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  • Italia Startup, appello al Governo perchè non dimentichi le startup

    Italia Startup, appello al Governo perchè non dimentichi le startup

    L’Associazione Italia Startup risponde all’impegno del nuovo Governo Letta che dopo il conclave in abbazia si è impegnato a “dare risposte a chi perde il lavoro e alle imprese che stanno chiudendo”. E’ fondamentale non dimenticarsi di un settore che può dare speranza, competitività al Paese e offrire nuove forme e opportunità di lavoro

    Ci uniamo anche noi, e siamo sicuri anche voi che state leggendo, all’accorato appello che l’Associazione Italia Startup rivolge al nuovo Governo Letta il giorno dopo il ritiro in abbazia, a conferma della totale disponibilità da parte dell’Associazione a collaborare nell’ottica della creazione di nuovi posti di lavoro, soprattutto per i giovani. In tal senso è vitale considerare e dare prosecuzione a quanto avviato dal precedente Governo tecnico in tema di startup. Non si tratta di proteggere un settore in fase di forte affermazione in Italia e in tutto il Mondo, ma piuttosto di cambiare e rinnovare la mentalità del nostro Paese.

    Digitalizzazione del sistema pubblico e privato e creazione di nuove imprese innovative sono, infatti, due facce della stessa medaglia: portare cioè valore e innovazione all’ecosistema industriale, politico e sociale italiano, dando una formidabile opportunità in termini di nuova occupazione. Con particolare attenzione a quella giovanile, ma senza dimenticare quella riguardante i tanti manager e funzionari, dotati di eccellenti competenze, che oggi già si trovano o rischiano di trovarsi senza un lavoro.

    “Il mondo sta cambiando in modo drammaticamente veloce. – ha commentato Riccardo Donadon, Presidente di Italia Startup – L’innovazione si sta diffondendo a un ritmo non prevedibile e non è solo di natura tecnologica, ma anche sociale. Sta riguardando il dna stesso della nostra società. Questo processo sta creando opportunità immense, mai viste prime, soprattutto per i giovani ed è fondamentale quindi far prendere loro coscienza dell’importanza del ruolo che possono giocare nella corsa verso la digitalizzazione che si sta vivendo in ogni settore. Mai come oggi i giovani sono un asset fondamentale proprio per la loro naturale predisposizione verso le tecnologie digitali e verso l’utilizzo dei media sociali. Mai come in questo momento la crisi sta portando le aziende a cercare nuovi modelli di business, aprendole a sperimentazioni innovative. La parola chiave è contaminazione. Tra modelli tradizionali e modelli innovativi. E questi ultimi sono spesso frutto del lavoro di tante startup presenti sul territorio italiano. Le aziende consolidate, di settori maturi, soprattutto del Made in Italy, sono chiamate a investire in startup. Ma per fare questo” – prosegue Donadon – “bisogna creare le condizioni per chi vuole investire, siano esse imprese o investitori. Il precedente Governo ha fatto un ottimo lavoro, ma, per motivi di tempo, non l’ha portato a termine. Italia Startup ha dato una mano importante per impostare i provvedimenti poi inseriti nella cosiddetta Legge “Crescita 2.0”. Ora bisogna dare attuazione con urgenza. Il mondo industriale e finanziario, startup incluse, attendono segnali concreti dal nuovo Governo per riportare alla ribalta un tema che costituisce un asset competitivo importante per il nostro Paese. La nostra Associazione è pronta a dare da subito il suo contributo.”

    La filosofia di Italia Startup, l’associazione che non solo rappresenta a livello istituzionale la filiera delle startup (startup, investitori, aziende in cerca di innovazione, incubatori, acceleratori, business angel e così via) è quella di diffondere la passione del fare impresa e la cultura dell’intraprendere. Vi lavorano professionisti e imprese provenienti da ogni settore che portano le loro competenze e le pongono al servizio delle numerose startup che continuano a nascere  nel nostro Paese.

     E a questo bisogna guardare e su questi temi bisogna investire per rilanciare il nostro Paese.

  • BuzzMyVideos arriva in Italia per creare le nuove star YouTube

    BuzzMyVideos arriva in Italia per creare le nuove star YouTube

    BuzzMyVideos si presenta in Italia. Obiettivo: creare le star YouTube di domani. La start-up fondata da una giovane ex manager di YouTube, Paola Marinone, scopre video maker di talento e li aiuta a emergere, trasformando la loro passione in una professione

    BuzzMyVideos nasce in un momento di esplosione del mercato dei video online. Basti pensare che oggi (dagli ultimi dati forniti da YouTube) la piattaforma di Google vede oltre 1 miliardo di utenti unici al mese e ben 72 ore di video caricati al minuto. Si è così creato in modo naturale un ambiente che ha favorito la nascita di realtà come BuzzMyVideos, che possono offrire ai creatori di contenuti di qualità supporto e strumenti specializzati per aiutarli ad emergere nel mare dei video caricati su YouTube e a trarne dei guadagni. Stesso discorso per quanto riguarda le aziende che vogliono promuovere un prodotto o iniziativa mediante advertising mirato su target specifici.

    BuzzMyVideos-Logo

    YouTube è una realtà matura e uno spazio unico e democratico di visibilità per chiunque sia in grado di rendere disponibili contenuti video originali”, commenta Paola Marinone. “YouTube è però anche un universo vastissimo, dove per emergere ci vuole quel qualcosa in più. Noi ci inseriamo proprio qui, insegnando ai creatori di contenuti come aggiungere quel che serve al loro prodotto video per renderlo più appealing e farlo emergere”.“YouTube è però una risorsa enorme anche per le aziende che – data la nostra conoscenza della piattaforma e l’audience globale di BuzzMyVideos – noi possiamo supportare nella pianificazione di azioni mirate a livello locale come internazionale”, conclude Paola Marinone.

