Tag: Europa

  • Sam Altman (ri)promette che OpenAI non lascerà l’Europa

    Sam Altman (ri)promette che OpenAI non lascerà l’Europa

    Sam Altman, CEO di OpenAI, cerca di passare come paladino dell’etica dell’IA, una situazione di equilibrio non facile. Intanto è costretto, nel giro di poche ore a ritrattare le sue dichiarazioni, fatte a Londra, e a (ri)promettere che ChatGPT non lascerà l’UE.

    Nel giro di meno di 24 ore, si può affermare che è accaduto di tutto. Probabilmente, Sam Altman, CEO di OpenAI, pensava ancora di trovarsi di fronte alla Commissione del Congresso USA. Fatto sta che, nel giro di poco tempo, ha dovuto rivedere le sue dichiarazioni che stavano già infiammando il dibattito.

    Per cercare di capire cosa sia successo, ripercorriamo i fatti.

    Sam Altman, CEO di OpenAI, azienda che è diventata uno dei progetti più profittevoli per l’implementazione dell’intelligenza artificiale generativa, da qualche tempo si impegna a diventare uno dei nuovi volti della regolamentazione dell’IA.

    Si tratta di un equilibrio molto difficile da mantenere, ma lui è intenzionato ad andare avanti. E così, mentre è riuscito a far passare le sue idee al cospetto di un certo numero di parlamentari statunitensi, possiamo affermare che non ha riscontrato lo stesso successo in Europa. Tanto che è stato costretto a chiarire quali sono i piani della sua azienda per continuare a operare fuori dagli Stati Uniti.

    sam altman IA europa

    Durante una tappa a Londra, mercoledì scorso, Altman ha dichiarato che se l’UE dovesse continuare sulla stessa linea riguardo alla regolamentazione sull’IA, potrebbe provocare non pochi problemi a OpenAI.

    Tra le sue dichiarazioni, Altman ha detto: “Se possiamo rispettare, lo faremo, e se non possiamo, smetteremo di operare… Ci proveremo. Ma ci sono limiti tecnici rispetto a ciò che è possibile“.

    Non è difficile immaginare le reazioni che queste parole hanno suscitato in Europa, e non solo. Ma Altman, resosi conto di non essere negli USA, ha cercato di correre ai ripari, ritrattando le sue affermazioni rese a Londra. Infatti, ha cambiato decisamente tono: “siamo entusiasti di continuare a operare (in Europa) e ovviamente non abbiamo intenzione di andarcene“. Ah, ok. Caso risolto, ma solo in parte.

    È vero che negli USA sta prendendo piede un dibattito serio riguardo alla regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale, ma bisogna dire che gli Stati Uniti sono ancora lontani dal mettere in pratica una seria regolamentazione.

    Si parla ancora della nuova Legge sulla responsabilità algoritmica, ormai da più di un anno, e più di recente con una proposta di “Task Force sull’IA“. Ma, a dispetto di tutto, non c’è ancora nulla di concretamente deciso.

    L’UE, d’altra parte, ha modificato una proposta di legge sull’IA per tener conto dell’Intelligenza Artificiale generativa moderna, come ChatGPT.

    Quel disegno di legge potrebbe avere enormi implicazioni per il modo in cui i grandi modelli di linguaggio come il GPT-4 di OpenAI vengono addestrati su una moltitudine di dati degli utenti prelevati da Internet. La legge proposta dalla commissione europea potrebbe etichettare i sistemi AI come “ad alto rischio” se dovessero essere utilizzati per influenzare le elezioni.

    OpenAI non è l’unica grande azienda tecnologica che sembra voler anticipare il dibattito sull’etica dell’IA. Nei giorni scorsi anche i dirigenti di Microsoft hanno intrapreso una campagna mediatica per spiegare cosa intendono fare in materia di regolamentazione dell’IA. Il presidente di Microsoft, Brad Smith, durante una diretta su LinkedIn, ha detto che gli Stati Uniti potrebbero utilizzare una nuova agenzia per gestire l’IA. Si tratta di un’idea avanzata anche da Altman, ma vedremo.

