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  • Le foto pubblicate su Instagram appartengono a tutti

    Le foto pubblicate su Instagram appartengono a tutti

    Le foto che pubblichiamo su Instagram, e sui social media in generale, appartengono a tutti. Una sentenza di un giudice di New York ha stabilito che se una foto viene condivisa su una piattaforma, concede alla stessa una sub-licenza di utilizzo. Per tanto, decade il copyright sulla stessa immagine.

    La vicenda che stiamo per raccontarvi è un po’ complessa, ma cerchiamo di semplificarla anche perché siamo sicuri che sia un tema che riguarda tante persone. Intanto chiariamo che la vicenda giudiziaria nasce negli Usa, ma, al tempo stesso, il principio che viene sancito potrebbe costituire ovunque un precedente. La storia è stata ripresa dal The Hollywood Reporter e poi anche da altri siti importanti negli Usa.

    Il principio, detto in maniera semplicistica, sancito da una sentenza della Corte Federale di New York, è che se una testata, un sito, un blog, chiunque in pratica, incorpori un’immagine da Instagram (la embeddi, per dirla in gergo), nel caso specifico, non vìola il copyright che il fotografo potrebbe esercitare sull’immagine stessa. Questo perché, secondo il giudice Kimba Wood, nel momento in cui il fotografo ha condiviso la stessa immagine su una piattaforma come Instagram, in quel momento ha concesso una “sub-licenza” alla piattaforma stessa. Di conseguenza, riportare l’immagine, embeddarla, dalla piattaforma, non sarebbe un reato per il fatto che non vìola alcun diritto al copyrght. Quell’immagine, in buona sostanza, è come se appartenesse a tutti.

    Instagram immagini tutti franzrusso.it 2020

    Ok, adesso facciamo un bel respiro e cerchiamo di raccontare tutta la vicenda, in sintesi.

    Era il 2016 quando Mashable voleva dedicare un focus a 10 foto-giornaliste che si dedicavano al tema della “giustizia sociale”. Nel realizzare questo focus, l’editore seleziona alcune delle più conosciute, raccoglie alcune sue opere, decidendo di pubblicarle in un articolo dedicato. Tra queste figurava anche Stephanie Sinclair, foto reporter che collabora anche con National Geographic, alla quale, dopo un primo rifiuto, Mashable offrì 50 dollari per usare una sua foto. Ma vistasi rifiutare la concessione della licenza, Mashable allora decise di incorporare l’immagine da Instagram, dove la stessa Sinclair aveva pubblicato l’immagine.

    Ecco, da qui ne nasce una vicenda legale che vedeva contrapposti la fotografa, la quale chiedeva che venisse riconosciuto il diritto di copyrght su quella immagine incorporata da un’altra piattaforma, e Mashable che, invece, sosteneva di non dover riconoscere alcun copyright in quanto l’immagine era già stata pubblicata su Instagram, appunto.

    Ebbene, la vicenda si è conclusa qualche giorno fa con la decisione del giudice Kimba Wood il quale ha dato ragione a Mashable. In passato, in casi come questi veniva usata la cosiddetta “dottrina del server test” che, in pratica, trasferisce la responsabilità della violazione in base al luogo in cui le immagini vengono memorizzate. Se il giudice Wood avesse adottato questa dottrina, allora il responsabile sarebbe stato Mashable. A questo proposito consigliamo di leggere un libro molto interessante dal titolo “The Law of Journalism and Mass Communication” (Cq Pr, 2019) di Susan Dente Ross, Amy Reynolds e Robert Trager.

    Nel 2018 un altro giudice di New York si trovò ad affrontare una vicenda simile, era quella del giocatore della NFL, Tom Brady. In quel caso, furono diversi siti di notizie a violare il copyright, secondo il giudice, usando delle foto del giocatore senza autorizzazione. Anche in quel caso si trattava di una immagine incorporata.

    In pratica, il “server test” indicava il fatto che qualcuno che incorporava un tale post non autorizzato sui social media, non avrebbe violato direttamente il copyright. Ma potrebbe comunque essere responsabile in base a complesse regole sulla “responsabilità indiretta” del copyright.

    Nella vicenda che vedeva contrapposti la Sinclair contro Mashable è invece stata premiata la tesi degli avvocati di Mashable che sostenevano che una volta pubblicata su Instagram l’autore avesse concesso alla piattaforma una licenza d’uso, una “sub-licenza”, ad usare l’immagine. Instagram, secondo gli avvocati, in effetti concede questo diritto a pubblicare, e incorporare, l’immagine senza commettere alcun reato.

