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  • Safer Internet Day, anche Twitter conferma il suo impegno

    Safer Internet Day, anche Twitter conferma il suo impegno

    Anche Twitter conferma il suo impegno nella giornata del Safer Internet Day per rendere Internet un luogo sempre più sicuro. E a #SaferInternetDay è dedicata una emoji speciale.

    L’11 febbraio, ormai da 16 anni a questa parte, è il Safer Internet Day, #SaferInternetDay2020, la giornata dedicata a rendere Internet un luogo sempre più sicuro. Anche se, così come la riflessione, dovrebbe essere quotidiano.

    Twitter nel 2004 non era ancora nato, arrivó due anni dopo nel 2006 e ancora oggi si impegna a migliorare Internet, un impegno che la società di Jack Dorsey porta avanti con altri partner. Intanto, per l’occasione, viene lanciata un’emoji speciale legata agli hashtag #SaferInternetDay e #SID2020, disponibile in 18 lingue.

    Safer Internet Day Twitter

    Anche nel 2020 Twitter continuerà a supportare i safety partner e a lavorare per far sì che la conversazione pubblica su Twitter sia sempre più aperta, sana e sicura.

    Nel corso degli ultimi 12 mesi, Twitter ha adottato iniziative importanti per contrastare a livello globale i contenuti offensivi. Riconosciamo che c’è ancora molto da fare, ma ad oggi abbiamo fatto grandi passi in avanti. Ad esempio:

    • Più di 1 tweet su 2, in quanto offensivo, viene analizzato proattivamente usando la tecnologia invece che affidarsi alle segnalazioni (nel 2018 si trattava di 1 tweet ogni 5);
    • Twitter ha incrementato del 105% l’adozione di misure contro profili (bloccati o sospesi per violazione delle regole di Twitter);
    • A novembre 2019 è stata lanciata a livello globale la possibilità di nascondere le risposte ai propri tweet e oggi chiunque lo può fare;
    • A dicembre 2019 il Trust and Safety Council è stato ampliato e rafforzatoriunendo esperti e organizzazioni di tutto il mondo per supportarci nello sviluppo di nuovi prodotti, programmi e delle regole di Twitter; 
    • Giovedì scorso, è stato lanciato una nuova misura per individuare media manipolati e/o alterati. Dal 5 marzo Twitter inizierà a etichettare i tweet se riterrà che i loro contenuti siano stati significativamente alterati o manipolati. L’etichetta sarà collegata ad un Momento di Twitter per fornire maggiori informazioni di contesto provenienti da una fonte ritenuta affidabile.

    A partire da oggi, e per tutto il mese di febbraio, Twitter lavorerà con la sua rete globale di safety partner per amplificare la loro assistenza, fornire sovvenzioni Ads for Good per supportare le loro campagne, e collaborare in tutti i progetti finalizzati alla creazione di un Internet migliore. Per celebrare la ricorrenza, Twitter erogherà corsi di formazione, presenterà il proprio lavoro in 4 continenti e parteciperà ad eventi in tutto il mondo.

    In Europa, Twitter terrà un corso alla Helsinki Central Library Oodi; parteciperà all’incontro Better Internet for Kids organizzato dalla Commissione Europea a Bruxelles e, presso la sua sede internazionale di Dublino, organizzerà un evento in collaborazione con Webwise per promuovere uno spazio digitale più sicuro per tutti i cittadini, specialmente i più giovani.

    Nel Regno Unito, Twitter ha collaborato con 4 leader online per creare dei brevi video che illustrano l’insieme degli strumenti per la sicurezza disponibili sulla piattaforma.

    L’obiettivo di Twitter con quest’ultima iniziativa è di raggiungere un pubblico ampio con contenuti coinvolgenti relativi alle singole esperienze di queste persone con il servizio e con gli strumenti per la sicurezza.

  • Twitter, nei DM sono disponibili i tasti Reactions

    Twitter, nei DM sono disponibili i tasti Reactions

    La funzionalità era in fase di test dallo scorso anno, ma ora Twitter la ufficializza per tutti, sia su iOS, Android e versione web. Stiamo parlando dei tasti Reactions disponibili solo per i DM. Noterete che è inserito, tra gli altri, anche il pollice in giù.

    Come detto ormai da tempo, Twitter ha intrapreso lo scorso anno un serio percorso per innovare la piattaforma, a tutti i livelli. Qui sul nostro blog stiamo cercando di raccontarvi più nel dettaglio gli ambiti su cui Twitter si sta concentrando, il focus principale resta quello di migliorare la conversazione, ma la piattaforma di Jack Dorsey ha ufficializzato un’altra funzionalità che molti potrebbero apprezzare. Stiamo parlando dei tasti Reactions (sì, quelli che Facebook ha inserito sulla propria piattaforma nel 2016) che sono disponibili da subito per i DM, i messaggi privati. E questo vale sia per l’app mobile, iOS e Android, sia per la versione web.

    twitter tasti reactions dm

    Come usare subito i tasti Reactiond dei DM di Twitter

    Se provate ad entrare nella sezione della messaggistica di Twitter, noterete che adesso di fianco al messaggio, sulla destra, compare un simbolo cuore con all’interno un simbolo “+” più piccolo (lo vedete nell’immagine in alto).

    tasti reactions dm twitter

    Cliccandoci sopra vi si apre un pop-up con i tasti Reaction che ormai abbiamo imparato a conoscere bene in questi anni. Notate subito che, a differenza di quelli che si vedono su Facebook, in questo caso compare il tasto “ok”, pollice in alto, e anche il pollice in basso, per indicare un “dislike”. Sarebbe comunque il settimo, visto che su Facebook sono sei.