    Rispetto a Microsoft, bisogna dire che il colosso di Redmond è stato il più pronto a diffondere l’IA rispetto ai suoi rivali, in un tentativo di superare le grandi aziende tecnologiche come Google e Apple. Per non parlare del fatto che Microsoft è in una partnership multimiliardaria in corso con OpenAI.

    Sempre in merito a OpenAI, il giorno dopo le tanto discusse affermazioni di Altman a Londra, OpenAI ha rivelato di essere in procinto di creare un programma di sovvenzioni per finanziare gruppi che potrebbero decidere le regole attorno all’IA.

    Il fondo distribuirà 10 sovvenzioni da 100.000 dollari a gruppi disposti a fare il lavoro e a creare “prove di concetto per un processo democratico che potrebbe rispondere a domande su quali regole dovrebbero seguire i sistemi IA“. L’azienda ha detto che la scadenza per questo programma è solo di un mese, entro il 24 giugno.

    Ecco, questo è quanto è successo rispetto all’IA e alle dichiarazioni di Sam Altman. Ma siamo sicuri che non sarà l’unico momento di revisione delle proprie dichiarazioni. Nelle prossime settimane, e nei prossimi mesi, ne vedremo degli altri.

  • TikTok, con 100 milioni di utenti l’Europa diventa il mercato principale

    TikTok, con 100 milioni di utenti l’Europa diventa il mercato principale

    Mentre negli Usa non è ancora chiaro quale sia il suo destino, TikTok annuncia di aver raggiunto i 100 milioni di utenti in Europa. E per questo diventa il mercato principale per ByteDance, la startup cinese proprietaria della piattaforma.

    Mentre negli Usa si sta cercando di arrivare ad una soluzione per il futuro della attività che riguardano l’America, ma anche il Canada, l’Australia e la Nuova Zelanda, TikTok annuncia di aver raggiunto i 100 milioni di utenti attivi al mese in Europa. Un annuncio fatto a distanza di pochi giorni da quello che annunciava lo stesso risultato ottenuto proprio negli Usa. Una tempistica che, visto il contesto attuale, a molti è parso come un modo per dichiarare che da oggi l’Europa è il mercato principale di TikTok.

    Rich Waterworth, General Manager, Europe di TikTok ha spiegato in un comunicato che questo risultato è stato possibile raggiungerlo nel vecchio continente principalmente per tre motivazioni principali:

    • i video realizzati dagli operatori sanitari o dagli utenti per ringraziarli per il loro lavoro, visualizzati oltre 300 milioni di volte;
    • il duo hip-hop britannico YoungT e Bugsey, che ha visto decollare la sua carriera quando il brano ‘Don’t Rush’ è stato usato come suono della #DontRushChallenge (oltre 800 milioni di visualizzazioni e ancora in crescita);
    • le challenge come #respectmysize in Germania o #amoilmiocorpo in Italia, un appello ad abbracciare il concetto di “body positivity” che hanno generato complessivamente quasi 100 milioni di visualizzazioni.

    tiktok europa mercato 100 milioni utenti

    Waterworth ha poi aggiunto che dopo solo due settimane dal lancio del Fondo TikTok per i Creator (250 milioni di euro per aiutare i creator a trasformare la loro creatività in un percorso di carriera) si è iscritto oltre il 40% di tutti i creator in possesso dei requisiti.

    L’annuncio dei 100 milioni di utenti in Europa arriva in un momento particolare per ByteDance, la startup cinese proprietaria della piattaforma. Infatti, sembra proprio che Oracle possa spuntarla su Microsoft e aggiudicarsi le attività negli Usa, e non solo come abbiamo specificato, della piattaforma. Come avevamo già raccontato, la soluzione Oracle non è una sorpresa per due motivi principali: il primo è che Oracle è la soluzione che piace a Donald Trump; il secondo motivo, e dipende molto dal primo, è che Oracle è la soluzione preferita dagli investitori.

    Solo che la soluzione Oracle non piace proprio a ByteDance che avrebbe preferito di gran lunga vendere a Microsoft per poi concentrarsi su altri mercati.

    Già, gli altri mercati. E quali sono?

    Lo scenario, da questo punto di vista, vede ByteDance cambiare decisamente rotta e puntare proprio sul Vecchio Continente. In sostanza la startup cinese prende coscienza che ormai negli Usa le strade sono due e cioè: o vendere a Oracle oppure abbandonare gli Usa per via dell’ordine esecutivo che di fatto vieterà alla startup qualsiasi attività sul territorio americano. In ogni caso il mercato americano è perso.

