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  • Twitter, ecco come funziona Communities, per ora su invito

    Twitter, ecco come funziona Communities, per ora su invito

    Twitter inizia il test di Communities e mette in pratica quel processo di trasformazione, ormai avviato, annunciato da Jack Dorsey nel 2019. Le conversazioni adesso si sviluppano anche nelle community, per ora su invito. Ma presto le community saranno libere per tutti.

    Ad aprile del 2019, Jack Dorsey, CEO e co-founder di Twitter, al TED 2019 disse che era in atto una trasformazione di Twitter e che la piattaforma da 280 caratteri sarebbe diventata sempre più un luogo dove mettere in risalto gli interessi e, quindi, in contenuti. A distanza di 2 anni e mezzo quel processo di trasformazione è davanti agli occhi di tutti e, da un paio di giorni, inizi il test di Communities, la funzionalità che permetterà agli utenti di connettersi e conversare degli stessi interessi.

    Twitter Communities permetterà agli utenti di ritrovarsi all’interno di spazi (parola usata non a caso) e conversare su interessi specifici. Questo perché, come già specificato ad inizio di questo anno quando la funzionalità venne presentata, le raccomandazioni di tweet su argomenti specifici guidano l’8,2% dell’engagement, rispetto al 3,2% delle raccomandazioni di tweet basati su account.

    Come funziona Twitter CommunitiesCommuni

    Con la funzionalità Twitter Communities un utente può pubblicare un Tweet direttamente nel gruppo invece che rivolgersi a tutta la platea costituita dai suoi follower. Allo stesso tempo, solo i partecipanti alla stessa Community potranno rispondere e unirsi alla conversazione, mantenendola intima e pertinente. Le pagine e le timeline delle Community resteranno però pubbliche e consultabili da chiunque su Twitter voglia leggere, citare e segnalare i tweet della Community.

    twitter communities franzrusso intime blog

    Community, le linee guida

    In pratica, con Communities gli utenti hanno la possibilità di prendere parte ad un spazio più ristretto, dove incontrare altri utenti con cui condividere gli stessi interessi e conversare su temi più specifici.

    Ogni Community prevede un moderatore, il quale decide le regole della community stessa, può invitare altre e individuare altri moderatori per mantenere lo spazio ordinato e coerente. Le Community diventano così dei luoghi in cui l’atmosfera e il tono della conversazione è deciso da persone che condividono gli stessi interessi.

    Le community come luoghi

    Al momento, la creazione di Community è circoscritta ai temi più popolari come cani, meteo, sneaker, cura della pelle e astrologia, ma nei prossimi mesi Twitter darà la possibilità a sempre a più persone di sfruttare la funzione Communities, creando gruppi in cui conversare di qualsiasi argomento.

    Allo stato attuale, Twitter Communities funziona su invito, anche se presto verranno aggiunti altri modi per poter farne parte.

     

    Queste alcune linee guida da seguire per mantenere la conversazione sana all’interno delle Communities:

    • Le Community sono visibili pubblicamente, quindi tutti possono leggere, segnalare e
      citare i Tweet pubblicati all’interno della pagina.
    • Tutti i gruppi e i suoi membri devono seguire le Regole di Twitter, e chiunque – sia
      membri che utenti esterni alla Community – può segnalare alla piattaforma violazioni
      di questi criteri.
    • I moderatori, oltre a rispettare le regole della piattaforma, devono soddisfare alcuni
      requisiti di idoneità e, in questa fase sperimentale, essere approvati da Twitter. I requisiti di ammissione saranno perfezionati man mano che la creazione e la moderazione della funzione Communities verranno estese a più utenti.
    • Le regole di Twitter e i provvedimenti in caso di violazione saranno adattati affinché le persone siano al sicuro nelle Community. Questo include lo sviluppo di sistemi per identificare gli spazi potenzialmente problematici, nuovi flussi di segnalazione e azioni su misura.

    Twitter, il futuro è nelle Community e nei Creator

    I membri selezionati da Twitter possono accedere alle Community attraverso una tab
    dedicata che si trova in fondo alla pagina dell’applicazione per i sistemi iOS o nella barra
    laterale per chi accede da Twitter.com. Gli utenti Android possono comunque leggere i
    Tweet delle Community in attesa che tutte le funzionalità vengano estese anche ai loro
    dispositivi. Chiunque in tutto il mondo può unirsi a una Community grazie all’invito di un
    moderatore o di un membro tramite messaggio privato.

