Tag: Big Data

  • Cosa succede in 1 minuto sul web e Social Media, nel 2015

    Cosa succede in 1 minuto sul web e Social Media, nel 2015

    Cosa succede in un minuto sul Web e sui Social Media nel 2015? A vedere questi dati è proprio il caso di dire che i dati non dormono mai. Negli ultimi due anni la popolazione mondiale online è cresciuta del 20% e sempre negli ultimi due anni si sono emerse nuove realtà come Vine e Uber. Ma guardiamo tutti i dati in questa infografica.

    L’ultima volta che ne siamo occupati era proprio il 2013, ma vedere cosa succede online in 1 minuto, sul Web e sui Social Media in particolare, è sempre molto interessante. E’ proprio dalla verifica di questi dati che si ha la reale dimensione di quanti dati condividiamo in rete in soli 60 secondi, verificando inoltre che i dati, in effetti, non dormono mai. La ricerca di cui vi parliamo oggi è la terza edizione di una raccolta di dati iniziata da Domo, una software house americana, nel 2012 e questa edizione del 2015 è proprio la più ricca, mettendo in risalto altri servizi come Vine o Uber che contribuiscono ormai alla produzione quotidiana di dati.

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    Un dato che va assolutamente sottolineato è che in due anni la popolazione online è cresciuta del 20% e oggi le persone online sono 3,2 miliardi, erano 2,4 nel 2013. Cresce dunque la popolazione online e aumenta la quantità di dati che ogni giorno condividiamo. E sono proprio quei dati che in un certo qual modo delineano, in maniera abbastanza chiara, tutto ciò che facciamo online, evidenziano quella che è la nostra identità digitale. Ovvio che di fronte ad una mole di dati di queste dimensioni è necessario affrontare una riflessione più approfondita, anche perchè con il passare del tempo e con il nascere di nuovi servizi, i dati continuano a crescere a dismisura.

    Ma vediamo insieme qualche dato che tra l’altro potete vedere anche nell’infografica in basso.

    Allora:

    • su Facebook, il più grande social network della rete, ogni minuto i “like” sono 4 milioni e 166 mila, nel 2013 erano 1,8 milioni;
    • su Twitter oggi, ogni 60 secondi, i tweet sono 347.222, nel 2013 erano 278 mila;
    • su YouTube ogni minuto vengono caricate 300 ore di nuovi video, nel 2013 erano 72 ore;
    • su Instagram gli utenti mettono “like”, ogni minuto, a 1 milione e 736 mila foto;
    • su Pinterest gli utenti pinnano 9.722 immagini al minuto, nel 2013 erano 3.472.

    Questi un po’ i dati dei social network che conosciamo meglio e che hanno fatto registrare negli ultimi due anno numeri eccezionali. Ma come dicevamo all’inizio, accanto a questi negli ultimi anni sono sorti e si sono affermati nuovi servizi. ad esempio in questa edizione compare Vine sul quale ogni minuto vengono visualizzati oltre 1 milione di video. Interessante anche il dato che riguarda Uber, ogni minuto sono 694 i passeggeri che utilizzano il servizio. E su Netflix ogni minuto sono oltre 77 mila le ore di video streaming visualizzate dagli utenti, servizio che tra l’altro sta per approdare anche nel nostro paese.

    I dati dunque continuano a crescere senza sosta. E voi che ne pensate? Qual è la vostra opinione?

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  • Data Visualization, ecco perchè è importante [E-book]

    Data Visualization, ecco perchè è importante [E-book]

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    Ecco alcuni motivi per cui è importante conoscere la Data Visualization spiegati in un ottimo e-book, disponibile gratuitamente, realizzato da SAS, una delle più importanti in ambito di business analytics. Nell’era dei Big Data serve ottimizzare questi dati e renderli facilmente comprensibili, ecco perchè è importante questa attività