    Ma è perso anche il grande mercato dell’India, dove la piattaforma, pur contando un grande numero di utenti e un crescente numero di influencer che hanno puntato molto su questa app, la piattaforma è ormai messa al bando dal governo indiano. E all’orizzonte non si vedono spiragli per una possibile ripresa.

    Intanto, anche ad agosto TikTok è risultata essere l’app più scaricata al mondo con 44,5 milioni di download rispetto ai 38,5 milioni di Instagram. In calo rispetto ai 72,8 di maggio, ma sempre avanti rispetto alla diretta concorrenza.

    tiktok download agosto 2020

    Quindi, i 100 milioni di utenti in Europa rappresentano per TikTok sicuramente un grande traguardo, ma anche un nuovo inizio in attesa di sviluppi dagli Usa.

  • Coronavirus: l’Europa investe nelle startup, ma l’Italia è assente

    Coronavirus: l’Europa investe nelle startup, ma l’Italia è assente

    Si dice che nelle difficoltà si deve investire di più, per cogliere le opportunità che nascono. In Europa alcuni paesi come Francia, Germania e Uk stanno investendo di più nelle startup, vero motore per l’Innovazione di un paese. Ma l’Italia è assente.

    La pandemia da Coronavirus che stiamo vivendo, e che stiamo affrontando con grande serietà e impegno ormai da settimane, ha inesorabilmente messo in evidenza tante cose che non funzionano nel nostro paese. Ce ne stiamo accorgendo ormai giorno dopo giorno. A cominciare dalla scarsa digitalizzazione del paese, quella digitalizzazione che, forse, in una situazione come questa ci sarebbe stata di grande aiuto. Nulla che non si possa cominciare a fare adesso, ma se ci avessimo creduto per tempo, quando se ne parlava ovunque, infatti solo a parole, oggi forse avremmo avuto a disposizione qualche strumento in più per affrontare questo periodo difficile.

    Come dicono i saggi, è proprio nella difficoltà che bisogna investire, bisogna dimostrare carattere. “Nel mezzo delle difficoltà nascono le opportunità“, diceva il grande Einstein, uno che di difficoltà da affrontare se ne intendeva, vero, però un minimo devi essere pronto per affrontarle e per saper cogliere le opportunità che si presentano.

    Tutta questa premessa perché il tema che vogliamo affrontare è quello delle startup proprio nel periodo della pandemia da Coronavirus. Già, le startup sono da considerarsi a tutti gli effetti il motore dell’innovazione, della tecnologia che avanza. Alimentando le loro idee si da vita a nuove soluzioni e nuovi strumenti per migliorare tanti aspetti della nostra vita.E in questa fase così delicata e pesante, anche le startup stanno soffrendo e molto. Quindi, se abbiamo imparato che è in questi momenti che bisogna investire per cogliere le opportunità e per affrontare le difficoltà, per avere soluzioni e strumenti, ecco che diventa importante oggi investire di più nelle startup.

    startup investimenti europa coronavirus

    Sono giorni che si sente parlare a tutti i livelli, a cominciare dalla politica, di cominciare una seria digitalizzazione del paese, di avviare un serio processo di innovazione in Itala. Peccato che questo sia diventato quasi come un disco rotto, proprio perché gli sforzi fatti fino ad oggi non sono bastati, semplicemente perché non ci si è creduto abbastanza. Lo stesso Giuseppe Conte, nel suo discorso di insediamento del governo “Conte 2” (o bis) aveva ribadito questo concetto, rimasto comunque solo un concetto e niente di che.

    Ecco che la pandemia da Coronavirus fa riemergere la grande colpa di non averci creduto abbastanza e di aver usato quel concetto come un puro intento elettorale.

    Ed ecco un esempio pratico di cosa significa investire in momenti difficili come questi.

