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  • ETF e Bitcoin: gli effetti e il caso del falso post della SEC

    ETF e Bitcoin: gli effetti e il caso del falso post della SEC

    C’è molta attesa sulla decisione della SEC sugli ETF legati al Bitcoin. Decisione che potrebbe influenzare il mercato finanziario. In aggiunta a questo, c’è l’episodio del post non autorizzato su X. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

    In questi giorni si parla molto di ETF e Bitcoin, in relazione alla decisione che la SEC degli Stati Uniti, l’equivalente della nostra Consob, che potrebbe prendere nella giornata di oggi. Una decisione che potrebbe cambiare lo scenario finanziario e creare un legame diretto tra valuta tradizionale e valuta elettronica.

    Una decisione che potrebbe avere effetti su tutte le altre valute elettroniche, non solo per i Bitcoin. Ecco perché se ne parla molto.

    Di seguito cercheremo di capire il significato di questa importante decisione. Partendo dal definire cosa si intende per ETF, cosa è il Bitcoin e cosa è successo nelle ultime ore a proposito di un post pubblicato senza autorizzazione che ha generato non poche polemiche tra la SEC e la piattaforma di Elon Musk.

    Allora, la notizia, come dicevamo prima, è che la U.S. Securities and Exchange Commission (SEC) possa approvare gli ETF legati al Bitcoin a breve. Questa aspettativa, vista la rilevanza di questa decisione, ha portato a un aumento significativo del prezzo del Bitcoin, raggiungendo i livelli più alti degli ultimi 21 mesi.

    ETF bitcoin effetti e la decisione SEC franzrusso.it

    Che Cos’è un ETF

    Come anticipato, cerchiamo di capirne di più, con un minimo di approfondimento attraverso tutte queste sigle.

    Un ETF (Exchange-Traded Funds) è un tipo di fondo di investimento che replica l’andamento di un indice, un bene, un paniere di asset o una strategia di investimento. A differenza dei fondi comuni di investimento, gli ETF sono negoziabili in borsa come le azioni.

    Gli ETF offrono ai piccoli e grandi investitori un modo relativamente semplice e meno costoso per diversificare il loro portafoglio.

    Per intenderci meglio, gli ETF sono come dei cestini di investimento. Immaginiamo di avere un cestino in cui puoi mettere diversi tipi di frutta (azioni, obbligazioni, ecc.). Questo cestino può essere poi acquistato o venduto, offrendo una varietà di frutti invece di dover comprare ogni frutto separatamente.

    Bitcoin e Criptovalute

    Non ci sarebbe bisogno di specificare molto, essendo la criptovaluta più nota, ma resta sempre utile un breve recap.

    Il Bitcoin è la prima e più nota criptovaluta, lanciata nel 2009. È una valuta digitale decentralizzata che utilizza la tecnologia blockchain per garantire transazioni sicure e anonime. Negli ultimi anni, il Bitcoin è diventato un asset di investimento popolare, sebbene rimanga sempre molto volatile.

    Anche in questo caso, procediamo ad una spiegazione di base dei Bitcoin.

    Il Bitcoin, lo sappiamo bene, è come il denaro elettronico. Invece di usare banconote o monete fisiche, si utilizza una versione digitale che può essere scambiata online.

    È come inviare un messaggio e-mail invece di una lettera cartacea.

    Visto che ci siamo, spieghiamo in maniera semplice anche la blockchain.

    La blockchain è un registro digitale che tiene traccia di tutte le transazioni di Bitcoin. È come un libro mastro che registra ogni movimento di denaro, ma in forma digitale e molto sicura.

    ETF legati al Bitcoin

    Cosa significa quindi tutta questa vicenda tra ETF e Bitcoin?

    Gli ETF legati al Bitcoin sono fondi che mirano a tracciare il prezzo del Bitcoin e offrono agli investitori un modo per partecipare all’andamento di questa criptovaluta senza possederla direttamente.

    Questo elimina la necessità di gestire wallet digitali e la complessità della sicurezza delle criptovalute.

    Investire in ETF su Bitcoin potrebbe essere un modo per diversificare i risparmi, aggiungendo un tipo di investimento che non è strettamente legato all’andamento di azioni e obbligazioni tradizionali.

    L’approvazione degli ETF legati al Bitcoin potrebbe portare a un significativo afflusso di capitali nel mercato delle criptovalute.

    Ad esempio, la Standard Chartered Bank stima che potrebbero esserci tra i 50 e i 100 miliardi di dollari di investimenti in ETF su Bitcoin nel corso dell’anno​.

