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  • Twitter, accordo per mantenere Jack Dorsey al suo posto. Per ora

    Twitter, accordo per mantenere Jack Dorsey al suo posto. Per ora

    Dopo l’annuncio del Fondo Elliott, intenzionato a mandare via Jack Dorsey, co-fondatore e CEO di Twitter, la società di San Francisco ha raggiunto un accordo dopo l’ingresso di Silver Lake che investe 1 miliardo di dollari. L’accordo prevede un comitato che riveda la leadership dell’azienda.

    Dopo l’annuncio del Fondo Elliott che annunciava l’intenzione di mandar via Jack Dorsey, attuale CEO di Twitter, in forza del suo investimento da 1 miliardo di dollari, prendendo così il controllo del consiglio di amministrazione della società di San Francisco, tutto viene congelato.

    Già, perché nel frattempo è giunta in soccorso di Twitter la società Silver Lake che investe nella società di Dorsey 1 miliardo di dollari e vuole mantenere al suo posto Dorsey. In pratica, Twitter è riuscita a raggiungere un accordo con le due società che prevede la presenza di un membro delle due società all’interno del consiglio di amministrazione (Egon Durban, CEO di Silver Lake, e Jesse Cohn per il Fondo Elliott); il riacquisto (buy back) di azioni per un valore di 2 miliardi di dollari; l’allargamento dello stesso consiglio ad altri tre membri e, soprattutto, la creazione di un comitato che riveda la leadership e la governance della società.

    jack dorsey twitter ceo 2020

    In pratica per Dorsey si tratta di una boccata di ossigeno per poi tornare di nuovo sotto esame. Dorsey nei giorni scorsi aveva rimandato il suo viaggio in Africa per via del Coronavirus e “per tutto il resto”, come da lui stesso dichiarato, lasciando intendere che per “tutto il resto” si riferiva proprio al Fondo Elliott. E pare che proprio l’annuncio del viaggio in Africa avesse spinto Elliott a rimuovere Dorsey la suo ruolo, reo di dedicarsi alla sua azienda solo in modalità “part-time”, essendo a sua volta anche CEO di Square.

    Twitter: il Fondo Elliott è pronto a mandare via il CEO Jack Dorsey

    Insomma, per il momento Jack Dorsey resta al suo posto, grazie all’aiuto di Silver Lake che ha voluto investire nella società per evitare che Elliott ne prendesse il controllo.

    E Dorsey nei giorni scorsi aveva anche ricevuto un endorsement molto importante da Elon Musk, il patron di Tesla:

    Altro elemento incluso nell’accordo è quello di raggiungere, entro l’anno, almeno il 20% di utenti unici giornalieri “monetizzabili”, il parametro che da un po’ di tempo Twitter usa per quantificare il numero degli utenti sulla piattaforma.

  • Twitter: il Fondo Elliott è pronto a mandare via il CEO Jack Dorsey

    Twitter: il Fondo Elliott è pronto a mandare via il CEO Jack Dorsey

    La notizia potrebbe davvero stravolgere Twitter. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il Fondo Elliott sarebbe pronto a mandare via il CEO e co-fondatore Jack Dorsey.

    Non è la prima volta che la posizione di Jack Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter venga messo in discussione nel consiglio di amministrazione. Era già capitato nel 2016, quando i due maggiori azionisti di allora, il principe saudita Alwaleed bin Talal e Steve Ballmer (ex CEO di Microsoft), si erano messi in testa di vendere l’azienda. E poi, in tanti non hanno mai perdonato a Dorsey il fatto di dividere il suo tempo in due aziende, con lo stesso ruolo di CEO: in Twitter, appunto, e in Square, l’altra sua società, specializzata in pagamenti mobile, quotata in borsa.

    Non è la prima volta, dicevamo, perchè adesso la situazione si fa più difficile. Il Fondo Elliott (sì proprio quello proprietario del Milan, per intenderci), in virtù della sua quota considerevole nella società, ha deciso di fare sul serio e vuole mandare via Jack Dorsey, “colpevole” di dedicarsi abbastanza nella società. Il Fondo, secondo quanto riporta Bloomberg, ha inserito quattro suoi amministratori all’interno del consiglio di amministrazione, l’intento era quello di occupare quante più posizioni possibili per riuscire nell’obiettivo. E, a quanto pare, potrebbe riuscirci per davvero.

    jack dorsey twitter 2020

    Stavolta per Jack Dorsey si fa davvero difficile. É l’unico CEO, a differenza di Mark Zuckerberg di Facebook o di Evan Spiegel e Bobby Murphy di Snapchat a non controllare il consiglio di amministrazione della sua azienda. Un’anomalia che più volta ha posto Twitter nel mirino di possibili compratori e in situazioni difficili.

    Altro elemento che viene imputato a Dorsey, cosa che anche noi, come tanti altri, abbiamo rilevato, è che Twitter, da quando il co-fondatore è tornato, nel 2015, a ricoprire il ruolo di CEO, è cresciuta poco, solo il 6,2%. Facebook, ad esempio, nello stesso periodo è cresciuta del 121%.

    Dopo che la notizia ha fatto il giro di Wall Street il titolo TWTR ha guadagnato il 7,7% nell’after hours, chiudendo con solo + 0.55% nelle contrattazioni ordinarie. Segno che l mercato attende una mossa che possa dare una svolta a Twitter.

    Il Fondo Elliott, guidato e fondato da Paul Elliott Singer, di cui è CEO e CIO, vuole puntare alla guida di Twitter, sapendo bene che la piattaforma presto si troverà ad affrontare due eventi molto importanti come le Olimpiadi in Giappone e le prossime elezioni presidenziali negli Usa. Due eventi in cui il ruolo di Twitter è fondamentale, soprattutto in termini di monetizzazione, in relazione alle Olimpiadi ovviamente.

    Riguardo alle prossime elezioni presidenziali Usa, alcuni siti americani dando questa notizia hanno rilevato il fatto che proprio Paul Elliott Singer è un grande sostenitore dell’attuale presidente Usa Donald Trump e questo potrebbe aver esercitato un peso nella decisione.

    Jack Dorsey sembra ormai in bilico. In questi anni ha tardato a muoversi cercando di rendere la piattaforma più aggiornata e appetibile. Un vero processo di innovazione è stato avviato solo lo scorso anno, ma ora tutto questo potrebbe non bastare. In effetti, il fatto di aver ricoperto il suo ruolo a tempo parziale, e non a tempo pieno come il ruolo richiederebbe, rischia di condannarlo ad abbandonare la guida della azienda che ha contribuito a creare insieme a Evan Wlliams e Biz Stone. Uno scenario che oggi si fa sempre più concreto.

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