    A questo tutte le informazioni per il funzionamento di Twitter Communities.

  • Twitter, è ora di pensare la piattaforma come luogo di interessi

    Twitter, è ora di pensare la piattaforma come luogo di interessi

    Jack Dorsey, in una sua recente apparizione al TED 2019, ha dato l’idea che Twitter del futuro, a breve, sarà diverso. Diventerà un piattaforma dove il mero dato vanity non sarà così determinante, mentre lo saranno gli interessi e, di conseguenza, i contenuti.

    Twitter, come stiamo raccontando qui negli ultimi mesi sul nostro blog, sta vivendo una fase di trasformazione, lenta, ma abbiamo la prova che è in atto. Del resto, non poteva essere diversamente su una piattaforma che è rimasta sostanzialmente invariata negli ultimi anni. La critica principale mossa nei confronti di Twitter da parte degli utenti è stata sempre quella di non innovare, non provare a rendere la piattaforma più interessante. La prova di questo immobilismo è poi sotto gli occhi di tutti: una scarsa crescita della base utenti che dura ormai da diversi mesi.

    Tutta questa premessa per dire che qualche giorno fa Jack Dorsey, co-fondatore e CEO di Twitter, ha detto chiaramente che Twitter deve cambiare, anzi sta già cambiando. Davanti alla platea del TED 2019, in una conversazione con Chris Anderson e Whitney Pennington Rodgers, ha detto chiaramente che è in atto una trasformazione di Twitter che va nella direzione di mettere in risalto gli interessi e, di conseguenza, i contenuti. In realtà il debutto non è stato felicissimo con Anderson che ha definito Twitter come un “Twittanic“, paragonandolo al Titanic, come se stesse lentamente andando a sbattere verso questo enorme iceberg senza che succeda nulla. Una considerazione che Anderson fa in risposta alle iniziali battute di Dorsey quando sottolineava la strategia messa in campo per contrastare i contenuti d’odio e la disinformazione. Ed ecco che Anderson controbatte che è tutto vero, mentre la percezione è quella di non avere una strategia chiara, concetto che abbiamo fatto nostro ormai da tempo.

    jack dorsey twitter interessi

    Ed è questo il momento in cui Dorsey, mantenendo la sua proverbiale calma, delinea quello che sarà il futuro di Twitter, neanche tanto lontano, dove il dato vanity sarà sempre meno esaltato, mentre verrà posto l’accento sul grande valore che Twitter può dare in termini di interessi.

    Non è un mistero quando diciamo, ormai da anni, che Twitter non è un social network, nel senso tradizionale del termine, ma è altro. E’ un luogo dove ci si tiene informati, dove si condividono contenuti, notizie; un luogo dove proprio il contenuto è centrale per la conversazione e la relazione. Risponde quindi al altri canoni, molto più diretti, dove, evidentemente, in risalto sono messi gli interessi. Solo che in questi ultimi due/tre anni ha preso piede anche sulla piattaforma da 280 caratteri il fenomeno vanity, ossia mostrare in bell’evidenza il numero di followers e il numero di interazioni, spesso puntando solo su questo e nient’altro. Twitter è altro.

    Dorsey ha detto chiaramente che intende, e speriamo ci riesca, di voler reimpostare Twitter, puntando su altri fattori. “Sicuramente, dovendo ricominciare da zero, non punterei sul numero dei followers, e non metterei i ‘like’ in evidenza“. Significa orientare la piattaforma verso un aspetto più qualitativo che quantitativo. Nelle ultime settimane vi abbiamo raccontato quello che è il disegno di rilancio di Twitter attraverso un test pubblico, attualmente in corso, al fine di migliorare le conversazioni, con tutta una serie di funzionalità che, per certi versi, vanno in questa direzione. Ad esempio, una di queste è quella di non mostrare subito il numero di RTs e di cuoricini su un tweet, ma questi dati compariranno solo una vota cliccatoci sopra.

