire servizi sempre più all’avanguardia e vicini alle persone. La collaborazione tra Banca Monte dei Paschi di Siena e Accenture ha già creato risultati concreti: sono già una decina le startup della prima edizione che oggi lavorano con un contratto con Mps e che hanno fornito idee immediatamente attivabili nelle attività della Banca.
Le startup e le PMI innovative individuate lavoreranno fianco a fianco con i team della Banca per individuare le migliori modalità di realizzazione delle loro soluzioni in Mps, con un coinvolgimento e una collaborazione sempre più forti.
Vi segnaliamo questa iniziativa perchè, avendo avuto l’occasione di seguirla lo scorso anno, si tratta davvero di un’occasione di crescita per tutte le parti coinvolte: per le startup che potranno testare e verificare l’applicabilità dei loro progetti in un contesto reale, e per i professionisti Mps che accresceranno le loro competenze contaminandosi direttamente con chi fa innovazione, dando ulteriore impulso al percorso di cambiamento già avviato dalla Banca. Proprio in questa ottica le risorse interne coinvolte nel progetto saranno molte di più rispetto alla precedente edizione.
Le fasi successive di Officina MPS 2019
Dopo la fase di presentazione delle candidature la Banca procederà ad una prima selezione da cui emergeranno 7 start up per ciascuna categoria (14 in totale). I soggetti selezionati lavoreranno singolarmente di concerto con il management Mps per identificare un’applicazione concreta dell’innovazione al contesto della Banca in ottica di “Co-progettazione” da realizzare in tempi rapidi. Le 14 proposte verranno presentate in primavera durante il Selection day che identificherà 4 finaliste che si sfideranno per aggiudicarsi il premio finale di 25.000 euro, oltre a poter lavorare da subito con la Banca.
Grande attenzione alla sostenibilità da parte di Officina MPS. Questa seconda edizione, infatti, promuove l’innovazione e la cultura dell’innovazione in sintonia con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dettati dalle Nazioni Unite (SDG #9). L’attenzione della Banca verso questi temi si riconferma anche nella nuova edizione attraverso un percorso di sensibilizzazione delle start up partecipanti ad una cultura dell’innovazione sostenibile, con l’introduzione di un premio speciale dedicato.
Intertwine, il social network dove tutti possono raccontare delle storie, cresce ancora e acquisisce 20lines, la community di lettori e autori diffusa a livello internazionale, dal gruppo editoriale HarperCollins, diventando la community per la creazione di contenuti editoriali più grande in Italia.
Di Intertwine avevamo già parlato qualche anno fa, per annunciare del sostegno da parte di Digital Magics con un finanziamento di 110 mila euro. In questi anni la piattaforma è cresciuta e ne torniamo a parlare proprio per questo. La startup campana ha infatti annunciato di aver acquisito 20lines, la community di lettori e autori diffusa a livello internazionale, dal gruppo editoriale HarperCollins, diventando la community per la creazione di contenuti editoriali più grande in Italia.
Con l’acquisizione di 20lines, la community di Intertwine conta più di 250 mila iscritti, tra amanti della scrittura e della lettura, fotografi, appassionati di film e musica, ma anche viaggiatori che raccontano le loro avventure con dei reportage.
[box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]Questa acquisizione è un momento importante per noi e per la nostra community” – dichiara Gianluca Manca, CEO di Intertwine, che continua – “Il mondo dell’editoria sta cambiando molto anche se meno velocemente rispetto agli altri mercati dell’entertainment. Crediamo che gli scrittori esistano ancora ed esisteranno per sempre, ma dovranno imparare a diventare storyteller; in questo modo potranno dare una profondità maggiore al mondo della content creation.[/box]
Alle dichiarazioni del CEO di Intertwine si associa anche Layla Pavone, Chief Innovation Marketing and Communication Officer di Digital Magics:
[box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]Grazie a questa operazione Intertwine rafforza il proprio posizionamento sul mercato italiano. La nostra partecipata è uno strumento davvero innovativo di marketing digitale per le aziende italiane, che da un lato favorisce lo sviluppo della creatività dei giovani talenti, scrittori, videomaker e fotografi e dall’altro permette alle imprese di raccontare le proprie storie, i propri prodotti e servizi in maniera nuova. Dal 2013 continuiamo a credere, con il nostro incubatore di Napoli, nel modello di business ideato da Gianluca Manca e dal suo team, sostenendo la crescita di Intertwine[/box]
Nata nel 2012, Intertwineè un social network per lo storytelling in cui tutti possono raccontare la propria storia, aprire il proprio magazine (un vero e proprio blog personale) e partecipare a contest creativi promossi dalle aziende. Le imprese invece attraverso la piattaforma e gli utenti di Intertwine possono lanciare campagne di corporate storytelling e realizzare i contenuti più adatti alle loro strategie di content marketing.
