Tag: analisi dei dati

  • HPE Discover More, l’evento sulla Data Driven society in live streaming

    HPE Discover More, l’evento sulla Data Driven society in live streaming

    HPE Discover More è uno degli eventi su Innovazione e Tecnologia per le aziende tra i più importanti da seguire. Tema di questa edizione è la Data Driven society, si parlerà di Cloud, IoT, Intelligenza Artificiale, 5G. Sarà presente anche Antonio Neri, presidente e CEO di Hewlett Packard Enterprise. Seguite con noi in live streaming la giornata del 14 maggio.

    Prende il via domani, 14 maggio 2019, HPE Discover More l’evento atteso sulla Data Driven society, una grande occasione per capire come usare i dati, come analizzarli e come sfruttarli al meglio. Sarà una giornata densa di spunti, casi concreti per portare alle aziende italiane soluzioni innovative e tecnologiche. I temi al centro della giornata saranno Cloud, IoT, Intelligenza Artificiale, 5G. Ad aprire la giornata ci sarà Antonio Neri, presidente e CEO di Hewlett Packard Enterprise, alla guida dell’azienda dal 2018, dopo lo split avvenuto a fine 2017.

    La giornata sarà occasione per ascoltare esperti provenienti da aziende da sempre all’avanguardia e da università che racconteranno le innovazioni e le tecnologie che oggi permettono di progettare il business del futuro.

    L’evento avrà anche una forte valenza social, potrete infatti seguire il racconto live attraverso #HPEDiscoverMore su Twitter, e potrete anche seguire la giornata in live streaming anche qui sul nostro blog, dallo studio tv allestito all’interno del MiCo, location dell’evento.

    hpe discover more cover

    I casi che verranno raccontati sono quelli di aziende del calibro di MSC Cruises, Caterpillar, Snam, Pirelli, Datalogic, Mercedes-AMG Petronas Formula One Team, e ascolteremo anche le storie di alcuni eccellenti imprenditori italiani.

    Conosceremo meglio nCore, la startup che sta rivoluzionando i sistemi di recruitment grazie ad un’idea senza precedenti che basa tutto sull’Intelligenza Artificiale, passando per Si-Net che sta accompagnano i commercialisti nell’era della fatturazione elettronica fino alle voce dei massimi esperti internazionali di Blockchain, Intelligenza artificiale, GDPR e diritto informatico.

    Insomma, ci sono tutti gli ingredienti perché HPE Discover More si presenti davvero come un evento da non perdere.

    Questo il programma della giornata:

    HPE Discover More Digital Event, l’Agenda

    09,45 – 10,00: Collegamento Live dalla sala plenaria, le emozioni, il conto alla rovescia per l’arrivo di Antonio Neri

    Ore 10,00 – 12,00:

    Stefano Venturi, Presidente e Amministratore Delegato Hewlett Packard Enterprise Italia e Vice President Hewlett Packard Enterprise Inc.
    Antonio Neri, President & Chief Executive Officer, HPE

    Marco Malavolta, Global IT Infrastructure Senior Manager di Datalogic
    Pier Paolo Tamma, Senior VP & Chief Digital Officer, Pirelli
    Stefano Viotti, Head of infrastructure & Network Services, SNAM Digital Transformation & Technology

    ORE 12,00 – Collegamento con lo studio Multimediale LIVE TV

    Il collegamento con il social team di Franz Russo, le conversazioni, temi chiave di cui si sta discutendo grazie all’analisi del command center di Talk Walker.

    Ore 12,15 – 12,30

    Intervista con Cristina Pozzi, l’unica Young Global Leader 2019 per l’Italia, fondatrice di Impactscool

    Come si insegna il futuro, digitale, responsabile a studenti, università e imprese?

    Come di affronta la rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale con consapevolezza e metodo etico?

