Tag: dimissioni

  • Dopo appena due anni, Linda Yaccarino lascia X

    Dopo appena due anni, Linda Yaccarino lascia X

    Dopo due anni difficili alla guida di X, Linda Yaccarino decide di dimettersi dal ruolo di CEO. Un addio che pone ulteriori interrogativi sul futuro della piattaforma. Non ci sono ancora nomi di possibili sostituti.

    Sono passati appena due anni dalla sua nomina a CEO di X e oggi Linda Yaccarino ha annunciato la sua intenzione di dimettersi.

    “Dopo due incredibili anni” – scrive la Yaccarino su X in un post in cui ha dato la notizia – “ho deciso di dimettermi dal ruolo di CEO di 𝕏”. Che siano stati incredibili bisogna darle atto che è vero.

    Portare avanti il suo ruolo con Elon Musk non è stato facile e solo la sua grande resilienza, ed esperienza, le ha permesso di non soccombere prima. Come in tanti si aspettavano.

    Yaccarino e i “vaffa” di Musk

    Ma Linda Yaccarino, forte della sua lunga permanenza in NBCUniversal, ha saputo destreggiarsi al meglio nonostante Musk le rendesse la vita difficile. Ricorderete certamente il grande “vaffa” rivolto agli investitori dopo che molte aziende avevano deciso di abbandonare X a causa dei contenuti sempre più polarizzanti, se non addirittura estremisti, propagati proprio da Musk. Una situazione che rischiò di mettere in difficoltà la stessa piattaforma.

    Proprio in quel momento ci si sarebbe aspettato il passo indietro della Yaccarino. E invece la CEO decise da quel momento in poi che quella era la “sua grande opportunità” e che quindi doveva avere pazienza e ricostruire i rapporti con le aziende (molte delle quali sue clienti in passato) deteriorati dalle continue e pesanti esternazioni del suo capo.

    Dopo appena due anni, Linda Yaccarino lascia X
    Dopo appena due anni, Linda Yaccarino lascia X

    “Gli sono immensamente grata – scrive ancora la Yaccarino nel suo post rivolgendosi a Musk – per avermi affidato la responsabilità di proteggere la libertà di parola, rilanciare l’azienda e trasformare X nell’app completa”.

    Tra le mille difficoltà che la Yaccarino ha dovuto affrontare con X, di certo anche la gestione del rapporto con Musk era parte importante del lavoro.

    Lavoro che alla fine, bisogna dirlo, ha premiato la tenacia della Yaccarino.

    Infatti, come già ricordato in altre circostanze, dopo la grande fuga gli inserzionisti come Amazon, Apple, per citarne un paio, sono tornate a fare nuovamente annunci pubblicitari su X.

    Migliora la situazione di X, ma non del tutto

    La società che detiene X, X Corp., nel corso degli ultimi mesi ha recuperato gran parte dei debiti accumulati ed è stata acquisita da xAI, la società di Musk che realizza il chatbot IA Grok (di cui oggi verrà annunciata una nuova versione Grok 4).

    Gli esperti sostengono che X stia recuperando terreno, migliorando la situazione anche se ancora al di sotto di quella del 2022 pre acquisizione.

    Le previsioni dicono che per il 2025 ci sarà una crescita, su base annua, dei ricavi pubblicitari di X del +16,5 % (16,5 %, pari a $2,26 mld globali) e +17,5 % negli Stati Uniti ($1,31 mld). Un rialzo importante dopo il tonfo del ­–51 % del 2023.

    X ancora centrale per le notizie e la politica

    La stessa piattaforma continua, nonostante tutto, ad essere centrale per la politica, per le notizie e per lo sport. Anche dopo la proliferazione di diverse alternative, alcune valide come Threads o Bluesky, X è ancora molto usata e si dice che abbia superato gli 800 milioni di utenti attivi.

    La situazione delle minacce legali da parte di Musk e di X ha sicuramente portato molte aziende di nuovo sulla piattaforma, anche se molte sono state riportate a bordo proprio dalla Yaccarino. Ma c’è ancora molto da fare.

    Desta qualche perplessità in fatto che la Yaccarino annuncia la sua uscita da X proprio quando Musk ha annunciato il suo nuovo partito “America Party” e proprio nello stesso giorno del grande annuncio di Grok 4.

    Al momento non si sa nulla di probabili successori. Tra i papabili potrebbero esserci nomi come Steve Davis, fidatissimo di Musk, o anche Nick Pickles. Lo sapremo nelle prossime ore o nei prossimi giorni.