    Ora, la sentenza è un modo assolutamente nuovo per aggirare il “server test” che, tra l’altro, il giudice Wood non ha mai preso in considerazione per la soluzione di questo caso. L’incorporare post sui social media, autorizzati dai detentori di copyright, in questo caso Instagram, è legale, secondo il ragionamento del giudice Wood. Non vi sarebbe alcuna difesa, invece, nel caso in cui venisse usata un’immagine non autorizzata. Ecco, questo è quello che ci sembra emergere da questa diatriba.

    Le immagini pubblicate su Instagram, a questo punto, appartengono a tutti.

    stephanie sinclair instagram

    C’è da dire, infine, che la Sinclair aveva ancora un modo per impedire che quella immagine apparisse, dopo la sentenza, all’interno dell’articolo di Mashable, liberamente. Ed era quello di rendere il suo account da pubblico, come era fino alla sentenza, a privato, cosa che potete verificare. In questo caso la sua foto è salva, preservata e privata, e nessuno può usarla senza la sua autorizzazione.

    Questa che vi abbiamo raccontato è una vicenda complessa, sperando di essere riusciti a riassumerla nella maniera giusta e comprensibile. Abbiamo deciso di raccontarla perché è una storia che può toccare tutti coloro che si occupano di informazione. Tanto i giornalisti quanto le testate, i blog e i siti di informazione che possono imbattersi in situazioni analoghe. Alla luce di questa vicenda è sempre opportuno fare attenzione a quello che si pubblica sui social media e a quello che si incorpora all’interno del proprio sito.

    E voi che ne pensate? Fateci sapere il vostro pensiero tra i commenti oppure commentate sui social media.

  • Social Media e genitori: il 30% pubblica foto o video dei figli ogni giorno

    Social Media e genitori: il 30% pubblica foto o video dei figli ogni giorno

    Un’indagine di McAfee, “The Age of Consent”, dedicata alle problematiche relative alla pubblicazione online delle foto di bambini, ha rilevato che il 30% dei genitori pubblica sui social media una foto o un video del proprio bambino almeno una volta al giorno.

    L’indagine di McAfee, nota azienda specializzata nella sicurezza informatica, tocca un tema spesso al centro del dibattito sui social media, sulla opportunità o meno di pubblicare foto o video dei propri figli e delle conseguenze che ne conseguono. Dal titolo The Age of Consent, l’indagine è stata pubblicata qualche giorno fa, quando ormai manca pochissimo alle riaperture delle scuole per il nuovo anno scolastico nel nostro paese, proprio per sensibilizzare i genitori, e l’opinione pubblica, su quelli che possono essere i rischi che comporta la scelta di pubblicare liberamente foto e video dei propri figli. E’ anche utile per conoscere quale sia, ad oggi, l’atteggiamento dei genitori riguardo a questo tema. Nonostante l’indagine sia stata condotta negli Usa, crediamo che sia molto utile per i contenuti e i dati che sono emersi.

    Prima di tutto, crediamo che vada sottolineato il dato che dice che il 30% dei genitori pubblica sui social media una foto o un video del proprio bambino almeno una volta al giorno. Esiste poi un 12% di essi che pubblica addirittura più volte al giorno. Sono dati, questi ultimi che preoccupano circa la eccessiva esposizione di minori sui social media, mettendoli a grave rischio.

    social media genitori foto video figli franzrusso.it

    La maggior parte dei genitori ha identificato i seguenti problemi associati alla condivisione di immagini online, tra cui pedofilia (49%), stalking (48%), rapimento (45%) e cyberbullismo (31%). Ma molti genitori (58%) non considerano nemmeno se il figlio è d’accordo sulla pubblicazione online della propria immagine, altro tema molto importante. Infatti, il 22% dei genitori ritiene che il figlio sia troppo giovane per decidere se la propria immagine debba essere condivisa online, un altro 19% ritiene che debba sempre essere il genitore a decidere.

    Al di là di queste che sono le preoccupazioni che affliggono, in ogni caso i genitori, la ricerca evidenzia anche come le stesse preoccupazioni non portano i genitori ad agire di conseguenza, anzi. Molti, infatti, ammettono di includere ancora le informazioni personali e i dati personali dei bambini nelle immagini online.