    Aggiungere una reazione ad un messaggio privato adesso è facilissimo. Basta scegliere che tipo di reazione mandare all’autore del messaggio e lo stesso riceverà una notifica che lo informa della reaction. La stessa reaction può comunque essere annullata in qualsiasi momento. E’ poi sufficiente cliccare sulla reazione per vedere chi l’ha espressa.

    In caso di conversazione privata con altri utenti, ognuno dei partecipanti alla conversazione riceverà una notifica ogni qual volta verrà aggiunta una reaction.

    Qualcuno ricorderà che, ad ottobre 2019, la prima ad accorgersi del test che Twitter stava effettuando sui reaction nei DM era stata Jane Manchun Wong, solita a scovare test di questo tipo. Se guardate l’immagine da lei postata allora, nella versione finale è sparita l’emoji “arrabbiata”, sostituita dalla emoji con il pollice in giù.

    Visti gli sforzi che Twitter sta facendo per migliorare, aggiornare e innovare la piattaforma, è normale che questo processo riguardi anche il servizio di messaggistica. Primo per restare al passo con le altre piattaforme, può sembrare scontato ma non lo è. E poi per potenziare l’esperienza utente all’interno di un servizio che per Twitter è molto importante, sia per quanto riguarda la conversazione diretta tra utenti, sia per quanto riguarda la relazione tra utente e azienda che proprio attraverso i DM può mettere in atto azioni di customer care.

    Allora, voi che ne pensate? Li avete già usati?

  • Twitter, il modifica tweet (forse) non arriverà mai

    Twitter, il modifica tweet (forse) non arriverà mai

    Potrebbe essere la risposta definitiva quella che Jack Dorsey ha dato, a proposito del tasto modifica tweet che gli utenti di Twitter attendono ormai da sempre. Alla domanda, durante un Q&A con Wired se arriverà il modifica tweet per il 2020, Dorsey ha detto: “La risposta è no”.

    Era esattamente un anno fa quando Jack Dorsey, co-fondatore e CEO di Twitter, durante un intervista, disse che l’idea del modifica tweet, un tasto che permetta agli utenti di correggere i 280 caratteri, potesse essere presa in considerazione. Addirittura, disse che l’idea di rendere la modifica nel tempo di 30 secondi dalla pubblicazione del tweet era quella più probabile. Il 2019 è trascorso nella speranza che questo benedetto modifica tweet arrivasse, prima o poi. Ma, a distanza di 12 messi, ecco la svolta. Il tasto modifica tweet potrebbe non arrivare mai, almeno questo è il pensiero di Jack Dorsey.

    Durante un Q&A con Wired ovviamente non è mancata la classica domanda sul modifica tweet. “E’ possibile aspettarsi nel 2020 il tasto modifica tweet”, è stata la domanda. Jack Dorsey con un leggero sorriso ha detto: “La risposta è no”.

    jack dorsey twitter modifica tweet 2020

    Per molti utenti Twitter, che da sempre attendono il tasto di modifica sarà una doccia fredda, la risposta di Dorsey può anche interpretarsi come un modo per poi giocarsi un cambio di programma in seguito, magari entro qualche mese. Almeno questa potrebbe essere una speranza.

    Qualche segnale la scorsa estate c’era stato, quando Kayvon Beykpour, responsabile di prodotto e co-founder di Periscope, aveva detto chiaramente che il modifica tweet non era tra le priorità dell’azienda di San Francisco, pur riconoscendo che prima o poi un tasto che dia la possibilità di modificare il contenuto debba essere inserito prima o poi.

    La risposta di Jack Dorsey pare allontanare ancora di più questa possibilità.

    Tutti sanno che Twitter nasce con i 140 caratteri perché ispirato agli SMS e, come tali, i messaggini non sono modificabili. Ecco, Dorsey spiega che questa è una caratteristica che Twitter manterrà ancora per un po’, nonostante i caratteri siano poi arrivati ad essere il doppio, ossia 280 caratteri. Quindi già di fatto Twitter ha perso la sua caratteristica originale, ragion per cui non si capisce perché non prendere in considerazione anche quella del modifica tweet.

    Queste sono le nostre considerazioni, probabilmente non lo faremo mai“. Queste le parole di Dorsey che sembrano, almeno così pare, mantenere comunque uno spazio aperto per considerare in futuro una possibilità per ripensarci.

    Eppure Twitter negli ultimi mesi ha intrapreso una decisa strada verso l’innovazione della piattaforma, puntando di molto a migliorare le conversazioni. L’ultima quella di trasformarsi definitivamente in una piattaforma chiusa. Di fatto, Twitter è cambiata, non è più quella piattaforma che si ispirava agli SMS, è molto di più.

    Motivo per cui, il modifica tweet sarebbe anche necessario, magari anche tenendo buona l’idea di renderlo disponibile entro pochi secondi, ma è una funzionalità che darebbe un qualcosa in più alla piattaforma. Completerebbe questo processo di innovazione intrapreso.

    Nonostante questa, apparente, chiusura, restiamo ancora fiduciosi.

  • Twitter da piattaforma aperta si trasforma in piattaforma chiusa

    Twitter da piattaforma aperta si trasforma in piattaforma chiusa

    Al CES di Las Vegas Twitter annuncia che entro il primo trimestre dell’anno verrà introdotta una nuova funzionalità che permetterà agli utenti di limitare le risposte ai tweet. Al fine di rendere la piattaforma un luogo più sicuro, Twitter perde la sua caratteristica di “piattaforma aperta”.