    BuzzMyVideos.com è una start-up dalla vocazione internazionale operativa dal marzo 2012 con sede principale nel Campus London di Google. Fondatrice di BuzzMyVideos è Paola Marinone, ex manager di YouTube che ha avuto un’idea innovativa: scovare i videomaker di talento e offrire loro consulenza e servizi per aiutarli a emergere su YouTube, trasformando la loro passione in una professione. A oggi, BuzzMyVideos riunisce più di 3,900 partner a livello globale, per un totale di circa 100 milioni di visualizzazioni video al mese. BuzzMyVideos offre anche servizi alle aziende, supportandole nella pianificazione pubblicitaria e nella creazione di format e contenuti adatti al canale YouTube. Tra le aziende partner in Italia, vi è la Colorado Film Production.

  • MoneyFarm presenta il nuovo servizio OneClick Advice

    MoneyFarm presenta il nuovo servizio OneClick Advice

    MoneyFarm, nato da un’intuizione innovativa per l’Italia, primo servizio in Italia che unisce in un click i consigli d’investimento all’acquisto titoli, è in continua crescita e da oggi propone un nuovo servizio di ricezione e trasmissione ordini: OneClick Advice

    Cresce ancora il sito italiano di consulenza via Internet: MoneyFarm.com , nato da un’intuizione innovativa per l’Italia, quella di proporre portafogli ETF sul web, da oggi entra nella fase due con OneClick Advice , il nuovo servizio di ricezione e trasmissione ordini.

    La novità di OneClick Advice è proprio questa: gli ordini si eseguono in un click e vengono autenticati via cellulare. Direttamente su www.moneyfarm.com , la piattaforma di raccomandazioni personalizzate gestita dalla SIM online, è possibile mettere in pratica i suggerimenti dei consulenti di MoneyFarm per l’acquisto e la vendita di ETF. La compravendita dei titoli viene eseguita sul sito, usando un conto corrente aperto in uno degli istituti partner (al momento Banca Ifigest).

    E’ facile come fare shopping online. Basta inserire le operazioni da eseguire nel Carrello e, da qui in poi, tramite una semplice autenticazione via SMS, l’utente può confermare e visualizzare in tempo reale l’acquisto e la vendita dei titoli.

    Commentando il lancio del nuovo servizio, Paolo GalvaniCEO e co-fondatore di MoneyFarm spiega: 

    Il Bollettino Consob ha parlato chiaro, evidenziando un tracollo senza precedenti: complici la crisi e la sfiducia, gli investimenti degli investitori retail sono crollati del 36%, scivolando da quasi due mila miliardi a 1.269 miliardi di euro. Noi di MoneyFarm siamo sicuramente ambiziosi: intendiamo portare una ventata d’innovazione nel mondo finanziario con una piattaforma di investimento online, del tutto simile ad un sito di e-commerce. In questo modo, vogliamo riavvicinare alla finanza i risparmiatori italiani, che ormai da cinque anni vivono il ritornello della crisi e probabilmente si troveranno a fronteggiare un altro biennio incerto».

    Abbiamo realizzato OneClick Advice per abbattere al minimo le commissioni e mantenere i costi di gestione al di sotto dell’1%. Aggregando e trasmettendo le operazioni dei nostri clienti due volte al giorno, riusciamo ad offrire costi di transazione più bassi di quelli che si pagherebbero in banca. Parliamo di € 3,50 per qualsiasi importo. Quello che facciamo è consigliare all’investitore portafogli su misura con l’obiettivo di incrementare i suoi investimenti e generare migliori rendimenti nel tempo. Rispetto ad un fondo comune, possiamo arrivare fino ad un risparmio del 50% sui costi di gestione», aggiunge Giovanni Daprà, Direttore Investimenti co-fondatore di MoneyFarm.

    In sintesi, OneClick Advice è uno strumento semplice e immediato, che consente di gestire i propri investimenti in pochi passaggi guidati, restando sul sito senza muoversi da casa:

    1. il punto di partenza è il questionario di profilazione per la costruzione di una strategia d’investimento (obiettivi finanziari e propensione al rischio);
    2. nella sezione “Portafogli”, basta premere sul tasto “Crea un nuovo portafoglio”, per crearne uno, vederne la composizione assieme alla distribuzione delle diverse classi di ETF (Asset Allocation), che lo compongono. Gli ordini da effettuare per trasformarlo da virtuale a reale, verranno inseriti automaticamente all’interno del Carrello;
    3. questo è il passaggio “chiave” del processo: si procede all’invio degli ordini, che, presi in carico dal team d’investimento di MoneyFarm, vengono poi trasmessi al mercato attraverso un broker;
    4. Un volta terminato il processo, i vari ETF che compongono il portafoglio vengono inseriti nel deposito titoli del cliente, collegato al suo nuovo conto corrente;
    5. una volta effettuate le transazioni, è possibile gestire e monitorare l’andamento dei propri investimenti, verificando le performance;
    6. infine, periodicamente l’utente riceve un “alert” per attuare i ribilanciamenti indicati da MoneyFarm (circa ogni due mesi).

     

     

  • Tiendeo porta in Italia la sua piattaforma di e-volantinaggio

    Tiendeo porta in Italia la sua piattaforma di e-volantinaggio

    Oggi vi vogliamo segnalare Tiendeo, una giovane startup spagnola da poco sbarcata anche in Italia, che ha realizzato una piattaforma per il volantinaggio digitale per catalogare e geolocalizzare le proposte della grande distribuzione. In Spagna tiendeo.com conta già 1,6 milioni di utenti unici e più di 3,5 milioni di cataloghi letti

    Sempre nell’ottica di trattare e segnalarvi giovani startup che ci sembrano interessanti, oggi vi parliamo di Tiendeo, giovane startup spagnola che da poco è approdata anche nel nostro paese, www.tiendeo.it. Cosa fa e cosa offre? Tiendeo si occupa di catalogare e geolocalizzare le principali offerte e promozioni della grande distribuzione, come supermercati, negozi di abbigliamento, librerie, e grandi catene franchising di elettrodomestici tra i più consultati.

