Tag: barack obama

  • Obama punta sui giovani e lancia #ForAll, la nuova campagna social

    Obama punta sui giovani e lancia #ForAll, la nuova campagna social

    Anche per questa nuova campagna presidenziale Barack Obama punta decisamente sui Social Media e sul Web. E ieri ha lanciato una nuova campagna social #ForAll, per tutti, puntando sui giovani. Il lancio della campagna è avvenuto su Instagram, lo scopo è infatti di invitare i giovani a scrivere sul dorso della mano cosa vorrebbero per il futuro e farsi fotografare con la mano sul cuore

    #ForAll - Barack ObamaSicuramente Barack Obama deve la sua elezione del 2008 anche al popolo della rete e su questo neanche lui ne ha fatto mai mistero anzi. E’ stato sicuramente il primo candidato presidenziale a puntare decisamente sulle nuove tecnologie, sul web, sui social media con il chiaro scopo di arrivare a comunicare a 360° e di arrivare soprattutto all’elettorato più giovane. Quello che poi lo ha premiato. E anche in questa nuova campagna elettorale che ora affronta come Presidente degli Usa, punta nuovamente sul web e sui social media. E infatti ieri è stata lanciata una nuova campagna social #ForAll, per tutti, puntando proprio sui giovani. L’iniziativa, lanciata su Instagram, ha come idea di base di chiedere ai giovani di scrivere sul dorso della mano cosa vorrebbero per il futuro e poi farsi fotografare con la stessa mano sul cuore. L’effetto è bello, ma l’impegno diventa davvero importante. e questo Obama lo sa. (altro…)

  • Barack Obama si affida a YouTube per il suo video racconto

    Barack Obama si affida a YouTube per il suo video racconto

    Barack Obama non si smentisce e si affida a YouTube per raccontare in un video i suoi quattro anni trascorsi alla Casa Bianca e per rilanciare la sua candidatura alle prossime elezioni presidenziali. E ingaggia Davis Guggenheim, regista di Una scomoda verità

    Barack Obama conferma anche per la nuova campagna per le elezioni presidenziali Usa del 2012 di voler puntare sul web così come fece, con grande successo, nel 2008. E per raccontare i suoi 4 anni ha deciso di realizzare un documentario trasmettendolo su YouTube e permettendo a tutti non solo di guardarlo, ma anche di condividerlo. Per l’occasione ha chiamato a dirigere il video Davis Guggenheim, il regista del documentario premiato con l’Oscar “Una scomoda verità“, con protagonista l’ex vice-presidente Usa Al Gore. La voce narrante è quella di Tom Hanks. (altro…)

  • Instagram per Android? Ci siamo quasi

    Instagram per Android? Ci siamo quasi

    Erano in tanti ieri ad aspettare il tanto atteso rilascio della versione di Instagram per Android, ma Kevin Systrom il co-fondatore della startup ha solo annunciato che tutto è quasi pronto e che la versione Android è addirittura meglio di quella per iOS. Intanto cresce la valutazione potendo arrivare a 500 milioni di dollari

    InstagramDa giorni sul web e su twitter in particolare non si parlava d’altro, il rilascio della versione per Android di Intagram  è diventato un vero e proprio avvenimento. E come tale Kevin Systrom ha voluto trattarlo annunciando dal SXSW Interactive, che si tiene in questi giorni ad Austin, in Texas, che la versione per il sistema operativo di Google è quasi pronta. Anzi, ha aggiunto anche che è addirittura superiore a quella utilizzata attualmente su iOS. Ma di più non ha aggiunto, cioè si sa solo che attualmente la versione è in beta test in privato e che presto sarà rilasciata ufficialmente, ma niente date precise. Systrom ha annunciato anche che attualmente la versione iOS di Instagram è stata scaricata 27 milioni di volte. (altro…)

  • Il doodle di Google per il Martin Luther King Day

    Il doodle di Google per il Martin Luther King Day

    Oggi negli Stati Uniti si festeggia il Martin Luther King Day, che cade il terzo martedì del mese di gennaio. E in questa occasione Google ha realizzato un doodle, visibile solo negli Usa, che riprende il celebre discorso del reverendo del 1963 “I Have a Dream

    Martin Luther King Day - Google Doodle

    Oggi, 17 gennaio 2012, negli Stati Uniti si celebra il Martin Luther King Day ed è festa nazionale, come ogni anno ormai da 26 anni a questa parte. La festa cade il terzo martedì del mese di gennaio e Google, come da consuetudine, celebra l’evento con un doodle visibile però solo nella versione americana del sito. Il doodle riprende una frase dal celebre discorso che il reverendo Martin Luther King fece nel 1963 in occasione della Marcia su Washington. (altro…)

  • Le presidenziali americane del 2012 si giocano su Google+?

    Le presidenziali americane del 2012 si giocano su Google+?