    E poi, la febbre degli ETF su Bitcoin ha influenzato anche altre criptovalute.

    Per esempio, Ethereum (ETH) ha subito un calo rispetto al Bitcoin, raggiungendo il livello più basso in 32 mesi.

    La decisione della SEC su ETF e Bitcoin

    Evidentemente, come abbiamo brevemente visto, c’è molta attesa attorno a questa decisione. BlackRock, il più grande gestore di asset al mondo, si aspetta che la SEC approvi la loro domanda per un ETF su Bitcoin il 10 gennaio 2024, cioè oggi​​. La data di oggi è quindi vista come un momento chiave per tutto il settore.

    Diverse importanti società di gestione degli investimenti, tra cui la già citata BlackRock, Fidelity e WisdomTree, hanno presentato domande per lanciare ETF legati al Bitcoin​​, segnalando un crescente interesse istituzionale verso questa classe di asset.

    Ovviamente, l’attesa decisione ha generato volatilità nel mercato, con il prezzo del Bitcoin che ha oscillato sensibilmente in risposta alle notizie e alle speculazioni.

    Brevemente, riassumiamo cosa potrebbe succedere dal punto di vista dei benefici e dei rischi che questa decisione potrebbe comportare.

    Benefici degli ETF su Bitcoin

    Accessibilità: gli ETF su Bitcoin consentono agli investitori tradizionali di accedere ai mercati delle criptovalute attraverso piattaforme e broker conosciuti.

    Semplicità: gli ETF eliminano la necessità di gestire la custodia del Bitcoin, un processo che può essere complesso e rischioso.

    Diversificazione: per gli investitori che cercano di diversificare i loro portafogli, gli ETF su Bitcoin offrono un’esposizione a un nuovo tipo di asset.

    Considerazioni e Rischi

    Volatilità: il Bitcoin è noto per la sua alta volatilità, che si riflette anche negli ETF correlati.

    Regolamentazione: il contesto normativo degli ETF su Bitcoin varia in base al paese, e le future regolamentazioni possono influenzare il mercato.

    Evoluzione del Mercato: il mercato delle criptovalute è in rapida evoluzione, il che può comportare rischi aggiuntivi e imprevedibilità.

    Ma non è tutto, perché quando in Italia era già sera inoltrata, si è verificato un episodio che ci dà la misura di quanto sia attesa questa decisione.

    E parliamo del post pubblicato senza autorizzazione sull’account X della SEC.

    Il 9 gennaio 2024, ieri, l’account X della U.S. Securities and Exchange Commission (SEC) è stato compromesso, che ha comportato la condivisione di un post (quello che prima si chiamava tweet) non autorizzato riguardante gli ETF (Exchange-Traded Funds) legati al Bitcoin​​.

    Il falso post della SEC su X

    Il post, rimasto online per circa 30 minuti prima di essere eliminato, annunciava, in maniera falsa, l’approvazione da parte della SEC degli ETF su Bitcoin per la quotazione in tutte le borse nazionali registrate negli Stati Uniti​​.

    La pubblicazione di questo falso annuncio ha causato un picco temporaneo nel prezzo del Bitcoin, che è salito vicino ai 48.000 dollari prima di scendere nuovamente a circa 45.700 dollari​​.

    La sicurezza dell’account è stata messa in discussione, soprattutto perché non era stata attivata l’autenticazione a due fattori al momento del compromesso​​. Infatti, l’account Safety di X ha comunicato, dopo la fine delle indagini preliminari su ciò che è potuto accadere, che l’account della SEC era stato compromesso, invitando ad adottare l’autenticazione a due fattori.

    In seguito a questo episodio, vi è stata una certa preoccupazione che l’approvazione degli ETF su Bitcoin potesse essere ritardata o negata a causa di questo episodio, anche se alcuni esperti del settore hanno espresso dubbi che l’incidente potesse influenzare l’imminente decisione.

    In conclusione, gli ETF su Bitcoin rappresentano un ponte significativo tra il mondo finanziario tradizionale e quello delle criptovalute.

    Come abbiamo visto, questa decisione potrebbe offrire vantaggi in termini di accessibilità e semplicità. Ma come ogni investimento, comporta dei rischi, soprattutto a causa della volatilità intrinseca del Bitcoin e delle incertezze normative. Vedremo cosa succederà rispetto all’annuncio di questa decisione.

