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  • Twitter passa a 280 caratteri, sarà davvero utile? Ecco le risposte degli esperti

    Twitter passa a 280 caratteri, sarà davvero utile? Ecco le risposte degli esperti

    Twitter, come annunciato alla fine del mese di settembre, ha aumentato per davvero i caratteri da 140 a 280 caratteri, perdendo, forse, l’elemento che più di ogni altro caratterizzava questa piattaforma dalle altre. Per questa occasione abbiamo chiesto l’opinione di illustri esperti e personalità del web, come Vera Gheno, Veronica Gentili, Vincenzo Cosenza, Riccardo Scandellari, Giovanni Boccia Artieri, Pier Luca Santoro, Gianluigi Tiddia che commentano questa scelta.

    Alla fine Twitter è passato ai 280 caratteri. Quello che era stato annunciato a fine settembre si è poi verificato per davvero. In molti, infatti, speravano si trattasse solo di un annuncio e nient’altro, come tanti fatti nel corso di questi ultimi due anni, da quando nel 2015 Jack Dorsey, co-fondatore e attuale CEO di Twitter, ha preso le redini dell’azienda di San Francisco. Più volte su questo blog abbiamo evidenziato che in realtà il problema principale di Twitter, la crescita degli utenti sempre più stagnante, si potesse in realtà risolvere investendo sul prodotto, innovandolo. Avevamo individuato un elemento, facendoci anche promotori dell’iniziativa per renderlo ancora più evidente, come il #modificatweet, ossia la possibilità di poter modificare (entro un po’ di tempo) un tweet che spesse volte, a causa della velocità con cui si scriveva e della esiguità di spazio, presentava errori piuttosto evidenti non più modificabili.

    Ecco, quella poteva essere una prima manifestazione di voler innovare il prodotto, esigenza peraltro manifestata da tutti gli utenti a livello globale e verificata dallo stesso Dorsey quando a fine dello scorso anno chiese alla sua base utenti quali fossero le features che utenti avrebbero voluto sulla piattaforma. Per tutta risposta, oggi ci ritroviamo i tweet allargati fino a 280 caratteri.

    twitter 280 caratteri italia

    Ma sarà davvero utile, sarà questa la chiave di volta di Twitter. Per questa occasione abbiamo chiesto ad esperti e personalità del web e dei social media cosa ne pensassero e, nel caso in cui l’introduzione dei 280 caratteri non dovesse bastare, cose servirebbe oggi a Twitter per rilanciarsi. Ecco che cosa hanno risposto:

    pier luca santoro twitterPenso che possa essere una facilitazione ma che sposterà di poco la posizione, ed i relativi problemi, di Twitter. In relazione a quello che potrebbe servire oggi a Twitter, per quanto a me noto, all’interno dello staff di Twitter vi sono alcune persone che hanno lavorato su FriendFeed, credo che Twitter dovrebbe prendere a modello la struttura di FrienFeed, acquisito da Facebook e chiuso illo tempore. Pier Luca Santoro

    vera ghenoPer me, il limite dei 140 caratteri è sempre stato una bella sfida da affrontare, un esercizio di sintesi che affronto ogni giorno come una specie di ginnastica mentale. E ho sempre amato Twitter proprio per il limite così basso di caratteri. Non ho, quindi, un’opinione positiva del passaggio da 140 a 280: ci sono così tanti altri spazi social, in rete, dove scrivere pensieri più lunghi! Ho sempre pensato che il basso numero di caratteri fosse la caratteristica specifica di Twitter. Perché snaturare il social proprio nel suo aspetto più conosciuto? Tra l’altro, a essere sincera, non ho mai sentito nessuno dei miei colleghi twittatori lamentarsi del numero di caratteri. Ho sentito lamentele sul metodo di assegnazione delle spunte blu, o sul sistema degli hashtag sponsorizzati, ma mai sui caratteri. Invece, l’unica innovazione che mi farebbe davvero piacere è la possibilità di modificare i tweet dopo la pubblicazione: a volte l’errore scappa a tutti, ed è un vero peccato dover cancellare il messaggio perdendo magari tutte le interazioni (oppure lasciare il typo a imperitura memoria… non sempre questa soluzione è accettabile). Vera Gheno

    vincenzo cosenzaTwitter perde il suo tratto distintivo, ma se la scelta è basata su dati che mostrano un incremento degli utenti e del tempo di utilizzo, potrebbe riavvicinare le aziende e dare fiato alle finanze aziendali. A quel punto, però, il management dovrebbe immaginare delle novità tese a valorizzare l’unico elemento differenziante rimasto a Twitter ossia la natura pubblica del servizio, in grado di mostrare le opinioni delle persone in tempo reale, come nessun altro medium sociale riesce ancora a fare. Vincenzo Cosenza

