Categoria: Startup Business

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  • Silicon Valley, le donne possiedono solo il 9% del valore capitale delle startup

    Silicon Valley, le donne possiedono solo il 9% del valore capitale delle startup

    Un recente studio di Carta, insieme a #Angels, sulla presenza delle donne nella Silicon Valley, ha rilevato che solo il 9% delle donne possiede il valore capitale delle startup, il restante 91% è in mano agli uomini. Non solo, per ogni dollaro in posseduto dagli uomini, le donne possiedono invece solo 47 centesimi di dollaro.

    Si parla spesso, a ragione, del divario che esiste, dal punto di vista delle retribuzioni, tra uomini e donne. Un valore sempre a vantaggio degli uomini e meno delle donne. Un problema ancora molto presente in Italia come in altri paesi europei, anche se molti paesi del nord Europa stanno affrontando il tema verso una completa parità tra donne e uomini. Ma il problema non è solo questo, nel senso che non è limitato solo alle retribuzioni, riguarda anche altro. Lo studio di cui vi parliamo oggi, realizzato da Carta in collaborazione con #Angels, è forse uno dei pochi studi al mondo che va ad indagare la presenza femminile nelle partecipazioni azionarie delle startup, quella che in gergo viene chiamata cap table, la tabella dove sono inseriti le percentuali di proprietà e il valore del capitale proprio in ogni round di investimento. Insomma, questo studio ci offre uno spaccato mai analizzato fino ad oggi. Certo localizzato negli Usa, ma vale come dato in generale.

    Lo studio di Carta ha preso in esame 180.000 dipendenti, oltre 6.000 aziende e oltre 15.000 fondatori, con un totale complessivo di quasi 45 miliardi di dollari di valore azionario. I dati che vedremo riguardano sia le donne dipendenti nelle startup che founder. Prima di partire con i risultati dello studio, è utile sottolineare, così come ha fatto #Angels, che le donne rappresentano il 33% della forza lavoro combinata, founder e dipendente, ma detengono solo il 9% del valore del valore capitale delle startup. Il restante 91 per cento appartiene agli uomini.

    donne startup tech silicon valley franzrusso.it 2018

    Dallo studio è venuto fuori che, guardando i dati relativi alle donne dipendenti:

    • Le donne rappresentano il 35% dei dipendenti con partecipazione azionaria, ma detengono solo il 20% del capitale azionario dei dipendenti.
    • Le dipendenti con partecipazione azionaria femminile possiedono solo 47 centesimi per ogni dollaro di dipendenti maschi.
    • Le donne rappresentano il 29% dei dipendenti delle aziende con un massimo di 10 dipendenti. La rappresentanza femminile non supera il 40% fino a quando le aziende si avvicinano a 400 dipendenti.

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    Dal punto di vista delle donne founder, lo studio di Carta evidenzia che:

    • Le donne costituiscono il 13% dei founder, ma detengono il 6% del valore del capitale proprio del fondatore.
    • Le founder possiedono solo 39 centesimi per ogni dollaro di capitale proprio dei fondatori di sesso maschile.

    Sono dati che in effetti spiegano bene quale sia il livello di gender gap nella Silicon Valley delle donne founder e dipendenti in startup. Al punto che #Angels ha ribattezzato la cap table in #TheGapTable.

    Se guardiamo meglio i dati del divario tra le donne dipendenti, lo studio di Carta spiega che, partendo dalla considerazione che se le donne detengono un totale di 2,2 miliardi di dollari in valore azionario, gli uomini ne detengono 8,8 miliardi di dollari in valore. Dal punto di vista del valore di mercato, significa che 35.319 dollari di valore vanno alle donna, rispetto ai 74.998 dollari per uomo. Tuto questo comporta che, quando le donne vengono assunte in società private con il supporto di venture-backed (venture capital delle imprese), le donne possiedono solo 47 centesimi per ogni dollaro che un uomo possiede in azioni.

    Dal punto di vista delle founder, le donne possiedono 1,8 miliardi di dollari di valore, mentre i fondatori maschi possiedono 29,8 miliardi di dollari. Si tratta di una media di 857.828 dollari di valore per fondatrice e di 2.175.392 dollari per fondatore maschio. Significa che le donne founder di startup possiedono una media di soli 39 centesimi per ogni dollaro di capitale proprio dei fondatori maschi. Un dato quindi peggiore di quello riscontrato tra le donne dipendenti.

    Per restare in tema, l’altro ieri Women Who Tech, presentando le 10 finaliste della Women Startup Challenge Europe, ha sottolineato che, a fronte di un aumento delle startup guidate da donne, “solo il 10% dei finanziamenti degli investitori nell’UE va a imprese guidate da donne“.

  • Userbot, la startup di Intelligenza Artificiale raccoglie oltre mezzo milione di euro

    Userbot, la startup di Intelligenza Artificiale raccoglie oltre mezzo milione di euro

    Userbot, la startup che ha sviluppato una tecnologia proprietaria di Intelligenza Artificiale applicata alla Customer Interaction, ha raccolto, nei primi sei mesi di quest’anno, oltre mezzo milione di euro. Tutto questo permette alla startup fondata, tra gli altri da Antonio Giarrusso e Jacopo Paoletti, di raggiungere il valore di 3,5 milioni di euro.

    Il tema dell’Intelligenza Artificiale assume sempre più importanza nei processi e nelle organizzazioni aziendali. Soprattutto per quello che riguarda la relazione con il cliente, un segmento molto importante per le aziende, utile a mantenere una relazione costante, unitamente all’assistenza. In questo scenario, sempre in continua evoluzione, vogliamo oggi parlarvi di Userbot, startup italiana che ha realizzato una tecnologia proprietaria di Intelligenza Artificiale applicata proprio alla Customer Interaction. La startup nei primi sei mesi di quest’anno ha già raccolto oltre 500 milioni di euro. Un incremento di finanziamenti che porta il valore della startup a 3,5 milioni di euro. Per essere più chiari, Userbot non è una chatbot, ma è molto di più, è una vera e propria Intelligenza Artificiale per il Customer Service.