    Twitter all’inizio del 2019 aveva iniziato un processo di innovazione della piattaforma che ha generato, nel corso dell’anno, alcune novità interessanti e l’avvio di un processo di testing su una version beta, un test per circa un migliaio di utenti. Obiettivo era quello di innovare la piattaforma, a gran richiesta degli utenti, e di provare a rendere Twitter un luogo più sicuro, al riparo da contenuti violenti che hanno generato spesso conversazioni cariche d’odio e di intolleranza. E ora, il frutto di quel lavoro comincia a palesarsi, proprio in questo 2020.

    L’annuncio fatto a Las Vegas da Suzanne Xie, responsabile del product placement di Twitter è importante per due motivi. Il primo è che dimostra che Twitter è una piattaforma viva e che il 2020 sarà l’anno in cui arriverà quella svolta tanto richiesta dagli utenti. Il secondo motivo è che Twitter, proprio per rendere la piattaforma più sicura per tutti gli utenti, perderà la sua caratteristica di “piattaforma aperta”, diventando come le altre, ossia piattaforme chiuse.

    Andiamo con ordine e vediamo subito l’oggetto dell’annuncio.

    Gli utenti decideranno chi potrà rispondere ai tweet

    Suzanne Xie ha annunciato al CES di Las Vegas che Twitter entro il Q1 2020, quindi entro il primo trimestre del nuovo anno (che si chiude a fine marzo), renderà disponibile a tutti gli utenti la possibilità di limitare le risposte ai propri tweet. Detta così sembra che ogni utente agisca per limitare le conversazioni invece di alimentarle. Invece, è più corretto dire che gli utenti avranno la possibilità di decidere a quale pubblico fare riferimento, mettendo al riparo il contenuto. In pratica, entra in vigore anche su Twitter la possibilità di “rendere il contenuto più privato“.

    twitter piattaforma chiusa

    La funzionalità sarà resa evidente quando gli utenti avranno la possibilità di scegliere se rendere il contenuto disponibile per queste categorie:

    Global: il tweet viene reso visibile a tutti e tutti potranno eventualmente rispondere;

    Gruppo: in questo caso potranno rispondere al tweet solo gli account citati e gli account che l’utente stesso segue;

    Panel: scegliendo questa opzione potranno rispondere al tweet solo gli account citati all’interno del contenuto;

    Statement: infine, con questa opzione nessuno potrà rispondere al tweet, sarà una di quelle opzione che useranno i politici, ad esempio, quando useranno Twitter per fare qualche annuncio.

    Fino ad oggi gli utenti non avevano un grane controllo da questo punto di vista, a meno di “Silenziare” o bloccare gli account che infastidiscano la conversazione. Di recente Twitter ha anche aggiunto la possibilità di nascondere la risposta ad un tweet.

    Ma, in questo caso, il passo in avanti è notevole. Twitter si allinea alla modalità già presente su altre piattaforme (pensiamo a Facebook, ad esempio) permettendo agli utenti di decidere chi può rispondere ad un tweet. Di fatto, l’utente decide di rendere quel contenuto più privato, preservando la qualità della conversazione e mettendola al riparo da chiunque voglia perseguire intenti diversi.

    Si tratta quindi di una risposta di Twitter a tutti gli utenti, la gran parte, che chiedevano la possibilità di gestire meglio la conversazione, il vero problema che ha tenuto lontani dalla piattaforma centinaia di milioni di utenti. Sì, proprio così. Ogni mese su Twitter, dati di un pio di anni fa, arrivavano su Twitter un miliardo di utenti, ma solo un terzo erano quelli che poi risultavano iscritti alla piattaforma. Un motivo, e più di uno, per cui gli altri 700 milioni andavano via subito c’era eccome.

    Se da una parte questa novità renderà felici buona parte degli utenti, c’è da sottolineare un aspetto importante, quello che all’inizio avevamo individuato come il secondo motivo per cui l’annuncio di Suzanne Xie era importante. E cioè che Twitter in questo modo perde la sua caratteristica di piattaforma tradizionalmente aperta per diventare una piattaforma chiusa, come tutte le altre.

    twitter risposta tweet

    Twitter si trasforma da “piattaforma aperta” a “piattaforma chiusa”

    Significa che permettendo a delle categorie di utenti di partecipare alla conversazione, di fatto si sta limitando anche la stessa visibilità di quel contenuto. Questo avrà quindi un impatto su quella che sarà la reach totale del contenuto, sulle impressions. Se così fosse, stiamo parlando di una nostra considerazione, Twitter dovrà intervenire dal punto di vista dell’advertising, come conseguenza, per garantire agli investitori la visibilità massima del contenuto. Dovrà trovare quindi delle modalità per strutturare meglio la possibilità di fare promozione sulla piattaforma.

    E poi ci sarebbe l’impatto sull’analisi dei contenuti, ossia nella misurazione analitica della visibilità di quel tweet. Forse un esempio ci potrà aiutare. Se un utente decide di posizionare il contenuto sotto la categoria “Panel”, sarà possibile riuscire ad avere i dati sulla visibilità e sulle interazioni così come è possibile fare oggi? Al momento la risposta potrebbe essere di no, proprio perché a quel contenuto può rispondere solo una piccola parte di pubblico e non tutti. Di fatto è un contenuto “chiuso” e non “aperto”, come avviene oggi. Ovviamente su questo aspetto attendiamo altri dettagli da parte di Twitter nei prossimi mesi.

    E voi che ne pensate?

