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  • Marketing Agenda, ecco gli strumenti digital per il manager di oggi

    Marketing Agenda, ecco gli strumenti digital per il manager di oggi

    Il titolo è già tutto un programma, “Marketing Agenda, Strategie e strumenti per il manager nell’era digitale”. E’ il nuovo libro di Giorgio Soffiato, founder di Marketing Arena, che rappresenta un “viaggio” verso un nuovo modo di fare business oggi, dove il digitale non è solo un contesto. Ne abbiamo parlato con l’autore in questa breve intervista.

    Sono in molti a chiedersi quali siano le competenze adeguate ad affrontare l’era digitale che stiamo vivendo. Ci troviamo in una fase di trasformazione dove, per certi versi, quello che valeva prima oggi non vale più. Una visione che non va vista come una sconfitta, piuttosto va letta ed interpretata come una nuova opportunità, perchè di quello di stratta. Quando si parla di trasformazione si parla di futuro, di parla di cambiamento che Alvin Toffler, grande studioso dei mezzi di comunicazione, definiva come “il processo con il quale il futuro invade le nostre vite“. Quel futuro lì è già presente, è già oggi.

    Il cambiamento, la trasformazione, che fa tanto rima con il futuro, come abbiamo visto, è già oggi anche per le aziende e per i manager che le guidano, i quali sono chiamati ad uno sforzo ulteriore per far si che questo cambiamento sia davvero una opportunità. Il tutto questo scenario il digitale non è solo un contesto, ma è anche il terreno sul quale coltivare nuovi strumenti per raccogliere nuove strategie. E questi strumenti li troviamo in “Marketing Agenda, Strategie e strumenti per il manager nell’era digitale“, un manuale, anzi no, un viaggio vero e proprio da fare di fianco all’autore, Giorgio Soffiato, fondatore di Marketing Arena, una delle agenzia digital più brillanti in Italia, che alle spalle ha accumulato anni di esperienza da consulente, quell’esperienza che oggi, in parte, viene racchiusa nelle pagine di questo libro, che vi consigliamo.

    Sul libro e sullo scenario che ci apprestiamo ad affrontare, abbiamo fatto una piccola chiacchierata con l’autore, che trovate qui di seguito.

    marketing agenda giorgio soffiato

    Dopo tanti anni di consulenza sul campo, come nasce l’idea e cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?

    L’dea di Marketing Agenda nasce da quello che, a mio parere, era un buco di mercato. Ed era, incredibilmente in un mondo di continui libri anche legati al titolo della strategia digitale, un buco di mercato sull’unire un po’ i puntini del tema strategico però con un background e track-record di chi ha visto questo mestiere in alcuni contesti particolari (come le PMI e il B2B che io ho presidiato di più).
    Questo libro nasce dall’esigenza e dalla volontà di unire i puntini anche per chi non è un brand multinazionale, quelli che alcuni hanno definito i settori “garbage”, i settori un pochino strutturati, un po’ particolari dove in realtà ci si può divertire anche tanto. Quindi è un libro per il tessuto industriale e commerciale italiano, non per le aziende più belle del mondo. É un libro anche per le “aziende brutte”.

    Perchè, secondo te, un marketing manager oggi dovrebbe leggere questo libro? La trasformazione digitale di un’azienda coinvolge anche il suo lavoro?

    Giorgio Soffiato
    Nella foto: Giorgio Soffiato

    Probabilmente il lavoro di marketing manager è quello che può cambiare di più o di meno, dipende dall’attitudine dell’azienda e di chi è il responsabile del tema della trasformazione digitale che molto spesso viene rimbalzato dall’ IT al marketing, dal marketing al CIO, dipende ovviamente dalla dimensione. Io credo in realtà che più che per la digital trasformation (per la quale consiglierei il libro di Alessio Semoli sulla intelligenza artificiale nel marketing), il mio libro credo vada letto per capire come applicare nei prossimi due anni una strategia di marketing ai tempi del digitale, strutturata, che oscilla tra lead generation e brand awareness (come obiettivi).

    Nell’era delle “digital skills”, qual è, secondo te, la caratteristica/competenza che oggi un buon manager deve avere?