    Aspetto rilevante, non secondario, è poi rappresentato da tutta una serie di azioni e funzionalità per rendere Twitter un luogo “più sano”, lontano da contenuti di odio e di violenza, condizione che spesso ha finito per allontanare gli utenti dalla piattaforma. Twitter, una volta tanto, da questo punto di vista, è la piattaforma che più ha fatto per migliorare e “sanificare” la piattaforma. Certo, per avere dei risultati concreti ci vuole un po’ di tempo.

    Di recente Twitter ha diffuso alcuni dati che ci danno la misura di questo sforzo:

    • il 38% dei contenuti offensivi viene ormai ripreso proattivamente (ovvero non serve più affidarsi alle sole segnalazioni degli utenti). Questo ha comportato una crescita ovviamente anche in termini di risorse umane impegnate al controllo proattivo dei contenuti;
    • sono calati del 16% i contenuti abusivi da parte di profili segnalati (e non seguiti dagli utenti che hanno segnalato l’abuso);
    • si é registrato incremento del 3% di account sospesi nel giro di 24 ore dalla segnalazione;
    • 100.000 sono gli account sospesi per aver creato un nuovo profilo a seguito di una sospensione da gennaio a marzo 2019, ​un incremento del 45% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    Dati molto interessanti. Ma non è finita qui, perché se ricordate, a marzo di quest’anno vi avevamo anticipato il fatto che Twitter stesse lavorando ad una funzionalità per “nascondere” i tweet, in pratica una funzionalità che darebbe pieno controllo agli utenti per migliorare la conversazione attorno ad un tweet permettendo di agire direttamente. Ebbene, questa funzionalità verrà lanciata in via sperimentale a partire dal prossimo mese di giugno. Quando annunciammo questa intenzione di Twitter, attorno al nostro articolo si è sviluppato un interessante dibattito sulla opportunità di questa funzionalità e su una possibile azione di censura. Ma chissà a quanti di voi sarà capitato di iniziare una conversazione e poco dopo veder comparire un tweet di insulti gratuiti senza avere la possibilità di agire, perché quel contenuto non dà valore alla conversazione, anzi. E anche segnalandolo a Twitter, vi sarete resi conto che quel tweet non avrebbe violato i termini di utilizzo e che quindi non sarebbe stato cancellato. Siamo sicuri che si tratta di una situazione comune a tanti. Con questa funzionalità si può intervenire nascondendo il singolo tweet, senza per forzaagire sull’account con “Silenzia” o “Blocca” come si è costretti a fare adesso. Abbiamo usato “nascondere” non a caso, infatti il contenuto fastidioso non viene cancellato, ma solo reso non più visibile in quella specifica conversazione.

    Twitter ha fatto sapere che saranno aggiornate anche le regole di utilizzo, in effetti, a fronte di un’azione intensa per rendere Twitter un luogo migliore, ci si è resi conto che l’anello debole fosse proprio lì, nelle regole di utilizzo.

    Staremo a vedere, di sicuro Twitter diventerà sempre più un luogo di condivisione di interessi e sempre meno un luogo dove mettere in bella vista metriche vanity e vacue.

    E voi che ne pensate?

     

  • CircleMe e Mompeo in Corto, il cinema in corto diventa passione

    CircleMe e Mompeo in Corto, il cinema in corto diventa passione

    Dal 18 al 20 luglio si tiene la 15° edizione di “Mompeo in Corto”, il Festival Internazionale del Cortometraggio che porta la passione per i corti sulla piattaforma social CircleMe.com. All’ideatore di CircleMe Giuseppe D’Antonio va il “Premio Innovazione 2013” di “Mompeo in Corto”

