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  • Italiani e Smartphone: ecco i brand che gli utenti acquistano di più online

    Italiani e Smartphone: ecco i brand che gli utenti acquistano di più online

    Una nuova ricerca di idealo ci mostra quali sono i brand produttori di smartphone che gli italiani sono soliti acquistare di più online. E scopriamo che Huawei è il brand più cercato in 14 regioni, mentre Samsung è al primo posto in 5. Apple raggiunge ovunque la seconda o terza posizione. Le donne italiane sono più attratte dai dispositivi Samsung, mentre gli uomini preferiscono quelli della casa di Cupertino.

    Ci interessa spesso, qui sul nostro blog, indagare sul fenomeno smartphone, sempre in forte crescita nel nostro paese, al punto che siamo quelli che ormai li preferiscono sempre più di fascia medio alta. E’ vero, col tempo siamo diventati anche molto esigenti, perchè per noi italiani lo smartphone non è solo un telefono (per questa specifica funzione poi lo usiamo sempre meno), ma è quasi una vera estensione della nostra vita. Ricorderete la ricerca di GFK, qualche mese fa, che rilevava che 3 italiani su 10 sono dipendenti dalla tecnologia, ossia, anche, dallo smartphone.

    E lo smartphone lo acquistiamo anche sempre più online. Quindi, nel voler indagare sempre di più nella relazione tra italiani e smartphone, oggi vi vogliamo presentare i risultati di una interessante ricerca condotta da idealo, il portale internazionale per la comparazione prezzi online, che ci offre uno spaccato nazionale su preferenze di brand e scelte da parte degli utenti italiani, negli acquisti online, regione per regione. Anche perchè, come ci ricordava qualche settimana fa il Rapporto Censis, è proprio lo smartphone il gadget tecnologico cresciuto di più negli ultimi anni (+190%) ed è molto acquistato dagli italiani anche online. Un viaggio tecnologico lungo tutto lo stivale.

    smartphone acquisti online italia

    Quali smartphone acquistano online gli italiani?

    Allora, dall’analisi emerge che Huawei è il brand che riscuote maggior attenzione da parte degli utenti, addirittura in 14 regioni su 20; muovendoci da nord a sud, lo si trova in cima alla classifica dei brand più cercati, per il nord Italia, in Piemonte (11,8%), Liguria (18,8%) e Trentino-Alto Adige (18,4%). In centro Italia risulta in testa per quanto riguarda gli utenti dell’Emilia Romagna (16,4%), della Toscana (16,1%), dell‘Umbria (22,6%), delle Marche (20,7%) e del Lazio (13,1%). Podio anche al sud in Campania (13,4%), Puglia (16,9%), Abruzzo (18%), Basilicata (29,6%). Questa preferenza per gli smartphone della multinazionale cinese riguarda non solo la penisola, ma anche le isole: viene registrata, infatti, anche in Sicilia (14,4%) e in Sardegna (16,4%). In alcune di queste regioni, il primo posto è raggiunto con un distacco minimo rispetto ai numeri registrati dagli altri leader del mercato. Ci sono però località dove questo orientamento pare decisamente più spiccato, con un distacco dal secondo brand classificato di oltre il 5%: accade in Emilia Romagna, in Liguria, nelle Marche, in Abruzzo, in Umbria e infine in Basilicata.

    Il secondo grande nome del mercato degli smartphone è, senza sorpresa per la verità, Samsung; i prodotti del brand sud coreano si posizionano al primo posto per l’interesse degli e-consumer in queste cinque regioni italiane, prevalentemente concentrate al nord e per un solo caso al sud: Lombardia (12,4%), Veneto (13,8%), Calabria (17,8%), Friuli-Venezia Giulia (16%) e Val d’Aosta (36,4%). Particolare il caso di quest’ultima, che sembra fortemente orientata, con un distacco dagli altri brand del 18,2%. Nella maggior parte degli altri casi analizzati, il brand coreano è comunque al secondo posto nella classifica degli smartphone più cercati online.  Le uniche regioni dove viene battuto da Apple, per quanto riguarda la seconda posizione, sono la Liguria (Apple al 12,8% e Samsung al 10,3%), le Marche (Apple al 14,7% e Samsung all’11,2%) e l’Umbria (Apple al 13,2% e Samsung all’11,3%).