    Userbot incrementa la sua base di conoscenza attraverso le interazioni umane che avvengono dentro una qualsiasi chat e su qualunque canale digitale: che sia il proprio sito web, la propria app su Android o iOS, un account social come la propria fanpage Facebook, o un’app di messaggistica come Messenger o Telegram. Si tratta quindi di una rivoluzione, basata principalmente su Deep Learning e Machine Learning, all’interno del rapporto Uomo-Macchina che rappresenta la chiave di volta per soluzioni come queste.

    userbot startup intelligenza artificiale

    In Userbot, spinoff di Mobixee Ltd e parte del gruppo Comunicatica, hanno creduto diversi investitori provenienti dal network di BacktoWork24, nonché professionisti affermati in ambito IT, che ad aprile 2018 hanno dimostrato fiducia in questo progetto innovativo con un investimento di oltre 300.000 euro. Oggi, insieme all’Advisory Board dell’azienda (composto da imprenditori e manager con un track record ed una storia personale e professionale ampiamente riconosciute dal mercato), contribuiscono concretamente alla crescita di Userbot, allargando il network di contatti con prospect e clienti, oltre che con potenziali nuove partnership sia strategiche che industriali. A fine giugno 2018 si sono poi aggiunti alla compagine societaria oltre 130 nuovi soci provenienti dalla piattaforma di equity crowdfunding – CrowdfundMe – che hanno creduto e investito nella startup, quasi triplicando l’obiettivo di raccolta minimo previsto, con un aumento di capitale di ulteriori 200.000 euro, che ha portato la raccolta complessiva di Userbot, come dicevamo all’inzio, ad oltre mezzo milione di euro nei soli primi 6 mesi del 2018.

    userbot chat intelligenza artificiale startup

    [author title=”” image=”http://”]Siamo entusiasti di avere a bordo con noi un team di investitori che condividono la nostra visione di un futuro in cui l’Intelligenza Artificiale lavorerà a stretto contatto con l’uomo. Con Userbot abbiamo rivoluzionato l’universo del Customer Service attraverso l’utilizzo di un’Intelligenza Artificiale che impara nel tempo dalle interazioni con gli esseri umani. Ma non vogliamo fermarci qui. – ha dichiarato Antonio Giarrusso, Founder & Chief Executive Officer di Userbot – Userbot per noi è solo il primo tassello di un progetto molto più ampio nel campo dell’AI, una tecnologia che tutte le aziende dovrebbero davvero iniziare a capire e accogliere per poter rimanere competitive in un mercato mondiale così veloce e in costante trasformazione. Siamo felici che Userbot sia tra i pionieri in Italia nello sviluppo di tecnologie cognitive.[/author]

    userbot founders

    Abbiamo raggiunto Jacopo Paoletti, Co-Founder & Chief Marketing Officer di Userbot, che ci ha spiegato che questi finanziamenti saranno utili per accrescere la strategia di internazionalizzazione della startup e per incrementare il team, Ma ha aggiunto anche:

    [author title=”” image=”http://”]Questo è per noi solo il primo passo: il primo semestre 2018 ha superato ogni nostra aspettativa, sia in termini di raccolta investimenti ma in particolare in termini di fatturato, e credo sia stato principalmente questo a fare la differenza con gli investitori – ha aggiunto Jacopo Paoletti – con la nostra soluzione, attualmente riservata solo alle corporate, puntiamo già nel 2018 ad aggredire il mercato domestico delle PMI in modalità SaaS, mentre il 2019 sarà dedicato principalmente al mercato anglofono sempre con un approccio self service, che resta il nostro obiettivo principe verso la scalabilità; sempre in ottica di internazionalizzazione contiamo di chiudere fra il 2018 e il 2019 il nostro primo round series A, che dagli interessamenti ricevuti ad oggi si prospetta fin da ora oltre il milione di euro. Ovviamente, per chi fosse interessato, trova già tutte le info sul nostro prossimo aumento di capitale qui: https://invest.userbot.ai/.[/author]

     

  • Machine Learning Solutions, la startup innovativa di Teleskill e La Sapienza

    Machine Learning Solutions, la startup innovativa di Teleskill e La Sapienza

    “Machine Learning Solutions” è la startup innovativa di Teleskill e l’Università La Sapienza, una startup creata per supportare le aziende in progetti di machine learning. Ne abbiamo parlato con i due fondatori Emanuele Pucci, di Teleskill, e Massimo Panella, docente di Elettrotecnica e di Intelligenza Computazionale proprio presso La Sapienza.

    Il machine learning è un tema di grande attualità per gli immensi vantaggi che può portare in azienda e in ogni settore dell’attività dell’impresa: marketing, commerciale e vendita, ricerca e sviluppo, benessere organizzativo, formazione e tanto altro ancora. Ed è proprio per assistere e supportare le aziende in progetti di machine learning che è diventata operativa, molto di recente, Machine Learning Solutions, la startup innovativa creata a seguito della collaborazione tra Teleskill, azienda di innovazione digitale guidata da Emanuele Pucci, e il prof. Massimo Panella, docente di Elettrotecnica e di Intelligenza Computazionale presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, Elettronica e Telecomunicazioni dell’Università di Roma “La Sapienza”. La società nasce, infatti, nell’ambito del progetto “New Machine Learning Solutions for Data Mining and Multimedia Signal Processing”, per l’Avviso Pubblico POR FESR Lazio 2014-2020 “Pre-seed Spin Off” in cui Machine Learning Solutions è risultata una delle aziende vincitrici.
    Intervistiamo i due fondatori, Emanuele Pucci e Massimo Panella, per capire il loro punto di vista sul tema.

    machine learning teleskill Sapienza AC OK

    Come nasce Machine Learning Solutions?
    Emanuele Pucci: Machine Learning Solutions è un esempio vincente di quanto possa essere fruttuosa la collaborazione, lo scambio di esperienze, la sinergia tra Università e Azienda. Nel nostro caso il prof. Panella realizza all’interno del suo Dipartimento la parte di ricerca, mentre Teleskill si occupa da sempre della fase di sviluppo. Ricerca e Sviluppo, attività da sempre molto curate in Teleskill, hanno così raggiunto una sintesi, anche imprenditoriale, con la creazione della start up innovativa Machine Learning Solutions.

