Categoria: InCars

Tutte le novità sul mondo delle auto, con particolare attenzione alle automobili con motori di nuova generazioni, quindi elettriche, ibride.

  • Nuova BYD SEAL 6 DM-i: l’ibrida che fa 1500 km

    Nuova BYD SEAL 6 DM-i: l’ibrida che fa 1500 km

    La nuova BYD SEAL 6 DM-i arriva in Europa, rivoluzionando il mercato ibrido con un’autonomia combinata di oltre 1.500 km. Conosciamo meglio il design, la versione station wagon e le caratteristiche di sicurezza che la rendono una vera alternativa alle auto a benzina tradizionali.

    Lo sappiamo. Il mercato dell’auto si sta muovendo, sta cambiando, e le case automobilistiche cinesi sono diventate protagoniste indiscusse di questa transizione. Soprattutto per quando riguarda le auto elettrificate.

    Una delle più attive è senza dubbio BYD, che dopo aver conquistato fette di mercato con i suoi SUV anche nel nostro paese, punta ora a consolidare la sua presenza nel segmento delle berline e, soprattutto, delle station wagon.

    La novità si chiama BYD SEAL 6 DM-i, e a leggere i dati rilasciati dalla casa cinese, si capisce subito perché. Non è solo un nuovo modello, ma una dichiarazione di intenti, la risposta concreta a uno dei problemi principali che frena la transizione verso l’elettrico. Ossia, l’autonomia.

     

    Nuova BYD SEAL 6 DM-i: l'ibrida che fa 1500 km
    Nuova BYD SEAL 6 DM-i: l’ibrida che fa 1500 km

    Tecnologia Super Hybrid: la soluzione per il “range anxiety”

    Il cuore pulsante di questa vettura è la tecnologia Super Hybrid con DM (Dual Mode). BYD la definisce “rivoluzionaria” e, a ben vedere, ha i suoi motivi.

    La SEAL 6 DM-i funziona prevalentemente come un’auto elettrica, sfruttando un motore elettrico e la famosa Blade Battery. Quando serve più energia, un motore a benzina da 1.5 litri interviene non per muovere direttamente le ruote, ma per ricaricare la batteria, mantenendo così la sensazione di guida di un’auto elettrica pura.

    Il dato più interessante, e che fa subito discutere tutti, è l’autonomia combinata: oltre 1.500 km con una ricarica completa e un pieno di carburante. Un numero che, di fatto, elimina l’ansia da autonomia e rende la SEAL 6 DM-i una vera alternativa ai modelli tradizionali a combustione, combinando il meglio dei due mondi.

    BYD SEAL 6 DM-i, design e flessibilità

    Se il motore è il cervello, il design è l’abito che indossa. E in questo caso, la SEAL 6 DM-i segue lo stile “ocean inspired” di BYD.

    Con una lunghezza di 4.840 mm, si posiziona nel segmento delle auto familiari, offrendo spazio generoso per cinque adulti. Ma la vera sorpresa è l’arrivo della versione TOURING, la prima station wagon di BYD per l’Europa.

    Con un vano bagagli che arriva fino a 1.535 litri abbattendo i sedili, la TOURING si propone come un’opzione super pratica per le famiglie, i viaggi lunghi o chi ha bisogno di spazio per lavoro o hobby.

    Con questo modello, BYD non pensa solo all’efficienza, ma anche alla funzionalità e alle esigenze del mercato europeo, che da sempre apprezza la versatilità delle station wagon.

    BYD SEAL 6 DM-i, tecnologia e sicurezza

    Come ogni auto di nuova generazione, la BYD SEAL 6 DM-i è ricca di tecnologia.

    Non mancano infatti un display infotainment da 12.8 o 15.6 pollici, la ricarica wireless per smartphone e un sistema di sicurezza completo.

    Sette airbag di serie, cruise control adattivo, telecamere a 360 gradi e il sistema Vehicle to Load (V2L) che permette di alimentare dispositivi esterni, dal PC portatile al tostapane da campeggio, direttamente dalla batteria dell’auto.