    Sicuramente, chiunque prenderà il posto di Linda Yaccarino avrà un compito molto difficile da portare avanti. In un momento molto, ma molto, complicato.

  • Le dimissioni del Papa, boom su Twitter

    Le dimissioni del Papa, boom su Twitter

    E’ sicuramente la notizia dell’anno, appena iniziato tra l’altro. Da poco si è saputo attraverso l’agenzia Ansa delle dimissioni del Papa, Benedetto XVI, a partire dal prossimo 28 febbraio. E subito gli utenti su twitter si sono scatenati. In pochissimo tempo si è raggiunto un picco di oltre 45 mila tweets con l’hashtag #Papa e #Pope

    Proprio nel momento in cui vi scriviamo la notizia sta cominciando a diffondersi sempre di più con risonanza globale visto il personaggio.  Da poco si è saputo che Papa Benedetto XVI si dimetterà il prossimo 28 Febbraio. Una decisione che colto tutti di sorpresa, infatti non c’erano stata avvisaglie di nessun tipo che facessero presagire a un epilogo del genere.

    Vista la portata e l’importanza della notizia abbiamo deciso di verificare come i social media, in special modo Twitter, stanno reagendo alla notizia. Già nei primissimi minuti dopo l’annuncio fatto dall’agenzia Ansa, su twitter si sono cominciati a registrare centinaia di tweets che rilanciavano le pochissime notizie che filtravano dai quotidiani online come repubblica.it, uno dei primi a dare la notizia. C’era ancora molta cautela, ma col passare dei minuti, la notizia ha trovato sempre più conferma. E su Twitter si è scatenato un vero putiferio di tweets.

    Non possiamo ancora definire il numero preciso complessivo, ma possiamo illustrarvi che alle 12 il picco è stato di 15,710 tweets. Un dato certamente in aumento, però ci dà la dimensione delle reazioni che avvengono adesso su Twitter:

    #papa tweets

    Mentre questo è il grafico di qualche minuto dopo, 21,823 tweets:

    #papa tweets1

    Questo il grafico delle 12:50 con 31,091 tweets

    #papa tweets2

    Ultima rilevazione delle 13 con 47,508 tweets:

    #papa tweets3

    [Update]

    Il picco alle ore 12 è di 40,656 tweets

    [Update #2]

    Il picco di tweets delle ore 13 è di 47,592 per un totale fino a questo momento di 98,514

    [Update #3]

    Alle 14 il picco è in calo rispetto ai precedenti, infatti i tweets sono stati 32,981, per un totale complessivo di 128,001 e 3,005 users.

    [Update #4]

    Alle 16 picco ancora in calo con 18,968 tweets. Complessivamente nella giornata si sono registrati 171,493 tweets da 127,904 utenti come potete vedere nell’ultimo screenshot in basso. 

    #papa tweets5

    #papa tweets4

    Per quanto riguarda i tweets con maggiori condivisioni, si aggiungono BBC Sporf @BBCSporf) con 4,472 RTs e 587 favorites, Death Star PR (@DeathStarPr) con 1,438 RTs e 315 preferiti, il canale CNN in spagnolo (@CNNEE) con 1,229 RTs e 37 favorites:

    Il tweet che finora hanno ottenuto il maggior numero di condivisioni è quello de La Repubblica, (@repubblicait), alle 11:53, che ha al momento 226 RTs e 14 preferiti:

    Segue poi quelle del Corriere della Sera (@corriereit), qualche minuto dopo, ore 11:57, con 239 RTs e 16 favorites

     

    Tra i link più inseriti nei vari tweets oltre a quello del sito corriere.it vi è quello di ABC.es.

    Questa è la mappa da dove provengono i tweets con l’hashtag #Papa, oltre il 60% dei quali proviene dal nostro paese. Il 17% dagli Usa, 8% dalla Spagna. Ma da notare che al momento la mappa è molto estesa.

    #papa tweets map

     

    Dal punto di vista demografico, a twittare con l’hashtag #papa sono per il 56% uomini e per il 44% donne

    #papa tweets demografico

     

    Queste invece sono le keywords più presenti nei vari tweets, dove spiccano appunto quelle relative alle dimissioni.

    #papa keywords

    Noterete certamente le due parole “scritto” e 2010″ che fanno riferimento al tweet di Mario Calabresi, direttore de La Stampa, dove scrive appunto che Benedetto XVI aveva già scritto della possibilità che un Papa avrebbe potuto dimettersi:

     

    La motivazione che da Benedetto XVI nel suo annuncio oggi, in latino durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto, è proprio quella di “sentire il peso dell’incarico”. Evidentemente l’età e forse anche le condizioni di salute hanno sicuramente contribuito a prendere questa scelta.