    In Spagna www.tiendeo.com (la parola tiendeo si riferisce a “tienda“, che in spagnolo significa negozio, un neologismo inventato per indicare l’azione di “andare per negozi a fare shopping“) è il portale leader, con relative apps, dei cataloghi online: conta più di 1,6 milioni di utenti unici e più di 3,5 milioni di cataloghi letti. Inoltre, nel novembre 2012, Tiendeo ha  chiuso,  con esito positivo, la sua terza trattativa di finanziamento, con la quale sono entrati a far parte della compagnia il Business Angel François Derbaix, fondatore di Toprural e Iñaki Berenguer, Co- fondatore de Pixable  insieme ad altri Business Angels del settore TIC.

    Da quel momento in poi inizia l’avventura internazionale di Tiendeo. Quindi in un’ottica di espansione a livello internazionale proponendo la propria piattaforma in altri paesi, Tiendeo ha monitorato i trends e le diverse interazioni sociali creando una struttura web su misura per ogni paese. Ed è così che sono nati Tiendeo Mexico, Tiendeo Brasile, Tiendeo UK e, ovviamente, Tiendeo Italia. Tiendeo è la prima piattaforma di e-volantinaggio ad espandersi in Europa e in Sudamerica.

    Per quanto riguarda l’Italia, i primi mesi di Tiendeo.it hanno dato ottimi risultati. La struttura della pagina web e la ricerca dei prodotti su Tiendeo.it è semplice e dinamica: automaticamente verrà rilevata l’area dalla quale ci si connette e, attraverso la geolocalizzazione, basterà scrivere il nome del prodotto d’interesse, per essere indirizzati direttamente alle pagine dei cataloghi dei negozi presenti  nella zona che contengono il prodotto cercato in offerta. Grazie al grande numero di negozi, di prodotti e di marche la ricerca per prodotti o marche può avvenire in maniera molto specifica. Da segnalare che nei primi tre mesi si è registrato un traffico pari a 250.000 visite uniche al mese, segno che davvero nel nostro paese c’è molto interesse per l’e-volantinaggio.

    tiendeo-italia

    A gennaio 2013 è stata inoltre lanciata sul mercato, la app di Tiendeo.it, disponibile per IPhone, IPad e Android, che allo stesso modo del portale web, permette di creare una lista di cataloghi, negozi e prodotti preferiti, e ricevere un avviso prima che il catalogo scada. In questo modo gli utenti possono essere sempre informati sulle offerte vigenti e risparmiare tempo e denaro nei loro acquisti.

    Le keywords che ruotano intorno al portale sono: geomarketing, in quanto le ricerche di prodotti sono geolocalizzate secondo l’ubicazione dell’utente e risparmio, in quanto l’aggiornamento quotidiano dei catologhi e delle offerte, così come la ricerca suddivisa per categorie, permettono all’utente finale di trovare  i prodotti d’interesse al  miglior prezzo.

    Ulteriore parola chiave è ecologia: in Italia ogni anno vengono stampati 12 miliardi di volantini, che corrispondono a 420.000 tonnellate di carta, trasportati da 25.000 camion che circolano sulle nostre strade. Tiendeo incentiva un cambio di tendenza, a favore del rispetto dell’ambiente e di una green economy. 

    Tiendeo si presenta come un’ alternativa al mercato del volantinaggio tradizionale, attraverso quello che fu battezzato l’ e-volantinaggio: una piattaforma web, apps e sistema di avvisi perchè gli utenti possano ricevere tutti i volantini e i cataloghi pubblicitari dirrettamente online.

    Cosa offre Tiendeo per le aziende

    Tiendeo è formato da un team di 20 persone, e i suoi introiti crescono a un ritmo del 30% mensile. Il guadagno proviene principalmente da due servizi che offre la compagnia:

    Diffusione: Tiendeo permette alle imprese di diffondere cataloghi e volantini pubblicitari attraverso la sua web, le sue apps e le pagine web associate, in maniera eclogica e efficiente: i clienti solo pagano per ogni catalogo letto.

    Analisi Statistico: Le catene della distribuzione presenti in Tiendeo, dispongono di un sistema di statistica intelligente e in tempo reale che gli permette misurare l’interattività degli utenti con i loro cataloghi. In più propone suggerimenti per migliorare le loro campagne future e rimanere aggiornati sulle tendenze di consumo. Il costo di questo servizio è un prezzo fisso mensile.

    Ecco tutti i link attraverso i quali ottenere maggiori informazioni su Tiendeo:

    Ulteriori informazioni le potrete trovare su:
    www.tiendeo.it
    Twitter: @Tiendeo_Italia
    Facebook: https://www.facebook.com/TiendeoItalia
    Mail: info@tiendeo.com
    Pinterest: pinterest.com/tiendeoitalia/

     

  • David Meerman Scott per la prima volta in Italia

    David Meerman Scott per la prima volta in Italia

    Ecco uno di quegli eventi che non si devono assolutamente perdere. David Meerman Scott sarà in Italia per la prima volta per tenere una Masterclass il prossimo 9 Maggio presso l’Auditorium Gruppo 24 Ore. E’ un’occasione per i professionisti della comunicazione e per tutti coloro che sono interessati a sapere come il Web e i Social Media hanno rivoluzionato il modo di fare Marketing e Pubbliche Relazioni

    Per la prima volta in Italia il famoso esperto che negli Stati Uniti ha cambiato le sorti di numerose aziende per una due giorni di alta formazione accessibile: il 9 maggio una Masterclass dedicata alle best practice del nuovo marketing e digital PR, preceduta da un seminario a numero chiuso sui segreti del mobile marketing. Un appuntamento da non perdere per i professionisti della comunicazione, delle vendite e per gli appassionati al cambiamento e alla libera circolazione dei contenuti.