    riccardo scandellariA mio avviso potrebbe essere una buona cosa. 140 caratteri per un tweet sono una dimensione in cui possono esprimersi giornalisti e comunicatori. Estendere lo spazio a disposizione per il testo potrebbe essere utile ad avvicinare persone meno capaci di sintesi. Immagino che dietro questa scelta ci sia una ricerca di mercato da parte di Twitter. Riccardo Scandellari

    insopportabileTwitter nasce come social dell’immediatezza, della sintesi, del commento fulminante. Raddoppiare il limite significa togliere la sua caratteristica principale. “More characters. More expression.” significa rinnegare la propria origine, anche perché non è vero che più caratteri a disposizione significhino maggior efficacia nel comunicare. Non credo che il problema della scarsa attrattività di twitter sia dovuta al limite dei caratteri ma credo più nella dispersività del sistema. Trovare modalità più semplici per far capire quanto sia formidabile per le news, ad esempio. Twitter ha bisogno di un modello di business efficiente: pagare gli account per il traffico che generano o per le sponsorizzate che condividono, ad esempio. E usare gli hashtag in maniera più strutturata come canali tematici multimedia. Gianluigi Tiddia (Insopportabile)

    giovanni boccia artieriI 280 caratteri sono il modo di andare incontro alla dimensione espressiva di popolazioni ad esempio non anglofone. Ma il tema è la natura che deve avere questo ambiente: più caratteri presuppongono una dimensione più conversazionale (più spazio per esprimersi) che non trova su Twitter un ambiente adatto a livello di affordance. La forza di Twitter è quella della segnalazione in tempo reale ed aggregazione e per questo 140 caratteri erano sufficienti. Anzi la sintesi è la cifra di Twitter vs la verbosità di altre piattaforme. Il problema è non avere chiara una destinazione d’uso. Giovanni Boccia Artieri

     

    veronica gentiliSinceramente mi sembra un passo azzardato che rischia di far perdere la vera identità alla piattaforma; dopotutto la brevità dei tweet imponeva una capacità di sintesi e “concentrazione” del pensiero che era peculiare di Twitter, un fattore differenziante. Non so se basterà questo per migliorare i numeri di questo social, sinceramente mi sarei più concentrata sulla semplificazione di utilizzo delle varie feature. Se l’obiettivo è quello di accrescere gli utenti, probabilmente rendere la piattaforma più user friendly senza stravolgerne l’identità minando caratteristiche fondamentali, sarebbe stata la scelta migliore. Veronica Gentili

    Ecco, questi i commenti da parte di tutte queste voci autorevoli che ringraziamo per la loro disponibilità. Resta, a monte, l’idea che Twitter abbia fatto una mossa azzardata che, da un lato, le fa perdere il carattere distintivo, e, dall’altro, potrebbe rivelarsi invece efficace per accrescere l’interesse degli utenti.

    Ovviamente, auguriamo sempre lunga vita a Twitter, ma stavolta sarebbe stato meglio concentrarsi su aspetti che più attengono la piattaforma. E rilanciamo il #modificatweet.

    E voi che ne pensate?

  • Twitter pronto per i 280 caratteri, ma il modifica tweet sarebbe più utile

    Twitter pronto per i 280 caratteri, ma il modifica tweet sarebbe più utile

    Twitter ha annunciato di aver avviato una fase di test, per un gruppo ristretto di utenti, per estendere lo spazio a 280 caratteri. Sarebbe l’addio definitivo ai 140 caratteri, il vero carattere distintivo della piattaforma. Ma davvero questo potrebbe risollevare Twitter? Forse sarebbe stato meglio pensare al modifica tweet.

    Se prima dovevamo essere 10 mila, adesso siamo sicuri che Twitter è pronto ad abbandonare il limite dei 140 caratteri. Anzi, sarebbe stato meglio, forse (e qui in tanti dovremmo fare “mea culpa”), se non si fosse parlato di “limite” ma più di caratteristica. Già, perchè la vera caratteristica di Twitter stava proprio in 140 caratteri. Adesso, come ormai ufficializzato, Twitter è pronto a raddoppiare i caratteri, arrivando a 280, esattamente il doppio. In questo modo è come se si avesse lo spazio per due tweet in uno.