  • Sam Bankman-Fried è stato dichiarato colpevole di frode

    Sam Bankman-Fried è stato dichiarato colpevole di frode

    Sam Bankman-Fried, fondatore di FTX, è stato condannato per frode. Dopo un mese di processo, una giuria ha stabilito la sua colpevolezza su tutte le accuse. Questo verdetto potrebbe avere ripercussioni significative sull’industria delle criptovalute.

    Sam Bankman-Fried, è stato riconosciuto colpevole di frode. Una giuria di New York ha emesso il verdetto, mettendo fine ad un processo che ha visto Bankman-Fried difendersi dalle accuse di aver gestito in modo criminale la sua piattaforma di scambio di criptovalute FTX e la società di trading Alameda Research.

    La giuria ha impiegato quattro ore e mezza per decidere il destino di Bankman-Fried. Il verdetto è arrivato dopo oltre un mese di processo.

    SBF, il verdetto della Giuria

    La giuria ha ritenuto Bankman-Fried colpevole di tutte e sette le accuse. Tra cui frode telematica, cospirazione ai fini di frode telematica e cospirazione per commettere riciclaggio di denaro.

    La condanna è prevista per il 28 marzo del 2024, rischia decenni di prigione.

    Sam Bankman Fried frode ftx franzrusso

    Bankman-Fried ha fondato FTX nel 2019 e la sua valutazione è cresciuta in maniera clamorosa durante il boom delle criptovalute, nella fase post-pandemia. I pubblici ministeri hanno accusato che l’operazione era una frode “fin dall’inizio”.

    Durante il processo, ex colleghi di Bankman-Fried hanno testimoniato che il fondatore di FTX falsificava i numeri. In questo modo, concedeva privilegi ad Alameda, incluso un credito di 65 miliardi di dollari. Inoltre, era stata messa a punto una modalità che permetteva al saldo di Alameda di diventare negativo. Questo mentre prendeva in prestito in modo illecito i fondi dei clienti di FTX.

    Ascesa e caduta di FTX: dall’Inizio alla Bancarotta

    L’inizio della vicenda avviene nel 2022 con un articolo di Coindesk. L’articolo ha rivelato la fusione segreta dei fondi di Bankman-Fried e che il CEO di Binance, Changpeng “CZ” Zhao, si sarebbe ritirato dallo scambio. Immediatamente dopo Bankman-Fried si dimise e FTX presentò istanza di fallimento. Da quel momento in poi cominciarono a piovere accuse civili e penali di frode e riciclaggio di denaro.

    La difesa di Bankman-Fried ha sostenuto che il fondatore di FTX aveva fallito nel gestire un’attività ad alto rischio, senza commettere illeciti. Ha anche negato i meccanismi che avrebbero permesso ad Alameda di spendere i fondi di FTX e ha detto di non aver partecipato alla negoziazione o interrogato i dipendenti sui miliardi di dollari mancanti.

    La sua testimonianza è stata contraddetta dall’ex CEO di Alameda Research, Caroline Ellison, dai suoi ex coinquilini Adam Yedidia e Gary Wang (il co-fondatore di FTX) e dall’amico di famiglia Nishad Singh. Tutti avevano lavorato sotto Bankman-Fried e in seguito hanno collaborato con i pubblici ministeri. Wang, Singh ed Ellison, dichiaratasi colpevole di accuse federali, sono in attesa di condanna.

    Le sette accuse comportano una possibile condanna totale di 115 anni di prigione per l’imputato.

    Le pene massime previste dalla legge sono fornite dal Congresso degli Stati Uniti solo a “scopo informativo”, poiché qualsiasi condanna sarà determinata da un giudice, solitamente, come ricordato prima, entro 90 giorni dal verdetto di colpevolezza.

    SBF e FTX, le fasi della vicenda

    Ripassiamo le diverse fai della vicenda di Sam Bankman-Fried:

    Inizio della vicenda: FTX, la piattaforma di scambio di criptovalute fondata da Sam Bankman-Fried, ha presentato istanza di protezione dal fallimento ai sensi del Chapter 11 negli Stati Uniti. Questa mossa è stata annunciata attraverso una dichiarazione ufficiale della società.

    Accuse di Frode: Sam Bankman-Fried è stato successivamente trovato colpevole di aver rubato ai clienti della sua piattaforma di scambio di criptovalute, che ora è in bancarotta. Questa condanna ha seguito accuse di frode miliardaria legate a FTX.

    Cause Legali: Dopo la presentazione della bancarotta, FTX Trading ha citato in giudizio il fondatore Sam Bankman-Fried e altri, cercando di recuperare più di 1 miliardo di dollari.