    Come può oggi un’organizzazione riuscire a far breccia nel mercato con i propri prodotti e servizi grazie al web e ai media sociali? E come può raggiungere e coinvolgere il proprio pubblico di riferimento? In questa operazione, quali sono gli strumenti più adatti e quali le regole da seguire? In che modo, infine, i professionisti della comunicazione – giornalisti, addetti stampa, blogger o community manager – possono essere di supporto alle organizzazioni nel rinnovato scenario pesantemente influenzato dai media sociali?

    Prima che arrivasse il web esistevano solo tre modi per riuscire a essere notati: acquistare costosi spazi pubblicitari, pregare i media mainstream di raccontare la propria storia o assumere un personale di vendita che tormentasse a una a una le persone in merito ai propri prodotti. Oggi esiste un’opzione migliore: pubblicare sul web contenuti interessanti che gli acquirenti siano interessati a leggere

    In questo passaggio, semplice e diretto, tratto da uno dei suoi best-seller “The New Rules of Marketing and PR”, sono condensate parte delle teorie di David Meerman Scott, celebre marketing strategist statunitense in visita per la prima volta in Italia a maggio per una due giorni di alta formazione a Milano: ospite della eastCOM Milano-Belgrado, Scott arriva infatti nel nostro paese per una Masterclass (il 9 maggio) dedicata alle nuove possibilità offerte alle aziende dal marketing digitale e dai social media preceduta da un seminario (l’8 maggio) focalizzato interamente sul mobile marketing.  

    Il libro, tradotto in 26 lingue dal bulgaro al vietnamita, tra i bestseller di BusinessWeek e prossimo alla quarta edizione, ha venduto finora oltre 250.000 copie diventando in breve tempo un classico del marketing contemporaneo, insieme a  “Real-Time Marketing and PR” e “World Wide Rave” (quest’ultimo scaricabile gratuitamente in formato ebook dal sito della Masterclass). Un testo che supera gli steccati tradizionali ed esplora le possibilità offerte dal nuovo contesto dei media sociali, che hanno potenziato le possibilità di dialogo e di vendita ma anche messo in crisi le tradizionali certezze della comunicazione e del commercio.

    Quali sono tuttavia le tendenze nel nostro paese e quali le differenze con gli Stati Uniti? L’Italia è pronta ad accogliere e ad applicare le nuove regole, sviluppatesi in altri contesti, alle pratiche quotidiane del sales, della comunicazione e del marketing digitale o è ancora saldamente ancorata alle pratiche tradizionali? La conversazione è già iniziata sui canali che hanno anticipato l’appuntamento, dal gruppo su Facebook a quello su LinkedIn e Twitter:

    In vista dell’incontro di maggio ho avuto la possibilità di confrontarmi con tanti altri professionisti del settore – commenta Biagio Carrano, Direttore della eastCOM, consulente, formatore e curatore del blog L’Immateriale– . Emerge chiaramente come l’Italia si collochi ancora un passo indietro rispetto ai cugini americani in materia di inbound/content marketing e digital PR. Tuttavia qualcosa inizia a muoversi e anche le eccellenze non sono più eccezioni isolate. L’Italia ha una tradizione certamente diversa rispetto a quella statunitense ma ha anche le tutte le potenzialità per utilizzare i nuovi media in maniera ottimale: basti soltanto pensare alla penetrazione del mobile nel nostro paese per renderci conto di quale occasione ci venga offerta”.

    I dati dell’ultimo rapporto Censis “Comunicazione e media” 2012 sull’andamento dei consumi mediatici degli italiani nel 2012 evidenziano difatti come gli unici mezzi di comunicazione che riscuotono un successo crescente nel tempo e incrementano la loro utenza sono quelli che integrano le funzioni dei vecchi media nell’ambiente di Internet, come gli smartphone (+10% dell’utenza rispetto al 2011) e i tablet (usati dal 13,1% dei giovani tra i 14 e i 29 anni). Parallelamente, continua la forte diffusione dei social network, con una tendenziale sovrapposizione tra Internet e Facebook: non esiste istituzione, associazione, azienda, personaggio pubblico che possa permettersi di non essere presente sul social network più popolare. È iscritto a Facebook il 66,6% delle persone che hanno accesso a Internet (erano il 49% nel 2011), che corrisponde al 41,3% dell’intera popolazione e al 79,7% dei giovani. YouTube, che nel 2011 raggiungeva il 54,5% di utenti tra le persone con accesso a Internet, arriva ora al 61,7% (pari al 38,3% della popolazione complessiva).

    Il confronto con un esperto mondiale come David Meerman Scott  – conclude Biagio Carrano – può sicuramente essere un’importante occasione di crescita, a costi veramente accessibili, per molte piccole e medie realtà che da sempre rappresentano lo zoccolo duro del nostro paese e che possono, attraverso il web, i nuovi media sociali e i  nuovi device, aumentare notevolmente la loro efficienza e ridurre nel contempo i costi operativi”.

    Decine di conferenze e seminari in 82 paesi del mondo hanno infatti offerto a Scott uno sguardo unico su come imprese e organizzazioni stanno innovando le proprie attività per raggiungere direttamente i propri pubblici di riferimento. Di tanti esempi concreti maturati durante la sua lunga esperienza dà conto all’interno dei suoi libri, dei suoi seminari così come del suo blog www.webinknow.com: riflessioni che tracciano uno scenario nuovo in cui non è più obbligatorio passare per le figure professionali intermediarie che hanno caratterizzato il circuito della comunicazione dall’avvento della stampa a oggi.

