Tag: iphone

  • Apple FaceTime, un bug trasformava l’iPhone in una cimice

    Apple FaceTime, un bug trasformava l’iPhone in una cimice

    Sta facendo molto discutere il bug rilevato all’interno dell’app FaceTime, per iPhone, che trasformava il dispositivo in una vera e propria cimice. Dei cybercriminali potevano attivare una chiamata e avere subito accesso al microfono per ascoltare tutto, anche prima che la telefonata venisse effettuata. Apple ha annunciato un aggiornamento dell’app che dovrebbe risolvere il problema.

    Il bug rilevato al’interno dell’app FaceTime di Apple sta facendo molto discutere, anche per il fatto che il bug è molto inquietante. Attraverso questa vulnerabilità, il dispositivo si trasformava in una vera e propria cimice, senza che l’utente se ne accorgesse. Gli utenti Apple conoscono bene FaceTime, l’app di conferencing che permette di effettuare chiamate e video chiamate tra più utenti. Attraverso questo bug, ed è questo l’elemento che rende tutto più inquietante, dei cybercriminali potevano attivare una chiamata di gruppo a cui aggiungere poi nuovi utenti. In questo modo, si otteneva subito l’accesso al microfono del dispositivo e il cybercriminale, aggiungendo sè stesso, avrebbe potuto quindi ascoltare tutto. E anche la telecamera poteva essere attivata, senza che nessuno se ne accorgesse.

    Una volta scoperta la falla, Apple si è subito attivata per cercare di risolvere il problema, disattivando subito la funzionalità. Da Cupertino poi fanno sapere che nei prossimi giorni, presumibilmente entro la settimana, verrà rilasciato un aggiornamento dell’app che dovrebbe risolvere la falla. Momentaneamente gli utenti possono soltanto usufruire di chiamate uno-a-uno via FaceTime. Un servizio ad appannaggio esclusivo degli utenti Apple.

    apple facetime app

    “Apple tutela la connessione dati di FaceTime cifrandola”, ha spiegato Tim Berghoff, Security Evangelist di G DATA, azienda leader nella cybersecurity. “In questo caso però, la misura di sicurezza non offre protezione contro l’intercettazione.” Gli utenti posso quindi solamente attendere che Apple metta a disposizione l’aggiornamento. E, dato che il produttore ha sospeso la funzionalità oggetto di vulnerabilità, il rischio di intercettazioni al momento risulta minimo.

    E pensare che il bug è stato scoperto dopo il tweet di Tim Cook, CEO della Apple, in cui si poneva l’accento sulla necessità di agire e portare avanti riforme per tutelare la privacy. E gli utenti non hanno perso occasione per far notare l’incidente che, a molti, è suonato quasi come una beffa.

  • I prodotti Apple saranno in vendita direttamente su Amazon, anche in Italia

    I prodotti Apple saranno in vendita direttamente su Amazon, anche in Italia

    Apple venderà direttamente i suoi prodotti anche su Amazon, quindi non attraverso rivenditori terzi come in parte accade. Da venerdì sarà possibile acquistare anche iPad Pro, iPhone XR, iPhone XS e Apple Watch Series 4 dal più grande sito e-commerce. Ed entro poche settimane si potranno acquistare anche in Italia.

    In passato Apple aveva già venduto qualche suo prodotto su Amazon, attraverso rivenditori terzi, ma l’accordo raggiunto tra il colosso di Cupertino e quello di Seattle ha dello straordinario. Infatti per la prima volta Apple venderà direttamente, quindi rivenditori intermediari, i suoi prodotti sul più grande sito e-commerce della rete. Da venerdì, negli Usa, il primo mercato a partire, sarà possibile acquistare i nuovi prodotti di casa Apple come iPad Pro, iPhone XR, iPhone XS e Apple Watch Series. Ed entro poche settimane sarà possibile farlo anche dall’Italia, insieme ad altri paesi come Francia, Germania, Spagna, Giappone e India.

    A darne notizia è il sito CNET.

    Saranno messi in vendita anche i prodotti Apple Beats.

    accordo amazon apple

    Con questo accordo, i tanti clienti fedeli al marchio Apple vedranno un assortimento maggiore dei nuovi prodotti Apple a prezzi standard. Inoltre, l’accordo offre una grande occasione per Amazon ad un passo dalla stagione degli acquisti natalizi, acquisendo al suo interno un brand di assoluto appeal. Del resto, anche Apple potrà avvantaggiarsi di questo accordo, potendo puntare adesso a vendere più dispositivi in tutto il mondo.