  • Cos’è Bluesky e cosa vuole fare Twitter per il futuro dei social media

    Cos’è Bluesky e cosa vuole fare Twitter per il futuro dei social media

    Jack Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter, ha annunciato nei giorni scorsi l’avvio, e il finanziamento, di un progetto chiamato Bluesky che avrà il compito di realizzare un piattaforma “libera e decentralizzata”. L’idea è quindi quella di trasformare Twitter in un protocollo, simile a Mastodon che esiste già dal 2016.

    Sarà stato il viaggio in Africa a stimolarlo oppure l’idea di fare qualcosa che abbracciasse la blockchain. Sta di fatto che Jack Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter, ha espresso, qualche giorno fa, in una serie di tweet, quella che è la sua idea sul futuro della piattaforma. E cioè, trasformarla in un protocollo. Nel suo annuncio, e ragionamento, Dorsey fa riferimento al progetto Bluesky, un progetto che si basa sull’idea di una piattaforma “libera e decentralizzata”, che Twitter sta finanziando direttamente e che dovrebbe essere, al momento, composto da cinque persone. Ovviamente diventeranno di più se le cose proseguiranno.

    Ma perché Twitter dovrebbe mettere su un progetto come Bluesky? Qual è il fine?

    twitter bluesky social media protocollo

    Innanzi tutto, come già detto in altre occasioni, ci troviamo di fronte al periodo in cui, forse, bisognerebbe ripensare i social media per come li conosciamo e usiamo oggi. Il pensiero di Dorsey, per altro molto condivisibile, è quello di creare una piattaforma libera e decentralizzata, quindi indipendente, per permettere a chiunque di usare i social media come protocollo, come strumenti che ognuno di noi può usare liberamente. Per rendere l’idea in maniera più esplicita, Twitter diventerebbe una sorta di protocollo simile all’e-mail. Per inviare un tweet non ci sarà più bisogno di avere l’app, ma basterà un client con cui creerò il mio account (@handle) e poi gestirò i messaggi, quelli ricevuti e inviati, come avviene con la posta elettronica.

    Ma il pensiero di Dorsey forse guarda più in direzione della blockchain, suo pallino ormai da un po’ di tempo, si è parlato molto di una eventuale moneta elettronica legata a Twitter e anche legata a Square, l’altra sua società di pagamenti elettronici.

    Al momento si tratta solo di una idea, il progetto è stato appena lanciato e si prevede che possa servire anche degli anni per arrivare ad una forma di piattaforma che diventa, quindi un protocollo.

    Nella lunga serie di tweet, Dorsey spiega che questa strada potrebbe essere quella che permetterebbe una gestione più diretta, senza ritrovarsi, come accade adesso, invasi da fake news, contenuti di odio e di violenza, bot di ogni tipo. Ed è proprio questo il punto per cui, forse, è arrivato il momento di ripensare i social media per come li abbiamo conosciuti finora.

    Se questa idea dovesse prendere piede, anche Facebook potrebbe diventare un protocollo, anzi di più. Si potrebbe avere un client che mi permetterebbe di scegliere se inviare un tweet o un post su Facebook, o altro ancora. Una comunicazione quindi del tutto scollegata dalla piattaforma.

    Ecco a questo mira Jack Dorsey.

    Ma, attenzione, perché siamo sicuri che anche a voi che siete arrivati fin qui, non sarà sfuggita, come hanno già fatto notare in tanti, che questa idea in realtà già esiste e si chiama Mastodon. Del resto, quando Twitter era in piena crisi, si parlò già qualche anno fa di trasformarla in qualcosa che somigliasse a quel modo di fare social media. E infatti Mastodon, il cui fondatore è Eugen Rochko, non ha perso l’occasione di rispondere direttamente a Dorsey, sottolineando come l’intento di Twitter sia quello di “costruire un protocollo che riesca a controllare, come fa Google con Android“. In pratica Twitter creerebbe un suo protocollo per raccogliere dati sugli utenti, questa è la risposta di Mastodon.

    Certo, Dorsey conosce bene Mastodon, solo che, al di là di quelle che possono essere le critiche, e anche in assenza di altri dettagli, ha posto al centro un problema e indicato una sorta di via d’uscita. Perché, al di là di quelli che possono essere gli sforzi, apprezzabili, per contrastare fake news, bot, contenuti d’odio e via discorrendo, il problema difficilmente verrà risolto alla radice. E Jack Dorsey lo ha ammesso pubblicamente.

    Per il momento, ci fermiamo qui, in attesa di capire quali saranno i prossimi passaggi e i dettagli di tutta questa operazione che ci vede tutti molto interessati e tutti coinvolti. E ci sembrava utile mettere in evidenza qualche punto, senza entrare per forza in tecnicismi poco comprensibili al momento, per cercare di capire di cosa si sta parlando. Sperando di aver fatto cosa utile per tutti voi.

    E, se volete, fateci sapere cosa ne pensate.

  • Twitter 2019: un anno tra sport, politica e notizie

    Twitter 2019: un anno tra sport, politica e notizie

    Si avvicina sempre più la fine dell’anno e comincia il periodo dei resoconti. E vediamo quello che è successo su Twitter in questo 2019 coi tweet, hashtag e argomenti più condivisi durante l’anno.

    La fine del 2019 si avvicina e per Twitter è il momento di fare un bel resoconto di tutto quello che è accaduto sulla piattaforma. Prima di passare a vedere i tweet, gli hashtag e gli argomenti più condivisi sulla piattaforma, è il caso di dire che per Twitter questo che sta per concludersi può dirsi un buon anno. Il 2019 per Twitter è stato l’anno della presa di coscienza che la piattaforma aveva bisogno di un rilancio e così è stato. La società guidata da Jack Dorsey ha iniziato a lavorare su come migliorare la piattaforma, soprattutto dal lato delle conversazioni e della sicurezza, rilasciando, nel corso dei mesi, diverse funzionalità che andavano proprio in questa direzione. Non ci resta quindi che vedere il lavoro di test fatta sull’app beta, con nuove migliorie, che dovrebbe fare il suo debutto proprio nei primi mesi del 2020.