    Quali sono gli obiettivi della nuova società?
    Emanuele Pucci: Il machine learning sta emergendo velocemente e interessa un sempre maggior numero di soggetti. L’obiettivo primario di Machine Learning Solutions è fornire servizi innovativi, basati sul paradigma del machine learning, tramite attività di ricerca, sviluppo e consulenza personalizzata caso per caso. Teleskill ha ormai un’esperienza ventennale nel settore e-learning e, da parte mia, vedo concrete possibilità di sviluppo in quest’area. Il machine learning applicato all’e-learning ne amplia enormemente l’efficacia permettendo, ma sono solo alcuni esempi, di creare formazione personalizzata per individuo o per gruppi, di migliorare l’offerta formativa customizzandola in tempo reale sull’utente e sui suoi comportamenti e azioni, di migliorare la learning retention, di prevedere i singoli gap formativi degli utenti, di analizzare in modo automatico ed adattivo i dati di fruizione e i risultati formativi in genere, di studiare il comportamento durante un collegamento in videoconferenza live o la fruizione di un learning object, di applicare logiche di deep learning con ad esempio lo speech recognition e quindi di massimizzare l’efficacia dell’apprendimento e l’ottimizzazione delle risorse formative da fornire al singolo discente e quindi il tempo per formarsi, aumentando di fatto il ROI del progetto e-learning.
    Sono convinto inoltre che applicare logiche di machine learning in percorsi formativi possa far aumentare molto anche la motivazione (engagement) di chi studia in quanto vengono somministrati programmi formativi personalizzati e non generici.
    Massimo Panella: Aggiungo che il machine learning è strategico per le imprese italiane interessate a innovazione di prodotto e di processo al tempo di Industria 4.0. Di grande interesse, a mio parere, sono anche i settori applicativi delle soluzioni progettate: sicurezza; multimedialità; logistica e mobilità sostenibile; gestione dell’energia e delle fonti rinnovabili; sanità elettronica e telemedicina; domotica; fruizione e valorizzazione dei beni e attività culturali.

    Che tipologia di servizi potrà offrire Machine Learning Solutions?
    Massimo Panella: Machine Learning Solutions svilupperà nuove tecnologie su tre aree principali: riconoscimento biometrico e comportamentale; Pattern Recognition e Data Mining; Data Analytics e Decision Support System.
    Il riconoscimento biometrico garantisce la certezza dell’identità del discente ed è una caratteristica sempre più richiesta in molti ambiti, non solo nel settore educational. Inoltre il riconoscimento comportamentale (behavioural analysis) attiene alle analisi delle sue reazioni durante l’evento formativo sia in corsi registrati che in diretta live. Più in concreto, si tratta di avere informazioni in tempo reale sul livello di attenzione e il grado di apprendimento che si va concretizzando durante l’attività di formazione online. Questa sfida si basa sulla realizzazione di algoritmi innovativi per l’elaborazione intelligente dei flussi multimediali audio/video e l’estrazione d’informazioni mediante tecniche di pattern recognition e data mining. Questi algoritmi saranno peraltro sviluppati da Machine Learning Solutions anche in altri campi applicativi, come per esempio quello ingegneristico, biomedico o sociale, utilizzando l’esperienza ventennale nella ricerca sulle reti neurali artificiali e, più in generale, sui sistemi di calcolo a imitazione biologica.
    Per quanto riguarda la terza area, si tratta di sviluppare sistemi per l’analisi dei dati, l’estrazione di contenuti informativi di alto livello e la realizzazione di sistemi di supporto alle decisioni nei contesti dove i segnali e soprattutto i Big Data derivano da molteplici sorgenti informative distribuite nello spazio e nel tempo, come nel caso delle reti di sensori, delle smart grid, dell’Internet-of-Things (IoT), dei mercati finanziari, dei dati biomedicali, delle reti veicolari, del crowdsourcing, della multimedialità.

  • Continua la crescita di Comunicatica e Open-Box entra nel gruppo

    Continua la crescita di Comunicatica e Open-Box entra nel gruppo

    Comunicatica continua la sua crescita, il gruppo, fondato a guidato da Jacopo Paoletti, ha annunciato l’ingresso di Open-Box, digital agency toscana specializzata in social media, content e influencer marketing.

    Comunicatica continua la sua crescita, il gruppo, fondato e guidato da Jacopo Paoletti, ha annunciato l’ingresso di Open-Box, digital agency toscana specializzata in social media, content e influencer marketing. Un ingresso importante che significa per il gruppo, con sede a Milano, 1 milione di fatturato e altri 100 clienti portati in dote dall’azienda di Terranuova Bracciolini (AR).

    openbox comunicatica

    La sinergia mira a valorizzare il know-how di Open-Box e allo stesso tempo potenziare l’offerta di Comunicatica nell’ambito del content marketing e, in particolare, dell’attività strategica sui social media. Una sinergia profonda tesa a generare valore condiviso per entrambe le parti. In tal senso va letto l’ingresso di Simone Carusi e Matteo Pogliani, rispettivamente CEO e Digital Strategist di Open-Box, come Partner e Key Figure in Comunicatica. Percorso simile per Jacopo Paoletti, founder e CEO del gruppo, che entrerà in Open-Box come Partner e CMO.