    Solo i migliori PR avevano relazioni personali con i media e potevano alzare la cornetta per raccontare una storia a un giornalista al quale avevano pagato la cena appena un mese addietro. Prima del 1995, al di là della possibilità di investire grandi somme in advertising o di lavorare a stretto contatto con i media, un’azienda non aveva in realtà tante altre alternative per raccontare la propria storia al mondo. Questo non è più vero. Il web ha cambiato le regole. Oggi le organizzazioni comunicano direttamente con i propri clienti”.

    Nel corso della due-giorni Scott aiuterà a comprendere come usare i social media, i video online, le applicazioni mobili, i blog, i comunicati stampa e il marketing virale per raggiungere direttamente gli interlocutori finali, qualunque sia l’attività in questione, sia essa legata ai risultati tangibili di un’impresa o alla mera visibilità personale, a incrementare i sostenitori di un’organizzazione non profit o a promuovere un personaggio politico. Aprire un blog, creare un podcast, connettersi attraverso Twitter o Facebook, lavorare con il SEO, creare pagine su Pinterest sono solo alcuni degli strumenti a disposizione, la cui scelta e pianificazione diventano ancora più complesse quando la tecnologia alla base sviluppa nuove applicazioni quasi ogni giorno.

    E se la Prima Ricerca Ferpi 2013 su Comunicazione, Università, Giovani e Mondo del Lavoro stima che la comunicazione rappresenti una professione qualificante, importante e riconosciuta per il 73% dell’universo impresa italiano, occorre iniziare a investirci seriamente e per tempo per essere competitivi e sopravvivere alla sfida internazionale che ci aspetta.

    Per iscriversi visitate il sito www.dmscottinmilan.com

    In basso la mappa per raggiungere l’Auditorium Gruppo 24 Ore, in via Monte Rosa 91 a Milano.

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  • Ecco i brand più amati dagli italiani su Facebook a Marzo 2013

    Ecco i brand più amati dagli italiani su Facebook a Marzo 2013

    Secondo Blogmeter che classifica tutti i mesi i migliori brand italiani su Facebook, Nutella è il brand leader per fan, Libero Quotidiano per page engagement e Tim per tempo di risposta. Vanno bene anche Coca Cola, Juventus, Nokia Italia, Luis Vuitton e il talent The Voice of Italy

    Da quando il social network ha deciso di dare la possibilità alle aziende di nascondere il dato locale, a favore di quello globale, non è più tanto semplice dare una risposta alla domanda “Quali sono le pagine Facebook con più fan italiani?”. Comunque sia Blogmeter, leader nella rilevazione delle conversazioni e delle attività online con il  suo strumento Social Analytics, ha analizzato oltre 83 milioni di interazioni e scoperto quali sono le pagine Facebook più amate dagli italiani.

    A marzo Nutella è il brand leader con più di 2,9 milioni di fan italiani (a fronte di 4,6 milioni di sostenitori totali). Segue Coca-Cola con 2,1 milioni di italiani, dei complessivi 63 milioni mondiali. Al terzo posto invece si piazza la trasmissione televisiva Le Iene che con quasi 2 milioni di fan italiani spicca tra gli show che meglio usano il social network.  Lo Zoo di 105, con quasi 1,7 milioni di fan, è la trasmissione radiofonica più seguita su Facebook.

    Tra le squadre di calcio la più amata dagli italiani è la Juventus che con 1,8 milioni di fan supera il Milan di quasi 600 mila unità anche se quest’ultima ha un maggiore seguito all’estero. Il brand hi-tech più seguito è quello di Nokia Italia, tra i gestori di telefonia mobile TIM è il più popolare, mentre il marchio della moda più seguito dagli italiani è Luis Vuitton. A guadagnare più fan nel mese considerato, oltre 240 mila, è la pagina di Kiko Cosmetics, seguita da Kinder Bueno Italia e da TIM.

    Se si considera invece il Page Engagement ossia il rapporto tra interazioni totali e numerosità dei fan è il quotidiano Libero a meritare la prima posizione: per ogni mille sostenitori fa registrare mediamente oltre 185 interazioni quotidiane. A poca distanza seguono il nuovo show di Rai2 The Voice of Italy (176 interazioni per mille fan) e Famiglia Cristiana (115 interazioni quotidiane ogni mille fan).

    Chi risponde più velocemente alle richieste degli utenti di Facebook sono le aziende di telecomunicazione, come ormai da tempo siamo abituati a vedere. A marzo al primo posto spunta TIM che ha risposto a ben 1042 richieste degli utenti con un tempo d’attesa medio per ogni richiesta di soli 42 minuti; 213 sono state le richieste soddisfatte da PosteMobile con un tempo medio di risposta di 59 minuti, mentre Vodafone, ha impiegato mediamente 1 ora e dieci minuti per ogni richiesta, ma ha risposto a ben 1814 sollecitazioni.

    Questo il quadro complessivo, ma qual è stato il brand che avete seguito di più nel mese di Marzo? Raccontatecelo.