    Si sente parlare molto più spesso di Big Data, di Internet delle Cose, o Internet of Things (IoT) se volete, ma si sente parlare molto meno del come rendere facilmente comprensibili i dati che sono raccolti all’interno di questa macro aree. Viviamo un’era scandita ormai da dati che riempiono le nostre vite, così come le nostre attività, e capita spesso di avere la necessità di dover “mettere mano” ad una moltitudine di dati e di trovare difficoltà per farlo. Ecco che comincia sempre più ad emergere un’attività specifica in questo senso e si parla di Data Visualization, ossia quella attività, che molti vedono come l’equivalente della Visual Communication, che risulta fondamentale conoscere e utilizzare per meglio comprendere i dati con cui si ha a che fare. Il compito della Data Visualization è, quindi,quello di trasmettere alle aziende le informazioni in modo chiaro ed efficiente attraverso grafici o tabelle. E’ quindi un’attività, ma allo stesso tempo un prezioso strumento essenziale per cercare di “vedere” meglio i dati con cui dobbiamo misurarci e soprattutto uno strumento grazie al quale possiamo ordinarli e quindi comprenderli meglio.

    Attraverso la Data Visualization dunque le aziende hanno la possibilità di identificare i dati di cui dispongono e assegnare ad essi un valore che è utile per loro business. Val la pena di ricordare che la Data Visualization comporta benefici come:

    • ottimizzare i processi decisionali;
    • aumentare l’affidabilità delle analisi;
    • aumentare la condivisione delle informazioni;
    • aumentare il ROI (Return On Investment).

    Ecco che oggi vi presentiamo questo interessante e-book, disponibile gratuitamente, realizzato da SAS, azienda leader nella business analytics con ormai alle spalle quasi 40 anni di attività:

    [button color=”blue” size=”medium” link=”http://www.sas.com/gms/redirect.jsp?detail=GMS10756_13536 ” target=”blank” ]4 motivi per cui non puoi fare a meno della Data Visualization[/button]

    Un percorso durante il quale scoprire tutti i vantaggi di questa attività che sta diventando sempre più un’esigenza.

    Al link che vedete in alto cliccando il bottone, potete scaricare gratuitamente la vostra copia e cominciare da subito a comprendere come interpretare i vostri dati, perchè è vero che è necessario raccogliere tanti dati, ma è altrettanto vero sapere quali informazioni essi contengono. Quindi un buon inizio può essere la lettura di questo prezioso e-book.

  • Socializer, anticipazioni sul settimo episodio con Vincenzo Cosenza

    Socializer, anticipazioni sul settimo episodio con Vincenzo Cosenza

    [author image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2013/11/FacebookThumbOk2013.png” ]Beatrice Nolli [follow id=”bnolli” count=”true” ][/author]

    Cosa sono i Big Data, da dove vengono e a cosa servono? Quali scenari dobbiamo aspettarci in chiave social media nel 2014? La IPO di Twitter cambierà il mondo dell’advertising? Ne abbiamo parlato con il massimo esperto italiano in fatto di dati: Vincenzo Cosenza

    Ed eccoci, come sempre, a rilasciarvi qui qualche piccola anticipazione di quello che sarà il prossimo episodio di Socializer, il primo podcast dedicato ai Social Media in Italia, che sarà online da lunedì 27 Gennaio 2014. In questo episodio, abbiamo avuto l’onore e il piacere di avere con noi Vincenzo Cosenza, uno dei massimi esperti in Italia di un tema di primaria importanza come quello dei Big Data, ma anche uno dei più importanti social media analyst del nostro paese, creatore de “La Mappa dei Social Network“, con cui ogni sei mesi ci aggiorna sullo stato di diffusione dei vari social network nel mondo, ma anche fondatore dell’Osservatorio Facebook in Italia. Vincenzo Cosenza è, tra le altre cose, anche autore di libri di successo, come “Social Media Roi” e “La Società dei Dati“.

    InTime ha avuto l’occasione di intervistarlo proprio in occasione dell’uscita de “La Società dei Dati“, il cui tema di base è quello dei Big Data, argomento che sarà alla base della nostra intervista su Socializer. E in attesa di ascoltarlo dalla viva voce, vi riportiamo qui la definizione che Vincenzo Cosenza diede alla domanda “Che cosa si intende per Big Data?” nell’intervista rilasciata su questo blog:

    Col termine “Big Data” si intendono base dati che hanno tre caratteristiche peculiari: volume, velocity, variety.