    L’accordo, a differenza di quella che in parte già succede, ossia la vendita dei prodotti Apple da rivenditori terzi, prevede che solo Apple e rivenditori autorizzati possano vendere prodotti del colosso di Cupertino, non altri. Una garanzia per tutti. Gli annunci dei rivenditori indipendenti di prodotti Apple saranno rimossi a partire dal prossimo 4 gennaio 2019.

    Nell’accordo però non inclusa la vendita dell’Home Pod di Apple, prodotto che è in chiara concorrenza con gli Echo di Amazon, da poco disponibili anche in Italia. Se notate, non sono in vendita neanche i Google Home.

    Insomma, Apple si appresta ad estendere le vendite dei suoi prodotti anche attraverso un colosso come Amazon, ma ce la farà in tempo per il prossimo Black Friday?

  • Altro che Rolex, possedere oggi un iPhone è indice di ricchezza

    Altro che Rolex, possedere oggi un iPhone è indice di ricchezza

    Altro che Rolex, se una persona possiede un iPhone allora questo può essere una chiara indicazione del fatto che sia una persona agiata o ricca. No non c’entra con le polemiche di questi giorni, ma è il risultato di una ricerca pubblicata sul National Bureau of Economic Research da economisti dell’Università di Chicago.

    Solo a leggere la parola Rolex è facile pensare che sia un collegamento alle polemiche di questi giorni, e non entriamo qui nel merito. Ma di certo è, il Rolex, nell’immaginario collettivo un simbolo di ricchezza, un indicatore ormai acquisito del fatto che chi lo indossa sia una persona molto benestante. E invece le cose non stanno proprio così, nel senso che, se è vero che la società di oggi sta cambiando, se è vero, come è vero, che il digitale e la tecnologia stanno cambiando il modo in cui è oggi la società in cui viviamo (anche se molti ancora non se ne sono accorti), è vero anche che cambia anche il modo di vedere e di intendere se una persona è agiata o ricca. E come lo definiamo? A supporto di tutto questo arriva questa nuova ricerca pubblicata sul National Bureau of Economic Research, ad opera di un gruppo di economisti dell’Università di Chicago, dimostrandoci che in effetti non è il Rolex indicatore di ricchezza ma è l’iPhone. Si, avete letto bene (e noi non abbiamo sbagliato a scrivere) è l’iPhone.

    iphone ricchezza rolex

    Come dicevamo, i tempi sono cambiati oggi e sono cambiati anche gli indicatori che definiscono il reddito delle persone e delle famiglie. E a quanto pare possedere un iPhone è indice di agiatezza. Attenzione, per meglio chiarire il risultato a cui è giunta la ricerca, anche se prima ci siamo legati ai fatti attuali italiani, non è che chi possiede il dispositivo Apple è ricco, di certo chi lo possiede oggi può posizionarsi su una fascia di reddito più alta. Quello che sostengono i ricercatoti dell’Università di Chicago, Marianne Bertrand ed Emir Kamenica, è che nessun dispositivo meglio dell’iPhone, o dell’iPad (al secondo posto) è in grado specificare meglio se quella persona guadagna tanto.

    iphone ricchezza rolex

    In pratica, lo si vede anche nella tabella che riportiamo, se una persona possiede un iPhone allora indica che per il 69% è una persona molto agiata; per il 66,9% de possiede un iPad e per il 59.5% se possiede un dispositivo Android. E’ un’indicazione interessante che poi diventa anche curiosa se paragoniamo questo dato, de 2016, con quello del 1992, ad esempio, quando per essere indicati come ricchi bastava avere un tipo di mostarda; oppure se lo paragoniamo al 2004 quando bastava consumare un tipo di burro molto particolare. Se guardiamo poi la parte che interessa i prodotti, allora nel 1992 si era ricchi se si possedeva una lavastoviglie e nel 2004 se si acquistava un’auto nuova. Nel 2016 si indica, in base ai prodotti, che si è una persona benestante se si viaggia negli Stai Uniti (70.9%), se si possiede il passaporto (70.3%) o se si possiede il bluetooth nell’auto (70.2%).