    La Francia investe altri 4,4 miliardi di euro nelle startup

    In Europa sono diversi paesi a rendersene conto. Prima tra tutti è la Francia che mette sul piatto 4,4 miliardi di euro per dare supporto al cash flow delle startup. Sono soldi mirati al rifinanziamento, a nuovi investimenti, in parte già programmati, e al pagamento anticipato di alcuni crediti d’imposta. Un piano lodevole a dimostrazione che la Francia, con il suo “Station F“, uno spazio in cui vi sono oltre mille startup e che si estende per oltre 34 mila metri quadrati, vuole diventare davvero la Silicon Valley d’Europa. Una definizione che non vuole sminuire l’intento.

    La Francia, dopo l’avvio dello spazio dedicato all’innovazione, il secondo in Europa per estensione dopo quello di Lisbona, punta a costruire un modello d’Innovazione attraverso cui generare un ecosistema economico. E ci sta riuscendo. Tra la fine dello scorso anno ad oggi, sono già quasi 10 miliardi investiti, oltre ai 10 già investiti sullo Station F.

    La Germania investe 2 miliardi di euro

    Altro paese che ha deciso di dare maggiore supporto alle startup in questo difficile momento è la Germania. Ebbene, in questi giorni il governo tedesco mette a disposizione 2 miliardi di euro che serviranno alle startup per affrontare la situazione. Anche se allo studio vi è un programma di 10 miliardi di euro più a lungo termine.

    Questi due esempi concreti che arrivano da due grandi paesi europei, due grandi economie continentali che lo scorso anno, dati di un recente studio di Dealroom, sono stati in grado di attrarre 12 miliardi di dollari di investimenti, 7 miliardi in Germania e 5 in Francia.

    Uk attrae 13,2 miliardi di dollari investimenti

    Anche se ad essere poi più attrattivo è il Regno Unito, restando nei paesi del continente. Le aziende tecnologiche in Uk hanno attirato lo scorso anno investimenti per 13,2 miliardi di dollari, più della somma degli investimenti di Francia e Germania messi insieme. E comunque anche in Regno Unito sono allo studio soluzioni economiche per non permettere che tutto quel sistema possa cedere sotto il peso del Covid-19.

    Insomma, avrete certamente notato come tra quest grandi paesi, grandi economie europee, manchi proprio l’Italia che, come gli altri tre citati, è uno dei sette paesi più industrializzati al mondo. Ma con un grande deficit innovativo e tecnologico.

    Certo, è una questione di risorse, di parametri europei da rispettare. Ma è anche la chiara dimostrazione, restando sui parametri, che un paese come il nostro non può permettersi di restare indietro. Lo si dice tante volte, ma il Coronavirus ci lascia anche questa lezione. ed è arrivato il momento di agire, ora.

  • Facebook aprirà 3 centri di formazione in Europa entro il 2018, uno anche in Italia

    Facebook aprirà 3 centri di formazione in Europa entro il 2018, uno anche in Italia

    Facebook ha annunciato oggi l’apertura di 3 centri di formazione in Europa entro il 2018 e uno di essi è previsto anche in Italia. Obiettivo è quello di formare 1 milione di persone, anche aziende e professionisti, entro i prossimi due anni. Gli altri due centri saranno aperti in Spagna e in Polonia.

    Facebook punta sull’Europa e lancia un progetto di formazione che prevede la creazione di 3 centri di formazione, “community skills hubs”, di cui uno è previsto anche in Italia. Gli altri due centri sorgeranno in Spagna e in Polonia. Obiettivo è quello di formare 1 milione di persone, anche aziende e professionisti, per arricchire le loro competenze digitali e per offrire strumenti di sicurezza online. I 3 centri saranno gestiti in collaborazione con le organizzazioni locali e si ispireranno al “Facebook’s Digitales Lernzentrum” di Berlin, inaugurato lo scorso anno in collaborazione con la “ReDI School of Digital Integration”.

    Nei prossimi due anni Facebook sarà partner di Freeformers per offrire formazione a 300 mila persone in tutta in Gran Bretagna, Francia, Germania, Polonia, Italia e Spagna, per 75 mila di queste la formazione sarà online mentre per i restanti si programmerà un percorso di formazione su misura per ognuno. Il programma prevede anche lo sviluppo di percorsi di formazione personale per 100 mila PMI entro il 2020 e una percorso di formazione online per altre 250 mila imprese.

    facebook centri formazione europa italia

    Facebook prevede anche percorso formativo per 15 mila donne, per incoraggiare progetti imprenditoriali, in Francia, sulla scia dei progetti analoghi avviati in Regno Unito e in Italia; il progetto si espanderà poi in Irlanda, Spagna e Svezia entro la fine di quest’anno.