    In tempo reale anche Wikipedia si è subito aggiornato, mentre il sito dell’ANSA è stato letteralmente preso d’assalto tanto sa risultare non raggiungibile per alcuni minuti.

  • Anche Google contro il SOPA, “Non censurate il Web”!

    Anche Google contro il SOPA, “Non censurate il Web”!

    Anche Google protesta contro il SOPA con un doodle visibile nella versione americana e anche con un documento “Non censurate il Web, per favore”, cliccando il quale si pare una pagina rivolta al Congresso Usa elencando i numeri della protesta, “Congress can you hear Us?”

    Google doodle sopa (altro…)

  • Twitter, 1 miliardo di tweets ogni 5 giorni [Infografica]

    Twitter, 1 miliardo di tweets ogni 5 giorni [Infografica]

    Continua ancora l’onda lunga dei record macinati da Twitter nel 2011. Da questa infografica che vi presentiamo oggi, realizzata da Digimind, risulta che ogni 5 giorni si registrano 1 miliardo di tweets, una vera marea. Ed ecco le notizie che ne hanno fatto registrare il maggior numero al secondo

    Top_tweets2011Tanti sono stati gli eventi nel 2011 che hanno fatto registrare un numero record di tweets, ben 1 miliardo ogni 5 giorni. E impressionanti sono anche i numeri di tweets al secondo che hanno provocato le notizia di alcuni eventi che hanno segnato il 2011 appena trascorso. Digimind, azienda che si occupa di digital data e web reputation, ha raccolto una carrellata di notizie registrando il numero di tweets al secondo che hanno fatto segnare su twitter al momento in cui hanno iniziato a propagarsi. Il record assoluto appartiene alla messa in onda di un vecchio film in Giappone con 25.088 tweets al secondo! (altro…)

  • Le ricerche sul web nell’ultima settimana: Alice Bellotto, Borges e Steve Jobs

    Riprendiamo la nostra rubrica settimanale per vedere quali sono state le parole più ricercate nell’ultima settimana. Chiaramente non poteva non esserci Steve Jobs o Jorge Luis Borges, ma al primo posto nel nostro paese si piazza Alice Bellotto.

    Pensavate che le dimissioni che tanto hanno fatto discutere, e ancora fanno discutere, di Steve Jobs si piazzassero al primo posto delle parole più ricercate nell’ultima settimana in Italia su Google? Vi sbagliavate e di grosso anche, come me d’altronde. Perchè al primo posto delle ricerche in italia negli ultimi sette giorni si piazza Alice Bellotto, la modella esclusa da Miss Italia per delle foto di nudo comparse sul web, con poco più di 400 mila risultati. Sinceramente, non sapevo chi fosse fino al momento in cui ho visto la classifica. Al secondo posto, quindi un pò anche una sorpresa devo dire, troviamo Jorge Luis Borges, lo scrittore argentino che Google ha celebrato con un doodle in occasione dei 112 anni dalla sua nascita. Mr Jobs c’è, è quarto con ben 69 milioni e 200 mila risultati. (altro…)

  • Steve Jobs lascia, e ora?

    La notizia era nell’aria da tempo, ma ora è ufficiale. Steve Jobs lacia la guida di Apple e al suo posto verrà nominato nuovo Ceo Tim Cook, come da lui stesso annunciato in una lettera. E ora che succederà?

    Steve Jobs for Fortune magazine
    Image by tsevis via Flickr

    La notizia si è diffusa quando negli Usa era quasi ora di cena e in Italia ci si apprestava a vivere una nuova nottata di caldo torrido (ma quando finirà?). E’ una notizia di quelle che scuotono e continuano a scuotere la rete e non solo, perchè stiamo parlando di Steve Jobs, della Apple, l’azienda che negli ultimi anni ha macinato record di vendite più di ogni altra. Ma il fatto è che ognuno di noi è stato abituato a vedere la Apple come Steve Jobs, un tutt’uno. La Apple esiste perchè c’è Mr. Jobs, almeno questo era il pensiero fino a ieri. E adesso cosa succederà. Come era evidente, tra i tanti che hanno tirato dal cassetto il post o l’articolo preparato da tempo come se Steve Jobs fosse già passato a miglior vita e tra i tanti che si apprestano a fare mille previsioni, molti autorevoli e titolati, personalmente penso che poco cambierà. (altro…)