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  • Social Media e Internet 2015, uno sguardo all’Italia

    We Are Social pubblica il report annuale “Digital, Social & Mobile in 2015” che ci offre un quadro ampio della situazione globale e in particolare del nostro paese. In Italia cresce la penetrazione di Internet, oggi al 60%, e siamo connessi in media 4,5 ore al giorno; 2,2 ore da mobile. Come nel 2014, spendiamo 2,5 ore sui Social Media.

    Come già successo lo scorso anno, proviamo a dare un’occhiata allo stato dei social media, del mobile e del digitale in generale grazie al corposo report di We Are Social, “Digital, Social & Mobile in 2015“, una panoramica di 240 paesi, con alcuni dettagli economici per le nazioni più importanti. Ovviamente, così come lo scorso anno ci concentreremo sul nostro paese per scoprire se sia cambiata la penetrazione di Internet e se abbiamo cambiato il modo i usare i social media e il mobile, ormai sempre più parte della nostra vita di tutti i giorni. Sono dati utili che ci permettono di capire lo stato attuale del digitale in Italia e nel mondo. Qualche giorno fa riportavamo una infografica che ci riassumeva lo stato dei social media nel 2014, quindi una buona base per iniziare il 2015. Con questo report completiamo ancora di più le informazioni, avendo la possibilità di conoscere come gli utenti vivono e usano il digitale.

    Allora, cominciamo col di re che al mondo ci sono oltre 7 miliardi di abitanti e che il 42% di essi, poco più di tre miliardi, ha la possibilità di accedere a Internet (con una crescita del 21%). La penetrazione mondiale dei social media è del 29%, ossia oltre 2 miliardi di persone (+12%); esistono poi 3,6 miliardi di utenti mobile, con una penetrazione mondiale del 51% (+5%), e sono 1,7 miliardi gli utenti che accedono ai social media da mobile, con una penetrazione del 23% (+23%). Questi dati a livello globale, quindi i dati che via via andremo a conoscere per quanto riguarda il nostro paese, rapportandoli anche con altri paesi. In Europa la popolazione internet è di 584 milioni, su una popolazione effettiva di 837 milioni di persone, quindi si registra una penetrazione internet del 70%. E sono 387 milioni  gli utenti europei che hanno un account sui social media.

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    Andando a conoscere in dettaglio qualche numero riguardo al nostro paese, notiamo che rispetto allo scorso anno la penetrazione internet è cresciuta di 2 punti percentuali. Infatti era al 58% nel 2014 ed è al 60% nel 2015, lo stesso dato che fa registrare anche la Russia. Davanti a noi tutti i grandi paesi più digitali, da notare il sorpasso del Canada oggi con una penetrazione del 93% sugli Emirati Arabi, primi lo scorso anno.

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    Sulla rete gli utenti italiani trascorrono di media 4,5 ore di media al giorno (il Censis a dicembre sosteneva fossero più di 5 ore) da laptop o da desktop, mentre sono 2,2 le ore di media giornaliere che trascorriamo su internet accedendo dal nostro dispositivo mobile. Un dato quello del nostro paese che si avvicina alla media (4,4 desktop mobile; 2,7 mobile). Ai vertici di questa classifica troviamo molti paesi definiti oggi “economie emergenti”, ma vanno segnalati i casi dell’Arabia Saudita che fa registrare lo stesso numero di ore, 4,2, da desktop e da mobile; oppure l’Argentina con 4,9 ore da desktop o laptop e 4,2 da mobile.

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    Il report ci dice anche che nel nostro paese il 39% degli italiani effettua acquisti online. Il dato più alto, tra l’altro noto, lo fa registrare l’UK con il 64%, poco distanti sono poi la Germania (63%) e la Corea del Sud (62%).

    E adesso veniamo all’utilizzo dei Social Media. Intanto la penetrazione dei social media nel nostro paese è al 46% ed è cresciuta di 4 punti, era infatti al 42% nel 2014. Cresce la media mondiale oggi al 29%. Mentre la più alta percentuale la troviamo a Singapore, la città stato del sud est dell’Asia, con una penetrazione del 66%.

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    Guardando nel dettaglio delle piattaforme, Facebook, ovviamente, è il social network che vanta il maggior numero di utenti: 1.366 miliardi, seguito da Tencent QQ con 829 milioni di utenti. Da segnalare WhatsApp che in realtà ha da poco superato i 700 milioni di utenti, quindi la posizione in questa classifica non cambia. A seguire Facebook Messenger con 500 milioni di utenti, segno che l’instant messaging è ormai un fenomeno consolidato a livello globale.

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    Sui social media gli utenti italiani trascorrono al giorno 2,5 ore, lo stesso periodo di quello registrato nel 2014. Mentre crescono i valori in generale e quindi crescer la media, lo scorso anno era di 2 ore e oggi è di 2,4 ore. Da notare che in Uk il tempo trascorso è di 2,2 (in aumento ma sotto la media) un dato che conferma comunque quello registrato lo scorso anno; in Canada la media passa da 2,3 ore dello scorso anno a 2,1 del 2015. Al vertice, come lo scorso anno, si conferma l’Argentina con 4,3 ore di media al giorno insieme alle Filippine.

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    Un dato che non conoscevamo lo scorso anno è quello relativo agli utenti che usano i social media da mobile. In Italia la percentuale è del 36%, la media è del 23%. Il dato più alto lo troviamo a Singapore con il 59%. Da notare la Germania al 30%; la Francia con il 36%, mentre Usa e Uk registrano il 50%.

    Scendendo sempre più nel dettaglio per quanto riguarda l’Italia, va detto che è di 36,6 milioni la popolazione internet e 28 milioni sono gli utenti che hanno un account sui social media (dato in crescita dell’8%), il 46% della popolazione totale. Sono 22 milioni gli utenti italiani che accedono ai social media da mobile, il 36% della popolazione totale italiana.

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    Le piattaforme che risultano essere più attive in Italia sono WhatsApp (25%), Facebook (24%) e Facebook Messenger (17%). Nelle prime tre posizioni, due piattaforme sono di messaggistica istantanea, segno, ancora una volta, che gli italiani apprezzano sempre di più questa piattaforme per inviare messaggi veloci e istantanei, appunto. Segue poi Skype (14%), Shazam (11%), Twitter e Google+ (10%), Instagram (6%), LinkedIn e Pinterest (5%).