    Allora, in attesa di quel che sarà, vediamo quel che è stato di Twitter nel 2019, nel mondo e in Italia.

    In assoluto, questo è stato il tweet più condiviso dell’anno, lo ricordate?

    A seguire questo dei BTS:

    Un anno su Twitter in Italia 2019

    In Italia il tweet più condiviso è stato quello de Le Iene dello scorso agosto per la scomparsa di Nadia Toffa, condiviso oltre 60 mila volte.

    Segue lo stesso tweet dei BTS che vediamo in alto e poi questo di Harry Styles:

    Il tweet del ministro Bellanova è quello che, dopo il tweet de Le Iene, colleziona il maggior numero di Like, con #vestocomevoglio:

    Segue in quarta posizione la campionessa ​Federica Pellegrini​, che con questo tweet ringrazia i messaggi degli utenti in occasione della sua vittoria della medaglia d’oro nei 200 stile libero nei Mondiali di Nuoto a Gwangju in Corea del Sud.

    Invece, questo di Laura Pausini, è il tweet più ritwittato con la funzione “retwitta con commento”. La cantante ha risposto infatti ad un utente che la critica per non essere meritevole di essere conosciuta all’estero, facendo il pieno di retweet.

    Questi gli hashtag più usati in Italia nel 2019:

    twitter hashtag italia 2019

    Tre le categorie più contrassegnate da hashtag su Twitter: ​politica, intrattenimento e sport. Per la politica è ​Salvini il personaggio in cima alla classifica, seguito dal movimento nato su Twitter ​#Facciamorete.

    #Amici18 ​è invece il primo hashtag nella classifica intrattenimento, seguito dalla band KPOP ​BTS​, ​Sanremo2019​, ​Skamitalia​ e ​Jimin​ (membro della band BTS).

    Infine, per la classifica sport, la Juventus è in primo posto in classifica, seguito da Milan e Inter. La ​Formula 1 ​si inserisce in classifica in quarta posizione e chiude il ranking il motto della Juventus ​#finoallafine​.

    E poi, questi sono i profili più menzionati su Twitter
    Salvini anche in questo caso è in prima posizione, seguito di nuovo dalla band ​BTS​. Seguono in classifica altri personaggi politici: ​Matteo Renzi, Giorgia Meloni e Carlo Calenda:

    1. @Matteosalvinimi
    2. @BTS_twt
    3. @MatteoRenzi
    4. @giorgiameloni
    5. @carlocalenda

    Un anno su Twitter nel mondo nel 2019

    A livello globale, un anno su Twitter nel mondo è stato caratterizzato dalle serie TV, su tutte la più discussa è stata proprio Game Of Thrones che nel 2019 ha totalizzato oltre 100 milioni di tweet. A seguire un’altra serie TV che conta milioni di appassionati in tutto il mondo come Stranger Things. Sul podio anche The Simpsons, mentre resta fuori dalla vetta La Casa de Papel, di cui certamente si parlerà anche nel 2020 in vista della nuova serie di episodi.

    Tra i film più discussi a 280 caratteri nel 2019, in prima posizione troviamo The Avenger: the endgame, poi Toy Story 4 e Joker, il film con Joaquin Phoenix che ha riscosso ovunque molto successo.

    Tra gli attori più discussi al primo posto, a livello globale, troviamo Tom Holland, stella nascente del cinema noto per aver preso parte in “The Avenger: the endgame”; in seconda posizione troviamo “Capitan America” Chris Evans e poi, in terza, Zendaya, conosciuta dal popolo amante delle serie Disney che ha intrapreso anche una carriera da cantante solista.

    twitter anno 2019 attori

    Ma Twitter è anche una piattaforma dove si discute, e molto anche, di musica. E non sorprende che tra i cantanti più discussi sulla piattaforma, a livello globale, ci siano proprio i BTS, molto conosciuti anche in Italia, con un account da oltre 23 milioni di followers. A seguire Ariana Grande e Drake.

    twitter anno 2019 cantanti

    Twitter nel 2019 si caratterizza anche per essere una piattaforma perfetta per condividere notizie e informazioni che riguardano tutti gli sport. E non è un caso che sia il Barcellona, seguito dal Real Madrid, la squadra più discussa a 280 caratteri, così come non è un caso che sia Neymar lo sportivo più discusso. Megan Rapinoe, capitano della nazionale statunitense di calcio che ha trionfato in Francia ai Mondiali di Calcio femminili, è l’atleta femminile più discussa durante l’anno.

    twitter anno 2019 atlete

    twitter anno 2019 atleti

    twitter anno 2019 squadre

    Diamo poi un’occhiata agli hashtag, legati al mondo dello sport, che a livello globale hanno caratterizzato il 2019.:

    • #UCL (Uefa Champion’s League)
    • #RWC2019 (Rugby World Cup 2019)
    • #CWC19 (Cricket World Cup 2019)

    Tra gli hashtag, legati al mondo delle notizie, più usati a livello globale su Twitter troviamo #NotreDame, a ricordarci il tragico incendio che ha colpito la basilica nel cuore di Parigi lo scorso 15 aprile. A seguire #令和, l’inizio dell’era Reiwa (periodo di bella armonia) che ha segnato, lo scorso 1° maggio l’inizio del trono del Crisantemo del principe della corona Naruhito, figlio dell’imperatore Akihito, come 126º Imperatore del Giappone, a conferma che in Giappone Twitter è molto usato. E poi #Venezuela, legato ai fatti politici del paese sud americano che vede ancora contrapposti Maduro e Guaidò.