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  • Brands & Social Media, analisi del settore Fashion [Infografica]

    Brands & Social Media, analisi del settore Fashion [Infografica]

    Prende il via, con un’analisi del settore Fashion, la seconda edizione dell’Osservatorio Brands & Social Media. Il settore, guidato da Burberry, si caratterizza per una forte comunicazione visuale e un uso dei social media come canali “verticali”, attraverso i quali gli utenti esprimono la loro affezione ai brand

    Avevamo già trattato l’argomento Fashion proprio in relazione ad una ricerca di Reputation Manager che indagava come i grandi brand del settore utilizzassero i social media nella loro comunicazione. E oggi ritorniamo sul tema che aveva riscontrato molto interesse parlandovi di una nuova ricerca, “Fashion – Luxury & Haute Couture“, ad opera dell’Osservatorio Brands & Social Media, realizzato da Digital PR e OssCom – Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica che da il via alla seconda edizione di ricerche intese ad analizzare la comunicazione sui social media di alcuni dei più rilevanti brand nazionali e internazionali presenti sul mercato italiano. La metodologia è stata arricchita e resa in grado di cogliere con precisione uno scenario comunicativo dinamico e sempre in evoluzione grazie a più di 60 diversi indicatori relativi alle variabili di esposizione, di coerenza e di interazione con il pubblico.

    Per questo report sono state selezionate 14 aziende leader di settore a livello internazionale, i cui social media sono stati analizzati nel mese di gennaio 2013.

    Presentiamo con entusiasmo la seconda edizione dell’Osservatorio Brands & Social Media, che si distingue per l’utilizzo di una metodologia arricchita, elaborata ad hoc per questa ricerca integrando il tradizionale approccio quantitativo con uno sguardo qualitativo e che comprende complessivamente oltre 60 indicatori. Durante il 2013 analizzeremo sette nuovi settori. Il primo settore preso in considerazione, “Fashion – Luxury & Haute Couture”, si caratterizza per una presenza intensiva sui social media, in grado di movimentare un vasto bacino di utenti, anche se con ampi margini di potenziamento delle forme di socialità”, spiega Piermarco Aroldi, direttore di OssCom.

    Leader della classifica è Burberry, seguito da Dior e Dolce & Gabbana. Il risultato di Burberry deriva dall’uso intensivo dei social media dal punto di vista dei contenuti, incentrati sulle caratteristiche distintive del brand: prodotti di punta, come il trench, o tratti caratterizzanti, come l’inglesità, in grado di catalizzare l’attenzione degli utenti sulle diverse piattaforme.

    Il settore si avvale ovviamente di strategie globali, con la tendenza a creare profili internazionali che raccolgono utenti da tutto il mondo, e la presenza ridotta di profili localizzati per singole lingue o Paesi.

    Rispetto alle piattaforme utilizzate, Facebook si conferma quella più adottata insieme a YouTube. Questo settore si distingue anche per un’elevata tendenza alla sperimentazione su nuovi social media, come Pinterest e Instagram, e nel mondo delle app.

    Particolarmente rilevante è il ruolo della comunicazione visuale, realizzata sia attraverso piattaforme dedicate (YouTube, Pinterest, Instagram), sia attraverso l’uso frequente di contenuti visivi su Facebook e Twitter. Questa componente visuale si traduce anche nello streaming delle sfilate attraverso piattaforme social dedicate e nell’archiviazione sistematica dei relativi video su YouTube.

    La forma di socialità che emerge dall’analisi è definibile come “verticale”, caratterizzata da elevatissimi tassi di risposta da parte degli utenti che esprimono in modo emotivo l’attaccamento al brand con like o brevi commenti, senza però instaurare un reale flusso di conversazione fra di loro o con il brand.

    L’analisi ha consentito di evidenziare tre stili comunicativi, che interpretano il brand come prodotto, come mito o come lifestyle. Nel primo caso il racconto si focalizza essenzialmente sui prodotti, nel secondo sulle radici culturali e sulla filosofia della maison, mentre nel terzo il brand viene proposto e celebrato attraverso l’evocazione di un certo stile di vita.

    La ricerca sul settore fashion – dichiara Nicolò Michetti, CEO di Digital PR presenta da un lato uno scenario eterogeneo con scelte contenutistiche differenti, incentrate rispettivamente sul prodotto, sul mito della marca e sulla sua storia, o sul lifestyle, e alcune sperimentazioni su nuove piattaforme. Dall’altro lato evidenzia approcci comuni, nell’andare chiaramente nella direzione del visual e del video, o nel mettere alla portata di tutti quelle esperienze che una volta erano appannaggio esclusivo di un selezionato circolo di eletti (le sfilate). L’eccellente risposta da parte degli utenti, che su questo settore dimostrano un particolare attaccamento emotivo a tutti e tre gli elementi contenutistici presentati dai brand, è sicuramente uno stimolo a capitalizzare, approfondire ed esplorare le opportunità in continua evoluzione offerte dai social media.”

    Il prossimo report dell’dell’Osservatorio Brands & Social Media sarà dedicato al Design e la sua pubblicazione è prevista per il mese di aprile 2013. E ovviamente ve ne daremo conto.

    Brands-&-Social-Media---Fashion-infografica

  • Audiweb Febbraio 2013, cresce l’audience durante il giorno medio

    Audiweb Febbraio 2013, cresce l’audience durante il giorno medio

    Audiweb ha rilasciato oggi i dati relativi all’audience online nel mese di Febbraio 2013. Il dato più rilevante è che crescono gli italiani connessi nel giorno medio, sono infatti 14,6 milioni con una crescita, su base annua, del 6,5%

    Audiweb ha diffuso oggi i dati relativi all’audience online nel mese di Febbraio 2013. Complessivamente, sono stati 28,6 milioni gli utenti che si sono collegati a internet almeno una volta tramite computer, il 52% della popolazione dai due anni in su. Rispetto al mese di Gennaio 2013 il dato è un po’ più basso, ma questo perchè il mese di Febbraio è più corto. Su base annua c’è da rilevare che il dato è in crescita del 3,3%. Più rilevante il dato che riguarda invece gli utenti connessi nel giorno medio, infatti durante l’ultimo mese sono stati 14,6 milioni, in crescita del 6,5% rispetto allo stesso periodo del 2012. Il tempo medio trascorso online per ogni utente è stato di 1 ora e 27 minuti.

