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  • Musk e la responsabilità sociale di essere a capo di X

    Musk e la responsabilità sociale di essere a capo di X

    Il recente post di Elon Musk su X, in risposta ad un utente, apre ancora una volta una riflessione sulle conseguenze etiche e commerciali, sull’importanza della responsabilità sociale che il ruolo determina. La reazione di IBM è la dimostrazione che tutto questo conta.

    Nell’era digitale, le figure pubbliche e i leader delle piattaforme social giocano un ruolo cruciale nel modellare le conversazioni pubbliche. Questa responsabilità si estende ben oltre la gestione aziendale. Perché influenza la cultura, l’etica e la società nel suo insieme. Di recente, Elon Musk, proprietario di X (fu Twitter), ha nuovamente catalizzato l’attenzione pubblica e suscitato controversie e pesanti critiche. Una situazione che riguarda l’importanza del suo ruolo nella società. E le sue conseguenze.

    Elon Musk e l’odio

    La situazione si è verificata quando Musk ha risposto a un post di un utente su X, accusando le comunità ebraiche di promuovere l’odio contro le persone bianche, dichiarando “Hai detto la vera verità“. Questa affermazione ha provocato un’ondata di critiche, e di sdegno, per la sua natura divisiva e potenzialmente dannosa. Evidenziando il potere e l’impatto delle parole di figure pubbliche di grande influenza come Musk.

    L’impatto di queste azioni va ben oltre la sfera di Musk. Influenzano la reputazione e l’integrità di X. In relazione a questo pesante episodio, IBM, uno dei principali inserzionisti sulla piattaforma, ha sospeso le proprie pubblicità in risposta a questi eventi, citando la tolleranza zero per l’odio e la discriminazione.

    La risposta di IBM e l’impatto sui brand

    Questa mossa di IBM non è solo una reazione alle parole di Musk. È un chiaro segnale dell’importanza che le aziende attribuiscono ai valori. Come inclusività e rispetto nel decidere dove investire i loro budget pubblicitari.

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    Il caso di Musk e X solleva interrogativi significativi sulla responsabilità sociale delle piattaforme di social media. In un’epoca in cui la polarizzazione e l’odio online sono in aumento, la responsabilità di moderare e indirizzare il discorso pubblico in modo costruttivo diventa imperativa. Questo non riguarda solo la prevenzione di discorsi di odio o fake news. Ma anche la promozione di un ambiente in cui la diversità di opinioni possa essere espressa in modo rispettoso e produttivo. Paradossalmente è quello che voleva realizzare proprio Musk.

    La reazione delle aziende come IBM è sintomatica di un cambiamento più ampio nel panorama aziendale. Le aziende non sono più disposte a essere associate a piattaforme che non allineano i loro standard etici e valori con quelli dell’azienda. Questo non solo riguarda la responsabilità sociale delle aziende ma anche il crescente desiderio dei consumatori di sostenere marchi che riflettono i loro valori.

    Etica Digitale e Responsabilità Sociale

    D’altra parte, la diminuzione degli investimenti pubblicitari può avere ripercussioni significative sulle piattaforme social. E X, da questo punto di vista, ne sa qualcosa.

    Una riduzione del finanziamento pubblicitario può limitare la capacità delle piattaforme di innovare e migliorare i loro servizi. Può portare a una diminuzione dell’engagement e della crescita dell’utente. Inoltre, può influenzare la percezione pubblica della piattaforma, portando a una possibile diminuzione della fiducia degli utenti e, di conseguenza, a una riduzione dell’uso della piattaforma stessa. Tutte condizioni che si stanno verificando su X.

    Infine, le recenti azioni di Musk sottolineano l’importanza del linguaggio e della rappresentazione sui social media. Le piattaforme social hanno il potere di unire o dividere, di elevare discorsi costruttivi o di alimentare divisioni. La gestione responsabile di queste piattaforme richiede un equilibrio delicato tra libertà di espressione e responsabilità sociale. La direzione futura di X e la sua gestione del discorso pubblico saranno aspetti cruciali, da monitorare.

    Il caso di Musk e IBM offre un importante promemoria. Nella società digitale odierna, i leader delle piattaforme social e le figure pubbliche devono esercitare un elevato grado di responsabilità sociale. Le loro azioni e parole hanno un impatto diretto non solo sulle comunità online. Ma anche sulle relazioni aziendali e sul clima sociale più ampio.