    Volume: nel senso di ingenti quantitativi di data set non gestibili con i database tradizionali;

    Velocity: dati che affluiscono e necessitano di essere processati a ritmi sostenuti o in tempo reale;

    Variety: ossia dati di diversa natura e non strutturati come testi, audio, video, flussi di click, segnali provenienti da RFID, cellulari, sensori, transazioni commerciali di vario genere.

    La quinta dimensione è una dimensione informativa, che deriva dalla conoscenza e dell’analisi di dati prima difficili da raccogliere

    Siamo sicuri di avervi incuriosito e quindi vi invitiamo ad ascoltare la nostra intervista lunedì prossimo su Socializer, la quale sarà l’occasione anche per tracciare qualche trend per quanto riguarda i Social Media nel 2014.

    Vi ricordiamo che se volete potete suggerirci qualche argomento ma potete anche per indicarci qualche ospite che vi piacerebbe ascoltare durante la nostra trasmissione, e quindi non dovete fare altro che andare sul nostro sito e scriverci subito! 

    Come abbiamo detto prima in apertura dell’anticipazione del sesto episodio, Socializer è il primo podcast italiano dedicato al mondo dei Social Media, che ci accompagnerà alla conoscenza dei tanti aspetti che compongono l’era che stiamo vivendo con la viva voce dei protagonisti. In ogni puntata cercheremo infatti di raccontare, con la collaborazione di un ospite, come i Social Media stanno cambiando la nostra vita, quella di tutti i giorni.

    Socializer vuole essere quindi un luogo attraverso cui esplorare questi preziosi strumenti utilizzando proprio la voce di chi li vive e li interpreta giorno per giorno.

    Ringraziamo sinceramente i tanti utenti che hanno determinato il successo del primo episodio ed i molti che continuano ad inviarci richieste e feedback preziosi, alcune delle vostre osservazioni sono diventate pratica in Socializer e ve ne accorgerete già in questo episodio.

    Vi ricordiamo che Socializer è disponibile sul sito www.socializer.it sia in streaming che in download, su iTunes e su Spreaker (in differita di qualche giorno) per chi volesse abbonarsi. Per chiacchierare con noi o semplicemente per “volerci bene” potete utilizzare #socializerIT oppure utilizzate la pagina Facebook.

    Buon ascolto e stay tuned! ;)

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  • #IF2013, il web tra Anonymous, algoritmi e Big Data [Live Streaming]

    #IF2013, il web tra Anonymous, algoritmi e Big Data [Live Streaming]

    big-data

    Terza giornata dell’Internet Festival 2013 in corso a Pisa fino a domenica 13 Ottobre. Vi proponiamo in live streaming il programma della giornata dalla Scuola Normale e dalla Scuola Sant’Anna. Si parlerà di web tra modernità, algoritmi e Big Data. Tanti gli ospiti della giornata tra cui Alex Giordano, Stefano Epifani, Evgeny Morozov, Bruce Sterling

    Terza giornata densa di eventi all’Internet Festival 2013 in corso a Pisa che trasmettiamo qui sul nostro blog in live streaming. Vi proponiamo la programmazione di due sale, quella dalla Scuola Normale (quello che vedete in alto) e quella della Scuola Sant’Anna (che potete seguire in basso) che vedranno trattare temi interessanti come il web e la modernità di oggi, l’interpretazione dei dati e gli algoritmi per parlare di “partecipazione democratica”, ma anche dei Big Data. Vi invitiamo a seguire il panel che preferite e a stoppare l’altro, in quanto i video in streaming iniziano a programmare in contemporanea.