    Non dirò la capacità di adattarsi o la gestione del cambiamento, che a mio parere sono delle un pochino abusate, il tema è l’attitudine. L’attitudine a imparare e a mettere in discussione le proprie convinzioni con occhio critico. Noi molto spesso incontriamo dei manager che si sentono in qualche modo arrivati all’interno di un contesto in cui invece è ancora tutto da dimostrare. Quindi sì direi l’attitudine a mettere in discussioni anche le proprie convinzioni.

    Quanto è importante oggi il dato e l’analisi del dato in una strategia di marketing?

    Sono molto importanti, ma diversamente da quanto si potrebbe credere. A mio parere non è tanto la competenza di analisi ma è la competenza dell’avere una data strategy, cioè ci sono troppi dati e c’è troppa confusione attorno ai dati. Quello che invece torni interessante è l’organizzare meno dati, ma in una struttura, una dashboard che permetta di prendere decisioni. Quindi in realtà, è banale, ma non è l’economia del dato per me, è l’economia dell’informazione che se ne ricava. Non è così scontato passare da dati a informazioni, i dati li hanno tutti le informazioni le hanno in pochi, le decisioni giuste in base ai dati e le informazioni le prendono in pochissimi.

    marketing agenda giorgio soffiato

    Come spieghi bene nel tuo libro, oggi c’è ancora forse troppa concentrazione, da parte dei manager, sul prodotto che non sull’esperienza, che dovrebbe essere il punto focale. Non è così?

    Dipende. Dipende dall’obiettivo della strategia e dal meaning/il significato che l’azienda e il prodotto che la stessa offre hanno per il consumatore. L’esperienza è una parola estremamente abusata, ne parlavano Pine e Gilmore in un libro che ha non meno di 10 anni, quindi, non è una novità, la novità è la costumer experience (non è proprio una novità, ma è poco compresa). Parte della costumer experience è anche tutto il tema del costumer caring che non ha nulla di fantastico o esperienzale nel senso base del termine, ma in realtà è una tema comunque di esperienza relazionale. Quindi mi sta l’esperienza se intendiamo tutto il vissuto di ogni touchpoint tra un’azienda e un utente. Se invece l’esperienza è l’emozione, l’heritage, che un brand genera probabilmente quel tipo di esperienza lì è meno importante di quanto al-cuni fanno pensare. Sicuramente il prodotto è sempre meno centrale perché il prodotto è anche il contenuto che lo racconta, la delivery del contenuto che lo racconta. Quindi il prodotto è come il pilone nel rugby: lo senti quando manca, non lo senti quando c’è poi c’è tutta la comunicazione del marketing on top di questa attività.

    Se ne parla tanto, con ipotesi molto diverse tra loro, ma come vedi l’evoluzione del web e dei social media, i chiave marketing, da qui a 10 anni? Cosa dovremo aspettarci secondo te?

    Possiamo aspettarci un cambiamento di alcune tecnologie di base, come il tema del mobile piuttosto che il tema di come usano e come fruiscono i contenuti alcune tipologie di utenti come la generazione Z. L’altro giorno vedevo come ScuolaZoo, che è un brand importante, fa 600.000 mila view su IGTV. Probabilmente il cambiamento dei device e non sappiamo cosa sforneranno Apple e Samsung o i cinesi nei prossimi anni, ha colpito molto la piattaforma di Google per il gaming. Sarà il cambiamento dell’accesso ai contenuti e all’accesso ai canali a fare la differenza piuttosto che la prossima grande innovazione di marketing.

    I social media sicuramente muteranno, Facebook sta andando verso l’estremo del messaging anche se in realtà credo le cose cambieranno più come fruizione di accesso non tanto perché nascerà il nuovo prossimo grande canale. Chi farà marketing dovrà semplicemente stare con gli occhi aperti perché, io dico sempre, sono 10 anni che è l’anno delle Converse ma comunque mi aspetto innovazione incrementale e non innovazione radicale in questo mestiere perché alla fine l’insieme di tante innovazioni radicali è una piccola innovazione incrementale.

  • B2B Digital Day 2018: no, il B2B non è morto!

    B2B Digital Day 2018: no, il B2B non è morto!