    Comunicatica sceglie quindi la strada della sinergia, della collaboration, parole chiavi che contraddistinguono la strategia aziendale per meglio affrontare le sfide del futuro. Sfide che possono essere affrontate insieme, questo il messaggio.

    Dopo Syncronika, Creact.it, Mobixee, Patrick David e Bit2Be, Open-Box è la sesta realtà che entra nel nostro gruppo – ha dichiarato Jacopo Paoletti – portando in dote alla nostra holding quasi 1.000.000 di euro di fatturato nel 2017, aggiunge oltre 100 nuovi clienti nel portfolio del network e più di 20 persone sono diventate parte del nostro team integrato. Con l’ingresso di Open-Box, Comunicatica consolida anche la sua leadership nel settore, affermandosi come una delle principali agenzie digitali italiane con una vocazione internazionale ed in particolare europea. La nostra holding ora ha 6 società partner e 5 startup partecipate, presenti in 3 Paesi europei e in 8 città, di cui 6 italiane; 10 membri del board, di cui 8 partner, con oltre 60 collaboratori da tutta Europa, e più di 30 solo in Italia.

    comunicatica gruppo

    L’obiettivo di Open-Box per il futuro – racconta Simone Carusi – è continuare la crescita dell’ultimo biennio, rafforzando l’impegno in ambiti che sono sempre più un nostro tratto distintivo. Social media, content e inbound marketing sono per noi priorità, a cui rispondiamo con un miglioramento costante del team sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Un team focalizzato e di alto livello che ci ha permesso negli ultimi anni di lavorare a progetti di grande interesse, dimostrando le nostre capacità. Così come per l’influencer marketing che vede in Matteo Pogliani, nostro strategist, una delle figure più conosciute e preparate sul tema. Anche in tal senso sono molti i progetti chiusi con successo e, soprattutto, numerosi e importanti quelli che si affacciano in questo 2018. L’entrata in Comunicatica ci permette di migliorare e poter affrontare le prossime sfide con ancora più energia e impatto, aprendo le nostre skills a mercati e brand nuovi.

    Una notizia che ci testimonia che il mercato digital italiano è in fermento, in crescita e investe per affrontare sfide sempre più grandi anche all’estero.

  • Land for Dreamers 2017, dove i sogni dei giovani possono realizzarsi

    Land for Dreamers 2017, dove i sogni dei giovani possono realizzarsi

    Land For Dreamers è la prima edizione del premio dedicato ai giovani under 30 visionari che vuole sostenere i loro sogni e provare a farli diventare la realtà. I tre progetti premiati sono un market place per valorizzare il “made in Italy”, un progetto per la raccolta fondi rivolta alle onlus e un sistema per agricoltura sostenibile attraverso l’acquaponica.

    Credo che solo una cosa renda impossibile la realizzazione di un sogno: la paura di fallire!”. La frase dello scrittore Paulo Coelho esprime chiaramente cosa rende difficoltoso la realizzazione del proprio sogno, il fallimento. Ma a guardare bene i progetti premiati alla prima edizione del Land For Dreamers possiamo dire che questa paura era del tutto assente.

    Land for Dreamers è il premio lanciato la scorsa estate, promosso da Land Rover, in collaborazione con la rivista Arbiter, che aveva l’obiettivo di premiare le idee di giovani meritevoli in grado di immaginare un nuovo orizzonte professionale. Non era richiesto un settore specifico, quello che era importante era avere un’idea, che riguardasse un progetto imprenditoriale, artistico o no profit, da poter realizzare. I progetti che hanno aderito sono stati tanti, da quelli poi ne sono stati selezionati 15 dai quali una giuria composta da personalità di spicco del mondo dell’imprenditoria, dell’arte, del design, della cultura e del mondo accademico ha poi decretato i tre premi vincitori di 5 mila euro per ciascun progetto. Una iniezione di fiducia per cominciare davvero a realizzare il proprio sogno.

    I progetti che potranno cominciare a realizzarsi, e che si sono aggiudicati il premio Land for Dreamers, sono:

    APPENNINE – Imprenditoria

    Un marketplace dedicato alla compravendita di prodotti italiani senza vincoli di settore. Obiettivo del progetto è di offrire un servizio capace di connettere le piccole e medie imprese italiane con il resto del mondo, promuovendo la commercializzazione delle molte tipicità “Made in Italy” non solo nel territorio nazionale ma anche oltre i nostri confini. Il team composto da Mattia Airoldi, Francesco Orlando Bancalari, Matteo Orioli, Roberto Claudio Pirola, Nathan Vené ha detto che questi primi 5 mila euro saranno utili a poter lanciare il progetto entro la fine del 2018.

    OXYGEN – No profit

    Progetto ideato da Chiara Gallana (cantante e già in finale a X Factor 2013) prevede la realizzazione di una piattaforma digitale di mediazione rivolta, in primis, ad associazioni in cerca di fondi e ad aziende in modo che possano utilizzare i contatti e gli eventi delle associazioni come forma di promozione. Una volta avviata, la piattaforma prevede di rivolgersi anche ai privati cittadini che vogliano dedicare il loro tempo alle associazioni che necessitano di volontari.

    LET’S SHARING AQUAPONIC SYSTEM – Imprenditoria

    Obiettivo del progetto è condividere e divulgare il sistema dell’acquaponica riqualificando spazi urbani dismessi. L’acquaponica è un sistema di coltivazione innovativo che permette di allevare pesci e coltivare piante fuori suolo con un consumo minimo di acqua e una maggiore produttività dei vegetali ad un basso impatto ambientale. Il team è composto da Alessandro Biagetti, Marco Falasca, Volodymir Iavarone Astakhov, Marta Speziale.