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    Questo il nostro riassunto dei tanti e interessanti dati che interessano il nostro paese, con uno sguardo come dicevamo rivolto agli altri paese. Ma il rapporto presenta schede dettagliate per tutti i 240 paesi monitorati che val la pena di consultare.

    Comunque sia, il digitale nel nostro paese cresce, lentamente ma cresce. Certo, su scala mondiale siamo su una posizione mediana mentre sono tanti i paesi che si stanno davanti. Su questo bisognerà davvero lavorare molto, un augurio che speriamo possa trovare concretezza nel corso di questo anno. Ma dimostriamo di essere attivi sui social media, con valori sostanzialmente invariati rispetto allo scorso anno, innamorati dei servizi di messaggistica istantanea. Un innamoramento che però troviamo anche in altri paesi.

    Allora, che ne pensate di questi dati?

  • Social Tv, 11 milioni i tweet negli ultimi tre mesi

    Social Tv, 11 milioni i tweet negli ultimi tre mesi

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    Negli ultimi tre mesi, dal 14 settembre al 14 dicembre 2014, i tweet relativi alla Social Tv in Italia sono stati 11 milioni con 551 milioni di impressions. Sono i dati diffusi da Nielsen e rilevati attraverso Nielsen Twitter TV Ratings.

    Lo scorso mese di ottobre vi davamo notizia dell’avvio di Nielsen Twitter TV Ratings lo strumento che misura le conversazioni su Twitter relativamente alle trasmissioni televisive, grazie all’accordo pluriennale tra le due società, anche nel nostro paese. Uno strumento utile quindi per capire come si evolve il fenomeno della Social Tv in Italia, fenomeno che continua a conoscere una grande ascesa. Ebbene, oggi facciamo il punto della situazione, essendo anche alla fine di questo 2014, di come e cosa gli utenti italiani hanno twittato negli ultimi tre mesi, in un periodo che va dal 14 settembre al 14 dicembre.

    I tweet complessivi in questi ultimi tre mesi sono stati complessivamente 11 milioni legati a programmi televisivi, provenienti da 28 mila utenti (unique authors), con 551 milioni di impressions, ossia le visualizzazioni totali dei tweet, con una audience di 224 mila utenti (unique audience), cioè il numero di persone che sono state esposte ad almeno un tweet relativo ai programmi televisivi in un giorno.

    Nielsen evidenzia che la crescita della Social Tv in questo periodo è andata di pari passo con la partenza dei palinsesti televisivi. A numeri abbastanza contenuti nelle prime settimane di settembre, è seguita una crescita costante con picchi in particolare tra ottobre e novembre e una stabilizzazione tra fine novembre e dicembre, quando si sono conclusi alcuni programmi particolarmente rilevanti da un punto di vista social, X-Factor per fare un esempio.

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    Per ciò che riguarda i generi, lo sport è quello più discusso su Twitter. Le partite di calcio, sia nazionali che internazionali, sono spesso in testa alle classifiche quotidiane. Altri sport come Motociclismo, Volley e Tennis hanno raggiunto picchi molto elevati in occasione di risultati positivi di squadre o atleti italiani (le vittorie di Valentino Rossi o la finale Mondiale del Volley femminile). Numeri molto alti per quanto riguarda reality e talent show e per i talk show sia politici che di intrattenimento, che hanno spesso trovato spazio nelle top 5 settimanali di Nielsen Twitter TV Ratings pubblicate ogni martedì attraverso l’account @NielsenSocialIt.

    E per il 2015, visti i segnali rilevati, non si può non prevedere altro che una continua crescita anche perchè i dati Nielsen Twitter TV Ratings dicono che il numero di telespettatori che commentano o seguono i programmi sui social network è cresciuto costantemente nelle ultime settimane. E poi anche perchè nel primo trimestre 2015 partiranno o entreranno nel vivo programmi che presentano le caratteristiche giuste per emergere su Twitter (talent, reality, talk show). Senza dimenticare il sempre più forte interesse di broadcaster e aziende a creare valore dal fenomeno della Social TV, attenzione che si traduce in attività e call to action legate ai social network sempre più frequenti.

    E allora, siete anche voi tra gli utenti che hanno twittato in questi ultimi tre mesi di programmi televisivi? Raccontateci la vostra esperienza tra i commenti.

  • Facebook 2014, sono i Mondiali i più discussi in Italia

    Facebook 2014, sono i Mondiali i più discussi in Italia

    E Facebook rende noto quello che gli utenti hanno discusso e condiviso sulla piattaforma in questo 2014 con “Facebook 2014, year in review”, con un video e un sito dedicato. A livello globale gli argomenti più discussi sono stati i Mondiali di Calcio, il virus Ebola e le Elezioni in Brasile. Anche in Italia troviamo i Mondiali, poi la Pasqua e Papa Francesco

    Questo è tradizionalmente il periodo dei bilanci, si passa in rassegna quando è accaduto durante l’anno e si evidenziano gli eventi più importanti che l’hanno caratterizzato. Ed è quello a cui ci ha abituati anche Facebook che, puntuale, pubblica “Facebook 2014, year in review“, una rassegna globale e locale degli argomenti diffusi attraverso un video e un sito dedicato yearinreview.fb.com.

    A livello globale, i temi più discussi nel 2014 sono stati, tra gli altri, i Mondiali di Calcio in Brasile, evento che sicuramente troveremo tra i più discussi anche su Twitter, la diffusione del virus Ebola, Robin Williams, scomparso lo scorso agosto, e poi l’Ice Bucket Challenge. Questa la classifica dei 10 argomenti discussi a livello globale:

    1. Coppa del Mondo
    2. L’epidemia di Ebola
    3. Elezioni in Brasile
    4. Robin Williams
    5. Ice Bucket
    6. Guerra a Gaza
    7. Malaysia Airlines
    8. Super Bowl
    9. Michael Brown/Ferguson
    10. Giochi Olimpici invernali di Soci

    facebook-2014-italiaNegli Usa al primo posto invece c’è proprio la diffusione del virus Ebola che ha colpito proprio gli Stati Uniti nei mesi scorsi; al secondo l’Ice Bucket Challenge, l’evento benefico per la SLA che ha coinvolto tutto il mondo l’estate scorsa; e poi la morte di Robin WIlliams.

    Un anno in Rassegna in Italia

    Nel nostro paese tra gli argomenti più discussi su Facebook nel 2014 troviamo in prima posizione, e non poteva essere diversamente, i Mondiali di Calcio, la Pasqua, poi Papa Francesco, che si conferma personaggio più discusso dell’anno (lo scorso anno fu l’argomento più discusso a livello globale), e poi troviamo anche il premier Matteo Renzi. Robin Williams lo troviamo in ottava posizione e Ebola in decima.