    Creare un ponte tra la creatività di giovani videomaker ‘in corto’ con gli appassionati di cinema anche in chiave social è già una realtà grazie al Festival Internazionale del CortometraggioMompeo in Corto” e a CircleMe, la prima piattaforma social Made in Italy che connette le persone alle passioni. Per ogni artista in gara al Festival verrà creata una pagina su CircleMe.com, una vera e propria vetrina attraverso cui fare conoscere la propria attività e connettersi con gli appassionati di cinematografia, anche grazie al passaparola online.Giunto ormai alla quindicesima edizione, il Festival si terrà dal 18 al 20 luglio a Mompeo in Provincia di Rieti, con ospiti d’eccezione quali: Claudia Gerini, Ennio Fantastichini, Enrico Vanzina e Pino Quartullo. Tra le novità di quest’anno, appunto, la scelta degli organizzatori del Festival di aprirsi al mondo social grazie a CircleMe. Maggiori informazioni sul Festival sono disponibili anche su CircleMe nella pagina dedicata.CircleMe-Mompeo-in-CortoCircleMe è una piattaforma social innovativa, che propone un concetto di interazione diverso rispetto ai social network tradizionali: le persone, infatti, si connettono ai propri interessi, creando una vera e propria rete di ‘passioni’, scoprendone anche di nuove. Il tutto, semplicemente esprimendo il proprio ‘like’ sulla pagina associata all’interesse specifico. Una volta creata la connessione, l’utente può trovare una serie di contenuti e servizi, come la possibilità di acquistare biglietti per concerti o la versione e-book del proprio libro preferito e trovare suggerimenti per altre pagine in qualche modo legate all’interesse già espresso. E nel caso in cui non si riuscisse a trovare una pagina specifica su CircleMe, l’utente stesso ha la possibilità di crearla e caricare i contenuti che vuole.Grazie a una tecnologia semantica e a un sistema di social recommendation di nuova generazione, CircleMe offre ai propri utenti un modo veloce e dinamico per vivere le proprie passioni, scoprirne di nuove e incontrare le persone che condividono interessi uguali o simili.
    Su CircleMe è possibile trovare diverse categorie tematiche come: musica, film, serie TV, libri, personaggi famosi, cibi e bevande, sport e molto altro ancora per un totale di 1 milione di passioni e relativi contenuti a cui ci si può connettere.Insomma, una rivoluzione rispetto ai tradizionali social network pensata per stimolare la fruizione via web di tutto ciò che è legato al mondo dell’arte e della cultura. Una piazza online dove il Festival “Mompeo in Corto” potrà dare voce ai suoi artisti emergenti. Proprio per questo motivo, gli organizzatori della manifestazione hanno deciso di assegnare il “Premio Innovazione 2013” a Giuseppe D’Antonio, uno degli ideatori di CircleMe, che sarà presente a ritirare il premio nella serata di chiusura sabato 20 luglio.
    Innovazione e passione sono gli aspetti che da sempre hanno caratterizzato la vita di Giuseppe: 39 anni, un amore per la tecnologia, la matematica e le scienze, si laurea in ingegneria e trascorre oltre 13 anni all’estero tra USA, Singapore, Londra e Parigi, lavorando in aziende web come Google e Dada. Tra un libro di fantascienza di Asimov e uno futuristico di Gibson, ha inoltre portato avanti la sua passione per diverse forme di arte: attore teatrale, ballerino latino-americano e musicista, non pone freno alla propria creatività. Con CircleMe è riuscito a realizzare il suo sogno e quello di tanti: uno strumento online che ci aiuta a esprimere noi stessi e a vivere le nostre passioni.

    CircleMe

    CircleMe è un nuovo modello di piattaforma social che connette le persone alle proprie passioni e interessi. Disponibile tramite web o app per iPhone, la piattaforma stravolge i canoni classici dei social network, portando gli utenti a esprimere se stessi e le proprie passioni, per poterle vivere meglio nella vita reale, mentre la connessione con altre persone avviene secondariamente sulla base di tali gusti condivisi.

    Grazie a un’interfaccia di alto livello, a tecnologie semantiche sofisticate e a sistemi di social recommendation tra i più evoluti, CircleMe è una piattaforma sviluppata in Italia che guarda anche all’estero: oggi è disponibile in tutto il mondo e utilizzata in particolare in Italia, Gran Bretagna, Francia, Brasile e USA.

    CircleMe nasce nel 2012 dall’idea vincente di Giuseppe D’Antonio ed Erik Lumer e ha ricevuto da Innogest Capital 2 round di finanziamenti per un totale di 1,2 milioni di euro. Con un team internazionale basato tra Milano e Londra, ha vinto diversi premi ed è stata una delle due startup italiane finaliste al Mobile Premier Award 2013 al Mobile World Congress di Barcellona. Al momento, CircleMe ha all’attivo collaborazioni con Songkick e Cibando per l’integrazione di tali servizi all’interno della piattaforma.