    In Italia, la vettura è già ordinabile e le prime consegne sono attese per la fine del 2025.

    Resta da capire come un modello così innovativo e ben equipaggiato si posizionerà in un mercato ancora scettico nei confronti dei marchi emergenti. Ma con una garanzia di 8 anni per batteria e trasmissione, BYD sta lanciando una sfida molto seria.

    La domanda è: questa combinazione di autonomia record, versatilità e tecnologia sarà sufficiente a convincere gli automobilisti italiani ad abbracciare il futuro ibrido targato BYD?

    Staremo a vedere la risposta del mercato italiano nei prossimi mesi.

  • City Transformer CT-2, piccola citycar elettrica che rivoluziona la mobilità

    City Transformer CT-2, piccola citycar elettrica che rivoluziona la mobilità

    La City Transformer CT-2 è una citycar elettrica rivoluzionaria, con dimensioni compatte e larghezza variabile per affrontare il traffico urbano. Autonomia fino a 180 km e design innovativo.

    Il sogno di tutti, almeno di chi vive e lavora in grandi centri urbani, è quello di poter arrivare in auto, senza problemi di traffico e senza problemi di parcheggio. Un sogno infatti, per molti italiani e non solo.

    Se consideriamo poi che l’85% dei viaggi in auto sono solo con il conducente e che il 50% delle nostre città è composto da parcheggi, allora una soluzione a tutto questo è necessaria.

    E la soluzione si chiama CT-2 ed è la nuova citycar, o meglio quadriciclo, completamente elettrica che verrà prodotta in Italia, a Torino per la precisione.

    La rivoluzionaria City Transformer CT-2 ha fatto il suo atteso debutto al “Salone dell’Auto di Torino 2024”, catturando l’attenzione di stampa e pubblico per via delle sue soluzioni innovative dedicate alla mobilità urbana.

    City Transformer CT-2, piccola citycar elettrica che rivoluziona la mobilità

    CT-2, citycar elettrica per la mobilità del futuro

    Si tratta di una piccola citycar elettrica di 2,5 metri, realizzata in collaborazione con la torinese Cecomp. Sarà prodotto in Piemonte, con l’obiettivo di essere distribuita sui principali mercati europei entro la fine del 2026.

    Uno degli aspetti più sorprendenti della CT-2 è la sua capacità di modificare la larghezza per adattarsi alle diverse condizioni del traffico cittadino.

    In modalità “City”, la larghezza si riduce a 1 metro, permettendo così di muoversi agevolmente anche negli spazi più stretti e difficili e di parcheggiare negli stalli riservati ai motocicli.

    presentazione citytransformer CT-2 franz russo_cofounder

    CT-2 e la larghezza modificabile

    In modalità “Performance”, invece, la larghezza arriva a 1,3 metri per garantire una maggiore stabilità a velocità più elevate, fino a un massimo di 90 km/h. Questa funzionalità la rende estremamente versatile, in grado di trasformarsi da una piccola citycar a un veicolo più robusto e stabile.

    La CT-2 è alimentata da una batteria LFP (litio-ferro-fosfato), che assicura un’autonomia fino a 180 km, e sarà disponibile in due varianti: una versione passeggeri, con due sedili disposti in linea, e una variante commerciale Cargo, destinata al trasporto merci. Proprio quella che è stata presentata a Torino.

    Durante la presentazione, i due co-fondatori di City Transformer – Asaf Formoza (CEO) e Udi Meridor (COO) – hanno sottolineato che la CT-2 è l’evoluzione del precedente modello CT-1, ma con miglioramenti significativi in termini di sicurezza, prestazioni e praticità.

    Come sottolineato da Asaf Formoza: “Se il CT-1 era un prototipo, con il CT-2 ci aspettiamo che le persone apprezzino davvero la possibilità di avere un’auto elettrica di dimensioni compatte, comoda ma assolutamente sicura.

