Tag: 2014

  • Droni e app predittive tra i tech trend che Akamai prevede per il 2014

    Droni e app predittive tra i tech trend che Akamai prevede per il 2014

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    Akamai, azienda leader per i servizi in cloud, ha individuato quelli che saranno i tech trend che caratterizzeranno il 2014. Web frammentato, app predittive e droni sono alcuni dei trend individuati. L’Internet of things avrà un peso anche nel nuovo anno che sta per arrivare

    Il 2013 è ormai agli sgoccioli e se ci siamo quasi abituati ai concetti di realtà aumentata, Social TV e cloud in tutte le sue forme, è giunto il momento di guardare avanti. Anche quest’anno, Luca Collacciani, Regional Manager di Akamai ha individuato per noi alcuni trend e tecnologie che potrebbero caratterizzare i prossimi 12 mesi, pronte a spianare la strada a un mondo sempre più iper-connesso. Vediamo insieme quali sono.

    L’internet of things

    Si è affermato durante l’anno in corso ma avrà un peso sempre maggiore negli anni a venire: aumentano gli oggetti che escono dal quotidiano per diventare più smart e rendere più smart le nostre vite. E si tratta degli oggetti più disparati: come Nest, il termostato 2.0 che, con un wi-fi integrato e un’app dedicata permette di risparmiare sul riscaldamento; Lock8, l’antifurto high-tech per le biciclette e, ancora, DoorBot, un videocitofono che, per mezzo di un’app, interagisce con lo smartphone e ci consente di aprire la porta di casa da remoto (ammesso che l’ospite sia gradito!).

    Un internet sempre più frammentato

    E’ la conseguenza più ovvia dell’internet of things: l’aumento di dispositivi connessi porterà non solo all’esplosione del traffico ma al delinearsi di un panorama web sempre più frammentato. Tante sfide dunque, riassumibili in un unico concetto, quello di ‘situational performance’, ossia la necessità di ottimizzare in modo intelligente a seconda delle circostanze uniche e specifiche in cui si trova l’utente, determinate da una combinazione di fattori quali il canale di fruizione, i dispositivi e i browser utilizzati, l’accesso al network, il tipo di connessione etc.

    La scommessa delle App

    Nel 2013 abbiamo visto nascere sul web aziende che, per la prima volta, hanno osato modificare lo status quo e rivoluzionare i modelli di business a cui siamo abituati: pensiamo a Uber, l’app che consente di chiamare un ‘taxi privato’ e che va a scardinare non solo il concetto di auto a noleggio, ma a mettere in discussione la ben salda lobby dei tassisti. Un caso isolato? Difficile crederlo.

    L’economia virtuale

    In un anno il suo valore è moltiplicato: la bitcoin, la cyber moneta nata da un algoritmo, sfugge di fatto al sistema bancario. Priva di un’autorità centrale a tracciarne le transazioni – che avvengono esclusivamente tra i nodi di rete coinvolti – la bitcoin sembra essere stata creata apposta per il mondo iper-connesso e porterà con sé una serie di nuove sfide legate alla sicurezza.

    App? No, personal assistant

    Oltre Siri, oltre Google Now: le app diventano sempre più predittive. Un esempio su tutti è iBeacon. Molto più di un’app, si tratta di una tecnologia che assume le sembianze di un vero e proprio ‘assistente virtuale’ che accompagna l’utente durante lo shopping. Testato negli Apple store, iBeacon consente all’utente di scansionare gli oggetti visionati per accedere a ulteriori informazioni, recensioni di altri utenti e ricevere preventivi. Certo, di strada da fare iBeacons ne ha ancora parecchia, ma ci sono già altre catene, come la famosa Macy’s (e dunque non solo hi-tech) che già sembrano interessate a una prova in-store.

    ibeacon-teaser

    Droni: mai più senza

    Li abbiamo visti impiegati nei contesti più diversi: dal rilevamento di bracconieri in Africa all’agricoltura di precisione in America, fino al recentissimo esperimento della DHL tedesca che ha messo in campo (anzi, in aria) un drone-corriere, il quale ha consegnato con successo il suo primo pacco dopo un volo di poco meno di tre chilometri. E adesso anche Amazon si appresta ad usarli. L’industria dei droni è pronta a mettere le ali, in tutti i sensi.

    Evoluzione delle minacce

    Una costante. Entro fine 2013, Akamai stima che i propri clienti riporteranno un numero di attacchi DDoS superiore al 30% rispetto al 2012. Cosa ci riserverà il 2014? Sicuramente attacchi più intelligenti, caratterizzati da un targeting più accurato (verso applicazioni specifiche), non più di carattere volumetrico e indirizzati al front-end ma piuttosto di natura ‘slow&low’ e rivolti al back-end, come ad esempio Slow POST e HashDos.

    Bene, questi i trend che Akamai individua per il 2014 e voi che ne pensate? Credete che ci sia ancora qualche altro trend che potrà caratterizzare il nuovo anno? Allora, indicateci tra i commenti quelli che secondo voi saranno i tech trend del 2014!