    Sono tutti progetti che dimostrano quanto sia importante per i giovani realizzare idee concrete, utili e che riflettono il tempo che stiamo vivendo. Quindi grande attenzione a fare business in modo diverso, attenzione alle problematiche ambientali e sociali. A vedere queste idee, pronte a realizzarsi, il futuro sarà migliore.

     

     

  • Teamleader Startup Program, il programma gratuito per gestire al meglio la startup

    Teamleader Startup Program, il programma gratuito per gestire al meglio la startup

    Gestire una startup non è facile, gestire le attività che comporta può portare a perdere la bussola del business da attuare. Teamleader Startup Program è un programma di dedicato alle startup che permette l’utilizzo gratuito per 6 mesi dei servizi per gestire fatturazione, clienti, preventivi, progetti. Ecco come richiederlo.

    Sul nostro blog raccontiamo spesso di startup, soprattutto quelle innovative e tecnologiche, e sappiamo bene quali siano le difficoltà e soprattutto le sfide che queste nuove aziende hanno di fronte. Portare avanti una startup non è semplice e spesso il rischio è quello di perdere il filo delle attività d fare perchè sono tante e ne risulta difficile la gestione. Questo succede per tanti motivi, cresce il business legato all’idea di fondo e, contemporaneamente, aumentano le difficoltà nello gestire clienti, fatture, documentazioni varie, gestione dei preventivi, assistenza, gestione di software. Tanti fattori che possono rendere difficile il lavoro e, addirittura, far perdere la bussola del proprio business.

    Se davvero la regola di oggi è quella di semplificare, ossia rendere tutto più semplice senza farsi sopraffare dalle difficoltà sopra elencate, allora è forse il caso di suggerire qualche idea a tutte quelle startup che, forse, un po’ di riconoscono in quelle situazioni.

    teamleader startup program

    Se si vuole semplificare tutto al meglio, il nostro suggerimento è allora quello di provare il “Teamleader Startup Program“, un programma che Teamleader, esperienza di startup a sua volta e che quindi comprende bene tutte le situazioni di “difficoltà legate alla gestione”, ha messo a punto per venire incontro alle startup. Teamleader nasce in Belgio 5 anni fa come startup innovativa e oggi conta oltre 150 dipendenti ed è presente anche in Italia da qualche mese con grande successo (da poco settimane è stata aperta anche una sede in Francia). L’azienda ha creato una piattaforma SaaS (software as a service), che si chiama proprio Teamleader, che di fatto permette la digitalizzazione di tutti quei processi che sono alla base della gestione di un’azienda. All’interno del software si trova un modulo per gestire il CRM, con lo steso software è possibile gestire l’intero ciclo di vendita, gestire i preventivi, la fatturazione, i progetti. E’ quindi un cruscotto di servizi che posso davvero aiutare le aziende a digitalizzarsi.

    Cosa offre il Teamleader Startup Program?

    All’interno di questo programma Teamleader mette a disposizione delle startup:

    • CRM per gestire i clienti, tenere traccia delle comunicazioni e trovare tutte le informazioni che servono in un attimo in modo intuitivo;
    • gestione delle fatture, per evitare pagamenti in ritardo delle fatture, un modulo completamente integrato con il monitoraggio in tempo reale;
    • project planning, per seguire il progetto in tutte le sue fasi, mantenere clienti informati, gestire il team, gestire le scadenze e mantenere sotto controllo il budget;
    • preventivi, per personalizzare i preventivi e lasciar fare i conti a Teamleader. Con questo modulo è possibile creare preventivi digitalmente in modo che i clienti possano visualizzare, stampare, commentare o firmare online. Quindi risparmiare tempo;
    • tickets, con questo modulo sarà possibile gestire l’assistenza dei clienti riuscendo ad offrire il reale supporto di cui hanno bisogno;
    • tracciamento del tempo, come si sa il tempo vola e con questo modulo è possibile ottenere una facile panoramica delle ore lavorate su un progetto, così da fatturarle correttamente e ricevere notifiche automatiche.

    teamleader startup program software

    Come vedete, all’interno di questo programma ci sono tutti i moduli che possono essere di aiuto per le startup. Il programma prevede la possibilità di potervi aderire e utilizzare i moduli gratuitamente per 6 mesi con un accesso fino a 10 utenti. Richiederlo è molto semplice, è sufficiente infatti farne richiesta da questa pagina e una volta ricevuta la mail con le 5 domande sul profilo aziendale, se ritenuti idonei, riceverete l’accesso al Teamleader Startup Program per 6 mesi.

    Dato non irrilevante è che Teamleader si integra benissimo anche in presenza di altri software come Google, Dropobox, iCloud, Mailchimp, Campaign Monitor, Office 365.

    Insomma, il consiglio che possiamo darvi è quello di provare questo programma perchè davvero potrebbe risolvere tanti problemi. E poi, se vi va, raccontateci qual è stata la vostra esperienza.

  • La terza edizione del Premio Cuore Digitale va a Neuron Guard, ma vincono tutti

    La terza edizione del Premio Cuore Digitale va a Neuron Guard, ma vincono tutti

    Neuron Guard si è aggiudicata la terza edizione del Premio Cuore Digitale, iniziativa che quest’anno aveva come tema la scienza e la tecnologia al servizio delle persone raccontate dalle donne. Ma a vincere sono tutte le startup che hanno presentato le loro idee e  i loro dispositivi e vince anche l’associazione che con il presidente Gianluca Ricci lancia l’idea di una “Casa digitale”.

    Il Premio Cuore Digitale cresce e appassiona sempre di più proponendo idee e startup che davvero sono da considerare un vanto per il nostro paese. Il Premio è giunto alla terza edizione ma la qualità delle idee e delle startup viste ieri nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani a Roma è davvero di altissimo livello.