    B2B Digital Day, evento unico in Italia dedicato al mondo B2B, ha decretato una volta per tutte che questo segmento non è morto, anzi. Ha grandi margini di crescita. Seguendo la ricetta di Giorgio Soffiato e le dritte di Gianluca Diegoli, e tutti gli altri casi concreti mostrati durante la giornata, il B2B vivrà una seconda giovinezza.

    Se pensavate che il B2B fosse morto, allora ricredetevi e il B2B Digital Day ne é la chiara e limpida dimostrazione. Una giornata organizzata magistralmente da Marketing Arena con interventi molto interessanti e casi concreti. Appare chiaro che il B2B é vivo e “lotta insieme a noi”, tanto per stare nel tema delle citazioni. Deve forse lottare un po’ di più, questo è vero. Ma la risposta é chiara: il B2B é vivo. I margini di crescita sono tanti e tali da non lasciare dubbi. E, per iniziare dalla fine, come si è detto al termine della giornata, adesso è il momento di lavorare. Gli spunti e le idee ci sono, adesso è il momento di metterle in pratica.

    In un contesto di trasformazione digitale, come quella che stiamo vivendo, il B2B é quello che fatica di più, senza stare ad elencare le motivazioni chiare ai più, ma una su tutte è certamente legata alla lentezza con cui le aziende di questo segmento di stanno trasformando.

    Oggi il B2B deve fare marketing in un modo del tutto nuovo, deve offrire una esperienza nuova, facile, immediata, questa è davvero la sfida.

    E come farlo? Puntando sul Valore, seguendo quella che é la ricetta di Giorgio Soffiato, colui che ha ideato questo evento unico nel suo genere in Italia. E cioè, fare meglio, sicuramente, tesi quanto mai anche in questo contesto, ma adottando un processo nuovo che si basi: sulla percezione del proprio mercato; sulla relazione con la clientela; sulla definizione e  l’implementazione di proposte di Valore.

    Se c’è una “lista della spesa” allora, per seguire queste indicazioni, eccola:

    • Valore
    • Audience
    • Journey
    • Platform
    • Digital Marketing
    • Analytics

    E’ un processo da seguire passo passo che porta, alla fine, al dato, quell’elemento oggi prezioso che serve ad estrarre informazioni che prima non era possibile avere. Ecco il grande vantaggio.

    Il B2B deve sicuramente guardare al B2C, prendendone le caratteristiche tipiche, anche lo storytelling come ci ha ricordato nel suo intervento Gianluca Diegoli (qui l’intervista), devono raccontarsi perchè di storie da raccontare ce ne sono. E raccontate nella maniera corretta possono creare coinvolgimento.

    Ma Diegoli ha anche sottolineato che le aziende B2B devono essere tornare brand, devono rendersi riconoscibili: Back To Brand = B2B. Devono tornare a rendersi riconoscibili attraverso una roadmap che parte dal packaging, passa dal rafforzamento della personalità e dai valori condivisi, fino ad arrivare a stabile chiaramente un proprio status.

    In tema di casi concreti, come non citare Moleskine, grande esempio di come il B2B riesce anche a trasmettere emozioni, e loro ci riescono alla grande. Moleskine, come sapete, riproduce quel modello di taccuino usato già da Oscar Wilde, Vincent van Gogh, Pablo Picasso, Ernest Hemingway e Henri Matisse. Anche se il vero modello Moleskine è quello che usava lo scrittore Bruce Chatwin. Oggi l’azienda riesce a trasmettere emozioni realizzando taccuini personalizzati per Nespresso, Huawei e Starbucks, per citarne solo alcuni.

    Importantissimo anche il concetto espresso da Michela Guerra, Regional Head Digital Marketing, Content & Communication di SAS Italy, che ci ha ricordato che oggi il marketing è “fluido e concreto allo stesso tempo”, fatto di lavoro in team e dalle competenze delle persone. “É un marketing in continua evoluzione e bisogna essere bravi ad intercettare il cambiamento”

    É stata una intensa giornata con interventi concreti e molto interessanti. Ma non posso chiudere non citando il buon Mauro Berruto, ex ct della nazionale volley (che molti di voi ricorderanno) oggi ct della nazionale di tiro con l’arco, che ha illuminato tutti con il suo grande intervento partendo da quella che è passata alla storia come la più breve poesia mai scritta in inglese: “Me, we“. Autore Muhammad Alí, si il più grande pugile di tutti i tempi si dilettava con le poesie. Ebbene, “Me, We” é la stessa frase di “We, Me”, se provate a capovolgerla otterrete proprio questo risultato.