    twitter anno 2019 notizie

    E passando alla politica, senza alcun dubbio Donald Trump è il politico più discusso su Twitter, del resto lui della piattaforma a 280 caratteri ne fa un grande uso. A seuire, Barack Obama, ex presidente Usa, ancora molto amato. Segue poi il primo ministro indiano, Narendra Modi. Alexandra Ocasio-Cortez, che a 29 anni è diventata la donna più giovane eletta alla carica parlamentare nella storia statunitense, si piazza in quarta posizione.

    twitter anno 2019 politici

    Infine, c’è spazio per gli emoji anche su Twitter, e la faccia che ride fino alle lacrime è la più usata nel 2019.

    twitter anno 2019 emoji

     

  • Twitter permette di programmare i tweet all’interno della piattaforma

    Twitter permette di programmare i tweet all’interno della piattaforma

    La possibilità di programmare i tweet fino ad oggi era possibile solo su app di terze parti o su TweetDeck. Ma ora è possibile farlo anche all’interno di Twitter, solo da desktop. Si tratta però solo di un test e quindi è una funzionalità per ora solo per un ristretto numero di utenti. E’ probabile che Twitter la renderà disponibile per tutti nei prossimi mesi.

    Avevamo detto ad inizio anno che Twitter avrebbe caratterizzato questo 2019 come l’anno in cui avrebbe concentrato tutta una serie di funzionalità tese a rendere la piattaforma più accattivante e più facile da usare. Forse questa nuova funzionalità di cui stiamo per presentarvi non rientra nelle vostre esigenze, ma è senz’altro una di quelle funzionalità che, per chi usa spesso Twitter, diventa spesso utile.

    Stiamo parlando della possibilità di programmare i tweet proprio all’interno della piattaforma, solo da desktop per ora, e non più grazie ad applicazioni di terze parti o TweetDeck. Si tratta di una svolta per Twitter e, in parte, già annunciata nei mesi scorsi. Da oggi è quindi possibile programmare la pubblicazione di un tweet in una data diversa da quella odierna. Va specificato subito che si tratta di un test e che la funzionalità, proprio per questo motivo, è disponibile solo per un ristretto gruppo di utenti. Anche se Twitter, da fonti non confermate, ha già in programma di estenderla a tutti entro i primi mesi del prossimo anno. Si tratta quindi solo di attendere un po’.

    programmare tweet desktop

    Intanto vediamo come funziona.

    Ecco come programmare i tweet su Twitter

    Programmare i tweet all’interno della piattaforma è molto semplice. Una volta cliccato su Twitta, noterete (ed è questo il modo per scoprire se anche sul vostro account la funzionalità è attiva) tre pallini in basso a destra. Una volta composto il vostro tweet, cliccate sopra i tre pallini e vi apparirà la funzionalità per Programmare i tweet. Vi appare una scheda molto simile a quella che si vede già su app di terze parti, con la possibilità di programmare il giorno/mese/anno in cui pubblicare il tweet, e quindi anche l’ora e i minuti. In basso, cliccando su “Tweet progammati” è possibile verificare i tweet che avete programmato.

    come programmare tweet desktop

    Twitter attraverso questa funzionalità aggiunge, ancora una volta, una funzionalità preziosa per molti (forse non per tutti) che la rendono ancora più completa. Al di là di quelle che possono essere gli utilizzi professionali, facilmente intuibili (l’annuncio di un prodotto o servizio, ad esempio), la funzionalità si presta comunque a a tutti gli utenti che vorrebbero programmare dei tweet per i motivi più disparati.

    LEGGI ANCHE:

    Twitter, la funzionalità ‘Nascondi risposta’ è ora disponibile per tutti

    Come già ricordato, si tratta di una funzionalità interessante che speriamo venga resa disponibile per tutti in tempi brevi e che venga resa disponibile anche attraverso l’app mobile di Twitter. Quella si che sarebbe davvero utile.

    E siamo sempre in attesa, ma arriverà, della possibile del #modificatweet…

    Allora, siete tra gli utenti fortunati che possono già programmare i tweet? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Twitter, la funzionalità ‘Nascondi risposta’ è ora disponibile per tutti

    Twitter, la funzionalità ‘Nascondi risposta’ è ora disponibile per tutti

    Dopo la fase di test condotta in Canada nel mese di luglio, come previsto, Twitter ha reso disponibile per tutti gli utenti la nuova funzionalità “Nascondi risposta” che consente agli utenti di avere un maggiore controllo sulle conversazioni.

    Ne avevamo parlato la prima volta a marzo di quest’anno, quando era stata intercettata da Jane Manchun Wong, e poi a luglio, sempre di quest’anno, con l’inizio del test in Canada. Stiamo parlando della funzionalità che all’inizio, proprio perché si sapeva poco, avevamo chiamato “nascondi tweet” e che, invece, si chiama “Nascondi risposta” disponibile per tutti gli utenti Twitter da un paio di giorni, su iOS, Android, Twitter Lite e anche su twitter.com.