    Questi i 10 temi più discussi in Italia:

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    Il Duomo di Milano è il luogo più condiviso sulla piattaforma, seguito da Piazza San Pietro (Vaticano), e da Gardaland. Di seguito i 10 luoghi più condivisi in Italia nel 2014:

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    Allora che ne pensate di queste classifiche? Come è stato il vostro anno su Facebook?

  • Stato di Internet secondo trimestre 2014, in Italia timidi segnali di crescita

    Stato di Internet secondo trimestre 2014, in Italia timidi segnali di crescita

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    Akamai rende noto il nuovo rapporto sullo Stato di Internet nel secondo trimestre del 2014. E per quanto riguarda l’Italia, si intravedono piccoli segnali. Per quanto riguarda l’adozione della banda larga, si registra un aumentato del 28% su base annua, stabilizzandosi al 65%. La velocità di connessione registrata è di 5,8 Mbps, in crescita dell’11% rispetto al trimestre precedente

    Nuovo rapporto di Akamai sullo Stato di Internet nel secondo trimestre del 2014 che, sulla base dei dati raccolti dalla Akamai Intelligent Platform, offre un’analisi approfondita di dati quali velocità di connessione, adozione della banda larga nelle reti fisse e mobili, attacchi informatici, esaurimento degli indirizzi IPv4 e adozione degli IPv6, adozione del 4G e traffico sulle principali property web e attraverso i maggiori fornitori di servizi Internet. Ebbene, iniziamo con l’evidenziare alcuni punti a carattere generale, per poi passare a vedere nel dettaglio i dati che riguardano più da vicino il nostro paese. Nel secondo trimestre di quest’anno, la velocità di connessione a livello globale supera la soglia dei 4 Mbps, e in Romania, Danimarca, Svezia, Svizzera, Paesi Bassi l’adozione della banda larga supera il 90%. In Europa si registra un calo degli attacchi DDos e si registra una diminuzione del 15%  livello globale. E per quanto riguarda le reti 4K (le reti Ultra HD), Svizzera, Paesi Bassi e Svezia sono primi in Europa con oltre il 25% di connessioni a oltre 15 Mbps.

    Fatta questa introduzione generale, adesso vediamo meglio i dati del rapporto con un focus particolare sul nostro paese, che è quello che ci interessa maggiormente.

    Velocità di Connessione e Banda Larga

    La velocità media di connessione globale è cresciuta del 21% rispetto al primo trimestre, superando per la prima volta la soglia dei 4 Mbps e assestandosi su 4,6 Mbps. E la Svizzera continua ad essere al primo posto della graduatoria europea con una velocità media di connessione di 14,9 Mbps. Una crescita sensibile rispetto al trimestre precedente è stata osservata in tutti i Paesi europei, dal +7,4% della Francia al +27% della Romania. Notevole anche l’incremento anno su anno, con crescite variabili dal 22% di Italia e Austria al 58% dell’Irlanda. Anche il picco di velocità media ha subito una sensibile crescita rispetto al primo trimestre in tutti i Paesi. Al primo posto compare la Romania con una velocità media di connessione superiore a 60 Mbps, seguita da Paesi Bassi, Svizzera e Belgio con velocità superiori a 50 Mbps.

    In Italia, la velocità media di connessione registrata nel secondo trimestre 2014 è di 5,8 Mbps, in aumento dell’11% rispetto al trimestre precedente (Q1 2014) e del 22% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (Q2 2013). Il picco di velocità media di connessione raggiunto in Italia è pari a 26,4 Mbps, in aumento del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (Q2 2013) e un aumento del 23% rispetto al trimestre precedente (Q1 2014). Nonostante questi aumenti, l’Italia è però l’unico Paese tra quelli europei a registrare picchi di velocità media di connessione sotto i 30Mbps.

    italia-velocità-connessione

    Per quanto riguarda il tasso di adozione della high broadband (<10 Mbps), si nota una forte crescita raggiungendo il 23% grazie all’incremento del 12% durante il secondo trimestre. Tra i Paesi europei, Svizzera, Paesi Bassi e Romania hanno mostrato crescite superiori al 50% e, con l’unica eccezione dell’Italia, tutti i Paesi hanno evidenziato crescite superiori al 10%. Variazioni positive trimestre su trimestre nell’adozione della high broadband sono state osservate in tutti i Paesi oggetti dello studio. Il tasso di crescita più alto è stato osservato in Portogallo (+92%), il più basso in Finlandia (+5%).

    Quindi, l’Italia insieme a Turchia, Emirati Arabi Uniti e Sud Africa, rimane tra gli unici Paesi EMEA a non registrare tassi di adozione dell’high broadband al di sopra del 10%. Nel trimestre in esame, l’adozione di high broadband in Italia registra però una crescita del 52% rispetto al trimestre precedente (Q1 2014) e una crescita del 102% rispetto allo stesso periodo del 2013. A oggi il 6,6% degli italiani utilizza connessioni al di sopra dei 10 Mbps.

    Per ciò che riguarda il tasso di adozione della banda larga (>4 Mbps), si nota una crescita del 5,6% rispetto al trimestre precedente, raggiungendo il 59%. Romania, Danimarca e Paesi Bassi hanno raggiunto la Svizzera nel ristretto numero di Paesi con un tasso di adozione superiore al 90%.

    In Italia, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (Q2 2013) l’adozione della banda larga è aumentata del 28%, stabilizzandosi al 65%. E, rispetto al trimestre precedente, si registra un incremento dell’11%.

     italia-banda-larga-2014

    Adozione 4K

    Nel secondo trimestre, la maggior parte dei Paesi europei aveva più del 10% delle connessioni ad Akamai a velocità pari o superiori a 15 Mbps, percentuale che sale al 25% per i primi tre Paesi: Svizzera, Paesi Bassi e Svezia. Il primo posto spetta alla Svizzera con il 33% delle connessioni già pronte per il 4K., Portogallo e Romania hanno visto la percentuale raddoppiare rispetto al trimestre precedente mentre l’incremento più basso si è avuto in Finlandia (14%).

    Seppur al 41esimo posto a livello mondiale, con solo il 2,5% delle connessioni a superare i 15 Mbps, l’Italia registra un aumento di oltre il 100% (+106%) rispetto allo stesso periodo del 2013 (Q2) e un +54% rispetto al primo trimestre di quest’anno.