  • Twoorty, il social network degli interessi comuni

    Twoorty, il social network degli interessi comuni

    Forse la conoscete già, o forse questa può essere una buona occasione per conoscerla. Oggi vi parliamo infatti di Twoorty, la startup tutta italiana fondata da Alice Cimini e Carlo Crudele che annuncia la nuova release e che ad oggi conta già 3.500 utenti attivi e circa 600 aziende e attività commerciali. Ma conosciamola meglio

    twoorty nasce nel 2011 a Milano, dall’idea di Alice Cimini e Carlo Crudele che volevano mettere in pratica un’idea di per sè molto semplice, ossia mettere in contatto persone attraverso gli interessi comuni, grazie ai quali poter condividere conoscenza ed esperienze. Dopo il primo lancio online avvenuto nel novembre del 2011, twoorty.com ha attraversato vari stadi fino ad arrivare alla sua versione attuale, sviluppata lo scorso giugno: uno strumento di connessione diretta e mirata. La nuova release per la knowmunity di twoorty.com è stata rilasciata con l’inizio del 2013 aggiungendo nuove funzioni ed una piattaforma ricca di nuovi contenuti.

    Come funziona twoorty

    In realtà twoorty è molto semplice.  Infatti tutto ruota attorno alla scoperta e alla condivisioni di interessi comuni. Quindi, non più, e solo, “amicizie” cui elemosinare condivisioni e passaparola, ma adesso si viene a creare un filo rosso degli interessi, che accomunano, e connettono persone conosciute e anche meno conosciute.

    Ogni post, articolo, opinione, foto o video appare immediatamente nella bacheca di tutti gli utenti interessati a quell’argomento  per usufruire così di contenuti effettivamente utili e venire a conoscenza di persone che “parlano la stessa lingua”. Ampio spazio alla community che giudica, vota, commenta e condivide i vari contenuti, decretando di volta in volta quali sono più interessanti e allo stesso tempo quali sono gli utenti “esperti” dei vari ambiti, dalla musica, passando per il giardinaggio, fino alla vita cittadina.

    100% virale, 0% spam

    100% virale, 0% spam: questa è la ricetta che rende twoorty.com così innovativo. Non si va più alla ricerca dell’informazione ma è l’informazione che ci raggiunge. Con la stessa logica twoorty.com da la possibilità ai blogger di far conoscere il proprio blog e quindi ampliare la platea dei propri lettori, semplicemente agganciando il blog al sito: ogni post verrà pubblicato anche sul proprio account twoorty. Subito e senza dover perdere tempo a condividere e linkare. Che si tratti di un blog monotematico o pluritematico, twoorty diffonderà i contenuti alle persone realmente interessate, e solo a quelle: un semplice click e il post raggiungerà una platea potenzialmente enorme di utenti interessati. Proprio come un megafono!

    Ma non è finita perchè c’è dell’altro.

    Infatti, twoorty prevede anche un innovativo sistema di ricerca semantica, sviluppato con un esclusivo algoritmo proprietario, che riconosce l’argomento dei contenuti pubblicati su twoorty.com e affina le proprie deduzioni man mano che la community interagisce, commenta e pubblica, per garantire all’utente di twoorty.com un’esperienza sempre più personalizzata e mirata.

    twoorty per il business

    La stessa logica di twoorty è applicata al mondo business, dove aziende e attività commerciali possono raggiungere immediatamente potenziali clienti interessati al loro mercato, attraverso volantini digitali che questi ricevono sulla propria bacheca e in mail. twoorty oggi conta 3500 utenti attivi e circa 600 aziende e attività commerciali; è in lavorazione la nuova release che uscirà ad aprile e che farà della conoscenza e del knowledge management il proprio cavallo di battaglia con le nuove funzioni dedicate ai dibattiti, domande temporizzate e alla creazione di reportage.

    Farsi conoscere attraverso la propria esperienza, sia per gli utenti che per aziende ed esercenti che vogliono promuovere le proprie iniziative: con twoorty.com si fa avanti un nuovo modo di essere social, più selettivo, consapevole ed attento. Twoorty.com è un sistema che si plasma sugli utenti, un ambiente aperto dove si stabiliscono connessioni e sinergie: per questo ci sono tante community, ma una sola “knowmunity”.