    Ad aprire l’evento è stato il “padrone di casa”, il presidente del Senato Pietro Grasso che si è anche intrattenuto poco prima dell’evento incontrando le startup in lizza per il premio. Grasso ha partecipato con molta emozione è ha tenuto a sottolineare come la tecnologia e l’innovazione oggi siano utili per migliorare la vita dei malati. Queste le parole di Grasso aprendo la terza edizione del Premio Cuore Digitale:

    Hanno tutta la mia ammirazione le donne e gli uomini che mettono al servizio della collettività, in particolare di chi è più fragile – la loro creatività, le loro competenze e il loro ingegno. Grazie al loro impegno, e’ cambiata in meglio la vita di molte persone per le quali sono cadute molte barriere, molti ostacoli prima considerati insormontabili. (…) Sono invenzioni geniali (riferendosi alle startup n.d.r.) che utilizzano la tecnologia per migliorare la vita delle persone che si trovano in situazioni di difficoltà. Ringrazio tutti voi che vi adoperate a migliorare la vita degli altri”.

    cuore digitale pietro grasso

    Il primo premio è andato a Neuron Guard, la startup che ha realizzato un dispositivo che ha realizzato un dispositivo tecnologico che aiuta a ridurre il rischio di danni cerebrali in caso di ictus. E’ una nuova conferma, insieme alle tante ricevute finora anche a livello internazionale, di quanto la tecnologia possa davvero essere di aiuto in situazione impensabili solo fino a poco tempo fa.

    Vince Neuron Guard ma a vincere sono davvero tutte le startup che hanno presentato idee e dispositivi davvero di altissimo livello. Come Robomate, il robot che aiuta i bambini affetti da autismo ad interagire meglio con l’esterno e con gli altri; Endo-Sight, un sistema basato su Realtà Aumentata che aiuta i chirurghi a intervenire con precisione nella rimozione dei tumori; PD Watch, il dispositivo indossabile che aiuta nella diagnosi del morbo di parkinson; e di IntendiMe un sistema basato su tecnologia indossabile che offre un aiuto a tutte le persone che soffrono di disabilità uditiva. Tutte queste startup hanno comunque vinto, per la passione che mettono per realizzare soluzioni davvero utili.

    cuore digitale giusy versace

    Durante la tavola rotonda “Il valore dell’interazione uomo-macchina – le protesi tecnologiche”, moderata dalla giornalista Roberta Ammendola, i ricercatori Lorenzo De Michieli dell’Istituto Italiano di Tecnologia e Daniele Mazzei del “Centro E. Piaggio” dell’Università di Pisa, hanno eseguito la dimostrazione del funzionamento di mani robotiche realizzate grazie alla collaborazione tra i due istituti di ricerca, dimostrazione a cui si è prestata anche l’atleta paralimpica Giusy Versace, madrina della manifestazione. E la Versace, con carisma e passione, ha sottolineato il fatto che oggi l’innovazione deve essere attenta alle persone e deve essere più diffusa, invitando a creare spazi di confronto tra startup, aziende, istituzioni e associazioni.

    cuore digitale gianluca ricci

    In apertura del premio, subito dopo Grasso, era stato proprio Gianluca Ricci a parlare di “Casa digitale”, richiamando il nostro paese ad uno scatto culturale:

    La cultura in Italia negli ultimi anni ha passato diverse fasi, sono nate nel tempo la Casa del Cinema, la Casa dell’Architettura, la Casa della Musica; è il momento di far nascere una Casa del Digitale. erve un luogo comune che favorisca l’incontro tra i giovani talenti, le aziende, le istituzioni, la stampa e la cittadinanza, un luogo dove i problemi e i bisogni reali delle persone possano trovare nell’innovazione tecnologica una soluzione concreta, per far sì che la smart city, di cui tanto si parla, possa diventare una città realmente inclusiva, una città per tutti”.

    E la terza edizione del premio Cuore Digitale è stata molto seguita sui social media. Grazie a Talkwalker abbiamo potuto rilevare 980 risultati da 221 autori unici, con una reach di 14,5 milioni e un coinvolgimento netto di 1.600 utenti. Interessante notare come le fasce di età più coinvolte siano state quelle tra i 25 e i 44 anni.

    C’è davvero voglia e interesse a condividere innovazioni e tecnologie che siano utili a tutti, senza alcun tipo di distinzione e Cuore Digitale ne è la dimostrazione chiara.

    Qui trovate una gallery con le foto dei protagonisti del premio.

  • Terza edizione del Premio Cuore Digitale, la Scienza per la Vita raccontata dalle Donne

    Terza edizione del Premio Cuore Digitale, la Scienza per la Vita raccontata dalle Donne

    Il prossimo 2 ottobre, presso la sala Zuccari di Palazzo Giustiniani a Roma, si terrà la terza edizione del Premio Cuore Digitale, che quest’anno ha come tema: “Scienza per la Vita, la tecnologia che ha a cuore la vita delle persone, raccontata dalle donne”.

    Il 2 ottobre 2017, presso la sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, si terrà la terza edizione del Premio Cuore Digitale, con il patrocinio del Senato della Repubblica, alla presenza del Presidente del Senato Pietro Grasso e di numerose personalità istituzionali. Il tema di questa edizione è: “Scienza per la Vita, la tecnologia che ha a cuore la vita delle persone, raccontata dalle donne“.

    Gianluca Ricci, Presidente dell’Associazione Cuore Digitale, così ci presenta l’edizione 2017 del Premio Cuore Digitale:

    Protagoniste di questa edizione saranno le storie di giovani, provenienti da tutta Italia, che hanno messo la loro creatività e il loro ingegno a servizio della collettività, sviluppando soluzioni tecnologiche altamente innovative, per migliorare le condizioni di salute e la qualità di vita delle persone fragili”.

    E aggiunge:

    Ascolteremo le storie di vita di persone che stanno traendo giovamento da queste innovazioni e il contributo di personalità del mondo della ricerca scientifica e della medicina che hanno collaborato al loro sviluppo, le loro testimonianze ne dimostreranno il reale impatto”.