    Il progetto di investimento in Europa non finisce qui. Infatti Facebook, sempre oggi, ha annunciato un piano di investimenti di 10 milioni di euro per incrementare i processi di innovazione attraverso l’Intelligenza Artificiale in Francia. Il team di ingegneri sarà raddoppiato, passando da 30 a 60.

    Vogliamo assolutamente far sapere che stiamo investendo a livello locale, stiamo investendo in tecnologia e stiamo investendo sulle persone“, ha dichiarato Sheryl Sandberg, direttore operativo di Facebook a Bruxelles, dove oggi sono state annunciate le iniziative per l’Europa.

    Facebook fa sapere che dal 2011 ha investito 1 miliardo di dollari per sostenere per piccole e medie imprese in tutto il mondo. Con il programma “Boost your business” sono state formate centinaia di migliaia di imprese in tutto il mondo e oltre 1 milione di imprese hanno utilizzato l’hub gratuito, Blueprint. Inoltre, ad oggi, sono [highlight color=”yellow”]70 milioni le aziende che hanno una pagina Facebook[/highlight].

    Il 35% delle aziende intervistate in Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna e Regno Unito dichiara di aver costruito il proprio business su Facebook; il 49% dichiara di aver assunto più personale grazie alla crescita derivata dalla presenza su Facebook; il 57% dichiara di aver incrementato le vendite e il 60% dichiara di aver venduto i propri prodotti in altri paesi e città. Inoltre, il 67% delle PMI intervistate dichiara che le competenze digitale e social media sono molto importanti.

    Queste sono le iniziative che ha presentato Facebook oggi per l’Europa, un vasto e lodevole progetto che permetterà di attirare l’attenzione delle istituzioni europee, piuttosto impegnate ad indagare su violazione della privacy, sui contenuti di odio e sulle situazioni fiscali del colosso di Menlo Park.

  • In Italia Windows Phone supera iOS e cresce anche in Europa

    In Italia Windows Phone supera iOS e cresce anche in Europa

    crescita-windows-phone

    Dati molto interessanti quelli che rende noti Kantar Worldpanel ComTech che evidenzia come alla fine lo sforzo fatto da Microsoft nell’acquisto di Nokia stia dando i suoi frutti. A Settembre 2013 Windows Phone supera in Italia iOS crescendo in un anno del 2,9%. Crescita confermata in Europa, infatti per ogni 10 smartphone venduti, 1 è un Windows Phone

    A vedere questi dati forse neanche quelli di Microsoft si sarebbero aspettati questi dati in così poco tempo dall’acquisizione del colosso finlandese Nokia. Infatti, secondo i dati sulle vendite raccolti da Kantar Worldpanel ComTech, monitorando il mercato Europeo, nello specifico Francia Italia, Germania, Regno Unito e Spagna, e il mercato cinese, si scopre che Nokia sta conoscendo un gran momento di crescita e che addirittura Windows Phone si prende il lusso di superare anche iOS. E questo sorpasso lo si è registrato proprio nel nostro paese, come sappiamo essere tra i primi al mondo in fatto di penetrazione mobile. In termini numerici questo sorpasso si quantifica con una crescita del 2,9% in un anno da parte di Windows Phone, a fronte di una sostanziale decrescita di iOS che passa dal 14,2% al 10,2%, perdendo quindi 4 punti percentuali, davvero tanti. Assorbiti da Windows Phone, dunque, e da Android che continua a crescere in Italia superando il 70% del mercato, precisamente 71,6 con una crescita su base annua del 10,4%.

    E si può ben affermare che la cura Microsoft abbia fatto bene alla Nokia dando maggiore impulso, infatti a Settembre 2013 i dispositivi Windows Phone venduti in Europa rappresentavano il 9,2% del mercato complessivo, quindi su dieci smartphone venduti, 1 è Windows Phone.