    Con twoorty è dunque possibile entrare in contatto con altri sulla base esclusiva dei propri interessi, il contenuto (content is king) diventa strumento per conoscere, sapere, informare e condividere. Siamo sicuri di avervi incuriosito abbastanza e ora è il momento di provare twoorty. E poi raccontateci cosa ne pensate e qual è stata la vostra esperienza

  • “Quanto dura la tua giornata?” Ecco come gli italiani gestiscono il loro tempo

    “Quanto dura la tua giornata?” Ecco come gli italiani gestiscono il loro tempo

    QVC, società leader nel mondo per lo shopping televisivo nonché secondo canale americano per dimensioni, ha presentato oggi a Milano i risultati della ricerca condotta con Human Highway. Si tratta di uno studio svolto su 1400 italiani, tra i 15 e i 64 anni di età, per capire in che modo viene percepito e gestito il tempo oggi. E non solo il tempo dedicato allo shopping

    Quanto dura la tua giornata - QVCIl primo dato interessante rivela a cosa le persone associano la parola “tempo”: l’11,8% pensa immediatamente all’orologio, forse per riferimento agli orari di scuola e a quelli di lavoro.La seconda parola associata al tempo è l’aggettivo “prezioso” – più che utile, quindi –, e solo successivamente si fa riferimento al tempo atmosferico e al clima: il 3,4% ha risposto “sole” e il 2,8% “meteo”. La percezione del tempo cambia moltissimo in base all’età: per i più giovani – dai 15 ai 24 anni – il tempo è associato soprattutto all’idea di velocità e di fretta. Tra i 25 e i 34 anni inizia la consapevolezza che il tempo è una risorsa limitata e aumenta la dicotomia tra impegni e tempo libero, prezioso proprio perché più “scarso”. Tra i 35 e i 44 anni si incomincia a sentire il timore per la mancanza di tempo: è “insufficiente”, “trascorso”, spesso già  “passato”. Ma è soprattutto dopo i 45 anni che il tempo “manca” di più: diviene “ansia” e addirittura “stress”. (altro…)

  • E’ più facile mentire sui Social Network che nella realtà

    E’ più facile mentire sui Social Network che nella realtà

    Ma davvero è più facile mentire sul web? A quanto pare sì e quello che in effetti colpisce di più sono i numeri riportati da un sondaggio di un sito di dating online e anche dal fatto che su Facebook un quarto degli utenti dichiara di mentire. Ma perchè sul web si è portati a non dire la verità?

    Mentire-sui-social-networkUn quarto degli utenti di Facebook dichiara di mentire nel suo profilo e, da una ricerca condotta su un sito di Dating Online, risulta che il 66% dei single mente sulle proprie caratteristiche fisiche. Si mente più su Facebook che su Twitter, dove circolano informazioni a carattere meno personale: è dimostrato infatti che mentiamo di più agli amici che alle persone che non conosciamo affatto. Oggi il Web 2.0 e il mondo dei Social Network ci permettono di comunicare con grande facilità e immediatezza: perché allora vengono usati come facili strumenti di menzogna? Mettete un computer e il fascino di incontrare in rete una persona che oggi è ancora in grado di stupirci, di interessarci con i suoi discorsi, magari per interessi comuni, per una foto postata che ci fa incuriosire. (altro…)

  • Lo stato di Pinterest in Italia a Maggio 2012, più visite durante la settimana

    Lo stato di Pinterest in Italia a Maggio 2012, più visite durante la settimana

    Circa due mesi fa avevamo visto la popolarità di Pinterest nel mondo e in particolar modo in Italia. Quello che ormai si può considerare davvero il fenomeno social del 2012 ha conquistato il nostro paese. Ma allo stato attuale quanto è popolare Pinterest in Italia? Anche da noi il terzo social network più famoso al mondo è così visitato e usato?