    Le piattaforme come X non sono altro che semplici strumenti di comunicazione. Nel tempo, sono diventate arene pubbliche dove si svolgono dibattiti cruciali per la nostra società. La gestione di tali spazi richiede una comprensione profonda e un rispetto per la diversità e l’inclusività.

    La responsabilità di creare un ambiente sicuro e rispettoso per tutti gli utenti non è solo una questione etica. Diventa anche un imperativo commerciale. Come dimostra la reazione di IBM.

    La reputazione è un bene prezioso nel mondo digitale, costruita con cura e facilmente vulnerabile a danni rapidi e diffusi. Le parole di una figura influente come Musk possono avere ripercussioni immediate non solo sulla sua immagine, ma anche su quella della sua azienda e, in un contesto più ampio, sull’intero ecosistema digitale.

    Le aziende che scelgono di associarsi a piattaforme e figure pubbliche devono essere sempre più consapevoli dell’importanza della responsabilità sociale e della gestione dell’immagine.

    La Governance del futuro digitale

    Il caso di Musk mette in luce il bisogno urgente di una governance più efficace nelle piattaforme di social media. La moderazione dei contenuti e la gestione delle community richiedono un approccio bilanciato. Per proteggere la libertà di espressione pur garantendo un ambiente sicuro e rispettoso per tutti gli utenti.

    Le piattaforme che non riescono a mantenere questo equilibrio possono trovarsi rapidamente isolate. Sia dalla comunità degli utenti, sia dal supporto aziendale.

    Guardando al futuro, è chiaro che il successo delle piattaforme di social media dipenderà sempre più dalla loro capacità di navigare nelle acque complesse della responsabilità sociale. L’esempio di X e la reazione di IBM illustrano perfettamente come le decisioni di leadership possano avere effetti a catena sull’intero ecosistema digitale. Le piattaforme che privilegiano l’etica e la responsabilità sociale saranno quelle che prospereranno, attraendo sia utenti che investitori che condividono questi valori.

    Ogni parola conta

    In conclusione, l’episodio di Musk e IBM sottolinea una verità fondamentale dell’era digitale: nel mondo interconnesso di oggi, ogni parola conta e ogni azione ha un impatto. La responsabilità sociale è più che un obbligo etico. È una necessità strategica per qualsiasi azienda che vuole prosperare nell’ecosistema digitale in rapida evoluzione.

    Le piattaforme e i loro leader devono essere consapevoli dell’importanza della loro voce e della loro influenza, e agire con un senso di responsabilità che rispecchia l’importanza del loro ruolo nella società.

  • Come la Tecnologia può essere utile per limitare gli effetti dei disastri naturali

    Come la Tecnologia può essere utile per limitare gli effetti dei disastri naturali

    La Tecnologia è ormai parte della nostra vita, ma è arrivato il momento di renderla davvero utile. Ed è quello che ha che fatto IBM con la Call for Code 2019: la tecnologia e l’innovazione utile per limitare gli effetti dei disastri naturali. Ne abbiamo parlato con Silvia Peschiera, Italy Ecosystem Advocacy Manager di IBM.

    Parliamo spesso dei grandi vantaggi che la Tecnologia può apportare nella nostra vita, ormai ne siamo circondati e siamo consapevoli che tanto, grazie appunto ala tecnologie e all’innovazione, è cambiato nelle nostre vite di tutti i giorni. Ma forse si parla meno di come la Tecnologia potrebbe essere utile per contrastare e limitare gli effetti dei grandi eventi ambientali. Ed è quello che ha cercato di fare IBM, il colosso tecnologico americano che da più di un secolo fa è impegnata a trovare soluzioni per superare le grandi sfide del mondo. L’occasione per fare questo è data alla Call for Code 2019, momento dedicato agli sviluppatori di tutto il mondo allo scopo di creare applicazioni basate su tecnologia open source, per affrontare alcune delle più grandi sfide del pianeta.

    Partiamo da questi dati, se guardiamo i terremoti degli ultimi decenni si nota che le vittime sono state centinaia di migliaia. Oltre a questo, sempre negli ultimi anni, sono stati ben 17 milioni di ettari di terra bruciati, escluso l’incendio in Amazzonia delle ultime settimane. Per non parlare degli uragani degli ultimi anni, solo Katrina (2005) provocò il numero più grande di vittime: 1.800.