    Attacchi Informatici e DDos

    Nel trimestre in esame (Q2 2014), Akamai ha identificato 161 Paesi origine degli attacchi, 33 meno che nel primo trimestre. La Cina ha mantenuto la sua posizione di principale fonte di minaccia al mondo (43% degli attacchi). Al secondo posto l’Indocina, con un numero di attacchi doppio rispetto al primo trimestre (15%). Al terzo posto gli Stati Uniti col 13% in leggera crescita rispetto al 11% del trimestre precedente.

    L’Italia è responsabile dello 0.1% degli attacchi generati.

    Per quanto riguarda gli attacchi DDos (Distributed Denial of Service), a livello globale il numero di attacchi risulta diminuito del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In Europa la diminuzione è stata del 14% rispetto al trimestre precedente, passando da 57 a 49 attacchi. Per la prima volta da quando Akamai ha iniziato a monitorare questo tipo di attacchi, il numero di client che ha subito attacchi successive è diminuito dal 26% al 18%. Solo due client sono stati colpiti da attacchi DDoS più di cinque volte. Uno solo è stato attaccato sette volte, contro i 17 attacchi del trimestre precedente.

    Europa rimane leader nell’adozione di Ipv6

    Per quel che riguarda gli indirizzi Ipv4, L’Italia permane in nona posizione nella top ten globale, nonostante una diminuzione del 3,8% rispetto al trimestre precedente (Q1 2014) e una diminuzione del 4,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (Q2 2013) assestandosi a poco più di 19 milioni di indirizzi connessi.

    Per quanto riguarda l’adozione di IPv6, il maggior numero di richieste continua a provenire da provider fissi e mobili, capitanati da Verizon Wireless col 50% delle richieste ad Akamai su IPv6. Per altri quattro operatori (Telenet, Brutele, Kabel Deutschland e XS4 ALL) oltre un terzo delle richieste ha avuto luogo su IPv6. I Paesi europei continuano a guidare la classifica mondiale dell’adozione di indirizzi IPv6, occupando sette delle prime dieci posizioni. I volumi di traffico IPv6 sono più che raddoppiati rispetto al trimestre precedente in Repubblica Ceca e sono cresciuti di oltre un terzo in Belgio. In Romania e Germania, invece, i livelli di adozione sono diminuiti rispetto al primo trimestre, con un calo del 25% in Germania. Ciò è però dovuto a un forte aumento delle richieste Ipv4 che si traduce in un calo del traffico IPv6 in termini percentuali.

    Connettività Mobile

    Nel secondo trimestre 2014, sono 56 i Paesi considerati all’interno della sezione connettività mobile, che comprende l’utilizzo di Internet da smartphone, tablet, computer e altri dispositivi che si connettono a Internet tramite operatori di telefonia mobile. A partire dal rapporto relativo al trimestre precedente, la connettività mobile è stata aggregata a livello Paese, anziché a livello provider.

    Nel trimestre in esame, in Italia la velocità media di connessione mobile si attesta sui 4,7 Mbps con picchi medi di 35,7Mbps.

    In Corea del Sud, che continua a mantenere la prima posizione, la velocità media di connessione mobile è cresciuta leggermente da 14,7 a 15,2 Mbps. Per contro il valore più basso spetta al Vietnam, con 0,9 Mbps. La velocità media di picco nei Paesi considerati varia tra i 108 Mbps dell’Australia ai 5,7 del Vietnam. In Europa è la Slovacchia il Paese con la velocità media di connessione più elevata, con 8,0 Mbps.

  • Brasile 2014, i tweet per Italia-Inghilterra sono stati più di 7 milioni

    Brasile 2014, i tweet per Italia-Inghilterra sono stati più di 7 milioni

    Italia-Inghilterra-Balotelli-©-Copyright-ANSA.

    I Mondiali di Brasile 2014 per la nostra Nazionale Azzurra sono iniziati nel migliore dei modi. L’Italia batte l’Inghilterra per 2-1 e il match su Twitter fa registrare, a livello globale, 7,2 milioni di tweets. Il più citato degli Azzurri è stato Mario Balotelli, mentre il picco più alto si è avuto con il gol di Sturridge

    Non ci poteva essere inizio migliore per la nostra Nazionale Azzurra, l’Italia esordisce nel migliore dei modi ai Mondiali di Brasile 2014 e batte l’Inghilterra per 2-1. Firmano le reti azzurre, Marchisio al minuto 35 del primo tempo, pareggia dopo tre minuti l’Inghilterra con Sturridge, ma poi al 5° minuto del secondo tempo ci pensa Mario Balotelli a suggellare il definitivo 2-1. Ma come è andato il match su Twitter? Allora, vediamo i dati, globali, così come sono stai raccolti da Twitter, per conoscere tweets complessivi, i più citati e i momenti di picco.

    Italia-Inghilterra-tweet-totali

    Per quanto riguarda i dati complessivi, Italia-Inghilterra ha totalizzato 7,2 milioni di tweet, un dato importante, ma non si è superato il dato complessivo di Spagna-Olanda, 8,3 milioni di tweet. La partita con il più alto numero di twittate rimane ancora Brasile-Croazia, 12,2 milioni di tweets. Vedremo cosa succederà nelle prossime partite con la nostra Nazionale con l’umore alto, visto l’esordio vincente. Il prossimo impegno è per il 20 giugno alle 18 ora italiana con Italia-Costa Rica.

    Italia-Inghilterra-mentions-calciatori

    Per quanto riguarda i giocatori più citati, quello dell’Italia è stato Mario Balotelli, seguito da Marchisio e da Andrea Pirlo,

    Italia, Vivo Azzurro – @Vivo_Azzurro

    1. Mario Balotelli – @FinallyMario
    2. Claudio Marchisio – @ClaMarchisio8
    3. Andrea Pirlo – @Pirlo_official

    I calciatori più citati dell’Inghilterra sono stati Steven Gerrard, Sterling e Wayne Rooney,

    Inghilterra, England – @england

    1. Steven Gerrard
    2. Raheem Sterling – @sterling31
    3. Wayne Rooney – @WayneRooney

    Italia-Inghilterra-picco-di-tweets

    Per quanto riguarda i picchi di tweet più alti durante tutto il match, ricordiamo che parliamo di TPM, tweet al minuto, il momento che ha totalizzato il picco più alto è stato quanto ha pareggiato l’Inghilterra con il gol di Sturridge, 219.367 TPM. Il gol di Balotelli è stato il secondo momento più twittato, terzo picco al momento del gol di Marchisio.