    I dati sono stati ottenuti attraverso domande sottoposte ad un campione di circa 6.400 persone, con questionari semestrali e interviste dirette. Per la ricerca è stato anche utilizzato un algoritmo machine learning per analizzare i diversi gruppi e per comprendere meglio come fossero cambiate le loro preferenze nel corso del tempo. Il risultato a cui arrivano i ricercatori è quello di affermare che la società americana oggi, e le sue differenze culturali, è abbastanza compatta quando si parla di brand ed esperienze comuni.

    Una lettura molto diversa da quella che racconta di una società americana, invece, molto divisa.

    E voi che ne pensate?

    [amazon_link asins=’B01L9KX7VI,B01L9KY0I2,B075LYDD7Z,B075LXNK24,B07768YNHT’ template=’ProductCarousel’ store=’int02-21′ marketplace=’IT’ link_id=’8c2aa5d2-8452-11e8-b149-07d3b8e847fd’]

  • Mobile Payment: Apple Pay da oggi è disponibile anche in Italia

    Mobile Payment: Apple Pay da oggi è disponibile anche in Italia

    Apple Pay, il sistema di pagamenti da usare con iPhone, e non solo, da oggi è disponibile anche nel nostro paese. Con questo sistema, lanciato nel 2014 e già presente in 15 paesi, lo smartphone del colosso di Cupertino diventa un metodo di pagamento veloce e sicuro. In Italia, Apple ha stretto accordi con Unicredit, Carrefour e catene di negozi come Eataly, Sephora e altri. E’ anche disponibile su Supermercato24 per la spesa online.

    A distanza di tre anni da lancio ufficiale, avvenuto il 9 settembre 2014 poi reso disponibile il 20 ottobre dello stesso anno negli Stati Uniti, Apple Pay da oggi è indisponibile anche in Italia. Il sistema di pagamento è utilizzabile su iOS con dispositivi come l’iPhone, dall’iPhone 6 in avanti, oppure utilizzando Apple Watch o superiori, iPad Air 2 o superiori e anche su Mac con macOS Sierra o versioni successive. Apple Pay funziona con PayWave di Visa, PayPass di MasterCard, ExpressPay di American Express e le carte Visa. Il sistema lanciato dal colosso di Cupertino è già disponibile in 15 paesi del mondo ed è usato conta già milioni di utenti che lo utilizzano, facendo registrare un volume di transazioni  in crescita del 450% nell’ultimo anno, con un tasso di soddisfazione del 97%

    Apple Pay arriva in Italia dopo aver stretto accordi con Unicredit, Carrefour e Boon e grazie anche ad intese raggiunte con catene di negozi come Auchan, Eataly, Ovs, Sephora. MA è anche disponibile su Supermercato24, il primo player italiano della spesa online con consegna a domicilio. Tra i partner figurano CartaBCC, ExpendiaSmart, Fineco, Hype, N26 e Widiba. Prossimamente, anche i clienti di Banca Mediolanum e American Express potranno utilizzare Apple Pay.

    apple pay italy italia

    Come funziona Apple Pay

    Apple Pay permette di effettuare pagamenti presso terminali POS contactless, nelle applicazioni iOS e su Safari. In pratica, digitalizza e sostituisce il chip della carta di credito e il suo codice PIN nei POS. È simile ai pagamenti contactless già utilizzati in molti Paesi, con l’aggiunta di un’autenticazione a due fattori. Il servizio consente ai dispositivi Apple di comunicare in modalità wireless con il sistema POS sfruttando la tecnologia NFC. All’interno del sistema vi è un chip che provvede a memorizzare le informazioni di pagamento criptate (non verranno mai rese disponibili), si parla di Secure Element, il Touch ID di Apple o del Mac e l’applicazione Wallet.

    Gli utenti che possiedono un iPhone 5, iPhone 5c o iPhone 5s possono usufruire del servizio attraverso l’Apple Watch, anche senza Touch ID. In questo caso, Apple Pay viene attivato con un codice di accesso che rimarrà attivo fino a quando l’utente non indosserà Apple Watch.