    Ad esempio, la metà dei genitori intervistati ammette di avere o di voler condividere una foto del proprio figlio sui banchi di scuola, nonostante il rischio di esporre le informazioni personali. Conforta, però, vedere che la maggior parte dei genitori, il 70%, condivida foto di bambini solo su account di social media privati. Si tratta certamente di un buon primo passo, ma c’è ancora molto da fare affinché i genitori proteggano l’identità dei loro figli.

    La ricerca mette in rilievo come i genitori ritengano che le pubblicazioni di foto e video sui social media non comportino disagi emotivi per i propri figli. Solo il 23% dei genitori teme che la pubblicazione di un’immagine del proprio figlio online possa turbare o suscitare ansia nel minore, e solo il 30% ritiene che il proprio figlio possa essere imbarazzato dall’immagine. Gli effetti collaterali sull’emotività dei bambini non devono essere sottovalutati. Un sondaggio condotto da ComRes ha rilevato che più di un bambino su quattro tra i 10 e i 12 anni si sente imbarazzato, ansioso o preoccupato quando i genitori pubblicano le loro foto online. È interessante notare che le mamme sembrano considerare la possibilità di imbarazzare i bambini più dei papà, con il 45% di papà che ritiene che i loro figli passeranno sopra qualsiasi contenuto imbarazzante rispetto a solo il 14% delle mamme.

    Sono dati che destano una certa preoccupazione e che è necessario che si parli sempre di più dei rischi che questo tipo di pubblicazioni possa comportare per i nostri figli. Bisogna che siano proprio i genitori i primi a proteggerli e che siano ben consapevoli delle conseguenze. Ecco perchè abbiamo ritenuto necessario condividere con voi questa ricerca.

    The Age of Consent offre anche qualche suggerimento utile, come questi, che dovrebbero già essere applicati:

    Attenzione alla geolocalizzazione. Molti social network taggano la posizione di un utente quando viene caricata una foto. I genitori devono assicurarsi che questa funzione sia disattivata per evitare di rivelare la propria posizione. Questo è particolarmente importante quando si pubblicano le foto fuori casa.

    Impostare regole di riservatezza. I genitori devono condividere le foto e gli altri post sui social media solo con il pubblico a cui sono destinate. Anche se servizi come Facebook e Instagram hanno caratteristiche che permettono di condividere i messaggi solo con connessioni confermate, tutto ciò che viene postato su un social network deve essere trattato come se fosse pubblico.

    Stabilire regole di base con amici, familiari e bambini. Essere chiari con amici e familiari sulle linee guida quando si pubblicano le immagini dei minori. Queste regole possono aiutare a evitare situazioni indesiderate come se un parente che condivide le foto senza autorizzazione esplicita. Non dimenticate che queste regole di base dovrebbero applicarsi anche ai genitori per proteggere i bambini ritratti nelle immagini da imbarazzo, ansia e anche cyberbullismo.

    Prendere il controllo delle proprie informazioni personali. Il numero di violazioni dei dati segnalate continua ad aumentare, così come la possibilità di furto di identità. Per i bambini che sono troppo piccoli per una carta di credito, i genitori dovrebbero bloccare il proprio accesso al conto per evitare qualsiasi uso non autorizzato. Una soluzione di protezione contro il furto d’identità come McAfee Identity Theft Protection può aiutare a proteggere in modo proattivo l’identità e i dati personali da un uso improprio.

    E voi che ne pensate di questa indagine? Siete anche voi tra quelli che pubblicano foto e video dei propri figli? Che regole vi siete dati? Raccontateci la vostra esperienza.

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  • Tribunale di Roma: multa ai genitori che non rimuovono le foto dei figli dai social media

    Tribunale di Roma: multa ai genitori che non rimuovono le foto dei figli dai social media

    E’ il Tribunale di Roma a stabilire, per la prima volta in Italia, un principio che va oltre la rimozione delle foto dei figli che i genitori pubblicano spesso sui social media. I giudici del foro romano hanno condannato una madre a rimuovere le immagini del figlio e, nel caso in cui non rispettasse tale obbligo, anche a pagare una multa di 10 mila euro.

    Pubblicare o meno le foto dei figli sui social media è un tema che riguarda quasi tutti i genitori. Spesso, nel tentativo di condividere momenti con amici e parenti lontani, ma anche per il semplice fatto di condividere dei bei momenti tanti genitori pubblicano le foto dei propri figli su Facebook, su Twitter e anche su Instagram. Il tema principale riguarda i rischi a cui verrebbero esposti i propri figli nel momento i cui si condividono immagini dei propri figli, rischi che possono essere anche molto pericolosi.