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    Come può la tecnologia essere utile per limitare i danni da disastri ambientali? Ne abbiamo parlato con Silvia Peschiera, Italy Ecosystem Advocacy Manager di IBM, che ci ha aiutato a conoscere meglio la Call for Code 2019 di IBM.

    Come nasce la Call for Code?

    La Call for Code è stata annunciata alla conferenza Think a febbraio scorso dalla nostra CEO, Ginni Rometty, quando ha annunciato la “Code and Response“, prevedendo un investimento quadriennale di 25 milioni di dollari a livello globale per lo sviluppo di soluzioni tecnologiche per il sociale e per il bene della comunità. In Italia è stato annunciato il 17 aprile come percorso online e si è concluso in questi giorni con l’annuncio dei 5 finalisti. In questa iniziativa sono state coinvolte la Protezione Civile e InterSOS, perché il nostro vero obiettivo è quello di trasmettere la Tecnologia come Valore.

    I temi trattati sono tutti molto rilevanti, come quello relativo all’acqua potabile, proprio perché in caso di disastro ambientale uno dei primi problemi da affrontare è quello di mantenere l’acqua disponibile per tutti. E sono state sviluppate anche delle interessanti soluzioni IoT (Internet delle Cose), la tecnologia che ha ispirato di più i progetti, come l’idea di mettere dei sensori nelle travi delle case per fungere da alert in caso di terremoto. E poi ci sono i droni, riconosciuti ormai come tecnologia di valore per verificare subito i territori in prima  emergenza.

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    Silvia Peschiera, Italy Ecosystem Advocacy Manager di IBM

    E come si è svolta, in senso operativo, la Call for Code 2019?

    Abbiamo dato vita ad una sfida, fatta di pitch dove il momento design è stato importante. La seconda tappa, interna, è stata a Roma lo scorso 30 maggio. Una giuria, all’interno della quale erano presenti anche giudici di InterSOS, ha valutato i progetti presentati da tutti i punti di vista, anche l’impatto reale che possono apportare queste soluzioni nel migliorare la vita delle persone. I vincitori di questa iniziativa saranno annunciati e premiati in ottobre. Al team vincitore è riservato un premio di 200 mila dollari, il supporto open source di Linux Foundation, la presentazione ai potenziali investitori e la possibilità di sviluppare la propria soluzione con la consulenza degli IBM Corporate Service Corps. Sono previsti premi fino al quinto team classificato.

    Che tipo di idee sono state presentate? Quali le aree più considerate nei vari progetti?

    Il 90% dei progetti era dedicato al tema del supporto in casi di emergenza, il filone principale è stato quello legato alla comunicazione tra le persone, vittime in casi di emergenza, con i soccorsi. La comunicazione è stato uno dei tempi più presente, specialmente perché è da questo aspetto fondamentale che passa anche il tema della prevenzione. Ma tocca il tema dei soccorsi, come essere sul posto in pochi minuti, e anche quello dell’acqua potabile.

    Molto sviluppato il supporto sanitario, ad esempio a persone affette da patologie croniche che avrebbe grosse difficoltà in casi di emergenza. Tra i progetti è emersa anche l’idea di come gestire la carena di infrastrutture in caso di emergenza. Basti pensare alla carenza di rete che annullerebbe la possibilità di comunicazione e di sopralluogo dei luoghi colpiti d disastri ambientali. Da questo punto di vista sono state presentate delle soluzioni light ma ad alto impatto, tali da essere utili anche a persone che si trovano sotto le macerie. Per questo spazio a droni e a soluzioni wifi popup.

    Il 10% dei progetti ha toccato il tema della prevenzione, un tema su cui si concentrerà l’attenzione degli sviluppatori anche nelle prossime edizioni.