  • Ecco il Contest Instant di Fotolia, per fotografare e vincere con lo smartphone

    Ecco il Contest Instant di Fotolia, per fotografare e vincere con lo smartphone

    fotolia-contents-istant-iphone

    Fotolia lancia oggi un nuovo contest a livello internazionale che premierà l’immagine bestseller del 2014 per la Instant Collection. In palio un premio finale di 5 mila euro. Altri premi saranno disponibili fino alla fine di Aprile 2014. Il contest è aperto a dispositivi iPhone ma anche i possessori di smartphone Android potranno partecipare ad un contest separato

    Fotolia, l’agenzia immagini Stock leader in Europa, lancia oggi un concorso internazionale, con un premio finale di 5000€ all’autore della foto scattata da iPhone che avrà ricevuto il maggior numero di vendite nel 2014. Inoltre, per ogni foto scattata da smartphone che sarà accettata nella Instant Collection gli autori riceveranno 1€ in crediti convertibili, fino allafine di Aprile 2014. L’accesso alla vendita di foto da Smartphone è aperto a tutti, indipendentemente dall’attrezzatura fotografica disponibile.

    La Instant Collection è nata per immagini più spontanee catturate al momento. Gli autori della Instant Collection posso scattare le loro immagini esclusivamente via IPhon con la app “Fotolia Instant”, scaricabile gratis dall’App Store. La versione Android della Instant App è in corso di Beta test e verrà rilasciata presto. Gli utenti Android potranno partecipare ad un concorso separato, che prevede un premio di 5000€ per la foto bestseller del 2014 scattata con cellulare Android per la Instant Collection.

    [dropcap]4[/dropcap] mesi fa abbiamo lanciato la Fotolia Instant Collection per immagini da Smartphone,” commenta Oleg Tscheltzoff, CEO e co-fondatore Fotolia. ”ad oggi la app è stata scaricata circa  20.000 volte e la nostra Instant Collection consiste di oltre 10,000 immagini selezionate. Era iniziato come un esperimento di “fotografia su iPhone”, ma i risultati hanno superato le nostre aspettative. A Fotolia sappiamo che la grande svolta sulla fotografia da Smartphone è imminente, e siamo pronti per questo. Abbiamo già un milione di acquirenti globali che pagano per immagini professionali, ma questi stessi clienti ci chiedono a gran voce foto spontanee, naturali, che catturino il mondo reale. Ecco perché le immagini da smartphone vendono su Fotolia. E’ un’opportunità concreta per fotografi da smartphone di talento.” 

    Morgan David de Lossy, Art Director di Fotolia Instant, aggiunge:

    [dropcap]L[/dropcap]e immagini della Instant Collection sono diverse dalle foto stock classiche, sono scatti estemporanei ed emozionali, ed è questo il tipo di visualità che stiamo cercando. I nostri clienti preferiscono usare questo stile iconografico per la propria comunicazione sui social media e su piattaforme mobile. “

     Morgan consiglia qualche dritta per avere successo con questi contenuti:

    [dropcap]C[/dropcap]aricate immagini da Smartphone che colgano l’unicità di momenti speciali nella vita che vi circonda, situazioni divertenti tra amici, una riunione di famiglia all’aperto, tutto ciò che rientra nei concetti di felicità, di allegria, di viaggio, di simpatia e di tempo libero. Limitate le foto di animali, fori, tramonti o food a pochi scatti davvero eccezionali ed originali. Prestate attenzione alle condizioni di luce, che sia sempre sufficiente, e alla pulizia della lente. Usate i filtri con molta parsimonia.”

    fotolia-instant-contest

    L’autore che al momento vanta le migliori vendite di immagini da smartphone su Fotolia, Robert Kneschke dalla Germania, dice:

    La Instant Collection è la prova che le immagini da smartphone sono richieste e vendono. Alcuni dei miei scatti da smartphone vendono molto di più di foto scattate con equipaggiamento fotografico da 5,000€.”

    Per ulteriori informazioni sul “Concorso Instant” e per scaricare la app visita iTunes App Store.

    Se partecipate, come ci auguriamo, al contest non dimenticate di raccontarci la vostra esperienza qui tra i commenti.