    Ore 12,30 – 12,45

    Il caso Cohesity

    Società stata nominata nella lista “Next Billion-Dollar Startups 2017,” di Forbes, e oggi alle prese con la rivoluzione dello storage

    Ore 12,45 – 13,00

    Il caso Mercedes-AMG Petronas Formula One Team

    Intervista esclusiva con Matt Harris, Head of IT, Mercedes-AMG Petronas Formula One Team

    Ore 13,00 – 13,15

    Intervista esclusiva con Luca Nanni, CEO at HP Financial Services Rental presso Hewlett Packard Enterprise

    Ore 13,15 – 13,30

    Social Corner

    Franz Russo e il team social commentano le conversazioni social grazie alle analisi live di Talkwalker

    Ore 13, 30 – 13,45

    Il caso nCore

    La storia della start up dei record che sta rivoluzionando HR e recruitment con l’AI

    Intervista con il fondatore Enrico Ariotti

    Ore 13,45 – 14,00

    Il caso red Hat

    Così l’Open Source sta rivoluzionando Cloud e Imprese

    Ore 14,00 – 14,15

    Il caso Samsung

    Come e perché dobbiamo affrontare la rivoluzione del 5G

    Ore 14,15 – 14,30

    Cos’è davvero e come si fa business con la Blockchain?

    Una guida pratica esclusiva a cura di Massimo Giordani, Presidente AISM Italia e Vice Presidente Blockchain Council

    Ore 14,30 – 14,45

    Social Corner

    Franz Russo e il team social commentano le conversazioni social grazie alle analisi live di Talkwalker

    Ore 14,45 – 15,00

    Il Caso Si-Net e la rivoluzione, digitale, dei commercialisti

    Intervista con Fausto Turco, Ceo di Si-Net

    Ore 15,00 – 15,15

    Un anno di GDPR… ma noi e nostri dati siamo più o meno sicuri adesso?

    Intervista con Chiara Magalini, Avvocato DusiLaw, esperta di Diritto Informatico

    Ore 15,15 – 15,30

    Il caso Intel

    Viaggio al centro della rivoluzione Intelligente Edge e del nuovo Data Center

    Ore 15,30 – 15,45

    Generare lead e business misurabile con i social networks

    La guida pratica a cura di Franz Russo, Social Media Strategist, Content Manager e Blogger

    Ore 15,45 – 16,00

    HPE Discover More, l’evento, le idee, le storie più belle

    Commento e chiusura del Digital Event a cura di Enrico Gaetani, Marketing Manager at Hewlett Packard Enterprise Italia

     

  • Dall’era dei Big Data a quella dell’Umanesimo 2.0

    Dall’era dei Big Data a quella dell’Umanesimo 2.0

    Viviamo in un’epoca in cui la tecnologia è ormai parte della nostra vita, automatismi compresi. Ma nell’era dei Big Data, dell’analisi dei dati c’è sempre più il bisogno di dare un tocco umano. Ma in questa intervista Furio Camillo, dell’Università di Bologna, esprime un parere critico invitando ad un nuovo Umanesimo 2.0, parlando anche di “CRM delle Emozioni”.

    Nell’era dei Big Data, dell’analisi dei dati c’è sempre più il bisogno di dare un tocco umano. Il tema è stato affrontato anche al recente Analytics Experience di Amsterdam, ma ne avevamo parlato anche un po’ di tempo prima con Furio Camillo, professore associato di Statistica Economica presso l’Università di Bologna, durante un incontro nato in occasione del SAS Forum Milan 2017. Quello che, già qualche mese fa, sosteneva Camillo è un po’ quello che sta prendendo piede in questi ultimi tempi, e cioè aggiungere Emozioni ai dati e dare vita ad una sorta di Umanesimo 2.0. Nella nostra conversazione ha parlato proprio di “CRM delle Emozioni”. Vanno bene le nuove tecnologie, l’innovazione, l’automazione, ma alla fine i dati devono essere comunque “modellati” e devono rispondere a dei “perchè”.

    E’ questo il senso della bella intervista con Furio Camillo che ci ha offerto uno “spaccato umano” in mezzo ad una tecnologia che è ormai troppo sbilanciata verso gli automatismi che non riescono a fornire tutte le risposte. Il suo è un richiamo critico assolutamente da non sottovalutare.

    innovazione big data umanesimo 2.0

    Ma che significa davvero CRM delle Emozioni?