    Internet-Festival-2013

    Tanti gli ospiti della giornata e vi segnaliamo Alex Giordano insieme ad altri ospiti tra cui Adam Arvidsson in “SOCIETING REVOLUTION: VERSO UNA MODERNITÀ PIRATA (Scuola Normale ore 11.30). The Arab Spring, Occupy, Anonymous insieme al Movimento 5 Stelle in Italia hanno posto iI problema della relazione fra internet e politica con nuova urgenza. Allo stesso tempo i media digitali danno luogo a nuovi spazi per la politica: le deliberazioni e le culture civiche che nascono dentro le culture hacker, il ruolo dei dispositivi digitali e dei Big Data del controllo e governo delle popolazioni, e i modi di produzione ‘pirata’ basati sul riciclaggio di computer usati, il cracking di software o la contraffazione – spesso creativa- di cellulari e tablets, come nel caso delle reti Shanzhai Cinesi, che giocano un ruolo politico cruciale nel dare accesso alle tecnologie d’informazioni ai consumatori più poveri. In questa sezione riuniamo alcuni dei più famosi studiosi di questi fenomeni, insieme a ricercatori più giovani, per riflettere sulle nuove sfide per una politica dell’informazione nel ventunesimo secolo.

    Vi segnaliamo il panel IL BUSINESS DEI DATI DIGITALI (Scuola Sant’Anna ore 17) con tra gli altri Stefano Epifani e Bruce Sterling. I dati digitali contribuiscono a definire un nuovo ecosistema di business intervenendo negli ambiti strategici e nella comunicazione, ma anche nella produzione e nella definizione di prodotto che sempre più risente delle interazioni/relazioni con il destinatario finale. Una conversazione tra visionarietà e pragmatismo, tra immaginario e ricerca per capire il business che verrà.

    Vi segnaliamo, infine, LA RETE IN BIANCO E NERO (Scuola Normare ore 16) con tra gli altri Evgeny Morozov, giornalista, blogger e scrittore bielorusso. È un esperto di tecnologia e di internet. Insegna a Stanford. Scrive su Foreign Policy e collabora con Economist, Wall Street Journal e Financial Times. Il suo ultimo libro è The Net Delusion: The Dark Side of Internet Freedom (Public Affairs 2011), e Andrew Keen, uno dei più famosi e discussi guru di Internet. Scrittore e imprenditore (nella Silicon Valley ha fondato Audiocafe.com), ha pubblicato The Cult of the Amateur (Dilettanti.com), tradotto in 17 lingue e Vertigine Digitale (Egea 2013).

    PROGRAMMA SCUOLA NORMALE

    Sabato, 12 Ottobre

    10:00 – Media civici, algoritmi e il futuro della partecipazione democratica

    11:30 – Societing Revolution: verso una modernità pirata

    15:00 –  Digital Dualism Vs Augmented Reality

    16:00 – La Rete in bianco e nero

    PROGRAMMA SCUOLA SANT’ANNA

    Sabato, 12 Ottobre

    10:00 – Dialogo d’autore intorno al diritto

    11:00 – Ready Steady Start-up!

    15:00 – Digital methods

    15:30 – L’indagine digitale tra algoritmi e conversazione: Big Data e Etnografia digitale

    17:00 – Il business dei dati digitali

  • Big Data, quali sono le implicazioni per l’E-commerce

    Big Data, quali sono le implicazioni per l’E-commerce

    L’E-commerce è un degli ambiti in cui i Big Data risultano essere più strumentali allo sviluppo del business. Perché sono importanti e come stanno rimodellando il settore? Ce ne parla Luca Collacciani, Regional Manager di Akamai

    Nei prossimi anni, è lecito pensare che il cittadino medio sarà dotato di almeno 5 dispositivi connessi: Smartphone, PC, tablet, console portatili e persino elettrodomestici. Mentre aumentano le possibilità di connessione alla rete, aumenta anche l’orda di dati generati dai molteplici comportamenti dei consumatori. Saranno proprio i Big Data a influenzare e definire le modalità con cui l’azienda sceglierà di interagire con il suo pubblico.