    [divider]

  • Email e Mobile, connubio vincente per stringere relazioni

    Email e Mobile, connubio vincente per stringere relazioni

    E’ sempre più crescente il numero di persone che accedono alla propria casella email attraverso il proprio dispositivo mobile. E questa tendenza la conferma anche MailUp, piattaforma per l’email marketing tra le più usate in Italia, nella sua indagine sulle aperture delle email da Mobile, ben 230 milioni

    Qualche tempo fa, non tantissimo per la verità, si diceva che l’email sarebbe inesorabilmente naufragata, superata dall’avvento dell’era dei Social Media che rende la comunicazione più immediata e diretta. Per quanto fosse vero quest’ultimo assunto, da quello che vediamo periodicamente riportandovi dati, indagini, l’email non solo non è stata superata, ma vive un periodo di grande attenzione per il fatto di essersi saputa adeguare ai cambiamenti. E vale lo stesso discorso quando andiamo a considerare l’email in relazione con il mondo Mobile, anzi è proprio in questa relazione che l’email sta conoscendo un nuovo terreno su cui diffondersi. Ma se vogliamo dirla proprio tutta, mentre tutto il resto è cambiato, l’email è sempre rimasta lì, adeguandosi però.

    Ma tutto questo discorso lo facciamo, surrogando la tesi che l’email e il mobile vivono un periodo di stretta relazione, parlandovi della ricerca effettuata da MailUp, la piattaforma di email marketing più scelta in Italia per l’invio di Email, Newsletter e SMS. La ricerca, condotta in un periodo tra giugno 2012 e maggio 2013, ha indagato le aperture delle email dai dispositivi mobili e sono state analizzate ben 230 milioni aperture da mobile. Una bella cifra che conferma quello che è il dato fino a questo momento valido per il nostro paese, ossia che il 45% dei possessori di dispositivi mobili in Italia li usa per ricevere e inviare email.

    Restando sulla ricerca di MailUp, è interessante vedere da quali dispositivi avvengono le consultazioni delle proprie caselle email, un dato assolutamente interessante anche per interpretare, in parte, l’andamento di mercato. Allora, in questa ottica

    • il sistema Android è in crescita costante, +30,7% nel periodo monitorato e i device mobili conquistano la fetta di mercato persa da iPhone;
    • iPad è in crescita costante, ma del 9,6%;
    • iPhone invece è in calo del 15%;
    • BlackBerry in calo del 34,3%.

    MailUp Aperture da Mobile_per principali device

    MailUp ha aggregato oltre 15 miliardi di email inviate dai clienti MailUp, che parlano chiaro – dice il Ceo di MailUp Nazzareno Gorni – negli ultimi 12 mesi le aperture da dispositivi mobili sono aumentate del 31,4%, passando dal 19,9% al 26,2% e l’email è una delle attività più popolari sugli smartphone, con un tasso di penetrazione del 67,4% e il tempo per persona più alto. Per questo diventa fondamentale ottimizzare i contenuti (un’offerta, un form da compilare) partendo prima di tutto dalla capacità di sintesi”.

    Insomma, da questi numeri non pare proprio che l’email conosca la parola “fine”, anzi è uno strumento che va considerato sotto una nuova luce ed è importante anche in chiave di strategie di marketing e i numeri abbiamo visto che non mancano.

    Allora, voi che ne pensate di questi numeri? Anche voi consultate spesso la vostra casella email dal vostro smartphone o tablet? Raccontateci tra i commenti le vostre esperienze.

     

     

  • Apple, iPhone traina i dati finanziari del Q2 2013

    Apple, iPhone traina i dati finanziari del Q2 2013

    Apple oggi ha reso noti i dati finanziari del secondo trimestre del 2013. Si registra un fatturato di 43,6 miliardi dollari e 9,5 miliardi di dollari di profitto netto, in crescita, EPS a 10,09 dollari, in calo. Sono stati venduti 37,4 milioni di iPhone e 19,5 milioni di iPad

    Apple ha reso noti i dati finanziari relativi al secondo trimestre del 2013, il Q2, facendo registrare un aumento del fatturato, 43,6 miliardi di dollari, e dell’utile netto, 9,5 miliardi di dollari. Dato, questo, trainato dall’elevato numero di iPhone venduti in questo periodo. I dati in effetti possono essere sintetizzati in questo modo, ma va rilevato il fatto che comunque il quadro è contrastante. Infatti il dato in calo è quello relativo all’EPS che adesso ha un valore di 10,09 dollari, era 12,30 dollari nello stesso periodo del 2012. EPS sta per Earnings per Share e si calcola dividendo l’utile netto della società per il numero di azioni in circolazione. E’ il valore che serve per calcolare il P/E (Price Earnings), ossia il rapporto prezzo-utile per azione. In sostanza, il valore EPS ci indica l’utile che l’azienda ha prodotto in relazione al numero di azioni in circolazione e in questo caso è da registrare come dato in calo.