    Ecco, ringraziando Silvia Peschiera per averci dato la possibilità di conoscere meglio Call for Code 2019, vediamo quali sono i progetti finalisti:

    • AsTeR (Europa) – Un’applicazione che utilizza l’Intelligenza Artificiale per tenere traccia dei livelli di emotività e di ansia, fornendo mappe termiche in modo tale che soccorritori possano individuare meglio dove c’è più bisogno di aiuto. Questo team di studenti provenienti da tutta Europa frequenta la UC Berkeley e si sono riuniti in un codeathon ospitato da IBM “Code and Response” e la “Clinton Global Initiative University” (CGIU) all’inizio di quest’anno. Insieme hanno costruito una soluzione per semplificare le chiamate di emergenza in caso di calamità e identificare più rapidamente le necessità di assistenza.
    • Healios (Usa) – Un’applicazione che utilizza un servizio di conversazione e Intelligenza Artificiale per aiutare a metter in contatto coloro che hanno bisogno di assistenza sanitaria mentale con operatori specializzati. Questo team degli Stati Uniti ha sviluppato un’applicazione che fornisce un’assistenza sanitaria mentale accessibile e di alta qualità e snellisce il processo per gli operatori specializzati per connettersi con i sopravvissuti che devono affrontare le sfide a seguito di disastri.
    • Prometeo (Europa) – Una piattaforma cognitiva per prendersi cura della salute e della sicurezza dei vigili del fuoco utilizzando sensori, monitoraggio, IoT e apprendimento automatico. Un vigile del fuoco, un’infermiera e tre sviluppatori spagnoli si sono uniti per creare una piattaforma cognitiva in cui i sensori delle uniformi dei vigili del fuoco raccolgono dati per monitorare la salute in tempo reale. Attualmente non esiste alcuna tecnologia in grado di proteggere i vigili del fuoco dagli effetti derivanti dal fumo e dall’inalazione di sostanze tossiche. Questa tecnologia potrebbe aiutare a prevenire gli effetti nocivi per la salute della lotta agli incendi e potenzialmente salvare vite umane.
    • Rove (Usa) – Un’applicazione basata su Intelligenza Artificiale che aiuta i soccorritori a identificare le strade e gli edifici danneggiati in modo che possano raggiungere le vittime più velocemente in scenari di disastro. Project Rove è una soluzione presentata dagli studenti della UCLA, che mette a disposizione una chatbot attraverso SMS dove le vittime possono condividere informazioni sul loro stato. Lachatbot analizza ogni messaggio con Natural Language Understanding e genera punteggi di priorità che vengono visualizzati su una dashboard, in modo da aiutare gli operatori a capire in quali aree è più urgente intervenire.
    • Sparrow (Asia Pacifico) – Una piattaforma che aiuta a collegare le persone bisognose a una serie di servizi durante un disastro, compreso l’accesso alle cartelle cliniche o ai consigli in tempo reale di un medico. Questa soluzione è una piattaforma open-source abilitata per l’Intelligenza Artificiale che serve come strumento unico per il benessere medico e psicologico durante e dopo i disastri. Per gli utenti, Sparrow utilizza un’IA conversazionale facilmente accessibile attraverso qualsiasi dispositivo o applicazione esistente, con o senza connettività internet. Sparrow agisce come un unico punto di connessione con tutte le applicazioni, piattaforme di comunicazione, medici e altro ancora, per garantire che la connettività, l’assistenza medica, le cartelle cliniche, gli aggiornamenti e gli avvisi siano sempre accessibili.

    Ecco, questi i 5 progetti finalisti della Call for Code 2019, selezionati tra più di 5 mila applicazioni, con la partecipazione di 180.000 sviluppatori indipendenti e aziendali, data scientist, attivisti e studenti provenienti da 165 nazioni.

  • Come i Responsabili Marketing usano e useranno i Social Media

    Come i Responsabili Marketing usano e useranno i Social Media

    Interessante studio di IBM che evidenzia come nei prossimi due anni i Responsabili Marketing interpellati hanno in programma di aumentare investimenti sui Social Media. E buona parte di essi afferma che da questo punto di vista c’è ancora molto da migliorare

    Abbiamo più volte sottolineato il fatto che ancora oggi le aziende usino poco e male i social media come strumento di comunicazione e marketing all’interno di una strategia più completa. ne parlavamo proprio di recente a proposito di una recente ricerca italiana che metteva in evidenza proprio questo, ossia che le aziende italiane conoscono i nuovi strumenti web 2.0, ma li usano male. Si potrebbe dire che alla base di questo ci siano tanti fattori da tenere in considerazione, ma sta di fatto che è ormai un dato certo su cui c’è bisogno ancora di lavorare. Ed oggi vi sottoponiamo l’indagine condotta da IBM, il colosso dell’informatica, che ha interpellato 1,700 Responsabili Marketing provenienti da 64 paesi allo scopo di verificare come sta cambiando la figura del Responsabile Marketing oggi. (altro…)