    Come sapete, da pochi giorni Google+ ha lanciato Google+ Pages, le pagine dedicate al business e ai brand che vogliono usare anche questo social network. Ebbene, dopo l’apertura della pagina ufficiale di Barack Obama, Google punta sulla politica con Google+ for Politics. Vediamo di cosa si tratta

    Solo un mesetto fa si diceva che dopo il grande balzo iniziale per Google+ sarebbe arrivato il declino. Dopo aver fatto registrare decine di milioni di iscritti in un mese, anche per via di dichiarazioni che arrivavano dalla stessa casa di Mountain View, molti pensavano che il progetto G+ stesse miseramente tramontando, lasciando spazio indiscusso a Facebook. Ma in effetti un fondo di verità c’era nelle indiscrezioni e cioè che è vero che Google ha cambiato strategia chiudendo anche dei servizi avviati da poco, ma ha deciso di puntare su Google+. E infatti da pochi giorni è stato attivato Google+ Pages, per le aziende e i brand, un pò come le pagine pubbliche su facebook, affinando confermando ancora di più la sua presenza tra i social media. Ma in vista delle prossime elezioni presidenziali americane del 2012, Google punta sulla politica. E infatti da ieri attivo Google+ for Politics, una guida per i politici e i candidati che vogliono aprire una pagina su G+ per meglio interagire coi propri elettori. (altro…)

  • trivago sostiene Charity: Water, un dollaro per ogni like

    Un’iniziativa che vi segnaliamo molto volentieri quella di trivago, il popolare motore di ricerca e comparatore di prezzi di alberghi, che attraverso la propria pagina facebook ha deciso di donare un dollaro per ogni like a Charity: Water

    trivago charity: waterUn dollaro per ogni nuovo like sulla fan page di Facebook. Questo é quanto trivago donerá fino al 31 ottobre all’associazione Charity: Water. Alla fine del mese la somma complessiva verrà devoluta in favore dell´organizzazione no-profit che porta acqua pulita e sicura nei paesi in via di sviluppo, utilizzando il 100% dei contributi dei sostenitori per i suoi progetti di beneficenza. Sulla fan page di Facebook, gli utenti saranno in grado di vedere i progressi del progetto attraverso un contatore che mostra in tempo reale la donazione totale. Il denaro raccolto aiuterà Charity: Water in progetti idrici in paesi come l’Etiopia, i quali porteranno acqua potabile a quasi 1500 villaggi, 13 cliniche e oltre 100 scuole. Il lavoro dell´associazione ha ricevuto elogi perfino dal presidente americano Barack Obama in uno dei suoi discorsi pubblici, così come il supporto di aziende come Cisco e Thermos, e celebrità come Will Smith, Alyssa Milano, Justin Bieber e Jessica Biel. (altro…)

  • La morte di Osama Bin Laden sul web e social media

    La morte di Osama Bin Laden sul web e social media

    La notizia dell’uccisione del terrorista più ricercato al mondo, Osama Bin Laden, in poche ore ha fatto il giro del mondo, sorprendendo tutti. Ma anche in questa occasione la rete ha giocato un ruolo da protagonista. Vediamo come.

    La notizia che Osama Bin Laden fosse morto in italia è cominciata a girare poco dopo le 5 del mattino, qualcosa si cominciava a sapere dai media americani, 23,00 circa ora locale di Washington, annunciano che il presidente degli Usa Obama avrebbe parlato alla nazione intorno alle 23, 30 locali, le 5, 30 italiane. In mezz’ora tutte le notizie che rimbalzavano dagli Usa arrivavano a noi in maniera, comprensibile, piuttosto confusa. Per avere qualche certezza e avere qualche informazione in più sulle operazioni che hanno portato all’uccisione di quello che gli americani hanno, da dieci anni a questa parte, considerato come il nemico numero uno da abbattere, bisognava aspettare il discorso di Barack Obama. Ma la notizia ha avuto tra le sue fonti più attendibili proprio il web, in special modo twitter. E per due motivi.  Il primo, perchè una prima conferma della morte di Bin Laden arriva da twitter. E il secondo, sempre su twitter, perchè una prima cronaca, inconsapevole, di quello che era successo arriva proprio dalla rete.

    Questo che vediamo in alto viene ormai considerato il primo tweet che conferma in maniera ufficiale la morte di Bin Laden e in qualche modo annuncia tutto quello che sarebbe avvenuto dopo, concludendo con un eloquente “Hot damn”. A twittare è Keith Urbahn, il Capo dello Staff dell’ex Segretario alla Difesa Usa Donald Rumsfeld. Contemporaneamente, anche Jill Scott, produttore della Cbs News, conferma con un tweet: “House Intelligence committee aide confirms that Osama Bin Laden is dead. U.S. has the body”. In pochi minuti centinaia sono stati i retweet, RT, toccando anche i 4 mila tweets al secondo.