    appleq213

    Di fronte ai dati comunque positivi, l’attenzione degli analisti finanziari si concentra proprio su quest’ultimo punto e del fatto che per la prima volta in dieci il dato degli utili per azioni si trova ad essere con il segno meno davanti. Sarà un elemento tale da influire sui dati finanziari del prossimo trimestre? Alcuni pareri propendono per il si, tanto che le previsioni danno un fatturato tra i 33 e 35 miliardi di dollari. Va detto che in cassa Apple ha 145 miliardi di dollari, un tesoretto tale da poter affrontare qualsiasi tipo di scenario nefasto, se mai dovesse accadere.

    appleq213-hardwarepie

    E infatti, guardando il numero di iPhone venduti qualsiasi tipo di scenario negativo sembra essere pura follia. Nel Q2 2013 sono stati venduti 37,4 milioni di iPhone e 19,5 milioni di iPad, gli unici due prodotti software che hanno trainato le vendite Apple. Potrebbe sembrare, tuttavia, un dato positivo, ma visto in generale, in assenza di lancio di nuovi prodotti e soprattutto nell’imminenza dell’arrivo sul mercato di nuovo prodotti come il Galaxy S 4 oppure i nuovi HTC, il dato potrebbe essere interpretato in senso negativo. Se per questi tre mesi iPhone ha tirato la baracca, nel prossimo non è cosa certa che possa avvenire di nuovo. Fatto salvo, ovviamente, il lancio del nuovo iPhone 6, se fosse confermato, il cui lancio è previsto per l’estate. Ovviamente staremo a vedere.

    (image credits: techcrunch.com)
    Enhanced by Zemanta
  • LinkedIn aggiorna la app per Android e iPhone

    LinkedIn aggiorna la app per Android e iPhone

    LinkedIn annuncia un importante aggiornamento della propria mobile app per Android e iPhone. L’aggiornamento che si avvicina molto alla versione desktop, presenta un nuovo stream che ora comprende un flusso personalizzato per ogni utente, i post degli “influencer”, immagini degli utenti più grandi e anche contenuti sponsorizzati

    Come vi sarete accorti sicuramente, in questo periodo c’è molto fermento attorno al mobile. Molti stano seriamente cominciando a considerare il crescente numero di utenti che accede ai social media via mobile. E quindi anche LinkedIn che, in virtù del fatto che gli utenti di LinkedIn che vi accedono via mobile in un anno sono quasi raddoppiati, passando dal 15% al 27%, ha deciso di effettuare un importante aggiornamento della propria app, sia per Android che per iPhone, avvicinandosi molto alla versione desktop.

    linkedin-mobile-app

    L’annuncio dell’aggiornamento è stato dato dal blog ufficiale di LinkedIn e, come dicevamo prima, la nuova versione presenta un nuovo stream, ossia un nuovo flusso di notizie visualizzabile da ciascuno utente che sia loggato, che si presenta più chiaro, molto simile alla versione desktop e comprende i post degli “influencer”. Ma la novità più interessante è che adesso sono incorporati anche quelli che possiamo definire in gergo sponsored post, ossia i contenuti sponsorizzati. Come per la versione desktop, anche per la nuova versione mobile, gli algoritmi di LinkedIn provvederanno a rendere lo stream più personalizzato per ogni utente. Si crea quindi un livello di interazione più alto tra gli utenti che ora possono restare in contatto più facilmente via mobile, endorsement compresi. Viene  introdotto, e lo potete vedere bene nel video in alto, una sorta di “like” con l’icona molto simile a quella già in uso su Facebook.

    linkedin-mobile-app---prima-e-dopo
    A destra la vecchia versione; a sinistra la nuova mobile app

    E sempre nella direzione di espandere il proprio bacino di utenza, in occasione di questo aggiornamento mobile, LinkedIn annuncia l’introduzione di nuove lingue. Con il 64% di utenti registrati su LinkedIn proveniente da altri paesi all’infuori degli Stati Uniti che resta il paese più rappresentato, vengono oggi aggiunte nuove lingue come l’olandese e il norvegese per la versione iPhone, e turco, olandese e norvegese per Android. Questo porta ad un totale di 15 lingue disponibili per entrambe le applicazioni, incluso il Bahasa, per Indonesia e Malaysia, inglese, tedesco, spagnolo, francese, coreano, italiano, giapponese, portoghese, svedese, cinese, turco, olandese e norvegese.