  • Torna il B2B Digital Day, ma il B2B è davvero morto?

    Torna il B2B Digital Day, ma il B2B è davvero morto?

    Dopo il grande successo della scorsa edizione, torna il B2B Digital Day e quest’anno il tema, anche provocazione, è “Il B2B è morto? Riflettiamoci!”. L’evento si terrà mercoledì 10 ottobre presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano, a partire dalle 9,30. Tra gli speaker, oltre a Giorgio Soffiato, che abbiamo intervistato, ci saranno anche Gianluca Diegoli e Chiara Davanzo.

    Ma il B2B è davvero morto? Parte da questa provocazione la nuova edizione del B2B Digital Day, davvero l’unico evento in Italia interamente dedicato al marketing B2B ai tempi del digitale. L’evento L’evento si terrà mercoledì 10 ottobre presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano, a partire dalle 9,30, ed è organizzato da Marketing Arena, agenzia di marketing già premiata da Deloitte, fondata da Giorgio Soffiato.

    La domanda di partenza sarà, quindi, il punto di partenza per l’analisi e lo studio di nuove dinamiche e sviluppi del mondo B2B, per scoprire come i cambiamenti tecnologici hanno impattato nelle strategie e nei framework di lavoro. L’evento sarà diviso in due parti, un primo momento dedicato all’analisi di casi di studio ad opera di manager di grandi brand e PMI, ed una seconda parte in cui saranno esplosi concetti e pratiche di marketing, dal content alle campagne su motori di ricerca e social media.

    b2b digital day 10 ottobre 2018

    Ad aprire la giornata sarà proprio Giorgio Soffiato e dopo seguiranno gli interventi di tanti esperti che si preannunciano molto interessanti. E quindi ci saranno:

    • Gianluca Diegoli, Professore IULM
    • Stefano Luperto, Head of Marketing di Bluenergy
    • Chiara Davanzo, Brand Manager, Brand & Digital Engagement di Arper e Preriit Souda, Data Science Director, PSA consultants Ltd che presenteranno in esclusiva un progetto di ricerca sviluppato in ottica internazionale
    • Francesco Lepre, Managing Director EMEA di Moleskine
    • Riccardo Zanardelli, Digital Business Development Manager di Beretta
    • Alessandro Facco, Head of Performance di Marketing Arena

    Seguirà una tavola rotonda, moderata da Veronica Civiero di Lancôme, che vedrà protagonisti Michela Guerra per SAS Italy, Andrea Mariella per Punto Ciemme, Raffaele Zingone per BANCA IFIS e Gabriele Maramieri per Quintegia in un confronto sul rapporto tra PMI e digitale, dinamiche di filiera e di B2B.

    La conclusione dell’evento è invece affidata a Mauro Berruto, Direttore Tecnico delle Squadre Nazionali Olimpiche di Tiro con l’Arco, che racconterà come motivazione e lavoro di squadra siano fondamentali anche in un contesto B2B, composto e mosso da persone.

    B2B Digital Day 2018 invito

    Per tutti coloro che volessero ottenere un invito per partecipare alla giornata, il link è questo, il consiglio è quello di affrettarvi.

    E per questa occasione, abbiamo intervistato Giorgio Soffiato che ci ha presentato meglio l’edizione 2018 di B2B Digital Day.

    Come nasce B2B Digital Day?

    B2B Digital Day nasce da un’idea di circa due anni fa, nasce come un momento di acculturamento necessario per le aziende sui temi del digitale. Si potrebbe dire che le aziende B2B sono le nuove PMI, vuol dire che le piccole e medie imprese molto spesso hanno delle dinamiche proprie, come il B2B e almeno noi a Marketing Arena per il posizionamento e visione che ci diamo abbiamo capito che queste dinamiche non possono essere sempre soddisfatte da noi.

    Abbiamo invece capito che incrociando una matrice tra grandi imprese e PMI e mercato B2C e B2B noi eravamo molto più bravi ad operare su questo cluster di mercato che quello del B2C. Abbiamo quindi provato, invece di essere attivi rispetto ai clienti che ci chiamano, di essere proattivi, quindi cercare di andare a prendere questo mercato.