    Certo, si tratta di una piccola, grande, rivoluzione per Twitter che ha bisogno, come detto in più occasioni qui sul nostro blog, di innovare il prodotto, quello che a gran voce richiedevano gli investitori e anche gli utenti. Gli utenti, il vero problema di Twitter che restano fermi al palo, per due trimestri consecutivi, dei 328 milioni totali. C’era bisogno di una scossa, di un qualche cosa che facesse sembrare la piattaforma viva e aperta a tutti. Di questo ne siamo tutti consapevoli, ma permetteteci di sostenere che questo dei 140 caratteri non era il primo dei problemi.

    twitter 280 caratteri

    Twitter giustifica questo cambiamento in ragione del fatto che ci sono paesi come la Corea del Sud, il Giappone che grazie al loro idioma sono in grado di esprimere un pensiero che sarebbe lungo più di 280 caratteri, ma loro lo esprimono in pochi simboli e tutto torna. Diversamente, se volessimo esprimere quello stesso pensiero in inglese, o anche in italiano, lo spazio dei 140 caratteri non ci basterebbe. Ed ecco quindi la motivazione di abbandonare i 140 caratteri raddoppiandoli. Del resto, questo lo si sapeva da tempo, è noto, infatti, che Twitter sia la seconda piattaforma più usata in Giappone. Twitter è molto usato dei paesi del sud est asiatico proprio per questo motivo. Una percentuale di utilizzo che non si conferma nei paesi occidentali. Allora, Twitter si allara a 280 caratteri.

    Eppure, non era difficile scrivere in 140 caratteri, bastava semplicemente scrivere nello spazio tutto il pensiero e poi “ripulirlo” delle parole che non servivano. Adesso invece sarà tutto più semplice. Per avere un esempio basta guardare il tweet con cui Jack Dorsey annuncia la grande novità, è in uno spazio da 280 caratteri.

    In verità ci saremmo aspettati l’estensione dei caratteri attraverso la funzionalità dei “tweetstorm”, di cui molto si è parlato nei giorni scorsi, ed è probabile che non venga cassata del tutto. Staremo a vedere.

    Però, come dicevamo all’inizio, davvero i 140 caratteri non erano, a nostro avviso, il vero problema. Quello che davvero gli utenti hanno chiesto a gran voce prima di tutto era, semplicemente la possibilità di avere un “modifica tweet”, la possibilità di poter modificare il contenuto, con qualsiasi modalità si desiderava. Lo chiediamo qui sul nostro blog ormai da due anni. Le opzioni e, soprattutto, i suggerimenti degli utenti erano stati presi in considerazione proprio da Jack Dorsey che a fine dello scorso anno aveva chiesto alla base utenti quali fossero le necessità. E tutti avevano risposto “edit tweet”, modifica tweet. Dorsey stesso aveva annunciato che presto ci sarebbero state novità in questo senso, ma nulla.

    Si è preferito invece perdere da subito la vera caratteristica di Twitter per dare spazio al doppio dei caratteri.

    Ma davvero adesso si riuscirà ad esprimere in 280 caratteri quel mood ironico che ha fatto la fortuna di tanti utenti, oggi delle vere e proprie star? Immaginate un meme a 280 caratteri? No, perchè perde proprio la sua natura. Adesso tutti scriveranno lunghi pensieri, ma non troppo perchè poi a 280 caratteri si fa presto ad arrivare.

    Insomma, Twitter oggi perde un po’ la sua natura, diciamocelo. Perde la sua caratteristica principale. Ma, la tempo stesso, si innova, si desta, da un segnale che qualcosa si muove.

    Per verificare l’efficacia dei 280 caratteri non ci resterà che aspettare. Per poi continuare a lamentarci dell’assenza del modifica tweet.

  • Twitter conferma, da oggi i tweet sono più lunghi di 140 caratteri

    Twitter conferma, da oggi i tweet sono più lunghi di 140 caratteri

    Come vi avevamo anticipato qualche giorno fa, Twitter conferma che da oggi sarà possibile scrivere di più in 140 caratteri per il fatto che foto, video, GIF, sondaggi e citazioni non saranno più conteggiati. Resta quindi il limite testuale, ma sarà più facile allegare immagini ai video per renderli più coinvolgenti, senza perdere spazio.

    Molti da oggi stanno attendendo questa notizia, anche noi per la verità. Così come anticipato qualche giorno fa qui sul nostro blog, abbiamo la conferma che da oggi foto, video, GIF, sondaggi e citazioni non saranno più conteggiati. Quindi sarà più facile esprimersi in 140 caratteri allegando immagini o video, o anche gif oppure sondaggi e citazione, senza però, come appunto accadeva fino ad oggi, perdere spazio in caratteri.