    Questa funzionalità è stata una delle prime pensate per rendere Twitter un luogo dove si può conversare in modo sicuro e tranquillo. Come sapete, da inizio di quest’anno, Twitter ha avviato un processo di profonda innovazione proprio per migliorare l’aspetto delle conversazioni, per fare in modo che gli utenti possano seguirle in modo facile e, anche, sicuro. Era uno dei punti che impedivano a Twitter di crescere, una delle problematiche che ha impedito a Twitter di essere usato più agevolmente dagli utenti. Insieme, ovviamente, all’altro grande problema legato proprio alla sicurezza, quindi parliamo del proliferare di haters, troll, bot che hanno portato molti utenti ad abbandonare la piattaforma.

    twitter nascondi risposta

    Ma ora con “Nascondi risposta” gli utenti hanno un controllo maggiore sulle conversazioni, si tratta di una modalità che non censura il contenuto, ma lo rende visibile da una icona grigia all’interno di quella conversazione, cliccando la quale è possibile vedere le risposte nascoste. E’ anche possibile ripristinare quelle nascoste.

    Dalla fase di test effettuata in Canada, è emerso che gli utenti hanno trovato utile la funzionalità e, per questo, Twitter ha deciso di estenderla a tutti a livello globale.

    Come funziona il “Nascondi risposta”

    Qualsiasi utente Twitter da oggi può decidere di nascondere le risposte ai propri tweet, perchè offensivi o inappropriati, e​ chiunque può vedere e interagire con le risposte nascoste​ cliccando l’icona grigia che apparirà nei tweet. In questo modo, si conferisce maggiore controllo alle persone che twittano consentendo al contempo a tutti di leggere ed eventualmente partecipare all’intera conversazione.

    Dal test canadese è emerso che:

    • Di solito le persone nascondono le risposte che ritengono irrilevanti, fuori contesto o fastidiose.
    • Si tratta di un nuovo modo per evitare confusione: l’85% delle persone che ha nascosto delle risposte non usa la funzione Blocca o Silenzia.
    • Le persone sono curiose di vedere come i personaggi pubblici, come politici o giornalisti, usano questa nuova funzione. Ad oggi non sembra che l’abbiano utilizzata in modo frequente.
    • In Canada, il 27% delle persone che hanno nascosto dei tweet hanno ammesso che potrebbero ripensare a come interagire con le altre persone in futuro. Inoltre, ritengono che sia un modo utile per gestire cosa vedere sulla piattaforma, simile alla possibilità di silenziare le parole chiave.
    • Le persone potrebbero voler mantenere le distanze da chi risponde dopo aver nascosto le loro risposte, utilizzando anche la funzione che consente di bloccare i profili.
    • Alcune persone hanno fatto presente di non voler nascondere le risposte per evitare ripercussioni, visto che l’icona grigia rimane visibile. Twitter continuerà a monitorare questa esigenza.

    Si tratta di risultati successivi alla fase di test e Twitter continuerà a tenere sotto controllo i risultati man mano che la nuova funzione verrà utilizzata da un numero crescente di persone.

    twitter nascondi risposta

    Twitter inoltre sta lavorando per inserire nuovi controlli e rendere più chiare le regole per le conversazioni. Presto sarà lanciato anche un nuovo endpoint per nascondere le risposte in modo che gli sviluppatori possano inserire nuovi strumenti per gestire le conversazioni. La società guidata da Jack Dorsey sta studiando anche ulteriori opzioni relative a chi può rispondere o vedere determinate conversazioni e sta testando alcune modifiche di engagement per valutare se tali modifiche porteranno a conversazioni più sane.

    Insomma, Twitter si impegna a rendere le conversazioni più sicure, riconoscendo il fatto che è da lì che passa la crescita degli utenti.

    E voi che ne pensate? State già usando la nuova funzionalità? Raccontateci cosa ne pensate.

  • Twitter mette gli interessi in risalto con ‘Twitter Topics’

    Twitter mette gli interessi in risalto con ‘Twitter Topics’

    Twitter da oggi rilascia a tutti gli utenti una nuova funzionalità chiamata “Twitter Topics”. Si tratta di una modalità che permetterà a tutti di seguire i propri interessi in modo più agevole.

    Molti utenti di Twitter apprezzeranno questa novità. In pratica da oggi, 13 novembre 2019, la piattaforma di Jack Dorsey lancia per tutti gli utenti una nuova funzionalità chiamata “Twitter Topics“. Come si può facilmente intuire già dal nome, ​la ​nuova funzionalità offrirà agli utenti la possibilità di seguire le conversazioni migliori sulla base dei temi scelti dagli utenti stessi, nella stessa maniera di come avviene per seguire gli account.

    I suggerimenti per ogni argomento appariranno nella timeline e nella ricerca a seconda delle ricerche più frequenti e di quello che già viene seguito su Twitter. Quando si decide di seguire un argomento, che si tratti di un brand, di sport o di celebrità appariranno, i tweet più coerenti con la ricerca pubblicati da esperti, appassionati o semplicemente da persone che parlano abitualmente di quel determinato tema su Twitter.

    twitter topics interessi franzrusso.it 2019

    Prima di Twitter Topics spettava agli utenti individuare il modo migliore per non perdere gli aggiornamenti su uno specifico tema, ricercando e seguendo determinati account oppure guardando nella sezione Esplora le ultime novità. Ora sarà finalmente possibile leggere i tweet più interessanti e rilevanti in modo più agevole e immediato: sarà la conversazione stessa ad apparire spontaneamente alle persone.

    https://twitter.com/Twitter/status/1194015365845700608

    Nei prossimi mesi sarà possibile trovare questi suggerimenti nella timeline e nel motore di ricerca della piattaforma e, dopo varie ricerche, i suggerimenti dei temi da parte di Twitter saranno ancora più accurati e rilevanti.

    L’obiettivo di Twitter è di consentire agli utenti di seguire i propri interessi nel modo più semplice e immediato possibile, rimanendo sempre aggiornati sulle ultime novità.