    I tweet che hanno raccolto il maggior numero di interazioni (RTs, preferiti e replies) sono stati sul gol di Balotelli e tra questi segnaliamo quello di Kobe Bryant, giocatore di basket che conosce bene il nostro paese:

    Poi quello dell’account ufficiale della Coppa del Mondo Brasile 2014 che segnala la presenza della fidanzata di Balotelli tra il pubblico:

    E, infine, tra i tweet italiani vi segnaliamo quello di Nicola Savino:

    E poi quello dell’account @azzurri che festeggia la fine del match:

    Questo tutto quello che è stato il match dal punto di vista di Twitter, ma voi lo avete seguito su Twitter? State seguendo anche le altre partite? Raccontateci come state vivendo questi Mondiali su Twitter.

    (l’immagine di copertina è di proprietà dell’agenzia ANSA, © Copyright ANSA)

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  • L’ora di punta in cui si fanno acquisti online in Italia e in Europa [Infografica]

    L’ora di punta in cui si fanno acquisti online in Italia e in Europa [Infografica]

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    Idealo, comparatore di prezzi online da alcuni anni presente anche nel nostro paese, ha da poco realizzato uno studio che ci mostra quale sia l’ora di punta in cui gli e-shoppers italiani ed europei si dedicano agli acquisti online. Ebbene, gli italiani amano fare acquisti via web alla sera. Ma vediamo cosa accade negli altri paesi

    Gli italiani amano l’Ecommerce, quindi fare acquisti online e qui sul nostro blog vi raccontiamo spesso di come il fenomeno in Italia, e non solo, sia in forte e costante crescita. Un po’ di tempo fa con una ricerca Ipsos – Webloyalty avevamo visto che il 75,9% degli italiani che utilizzano l’e-commerce è classificabile nella categoria degli “heavy buyer”, cioè tra coloro che hanno effettuato più di 4 acquisti su canali online negli ultimi 6 mesi. E avevamo anche visto che gli umbri erano quelli che più di tutti in Italia facevano più acquisti di tutti. Ma oggi, grazie allo studio effettuato da Idealo, comparatore di prezzi online tedesco ma da qualche anno presente anche in Italia, vediamo quale sia l’ora punta in cui gli italiani e i cittadini di Germania, Francia e Regno Unito fanno i loro acquisti online.

    E si scopre, sulla base dei dati raccolti che fanno riferimento solo alla modalità desktop (ricordiamo che gli acquisti online in Italia sono effettuati per l’89% dei casi da desktop) e al periodo dell’ultimo trimestre del 2013, gli italiani amano dedicarsi ai loro acquisti via web nelle ore pre serali, precisamente l’ora di punta è intorno alle 18, 7,2% di click, (come potete vedere anche dall’infografica in basso) con una buona attività anche verso le 15. Mentre le ore in cui gli italiani vi si dedicano meno sono proprio le ora dei pasti, quindi a pranzo (alle 13) e a cena (alle 20). Situazione simile la si verifica in Francia dove anche gli e-shopper transalpini fanno registrare l’ora di massima attività alle 18 e vi si dedicano meno proprio nelle ore dei pasti (alle 12 e alle 20).

    Ma se guardiamo cosa accade in Germania e in Regno Unito, scopriamo che gli utenti di questi paesi effettuano i loro acquisti proprio nelle ora in cui gli italiani e i francesi li fanno di meno. E quindi, i tedeschi fanno registrare l’ora di punta alle 20 e come potete vedere dal grafico in basso, l’ora di attività minima è tra le 15 e le 16. Anche gli e-shoppers del Regno Unito fanno registrare l’ora di massima attività alle 20 (quando gli italiani sono a cena, appunto).

    Insomma, anche l’attività di ecommerce riesce a darci delle informazioni che solo apparentemente sono banali, ma che possono essere davvero utili in chiave di offerta e di modalità per i retailers online e di conseguenza interpretare bene anche gli atteggiamenti degli utenti nei diversi paesi.

    Ma voi anche voi preferite fare acquisti nelle ore pre e post pasti? Raccontateci se vi va le vostre esperienze di acquisti online.

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  • Mercato pubblicitario negativo a Febbraio 2014, male anche su Internet

    Il mercato pubblicitario in Italia continua a far registrare un trend negativo anche se nei nei precedenti stava riprendendo quota. A Febbraio 2014 si registra -5,8% su base annua e -4,3 nei primi due mesi del 2014. Segno negativo anche per quanto riguarda la pubblicità su Internet che è in continua mutazione: -6,3% rispetto a Febbraio 2013 e -8,1% al mese di Febbraio 2014.

    Nielsen ha diffuso i dati riguardo al mercato pubblicitario a Febbraio 2014 e il dato che emerge è che il settore fa registrare –5,8%, rispetto allo stesso mese del 2013, e una riduzione del -4,3% per il primo bimestre, pari a circa 42,7 milioni di euro in meno sul periodo gennaio-febbraio dello scorso anno.  Come spiega Alberto Dal Sasso, Advertising Information Services Business Director di Nielsen

    L’inaspettata debolezza del mercato di febbraio interrompe il trend di avvicinamento a “quota zero” che si era registrato per sei mesi consecutivi a partire dallo scorso agosto, quando da un gap di -10,9% si era arrivati al -2,8% di gennaio 2014. Non è un buon segnale, se pensiamo che si confronta con quel febbraio 2013 che aveva fatto registrare la seconda peggior performance dello scorso anno”.

    mercato-pubblicitario-febbraio-2014

    Internet in calo

    Tra i mezzi quello che vogliamo segnalarvi prima di tutto è Internet che fa registrare, con un po’ di sorpresa, dei dati negativi. Relativamente al periodo preso in considerazione, Internet chiude il bimestre gennaio-febbraio a -6,3% rispetto allo stesso periodo del 2013, seppur con una crescita importante per gli Alimentari (+77%) e una buona tenuta dell’Automotive (+8,7%). Il solo mese di febbraio si chiude con -8,1%. Un dato che, sia pur negativo, riflette in realtà un momento di transizione e di mutamento, soprattutto con nuove opportunità che stanno prendendo piede in questo ultimo periodo e che potranno dare qualche esito nei prossimi mesi.