    Audiweb febbraio 2013 - audience

    I picchi più alti di audience nel giorno medio si registrano tra le 15:00-18:00 (8 milioni di utenti) e le 18:00-21:00 (8,1 milioni), mentre durante la settimana si registra un’audience costante nei giorni feriali, a partire dal lunedì in cui si registra una media di 15,3 milioni di utenti.

    Guardando il dato della popolazione online nel giorno medio a febbraio dal punto di vista demografico, notiamo che essa è composta da:

    • 8 milioni di uomini (il 54% degli utenti online nel giorno medio), +5,2% rispetto al 2012, di cui il 45,7% ha tra i 35-54 anni
    • 6,7 milioni di donne (il 46% degli utenti online nel giorno medio), +8% rispetto all’anno scorso, di cui il 50% ha tra i 35 e i 54 anni
    • 35-54enni (7 milioni) rappresentano ancora il segmento predominante (il 47,6% degli utenti online).

    Audiweb febbraio 2013 - genere

     

    Gli italiani, come sappiamo e come abbiamo già altre volte sottolineato, amano i video online ed è interessante vedere questi dati per il mese di Febbraio 2013.

    Audiweb 2013 - video_online

    Nel giorno medio:

    • 779 mila utenti hanno visualizzato almeno un contenuto video su uno dei siti degli editori iscritti al servizio
    • 1,9 milioni le stream views totali
    • 8 minuti il tempo speso nel giorno medio a persona per la fruizione di contenuti video

    Mentre su base mensile:

    • 6,4 milioni gli utenti che hanno visualizzato almeno un contenuto video online su uno dei siti degli editori iscritti al servizio
    • 53,8 milioni le stream views totali
    • 27 minuti e 42 secondi il tempo speso per persona nella fruizione di contenuti video online.
  • New Media, doppia crescita nonostante la Crisi

    New Media, doppia crescita nonostante la Crisi

    Nuovi scenari per i Media nella loro corsa verso la digitalizzazione secondo l’Osservatorio New Media & New Internet della School of Management del Politecnico di Milano. La crisi limita e razionalizza i budget pubblicitari: i canali tradizionali, Tv, stampa e radio, registrano un calo tra il 10 ed il 20% nel 2012. Ma i media digitali continuano la loro crescita e arrivano a 5,4 miliardi di €, pari a un terzo del mercato complessivo dei Media

    Se il mercato complessivo dei Media è in calo del 5%, sull’onda del -10% registrato dai media tradizionali, i new media digitali continuano a crescere: più 3 %. Ma è soprattutto il New Internet a spingere la crescita dei media digitali: più 90% nel 2012. È quanto emerge dalla fotografia scattata dall’Osservatorio New Media & New Internet della School of Management del Politecnico di Milano. I dati della ricerca, presentata oggi a Milano presso il Campus Bovisa in occasione del Convegno “New Internet +90%: inizia a delinearsi il nuovo scenario dei Media”, mostrano come canali Video online, Social Network, Applicazioni, Smartphone e Tablet possano diventare il motore del cambiamento del mondo dei Media.

    Dal 2008 a oggi, infatti, il mercato complessivo dei Media, che include introiti pubblicitari e ricavi pay è passato da 18,4 miliardi di € a 15,9, con una riduzione di 2,5 miliardi. Nell’ultimo anno la contrazione è stata pari al 5%. Ma non tutti i canali Media stanno registrando un trend negativo afferma Andrea Rangone, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio New Media & New Internet:

    I New Media, infatti, dal 2008 a oggi, sono cresciuti senza mai subire alcuna battuta di arresto. Con 5,4 miliardi di euro nel 2012 sono arrivati a pesare per oltre un terzo del mercato complessivo dei Media, quando solo 4 anni fa contavano per poco meno di un quarto. Nel 2013 si prevede una crescita del 6% circa che porterà il valore del mercato intorno ai 5,7 miliardi di euro, pari al 36% del mercato complessivo dei Media.”

    Aggiunge Riccardo Mangiaracina, Responsabile della Ricerca dell’Osservatorio New Media & New Internet:

    La crescita dei New Media è stata supportata da quella del digitale terrestre, il cui mercato registra un +6%, e da quella di tutti gli Internet Media, ovvero tutti i media digitali veicolati attraverso Internet, che hanno ottenuto un incremento del mercato pari all’11%”.

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    All’interno dei Media digitali, la componente più dinamica è sicuramente quella connessa al nuovo paradigma di Internet – il cosiddetto New Internet – che si basa su sette componenti principali: i nuovi device – Smartphone, Tablet, Connected Tv – che moltiplicano le occasioni di fruizione di Internet; i Social Network che, stanno sempre più diventando il luogo privilegiato di interazione digitale; le Applicazioni, che semplifica l’accesso ai contenuti; i modelli di business basati sulla vendita di contenuti a pagamento; i Video che si stanno diffondendosi in modo pervasivo in Rete. Tutte queste componenti sono molto più adatte al contesto italiano rispetto al “vecchio” Internet nato ormai 20 anni fa. Si svincolano parzialmente dal Pc per legarsi ai nuovi device (più in linea con le preferenze degli italiani), si basano sui Social Network (di cui gli italiani sono tra i principali fruitori) e sui Video (che nel nostro Paese sono più graditi rispetto al formato testuale).

    E infatti il mercato media abilitato dal New Internet – Video online, Social Network, Applicazioni, Smartphone e Tablet – cresce del 90% nel 2012.