    Asaf Formoza CEO city transformer_FranzRusso 2024
    Asaf Formoza – CEO City Transformer

    Rispetto al CT-1 è migliorata la visibilità, la stabilità, la sicurezza. É stata estesa l’autonomia. Quello che ci aspettiamo davvero è che sempre più persone abbandonino le auto da 5 posti per abbracciare la soluzione CT-2″.

    CT-2 e la partnership vincente

    L’aspetto tecnico più innovativo del veicolo è il suo telaio a carreggiata mobile, brevettato dagli ingegneri e designer israeliani che hanno sviluppato il progetto. Grazie a questa tecnologia, la CT-2 offre una guida flessibile che si adatta perfettamente alle esigenze di spostamento e parcheggio nelle aree urbane densamente popolate.

    La produzione sarà avviata in Piemonte, e la scelta della regione è legata alla collaborazione con Cecomp, una delle aziende leader nel settore.

    City Transformer CT-2 si posiziona così come una risposta concreta e innovativa ai problemi della mobilità urbana, con un design futuristico, un’anima elettrica e una straordinaria capacità di adattamento alle diverse condizioni di traffico.

    Un piccolo veicolo con grandi ambizioni, pronto a cambiare il volto delle nostre città.

    É possibile preordinare CT-2 già adesso sul sito dell’azienda anticipando solo 150 euro.

     

     

  • Uber ad un bivio: aumentano le corse ma vanno in fumo 2 miliardi di dollari l’anno

    Uber ad un bivio: aumentano le corse ma vanno in fumo 2 miliardi di dollari l’anno

    Il quadro finanziario e societario che delineano i dati del secondo trimestre del 2017 di Uber ci offrono un quadro a tinte fosche, nonostante le corse siano aumentate del 150% in un anno e un aumento delle entrate nette. Ma crescono le perdite e diminuisce il denaro in cash, ora di 6,6 miliardi di dollari in calo rispetto a marzo. In pratica, con questo ritmo, vanno in fumo 2 miliardi di dollari. E resta vivo il problema della leadership e continua la ricerca del nuovo CEO.

    Uber sta vivendo un periodo a tinte fosche, con forti tonalità di grigio, specialmente negli ultimi sei mesi di quest’anno. Una situazione che di fatto potrebbe mettere in difficoltà una delle startup più promettenti degli ultimi anni, capace di apportare (comunque la si pensi) un forte livello di innovazione all’interno del mondo del noleggio si auto con conducente, rendendolo possibile attraverso un’app. Ma oggi Uber si trova davvero di fronte ad un bivio.

    I dati finanziari relativi al secondo semestre, illustrati su Axios, evidenziano dati contrastanti che di fatto sottolineano tutti i problemi che l’azienda sta vivendo. Nel secondo semestre le prenotazioni delle corse sono crescite del 17% rispetto al primo trimestre, e sono cresciute del 150% rispetto allo stesso periodo del 2016. Le entrate nette nel secondo semestre sono pari a 1,75 miliardi di dollari, in crescita rispetto a 1,5 miliardi del primo trimestre e più che raddoppiate se le confrontiamo con quelle del secondo semestre del 2016 quando erano di 800 milioni di dollari. Restano ancora alte le perdite nette però, pari a 645 milioni di dollari, in calo del 14% rispetto allo stesso periodo de 2016.

    Come dicevamo, le corse prenotate attraverso l’app di Uber sono cresciute del 150% in anno, un dato che è stato possibile data la crescita del 90% nei paesi sviluppati e del 250% che proviene dai paesi definiti “economie emergenti”. Da questi va esclusa la Cina ma va inclusa la Russia, vista la collaborazione con Yandex.

    uber perdite franzrusso.it 2017

    Una delle principali preoccupazioni degli analisti finanziari e degli esperti è che sta calando il cash che Uber aveva in dotazione. A giugno 2017 era di 6,6 miliardi di dollari, in calo dai 7,2 miliardi di dollari del marzo scorso. Un ritmo al ribasso notevole al punto che si potrebbe prefigurare la dispersione di ben 2 miliardi l’anno.