    Obiettivo di ciascun brand sarà quello di essere rintracciabile sempre e ovunque e far vivere ai propri clienti e un’esperienza online ineccepibile, tagliata sulle esigenze dettate dal dispositivo utilizzato, dalla location, dal tipo di browser e dai bisogni stessi del consumatore.  Questo è ciò che, in Akamai, si definisce Situational Performance, e rappresenta una vera svolta nella fruizione del web: ciò che si offre non è un semplice sito ma una vera e propria esperienza.

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    Qualunque sia la circostanza, requisito fondamentale per l’utente è un accesso veloce e senza problemi che consenta la navigazione di un sito dove, come e quando lo si desideri, nella cucina di casa propria così come all’interno di uno store: in un futuro non troppo lontano, non è da escludere che gli acquirenti potranno ricevere sul loro cellulare un coupon digitale personalizzato a seconda del reparto in cui si trovano, ad esempio.

    Ad oggi, perseguire una strategia che raggiunga un target preciso al momento giusto e attraverso il canale più appropriato diventa imprescindibile per ogni business. Per non essere travolte dalle impressionanti quantità di dati generate dai consumatori, le aziende non solo devono comprendere il potenziale che i Big Data dimostrano di avere su più fronti ma devono saperlo sfruttare per processi di decision-making più informati e accurati che permetteranno loro di trarre il massimo vantaggio da un mondo sempre più iperconnesso.

    (l’immagine è di Ben Chams su fotolia.com)

  • Steve Hasker a Linkontro Nielsen racconta la Forza del Consumatore

    Steve Hasker a Linkontro Nielsen racconta la Forza del Consumatore

    Grande attesa a Linkontro Nielsen per l’intervento di Steve Hasker che ha raccontato quella che ha definito “The Power of Consumer”, la Forza del Consumatore che è oggi più potente. Ma Hasker ha anche delineato un quadro che si basa su 4 linee di tendenza, ossia Recessione, Consumatore più forte, Frammentazione e Big Data

    Steve-Hasker-a-Linkontro-2013Steve Hasker, President – Global Product Leadership di Nielsen, a Linkontro 2013 ha catturato in maniera totale l’attenzione dei presenti, vuoi per la sue capacità, insegna anche alla Columbia University, vuoi per le informazioni che ha riservato per l’occasione. Il quadro che ha tracciato Hasker nella sua relazione si muove su 4 tendenze e cioè: Recessione, Consumatore più forte, Frammentazione e Big Data.

    Tendenze che caratterizzano lo scenario globale attuale dove il ruolo predominante è appunto giocato dal Consumatore, in grado oggi di giocare un ruolo più attivo al punto da trainare le tendenze e non viverle in maniera passiva.

    Questo perchè oggi il Consumatore non è più quello di soli dieci anni fa, il suo ruolo è mutato negli anni in seguito ai mutamenti che dal punto di vista tecnologico lo hanno resto, appunto più forte.

    La Recessione attuale viene spiegata da Hasker come una condizione normale “as usual” dalla quale vengono fuori delle condizioni di precarietà e disagio sociale che ormai caratterizzano il nostro tempo. Questo genera anche il fenomeno dell’Immigrazione, un fenomeno che secondo Hasker genera e rafforza quelli che saranno poi i consumatori del futuro.

    La Recessione vista da Hasker è si una situazione da considerare “the new normal“, ma è anche da considerarsi un’opportunità. Ed è in questa fase che il Consumatore acquisisce più potere.

    Si diceva prima del fenomeno dell’Immigrazione che genera i consumatori del futuro. In Italia da questo punto di vista in 15 anni si è passati da 880 mila immigrati nel 1996 a 4,570,317 del 2011, di cui il 21% provenienti dalla Romania, 11% dall’Albania e 10% dal Marocco.

    Frammentazione, altra tendenza individuata da Hasker nella sua relazione di oggi. Il consumatore prima aveva di fronte a sè un percorso per arrivare a compiere il suo processo decisionale e di acquisto abbastanza lineare; oggi invece il processo è molto più vasto dove la tecnologia gioco un ruolo sempre più crescente e importante.