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    B2B Digital Day 2018, intervista a Gianluca Diegoli: ‘il B2B ha molto da imparare dal B2C’

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    Come si fa a prendere questo mercato? Non aveva senso per noi andare a lavorare sul “mare magnum” di eventi del digitale come potrebbe ad esempio essere lo IAB Forum, che rispettiamo, che ci piace un sacco e dove andiamo a imparare, però non c’era un evento per noi di riferimento e abbiamo deciso di crearlo. Abbiamo deciso di creare un evento gratuito e su invito perchè comunque tutte le aziende che vogliono essere acculturate è giusto che lo siano, però siccome abbiamo sempre posti limitati e lo facciamo a Milano e, lo dico senza problemi, per un tema di posizionamento del nostro business, non abbiamo tanti posti,  cerchiamo purtroppo di lasciar fuori agenzie e comunque i professional perchè l’obiettivo del B2B Day è quello di acculturare le aziende. Un domani, nessuno esclude un’accademia anche per i professionals.

    Quali sono, secondo te, le leve su cui deve puntare il B2B per sfruttare al meglio il Digitale?

    Mi aggancio a questa domanda con il payoff e il claim di quest’anno che è “il B2B è morto? Molti ci dicono che non ha senso parlare di B2B perché siamo in un contento B2P (Business to Person), siamo in un contesto Human to Human, secondo noi non è vero. Secondo noi Business to Person è una “conditio sine qua non” per lavorare, ma il B2B vive delle dinamiche assolutamente particolari che sono riassumibili in:

    • un nuovo patto necessario tra marketing e sales, quindi il fatto che chi fa marketing, quindi genera lead e chi fa vendita deve in qualche modo divenire una realtà quasi unica attorno al mondo della customer experience e questa è una tipicità del B2B
    • le dinamiche di lead generation, che sono dinamiche di lead generation, campagna advertising Facebook, social media e siti web e lead management, quindi CRM, che sono molto diverse dalle dinamiche B2C perchè nel B2B non è detto non si veda un e- commerce però sicuramente molto spesso si parla di generazione di lead su cui poi una forza commerciale va a lavorare.
    • content marketing che molto spesso è un tema di content, narrativo e di supporto alla lead generation e non è un tema di per forza di entertainment. Noi giochiamo sempre su questa crasi che si chiama edutainment (la fusione tra education e entertainment) sicuramente è l’educazione la leva da cui stare attenti.

    Uno dei temi che toccheremo è quello dell’imbuto/funnel. Ci sono oggi due dicotomie, cosa pure curiosa, tra chi, il funnel marketers, che dice che il funnel è assolutamente vivo e vegeto, qualcun altro che dice che il funnel non esiste, sta andando in questa direzione anche hub spot con i suoi ultimi convegni, ma così come quando parla di costumer journey McKinesy e quant’altro. Probabilmente la verità sta nel mezzo però sicuramente uno dei temi che toccheremo è come gestire il processo di creazione di lead e sviluppo in un qualche modo di una macchina da lead, anche se è tutt’altro che banale. Quindi differenze nel content, differenze nella gestione del marketing e nuovo patto con i sales necessario. Questi sono i temi che toccheremo di più.

    Lo faremo con una platea, ma anche un palco di relatori da un lato divertente perchè toccheremo anche i temi della motivazione con ospiti che vanno oltre le edizione del B2B precedente, ma anche con un’apertura importante di aziende di alto livello che verranno a raccontare le dinamiche che le caratterizzano.

    Quindi la giornata è importante, è pure gratuita e credo che sarà un momento di importante qualità.

    Per noi la conferma di dove vogliamo andare, quella che è la vision e la mission di un gruppo di lavoro come Marketing Arena che oggi prende a bordo una trentina di persone con un’idea comune. 

    A questo punto non resta che richiedere subito l’invito per partecipare a B2B Digital Day 2018. #B2BDigitalDay è poi l’hashtag ufficiale per prendere parte alle conversazioni sui social media, da seguire.

    InTime Blog è partner media dell’evento e saremo lì il prossimo 10 ottobre per raccontarvi l’evento live e per approfondire i temi della giornata con alcuni speaker dell’evento.