    Il numero di Smartphone presenti in Italia è infatti cresciuto del 30% tra il 2011 e il 2012 raggiungendo i 32 milioni di unità, con una penetrazione del 60% e sono già circa 320 le applicazioni Media di varie testate disponibili per questi dispositivi. Il mercato Media veicolato attraverso questo device è cresciuto del 70% rispetto al 2011.

    ricavi-smartphone

    I Tablet in Italia hanno invece registrato nel 2012 una straordinaria crescita di oltre il 150%rispetto al 2011 e sono, attualmente, più di 3,5 milioni. Le testate giornalistiche che stanno creando un’app ad hoc sono in forte crescita: +46% nel 2012, per un totale di oltre 300 app disponibili. Il mercato è cresciuto del 90%.

    Le Connected Tv hanno un potenziale non ancora sfruttato: sono 2,5 milioni in Italia, in crescita di oltre il 120% rispetto al 2011, ma solo il 18% sono connesse. Attualmente i ricavi sono di tipo pay, legati soprattutto a servizi premium come Cubovision e Chili.

    Il mercato delle app in generale ha invece riscosso ottimi risultati: nell’ultimo anno sono state 800,000 le app scaricate. Il 70% ed il 64% degli utenti rispettivamente di Tablet e Smartphone scaricano e utilizzano applicazioni su questi dispositivi: ne installano mediamente 29. Tra queste, quelle utilizzate nell’ultimo mese sui Tablet sono 15, mentre sugli Smartphone sono 9.

    Già il 25% delle testate è entrato in questo canale, per un totale di circa 750 app.

    I ricavi pubblicitari sono promettenti anche sui Social Network: nel 2012 è stata registrata una crescita del 60%. L’85% degli utenti Internet li utilizza e la maggior parte di loro (circa il 95%) interagisce su Facebook: una platea da 23 milioni di persone.

    Una platea altrettanto vasta è quella che visualizza i Video online: a fine 2012 sono oltre 25 milioni gli utenti che li fruiscono, pari a quasi l’85% degli Internet User – in crescita del 30% circa rispetto al 2011. L’Italia sta recuperando terreno rispetto agli “utenti Video” nei principali Paesi europei, che crescono nel 2012 a ritmi inferiori a quelli registrati in Italia (Germania +3%, Francia +5%, UK +8%). Pre-rolle overlay permettono di sfruttare al meglio questa vetrina: il 50% della crescita dell’advertising in tutto il mercato Internet Media è dovuto a questo specifico canale.

    La penetrazione sempre più elevata delle nuove tecnologie ha inevitabilmente cambiato usi e costumi degli italiani nella fruizione dei Media. Il Tablet, in particolare, più di tutti gli altri nuovi device, sta modificando oggi le abitudini e le modalità di fruizione in ambito Media. Dai dati Doxa emerge come un Tablet user su tre dichiara di leggere meno quotidiani, meno libri e meno periodici cartacei; circa un Tablet user su quattro di navigare meno da Pc e di guardare meno programmi televisivi: tutte queste funzioni vengono già svolte direttamente sul dispositivo.

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    Ma un tablet o uno smartphone non risultano essere sostitutivi dei media tradizionali: il loro utilizzo è spesso complementare. Il 57% di chi guarda la TV, infatti, utilizza spesso almeno un altro device connesso: Tablet o smartphone. Di questi il 23% commenta sui social media e nelle chat e il 54% di chi utilizza un tablet davanti alla TV lo fa per riempire tempi morti, il 43% per lavoro/utilizzo dei social media. L’utente oggi non sta sacrificando l’offerta televisiva tradizionale a favore di quella online, ma al contrario la sta estendendo/completando in quei momenti della giornata in cui non ha accesso ad uno schermo televisivo, per fruire sia di video con contenuti molto mirati che per vedere quello che si è perso in Tv.

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  • Start-up digitali, what’s next? [Evento]

    Start-up digitali, what’s next? [Evento]

    Interessante incontro domani “Startup digitali, what’s next?” organizzato dall’Università degli Studi di Milano e da DLA Piper che si pone lo scopo di tracciare il futuro delle startup digitali e analizzare come l’innovazione, i finanziamenti alle startup, i piani di formazione possano attrarre talenti e capitali

    Appuntamento interessante domani pomeriggio dalle 14,45 a Milano presso l’Università degli Studi dove si parlerà di “Startup digitali, what’snext?”. L’evento organizzato dall’Università degli Studi di Milano e da DLA Piper si propone di aprire un dibattito sul futuro delle startup digitali e su come l’innovazione, i finanziamenti alle startup, i piani di formazione possano attrarre talenti e capitali e se è veramente possibile applicare il modello digitale di New York a Milano.

    A presentare l’evento ci saranno Marco Cuniberti, Università degli Studi di Milano, e Giangiacomo Olivi, DLA Piper. A presiedere l’incontro e ad introdurre al tema della giornata ci sarà Elserino Piol.

    Interverranno:

    Francesco Maria Aleandri, DLA PiperMaria Teresa Cometto, GiornalistaPatrizia Celia, Large Caps & Investment Vehicles, Borsa ItalianaEnrico Gasperini, Presidente e fondatore di Digital MagicsDiana Saraceni, General Partner di 360° Capital PartnersLuigi Tommasini, Senior Partner di Fondo Italiano d’Investimento.

    Nel corso dell’incontro sarà presentato il volume “Tech and the City” di Maria Teresa Cometto e Alessandro Piol (prefazione di Carlo De Benedetti). Al termine dell’incontro sarà offerto un aperitivo.

    L’ingresso è libero. Si prega di confermare la propria presenza all’indirizzo: infomaster.giurisprudenza@unimi.it

    Insomma, davvero una interessante occasione per approfondire un tema basilare per tutte le startup. Quindi, se ne avete l’occasione, vi invitiamo a partecipare.

     

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