    Sai ho la sensazione che, dopo 30 anni di cui me ne occupo, è che ci sia una deriva non positiva, soprattutto in relazione a tutto questo positivismo che ci circonda. La deriva è che il dato viene visto come qualcosa di incapsulato nella tecnologia, manovrata da ingegneri e computer scientist, che di fatto non sono interessati per la loro cultura, al dato in sè. Il dato oggi lo troviamo nei database, sempre più immateriale, sempre più difficile anche da navigare, come il Cloud, con cui avviene una delocalizzazione fisica del dato. Pensa che spesso siamo portati a pensare al data-driven che fa tutto da solo, per citare un esempio in questo senso. La mia sensazione è che questa interpretazione è errata, non ci può essere una modellazione del dato, soprattutto se questo lo si applica alle aziende sociali, quindi economia, business, marketing dove c’è l’essere umano che è generatore del dato. Anche l’IoT alla fine è un continuo generare dei dati perchè siamo noi stessi che connettiamo i dispositivi da cui poi generiamo tutta una serie di dati. E’ l’uomo che connette i device e che trasmette informazioni, attraverso questi strumenti, su quello che è il comportamento dell’uomo. La deriva, tornando al pensiero iniziale, è che si stanno collezionando milioni e milioni di informazioni, e i numeri sono davvero esponenziali, ma alla fine una delle domande che ci si pone spesso è che poi quella campagna la si deve fare semanticamente.

    Ma tornando al tema delle Emozioni, oggi non si riesce a comunicare se davvero non si riesce a trasmettere delle Emozioni. Tu come la vedi dal tuo punto di vista?

    E’ vero, e dirò di più, nel senso che stiamo vivendo l’inizio di un’era dell’Umanesimo nei Big Data. Si generano informazioni legate al comportamento umano. Banalmente, per fare un esempio, uno va ad accompagnare il figlio a scuola con lo smartphone in tasca. Bene, quel telefono è trackato (rintracciabile, n.d.r.), tieni presente che in Italia ci sono ben 11 milioni di telefonini trackati di cui conosciamo la posizione, in media. Dobbiamo quindi, osservando i vari spostamenti che  le persone compiono, chiederci perchè generano questi spostamenti. D’accordo avere l’informazione, ma sarebbe utile anche il chiedersi il perchè. Dovremmo forse recuperare la vecchia logica delle ricerche di mercato e lo dico da statistico. Alle aziende oggi non serve sapere che tu vai da un punto ad un altro della città ascoltando musica, alle aziende serve sapere perchè ti muovi in quella direzione per poter costruire tutto un percorso ed individuare punti di interesse. I devices permettono di visualizzare le cause ma non gli effetti.

    E l’unico modo per scoprire le cause resta la survey?

    Secondo me sì.

    E per il fatto che siamo tutti interconnessi oggi la survey può vivere in altre forme?

    Certo, io stesso ho elaborato una survey ad un campione di 4.500 italiani associato ad un’app sul proprio smartphone, ai quali abbiamo associato un valore, e ne stiamo studiano i comportamenti. L’idea è al momento allo sviluppo con un’azienda, ma questo modello lo si può replicare anche per altre aziende. Parlavamo prima di Emozioni, ma si potrebbe dire delle Ragioni dei comportamenti che passano attraverso la profilazione dei valori delle persone al comportamento che si può osservare quando un soggetto genera uno stimolo che va sul device.

    E in tutto questo, secondo te, SAS che ruolo gioca?

    Vedi, il ruolo di SAS in questo contesto è fondamentale, nel senso che svolge un ruolo nella parte analitica, che è quello che ci interessa di più, in maniera basilare oserei dire. SAS ci offre una capacità di modellazione statistica del dato che è quello che interessa oggi a noi, perchè lega la capacità tecnologica alla capacità analitica, sempre aggiornato, documentato. Se vuoi fare modellazione statistica oggi il miglior modo per farlo è solo SAS, senza dubbio.

    Ti dirò, vedo anche una deriva nella scelta della tecnologia nelle aziende, derivata dal fatto che si bada a spendere sempre meno, anche se non è poi questo il vero problema. Esiste un’idea diversa, legata al fatto che il dato è prima all’interno di una scatola tecnologica e non dentro una scatola analitica.

    Il problema che abbiamo ancora in Italia è che il dato viene visto solo come parte della tecnologia e non come una ricchezza della parte operativa. Pensiamo ai grande settori della nostra economia come fashion, automotive, questi sono settori in cui c’è un gran bisogno di ritorno al’Umanesimo. I dati sono un patrimonio conoscitivo che dobbiamo imparare a trattare.

    Dobbiamo perdere l’approccio automatizzato, intendiamoci, l’Intelligenza Artificiale serve per altri scopi.