    Adesso scaricate la nuova app e poi raccontateci cosa ne pensate.

  • Twitter aggiorna le app per Android, iPhone e mobile Web

    Twitter aggiorna le app per Android, iPhone e mobile Web

    Twitter ha rilasciato un nuovo aggiornamento che riguarda le applicazioni per Android, per iPhone e ha anche aggiornato la versione mobile web. E le modifiche più importanti riguardano proprio il sistema operativo mobile Android con la nuova barra di navigazione e con la timeline più larga e alta

    E’ tempo di novità in casa Twitter. Proprio ieri vi avevamo parlato delle nuove Twitter Cards che consentono di inserire anche link per le proprie mobile app, rendendole da subito disponibili per essere scaricate dagli utenti. E, sempre ieri, in serata arriva la notizia dal blog ufficiale di un nuovo aggiornamento dell’applicazione Twitter (4.0) per dispositivi mobili. Un aggiornamento importante che riguarda in special modo Android, ma anche iPhone e la versione mobile web di Twitter.

    Come dicevamo, l’aggiornamento più importante riguarda Android, infatti il nuovo design, molto piacevole, è frutto di un’esperienza di miglioramento dell’applicazione che nasce proprio su Android. Ora si nota una timeline più alta e più larga che riempie lo schermo, una nuova barra di navigazione piatta, è possibile ora passare da una sezione all’altra semplicemente tenendo premuto e scorrendo nella sezione che si desidera. Adesso è visibile il suggerimento dell’account mentre si digita un tweet oppure mentre si sta effettuando una ricerca, una modalità che si rivelerà abbastanza comoda, specie quando si vuole entrare in contatto con qualche amico di cui non ci si ricorda l’account.

    Ma le novità non riguardano solo Android, infatti l’aggiornamento ha riguardato anche Twitter per iPhone e mobile.twitter.com. Tutte e tre le applicazioni per cellulari, come già accade su twitter.com, mostrano ora più contenuto contenuto in Tweets estesi, di cui vi parlavamo a proposito delle nuove Twitter Cards, ossia gallerie fotografiche, applicazioni ed elenchi di prodotti.

    Sarà quindi visibile un nuovo link in basso che sta ad indicare il contenuto dalla cui mobile app è stato condiviso, come ad esempio può essere un check-in su Foursquare. Il link permette di aprire o scaricare direttamente l’app dal Tweet, a meno che non sia già installata. Ad esempio, se si espande un Tweet per visualizzare una foto da Flickr, è possibile toccare il collegamento per aprire la foto in Flickr. Se non avete ancora l’applicazione Flickr sul telefono, potete automaticamente installarla dal Tweet.

    Insomma, come dicevamo prima, è tempo di novità e aggiornamenti in casa Twitter che sta a dimostrare l’impegno a rendere sempre più coinvolgente la navigazione e la condivisione dei contenuti, nonostante i soli 140 caratteri.

    Potete già scaricare gli aggiornamenti per il vostro dispositivo da Google Play o App Store.

    Enhanced by Zemanta
  • AppsBuilder, nuovo CMS per la gestione delle app

    AppsBuilder, nuovo CMS per la gestione delle app

    Da AppsBuilder un nuovo CMS, sistema cloud integrato per la gestione rapida dei contenuti di app multipiattaforma. E’ la proposta White Label di AppsBuilder per le aziende che vogliono offrire alla propria community web servizi di marketing e advertising anche su mobile

    appsbuilderLe applicazioni in mobilità fruibili su smartphone e tablet sono in crescita esponenziale, come testimoniano tutti i più recenti studi sull’argomento  che ne evidenziano il sorpasso rispetto ai desktop PC quali strumenti per la connessione al web. Com’è facile intuire, il trend del momento è a favore di chi a Internet accede via cellulare. Quindi il mondo app si eleva a opportunità di business estremamente interessante e servizio essenziale per tutte le aziende che nell’immediato futuro devono «ripensare» i propri siti o contenuti web per la rivendita su mobile. La novità che AppsBuilder lancia va in questa direzione. Per loro infatti, oggi lancia una piattaforma CMS (Content Management System) e un programma di affiliazione in modalità White Label, che prevede la certificazione come partner (sul modello di Google AdWords) nonché supporto in termini di formazione per utilizzarla al meglio.