    Resta quindi il limite dei 140 caratteri, ma allegando un contenuto multimediale o citando, in risposta gli @handle, si avrà qualche carattere in più da usare per scrivere.

    twitter 140 caratteri

    Si tratta per la piattaforma a 140 caratteri di una vera e proprio svolta, è la prima modifica sostanziale da quando venne fondata nel 2006.

    Così come ricordato nel momento in cui anticipavamo la notizia, da oggi sarà più facile allegare immagini o video per rendere il nostro contenuto più coinvolgente. Pensiamo a chi lavora in modalità live, ad esempio, da oggi allegare immagini o video non ruberà più spazio. Pensiamo a tutte quelle aziende che vogliono sfruttare questa possibilità per lanciare campagne video con qualche carattere in più da utilizzare.

    https://twitter.com/TwitterItalia/status/777916740789497856

    Ci sarà in questo modo un fiorire di tweet con allegate immagini? Probabile, non lo si può escludere. Certamente ci sarà la possibilità di essere un po’ più esaustivi.

    Questa novità chiude (almeno per ora) il discorso sull’estensione del limite dei 140 caratteri iniziato proprio con l’iniziare del 2016. Più volte Jack Dorsey, CEO di Twitter, ha escluso che questo possa avvenire, escludendo un nuovo limite a 10 mila caratteri. Ma sarà davvero molto interessante vedere che tipo di conseguenza apporterà alla piattaforma questa novità. Dal nostro punto di vista rappresenta un giusto compromesso nel mantenere fede al limite dei 140 caratteri e dare il giusto spazio ai contenuti allegati.

    E voi che ne pensate?

  • Twitter: foto, video e account non verranno conteggiati nei 140 caratteri

    Twitter: foto, video e account non verranno conteggiati nei 140 caratteri

    Quello che era solo una voce qualche giorno fa si è invece rivelata veritiera. Twitter ha da poco annunciato che nelle prossime settimane e mesi verrà garantito maggior spazio nei tweet. Infatti, foto, video e account, in risposta non verranno conteggiati nei 140 caratteri.

    Quello di oggi per Twitter è uno degli annunci più importanti degli ultimi mesi, di sicuro il più importante da quando Jack Dorsey ha ripreso in mano la guida della piattaforma. Come vi sarete accorti, nei giorni scorsi erano circolate voci che davano per imminente alcune novità tra cui quella di non conteggiare più le immagini nei 140 caratteri che di solito compongono un tweet. Ebbene, è di poco fa l’annuncio che nelle prossime settimane e mesi Twitter garantirà maggiore spazio, semplicemente non conteggiando più, nei 140 caratteri, le foto, i video e gli account, @username, in risposta, nello spazio di un tweet. Questo ovviamente si tramuta in maggiore spazio per twittare.

    twitter spazio 140 caratteri

    Gli utenti, quindi, potranno retwittare e citare i propri Tweet, dando nuova vita (è il caso di dire) ai tweet e aggiungendo un nuovo commento. Inoltre, ogni nuovo Tweet che inizia con un @username sarà visibile da tutti i follower, cioè significa addio al puntino (.@username) che serviva per far vedere il tweet a tutti i follower.

    Quindi la risposta, la reply, se si vuole farla vedere a tutti conviene retwittarla. Resta la regola di condividere solo 4 foto, 1 video, 1 sola GIF e 1 sola poll.

    Una delle nostre più grandi priorità di quest’anno è affinare il nostro prodotto e renderlo più semplice” ha dichiarato Jack Dorsey, CEO e fondatore di Twitter. “Stiamo lavorando per rendere Twitter molto più semplice e veloce. Questa è la forza di Twitter: ciò che succede nel momento in cui succede, le conversazioni in tempo reale e la semplicità che ha caratterizzato il servizio fin dal principio”.

    twitter spazio 140 cratteri

    Non stiamo rinunciando all’idea che Twitter viva l’istante. La brevità, la velocità e la possibilità di dialogare in tempo reale – cioè essere in grado di pensare qualcosa e condividerla col resto del mondo istantaneamente – sono per noi  sono prioritari,”  ha aggiunto Dorsey. “Siamo sempre alla ricerca di modalità che possano rendere i Tweet ancora più espressivi e permettano alle persone di  dire esattamente ciò che vogliono. Vogliamo fare tutto il possibile per rendere migliore l’esperienza su Twitter, purchè si tratti sempre di qualcosa di veloce, facile, semplice ed espressivo “.