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  • SAS University Edition, la community per il lavoro del futuro

    SAS University Edition, la community per il lavoro del futuro

    SAS University Edition è il software che SAS ha realizzato per tutti coloro che desiderano imparare ad usare gli strumenti dell’ analisi dati per meglio prepararsi al futuro. Lo abbiamo conosciuto meglio grazie a professor Simone Borra, dell’Università Tor Vergata di Roma, che lo ha inserito nel suo metodo didattico, e a Sara Facchi, studentessa della Bocconi, che lo usa per i suoi studi e per prepararsi al lavoro del futuro.

    SAS University Edition è il software che SAS ha realizzato per tutti coloro che desiderano imparare ad usare gli strumenti dell’analisi dei dati per meglio prepararsi al futuro. E’ quindi una soluzione che segue la direzione che il colosso americano sta intraprendendo ormai da qualche anno, ossia quella che porta a formare i giovani mettendoli in condizione di saper sfruttare al meglio le occasioni del futuro. E, come abbiamo raccontato spesso anche qui sul nostro blog, il futuro è nei Big Data e, soprattutto, nell’analisi Dati. Grazie a questa tecnica è possibile estrarre tutta una serie di elementi che permette alle aziende di meglio interpretare i dati, vera miniera di informazioni per il business. E per fare questo, occorre che ci siano figure che sappiano maneggiare i dati. In questo contesto, si parla di figure emergenti come i Data Scientist, veri professionisti del  dato, che sono in grado di estrarli ed elaborarli al meglio per cogliere tutte le preziose informazioni che essi contengono al loro interno.

    Questa era una premessa dovuta per meglio inquadrare SAS University Edition, un software di analisi che prepara i giovani studenti universitari, a prepararsi verso il futuro, neanche tanto lontano, che abbiamo appena descritto. Questo strumento, in realtà, non è solo da avviare, va davvero oltre questa logica ormai non più moderna del semplice software da avviare per eseguire. No, SAS University Edition è una vera e propria palestra per la conoscenza della statistica e dell’analisi, ma è anche di più. E’ una vera e propria community, ed è questo uno degli elementi che ci ha incuriosito. SAS University Edition mette insieme il meglio che uno studente può attendere oggi dall’utilizzo di un software, quindi:

    • facilità d’uso;
    • possibilità di sperimentare soluzioni ad-hoc.

    Oltre a questi due elementi c’è poi la community a cui potersi rivolgere per confrontarsi con altri utenti e per meglio conoscere la piattaforma. Nel nostro modo di vedere le cose, sempre attenti a parlare di social media, di condivisione, di interazioni, SAS University Edition è una vera e propria community, un “social network del dato”, definizione data per rendere l’idea di quello che vi stiamo presentando oggi.

    sas university edition

    Per meglio conoscere il software abbiamo avuto modo di confrontarci con Simone Borra, professore associato in Statistica presso l’Università Tor Vergata di Roma, e anche con Sara Facchi, studentessa dell’Università Bocconi di Milano che utilizza già SAS University Edition. Obiettivo di questo confronto era capire come questo strumento può essere utile nella didattica universitaria, tradizionalmente lontana o comunque, per tanti motivi, ancora non pronta ad un’impostazione nuova come quella che propone SAS University Edition. E invece, il professor Borra, pur ammettendo i limiti didattici universitari, ha inserito gli strumenti SAS e in particolare SAS University Edition all’interno dei suoi programmi riuscendo nell’intento “insegnare la statistica in un modo moderno“, come ci dice. Con questo strumento oggi gli studenti “hanno più voglia di imparare, grazie al fatto che hanno un proprio device che gli permette di apprendere e di personalizzare anche lo studio“.

    Il crescente fenomeno dell’analisi sui social media, della sentiment analysis, ha sicuramente contribuito a far crescere l’interesse dei ragazzi verso i numeri, verso l’analisi e verso la statistica”.

    Ma come funziona Sas University Edition? Il professor Borra ci spiega che in realtà è uno strumento semplice all’uso ma che permette di realizzare analisi anche di livello avanzato, perché montato sull’impianto base dei software SAS:

    E’ sufficiente caricare dati di diverso formato e in pochi passi si possono effettuare analisi avanzate: è un giusto compromesso tra una console che prevede già analisi di base ma che dà anche la possibilità di programmare, quindi fare codice. Questo è un elemento molto importante per gli studenti che possono dare spazio alla loro creatività”.