    Ma la tentazione di condividere una foto della propria figlia o del proprio figlio resta irresistibile per molti.

    genitori foto figli social media

    Nel recente passato sono state molte le sentenze di vari tribunali italiani che hanno ordinato ai tanti genitori di rimuovere le immagini dei propri figli. Ma la sentenza del Tribunale di Roma, del 23 dicembre 2017 – procedimento 39913/2015, sancisce, per la prima volta nel nostro paese, un principio che va oltre la semplice rimozione. Infatti, la sentenza dl foro romano condanna la madre di un ragazzo di 16 anni a rimuovere le foto del figlio dai vari social media e, nel caso in cui non rispettasse tale obbligo, a pagare una multa di 10 mila euro.

    Il caso riguarda un ragazzo sedicenne che più volte si era lamentato con i genitori, coinvolti in una causa di separazione, del fatto che pubblicassero foto in cui compariva lui. Il ragazzo si era lamentato de fatto che i genitori pubblicassero dettagli riguardanti la loro vicenda giudiziaria, una situazione che il ragazzo viveva con disagio al punto da chiedere al giudice di continuare a studiare all’estero per stare lontano dai propri genitori. Insomma, una situazione pesante per un ragazzo che non voleva essere al centro di questo tipo di attenzioni, anche mediatiche.

    Come detto, si tratta di un principio nuovo per il nostro paese che costituirà un precedente importante, sopratutto di fronte al numero di sentenze crescente riguardo a questo delicato argomento.

    La sentenza romana si basa certamente sul principio sancito dall’articolo 16 della Convenzione sui diritti del fanciullo, approvata a New York il 20 novembre 1989 e ratificata in Italia con la legge 176/1991:

    Art. 16
    Nessun fanciullo sarà oggetto di interferenze arbitrarie o illegali nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza, e neppure di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione. Il fanciullo ha diritto alla protezione della legge contro tali interferenze o tali affronti.

    E anche sull’articolo 96 della legge sul diritto d’autore (legge 633/1941) che recita:

    Il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa, salve le disposizioni dell’articolo seguente. Dopo la morte della persona ritrattata si applicano le disposizioni del 2°, 3° e 4° comma dell’art. 93.

    Una sentenza che farà discutere, e molto, evidentemente. Ed è un bene che ciò accada, perché se da un lato ci sono dei pesanti rischi a cui si può andare incontro nel condividere sui social media immagini e foto dei propri figli (qui il video di Matteo Flora di qualche mese fa con oltre 1 milione di visualizzazioni), c’è anche da considerare la volontà dei propri figli minorenni. Il disagio vissuto da questo ragazzo, e reso più difficile dalla pubblicazione di foto in cui compariva, rende bene l’idea di quali situazioni si possono venire a creare.

    Forse sembrerà estremo, o anche fuori luogo, ma questo è un caso su cui bisogna riflettere più e più volte, e dovranno farlo soprattutto quelle persone (tante purtroppo) che parlano ancora di online e offline come se fossero due pianeti distanti anni luce. Invece no. Quello che viene pubblicato sui social media ha effetti reali, perché “reali” sono le persone che condividono.

  • #MilanInSight, vivere Milano da un altro punto di vista

    #MilanInSight, vivere Milano da un altro punto di vista

    MilanInsight.it è la piattaforma lanciata da UniCredit che permette di osservare Milano a 360 gradi attraverso la più grande mappa fotografica che sia stata mai realizzata in Italia. #MilanInSight è anche la terza immagine fotografica più grande al mondo.

    MilanInsight.it è la piattaforma lanciata da UniCredit che permette di osservare Milano a 360 gradi attraverso la più grande mappa fotografica che sia stata mai realizzata in Italia. Ed è anche la terza immagine fotografica più grande al mondo. La mappa è stata creata dal grattacielo UniCredit, alto 218 metri ed è il più alto della città, dal quale sono state scattate oltre 40.000 immagini che sono state poi messe assieme in un collage. Da lì ha preso vita una panoramica sferica e interattiva a 150 GigaPixel, dotata di una risoluzione che consente di zoomare i dettagli, anche a chilometri di distanza, con un’alta definizione.