    Twitter dunque continua a lavorare sulla piattaforma per renderla più usabile per tutti gli utenti, per fare in modo che chiunque possa twittare e usare la piattaforma nella maniera più semplice possibile. Ricordiamo l’operazione effettuata sulla timeline con la nostra anteprima in cui spiegavamo la modifica e il modo per non perdere i tweet che più interessano gli utenti. La reazione a questa versione migliorata della timeline è stata positiva, con meno del 2% di persone che hanno deciso di disabilitarla, e ha aumentato l’engagement degli utenti su Twitter, generando molti più Tweet, Retweet, Risposte e Mi Piace.

    Sempre quest’anno Twitter ha apportato miglioramenti al processo di iscrizione dei nuovi utenti, aiutandoli a trovare nuovi account da seguire in base ad argomenti, luoghi e persone.  Questo nuovo processo di on-boarding ha portato ad un aumento considerevole dei Follow, fino al 48%, e dei Mutual Follow, fino al 56%,  in media sia su iOS sia su Android. I Mutual Follow sono importanti perché si tratta di due persone che si riconoscono, si parlano e si danno reciprocamente feedback. E questo è essenziale per aumentare l’engagement e l’uso della piattaforma.

    Inoltre i Tweet si sono evoluti negli ultimi dieci anni per includere foto, video, GIF, Poll e Citazioni – aggiunte che hanno sottratto caratteri al conteggio dei 140. In aggiunta ai cambiamenti annunciati, Twitter continuerà ad esplorare nuove modalità per rendere il servizio più semplice e più intuitivo, tutto senza compromettere la brevità e la velocità che fanno di Twitter il luogo ideale per commentare gli eventi in tempo reale, entrare in contatto con le altre persone e dialogare.

    Twitter annuncia oggi questi cambiamenti per poter dare agli sviluppatori il tempo necessario per aggiornare le centinaia di migliaia di prodotti progettati utilizzando la sua piattaforma, che include Fabric, il kit di strumenti mobile di Twitter per gli sviluppatori. Ad aprile Twitter ha annunciato che Fabric, comprensivo di Crashlytics, Answers, Digits, MoPub e dei kit Twitter per lo sviluppo software, è attualmente utilizzato ogni mese su più di due miliardi di dispositivi mobili. Considerando quindi che il numero di dispositivi mobili iOS e Android attivi in tutto il mondo supera i 2.4 miliardi, le applicazioni abilitate per Fabric sono installate sulla grande maggioranza dei dispositivi mobili.

    Allora, cosa ne pensate?

  • Qualche idea per risollevare Twitter e salvarla

    Qualche idea per risollevare Twitter e salvarla

    Twitter attraversa ormai da tempo una crisi che potrebbe rivelarsi molto rischiosa per le sorti dell’azienda. Tra down, crisi di prodotto e crolli in borsa la situazione non accenna a migliorare. Proviamo adesso ad indicare qualche idea che potrebbe rivelarsi utile per la salvezza della piattaforma.

    Sapete bene che qui sul nostro blog seguiamo con molta attenzione le vicende legate a Twitter in questo periodo, cercando di raccontarvi tutti i fatti che scaturiscono da una crisi che è iniziata ormai da diversi mesi e che non accenna, nonostante il ritorno del co-fondatore Jack Dorsey, a placarsi. La crisi che vive oggi Twitter è una crisi di prodotto, la piattaforma che trova la sua caratteristica nei 140 caratteri stenta ora ad attrarre nuovi utenti e al tempo stesso non è supportata da un modello di business tale da potersi permetter di monetizzare. Questi ultimi due punti non sono altro che le richieste che fa il mercato, quindi Wall Street. Già, Wall Street. Un passaggio, quella della quotazione, che Twitter ha gestito male, senza un’dea chiara. Lo dimostra il ruolo giocato da Dick Costolo, bravo traghettatore dell’azienda nelle mani degli investitori, ma poi non più capace di condurre l’azienda con una leadership sicura e con una visione chiara del business.

    Eppure in tutti questi mesi Twitter ha elaborato e lanciato delle interessanti novità, basti pensare a Periscope, con un potenziale enorme ma non saggiamente sfruttato, e a Moments, comunque non ancora disponibile in Italia. Ma c’è anche la nuova home, anche questa non ancora disponibile, che si prospetta più interessante e in grado di attrarre quei milioni di utenti (si parla di 500 milioni, altri addirittura 1 miliardo) che si avvicinano alla piattaforma ma poi decidono di non registrarsi perchè troppo complicata.

    twitter consigli salvare @franzrusso.it-2016

    Twitter è una piattaforma straordinaria per la diffusione di notizie, gioca un ruolo fondamentale in quel grande fenomeno che è la Social Tv, è un grande strumento di relazioni e informazioni istantanee e trova tutta la sua peculiarità nell’essere dinamico e sintetico. Molte volte viene paragonato a Facebook, ma le ultime caratteristiche elencate rendono bene l’idea che stiamo parlando di due piattaforma opposte. E a nulla, o quasi, servirebbe estendere il limite dei 140 caratteri fino a 10 mila, significherebbe snaturare la piattaforma, si parlerebbe di altro e non più di Twitter per come lo conosciamo oggi.