    Il Premio Cuore Digitale è un premio simbolico, istituito nel 2015 dall’Associazione no-profit Cuore Digitale di Roma, che viene assegnato, a titolo di riconoscimento del merito personale e di incoraggiamento, a start-up, ricercatori, maker italiani che si sono distinti per aver sviluppato soluzioni tecnologiche a servizio della collettività, con uno spiccato orientamento al sociale. Durante l’evento sarà garantito il servizio di interpretariato LIS (Lingua Italiana dei Segni) a cura dell’Ente Nazionale Sordi.

    cuore digitale 2017

    Lo scorso anno Premio Cuore Digitale ha coinvolto 40 partecipanti in una maratona informatica dedicata alle disabilità visive, un hackathon inclusivo che ha visto vincitore il team che ha sviluppato “Arianna”, una app mobile per orientare le persone all’interno di supermercati. Candidate alla terza edizione del Premio sono sei start-up italiane che hanno sviluppato soluzioni tecnologiche in ambito di: autismo, parkinson, ictus, oncologia, limitazioni sensoriali e motorie.

    Queste le startup che partecipano per il premio:

    Le innovazioni tecnologiche realizzate saranno presentate da donne appartenenti ad ogni start-up candidata. L’Associazione Cuore Digitale crede fermamente nella parità di genere, pertanto le start-up invitate a partecipare hanno nel team la presenza di entrambi i generi, femminile e maschile”, dichiara l’atleta paralimpica Giusy Versace, madrina dell’evento.

    cuore digitale premio 2017

    Dopo la presentazione delle start-up in gara, avrà luogo la tavola rotonda dal titolo “Il valore dell’interazione uomo-macchina – le protesi tecnologiche”, con la partecipazione di Lorenzo De Michieli, responsabile del Laboratorio congiunto di Istituto Italiano di Tecnologia e INAIL “Rehab Technologies”, Daniele Mazzei, ricercatore del “Centro E. Piaggio” dell’Università di Pisa e Giusy Versace, con la moderazione di Roberta Ammendola. Nel corso della tavola rotonda sarà inoltre eseguita una dimostrazione del funzionamento di una mano robotica. Al termine, una giuria di qualità, composta da esponenti delle istituzioni, dell’imprenditoria, di aziende leader in campo ICT e Over-The-Top, delle associazioni di categoria, del mondo della ricerca e dell’informazione (tra i quali figurano Camera dei Deputati, Comune di Roma, Università Tor Vergata, Google, Amazon, Microsoft, IBM, Intel), decreterà la start-up vincitrice della terza edizione di Premio Cuore Digitale.

    Per seguire la giornata del 2 ottobre sui social media, ed interagire, usate l’hashtag ufficiale della manifestazione #CuoreDigitale, e seguire i canali del premio su Facebook, Twitter e YouTube,

  • Il panorama delle startup in Italia, il Sud cresce con la Campania e la Sicilia

    Il panorama delle startup in Italia, il Sud cresce con la Campania e la Sicilia

    E’ stato pubblicato il report sul primo trimestre del 2017, ad opera del Registro delle Imprese, per quel che riguarda le startup innovative nel nostro paese. Dai dati di evince che il Sud cresce, infatti la Campania si piazza dietro la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Lazio e il Veneto. Il 70,3% delle startup fornisce servizi e solo il 13,3% sono a prevalenza femminile.

    Sono dati molto interessanti quelli tracciati da Registro delle Imprese, riguardo all’evoluzione delle startup innovative in Italia nel primo trimestre del 2017. Dati che ci offrono numeri e spunti molto interessanti su un fenomeno che, nonostante una incidenza dello 0,43% su 1,6 milioni di imprese attive in Italia, si può dire in crescita. Le startup innovative, ai sensi del  decreto-legge 179/2012 (lo Startup Act italiano), in Italia complessivamente sono 6.880 con un crescita del 2% rispetto a dicembre 2016, pari a 135 nuove startup.

    Guardando ai settori di riferimento delle startup, più di 7 su 10, il 70,3%, opera nel settore dei servizi, in particolare produzione software e consulenza informatica, 30,29%; attività di “ricerca e sviluppo”, 14,23%; attività dei servizi d’informazione, 8,53%. Il 19,67% opera nei settori dell’industria, su tutti: fabbricazione di macchinari, 3,65%; fabbricazione di computer e prodotti elettronici e ottici, 3,53%; fabbricazione di apparecchiature elettriche, 2,06%. E poi, il 4,22% opera nel commercio.

    startup italia trimestre 2017 franzrusso.it

    Per quanto riguarda la “composizione sociale”, è interessante osservare che  le startup innovative con una prevalenza femminile sono 918, ossia il 13,3% del totale, contro un’incidenza del 16,9% se si considera l’universo delle società di capitali. Le startup innovative in cui almeno una donna è presente nella compagine sociale sono 2.959, ossia il 43% del totale, dato inferiore a quello registrato dal complesso delle società di capitali che è del 49,6%). Sotto questo aspetto c’è quindi molto da lavorare.

    Le startup “under 35” in Italia sono 1.406, cioè il 20,4% del totale, una quota che risulta essere più di tre volte superiore rispetto a quella rilevata tra tutte le società di capitali, che è del 6,4%. Le startup innovative in cui almeno un giovane è presente nella compagine sociale sono 2.454, il 35,7% del totale, contro un’incidenza del 12,6% se si considera la totalità delle società di capitali italiane. Sono poi il 2,7% le startup innovative in Italia con una presenza straniera, cioè 189.