    L’unica regione dove è possibile rilevare un ex equo tra Samsung e Apple è il Molise: i due brand qui sono a pari merito con il 23,1% delle preferenze; Huawei è sempre nelle prime tre posizioni, ma solo con il 15,4%.

    Poi ci sono casi come Asus che raggiunge la quarta posizione quasi ovunque con una media di interesse del 6%. Altro caso particolare è quello di Motorola: in Valle d’Aosta, e solo in questa regione, si posiziona al quarto posto delle preferenze online, con il 9,1% dell’attenzione. Sempre in questa regione, si segnala il caso particolare di Microsoft, con il 18,2%, a pari merito con Huawei e Apple.

    Smartphone nelle fasce d’età e nel confronto tra uomini e donne

    Secondo idealo, gli e-consumer più interessati agli smartphone online si concentrano in alcune fasce di età ben precise. Per il 26,1% si tratta di persone dai 35 ai 44 anni e per il 24,1%  dai 45 ai 54. È stato possibile rilevare un 18,4% delle intenzioni di acquisto per la fascia d’età 25-34 anni, mentre dati più bassi sono stati registrati per i giovanissimi (11% per gli utenti dai 18 ai 24 anni) e per i più grandi (12,7% per le persone dai 55 ai 64 anni e solo il 7,8% per gli over 65). Nel rapportarsi con i brand è emerso che, in media, Samsung vince nelle preferenze per chi ha un’età compresa tra i 18 e i 54 anni, mentre Apple è decisamente la marca più cercata da chi ha ne ha più di 55.

    Quando si parla invece di confronto tra i sessi, infine, la ricerca rileva che sono molti di più gli uomini che si informano sui prezzi di cellulari e smartphone online rispetto alle donne. Secondo il totale dei dati presi in esame, gli uomini raggiungono il 71,7% delle intenzioni di acquisto, le donne solo il 28,3%. Anche a seconda del genere è stato possibile rilevare quali sono i brand più gettonati online: la classifica al maschile vede ai primi posti Apple (con il 33,7%), Samsung (con il 32,7%) e Huawei (con il 25%). Al quarto posto LG (con il 2,4% delle preferenze).

    Per quanto riguarda le donne, invece, il portale rileva alcune sorprese. Al primo posto troviamo Samsung (con il 37,5%), seguono Huawei (con il 32%) e Apple (con il 26,5%). In quarta posizione, di nuovo smartphone by LG (con l’1,6% delle preferenze).

    Allora, anche voi acquistate smartphone online? Quali sono i brand di riferimento? Raccontateci la vostra esperienza.

    Infografica idealo Smartphone Italia

  • Il mito del Vinile rivive grazie anche all’e-commerce

    Il mito del Vinile rivive grazie anche all’e-commerce

    Secondo i dati di idealo, il mito del Vinile comincia a rivivere grazie all’e-commerce in Europa e anche in Italia. L’interesse verso il vinile negli ultimi anni è cresciuto dell’80%, mentre quello per i giradischi del 28%. In Italia l’interesse da metà 2016 è cresciuto del 70%. E intanto la Sony, dopo 30 anni, aprirà una nuova fabbrica nel 2018.

    Che il Vinile stesse riapparendo era cosa abbastanza nota, ma non certo con i numeri e i dati che stiamo per conoscere. Il fenomeno che si credeva defunto con l’avanzare dei CD e con la crescita del fenomeno digitale in realtà sta riprendendosi nuovamente, proprio grazie a Internet e, in particolare, all’e-commerce.