    E quindi di cosa avrebbe bisogno oggi Twitter. L’idea è quella di dare qualche suggerimento, oltre a quello già indicato a suo tempo, tra gli altri, del famoso tasto “modifica” che potrebbe ottimizzare l’utilizzo. Ma vediamo insieme qualche suggerimento.

    Riaprire il discorso delle API

    Qualcuno di voi ricorderà certamente quando nel 2012 Twitter decise di rivedere la gestione delle API, prima aperta a tutti, cominciando a puntare di più sulla propria offerta interna, introducendo delle regole molto rigorose. Ricorderete anche che una delle prime vittime fu LinkedIn e che a stretto giro si dimostrò che quel cambio di passo andava ad avvantaggiare Facebook. Un’azione che di fatto, pur nella sua ragionevolezza, si è rivelata sbagliata a tal punto che lo scorso lo stesso Dick Costolo si scusò dicendo di voler mantenere un rapporto più aperto con gli sviluppatori. Rivedere questa strada potrebbe oggi essere una soluzione.

    Puntare sui Video

    Twitter ha al suo interno due strumenti, Vine e Periscope, che si poggiano sulla modalità di contenuti che sarà quella che caratterizzerà il 2016 e anche il futuro. Eppure non sono adeguatamente stati valorizzati. Puntare sui Video significa mettere questi strumenti a servizio della piattaforma e farli diventare parte di essa, anche da punto di vista dell’advertising. Ma presto, perchè intanto gli altri competitor parte ci hanno già pensato.

    Migliorare e potenziare le Liste

    Come sapete per aiutare a orientarsi meglio sulla piattaforma esiste lo strumento delle “Liste” con cui raccogliere e seguire gli account più interessanti in base all’argomento di riferimento. Ma perchè non provare ad ottimizzare questo strumento aggiungendone altri affinché si creino delle relazioni dirette tra gli utenti interessati a quello specifico argomento?

    Migliorare l’advertsing

    Chiunque abbia provato a fare advertising su Twitter sa bene che si tratta di una modalità più costosa rispetto allo strumento che offre Facebook e che spesso, per le esigenze più comuni, non riesce a dare risultati soddisfacenti. Un’idea potrebbe essere allora di creare uno strumento che possa essere in grado di soddisfare richieste più basse in termini di prezzo, quindi più smart. Un esempio potrebbe essere quello di un “Promoted Tweet” al giorno per 1 euro. Non sarebbe male.

    Queste sono solo alcune idee che potrebbero già rivelarsi adeguate e che forse potrebbero rendere la piattaforma più utilizzabile. A queste uniamo anche quella di Moments, non ancora disponibile nel nostro paese, pensando ad una sorta di Moments personalizzabile.

    Ma prima, c’è ancora un’altro suggerimento da dare, forse il più importante.

    Vendere Twitter al Migliore Offerente

    Le difficoltà finanziarie di Twitter sono ormai senza fine, anche oggi il titolo è in calo di oltre il 7% vanificando lo slancio di ieri del 6% quando giravano rumors su un possibile interessamento da parte di  Mark Andreessen (Netscape) e del fondo Silver Lake. Le azioni adesso valgono 16,5 dollari e la capitalizzazione dell’azienda è di 12,2 miliardi di dollari. Sono segnali che Twitter non può resistere più a lungo come azienda stand-alone, necessita di un partner forte, capace di risollevarla e rilanciarla. Come ho anticipato anche al DigitalicX a fine dicembre scorso, un possibile compratore potrebbe essere Google che ha tutto l’interesse ad avere una piattaforma come Twitter e a rilanciarsi nel mondo dei social media. Alcuni dicono anche Facebook, certo ne ha la forza, ma non sarebbe un grande affare per Zuckerberg.

    E voi che ne pensate? Quali altri suggerimenti aggiungereste? Raccontateceli qui tra i commenti.