    Il nuovo strumento self service CMS AppsBuilder è una soluzione cloud flessibile che, con pochi click guidati, consente la creazione e la gestione di app personalizzate per tutti i più diffusi ambienti mobili e sistemi operativi: iPhone/iPod e iPad, smartphone e tablet Android, dispositivi Windows Phone 7.5, Windows 8, e le web app in HTML5 (il mobile web site).

    Ma qual è l’identikit delle aziende target del CMS AppsBuilder? Sono quelle che hanno un ampio bacino di utenza e vogliono capitalizzarlo anche su dispositivi di ultima generazione. Per sottoscrivere l’abbonamento a questo servizio AppsBuilder, basta andare alla pagina www.apps-builder.com/it/affiliazione, inviare la richiesta e dare il via libera alla creatività.

    Ciò che lo rende unico, è davvero la capacità di completare la gamma dei servizi al cliente in modo facile e intuitivo – in soli 10 minuti – senza particolari competenze informatiche o di programmazione, consentendo così alle aziende di “scalare” il business senza dover creare un team interno di sviluppatori. Le ultime funzioni implementate sul CMS AppsBuilder facilitano ancora di più la gestione totale delle app da quando vengono create al momento in cui sono caricate sugli store, e per tutto il periodo in cui sono utilizzate dai clienti.

    Rispetto alla versione “standard” di Apps-Builder.com c’è di più. Dalla speciale dashboard, è possibile personalizzare il design delle app con il proprio marchio, di modificarle, filtrarle per clienti o data di creazione e visualizzare le anteprime. Tramite il pannello d’amministrazione multi-utente, si possono inserire o eliminare gli account dei clienti adattando la grafica a 360°– inserendo logo, colori aziendali, font, sfondi. Il tutto senza nessun riferimento ad AppsBuilder, trasformando il CMS in un vero e proprio sito accessibile con user e password specifici. E grazie al cloud publishing, l’aggiornamento delle applicazioni già pubblicate sugli Store è in tempo reale.

    Il sistema CMS che lanciamo oggi permette di «traghettare» su mobile con una modalità di creazione e gestione delle apps davvero veloce. Lo abbiamo studiato volutamente per tutte quelle realtà che dispongono di un proprio network di clienti e vogliono supportarli nell’evoluzione verso il mondo digitale. Un trend che rappresenta un’opportunità di business soprattutto nel nostro Paese, leader per la diffusione di smartphone e tablet”, commenta Daniele Pelleri AD e Co-fondatore di AppsBuilder. “Intendiamo posizionarci come partner autorevoli di quelle società, che grazie a noi saranno in grado di offrire ai clienti un servizio completo e all’avanguardia”.

    Ogni giorno AppsBuilder sperimenta e implementa nuove funzionalità per essere sempre al passo con le ultime novità dalla tecnologia.Vogliamo essere costantemente in linea con i trend tecnologici del momento per soddisfare le richieste dei nostri potenziali clienti. Quindi anche il CMS potrà sempre essere aggiornato in tempo reale e in modo autonomo”, spiega Luigi Giglio, Chief Technology Officer e Co-fondatore di AppsBuilder.

    Ecco in sintesi le funzionalità del CMS di AppsBuilder:

    • gestione dei contenuti dal CMS installato direttamente sul server aziendale e aggiornamento istantaneo su tutti i dispositivi;
    • creazione autonoma delle app e layout personalizzabili con il marchio aziendale
    • monetizzazione delle app e rivendita del servizio al proprio database clienti
    • statistiche e reportistica sull’andamento delle app e sul loro ciclo di vita

    AppsBuilder è una realtà tutta italiana, che ha iniziato a prendere forma nel 2010 dalla mente di due giovani allora studenti di ingegneria informatica del Politecnico di Torino: Daniele Pelleri (27 anni) e Luigi Giglio (25 anni),  che ad aprile 2011 hanno lanciato ufficialmente la Startup grazie al sostegno iniziale di Massimiliano Magrini (Annapurna Ventures), lead investor dell’operazione, e di Mario Mariani (The Net Value), che li hanno sostenuti nella fase di seeding. Sono stati loro, i due Business Angel del Web, che hanno convinto i gestori dei fondi Vertis Venture e Zernike Meta Ventures, a finanziare la Startup Internet con un’iniezione di capitale pari a 1,5 milioni di euro (23 ottobre 2012).