    Questo problema va affrontato subito, solo che manca un leader capace di prendere una direzione solida. Uber è di fatto ancora alla ricerca di un CEO, dopo che Travis Kalanick ha deciso di allontanarsi per un po’. Ovviamente questa assenza preoccupa, e non poco gli investitori. Dopo che Meg Whitman ha declinato l’invito, dichiarando di volersi dedicare a sviluppare HPE, pare che adesso l’indiziato numero uno sia Jeff Immelt, ex chariman della General Electric. Solo che ancora non si sa nulla se Immelt abbia accettato o meno.

    Gli investitori non sono più così contenti di dare altri soldi a Uber, sono stati infatti oltre 15 miliardi di dollari i finanziamenti ricevuti e una eventuale IPO in questa situazione non, forse, sarebbe auspicabile, nonostante l’elevata valutazione dell’azienda che si aggira attorno ai 70 miliardi di dollari. E i soldi in finanziamenti non saranno per sempre.

    travis kalanick uber franzrusso.it 2017
    Travis Kalanick

    Ma oltre a questo Uber ha vissuto gli ultimi 6 mesi in modo abbastanza tumultuoso, alle prese con la campagna #DeleteUber e poi con scandali sessisti che hanno lasciato il segno, per non parlare della partenza, oltre a Kalanick, di altri dirigenti dell’azienda.

    Uber a questo punto, per affrontare la situazione, in attesa di un nuovo CEO e quindi di una nuova guida che faccia crescere il business mettendo al sicuro l’azienda in grado di affrontare la IPO, potrebbe aumentare le tariffe, una soluzione che potrebbe da un lato risollevare temporaneamente le sorti finanziare, ma dall’altro potrebbe portare ad una perdita di clienti. E’ una situazione che Uber deve risolvere in fretta perchè continuare a gestire solo la crescita per giustificare la sua alta valutazione non potrà durare ancora a lungo.

    Insomma, i prossimi mesi ci diranno quale sarà il destino di Uber. Una situazione che, forse, nessuno aveva pensato che si verificasse solo un anno fa.

    #Update

    Il board di Uber ha scelto il suo CEO, è Dara Khosrowshahi, ex numero uno di Expedia

    E voi che ne pensate?

  • Nuova Fiat Tipo, un’auto concreta per bisogni concreti. #UpgradeToTipo

    Nuova Fiat Tipo, un’auto concreta per bisogni concreti. #UpgradeToTipo

    Dopo la commercializzazione della 4 porte tre volumi “sedan”, Fiat ha presentato due nuove versioni della nuova Fiat Tipo, la 5 porte e la station wagon. Sono stato invitato a provarle il 6 maggio 2016 a Mirafiori. Vi racconto com’è andata.

    Non è stato un semplice test drive e chiamarla esperienza di guida sarebbe riduttivo. Sono da sempre appassionato di auto e nella mia vita, tra le tante che ho guidato, molte sono state e sono Fiat. Per me quindi #UpgradeToTipo ha un significato ben preciso, è l’evoluzione di un’esperienza, l’esperienza di vita quotidiana in cui l’auto ha un ruolo importante. Che si usi prevalentemente per esigenze famigliari o lavorative, le caratteristiche irrinunciabili di un’auto oggi sono la sicurezza, attiva e passiva, i costi contenuti, sia di acquisto sia di gestione, il comfort, di guida e di vita a bordo. Sono un “tipo” pratico e bado alla sostanza e la nuova Fiat Tipo sembra averne tanta.