  • #SuTwitterPerché 140 caratteri ci bastano

    #SuTwitterPerché 140 caratteri ci bastano

    I 140 caratteri all’inizio furono un’esigenza per adattarsi al formato degli sms, 160 caratteri a disposizione per ogni messaggio (20 dedicati al nickname, 140 al testo). Oggi quell’esigenza non c’è più ma quel limite è stato la fortuna di Twitter, la sua peculiarità, la capacità di cogliere il momento. Ed è grazie a questa capacità che oggi Twitter è il social media degli eventi per eccellenza, è il dominatore del second screen. E allora #SuTwitterPerché?

    Un successo decretato dall’uso che gli utenti ne hanno fatto e non da un’esigenza tecnica o da una visione imprenditoriale.

     

     

    È giusto cambiare, evolversi ma è importante farlo ascoltando gli utenti. Ok quindi all’integrazione dei video, alle Twitter card, all’abolizione del limite dei 140 caratteri nei messaggi privati ma le ultime novità introdotte sembrano rincorrere un competitor più che rispondere alle esigenze degli utenti. I “favoriti” e le stelline sono stati sacrificati per far posto ai “mi piace” e ai cuoricini, limitando di fatto il significato della funzionalità originale. Anche i tag nelle immagini – funzionalità utile per andare oltre i 140 caratteri ma che si presta all’”abuso”- ricordano molto da vicino un’altra piattaforma social. Una a caso, eh.

    Pare che l’uso dei “cuoricini animati” sia maggiore rispetto a quello delle stelline ma sembra anche che il titolo in Borsa non ne abbia giovato.
    Non sono CEO di una società quotata a Wall street ma un semplice utente, un po’ “addicted” lo ammetto, e quindi ogni mia ipotesi non vuole essere un giudizio, piuttosto l’espressione di un timore.
    Ipotizzo che lo spostamento del limite dai 140 ai 10.000 caratteri per ogni tweet sia un tentativo di attirare a sé utenti di altre piattaforme che oggi non sono su Twitter perché trovano faticoso e incomprensibile doversi esprimere con estrema sintesi.

    Ipotizzo che l’effetto possa essere esattamente opposto a quello desiderato. Chi sente l’esigenza di andare oltre i 140 caratteri, da Tumblr a Facebook, non ha che l’imbarazzo della scelta, il tutto a portata di click.
    E chi darà fondo ai 10.000 caratteri, forte della sua prolissità, renderà Twitter un luogo diverso, non necessariamente migliore, forse troppo simile ad altri, e a spiccare il volo non credo sarà la quotazione in Borsa.

    Dalla sua Twitter ha il vantaggio di avere un buon motore di ricerca interno che Facebook (ancora) non ha e un funzionamento efficace degli hashtag ma basterà questo ad attirare nuovi utenti e a trasformarli in denaro sonante?

    twitter 140 caratteri #sutwitterperchè

    Personalmente non trovo utile il superamento del limite dei 140 caratteri ma sarei felicissimo, sempre da semplice e affezionato utente quale sono, se venisse introdotta la funzionalità di modifica dei tweet pubblicati, magari limitata nel tempo per evitarne l’abuso, per correggere eventuali refusi nel testo, perché una mention errata o un hashtag sbagliato non fanno certo bene all’interazione.

    È la Borsa che comanda ma il valore di un social network sono gli utenti. E allora vogliamo dire a Jack Dorsey che non ci interessa un tweet da 10.000 caratteri ma siamo #SuTwitterPerché:

    • gli hashtag ci permettono di seguire e partecipare a conversazioni di nostro interesse senza farci distrarre dal rumore di fondo;
    • le liste ci offrono la possibilità di catalogare le fonti;
    • con i RT possiamo rilanciare un tweet, citando l’autore, con semplice un click;
    • le mention, ci aiutano a interagire, conversare e confrontarci con altri utenti;
    • i 140 caratteri ci permettono una lettura veloce e una scrittura essenziale;
    • le twitter card ci fanno andare oltre i 140 caratteri con un colpo d’occhio;
    • con i tag sulle foto possiamo segnalare o coinvolgere altri utenti senza andare oltre i 140 caratteri (anche se a volte rischiamo di farci prendere la mano);
    • con le stelline potevamo annotarci un tweet senza che questo fosse considerato endorsement, perché “favorito” è diverso da “mi piace”;
    • i DM ci permettono di dialogare in libertà, soprattutto ora senza il limite di 140 caratteri… ma i DM non sono tweet.

    [easy-tweet tweet=”Non ci interessa un #Twitter10k ma ci piacerebbe molto la #modificatweet.” user=”andreacreativo”]

    Per darvi un’idea di quanti sono 10.000 caratteri, questo articolo supera di poco i 4.000.