    Il 2016, dal punto di vista del mercato, è stato un anno che ha chiuso in positivo, con streaming in continua corsa, cd e download che calano e vinile che acquista maggior importanza in alcuni paesi, soprattutto in Europa. Interessanti sono a questo punto i dati raccolti da idealo, piattaforma internazionale di comparazione prezzi per gli acquisti digitali, che ha analizzato i dati sul tema dai suoi principali portali europei per fotografare la situazione dal punto di vista del consumo online e capire se davvero si può parlare di una ripartenza in questi ultimi anni. I dati raccolti tracciano un quadro che racconta dell’impatto delle nuove abitudini di acquisto dei consumatori digitali, e dei nuovi canali di vendita offerti dall’e-commerce, nel rilancio di un supporto tradizionale che attrae appassionati, nostalgici, puristi e “cultori della vera musica”.

    vinile e-commerce

    Secondo i numeri analizzati, tra il 2015 e il 2016 l’interesse è aumentato circa dell’80%. Non solo, se il trend si mantenesse costante, questo numero, entro fine anno, potrebbe arrivare ad un +110%, se confrontiamo l’anno appena trascorso con il 2017. idealo ha voluto indagare anche sui generi che più di altri alimentano la cosiddetta “vinil-mania”. Da questo punto di vista il rock emerge come genere più diffuso, con il 33,1% sul totale dei vinili disponibili. Segue il pop, con il 19,1%; buon piazzamento anche per il genere alternative, con l’8,7%; quote più basse per il jazz, attorno al 6%; troviamo poi i dischi per gli amanti di metal & hard rock (5,3%), di musica classica (3,9%), di elettronica & dance (3,5%) e di hip hop & rap (3,4%). Percentuali più basse per gli ultimi posti della classifica, occupati da blues e musica country (rispettivamente con il 2,9 e il 2,7%).

    Interessano di più i vecchi album o quelli di artisti più vicini nel tempo? Secondo idealo, la top 3 dei dischi più gettonati vede, al primo posto, gli album che si rifanno all’universo musicale degli anni Ottanta (con il 29,4%); a seguire, le produzioni quasi contemporanee, del primo decennio del 2000 (con il 26,3%); terzo posto per quelle che fanno riferimento agli Anni Settanta, con il 13,5%.

    vinile 2017

    La diffusione del Vinile è anche data dal fatto che i giradischi, da sempre, sono considerati come supporti in grado di riprodurre “un suono più caldo”. Infatti, il giradischi sta generando un interesse sempre maggiore nei consumatori digitali. Per il periodo 2015-2016 si parla di un trend positivo, in Europa, del + 28,2%. Questa tendenza sembra essere in continua crescita e i numeri mostrano una situazione particolarmente interessante per l’Italia: se il paragone tra lo scorso anno e quello in corso mostra, sempre a livello europeo, un +18%, nella sola penisola italiana l’interesse verso i giradischi sembra essere aumentato del 70,10% dalla metà del 2016 ad oggi. È interessante osservare poi come, sia per i vinili, sia per i giradischi, si registrino picchi di interesse di una certa importanza soprattutto nel periodo pre-natalizio.

    Le ultime cifre rivelate dall’indagine riguardano il “B-side” del tema, ovvero gli shop che mettono a disposizione vinili sui portali europei di idealo. Anche il loro numero è aumentato del 10,5% tra il 2015 e il 2016. Se si considera poi la quantità di negozi attivi nei primi sei mesi del 2016 a confronto con il numero di quelli attivi da inizio 2017 ad oggi, l’aumento appare ancora più significativo, visto che sfiora il +27%.

    E dopo quasi 30 anni la Sony Music torna a produrre vinili in proprio, aprirà infatti una fabbrica in Giappone nel marzo 2018. La multinazionale aveva smesso la produzione casalinga del supporto nel 1989 dopo l’avvento dei cd. La decisione è stata presa per tenere proprio il passo della crescente richiesta di vinili. Secondo i dati della Bpi, l’industria di settore inglese, nel 2016 le vendite di vinili hanno raggiunto i livelli di prima del 1991.

    Allora, anche voi state ritornando al vinile? Cosa ne pensate di questi dati?