    La grande forza di questo software è proprio quella di dare la possibilità agli studenti di passare dalla teoria alla pratica velocemente, potendo da subito creare codici per personalizzare al meglio lo studio. E’ quindi uno strumento che si adatta a chi vuole iniziare questo tipo di studi ma anche ai più esperti.

    Il concetto che mette in evidenza l’uso di SAS University Edition, che apprezziamo molto, è quello di portare lo studente, in maniera più veloce e agevole, “dalla teoria alla pratica”. Uno strumento come questo mette nelle condizioni gli studenti, sin da subito, di mettere in pratica ciò che apprendono e di provare a creare. Un aspetto non di poco conto in un contesto universitario, che per fortuna comincia a cambiare, quasi sempre concentrato sulla teoria e poco sulla pratica. E su questa scia ci piace l’impostazione che il professor Borra dà rispetto a questo nuovo modo di insegnare la statistica e questo nuovo modo di avvicinare gli studenti ai dati e alla loro analisi. Un modo, come dice il professor Borra, che “prepara gli studenti a diventare cittadini del futuro“. Cresce l’interesse degli studenti verso i dati per il fatto che oggi l’analisi dei dati invade tutti gli aspetti della nostra vita.

    Sotto l’aspetto della community, elemento portante di SAS University Edition, abbiamo chiesto al professor Borra come introduce questo elemento all’interno delle sue lezioni, sapendo bene che oggi i ragazzi hanno bene in mente questo concetto.

    Oggi i ragazzi sono molto più imbevuti di statistica, più di quanto non lo fossero qualche anno fa“, ci risponde il professor Borra.

    La statistica oggi è un elemento che appare in ogni ambiente e quindi questo aiuta sicuramente i ragazzi ad interessarsi alla materia. Basti pensare a come è cambiato anche il linguaggio dei giornali che oggi propongono spesso analisi ed infografiche. Oggi non è più possibile pensare di insegnare la statistica in modo tradizionale, è necessario che il modulo didattico sia agganciato alla realtà, perché questo aiuta gli stessi ragazzi ad interessarsi alla materia. L’elemento della community è sicuramente importante perché i ragazzi già condividono tra di loro soluzioni ai problemi, modi di presentazione, valutazioni. La community internazionale di SAS University Edition serve proprio per avere informazioni, pareri e opinioni sull’utilizzo del programma. Da questi punti di vista, poi, i ragazzi hanno tantissimi stimoli. Vedo la community come una sorta di apprendimento vivo, attivo, dove il modello di apprendimento tradizionale, quello che vede il docente che spiega e i ragazzi ascoltano, viene ribaltato. Ed è interessante, poi, vedere come loro già con pochi elementi sono in grado di tirar fuori valutazioni e analisi interessanti. Un grande risultato per loro. Questo si inserisce nell’antico tema su quanto siano informatizzati i ragazzi che si affacciano per la prima volta ad un software statistico. Sono ancora pochi quelli che usano software da ufficio e molti quelli che usano social media e chat. In questa fase si avvicinano per la prima volta a questo tipo di software, ed è un grande risultato, quindi, quello che si riesce ad ottenete con SAS University Edition”.

    Come detto all’inizio abbiamo avuto l’occasione di conoscere anche l’opinione di una studentessa, Sara Facchi, che utilizza SAS University Edition, e che lo ritiene uno strumento essenziale per lo studio e per prepararsi al mondo del lavoro. Anche a Sara abbiamo chiesto il valore della community all’interno di uno strumento come SAS University Edition e ci ha risposto sottolineando come questo sia un mezzo per apprendere l’utilizzo del software, anche per chi non si è mai avvicinato a soluzioni come queste. “I corsi all’interno della piattaforma sono esaustivi per chiunque volesse approcciare questo software“.

    A proposito del mondo del lavoro, a cui inevitabilmente Sara ha fatto riferimento, ci ha colpito il suo pensiero, focalizzato sul fatto che oggi è importante riuscire a sviluppare qualche competenza in più, che vada quindi oltre lo stesso piano di studi. E’ necessario coltivare quell’elemento “extra”, come lo ha chiamato Sara, per entrare nel mondo del lavoro sapendo bene che nel proprio background formativo questo tipo di competenze saranno sempre più ricercate.