    Restando in Europa, Windows Phone in Regno Unito è all’11,4% del mercato con un balzo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno del 7,2% ed è la crescita maggiore che si registra nei paesi europei monitorati. Segue poi, sempre per quanto riguarda Windows Phone, il valzo in avanti del 6% in Germania, del 5,5% in Francia, del 3,7% in Spagna. La media complessiva del mercato in questi paesi, EU5, per Windows Phone è del 5,5%, mentre Android guida nettamente con il 71,9% e iOS è al 14,6% con un calo complessivo del 2,3%.

    Dieverso è il caso del mercato asiativo, in spcial modo la Cina, dove vanno forte le case produttrici locali, infatti si spiega in questo modo la crescita di Android mentre calano tutte gli altri sistemi operativi. Le marche locali come Huawei, Lenovo, Xiaomi e CoolPad sono molto diffuse e infatti per questo si spiega la crescita di Android in Cina del 14,6% in un anno arrivando all’81,1% del mercato cinese.

    Che pensate voi? Vi sorprendono questi dati?

  • In Europa 1 utente su 7 effettua acquisti da mobile

    In Europa 1 utente su 7 effettua acquisti da mobile

    mobile-payment

    Crescono in Europa gli utenti possessori di smartphone che effettuano acquisti dal proprio dispositivo: 43% rispetto al 2012. E 1 utente su 7, il 14,6%, ha effettuato acquisti nell’ultimo mese. E’ questo il quadro delineato da comScore che ha esaminato i cinque principali mercati mobile: Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna

    comScore, azienda leader nella misurazione del mondo digitale, ha rilasciato di recente una interessante panoramica di utilizzo degli smartphone nei cinque principali mercati europei, utilizzando i dati del servizio MobiLens comScore. Lo studio ha dimostrato che l’audience del mobile retail è cresciuta del 43% rispetto allo scorso anno, con il 20% degli utenti di smartphone che accedono siti di online retail dal loro dispositivo mobile. Inoltre, 1 utente smartphone europeo su 7 nell’ultimo mese ha riferito di aver completato una transazione di acquisto al dettaglio.

    acquisti da mobile in europa - attività

    Durante i tre mesi di monitoraggio, terminato ad agosto 2013, si è verificato che il 20,4% degli utenti smartphone dei cinque paesi presi ad esame, EU5 (Francia, Italia, Germania, Regno Unito e Spagna), accede a siti di vendita al dettaglio on-line, con un incremento del 2,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La Spagna è il paese in cui il mercato è in rapida crescita, facendo registrare un tasso di crescita del 66,5% e quasi 3,3 milioni di utenti  che accedono a siti di vendita al dettaglio da proprio smartphone. L’Italia è al secondo posto con un tasso di crescita del 61,3%  e quasi 5,6 milioni di utenti di smartphone che accedono a siti di retail dal proprio dispositivo. Ma il nostro paese è primo in termini di crescita del numero di possessori di smartphone che accedono siti retail on-line, con un incremento del 4,8%, raggiungendo un livello del 19,3% di utenti che accedono siti di vendita al dettaglio in un mese. Mentre per quel che riguarda l’audience, la Germania ha fatto registrare nel periodo monitorato, il maggior numero di utenti di smartphone che accedono siti di vendita al dettaglio, precisamente 9,9 milioni di utenti; segue poi il Regno Unito con 9,7 milioni di utenti.

    attività in store - acquisti mobile in europa

    Scattare la foto di un prodotto, mentre ci si trova fisicamente in un negozio, è stato l’attività in-store maggiormente eseguita da possessori di smartphone in EU5, con quasi un quarto degli utenti, ossia il 23,5% pari a 36,6 milioni di utenti. Nel momento in cui si trovano a dover effettuare un acquisto, gli europei tendono anche a chiedere il parere di amici e parenti: il 14,3% ha inviato loro una foto di un prodotto e il 14% ha chiamato o mandato un sms amici o  familiari riguardo ad un prodotto.

    acquisti da mobile in europa - categorie

    E veniamo ora a quella che ci è sembrata la notizia più interessante. In pratica dalla ricerca viene fuori che circa 1 possessore di smartphone europei su 7, quindi il 14,6%, ha effettuato acquisti dal proprio dispositivo ad agosto 2013. Il numero di cittadini europei impegnati in operazioni di mobile commerce è cresciuto del 37% rispetto all’anno precedente, passando da 16,6 milioni di utenti nel mese di agosto 2012 a 22,8 milioni di utenti nel mese di agosto 2013.