    nuova fiat Tipo

    Ma partiamo dall’inizio, il 5 maggio, con il viaggio in treno da Roma, direzione Torino. Chi mi conosce sa bene della mia passione per le auto d’epoca, soprattutto per le piccole Fiat 500, e quindi capirà la mia emozione quando scopro che l’albergo in cui dormirò è in realtà l’antico “Lingotto”, la famosa fabbrica FIAT sul cui tetto fu realizzata, nel 1919, una pista di collaudo con curve paraboliche, raggiungibile da una rampa elicoidale interna all’edificio. Purtroppo non ho avuto il tempo di visitarla, spero di averne presto l’occasione. Sapere di dormire in un edificio in cui si è fatta la storia dell’auto mi dà l’entusiasmo di un bambino, che non riesco più a trattenere quando mi trovo davanti ad una Fiat 500A, conosciuta da tutti come “Topolino”. Un sogno!

    fiat tipo topolino

    Il 6 maggio la giornata inizia con la conferenza stampa di presentazione presso le “Officine 81”. Appena arrivato, insieme ad altri colleghi blogger italiani e stranieri, mi sorprende l’assenza delle auto. Atmosfera molto piacevole ma della nuova Fiat Tipo nessuna traccia.

    fiat tipo andrea

    Antonella Bruno di Fiat Italia ci accoglie ed inizia a “raccontarci” non tanto l’auto ma i principi che sono alla base dello sviluppo del progetto. L’obiettivo era realizzare un’auto sicura, comoda e capiente ma allo stesso tempo maneggevole, economica sia in fase di acquisto sia di gestione e racchiudere tutto questo in un corpo vettura dotato di uno stile moderno e originale. I video e le slide della presentazione parlano chiaro, la sostanza c’è, Fiat Tipo è un’auto concreta per bisogni concreti, al giusto prezzo. Ok, ma io la voglio provare e verificare tutto quel che posso nei tempi a disposizione. Ma l’auto dov’è?

    La conferenza stampa finisce con un colpo di scena! Cala il sipario e le Fiat Tipo sfilano davanti agli occhi di tutti ancora pieni di sorpresa.

    Con Silvio De Rossi, mio compagno di team, tra station wagon e 5 porte scegliamo quest’ultima versione. Da padre di famiglia mi piacerebbe provare la station wagon ma la famiglia oggi non è con me quindi si va con la 5 porte, intanto non serve un grande bagagliaio. In realtà scopro che non serve una station wagon per avere un grande bagagliaio, la 5 porte ne ha uno decisamente capiente, ben 440 litri… ma non è vuoto! Ci sono birilli gialli, un pallone e una bici pieghevole. Comincio a capire perché il team di cui faccio parte si chiama #TeamSlalom.

    teamslalom fiat Tipo

    Si parte per un primo test drive “libero”. Silvio ed io impostiamo sul navigatore dell’auto la destinazione: si va a Castello del Valentino. L’auto è effettivamente spaziosa e, a differenza di quanto il prezzo farebbe immaginare, la dotazione di serie è veramente completa. La “nostra” Fiat Tipo è dotata del sistema UconnectTM LIVE con un display da 7″ ad alta risoluzione e touch screen che offre una esperienza d’uso di un tablet.

    Tante le funzioni, dalla radio al navigatore e, quando si innesta la retromarcia, grazie alla videocamera montata nel portatarga posteriore, il “tablet” si trasforma in un comodissimo monitor… ci sarà molto utile nella nostra prova slalom, in retormarcia!

    La motorizzazione che abbiamo sotto il cofano è la 1.600 MultiJet da 120CV, un motore generoso che, a differenza del precedente 1.900 da 120CV (montato sull’auto che guido tutti i giorni), è pronto nella risposta fin dai bassi regimi.

    Ma la Tipo è anche bella, mi piace soprattutto il frontale. Prendetemi pure per matto ma per me le auto hanno un’espressione e la nuova tipo con il suo sorriso “cromato” e lo sguardo deciso ha un non so che di rassicurante. Sono tanti i particolari di stile che ho notato ma quello che forse mi ha colpito di più è stata la conformazione del tettuccio, più basso al centro per favorire l’aerodinamica e più alto ai lati per offrire il giusto spazio interno ai passeggeri.

    Rientriamo alle Officine 81 e, dopo pranzo, si parte per la prova slalom!