    Se siete su Twitter anche voi, il vostro perché qual è? Raccontatecelo e twittatelo con #SuTwitterPerché!

  • Twitter sarebbe pronta ad eliminare il limite dei 140 caratteri

    Twitter sarebbe pronta ad eliminare il limite dei 140 caratteri

    Da quanto riporta Re/Code, Twitter starebbe testando la possibilità di eliminare il limite dei 140 caratteri per i tweet e fissarlo a 10 mila, lo stesso limite che vale oggi per i DM. Secondo le notizie raccolte la funzionalità potrebbe essere rilasciata entro il primo trimestre di quest’anno. Ma sarebbe davvero la soluzioni ai problemi che attanagliano Twitter?

    La notizia sta facendo il giro del web in queste ore e si tratta di rumors ovviamente. Ma quello che riporta oggi Re/Code potrebbe essere una notizia non da poco. E’ vero che se ne parla da tempo, ma questa potrebbe essere la conferma che davvero ci si sta lavorando.

    twitter limite 140 caratteri

    Ebbene, secondo le fonti raccolte da Re/Code, Twitter starebbe lavorando per eliminare il limite dei 140 caratteri che caratterizza l’utilizzo della piattaforma. E si starebbe lavorando su una modalità che fissa la lunghezza del contenuto a 10 mila caratteri, ossia il limite che è già in atto per i DM. Ricordiamo che il limite dei 140 caratteri vigeva anche per i messaggi privati, eliminato poi lo scorso agosto, un’operazione che ha permesso la possibilità di utilizzare i DM come servizio di messaggistica, ma che ha fatto subito pensare che qualcosa si stesse muovendo anche per i tweet.

    E, sempre secondo le fonti raccolte da Re/Code, la nuova funzionalità potrebbe essere rilasciata addirittura entro il primo trimestre di quest’anno. Ma Non ci sono ancora conferme ufficiali.

    La funzionalità a cui si starebbe lavorando avrebbe l’obiettivo di non stravolgere il design attuale e il rischio di stravolgere la timeline degli utenti in effetti è molto alto. Ma si starebbe pensando ad una soluzione “estensibile”, cioè una volta cliccato il tweet viene fuori tutto il resto del contenuto. Infatti provare a realizzare una soluzione che permetterebbe la visualizzazione di tweet più lunghi potrebbe poi portare ad un coinvolgimento minore da parte degli utenti. E allora perchè cambiare?

    In effetti il punto è proprio questo, Jack Dorsey, nominato CEO permanente lo scorso ottobre, prendendo il posto del dimissionario Dick Costolo, ha la necessità di cambiare, quasi un obbligo, per dare una risposta prima di tutto agli investitori che chiedono a gran voce un cambio di passo, vista la crescita piatta della base utenti. Il CEO a “tempo parziale” (dedica infatti la mattina a Twitter e i pomeriggio a Square, l’altra sua società di cui è fondatore e CEO) deve dare un segnale.

    Ma siamo sicuri che sia davvero questa la strada per il cambiamento, ossia la strada per dare una scossa? In realtà questa sarebbe una forzatura, eliminare la funzionalità che più di ogni altra caratterizza la piattaforma significa snaturarla, non cambiarla o valorizzarla. E poi gli utenti più affezionati non capirebbero, non la comprenderebbero e di conseguenza potrebbe rivelarsi un fallimento. Perchè invece non puntare su un progetto già troppe volte annunciato, in vigore negli Usa cero ma non in altri paesi, come Moments che permetterebbe già una migliore comprensione della piattaforma ai meno avvezzi coi 140 caratteri? Moments permetterebbe agli utenti di seguire con più ordine le varie storie di conseguenza verrebbe ridotto il “rumore” della timeline che tante volte non permette di seguire le varie notizie con ordine. Questa è già una soluzione in essere, ma evidentemente potrebbe non bastare.

    UPDATE

    E vista la grande risonanza che ha avuto la notizia, è arrivata anche la risposta del CEO di Twitter, Jack Dorsey, che in un tweet ha pubblicato una nota per spiegare che Twitter in quanto “veloce, pubblico, di natura live conversational” manterrà sempre così la sua natura. Per questo motivo “la maggior parte dei tweet sarà sempre breve…”.

    E aggiunge anche che non ci sarà il timore di aggiungere nuove “utility” per potenziare la piattaforma.

    A dire il vero, non sembra proprio una smentita, anzi. E non chiarisce bene proprio la questione. Sembra proprio presagire il fatto che la novità è ormai dietro l’angolo.

    Allora siamo pronti a dire addio ai 140 caratteri?