    Tra primi 5 beni e servizi acquistati tramite smartphone troviamo abbigliamento o accessori (5,4%), elettronica di consumo/elettrodomestici (3,8% degli utenti possessori di smartphone) che sono risultate essere le categorie più di vendite al dettaglio. Altri servizi o beni acquistati sono libri (3,8%), biglietti (3,4%) e prodotti per la cura personale o l’igiene (2,6%).

    Allora, cosa ne pensate di questa ricerca? Siete anche voi tra quelli che effettuano acquisti via mobile? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Mobile, Smartphone in crescita in Europa

    Mobile, Smartphone in crescita in Europa

    Continua la diffusione degli Smartphone in Europa. Nel mese di ottobre 2012 la penetrazione degli smartphone in EU5, secondo comScore, è del 55%. In Italia è del 51,2%

    Secondo quanto rilevato da comScore nel mese di Ottobre 2012, aumenta la diffusione degli smartphones in Europa. Nei paesi presi in esame Regno Unito, Francia, Germania, Spagna e Italia, la penetrazione degli smartphone è del 55%, quindi più di una persona su due possiede uno smartphone. Apple rafforza la sua posizione nel Regno Unito, mentre Android si impone come sistema operativo. Il paese che ha fatto registrare il dato più alto, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, è stata la Spagna con tasso di penetrazione del 63,2% e un incremento del 14,8% rispetto ad Ottobre 2011.

    Smartphone in Europa - comScore ottobre 2012

    Smartphone in UK - comScore ottobre 2012 - produttori

    Smartphone in UK - comScore ottobre 2012 - sistema operativo

    Nel Regno Unito Apple rafforza la sua posizione come leader di mercato con una fetta pari al 28% del mercato totale, 8,6 milioni di utenti, seguita da Samsung che detiene il 24%, ma fa registrare il più alto tasso di crescita nei 12 mesi, +12,8%. Tutti gli altri competitor fanno segnare dati in negativo, facendo evidenziare sempre di più una lotta a due sul mercato. Dal punto di vista del sistema operativo, Android, il sistema operativo mobile di Google, si impone con un 46,6%, +12,4% rispetto ad Ottobre 2011, staccando Apple che arriva al 28% e cresce solo del 1,5%.

    Mobile in Italia

    Come abbiamo già sottolineato qualche giorno fa riportando i dati Nielsen, per quel che riguarda il mercato dei sistemi operativi Android nel nostro paese è al primo posto, con una quota di mercato pari al 36%, seguendo quindi il trend che si afferma in Europa. Per quanto riguarda invece la penetrazione degli smartphone in Italia, i dati comScore confermano che il nostro paese ne è un grande fruitore, anche se tra i cinque fa registrare un tasso di crescita più basso. Infatti il dato ad Ottobre 2012 è del 51,2%, più di 1 italiano su 2, con un tasso di crescita rispetto ad Ottobre dello scorso anno, del 9,1%.

    Dai dati comScore si conferma quindi sempre di più la lotta a due tra Google e Apple e che fa presagire che la lotta sia sempre a due. Una svolta potrebbe darla l’accoppiata Nokia e Window coi Windows Phone e per vedere se davvero avverrà dovremo aspettare i prossimi rilevamenti. Intanto cosa ne pensate di questi dati?

  • Cresce il Mobile in Italia e in Europa

    Cresce il Mobile in Italia e in Europa

    Da una recente indagine condotta da comScore in EU5 (Francia, Germania, Spagna, Italia e Regno Unito) la penetrazione degli smartphones è al 53,7% con 130 milioni di persone che li posseggono. E tra questi il 15,5% possiede un tablet, dato in crescita rispetto allo scorso anno

    Cresce l’uso dei dispositivi mobili in Europa e anche nel nostro paese. Ricordiamo che il nostro paese da questo punto di vista è uno dei paesi che possiede il numero di smartphones più alto, di conseguenza sappiamo bene quanto si alta la penetrazione degli smartphones nel nostro paese. Però oggi ne abbiamo un’ulteriore conferma da questa recente ricerca ad opera, avente come periodo gli ultimi tre mesi, di comScore che riporta i dati in riferimento a EU5, ossia Francia, Germania, Spagna, Italia e Regno Unito.