    Basti pensare al Mobile, di cui abbiamo parlato spesso qui sul nostro blog, sempre più determinante sulle scelte d’acquisto. Hasker traccia anche il quadro italiano dove si vede che gli utenti Mobile in Italia in soli due anni sono quasi raddoppiati, passando dal 22% del 2011 al 39% del 2013. Sono cresciuti di 4 volte gli utenti tablet, passando dal 2% del 2011 a 8% del 2013. Crescono, ma in modo più lento, anche gli utenti Pc passando dal 48% del 2011 al 55% del 2013.

    È evidente che il Mobile è il futuro. Hasker sottolinea come poi l’11% dei possessori di smartphone lo utilizzi per fare acquisti, mentre la percentuale degli utenti che fa acquisti da tablet è del 25%. Un dato anche questo che definisce il quadro della Frammentazione in relazione al crescente potere del Consumatore. Il Consumatore italiano secondo Hasker è “the most sophisticated in the world“.

    E arriviamo ai Big Data, altra tendenza delineata da Steve Hasker sempre nella definizione della Forza del Consumatore.

    Hasker introduce l’argomento parlando dei Social Media che hanno cambiato universalmente lo scenario della comunicazione digitale, permettendo agli utenti della rete di comunicare e interagire “alla pari”.

    Il modo di comunicare oggi è fortemente legato a quello che condividiamo ogni giorno grazie a questi strumenti, quindi immagini, video. Hasker porta dei numeri che riguardano i principali social network della rete, come Facebook sul quale gli utenti condividono 2,5 miliardi di contenuti, oppure Twitter sul quale gli utentu condividono 400 milioni di tweets, oppure ancora Instagran sul quale gli utenti condividono “solo” 40 milioni di foto.

    È chiaro che i Big Data possono essere un problema nel momento in cui non si ha la capacità di tradurli, ma diventano la soluzione nel momento in cui ci dotiamo di strumenti per interpretarli. E questa sarà dunque la tendenza. Basti pensare che su Facebook negli Usa, ma non solo lì, aumenta il numero di utenti più maturi che condivide le foto dei nipotini.

    E come si passa all’interpretazione dei Big Data? In questa fase il Marketer passa dal suo ruolo classico di Comunicatore a quello di “Consumer Scientist”, scienziato del consumatore, ossia deve intervenire con strumenti scientifici nell’interpretare i comportamenti del consumatore. Quindi misurandoli. Bisogna capire e interpretare l’audience online di Facebook, come bisogna interpretare l’engagement sulla social tv grazie a Twitter.

    Insomma, Hasker definisce un quadro in cui adesso è il Conusmatore che ha potere. Agli addetti ai lavori il compito di interpretare i comportamenti del Consumatore del Futuro, proprio in questo momento di Crisi.

  • Big Data, quali implicazioni per la sicurezza

    Big Data, quali implicazioni per la sicurezza

    A proposito di Big Data, argomento che sta diventando ormai sempre più di uso quotidiano, Akamai propone la sua piattaforma cloud, Akamai Intelligent PlatformTM, che considerando le implicazioni per la sicurezza si dimostra una valida soluzione

    I Big Data hanno ormai invaso il quotidiano: tutti sappiamo cosa sono ma pochi sanno come sfruttarli, analizzarli e gestirli. E soprattutto pochi capiscono perché è importante farlo: le implicazioni che i big data hanno per le aziende sono parecchie, anche in ambito security, come spiega Luca Collacciani, Regional Sales Manager di Akamai.

    Sebbene negli anni l’information security abbia fatto passi da gigante, oggi è necessario analizzare il settore da un punto di vista totalmente nuovo, che privilegi l’analisi dei dati per scindere il traffico legittimo da quello illegittimo. E’ proprio nella creazione di un internet più sicuro, che i Big Data giocano un ruolo di primo piano.

    In questo contesto, si inserisce la Akamai Intelligent PlatformTM, la piattaforma cloud computing più distribuita al mondo, in grado di aggregare una serie di informazioni relative a un determinato indirizzo internet – ad esempio, la velocità di connessione, la location, il tipo di contenuto richiesto – e stabilirne la reputation. I dati hanno dunque un ruolo fondamentale nella determinazione della legittimità di una richiesta e consentono di individuare quali indirizzi IP vanno filtrati, in modo da bloccare il traffico legato agli attacchi prima che l’azienda ne venga colpita.