    Da quello che sembra, è una funzionalità che ci piace e che, in effetti, su una piattaforma come Twitter, attraverso la quale gli utenti per lo più si informano, mancava.

    In questi ultimi giorni alcuni utenti hanno avuto già modo di vedere la funzionalità apparire sul proprio account, da oggi dovrebbe essere disponibile per tutti.

    Fateci sapere cosa ne pensate.

  • Twitter vieta gli annunci politici, ecco perché è una scelta sensata

    Twitter vieta gli annunci politici, ecco perché è una scelta sensata

    Jack Dorsey, CEO di Twitter, ha annunciato che dal prossimo 22 novembre sulla piattaforma saranno vietati gli annunci pubblicitari politici. Una scelta coraggiosa e sensata che dovrebbero seguire tutte le piattaforme, Facebook in primis.

    Si sta molto discutendo, giustamente, della decisione annunciata da Jack Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter, di voler vietare, dal prossimo 22 novembre, la pubblicazioni di annunci pubblicitari politici. Una scelta che a noi appare coraggiosa e sensata, e siamo convinti che anche altre piattaforme dovrebbero seguire questa scelta, Facebook su tutte. Ma, proprio perché il dibattito che si è giustamente generato può sembrare fuorviante, è necessario contestualizzare questa decisione che non arriva a sorpresa o in maniera spontanea.

    Come sapete, negli Usa si stanno avvicinando le elezioni presidenziali del 2020, un momento importante che, per i contenuti politici che si propagano da questo avvenimento, interessa tutto il mondo. E ricorderete, certamente, come le precedenti elezioni presidenziali, quelle del 2016, sono passate alla storia come le elezioni pilotate da fake news, specialmente su Facebook. E sappiamo bene tutti cosa ne è scaturito da quel momento come il Russiagate e, soprattutto, lo scandalo Cambridge Analytica che ha travolto Facebook. La piattaforma di Mark Zuckerberg è stata scelta da coloro che volevano pilotare l’elezione di Donald Trump, riuscendoci.

    facebook fake news trump
    Questo grafico mostra come Facebook sia stata, in occasione delle elezioni presidenziali Usa del 2016, la piattaforma attraverso la quale le fake news si sono diffuse in modo particolare

    Ebbene, sempre per contestualizzare la decisione di Jack Dorsey, qualche giorno fa, Joe Biden, già ex vice presidente degli Usa durante i due mandati di Barack Obama, e possibile sfidante di Trump da parte dei democratici, aveva rivolto un appello alle piattaforme social media di vietare la pubblicità da parte di politici. Questo perché Biden, fautore della richiesta di impeachment nei confronti di Trump a seguito delle vicende legate all’Ucraina, si è accorto, ma non solo lui, che la macchina delle fake news è già in moto, e il rischio che si possa ripetere quanto già successo nel 2016 è molto alto.

    Ecco che, a questo punto, Jack Dorsey risponde all’appello di Biden decidendo di vietare la pubblicità politica dalla piattaforma. Dal 15 novembre verrà condivisa la nuova policy e dal prossimo 22 novembre la pubblicità politica non sarà più possibile su Twitter.

    Una decisione che merita applausi per il coraggio. Certo, non è facile prendere una decisione del genere, sapendo benissimo che la piattaforma si regge sulla pubblicità, ma forse è arrivato il momento di prendere decisioni coraggiose nel rispetto degli utenti. “Il consenso va conquistato” – scrive Dorsey nei tweet che hanno annunciato la decisione – “non va comprato“. Questa frase dice molto, perché spesso la politica si è avvicinata a questo tipo di piattaforme con la logica tradizionale, nel senso che “non importa ciò che pensano gli altri l’importante è avere un luogo dove poter acquistare consensi con la pubblicità“. Pensate che due anni fa scrivevamo di questo riferito però alle aziende, quando le invitavamo a “guadagnarsi lo spazio” invece che comprarlo sulle piattaforme, nel senso di essere aperti al confronto e alla conversazione.

    jack dorsey twitter politica
    Jack Dorsey, CEO di Twitter

    Jack Dorsey vuole sottrarre la sua piattaforma da quella politica che le vede solo come strumento per “influenzare”, per “deviare” l’opinione degli utenti, e non per informare o per confrontarsi. Dorsey sottolinea il grande lavoro che Twitter sta facendo per contrastare la diffusione di fake news e disinformazione. Da ultima, la decisione di limitare le interazioni dei tweet dei politici che violano le regole di Twitter, una decisione che ha lo scopo di annullare la reach, e quindi di impedire quel contenuto che diffonde odio o disinformazione, contrassegnandolo in grigio. Per ora Twitter non ha mai attivato questa procedura, ma è sicuramente in linea con l’annuncio di vietare annunci pubblicitari da parte dei politici.

    Leggi anche: 

    Twitter limiterà le interazioni con tweet di leader politici che infrangono le regole

    Se Twitter ha deciso di rispondere in questo modo all’appello di Joe Biden, lo stesso non si può dire di Facebook che, rispondendo comunque, ha ribadito la sua idea di non vietarli, anzi. Facebook dice che impedire gli annunci sarebbe come vietare la libertà di espressione. n realtà non è così.

    Il gesto di Twitter, anche se per ora non è stato compreso nemmeno dai mercati, è da premiare, contro quella logica che per anni ha guidato le piattaforme, ossia quella dei profitti a tutti i costi, anche al costo di diffondere fake news e disinformazione. Ecco perché il gesto di Twitter è sensato e tutte le piattaforme dovrebbero seguirlo.

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