    SAS University Edition si presenta come uno strumento capace di andare incontro alle esigenze didattiche delle Università, che devono sempre di più garantire ai propri studenti strumenti per guardare al mondo del lavoro, quanto agli stessi studenti che possono in questo modo cominciare da subito ad essere operativi.

  • AnalyticsX, la Digital Transformation passa dall’analisi dei dati

    AnalyticsX, la Digital Transformation passa dall’analisi dei dati

    L’evento annuale di SAS che si è tenuto a Roma nei giorni scorsi ha messo in evidenza come ci stiamo sempre più avvicinando, e relazionando, sul tema degli analytics in ottica di esperienza. Il tema dell’evento targato 2016 era appunto “Analytics Experience – The analytics culture driving transformation”, l’attività di analytics è quella che abilita il processo di trasformazione, si parla di digital transformation, delle aziende oggi, un processo non più rinviabile.

    E quindi, dopo aver compreso che viviamo in un’era in cui siamo sommersi da dati di ogni tipo, e le aziende non sono da meno, è arrivato il momento di concentrarsi sulla fase di elaborazione e analisi degli stessi dati, servono quindi strumenti in grado di rendere più facili queste operazioni, perché da questa fase passa il vero processo di trasformazione. Attraverso gli analytics è possibile sapere cosa conserva quel dato, è possibile dare un’interpretazione completa e fare tutte le associazioni del caso. Di conseguenza, una volta che si è riusciti a estrapolare tutte queste informazioni, si può arrivare ad estrarre il vero valore che contengono i dati, e il valore permette alle aziende di abilitare un processo decisionale più preciso e mirato. I dati, attraverso gli analytics, sono fonte di informazioni tali da guidare le aziende nell’assumere decisioni in maniera più veloce e precisa. Siamo di fronte ad un momento che tutte le aziende hanno sempre atteso, un momento che oggi è finalmente alla portata di tutti.

    analytics experience 2016 roma digital transformation

    Ma cosa serve per avviare un processo di analisi dei dati, quindi analytics? Dall’evento di Roma, #AnalyticsX, è emerso che oggi è necessario avviare un processo che faccia riferimento ad una piattaforma, un sistema che gestisca al meglio il processo di Digital Transformation. I dati, come ci ha dichiarato Randy Guard, Executive Vice President e CMO di SAS, “da soli restano solo un potenziale non sfruttato, ecco che l’analisi dei dati può contribuire al raggiungimento di obiettivi di business e, elemento non secondario, aiutare le organizzazioni ad estrapolare Valore, elemento che prima non era possibile avere“. Randy Guard quindi specifica meglio il significato del dotarsi di una piattaforma oggi che sia basata su qualsiasi tipo di infrastruttura, quindi sul Cloud; che sia un luogo unico dal quale gestire tutti i processi; che sia aperta a tutti i reparti dell’azienda, ma aperta anche nel senso di “senza limiti“, quindi estensibile per ogni esigenza; che sia potente, quindi una piattaforma innovativa, veloce. Tutte queste caratteristiche sono già presenti in Viya, la piattaforma di SAS.

    randy guard sas rome 2016 analytics experience digital transformation
    Randy Guard, Executive Vice President e CMO di SAS

    Sta cambiando quindi l’approccio all’analytics e per questo servono piattaforme che diamo la possibilità alle organizzazioni di estrarre il Valore aggiunto che deriva dall’analisi, un valore che oggi va condiviso. Anche perché, come ci ha tenuto a sottolineare Randy Guard nel nostro incontro, “è il Valore che rappresenta l’elemento chiave che oggi hanno a disposizione le aziende per abilitare la digital transformation“.

    L’innovazione oggi passa per gli analytics, un’azienda che oggi investe nell’analisi dei dati vuol dire che sta proiettando la propria organizzazione verso un processo verso il digitale in maniera incisiva. Dall’analisi dati oggi, come abbiamo appena visto, deriva il vero Valore dei dati stessi, che altrimenti resterebbero solo elementi inespressi.

    E’ importante quindi un nuovo approccio, un nuovo modo di intendere l’analisi dei dati perché, come ha detto Fritz Lehman, Executive Vice President e CCO di SAS, “gli analytics risolvono i problemi dei clienti“.