  • I siti E-commerce in Italia ancora poco attrezzati per il Mobile

    Una nuova ricerca di Idealo, comparatore di prezzi online presente anche in Italia, mette in evidenza come i siti e-commerce in Italia, confrontati con quelli di Regno Unito, Germania, Francia, Spagna e Polonia, siano ancora poco strutturati. Solo la metà dei siti offre adeguata esperienza mobile ai propri utenti

    Ormai sappiamo bene quanto l’E-commerce sia un fenomeno in forte crescita anche in Italia, e qui sul nostro blog cerchiamo di raccontarvi proprio questo processo di evoluzione che procede in maniera spedita. L’ultima edizione del Netcomm E-Commerce Forum 2014 ci ha disegnato quale sia lo scenario del fenomeno oggi in Italia. 13 miliardi di euro di fatturato per l’E-commerce totale, con una previsione di crescita per questo anno del 17% e un fatturato di 13,2 miliardi di euro. Tasso di penetrazione che sale dal 3% al 3,6%, uno dei più bassi in Europa (in Uk è del 15%), ma è tra quelli che fa registrare una crescita più alta nell’ultimo anno. Segno che le potenzialità in Italia sono ancora molto alte. E quello che fa registrare numeri eccezionali è proprio il Mobile Commerce che “pesa” nel mercato E-commerce italiano il 9% e che fa registrare un tasso di crescita del 289%, con 1 miliardo di euro di valore. Insomma, numeri che evidenziamo, anche qui, il legame forte tra e-commerce e mobile, sempre in forte crescita nel nostro paese.

    Ma se proviamo ad andare a fondo rispetto proprio al fenomeno Mobile Commerce, notiamo che a livello strutturale, quindi di possibilità che i siti di e-commerce offrono ai loro utenti in modo da avere una esperienza di acquisto mobile ottimale, il nostro paese è indietro. E ce lo rivela una nuova ricerca di Idealo, comparatore di prezzi presente anche nel nostro paese, che ha effettuato una ricerca comparando i siti di e-commerce di Italia, Regno Unito, Germania, Francia, Spagna e Polonia.

    Europa-Mobile commerce

    La ricerca è stata condotta prendendo in considerazione questi parametri: siti ottimizzati per la visualizzazione su smartphone/tablet e offerta di apposite app per dispositivi iOS e Android. Ebbene, l’Italia da questo punto di vista mostra un ritardo notevole rispetto agli altri paesi europei. Riassumendo i punti chiave della ricerca:

    • il Regno Unito è il paese che mostra di essere ormai avanti a tutti;
    • il 64% dei siti e-commerce tedeschi ha un sito mobile e il 50% ha anche una app mobile;
    • dal punto di vista generale, il design responsive è ancora poco diffuso;
    • le app per iOS sono più diffuse di quelle per Android;
    • l’offerta Mobile in Italia è ancora molto esigua.

    Scendendo nel dettaglio dell’offerta Mobile, notiamo che l’86% dei vendors in Regno Unito offre una esperienza di acquisto mobile ai propri utenti completa e ben attrezzata, sia dal punto di vista del sito che dall’app dedicata. Poco più dietro, al 74% troviamo i siti e-commerce di Spagna e Francia che offrono una buona esperienza mobile. In Germania troviamo una percentuale del 68%, anche in questo caso si tratta di una buona esperienza Mobile. I vendors italiani che offrono una adeguata esperienza  mobile ai propri utenti sono solo il 50%, peggio di noi fa la Polonia (46%). A dimostrazione che, nonostante la forte crescita del fenomeno Mobile Commerce nel nostro paese, resta da fare molto, anche se le potenzialità sono enormi.

    mobile_vs_responsive mobile commerce

    Ricordiamo che i vendors per offrire una buona esperienza mobile possono attrezzarsi con un sito ottimizzato per mobile, la scelta ottimale, anche se richiedi uno sforzo maggiore dal punto di vista organizzativo. Oppure adottando una versione responsive, più immediata e dinamica come soluzione, anche se può presentare, proprio nel caso di siti e-commerce, alcuni limiti. La ricerca, da questo punto di vista, rileva che l’82% dei siti monitorati preferisce la prima soluzione, ossia quella del sito mobile. La versione responsive resta scarsa ovunque, anche se in Spagna si registra il livello massimo di adozione con il 18%.

    iOS_vs_Android_IT mobile commerce

    Per quanto riguarda lo scenario legato alle app, c’è da dire che la ricerca rileva che in Europa ci si concentra di più nel realizzare siti ottimizzati per smartphone e tablet, piuttosto che per le app mobile. Caso particolare in Francia, dove il 56% degli e-commerce propongono un’applicazione, contro il 52% dei siti ottimizzati per i dispositivi mobili. In Regno Unito la percentuale è del 52%, in Germania il 50%, in Spagna il 40%.