    L’offerta pubblicitaria sul web” – afferma Dal Sasso – “sta attraversando una fase di grande cambiamento, con un riposizionamento delle piattaforme e del ruolo dei diversi players. Credo che lo stallo registrato nella parte di mercato analizzata sia dovuto proprio al cambio di pelle che sta avvenendo a causa della tecnologia che traina e provoca il cambiamento di alcune logiche consolidate”.

    Gli altri mezzi

    Per quanto riguarda gli altri mezzi, la TV chiude il singolo mese a -1%, mantenendo la crescita per il periodo cumulato gennaio-febbraio, seppur molto vicina al pareggio (+0,2%). Il mezzo Stampa conferma la perdurante difficoltà nel raccogliere investimenti pubblicitari, chiudendo i primi due mesi a -16,3% per quel che riguarda i quotidiani e a -14,7% per i periodici. Anche il dato del singolo mese, -17,4% per entrambe le categorie, è peggiore rispetto a quanto registrato a gennaio. Buoni segnali invece dalla Radio che va in controtendenza rispetto al mercato, grazie a un incremento del +9% per febbraio e del +7,5% per il bimestre. Si confermano le buone performance di gennaio e una crescita diffusa e generalizzata che non ha però riguardato i 10 top spender che sono decrementati del 7%. Ancora in negativo il Cinema, il Direct Mail e l’Outdoor.

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    I settori merceologici

    Pper quanto riguarda i settori merceologici, nel periodo gennaio-febbraio si registra complessivamente una situazione negativa. A eccezione di un brand in netta controtendenza, emerge una vistosa frenata in termini di spesa da parte degli spender della Telefonia. Si tratta di una perdita superiore ai 22 milioni di euro, su un totale mercato per il singolo mese di febbraio che ne ha persi circa 25. Crescono l’Automotive e il Pharma, rispettivamente di 6 e 4 milioni di euro, mentre gli Alimentari registrano un sostanziale pareggio. In generale si ferma il settore del Largo Consumo frenato dai decrementi di Beverage, Cura persona e Gestione casa.

     

  • Brands & Social Media, analisi del settore Beauty in Italia [Infografica]

    Brands & Social Media, analisi del settore Beauty in Italia [Infografica]

    Brands-&-Social-Media---Beauty

    Dopo l’ultimo rapporto dedicato all’Editoria, l’Osservatorio Brands & Social Media rilascia il quinto rapporto dedicato al settore Beauty. E dall’analisi le tendenze che emergono sono attenzione al target, consolidamento dell’uso di tutorial, coinvolgimento di YouTuber e blogger

    Dopo l’ultimo report dedicato all’Editoria, l’Osservatorio Brands & Social Media, realizzato da OssCom (Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica) e Digital PR, pubblica il quinto report, dedicato al settore Beauty – Make Up/Cosmetici. Sono diciotto i brand presi in esame dall’analisi nel periodo di Febbraio 2014, selezionati fra i principali players all’interno del mercato consumer italiano.

    Sul gradino più alto del podio troviamo un brand molto noto qual è Pupa Milano, con 61,29 punti, seguito a breve distanza da Deborah Milano con 58,48 punti. Al terzo posto si classifica invece Kiko Make Up Milano con 49,28 punti.

    Il settore in relazione ai punteggi (compresi fra i 61,29 di Pupa Milano e i 16,42 di Miss Broadway) è omogeneamente rappresentato, e rivela una buona presenza sui social network e un uso maturo delle piattaforme. Si nota, inoltre, la tendenza a utilizzare le piattaforme più diffuse, Facebook e YouTube in particolare, con stili di appropriazione e performance differenziate, ovvero la leadership sui parametri considerati si distribuisce su diversi brand e non su uno solo.

    Come già verificato in altri settori, anche nel Beauty il social network più utilizzato risulta essere ancora Facebook, pratcamente usato dalla totalià dei brands esaminati, 18 su 18; seguito da YouTube (17/18 brand). Le due piattaforme si presentano rispettivamente come il luogo dove aggiornare quotidianamente le fan su prodotti e iniziative e la repository dei video dedicati ai prodotti e al loro utilizzo. Twitter è invece utilizzato solo da 13 brand su 18, ma i profili realmente attivi durante il periodo di rilevazione sono 10, evidenziando una presenza di settore limitata e una probabile difficoltà ad appropriarsi di questo social network su un mercato come quello italiano dove gli utenti sono ancora una nicchia. Spicca l’utilizzo di Google+ (14/18 brand), anche se nella maggioranza dei casi si tratta di profili di mero presidio, con una scarsa attività da parte degli utenti, o collegati ai canali YouTube. Sorprende, e non poco visto il settore, lo scarso utilizzo dei social media emergenti più visuali, come Pinterest (5/18 brand) o Instagram (6/18 brand).

    I Brand del Beauty in dettaglio

    Andando a vedere un po’ più nel dettaglio come si muovono questi brand nel settore, notiamo che Pupa Milano costruisce la leadership di settore attuando una presenza estesa su tutti i social network considerati (tranne Instagram) e costante nelle sue performance. In questo modo riesce a mantenere mediamente elevati sia l’aggiornamento dei contenuti sulle diverse piattaforme sia l’engagement degli utenti. La scelta è quindi quella di presidiare in modo accurato tutti i canali, adattando i contenuti alle caratteristiche di ciascuno, facendo leva soprattutto sulla presentazione dei prodotti e il dialogo attivo con le proprie utenti, principalmente su Facebook (677.451 fan nel periodo di rilevazione) e Twitter (16.300 follower nel periodo di rilevazione). Questa tendenza è incentivata dall’aver creato attorno al brand una vera e propria community alimentata anche attraverso il sito dedicato Pupa4Fun e la Pupa Nail Academy dedicata ai tutorial per la nail art realizzate in collaborazione con blogger e YouTuber. Pupa Milano si fa notare dunque nell’aver messo in pratica anche una efficace strategia di comunicazione visuale (sviluppato anche su Pinterest) con cui vengono presentati i prodotti e le modalità di utilizzo. Fra i dati quantitativi rilevati Pupa Milano presenta il massimo punteggio per la frequenza di aggiornamento su Twitter (una media di 7,04 tweet al giorno nel periodo di rilevazione) e per il numero di iscritti al canale YouTube (oltre 30.500 nel periodo di rilevazione).