    Cresce il mobile in Italia e in Europa

    In sostanza il dato generale è che il 53,7% della popolazione di questi paesi possiede uno smartphone, quasi 130 milioni di persone e tra questi, il 15,5% detiene un tablet, un dato in crescita rispetto allo scorso anno quando erano 9,3%. Una crescita in un anno del 6,2% che testimonia l’effettiva crescita dei tablet in Europa.

    Se guardiamo ai singoli paesi, in Italia la percentuale è del 15,1% al pari della Francia. La percentuale più alta è del regno Unito col 17,7%, segue poi la Spagna col 16,9%. Chiude la Germania con la percentuale più bassa del 12,8%, ben al di sotto della stessa media europea.

    Allora, al di là della conferma della forte penetrazione dei dispositivi mobile nel nostro paese, che ne pensate? Anche voi siete tra il 15,1% di persone che detiene uno smartphone e un tablet? Fateci sapere

  • Cresce di poco la fiducia dei consumatori a livello globale, male l’Italia

    Cresce di poco la fiducia dei consumatori a livello globale, male l’Italia

    Nielsen rende noto oggi i dati realtivi al terzo trimestre del 2012 della ricerca globale sulla fiducia dei consumatori e sulle intenzioni di spesa, “Global Survey of Consumer Confidence and Spending Intentions”, secondo cui il 62% dei rispondenti a livello globale sostiene di sentire la crisi; il 69% modifica le proprie abitudini per risparmiare di più. In Italia nonostante una crescita incoraggiante permangono preoccupazioni per il lavoro

    fiducia_consumatoriSecondo i dati raccolti da Nielsen, azienda leader globale nelle misurazioni e analisi relative ad acquisti e consumi, a utilizzo e modalità di esposizione ai media, nel terzo trimestre del 2012 la fiducia globale dei consumatori è cresciuta di un punto rispetto al trimestre precedente, arrivando a 92, e di 4 punti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (3° trimestre 2011). Durante l’ultima fase dell’indagine, condotta fra il 10 agosto e il 7 settembre 2012, il livello generale di fiducia è aumentato nel 52% dei mercati mondiali [i dati comprendono anche Bulgaria e Slovacchia] presi in esame da Nielsen, rispetto all’aumento nel 41% dei mercati registrato nel trimestre precedente. Nel corso del 3° trimestre del 2012, la fiducia dei consumatori è aumentata in 30 dei 58 mercati analizzati, è diminuita in 19 Paesi ed è rimasta invariata in 7. L’indagine globale sulla fiducia dei consumatori e sulle intenzioni di spesa condotta da Nielsen, “Global Survey of Consumer Confidence and Spending Intentions” istituita nel 2005, rileva via internet il livello di fiducia, le principali preoccupazioni e le intenzioni di spesa di più di 29.000 consumatori in 58 Paesi. I livelli di fiducia dei consumatori al di sopra e al di sotto di 100 indicano i diversi gradi di ottimismo e pessimismo. (altro…)

  • Akamai presenta lo Stato di Internet nel secondo trimestre 2012

    Akamai presenta lo Stato di Internet nel secondo trimestre 2012

    Akamai pubblica il Rapporto sullo Stato di Internet relativo al secondo trimestre del 2012. L’Italia entra nella top 10 dei Paesi origine del maggior numero di attacchi informatici. Penultimi in Europa per numero di connessioni broadband e high broadband, peggio fa solo la Turchia

    Attack-traffic 2012

    Akamai Technologies, Inc. (NASDAQ: AKAM), la principale piattaforma cloud che consente di offrire agli utenti un’esperienza online sicura e a elevate prestazioni, in qualunque parte del mondo e su ogni dispositivo, ha pubblicato il Rapporto sullo Stato di Internet relativo al secondo trimestre 2012 (disponibile all’indirizzo www.akamai.com/stateoftheinternet). Basato sulle informazioni raccolte dalla Akamai Intelligent Platform il rapporto offre un’analisi approfondita di dati quali penetrazione di Internet, traffico mobile e consumo di dati, origine degli attacchi informatici e velocità di connessione globale e locale. (altro…)