    pinterest-logoDi Pinterest non si finisce mai di parlare, di discutere. Già solo per le diverse considerazioni e interpretazioni che ogni giorno se ne fanno, è a buon diritto davvero il fenomeno social media del 2012. Nonostante molti attendevano l’exploit di Google Plus, noi compresi, il social network per i pinners ha davvero spopolato, conoscendo un livello di popolarità altissima nei primi mesi del 2012. Poi, in maniera abbastanza normale, ha conosciuto un momento di stabilità, da molti vista come una possibile crisi, ma ricordiamo che stiamo parlando non di un social network di massa, ma di quello che amiamo definire “social network per interessi“. L’Italia ha subito dimostrato di apprezzare molto questo nuovo modo di condividere i contenuti, per la maggior parte immagini. E dopo aver visto la Mappa dei Social Network aggiornata di Vincenzo Cosenza ci chiediamo: “Ma quanto è popolare invece Pinterest nel nostro paese?” Già circa due mesi fa avevamo visto dei primi dati. Oggi vi proponiamo quelli raccolti con Google AdPlanner, Google Trends e Alexa. Volete sapere i risultati? (altro…)

  • Nasce Ecommerce Europe, associazione europea per i retailer online

    Nasce Ecommerce Europe, associazione europea per i retailer online

    Operativa la nuova organizzazione europea per i rivenditori online che nasce con lo scopo di rappresentare gli interessi dei rivenditori sul web a livello europeo. Lanciato il sito Ecommerce Europe, ecommerce-europe.eu e già registrati i primi membri e i partner commerciali

    ecommerceGruppi di interesse di sette diversi paesi europei (Belgio, Danimarca, Francia, Italia, Paesi Bassi, Norvegiae Svezia) si sono uniti per formare Ecommerce Europe. Marc Lolivier, direttore dell’Associazione francese per l’e-commerce FEVAD, ha così commentato: “È finalmente giunto il momento di far sentire a livello europeo la voce dei rivenditori online di tutta l’Unione. Fino ad ora non c’era stata una collaborazione strutturata che coinvolgesse direttamente le aziende di e-commerce.Dopotutto, le vendite online non sono vincolate da confini geografici. Il mercato europeo è aperto e offre molte opportunità ai rivenditori online. Le vendite online cross-border sia di prodotti che di servizi sono già in atto su larga scala. Vi è una chiara necessità per il settore di avere una voce forte e coerente a Bruxelles per quanto riguarda le parti interessate”. (altro…)

  • Le emozioni nell’era dei Social Network

    Le emozioni nell’era dei Social Network

    Nuovo interessante intervento ad opera del dr. Ambrogio Pennati, psichiatra e collaboratore di Freedata Labs, e della dr.ssa Samantha Bernardi, psicologa. Il tema qusta volta sono le emozioni e quale ruolo giocano oggi nell’era dei Social Network

    Condividere-emozioni-Social-networkDopo aver visto la volta scorsa quali effetti possano avere i Social Network sulla personalità, il Dr. Ambrogio Pennati, psichiatra e collaboratore di Freedata Labs, e la dr.ssa Samantha Bernardi, psicologa, riflettono questa volta sul tema delle Emozioni e su quale ruolo esse giocano oggi nell’era dei Social Network. Un nuovo argomento che troviamo interessante e che va nella direzione di indagare sempre di più il rapporto che le persone tendono ad instaurare coi Social Network. Procedendo infatti in questa direzione, si può tentare di spiegare non solo il successo che ormai è consolidato, ma anche di approfondire i cambiamenti che hanno generato un nuovo modo di comunicare a tutti i livelli.  (altro…)

  • Nuovi profili per Pinterest, non solo restyle

    Nuovi profili per Pinterest, non solo restyle

    Pinterest da pochi giorni ha aggiornato i profili e da quello che si vede non sembra solo un semplice restyle, ma qualcosa di più. Il sito continua a riscuotere un grande successo di pubblico. Nuova bio e nuovo box dedicato ai repin, ma vediamo insieme quali sono tutte le novità

    beatrice nolli_pinterestAnnunciato pochi giorni fa promettendo potenzialità maggiori in termini di attività e follower e di possibilità di pinnare da siti attualmente taboo, come ad esempio Vimeo e Netflix, è finalmente arrivato il nuovo profilo Pinterest. Presenta una bio più evidente e leggibile unitamente a tutti i riferimenti virtuali e territoriali, l’utente pinterestiano è quindi al centro della scena adesso! Attenzione però al testo della bio, oltre ad essere importante per quanto detto qualche settimana fa, deve rispettare i 200 caratteri, altrimenti risulterà troncata da puntini sospensivi: una bio sintetica si conferma la migliore scelta. (altro…)