    Deborah Milano presenta caratteristiche simili a quelle di Pupa Milano, sia per quantità che per qualità della presenza sui social network, ma con un livello di performance lievemente inferiore. Anche Deborah Milano punta alla comunicazione di prodotto e al dialogo con le utenti, coinvolgendo anche blogger e YouTuber per la realizzazione di tutorial. Da evidenziare in questo senso il livello di commenti sui video più popolari del canale YouTube (una media di 114,7 commenti per i 10 video più popolari), concentrati soprattutto sui video tutorial che coinvolgono le YouTuber più famose. Deborah Milano si distingue anche per l’utilizzo sia di Instagram che di Pinterest, attribuendo così un importante valore alla comunicazione visuale dei prodotti.

    Fra gli altri brand spiccano Kiko Make Up Milano per quanto riguarda il profilo Twitter dove è leader per i follower (49.900 nel periodo di rilevazione), retweet (una media di 8,10 nel periodo di rilevazione) e listed (il brand è inserito in 111 liste nel periodo di rilevazione). Il brand bergamasco attira inoltre un elevato numero di fan, grazie anche ad iniziative promozionali ad hoc (oltre 2 milioni nel periodo di rilevazione), ma non raggiunge i vertici della classifica per una presenza meno estesa sui social network considerati per l’analisi e per una minore efficacia del canale YouTube rispetto a quella dei primi due classificati.

    Da segnalare la performance di L’Oréal Paris per quanto riguarda la media di commenti e di like su Facebook (rispettivamente una media per post di 89,5 e 1573,75 nel periodo di rilevazione) e per il numero di visualizzazione dei caricamenti su YouTube (41.622.355 nel periodo di rilevazione). Il brand francese riesce quindi a guadagnare il quarto posto in classifica nonostante attui un presidio limitato di piattaforme: Facebook, YouTube e Google+. Infine, segnaliamo le performance di Yves Rocher per quanto riguarda la condivisione dei contenuti Facebook (una media di 1188,82 per post nel periodo di rilevazione), risultato ottenuto anche coinvolgendo le “consigliere di bellezza”, molto attive sulla pagina, e il numero di fan su Facebook di Nivea (13.267.517 nel periodo di rilevazione, un dato davvero notevole se si considera che si tratta di una pagina riservata al mercato italiano).

    Come detto all’inizio, una delle tendenze che emerge dall’analisi ed è ormai consolidata, è quella dell’utilizzo di tutorial realizzati coinvolgendo famosi make up artist oppure note make up YouTube e blogger, ma anche la presenza di una forte fidelizzazione in termini di marca e soprattutto di condivisione della filosofia del brand per quanto riguarda lo stile proposto o l’approccio alla cosmesi. In questa direzione spicca l’attenzione per gli inci (la composizione dei prodotti) da parte delle fan e clienti di brand che usano per esempio materie prime vegetali oppure che storicamente non effettuano test sugli animali.

    “Anche questo settore si presenta come peculiare rispetto alla comunicazione sui social network, e la concentrazione sulle piattaforme maggiormente diffuse nel nostro Paese mostra l’attenzione che i brand hanno nei confronti del proprio target, andando a intercettarlo nei luoghi e con gli stili comunicativi più adatti, anche ottimizzando gli investimenti – spiega Piermarco Aroldi, direttore di OssCom -. In questo senso la diversità delle performance si spiega anche in base al diverso mercato e caratteristiche dei brand considerati per l’analisi che spaziano dal mass market alla vendita diretta”.

    Quello della cosmetica – dichiara Nicolò Michetti – è da sempre un tema molto dibattuto sui social media. E’ un settore dove si parla molto di prodotto e dove la componente visiva è molto forte. Molti brand hanno saputo cogliere quest’opportunità, avviando una conversazione attiva con i propri interlocutori sulle più varie piattaforme social e rivelandone un uso maturo rispetto ad altri comparti. Chi eccelle deve il proprio successo non solo a un uso estensivo e accurato delle varie piattaforme, ma anche alla capacità di adattare sapientemente i messaggi e le storie alle diverse caratteristiche dei canali social, con la creazione di vere e proprie brand community.”

    La Ricerca sul settore Beauty

    La ricerca, che si propone di analizzare la comunicazione sui social media di alcuni dei più rilevanti brand nazionali e internazionali presenti sul mercato italiano, si avvale di una metodologia in grado di cogliere con precisione uno scenario comunicativo dinamico e sempre in evoluzione grazie a più di 60 diversi indicatori relativi alle variabili di esposizione, di coerenza e di interazione con il pubblico. Per questo report il campione dei brand beauty più rilevanti sul mercato italiano è stato definito a partire dai fatturati 2013 dei maggiori gruppi cosmetici, confrontato con la classifica degli utenti e quella della giuria dei Beauty Web Awards 2013 e definito in collaborazione con Cosmetica Italia – associazione nazionale imprese cosmetiche.

    Allora, che ne pensate di questa ricerca? Vi sorprendono questi dati relativi al Beauty?

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  • Ecco quanti sono gli italiani che usano WhatsApp [Infografica]

    L’acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook è ormai uno degli argomenti più trattati sui Social Media, sul Web in generale e non solo. E qualche giorno fa Luca Della Dora, dell’agenzia We Are Social, ha elaborato un po’ di dati ed è venuto fuori che gli italiani, sulla base degli utenti mobili attivi, che usano WhatsApp sono il 56%

    Ormai WhatsApp è da giorni l’argomento più discusso, più condiviso, più chiacchierato sui Social Media, sul Web in generale e non solo. 19 miliardi di dollari non sono pochi e finora non si era mai vista una cifra così alta in un acquisizione del genere. Anche noi ne abbiamo parlato spesso qui sul nostro blog, dando la notizia dell’acquisizione a caldo, ma anche provando a dare una spiegazione circa l’acquisizione stessa. E oggi ritorniamo sull’argomento perchè il buon Luca Della Dora, dell’agenzia We Are Social Italia, una delle più importanti web agency in Europa, dopo lo studio su Google+ in relazione a quanti italiano lo usino in realtà, si è cimentato nel ricercare qualche dato su WhatsApp che riguardasse il nostro paese. E i dati raccolti, sfruttando i dati messi a disposizione da Global Web Index, sono davvero molto interessanti.

    Intanto, iniziando con una considerazione generale, gli utenti attivi su WhatsApp, come abbiamo ben imparato in questi giorni, a livello globale sono 450 milioni, di cui il 70% di questi lo è ogni giorno, vale a dire 320 milioni di utenti. E in più, WhatsApp ha la capacità di attrarre 1 milioni di nuovi utenti al giorno. Dato però messo di recente in crisi, in seguito al blackout dell’applicazione subito sabato scorso, incidente che ha finito, anche, per avvantaggiare la diretta concorrenza. Infatti, LINE in un solo giorno ha visto crescere il suo bacino di utenza di 2 milioni. Un incidente che ha inevitabilmente scatenato l’ironia degli utenti sulla rete, associando l’incidente proprio alla recente acquisizione. Si scoprirà poi che i 210 minuti di blackout sono stati dovuti a problemi di server.