    All’interno di un’area protetta sistemiamo i birilli gialli. Dobbiamo riuscire a compiere la gimcana in retromarcia con il solo aiuto della videocamera posteriore. Ci sembrava una prova un po’ azzardata ma ci siamo dovuti ricredere; il display da 7 pollici disposto in alto sulla plancia rende comodissima la manovra, aiutata anche dal “suggerimento” della traiettoria da mantenere. È stato assolutamente divertente e ci ha fatto provare in prima persona la maneggevolezza della nuova Fiat Tipo.

    Quando ci si diverte però il tempo vola ed è già ora di rientrare. Vi ho raccontato la mia esperienza personale, ora se volete, tocca a voi!

  • Renault Talisman, la nuova berlina di precisione

    Renault Talisman, la nuova berlina di precisione

    Renault Talisman è la nuova berlina della casa francese che è stata protagonista di un test davvero particolare: #TheCONTROLTest. Grazie all’innovativo sistema 4CONTROL con quattro ruote sterzanti, l’auto supera il test tra bicchieri di cristallo. Il sistema può essere gestito anche da mobile.

    Renault Talisman è la nuova e affascinante berlina della casa francese lanciata al Salone di Francoforte 2015 e da poco disponibile nel nostro paese, e strizza l’occhio alla tecnologia. E’ l’erede della Laguna, ma le grandi dimensioni di quest’auto non sono un problema, grazie sopratutto al nuovo sistema 4CONTROL che presenta quattro ruote sterzanti, con le ruote posteriori che presentano un angolo di sterzata di 3,5°, che permettono di massimizzare la precisione ed il comfort di guida praticamente in ogni contesto. Con questo sistema la Renault Talisman garantisce una grande maneggevolezza anche a basse velocità, quindi nei centri urbani, ma allo stesso tempo permette grande stabilità nelle curve a lunga percorrenza.

    E oggi vi parliamo di questa grande auto, tecnologica e anche molto elegante, perchè è stata protagonista di un test davvero molto particolare, anzi un test che possiamo definire unico nel suo genere. Stiamo parlando del #TheCONTROLTest che ha visto la partecipazione di 100 invitati che, in uno scenario esclusivo all’interno di Cinecittà, hanno avuto la possibilità di provare in anteprima la nuova berlina Renault all’interno di un percorso del tutto originale: una vera e propria città di cristallo. Grazie al sistema 4CONTROL con quattro ruote sterzanti, Renault Talisman supera la prova con la massima precisione sfilando tra il cristallo di 156 calici, 12 vasi e 20 chandelier.

    Il test, e vi invitiamo a guardare il video qui sopra, ha evidenziato le caratteristiche dell’auto grazie proprio al sistema 4CONTROL, e quindi:

    • Maggiore maneggevolezza a basse velocità
    • Maggiore stabilità nelle curve a lunga percorrenza
    • Angolo di sterzata delle ruote posteriori di 3,5°
    • Integrazione attiva con tecnologia Multi-Sense®
    • Diametro di sterzata di 10,8 metri.

    Renault Talisman

    Il sistema è anche gestibile da mobile, infatti grazie all’app per iOS e Android sarà possibile visualizzare sullo schermo del proprio dispositivo il funzionamento del sistema 4CONTROL.

    Il nuovo sistema 4CONTROL è sinonimo di precisione ma è anche sinonimo di sicurezza proprio per il fatto che permette una maggiore reattività in caso di pericolo, permette agevolmente di correggere la traiettoria e permette maggiore stabilità dell’auto in caso di vento laterale.

    Renault Talisman è dunque un capolavoro di precisione, tanto nei percorsi urbani e quanto in quelli extra-urbani. Un nuovo livello di sicurezza grazie all’avviso di distanza di sicurezza e al sistema di rilevamento di punti ciechi.

    A questo proposito, sicuri di avervi incuriosito, vi invitiamo a provare con mano le straordinarie caratteristiche di Renault Talisman in occasione dei weekend a porte aperte presso i concessionari Renault che saranno il 30 e 31 gennaio e il 13 e 14 febbraio 2016.