Intertwine sarà presemte anche al prossimo IAB Forum che si terrà a Milano il 12 e 13 novembre al MiCo, stand 47. Un’occasione per conoscerla meglio da vicino.
Alperia, provider di primo piano nel campo della green economy, lancia Alperia Startup Contest, una gara di idee per fare innovazione nel campo delle energie rinnovabili e della green economy. Le candidature sono aperte fino al 5 novembre. E al prossimo Innovation Camp verrà lanciata Alperia Startup Factory, che si rivolge a startup, Pmi innovative, progetti di ricerca universitari e giovani talenti.
Una delle cose che ci piace fare qui sul nostro blog è quella di segnalare iniziative che ci sembrano importanti per portare avanti quella Innovazione di cui tanto si parla e di cui c’è tanto bisogno, in maniera concreta. Ecco perché vogliamo segnalare a tutti questa interessante iniziativa di Alperia, provider di primo piano nel campo della green economy, che lancia il suo programma di sviluppo con l’obiettivo di rivoluzionare insieme il settore energetico, in Italia e nel mondo. L’azienda del Trentino lancia Alperia Startup Contest, una sfida fatta di idee per fare vera innovazione in questi settori che assumeranno sempre più importanza nelle nostre vite.
Al prossimo Innovation Camp di Bolzano, che si terrà il prossimo 10 e 11 dicembre, verrà lanciata Alperia Startup Factory, che si rivolge a startup, Pmi innovative, progetti di ricerca universitari e giovani talenti con soluzioni vincenti pronte ad affrontare la fase di prototipazione e i successivi test sul mercato.
I progetti considerati più interessanti saranno chiamati poi a sostenere un’intervista online, con pitch di presentazione davanti a una commissione composta da un team di esperti di settore e top manager Alperia che approfondirà sviluppi della tecnologia, modello di business e possibilità di impiego sul mercato. I candidati che avranno superato questa ulteriore selezione verranno, quindi, invitati alla due giorni di workshop e meeting dell’Innovation Camp di Bolzano da cui usciranno, dopo un percorso di accelerazione e sviluppo del prototipo, i team che firmeranno la cooperazione progettuale con il più importante fornitore di servizi energetici in Alto Adige.
Alperia Startup Factory si rivolge non solo a soluzioni e servizi pensati per il settore dell’energia ma anche alle idee in grado di modernizzare con successo uno dei seguenti campi di applicazione:
Smart Mobility: con soluzioni di business innovative che spaziano dalle auto elettriche alle colonnine energetiche e ai nuovi sistemi di ricarica.
Smart Home&Building Automation: progetti per la termovalorizzazione e la gestione automatizzata, anche da remoto, di edifici pubblici e privati.
Public Lighting: soluzioni innovative e tecnologicamente avanzate per la gestione dell’illuminazione negli spazi pubblici con costi ridotti e un maggiore risparmio energetico.
Hydropower: sistemi di analisi e monitoraggio predittivo applicati in campo idroelettrico, per evitare possibili perdite e dispersioni di energia.
Call-center Optimization: chatbot e piattaforme AI pensate per ottimizzare l’interazione tra clienti e operatori migliorando così la customer experience finale.
I progetti che entreranno a far parte della Alperia Startup Factory verranno sostenuti con un budget che coprirà le spese previste per prototipazione e test di mercato ma potranno anche aver accesso all’importante network di conoscenze, risorse e know-how del gruppo. Ogni fase del percorso di accelerazione verrà seguita con una specifica azione di mentoring e sarà sottoposta a periodici incontri di confronto sui principali aspetti e possibili criticità di ciascun progetto.
Il programma di sviluppo è rivolto a tutti quei soggetti, attivi nel mondo dell’innovazione e indipendentemente dalla loro natura giuridica, che faranno pervenire la propria candidatura sul sito internet di Alperia, ricordiamolo ancora una volta, entro il termine ultimo del 5 novembre 2018.
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