    #MilanInSight

    #MilanInSight è quindi una piattaforma che offre agli utenti la possibilità di vivere una esperienza assolutamente nuova per quanto riguarda la città di Milano. Attraverso la piattaforma è possibile immergersi in profondità nei meandri della città che negli ultimi due anni ha avviato un particolare “Rinascimento“. La foto a 360 gradi costituisce dunque il punto d’accesso per oltre 250 contributi testuali e fotografici messi a disposizione di UniCredit, dai partner della piattaforma, che sono Touring Club Italiano, Canon, Alinari e Corriere della Sera, e possono crescere con i contributi degli utenti.

    Dalla navigazione e dalla consultazione della foto è possibile approfondire le storie di Milano. E’ stato messo a punto, ad esempio, tutto un percorso editoriale sviluppato attorno a undici percorsi narrativi con contenuti su arte e cultura, storia, cibo, sport, tradizioni aneddoti. E sono poi 100 le immagini d’epoca rese disponibili dall’archivio Alinari. Per non parlare poi delle tante le storie degli utenti, ossia contenuti geolocalizzati che potranno essere inseriti dagli utenti stessi attraverso Twitter e Instagram, usando l’hashtag #MilanInSight. Ciascun contributo sarà identificabile sull’immagine attraverso un accurato sistema di geolocalizzazione, in tutto simile a quelli disponibili sulle mappe interattive o i navigatori satellitari.

    Gli utenti potranno partecipare al concorso “Racconta la tua Milano”, che premierà cinque contributi con una reflex Canon EOS 750D con l’ottica 18-55mm professionale e altri 100 vinceranno la stampa HD della città.

    Insomma, anche in occasione della Esposizione Universale del 2015, Expo, #MilanInSight può essere una bella occasione per conoscere Milano da un altro punto di vista, non meno interessante e affascinante.

    Buzzoole

  • Shared Album: finalmente tutte le foto del tuo matrimonio su Facebook!

    Shared Album: finalmente tutte le foto del tuo matrimonio su Facebook!

    Facebook, senza sosta ormai, continua ad arricchire le funzionalità del social network. E ieri ha lanciato lo Shared Albums, ossia la possibilità di poter caricare immagini sullo stesso album creato e estendere agli amici, fino ad un massimo di 50, di poter contribuire a caricare immagini. Immaginate come sarebbe poter collezionare insieme agli amici le immagini di un matrimonio

    Nella mia bacheca è stata un’estate di matrimoni e vacanze (com’è ovvio per questo periodo dell’anno!).
    Il tormento degli sposi che si affannano alla ricerca delle foto mentre pronunciavano il fatidico “si”, si è fatto pressante, il tag multiplo agli amici per mostrare le foto delle vacanze insieme è diventato infestante. MagoZuck ci ha salvati da questo bailamme, a breve arriveranno gli “shared albums” o album condivisi per dirla in italiano.

    Questa nuova funzione permetterà a 50 amici di pubblicare le foto direttamente nell’album del matrimonio o delle vacanze da voi creato!

    Cosa cambia rispetto alla creazione dell’album che abbiamo attualmente a disposizione?
    Pochi semplici click, una volta creato l’album ci si trova nella parte inerente le informazioni relative a tale album, una volta caricate le foto in nostro possesso, si avrà la possibilità di selezionare “album condiviso”. A questo punto sarà sufficiente cercare e aggiungere fino a 50 amici di Facebook come “collaboratori” per l’album. Successivamente potrete impostare, come accade anche adesso, il grado di visibilità dell’album: pubblico, amici dei collaboratori o collaboratori; oltre a stabilire se i collaboratori potranno o meno invitare altri collaboratori per quell’album, oppure se è il caso che tale invito arrivi solo ed esclusivamente dal creatore dell’album.

    Facebook Shared Photo Albums

    Anche questo tipo di album è modificabile successivamente alla pubblicazione in qualsiasi momento utilizzando il link “modifica” per cambiarne il titolo, la descrizione, le impostazioni di privacy o i contributori. Sarà quindi possibile rimuovere dalla cerchia dei contributori quei parenti o amici che non hanno reso giustizia alle vostre fattezze! :)

    Attualmente la funzione è disponibile da lunedì per piccoli gruppi di utenti inglesi, ma a breve dovrebbe arrivare ovunque.
    Gli shared album non sono purtroppo disponibili per le pagine brand, forse a causa dell’eccessivo controllo che servirebbe per evitare catastrofi? Quali utilità potrebbe avere per una pagina brand? E’ lecita la limitazione a 50 utenti/amici collaboratori o dobbiamo aspettarci un’apertura maggiore a breve?