    E ora veniamo ai dati che riguardano la distribuzione geografica delle startup innovative italiane, uno degli aspetti più interessanti del report, con il Sud del paese che cresce grazie ai dati che fanno registrare, in particolare, la Campania e la Sicilia. La Lombardia si conferma la regione in cui è localizzato il maggior numero di startup innovative, sono 1.596, pari al 23,2% del totale nazionale. A seguire l’Emilia-Romagna con 764 (11,1%), il Lazio con 655 (9,5%), il Veneto con 600 (8,7%) e la Campania, prima regione del Sud con 471 (6,85%). Poi c’è il Piemonte con 375 startup, il 5,45%, e la Sicilia, che ci conferma la seconda regione del Sud Italia, con 334 startup, il 4,85%. A conferma della crescita del Sud va registrata anche la posizione della Puglia, tra le prime dieci in Italia, con 254 startup, il 3,69%.

    https://www.facebook.com/antonio.prigiobbo/photos/a.1380193708691517.1073741829.1379945398716348/1474555765921977/?type=3&theater

    In coda alla classifica figurano la Basilicata con 47, il Molise con 33 e la Valle d’Aosta con 14 startup innovative.

    La regione con la più elevata incidenza di startup innovative in rapporto al totale delle società di capitali è il Trentino-Alto Adige (1,15%). Seguono le Marche con 0,83%, il Friuli Venezia-Giulia con 0,69%, l’Emilia-Romagna con 0,68% e la Valle d’Aosta con 0,66%. Lazio e Campania, nella top-5 per numero assoluto di startup, sono invece in coda a questa classifica (rispettivamente 0,24% e 0,29%).

    Milano è la provincia in cui è insediato il numero più elevato di startup innovative: a fine marzo 2017 tale numero si assesta a 1.104 (16% del totale nazionale). Seguono Roma con 562 (8,2%), Torino con 260 (3, 8%), e Napoli con 230 (3,3%). Tutte le altre province che figurano tra le prime dieci, nell’ordine Bologna, Padova, Trento, Modena, Bari e Firenze, superano abbondantemente le 100 unità. Trento poi figura al primo posto con 155 startup ogni 10 mila società di capitali, in rapporto al numero di società di capitali attive nella provincia; a seguire Trieste con 139, Ascoli Piceno con 120, Ancona con 110, Rimini con 94.

    In termini di occupazione, a fine dicembre 2016 sono 2.669 startup innovative con almeno un dipendente pari al 39,6% del totale, un dato in diminuzione rispetto a quello registrato a fine settembre (42,4%).

    Il report continua poi ad elencare anche dati in termini finanziari e comunque potete consultarlo e scaricarlo da questo link.

    C’è anche da riportare la notizia che il MISE, Ministero per lo Sviluppo Economico, finanzia con 95 milioni di euro il progetto Smart&Start Italia, dedicato proprio alle startup innovative. Le domande vanno presentate sul sito del progetto che trovate a questo link.

    Mentre, apre il 10 maggio 2017 il bando Por Fesr 2014-2020 (asse 3) che mette a disposizione 4,5 milioni di euro per sostenere le start up innovative dell’Emilia Romagna. Le risorse sono destinate ai progetti delle giovani imprese che operano nei principali settori della regione (agroalimentare, edilizia e costruzioni, meccatronica e motoristica, industria della salute e del benessere, industrie culturali e creative, innovazione nei servizi) e andranno a finanziare le spese per macchinari, attrezzature, brevetti, consulenze, spese promozionali e di costituzione (quest’ultima solo per la tipologia A). Tutte le altre informazioni le trovate a questo link, emiliaromagnastartup.it.

  • Digital Magics Palermo lancia Spidwit, la startup social

    Digital Magics Palermo lancia Spidwit, la startup social

    Poco più di un anno fa Digital Magics aprì al sua sede a Palermo con lo scopo di far crescere le startup siciliane. E dopo il lancio Morpheos, la prima startup lanciata, adesso è la volta della seconda startup: SpidWit, la startup social.

    Digital Magics Palermo, la sede siciliana del business incubator quotato sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana (DM), ha annunciato il lancio della seconda startup, dopo il lancio di Morpheos, la startup che realizza Momo, il robot domestico dotato di un’intelligenza artificiale. A distanza quindi di poco più di un anno, la seconda startup che viene lanciata è SpidWit, startup di Catania che ha sviluppato un’applicazione web innovativa per facilitare la gestione delle pagine sui social network (Facebook, Twitter e LinkedIn) e dei loro contenuti.

    spidwit

    SpidWit, la startup fondata da Dino De Luca (CEO) e da Antonio Parlato (CTO) si rivolge a professionisti, piccole e medie imprese, ma anche freelance e agenzie di digital marketing che possono realizzare con semplicità una strategia di comunicazione sui social media, permettendo di ottimizzare budget e tempo. La caratteristica di SpidWit è il motore semantico tecnologico proprietario, basato su algoritmi di ricerca intelligente. Supporta, infatti, l’intero ciclo di gestione dei social: dalla ricerca e creazione di contenuti, alla pubblicazione e raccolta delle metriche dei risultati.

    Nei prossimi giorni SpidWit rilascerà l’Assistente Virtuale: un programma chatbot che semplifica la complessità dell’interazione sul web, utilizzando logiche di conversazione più familiari. L’Assistente Virtuale di SpidWit comunica tramite la chat di Facebook e interagisce attivamente con gli utenti, consigliandoli e suggerendo contenuti per poi pubblicarli agli orari migliori, in pochi click e senza nessuno sforzo.

    Digital Magics Palermo entra, quindi, nel capitale sociale di SpidWit con una quota del 9,3% della società (Digital Magics 4,65%; Factory Accademia 4,65%) e affianca la startup innovativa nello sviluppo strategico e tecnologico con i propri servizi di incubazione.

    Digital Magics Palermo è l’incubatore di Digital Magics, business incubator quotato sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana (simbolo: DM), aperto a gennaio 2016 nel capoluogo siciliano in collaborazione con la società partner Factory Accademia.