    Dettagli del Processo: Un mese dopo la presentazione della bancarotta, Sam Bankman-Fried è stato arrestato. Il suo processo ha attirato molta attenzione mediatica e ha sollevato domande sulle pratiche commerciali all’interno dell’industria delle criptovalute.

    Verdetto: Una giuria di New York ha condannato Sam Bankman-Fried con l’accusa di frode.

    SBF e FTX, le implicazioni sulle criptovalute

    Il caso di Sam Bankman-Fried è emblematico di quanto il settore delle criptovalute, un settore ancora giovane e in rapida evoluzione, possa essere un enorme rischio. Di fronte a fatti come questi, è fondamentale che vengano adottate pratiche commerciali trasparenti ed etiche.

    La condanna di Bankman-Fried serva come un monito per gli operatori del settore. La crescita e il profitto non dovrebbero mai venire a scapito dell’integrità e della fiducia del pubblico.

    Forse la lezione appresa da questa vicenda può gettare le basi per un futuro più responsabile. Staremo a vedere.

  • NFT e Social Media, un rapporto da riconsiderare

    NFT e Social Media, un rapporto da riconsiderare

    Il mercato degli NFT è in crollo continuo. Adesso vale appena un terzo di quanto valeva lo scorso anno. Una conseguenza del crollo delle cripto valute. Un crollo che coinvolge anche i social media dove il rapporto con NFT va riconsiderato.

    La cronaca odierna ci dice, al momento, che l’interesse verso gli NFT (non-fungible-tokens) starebbe già svanendo. E questo on conseguenza del tonfo del mercato delle criptovalute di questi giorni. Una conseguenza calante comune a tutto ciò che riguarda le monete digitali e tutto ciò che adesso è collegato, come appunto gli NFT.

    Dopo un periodo luminosissimo, dove sembrava che tutto dovesse trasformarsi in oggetto digitale da scambiare sulle varie piattaforme appena nate, con l’ideale di creare un business solido, ecco che tutto questo si infrange con la realtà di oggi.

    Infatti, negli ultimi sei mesi il valore degli NFT è progressivamente crollato. Un esempio è dato dal fatto che e vendite di NFT per il mese di giugno 2022 sono state di poco superiori a 1 miliardo di dollari, rispetto al picco di 12,6 miliardi di dollari toccato all’inizio dell’anno.

    Calano le vendite e il mercato perde di valore. Se a novembre il valore era di circa 3 mila miliardi di dollari, oggi ne vale appena un terzo di quel valore.

    social media NFT

    Il crollo dei bitcoin e di tutte le altre criptovalute porterà ad un forte rallentamento degli NFT, con un calo di collezioni e del numero di oggetti vendibili.

    Tutto questo avrà comunque conseguenze anche per quanto riguarda i social media.

    E voi, giustamente vi chiedete, “ma perché?“.

    Semplice, perché quasi tutte le piattaforme, con Meta in testa, avevano iniziato a sfruttare il fenomeno, con l’obiettivo di fungere da terreno comune tra acquirente, venditore o mediatore per la vendita di NFT.

    I social media sono potenti mezzi di comunicazione e condivisione e, per loro natura, possono incontrare zone floride quando si presentano occasioni come queste. Vuoi per la comunicazione che si riesce a veicolare proprio sull’argomento NFT e vuoi anche per la capacità di far incontrare gli interessi degli utenti con chi realizza oggetti digitali come gli NFT.

    Come abbiamo raccontato qui sul nostro blog, alcune piattaforme social media come Twitter e Instagram hanno già iniziato ad avviare programmi orientati all’utilizzo e alla diffusione degli NFT sulle proprie piattaforme.

    Lo avevamo visto con Twitter, una delle prime a muoversi in questo senso, permettendo agli utenti di Twitter Blue (la versione premium di Twitter) di poter collegare un NFT all’interno della propria foto profilo.

    Recentemente Instagram ha avviato il suo progetto che prevede una serie di features, tra cui quella di mostrare opere digitali all’interno della foto profilo, con la finalità principale che è quella di permettere ai creator di realizzare opere direttamente sulla piattaforma.

    Ed quello che di prefigge anche Facebook, la piattaforma social regina di Meta, che proprio in questi ultimi giorni ha avviato un progetto identico a quello già avviato su Instagram. Solo che le notizie di questi giorni e il crollo delle criptovalute hanno un po’offuscato la notizia.