    In Italia la percentuale è del 25% e in Polonia il 10%. Da notare, in media, la prevalenza di app per iOS.

    Ecco, questo lo scenario italiano rispetto al Mobile Commerce che, come detto prima, ha fatto registrare una crescita eccezionale. Di conseguenza, se ci si concentrasse a superare i grossi limiti evidenziati dalla ricerca, allora il fenomeno potrebbe volare su cifre ancora più alte.

    E voi che ne pensate? Raccontateci, tra i commenti, la vostra esperienza di acquisto via mobile.

  • L’ora di punta in cui si fanno acquisti online in Italia e in Europa [Infografica]

    L’ora di punta in cui si fanno acquisti online in Italia e in Europa [Infografica]

    acquisti-online

    Idealo, comparatore di prezzi online da alcuni anni presente anche nel nostro paese, ha da poco realizzato uno studio che ci mostra quale sia l’ora di punta in cui gli e-shoppers italiani ed europei si dedicano agli acquisti online. Ebbene, gli italiani amano fare acquisti via web alla sera. Ma vediamo cosa accade negli altri paesi

    Gli italiani amano l’Ecommerce, quindi fare acquisti online e qui sul nostro blog vi raccontiamo spesso di come il fenomeno in Italia, e non solo, sia in forte e costante crescita. Un po’ di tempo fa con una ricerca Ipsos – Webloyalty avevamo visto che il 75,9% degli italiani che utilizzano l’e-commerce è classificabile nella categoria degli “heavy buyer”, cioè tra coloro che hanno effettuato più di 4 acquisti su canali online negli ultimi 6 mesi. E avevamo anche visto che gli umbri erano quelli che più di tutti in Italia facevano più acquisti di tutti. Ma oggi, grazie allo studio effettuato da Idealo, comparatore di prezzi online tedesco ma da qualche anno presente anche in Italia, vediamo quale sia l’ora punta in cui gli italiani e i cittadini di Germania, Francia e Regno Unito fanno i loro acquisti online.

    E si scopre, sulla base dei dati raccolti che fanno riferimento solo alla modalità desktop (ricordiamo che gli acquisti online in Italia sono effettuati per l’89% dei casi da desktop) e al periodo dell’ultimo trimestre del 2013, gli italiani amano dedicarsi ai loro acquisti via web nelle ore pre serali, precisamente l’ora di punta è intorno alle 18, 7,2% di click, (come potete vedere anche dall’infografica in basso) con una buona attività anche verso le 15. Mentre le ore in cui gli italiani vi si dedicano meno sono proprio le ora dei pasti, quindi a pranzo (alle 13) e a cena (alle 20). Situazione simile la si verifica in Francia dove anche gli e-shopper transalpini fanno registrare l’ora di massima attività alle 18 e vi si dedicano meno proprio nelle ore dei pasti (alle 12 e alle 20).

    Ma se guardiamo cosa accade in Germania e in Regno Unito, scopriamo che gli utenti di questi paesi effettuano i loro acquisti proprio nelle ora in cui gli italiani e i francesi li fanno di meno. E quindi, i tedeschi fanno registrare l’ora di punta alle 20 e come potete vedere dal grafico in basso, l’ora di attività minima è tra le 15 e le 16. Anche gli e-shoppers del Regno Unito fanno registrare l’ora di massima attività alle 20 (quando gli italiani sono a cena, appunto).

    Insomma, anche l’attività di ecommerce riesce a darci delle informazioni che solo apparentemente sono banali, ma che possono essere davvero utili in chiave di offerta e di modalità per i retailers online e di conseguenza interpretare bene anche gli atteggiamenti degli utenti nei diversi paesi.

    Ma voi anche voi preferite fare acquisti nelle ore pre e post pasti? Raccontateci se vi va le vostre esperienze di acquisti online.

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