    In buona sostanza succede che quando il Presidente Barack Obama comparirà dal fondo del cross hall per dare l’annuncio ufficiale della uccisione di Osama Bin Laden, l’America è già informata per buona parte. L’annuncio monumentale, come scrivono i media americani, in effetti viene violato, per così dire, dalla rete. Un fatto mai successo fino ad ora, data l’importanza della notizia e degli effetti che questa poteva far scattare. Quando Obama si apprestava a parlare, la gente già si preparava a scendere per le strade, in particolare a Washington, per festeggiare l’evento.

    Altra prova, come dicevamo all’inizio, della velocità che ancora una volta ha dimostrato la rete, riguarda in effetti quella che adesso viene accreditata come la cronaca di ciò che è veramente accaduto e che ha poi portato alla uccisione del capo di Al Qaeda. Sohaib Athar, ossia @ReallyVirtual su twitter, è stato colui il quale, in maniera quasi del tutto inconsapevole, scritto su twitter ciò che in effetti gli stava accedendo intorno, raccontando del raid da parte delle forza speciali americane per arrivare ad uccidere Osama Bin Laden. Sohaib Athar è un consulente IT e risiede a Abbottabad, proprio la città dove bin Laden è stato trovato e ucciso. In una prima fase ha scritto di ciò che stava accadendo, “elicottero si libra sopra Abbottabad a 01:00 (è un evento raro)”, senza rendersi conto di avere twittato quello che in quel momento era ancora considerato un segreto.

    Athar ha riferito che uno degli elicotteri che aveva sentito, era precipitato, e che i velivoli non erano pakistani. Ora sappiamo che gli elicotteri erano quattro e facevano parte della operazione per uccidere il capo della organizzazione terroristica Al Qaeda. Uno pare sia stato colpito da fuoco nemico. Una volta resosi conto che quella era l’operazione più importante per gli amricani da quando questa guerra è iniziata, e ieri cadeva proprio l’ottavo anniversario, ha scritto “Uh oh, now I’m the guy who liveblogged the Osama raid without knowing it”, “Sono stato l’unico a twittare il raid per Osama, senza saperlo”. Appunto! E da anche una giustificazione sul perchè fosse stato l’unico, “Io sono solo un tweeter, sveglio al momento del crash. Non molti utenti di Abbottabad sono su Twitter, qui i ragazzi sono più su facebook. Questo è tutto”.

    Questo non è altro che un breve racconto di quello che è successo sulla rete. Ho voluto sottolineare questi due momenti perchè spiegano al meglio di come la rete sia, anche in casi come questi, un testimone eccellente e affidabile, anche inconsapevole. Una testimonianza come quella di Athar, in tempo reale, rafforza l’idea che i social media possono essere strumenti affidabili e alternativi ai media tradizionali. A volte scavalcandoli del tutto. In Italia questo effetto è stato ancora più sentito, perchè era mattina presto e perchè le redazioni dei giornali erano, quasi chiuse, a parte quello online. Quindi per avere notizie fresche e di prima mano non rimaneva che collegarsi alla rete, quindi su Twitter.

    Anche Facebook ha giocato un ruolo importante. Due ore dopo l’annuncio di Maba è stata creata una pagina, Osama Bin Laden is DEAD, che in pochi minuti è stata raggiunta da migliaia di commenti. Al momento in cui scriviamo conta già oltre 270 mila iscritti e di sicuro aumenteranno.

  • Obama ricomincia dal web

    Anche stavolta Barack Obama sceglie la rete per iniziare la sua nuova campagna presidenziale e lo fa inoctrando Mark Zuckerberg al Town Hall Facebook di Palo Alto. Tanti i temi toccati, ma la rete e le tecnologie sono importatnti per il futuro

    Non avrebbe potuto iniziare diversamente la sua nuova campagna presidenziale Barack Obama, presidente degli Stati Uniti d’America. Incontrando Mark Zuckerberg ieri al Town Hall Facebook di Palo Alto, in California, cioe’ dal municipio del villaggio piu’ grande del mondo, Obama ha stretto ancora di più il suo forte legame col web che gli ha consentito di diventare presidente Usa nel 2008. O quanto meno, una legame, una combinazione che ha avuto una forte influenza. E siccome in questri ultimi tre anni Obama ha comunque continuato ad usare la rete come strumento di informazione e coinvolgimento, allora non poteva essere davvero diverso l’inizio di questa sua nuova avventura eletorale che punta alla rielezione. In un’atmosfera entusiasta, davanti a 700 dipendenti di facebook e giornalisti, Obama si è presentato subito in maniera simpatica: “Il mio nome è Barack Obama, quello che è riuscito a far mettere giacca e cravatta a Mark Zuckerberg”, facendo chiaro riferimento alla cena tenutasi alla Casa Bianca tra Obama e i grandi protagonisti del mondo della tecnologia e del web. (altro…)

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