    Si tratta quindi di un progetto, come quello avviato su Instagram, al momento disponibile per pochi creator negli Usa e per il momento non si sa se e quando questo verrà esteso in altri paesi.

    Rendere possibile la compravendita di NFT sulle proprie piattaforme social media significa aprire nuove possibilità di business molto forti. Così come la possibilità di usare un NFT nella foto profilo sono usando una versione a pagamento, vedi Twitter, con la possibilità di attirare un nuovo pubblico disposto a pagare per mettere in mostra un NFT e avere poi ulteriori possibilità.

    Il problema è che, alla luce della cronaca di questi giorni, con il tonfo delle criptovalute e il tonfo del mercato degli NFT, tutto questo è da riconsiderare.

    Ma non solo Meta è saltata sul carro degli NFT. Lo ha fatto anche YouTube con NFT personalizzati distribuiti agli influencer, lo ha fatto Reddit che ha avviato un test per aggiungere opere NFT all’interno della foto profilo.

    Non significa certo la fine degli NFT, e nemmeno la fine delle criptovalute. Si tratta comunque di un forte ridimensionamento di quelli che sono i progetti lanciati con finalità specifiche, come abbiamo visto, che alla luce di ciò che sta avvenendo portano tutti ad una forte riconsiderazione.

  • Cosa significa acquistare il primo tweet di Jack Dorsey

    Cosa significa acquistare il primo tweet di Jack Dorsey

    Jack Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter, ha messo in vendita il suo primo tweet. Le offerte sono arrivate a 2,5 milioni di dollari. Il compratore avrà un NFT, un token non fungibile.

    Come molti di voi sapranno, sabato scorso Jack Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter, ha messo in vendita il suo primo tweet, quello in cui scriveva, il 21 marzo del 2006, “sto settando il mio twttr“. Non è chiara la finalità che ha portato al CEO di Twitter a vendere il suo primo tweet, ma quello che certamente sappiamo è che Dorsey da un po’ di tempo a questa parte è un fan sfegatato di bitcoin, al punto che ha da poco dato vita ad un fondo di criptovalute insieme al suo amico Jay-Z, si il proprietario di Tidal acquisita da poco da Square, l’altra società di Jack Dorsey… Ok,ok. Fermiamoci un attimo e ricominciamo, altrimenti il discorso si fa troppo ingarbugliato.

    Allora, dicevamo. Jack Dorsey ha messo in vendita il suo primo tweet su una piattaforma chiamata Valuables by cent che vende tweet sotto forma di NFT, ecco perché dicevamo prima che Dorsey è un fan di bitcoin.

    jack dorsey twitter primo tweet franzrusso.it

    Che cos’è NFT

    Ma che cos’è NFT?

    NFT, “non-fungible-Token”, è un token non fungibile, quindi non intercambiabile o sostituibile, è un pezzo unico. Attraverso la blockchain, il registro elettronico usato dai bitcoin sin dal 2009, viene generato un certificato criptato che di fatto certifica (perdonate la ripetizione) l’unicità di ciò che si acquista. Nel caso del tweet di Jack Dorsey, il compratore compra un certificato che contiene la firma di Dorsey. Un po’ come se si acquistasse un autografo, anzi, è proprio così.

    Cose significa quindi, ne caso concreto, acquistare il primo tweet di Jack Dorsey? Significa entrare in possesso non del tweet, che comunque resterà online o meno a seconda di cosa deciderà il suo compratore, ma del suo certificato che ne testimonia, appunto la sua unicità.

    Sempre nel caso del primo tweet di Dorsey, le offerte sono partite subito con cifre molto alte come 88 mila dollari, per poi arrivare a 2 milioni di dollari e ora, secondo le ultime stime, si è fermato a 2,5 milioni di dollari offerti da Sina Estavi, il CEO di Bridge Oracle, il primo sistema di oracoli pubblici sul network di Tron, un sistema operativo decentralizzato basato su blockchain e la criptovaluta nativa si chiama TRX. Insomma, Sina Estavi non vuole lasciarsi sfuggire l’occasione.

    Ma direte voi, cosa se ne fa della proprietà di un tweet? Semplice, non è niente l’altro che un investimento che il compratore può rivendersi in futuro.

    Da un po’ di tempo a questa parte gli NFT vengono utilizzato per la compravendita di opere darti e anche di musica. Un mese fa, l’artista digitale Beeple ha messo in vendita ben 5 mila immagini realizzate da lui in 13 anni di carriera proprio con il sistema NFT. Si è tratta della prima opera d’arte venduta con NFT e non sarà certamente l’ultima. Questa modalità sta prendendo piede soprattutto nel mondo dell’arte, e anche nella musica.