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  • Twitter vale 11 miliardi di dollari e ci si prepara alla IPO

    Twitter vale 11 miliardi di dollari e ci si prepara alla IPO

    E adesso si comincia seriamente a parlare di una concreta IPO di Twitter per il 2014 dopo che un’agenzia ha valutato il valore del popolare social network compreso tra gli 8 e 11 miliardi di dollari

    L’anno appena trascorso, il 2012, dal punto dei vista dei Social Media per tanti versi è stato un anno di successi, ma sotto altri punti di vista, soprattutto quelli finanziari, ci ha mostrato un aspetto inedito e non troppo florido. Basta semplicemente guardare al sofferto sbarco di Facebook a Wall Street dal quale ci si attendeva sicuramente un esito diverso, oppure alla crisi che ha coinvolto Zynga, altro colosso colpito da guai finanziari. Senza dimenticare Groupon. Insomma il 2012 dei Social Media dal lato finanziario non è stato entusiasmante. Eppure le voci insistenti di una possibile IPO di Twitter, colosso tra i social network e secondo solo a Facebook per numero di utenti, sembrano ormai portare a un progetto concreto, specie dopo la valutazione che viene fatta della società, con un valore compreso tra gli 8 e gli 11 miliardi di dollari, da parte di Greencrest Capital.

    Si parla del 2014 anche se non vi è nulla di certo. Quello che si comincia a sapere che Greencrest Capital stessa comincia a consigliare a Twitter di prendere in considerazione una IPO e di seguire certe modalità. La valutazione è frutto di un’attenta analisi di quello che è stato anche il 2012 per Twitter, anno in cui ha modificato decisamente alcuni assetti importanti, basti pensare alla massiccia modifica delle API, con un profitto in crescita che proviene dalla pubblicità e dagli investimenti fatti per migliorare l’uso via mobile, settore cruciale per Twitter.

    La data del 2014, secondo quanto riporta Greencrest Capital, è concreta per il fatto che si comincia a vedere un avvicendamento tra personaggi che hanno giocato ruoli importanti in situazioni analoghe. I personaggi coinvolti sono Ali Rowghani, assunto di recente come Responsabile Finanziario alla Pixar, già CFO, Chief Financial Officer, di Twitter, e Mike Gupta, ex tesoriere di Zynga, che subentrando a Rwoghani in Twitter, porta la sua esperienza a proposito di IPO fatta proprio con Zynga. Ora, vista la fine di Zynga non ci sembra che questa mossa possa essere azzeccata, però certamente queste azioni fanno presagire che qualcosa di concreto per un reale sbarco di Twitter a Wall Street comincia a farsi strada.

    Bisogna ricordare che l’ultima valutazione di Twitter riportava un valore di 1 miliardo di dollari e quella attuale effettivamente tiene conto dei recenti sforzi fatti da Twitter, come dicevamo prima, che ha come conseguenza l’aumento del numero degli utenti.

    Intanto attendiamo di vedere come sarà questo 2013 per Twitter anche dopo il lancio dei filtri fotografici con il chiaro intento di sfidare Intasgram (e Facebook) e anche dopo il recente pasticcio sulle regole della privacy di Instagram che ha avuto come conseguenza una riduzione del 25% degli utenti. Ma sarà interessante vedere quanti altri brand utilizzeranno i Promoted Tweets, arma che si è rivelata vincente che ha garantito ai marchi un aumento del 40% di engagement via mobile, un dato davvero interessante.

    Certo che l’imperativo di Twitter per una IPO nel 2014 deve essere quello di evitare quanto è successo a Facebook. Ci riuscirà?

  • Twitter pronta per una IPO nel 2014

    Twitter pronta per una IPO nel 2014

    Un lungo articolo di ieri sul New York Times traccia un profilo di Dick Costolo, presentandolo come vera guida di Twitter sino a questo momento. Mentre i fondatori si dedicano altri progetti, Costolo, che ha un passato da attore, si avvia da solo verso quello che sarà il nuovo grande traguardo, cioè lanciare una offerta pubblica all’inizio del 2014

    Dick CostoloUn lungo articolo è apparso ieri sulla versione cartacea del New York Times, disponibile anche online, in cui viene tracciato il profilo di Dick Costolo, attuale CEO di Twitter, visto come la vera guida e mente fino a questo momento del popolare sito di micro-blogging. Mentre i fondatori, Jack Dorsey, da una parte, e Biz Stone e Evan Williams, dall’altra, si dedicano anche ad altri progetti, Costolo è l’unica figura al momento che rappresenta Twitter, colui che si comporta come se l’azienda l’avesse fondata lui. Questo il pensiero di Dorsey, detto sinteticamente. Pochi sapevano che Dick Costolo ha avuto un passato da attore comico, cabarettista, anche se si è sempre dedicato al web con suoi progetti. Ma nonostante tutto le sue intuizioni e le sue idee si sono dimostrate valide. E il prossimo step? Arrivare ad un’offerta pubblica agli inizi del 2014! (altro…)

  • Twitter in crescita, previsti 1 miliardo di dollari di introiti nel 2014

    Twitter in crescita, previsti 1 miliardo di dollari di introiti nel 2014

    Twitter continua a crescere e, secondo gli analisti, il servizio di microblogging crescerà di due volte tanto. Secondo quanto afferma Bloomberg, si prevede che Twitter raggiungerà introiti pubblicitari nel 2014 per 1 valore di un miliardo di dollari

    twitter-grow-business-ad-marketingDa quello che affermano gli analisti finanziari e da quanto riporta anche Bloomberg, informazioni avute “da due persone che conosco bene la materia“, si prevede che Twitter per il 2014 possa raggiungere la cifra di 1 miliardo di dollari di introiti provenienti dalla pubblicità. Previsione ovviamente basata al momento su quella che è la domanda in questo e che di fatto è una bella cifra. A testimoniare che Twitter sta vivendo un bel momento, fatto di crescita continua. E la possibilità che le previsioni possano risultare sbagliate è davvero remota. Basti guardare il gran momento che Twitter sta vivendo in quelli che vengono definiti “economie emergenti”, come Brasile, India, Indonesia, Messico.  (altro…)