    E voi, quali album condividereste e perché? Io un’idea ce l’avrei…ma attendo i vostri commenti! :)

  • iStockphoto al Design Per 2012

    iStockphoto, parte del gruppo Getty Images, parteciperà a Design Per 2012, la Settimana internazionale della Grafica, dal 26 al 29 settembre a Treviso, organizzata da Aiap, Associazione Italiana Design della Comunicazione Visiva

    Design-Per-2012iStockphoto, la piattaforma di riferimento per chi è in cerca di immagini, audio e video royalty-free, parte del gruppo Getty Images, parteciperà a Design Per, la Settimana internazionale della grafica, dal 26 al 29 settembre a Treviso. Organizzata da Aiap, l’associazione italiana design della comunicazione visiva, la manifestazione si strutturerà quest’anno attorno al tema Design e Scienza: dall′Information Design all′Editoria digitale. (altro…)

  • Google rende omaggio a Robert Doisneau con un doodle fotografico

    Google rende omaggio a Robert Doisneau con un doodle fotografico

    Il doodle di oggi è dedicato al grande fotografo francese Robert Doisneau di cui oggi ricorrono i 100 anni dalla nascita. Famoso per i suoi scatti che ritraggono Parigi, il suo più celebre è “Bacio davanti all’hotel De Ville” che figura nelle foto racchiuse nel doodle

    Google doodle Robert Doisneau

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  • 6 piattaforme Social Media per il tuo business

    6 piattaforme Social Media per il tuo business

    Quale piattaforma social media usare per il proprio Business? Tutte sarebbe meglio. Infatti proprio per le caratteristiche differenti di ognuna di esse, sarebbe opportuno inserire in una strategia sui Social Media diverse piattaforme in modo da intercettare users differenti, anche se è molto difficile. Oggi ne vediamo 6 tra le più conosciute

    socialmedia_piattaformeGrazie anche allo spunto fornitoci da Flowtown, vediamo quali potrebbero essere le piattaforme social media più adatte per il proprio business. Fatta salva l’esigenza della presenza sui social media, sarebbe il caso di provare ad inserire in un strategia orientata sui social media più piattaforme in modo da poter intercettare utenti diversi quindi pubblici diversi. Le piattaforme sono Facebook, Twitter, Google+, Tumbler, YouTube e Pinterest. E’ chiaro che riuscire ad essere presente su tutte può davvero risultare difficile, soprattutto per piccole o medie aziende, ma riuscire a trovare quella o quelle più adatte tra queste indicate sarebbe un passo avanti verso una migliore gestione della propria presenza sui social media. E allora vediamo un dettaglio di ognuna. (altro…)

  • Google dedica il doodle a Louis Daguerre

    Google dedica il doodle a Louis Daguerre

    Nuovo doodle in questa settimana sulla homepage di Google deidcato stavolta a Louis Daguerre, fisico francese, di cui oggi si celebrano i 224 anni dalla nascita. Daguerre è considerato il padre del dagherrotipo, il processo per lo sviluppo di immagini

    A pochi giorni da doodle sulla homepage dedicato allo scultore italiano Giò Pomodoro, Google oggi fa una dedica anche ad un altro grande personaggio che ha ideato uno di quei processi che per quasi tutti noi è stata una scoperta importante e forse pochi sapevano prima d’oggi che il padre di questo importante processo è Louis Daguerre. Il processo di cui parliamo prende proprio il nome dallo scienziato francese, ossia il dagherrotipo cioè il procedimento fotografico per lo sviluppo di immagini. Si può tranquillamente affermare che Daguerre è il padre della fotografia. Ecco perchè oggi il doodle rappresenta una cornice che ritrae una famiglia Google d’altri tempi. (altro…)

  • Securo Mobile, le tue foto sempre al sicuro

    Continuando la nostra ricerca di progetti interessanti da proporvi, oggi vi segnaliamo Securo, una giovane start-up bolognese che col servizio Securo Mobile garantisce la piena sicurezza delle proprie immagini. Un servizio che ci sembra molto utile e interessante e gratis per tutto il mese di agosto.

    SecuroSiamo sempre attenti a segnalarvi nuovi progetti e nuove idee, specie quando queste provengono da giovani che hanno idee interessanti e utili. Così, vi parliamo oggi di Securo, giovane start-up di Bologna che lancia il servizio Securo Mobile proponendolo in versione free per tutto il mese di agosto. Quindi mancano pochi giorni e vi consiglio vivamente di provare questa nuova applicazione per il vostro smartphone. Ma come funziona e a chi si rivolge? (altro…)

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