    Gli NFT sono stati anche molto usati dall’NBA per mettere in vendita momenti salienti di giocate memorabili ad opera di Lebron James, il più forte giocatore del momento.

    Ora, se vi state chiedendo quanto ci guadagnerà Dorsey dalla vendita del suo primo tweet, la risposta è il 95% della cifra finale, il restante 5% va alla piattaforma. La cifra viene poi accreditata sul portafoglio elettronico del venditore sotto forma di criptovaluta.

    Ecco, questo è la spiegazione di cosa significa metter in vendita il proprio tweet, posto che può farlo chiunque a proposito di un tweet pubblico. Quello che non è chiaro è il perché Dorsey si sia spinto a tanto. Molto probabilmente per rinforzare le proprie finanze in forma di criptovalute con un obiettivo che magari conosceremo nei prossimi mesi.

    E voi che ne pensate?

  • Ecco Libra, la criptovaluta di Facebook da usare su WhatsApp e Messenger

    Ecco Libra, la criptovaluta di Facebook da usare su WhatsApp e Messenger

    Facebook presenta la sua criptovaluta, si chiama Libra ed è disponibile dal prossimo anno. A differenza dei bitcoin, questa è una valuta stabile che permetterà trasferimenti di denaro tra utenti e acquisti sui social network. A sostegno viene attivata una piattaforma alla quale parteciperanno 27 aziende, tra cui Visa, Mastercard, Vodafone, PayPal e eBay.

    Se ne parlava da tempo e, per certi versi, era logico che un’azienda come Facebook ci arrivasse, per chiudere il cerchio, come si dice. Facebook lancia la sua criptovaluta, l’annuncio ufficiale ci sarà oggi, che sarà disponibile nel 2020, si chiama Libra. Si tratta, a differenza dei bitcoin, valuta speculativa, di una valuta stabile, detta proprio “stablecoin, una criptovaluta creata allo scopo di mantenere stabile il suo valore grazie al supporto di banche e società di e-commerce. Infatti, tutto il progetto vedrà una serie di attività supportate da un consorzio di aziende, un’associazione senza scopo di lucro, ben 27, tra le quali figurano aziende come Visa, Mastercard, Vodafone, PayPal e eBay, solo per citarne alcune. E come le altre monete elettroniche, si baserà sulla tecnologia “blockchain”.

    Obiettivo è quello di creare una vera e propria moneta tradizionale crittografata, vale a dire una forma di pagamento globale decentralizzata che è stabile come il dollaro, che può essere usata per comprare quasi tutto e che può supportare un’intera gamma di prodotti finanziari, come prestiti e altro.

    libra facebook criptovaluta

    Facebook, Libra come moneta alternativa

    Facebook vuole quindi lanciare una moneta che, se avrà successo (difficile che non sia così, anche se gli analisti sono dubbiosi), potrebbe costituire davvero un’alternativa alla situazione bancaria di oggi. Un modo per legare, anche, la vita degli utenti sulla piattaforma. E’ chiaro che questa forma di moneta potrà avere grandi effetti sui paesi in via di sviluppo, o come si suole definirli oggi “economie emergenti”, ma alla lunga avrà grandi effetti su tutti gli altri paesi. Da un lato c’è il grande tema dell’inclusione finanziaria, ma dall’altro c’è un altro grande tema che è quello dell’abbattimento del contante a favore delle monete digitali.

    Calibra, il digital wallet di Facebook

    A completamente di tutto questo, Facebook ha messo su il suo “digital wallet” chiamato Calibra, a capo del quale si trova Kevin Weil, ex responsabile di prodotto Twitter e poi Instagram e oggi responsabile del progetto blockchain di Facebook Calibra per il momento vivrà all’interno di Facebook Messenger e WhatsApp, ma successivamente verrà lanciata anche un app stand-alone per iOS e Android. Sarà quindi possibile fare acquisti perché Calibra permetterà a chiunque di trasferire denaro in ogni parte del mondo in maniera semplice e istantanea, come si manda un messaggio, a costi tendenti a zero. I servizi finanziati che Facebook ha in programma di lanciare nei prossimi mesi avranno tutti come base proprio Calibra.

    Solo la notizia ieri ha permesso al titolo FB a Wall Street di guadagnare oltre il 2%, in una giornata in cui anche i bitcoin avevano ripreso a volare.

    Siamo di fronte ad un grande e importante passaggio, da non sottovalutare.

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