    Ma torniamo alla ricerca.

    Gli utenti condividono ogni giorno su WhatsApp qualcosa come 1 miliardo di messaggi, ossia la totalità di SMS che si condividono giornalmente. E le immagini sono 600 milioni, i messaggi vocali sono 200 milioni e i video sono 100 milioni.

    E veniamo adesso alla parte che ci interessa direttamente, cioè quanti sono gli italiani che usano WhatsApp.

    Ebbene, gli utenti attivi italiani che usano questa app sono il 56%, sulla base degli utenti mobili attivi sul web. E il nostro paese è uno di quelli che più usano questa applicazione. Il paese che lo usa di più è la Spagna con il 74% degli utenti, segue poi la Germania (61%), poi, dopo l’Italia, il Regno Unito (29%), infine la Francia (4%) con il dato più basso. Al di fuori dell’Europa, vediamo che negli Usa WhatsApp è usata dal 5% degli utenti attivi mobili e in Cina il 4%.

    Interessante poi vedere WhatsApp in relazione alle altre app competitors. E scopriamo che è proprio in Germania che l’app è più usata, seguita dalla Spagna. Seguono poi Italia e Regno Unito. WeChat è ovviamente la più usata in Cina ed è discretamente usata anche nel nostro paese. Snapchat è ovviamete usata molto negli Usa e anche in Uk. LINE, altro agguerrito competitor è usato molto, in proporzione, in Spagna, in Cina e anche nel nostro paese.

    Questo il resoconto di questa bella ricerca e in basso trovate anche l’infografica, ma ci interessa sapere anche se voi WhatsApp lo usate o se state usando qualche app alternativa. Fateci sapere tra i commenti.

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  • Ecco come usano Twitter i neo ministri del #governorenzi [Infografica]

    Ecco come usano Twitter i neo ministri del #governorenzi [Infografica]

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    Il #governorenzi, dopo aver ottenuto la fiducia al Senato la notte scorsa, si appresta oggi a ottenere la fiducia alla Camera. E per questa occasione IQUII ha realizzato una infografica che ci offre un quadro completo di come i neo ministri usino Twitter. Renzi è il più seguito, ma speriamo che da oggi tutti lo trasformino in strumento per dialogare

    Da ieri il nuovo #governorenzi ha ottenuto la fiducia al Senato. Un governo che, con l’Italia ancora lontana dal 2.0 visto il dato raccapricciante del 34% dei cittadini che non ha mai utilizzato internet (dati Eurostat), dovrebbe in realtà puntare su di una burocrazia accessibile, comprensibile e veloce per migliorare le condizioni dei cittadini stessi.

    Io, da cittadina, mi immagino l’agenda digitale come un Google Calendar pubblico dal quale poter seguire le vicissitudini dei ministri che stanno facendo le mie veci.

    Ora, poiché questa è un mio desiderio non [ancora] attuabile [Google pensaci tu!], ad oggi il vero canale aperto nell’interazione cittadino-politico è effettivamente solo Twitter. I numeri dicono che sarà difficile avere i ministri come follower, ma che indubbiamente gli account sono seguiti dai ministri stessi o da loro team. Renzi utilizza addirittura una interessante combinazione: Hangout live [una videoconferenza in diretta da Google+] mentre sul suo tablet scorrono veloci i tweet ai quali risponde. Ad alcuni anche scrivendo!

    E allora, difficoltà nel farsi sentire a parte, ecco che IQUII propone una interessante infografica che analizza proprio questo rapporto tra politica e cittadini.

    I dati raccolti si riferiscono alla data del 23 Febbraio 2014, quindi potrebbero subire qualche variazione con il passare del tempo, ma il quadro è ottenuto interrogando le API di Twitter. Come era prevedibile Matteo Renzi, oggi Presidente del Consiglio, è il più seguito del governo con 857 mila followers (ed è anche il più “anziano” essendo sbarcato su Twitter nel 2009). Dopo il passaggio di ieri in Senato, si appresta oggi ad affrontare la Camera dei Deputati per ottenere la fiducia; le operazioni dovrebbero chiudersi in serata.

    Tra i più seguiti, dopo Renzi, segue Angelino Alfano (su Twitter dal 2010), Ministro degli Interni, anche se molto distaccato dall’ex sindaco di Firenze, con 165 mila followers; dietro di lui si piazza Dario Franceschini (anche lui su Twitter dal 2009) con 119 mila followers ed infine Maurizio Lupi, con 71 mila followers.

    L’attuale Ministro degli Esteri, Federica Mogherini (su Twitter dal 2012), è il ministro con più following, seguendo ben 7.384 utenti; a ruota poi Roberta Pinotti, Ministro della Difesa, seppur ben distanziata, con poco più di mille utenti seguiti. Il ministro che segue meno utenti di tutti è Maria Elena Boschi, infatti ne segue solo 29.

    Tra i ministri che twittano di più, Roberta Pinotti (su Twitter dal 2010) è quella che lo fa di più infatti si piazza in prima posizione con 6.911 tweets, segue poi Maurizio Lupi (arrivato su Twitter nel 2011), con quasi 6 mila tweets.

    E di cosa parlano i neo ministri del #governorenzi? L’indagine di IQUII ha preso in esame gli ultimi 100 tweets dei neo ministri ed è venuto fuori che una delle parole più presenti è “ST”, ossia “staff”. Seguono poi “governo”, “lavoro”, “legge”, “paese” e “Renzi”. Si capisce come il “lavoro” sia il tema centrale di questo nuovo governo. È altrettanto evidente che buona parte di questi account non sono gestiti direttamente dai ministri, ma da un team che lo fa per loro.

    Sarebbe bello se alla prossima occasione quelle due lettere scomparissero: il dialogo coi cittadini risulterebbe aperto, diretto e proficuo. Alternativamente l’account urlerebbe come un megafono pensieri e idee con le quali è impossibile confrontarsi. Verrebbe meno il significato stesso di poter utilizzare strumenti come Twitter per interagire e dibattere con i propri followers.

    Di seguito l’infografica completa:

    governorenzi_infografica ministri

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