    I Big Data possono inoltre mostrare il modo in cui virus e traffico malevolo si diffondono. Capire e prevedere l’evoluzione di questi scenari può permettere alle organizzazioni di isolare gli attacchi e distinguerli da altri tipi di disordini, come la recisione di un cavo, evitando così problemi legati al downtime.

    Le informazioni fornite dai Big Data aiutano infine a mantenere il traffico malevolo lontano dai server d’origine delle aziende. In altre parole, consentono alle organizzazioni di combattere una battaglia in prima linea, di ingaggiare uno scontro diretto con l’attaccante senza temporeggiare nelle retrovie come spesso fanno i business online, strategia questa particolarmente rischiosa poichè, spesso, è ormai troppo tardi per respingere l’attacco.

  • Venture Camp MTB 2012, le startup pronte per la Major League

    Venture Camp MTB 2012, le startup pronte per la Major League

    L’innovazione italiana è ormai pronta per il grande salto e si ritrova per due giorni, 26 e 27 Ottobre, al Corriere della Sera per il Venture Camp della Fondazione Mind the Bridge. Sono 14 startup in gara per ottenere un finanziamento da 65k dollari. Sarà data una menzione speciale dalla fondazione Bassetti e ci sarà poi l’annuncio di un finanziamento milionario per un’azienda italiana. Keynote di eccezione quello cura di Robert Stephens e la testimonianza di Rick Belluzzo. Attesi infine i dati della MtB Survey 2012

    startup-business65 mila dollari e 3 mesi di incubazione alle startup ritenute migliori da una giuria di esperti del settore e venture capitalist; un premio speciale dalla Fondazione Giannino Bassetti alla startup a più elevata innovazione responsabile; l’annuncio di un finanziamento milionario a un’azienda con sede negli USA e centro di sviluppo in Italia; il keynote di Robert Stephens e la testimonianza di Rick Belluzzo; dati 2012 sulle startup della MtB Survey; un panel con Alessandro Fusacchia sui temi di Agenda digitale. Il tutto in due giornate dal ritmo serrato, ospitate al Corriere della Sera, durante le quali agli immancabili pitch di 14 startup– 5 minuti a testa suddivise in 3 gruppi – si alterneranno panel di scenario e analisi critica sui temi più attuali in materia di startup e innovazione – fuga all’estero  incubatori e acceleratori, finanziamenti,aspetti legali, agenda digitale, piccole vs grandi imprese – testimonianze dirette dei nomi noti di chi ce l’ha fatta, il racconto di chi ci sta provando, momenti di networking e una serata di gala da non perdere. (altro…)

  • La Società dei Dati. Intervista a Vincenzo Cosenza

    La Società dei Dati. Intervista a Vincenzo Cosenza

    E’ uscito da pochi giorni il nuovo ebook di Vincenzo Cosenza, uno dei più autorevoli e preparati social media analyst in Italia, dal titolo “La Società dei dati”, un breve ma esaustivo saggio sulla enorme quantità di dati, i Big Data, che produciamo spesso senza neanche interpretarli. Per l’occasione, abbiamo fatto qualche domanda all’autore

    la_società_dei_dati_vincenzo_cosenzaE’ un tema che da un pò di tempo  comincia ad appassionare, specialisti e non, proprio per il fatto che ormai viviamo in un’era in cui si producono, quindi produciamo, una mare di dati che spesso non vengono analizzati e interpretati a dovere, ma che solo a guardarli fa impressione. Vincenzo Cosenza nel suo nuovo ebook, La Società dei Dati, prova a fare un pò di chiarezza sull’argomento partendo da questo assunto. Solo due anni fa sono stati prodotti “800 exabyte di dati, ossia 800 miliardi di gigabyte (…), nel 2003 ne avevamo creati appena 5. Un fiume di dati che oggi produciamo ogni due giorni e che nel 2011 ha raggiunto 1,8 zettabytetrilioni di gigabyte” (La Società dei Dati, V. Cosenza 2012). Per l’occasione, abbiamo fatto qualche domanda a Vincenzo Cosenza:

    Partiamo da una domanda generale, che cosa si intende per Big Data? E cos’è la “quinta dimensione” che tu citi nel testo?