  • #NuovoEspace, il mito si rinnova

    #NuovoEspace, il mito si rinnova

    Il #NuovoEspace torna totalmente rinnovato, in una versione moderna, elegante e all’avanguardia. La guida è comoda e sicura e tra i tanti dispositivi segnaliamo il Visio System, una videocamera che avvisa il conducente quando supera la linea della carreggiata.

    Il #NuovoEspace torna totalmente rinnovato, con una linea questa volta più moderna, elegante si può dire che è un’auto assolutamente all’avanguardia. A guardarla non si direbbe che questo modello ha 30 anni e che è giunto ormai alla sua quinta generazione. Eppure, nonostante le dimensioni (misura 4,85 metri), il Nuovo Espace è un’auto che cambia pelle, ma senza perdere uno dei suoi elementi più caratteristici e cioè il comfort. Una volta saliti sull’auto, che strizza molto all’occhio al crossover, si ha la sensazione di essere alla guida di un’auto dalle dimensioni generose ma da una guida davvero confortevole.

    La nostra prova, per l’evento “First Class Journey” – #firstclassRenault –  è stata fatta nel pieno centro di Milano e per le strade trafficate del pomeriggio milanese il Nuovo Espace dimostra di essere pienamente a suo agio. Basta poco per prendere dimestichezza alla guida che è morbida e confortevole e può essere resa anche meno faticosa con una serie di “massaggi” (pulsazioni sullo schienale del sedile). Molto utile nell’affrontare un lungo viaggio.

    Il Nuovo Espace si destreggia benissimo anche nel traffico milanese dunque, grazie anche alle quattro ruote sterzanti  – 4Control – che rendono ancora più fluida la guida anche in situazioni difficili.

    Il posto guida e comodo ed è accessoriato a dovere. Il tutto viene visualizzato su un ampio display, da 8 pollici, che ricorda molto un tablet messo in verticale, sul quale vengono visualizzate tutte le informazioni e tutte le modalità che offre l’auto. Si possono cambiare persino i colori dello sfondo del cruscotto e delle luci dell’abitacolo. E allo stesso modo di possono cambiare gli stili di guida che vanno dal uno stile più attento ai consumi ad uno più aggressivo come quello sportivo. Ampia quindi la visualizzazione del navigatore 3D Carminat TOMTOM Live che offre informazioni sul traffico in tempo reale.

    Tra i tanti dispositivi di sicurezza vi segnaliamo il Visio System, ossia una videocamera ad alta risoluzione che rileva la segnaletica orizzontale e avvisa il conducente con un segnale visivo e acustico quando si attraversa la linea tratteggiata o continua della carreggiata senza aver azionato la freccia. Di notte, questa videocamera pilota il controllo delle luci ed effettua automaticamente la regolazione tra luci abbaglianti e luci anabbaglianti. In questo modo, quando viene rilevato un altro veicolo o quando si arriva in prossimità di un centro abitato,gli abbaglianti passano automaticamente alla posizione di anabbaglianti. Molto utile, specie in cado di distrazione.

    Insomma, il #NuovoEspace è sicuramente l’auto che porterà avanti la tradizione guardando al futuro e senza poi dimenticare lo spazio. L’auto può arrivare 7 posti tutti accessoriati allo stesso modo.

    Buzzoole

  • BMW i3, l’utilitaria del futuro adatta alla città

    BMW i3, l’utilitaria del futuro adatta alla città

    Sono sempre di più le auto elettriche in Italia, un settore in cui BMW, storico marchio bavarese, crede in modo particolare. Abbiamo provato la BMW i3, una delle auto elettriche più vendute in Italia, che dimostra di essere briosa, perfetta per la città e per la famiglia.

    Le auto elettriche in Italia sono sempre più una realtà in crescita, lo dimostra il dato che ad oggi sono oltre 5 mila le auto elettriche in circolazione nel nostro paese e il settore è in crescita. E proprio il 2015 potrebbe essere l’anno della svolta. Siccome crediamo che queste siano le auto del futuro, abbiamo provato per una giornata intera la BMW i3, l’auto elettrica del marchio bavarese più venduta in Italia. Pensate che la stessa BMW prevede che entro il 2030, quindi entro una quindicina d’anni, oltre il 60% del parco auto sarà elettrico, segno che anche BMW ha compreso che bisogna continuare ad investire in questa direzione. E la BMW i3 ne è una dimostrazione.

    Quella che abbiamo avuto il piacere di provare era la versione completamente elettrica, l’altro modello della i3 è quello ibrido con Range Extender, cioè in aggiunta al motore elettrico vi è un piccolo serbatoio da 9 litri di benzina.

    La BMW i3 Elettrica è una piccola monovolume, lunga 4 metri, costruita con materiali leggeri, plastica per i pannelli della carrozzeria, fibra di carbonio per l’abitacolo, che risulta subito essere molto maneggevole e briosa con i suoi 170 cavalli. Gli interni sono molto essenziali con un cruscotto tutto digitalizzato su cui campeggia il grande display da 6,5 pollici dove si possono visualizzare tutte le informazioni, compreso un comodo navigatore satellitare. Si guida facilmente la BMW i3 con un cambio automatico comodo, e già dopo i primi chilometri ci si innamora subito di questa utilitaria elettrica. A proposito di chilometri, con la BMW i3 i chilometri che si possono fare con le batterie cariche sono più o meno 140 (diventano più del doppio con la versione RE), anche se dovendo circolare molto in città questo non è affatto un problema.

    I posti all’interno dell’abitacolo sono 4 e l’accesso ai posti posteriore avviene apprendo le due piccole portiere nel senso opposto a quelle anteriore, cioè in contromarcia.

    E infatti, con la nostra BMW i3 abbiamo girato in lungo e largo la città di Bologna arrivando a fine giornata con un’autonomia di 50 Km da fare ancora.

    Con la i3 si ha la possibilità di vivere la città a 360°, grazie al fatto che con quest’auto si può accedere tranquillamente a tutte le ZTL della città, potendosi addentrare in tanti punti del centro storico, un’esperienza straordinaria. Ovviamente non è mancata nel nostro tour l’attenzione dei cittadini, dei passanti e dei tanti appassionati di BMW che si sono avvicinati per ammirare e apprezzare l’auto da vicino.

    Il nostro tour aveva l’obiettivo di dimostrare che con questa auto è possibile andare ovunque in città, senza inquinare, quindi senza emettere emissioni dannose di alcun tipo, e questo è davvero il grande punto di forza di quest’auto, come del resto di tutte le auto elettriche.

    Con la BMW i3 siamo stati in tanti punti importanti della città, nonostante il grande disagio dei lavori in centro. Abbiamo quindi potuto ammirare davvero da vicino Piazza Santo Stefano, uno dei punti più belli e suggestivi della città, siamo stati in Piazza San Domenico, la grande piazza di fronte alla Basilica che è poco distante da Piazza Dei Tribunali. Siamo arrivati anche a San Giovanni in Monte, abbiamo percorso via Farini, la strada dello shopping e della moda bolognese. Tappa obbligata poi nel verde dei Giardini Margherita. Nonostante i disagi dei lavori siamo potuti arrivare sotto le Due Torri, tappa immancabile, e per mettere alla prova anche l’autonomia della BMW i3 siamo saliti fino al santuario di San Luca, uno dei luoghi più cari e amati dai bolognesi. E sulla strada tutta in salita, caratterizzata dai 666 archi del portico (il più lungo del mondo) che conduce al santuario, l’auto si è dimostrata perfettamente a suo agio.

    Alla fine della nostra prova non possiamo non apprezzare le grandi qualità di questa auto elettrica che, nonostante la ridotta autonomia, dimostra di essere davvero l’auto del futuro, che non è poi così lontano.

    Un ringraziamento speciale va a BMW Italia che ha reso possibile questa giornata.