    Col termine “Big Data” si intendono base dati che hanno tre caratteristiche peculiari: volume, velocity, variety.

    – Volume: nel senso di ingenti quantitativi di data set non gestibili con i database tradizionali;

    – Velocity: dati che affluiscono e necessitano di essere processati a ritmi sostenuti o in tempo reale;

    – Variety: ossia dati di diversa natura e non strutturati come testi, audio, video, flussi di click, segnali provenienti da RFID, cellulari, sensori, transazioni commerciali di vario genere.

    La quinta dimensione è una dimensione informativa, che deriva dalla conoscenza e dell’analisi di dati prima difficili da raccogliere

    Vincenzo CosenzaE’ ormai dato di fatto che l’uso delle tecnologie si rivela sempre più utile e anche provvidenziale in molto ambiti, ma per questo siamo costretti a fare qualche “cessione” in termini di Privacy. Ma siamo davvero convinti di questo? C’è secondo te da parte dei cittadini/utenti/clienti una reale coscienza del problema?

    Difficile generalizzare, ci sono fasce della popolazione consapevoli delle problematiche connesse ed altre completamente all’oscuro  Quindi ci sarebbe molto da fare per divulgare questi temi, evitando allarmismi. Purtroppo anche in tema di Big Data c’è tanta disinformazione al punto che un giornalista come Riotta ha dato l’impressione che si tratti di una specie di Big Brother. www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=10556

    L’aumento esponenziale di dati coincide con la nascita dell”’Era dei Social Network”. Sono questi i veri responsabili di questo fenomeno?

    No, più giusto dire che il fenomeno è dovuto al combinato disposto di social network, dispositivi mobili, carte di credito, e altri sistemi tecnologici di tracciamento applicati alla produzione e distribuzione di merci.

    Nel testo sottolinei la scarsa capacità delle imprese di analizzare la grossa mole di dati  che ricevono, affidandosi a metodi ormai superati, a fronte delle soluzioni più adeguate che offre la tecnologia di oggi. E citi anche esempi lungimiranti, all’estero? E in Italia come siamo messi?

    Non mi risultano progetti di questo tipo, spero qualcuno stia sperimentando, almeno.

    Ovviamente un’analisi e una migliore interpretazione dei Big Data potrebbe portare notevole vantaggio anche per i cittadini, parlando della vita pubblica. Un vantaggio misurabile tra l’altro e in questo senso molte città si stanno adoperando, parliamo di Smart City. Ma rimane ancora un pesante “freno” di tipo culturale e infrastrutturale. Come la vedi la situazione italiana?

    Si il freno culturale è molto forte soprattutto nella pubblica amministrazione, dove singoli dipendenti illuminati vengono bloccati dal Moloch della burocrazia. Si può sperare solo in un ricambio generazionale e in un governo che dia impulso all’innovazione.

    Come dicevamo all’inizio, è un argomento che interessa sempre di più, semplici cittadini e aziende, e sul quale non c’è ancora molta chiarezza. Ecco perchè vi parliamo di questo testo, perchè di fronte ad un certa superficialità in questo caso Vincenzo Cosenza spiega meglio come stanno le cose. D’altronde, la massa di dati che si producono è destinata ad aumentare, ma da oggi diventa importante cominciare ad analizzarli, ad interpretarli. Insomma, dobbiamo cominciare a mettere un pò d’ordine e cominciare a dare un senso a questi dati con gli strumenti che le tecnologie ci mettono a disposizione. Pur mantenendo sempre, o comunque cercando di averla a mente, la consapevolezza che questi dati richiedono un prezzo sulla Privacy, assolutamente gestibile se si imparano le regole.

    La Società dei Dati – Vincenzo Cosenza, 2012. Edito da 40K Unofficial e disponibile su: