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  • Addio Skype, Microsoft ha deciso di puntare su Teams

    Addio Skype, Microsoft ha deciso di puntare su Teams

    Microsoft ha deciso che chiuderà Skype il 5 maggio 2025 per puntare tutto su Teams. Ecco le motivazioni, l’impatto sugli utenti e le alternative come Zoom e Google Meet, e non solo.

    Era nell’aria da tempo, ma ora è ufficiale: Microsoft ha annunciato la chiusura definitiva di Skype, prevista per il 5 maggio 2025.

    Dopo oltre vent’anni di servizio, il celebre software di messaggistica e videochiamate che ha rivoluzionato la comunicazione digitale andrà in pensione.

    La decisione segna la fine di un’era e, al contempo, rafforza la strategia di Microsoft nel puntare tutto su Teams, la piattaforma pensata per la collaborazione e la comunicazione, che diventerà l’unico riferimento per utenti privati e aziende.

    Perché Microsoft ha deciso di chiudere Skype

    Skype, lanciato nel 2003 da Niklas Zennström e Janus Friis, ha rivoluzionato la comunicazione digitale con la sua tecnologia peer-to-peer, consentendo chiamate vocali gratuite o a basso costo su Internet.

    Skype primo logo del 2003
    Skype primo logo del 2003

    Microsoft ha poi acquisito la piattaforma nel 2011 per 8,5 miliardi di dollari, quando era il punto di riferimento assoluto per le chiamate VoIP. Ma, con il passare degli anni, la concorrenza si è fatta sempre più agguerrita.

    Soprattutto dopo il COVID-19, con gli utenti che cercavano strumenti più moderni per il lavoro da remoto e l’interazione sociale.

    E quindi, servizi come Zoom, Google Meet e WhatsApp hanno progressivamente eroso la sua quota di mercato. A questo si è aggiunto Microsoft Teams, riducendo ulteriormente il peso di Skype.

    La scelta di Microsoft di chiudere Skype nasce quindi dalla volontà di concentrare gli sforzi su Teams, semplificando l’offerta e garantendo una maggiore continuità nello sviluppo di nuove funzionalità.

    Secondo Jeff Teper, presidente della divisione Collaborative Apps and Platforms di Microsoft, “Skype ha svolto un ruolo fondamentale nell’innovazione delle comunicazioni digitali, ma ora è tempo di guardare avanti e unificare l’esperienza utente su un’unica piattaforma più moderna“.

    Negli ultimi anni, Skype ha registrato un drastico calo di utenti: dai circa 300 milioni di utenti attivi al mese nel 2016 ai soli 36 milioni nel 2023.

    Teams, invece, ha registrato una crescita esponenziale, diventando la soluzione di riferimento per aziende e utenti consumer. A questo punto, per Microsoft non aveva più senso mantenere due strumenti simili, ma con un divario netto in termini di utilizzo e investimenti.

    Cosa succederà agli utenti Skype?

    Per chi ancora utilizza Skype, Microsoft ha previsto un periodo di transizione fino a maggio 2025. Gli utenti potranno trasferire contatti, cronologia chat e crediti direttamente su Teams, utilizzando le stesse credenziali. Inoltre, fino alla chiusura definitiva, Skype e Teams continueranno a essere interoperabili, permettendo agli utenti di comunicare tra loro indipendentemente dalla piattaforma scelta.

    Chi non desidera passare a Teams potrà invece scaricare ed esportare la propria cronologia delle chat prima della chiusura. Per quanto riguarda gli abbonamenti a Skype e il credito telefonico, Microsoft garantirà il trasferimento su Teams, in modo da non penalizzare gli utenti che ancora utilizzano il servizio per chiamate internazionali.

    Addio Skype, Microsoft ha deciso di puntare su Teams
    Addio Skype, Microsoft ha deciso di puntare su Teams

    Quali le alternative a Skype

    La chiusura di Skype spinge gli utenti a valutare alternative per le chiamate e i meeting online. Oltre a Microsoft Teams, che sarà il principale erede di Skype, esistono diverse piattaforme valide:

    • Zoom: Negli ultimi anni si è imposto come lo strumento di riferimento per videoconferenze e meeting professionali. Offre una versione gratuita con chiamate fino a 40 minuti e piani a pagamento per esigenze aziendali più avanzate.
    • Google Meet: Integrato con Google Workspace, è una soluzione solida per meeting online, con una versione gratuita che permette videochiamate fino a 60 minuti.
    • WhatsApp e Telegram: Per chi cerca un’alternativa più informale e immediata, entrambe le piattaforme offrono chiamate e videochiamate di gruppo.
    • Discord: Nato per la community gaming, ma oggi usato anche per team di lavoro, permette chat vocali e videochiamate gratuite senza limiti di tempo.

    Ma vediamo un dettaglio qui in basso:

    Piattaforma Caratteristiche principali Pro Contro Limiti della versione gratuita
    Zoom Videoconferenze, breakout rooms Video di alta qualità, meeting di grandi dimensioni Limite di 40 minuti per la versione gratuita, necessario abbonamento per più tempo Fino a 100 partecipanti, 40 minuti
    WhatsApp Messaggi, chiamate vocali/video Gratuito, ampiamente utilizzato, crittografia end-to-end Meno adatto per videochiamate di grandi gruppi, focus sui dispositivi mobili Nessun limite significativo per le chiamate
    Google Meet Videoconferenze, integrazione con Google Integrato con Google Calendar, facile da usare Limite di 60 minuti per la versione gratuita, richiede account Google Fino a 100 partecipanti, 60 minuti
    Discord Voce/testo per comunità, server Gratuito, comunicazione di gruppo illimitata Focus sul gaming, potrebbe non essere adatto per uso generico Nessun limite significativo
    Slack Collaborazione in team, canali, integrazioni Orientato al business, funzioni robuste La versione gratuita ha limiti nella cronologia dei messaggi, necessaria sottoscrizione per l’accesso completo Cronologia messaggi limitata, abbonamento per accedere a più contenuti
    FaceTime Videochiamate per utenti Apple Perfettamente integrato nei dispositivi Apple, alta qualità Disponibile solo nell’ecosistema Apple, non multipiattaforma Gratuito, senza limiti, ma solo per dispositivi Apple

    Addio Skype, la fine di un’era

    Skype ha segnato un’epoca, permettendo a milioni di persone di effettuare chiamate via internet e rendendo possibili connessioni come mai prima.

    È evidente che la sua chiusura rappresenta la fine di un’era.

    Ma per Microsoft rappresenta una nuova fase e punta tutto su Teams per offrire un’esperienza più moderna e integrata.

    Chi ha usato Skype fin dagli albori (chi scrive è tra questi) non può che provare un po’ di nostalgia. Ma la tecnologia va avanti, e con essa le piattaforme che meglio rispondono alle esigenze di oggi.

    La chiusura di Skype è solo un nuovo capitolo nella lunga storia dell’evoluzione della comunicazione digitale.


     

  • Microsoft investe in Italia su IA e Cloud, la formazione al centro

    Microsoft investe in Italia su IA e Cloud, la formazione al centro

    Microsoft pronta ad investire in Italia 4,3 miliardi di euro per infrastrutture IA e cloud. Al centro la formazione di oltre un milione di persone e sostegno all’innovazione delle aziende italiane.

    Proprio ieri davamo notizia di nuovi investimenti da parte di Oracle in Malesia, con l’apertura di una nuova cloud region. E il pensiero, non espresso, restava sempre su: “e nel nostro paese quando?”.

    Ed ecco che, sempre nella stessa giornata di ieri qualcosa di importante, effettivamente, si è mosso.

    La notizia ha fatto il giro del mondo per via della cifra che il colosso di Redmond vuole investire nel nostro paese. Ci si augura che poi tutto questo auspicio diventi, presto, una realtà concreta.

    Andiamo sulla notizia e su cosa significa per l’Italia, e per l’Europa.

    Microsoft investe in Italia su cloud e IA

    Microsoft ha annunciato ieri un investimento di ben 4,3 miliardi di euro (4,8 miliardi di dollari) in Italia nei prossimi due anni. L’obiettivo è quello di rafforzare l’infrastruttura per l’intelligenza artificiale (IA) e la capacità Cloud nel paese.

    Si tratta della più grande iniziativa di Microsoft in Italia, ed è parte del suo impegno a lungo termine per sostenere la trasformazione digitale del Paese.

    Secondo Brad Smith, vicepresidente e Presidente di Microsoft, l’investimento mira a equipaggiare “il governo italiano, le aziende e la forza lavoro con le tecnologie necessarie per sviluppare un’economia guidata dall’IA, creando nuovi posti di lavoro e generando nuove opportunità di crescita”.

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    Cosa prevede l’investimento

    L’investimento prevede la creazione di nuove infrastrutture cloud e datacenter per accelerare l’adozione dell’IA in Italia, sostenendo così l’innovazione e la produttività delle imprese.

    Microsoft opererà secondo i suoi “AI Access Principles”, che promuovono l’innovazione e la concorrenza nel settore dell’IA, impegnandosi a rendere accessibili le tecnologie IA sia alle organizzazioni sia agli individui. E a farlo in modo responsabile e inclusivo​.

    Oltre all’infrastruttura tecnologica, Microsoft introdurrà un programma di formazione chiamato “AI National Skilling Initiative”. Un programma che prevede di formare oltre un milione di persone in Italia entro il 2025, focalizzandosi sulla promozione delle competenze in IA, sia a livello tecnico che di business.

    Attraverso questa iniziativa, Microsoft e i suoi partner forniranno opportunità di formazione a professionisti e studenti in tutto il Paese, compresi coloro provenienti da comunità svantaggiate​.

    L’impatto dell’investimento sulle aziende italiane

    L’IA ha il potenziale di influire significativamente sulla produttività e sul benessere delle società odierne. Specialmente in un contesto come quello italiano, caratterizzato da carenza di talenti e di invecchiamento della popolazione.

    L’Italia potrebbe perdere circa 3,7 milioni di lavoratori entro il 2040, causando un calo del PIL nazionale notevole.

    L’adozione diffusa delle tecnologie IA potrebbe, invece, contribuire a mantenere i livelli di benessere economico, con un potenziale incremento annuo del PIL fino a 312 miliardi di euro nei prossimi 15 anni.

    Questo aumento includerebbe un impatto positivo di 122 miliardi di euro per le PMI e le aziende del Made in Italy​.

    Il valore della formazione al centro

    La formazione di nuovi talenti nel settore dell’IA rappresenta, quindi, una delle strategie chiave dell’investimento di Microsoft. Attraverso la collaborazione con organizzazioni, istituzioni governative e associazioni, l’iniziativa di Microsoft mira a ridurre la “povertà educativa” e a supportare l’inclusione sociale. Un esempio è l’iniziativa “Include to Grow” della non-profit ELIS, che si concentra sull’aiutare le donne che non sono riuscite a trovare lavoro dopo il congedo di maternità​.

    L’infrastruttura cloud di Microsoft, che verrà potenziata da questo investimento, consentirà alle aziende italiane di sfruttare appieno il potenziale dell’IA per crescere e innovare in modo sicuro.

    Il programma AI L.A.B. di Microsoft Italia ha già coinvolto oltre 320 aziende, portando alla creazione di più di 450 progetti basati sull’IA generativa, con il 50% di essi già in fase operativa.

    Quasi metà delle aziende usa soluzioni IA

    Secondo uno studio condotto da THEA Group e Microsoft Italia, il 47% delle aziende che utilizzano soluzioni basate sull’IA ha registrato un aumento della produttività superiore al 5%, mentre il 74% ha riportato un incremento di oltre l’1%.

    Questi guadagni di produttività sono particolarmente rilevanti considerando che la crescita della produttività in Italia negli ultimi vent’anni è stata solo dell’1,6%​

    L’approccio responsabile e sostenibile all’IA di Microsoft

    Microsoft si impegna a sviluppare l’IA in modo responsabile e sostenibile, seguendo sei principi chiave: equità, affidabilità e sicurezza, privacy e sicurezza, inclusività, trasparenza e responsabilità.

    Inoltre, l’azienda si è impegnata a garantire che la sua infrastruttura cloud in Italia rispetti gli standard nazionali per la classificazione dei dati, offrendo servizi cloud anche all’Amministrazione Pubblica attraverso il “Polo Strategico Nazionale”​.

    Microsoft ha inoltre introdotto iniziative per la sostenibilità dell’IA, tra cui l’uso di energie rinnovabili nelle sue infrastrutture.

    Il colosso di Redmond ha sottoscritto tre accordi di acquisto di energia (PPA) per fonti rinnovabili in Italia e sta pianificando ulteriori investimenti per garantire che i suoi data center funzionino in modo efficiente dal punto di vista energetico.

    Questi data center utilizzano sistemi di raffreddamento diretti che riducono il consumo di acqua ed energia, contribuendo a un minore impatto ambientale​.

    Un grande segnale di fiducia

    L’investimento di Microsoft rappresenta un importante segnale di fiducia per il mercato italiano.

    Rafforzare l’infrastruttura digitale attraverso l’IA e il cloud può favorire l’innovazione e la crescita economica del Paese, specialmente per le piccole e medie imprese (PMI) che costituiscono la spina dorsale dell’economia italiana.

    Inoltre, la formazione di un milione di persone entro il 2025 potrebbe aiutare a colmare il gap di competenze nel settore dell’IA, posizionando l’Italia come uno dei principali hub di sviluppo tecnologico in Europa.

    L’attenzione di Microsoft alla sostenibilità e all’inclusività, inoltre, rappresenta un passo significativo verso una trasformazione digitale che non lasci indietro nessuno, rispondendo alle sfide sociali ed economiche legate alla modernizzazione del Paese.

    Una grande opportunità e speriamo diventi realtà

    Questo investimento non rappresenta solo un’opportunità economica, ma anche un catalizzatore per una trasformazione culturale che potrebbe influenzare positivamente diversi settori della società italiana.

    L’investimento di 4,3 miliardi di euro di Microsoft in Italia è destinato ad avere un impatto significativo sul panorama tecnologico e sull’economia del Paese.

    Da un lato, offrirà alle aziende italiane gli strumenti necessari per innovare e rimanere competitive in un mercato globale sempre più digitalizzato; dall’altro, contribuirà a creare una forza lavoro qualificata, pronta ad affrontare le sfide del futuro con un approccio responsabile e sostenibile all’IA.

    Certo, ci si augura che tutto questo possa tradursi in fatti concreti, dovendo confrontarsi con una realtà italiana molto complessa e molto frastagliata.

    [L’immagine di copertina è realizzata da @franzrusso attraverso IA con Image Creator di Microsoft]

  • Perché Microsoft potrebbe acquisire Discord, e sarebbe un affare

    Perché Microsoft potrebbe acquisire Discord, e sarebbe un affare

    Microsoft potrebbe acquisire Discord per 10 miliardi di dollari, secondo molte fonti. E per il colosso di Redmond sarebbe un vero affare.

    La notizia sta rimbalzando ovunque e sta facendo, ovviamente, molto discutere. Stiamo parlando della possibile acquisizione di Discord da parte di Microsoft, per una cifra che dovrebbe essere pari o superiore ai 10 miliardi di dollari. Al momento non ci sono conferme ufficiali, ma da più fonti citate dai blog e dai media americani, sembra che il colosso di Redmond sia in vantaggio su altre aziende che hanno manifestato interesse verso la piattaforma di messaggistica online, usata per lo più nel grande mondo del gaming. Secondo fonti raccolte da VenureBeat, in lizza per cercare di accaparrarsi l’affare ci sarebbero, oltre a Mirosoft, anche Amazon, Twitter e Google.

    Di certo è che Discord ha di fronte a sè una scelta obbligata tra due opzioni: provare a vendere al migliore offerente, oppure, andare in Borsa ed evitare la prima opzione. Microsoft in questa fase iniziale è in vantaggio rispetto alle altre pretendenti, anche perché è quella che già dispone di una piattaforma di gaming, come la Xbox, che potrebbe sfruttare le grandi potenzialità di Discord.

    Microsoft potrebbe acquisire-Discord affare franzrusso.it

    Perché Microsoft dovrebbe acquisire Discord

    Ed è proprio in relazione agli sforzi fatti su Xbox, in questi anni, nel cercare di reggere alla concorrenza della Playstation, che Microsoft avrebbe tutto da guadagnare dall’affare con Discord. Infatti, la piattaforma di messaggistica, usata dai gamers per messaggiare tra loro, potrebbe vivere come piattaforma a sè stante all’interno dell’ecosistema Microsoft, così come succede per LinkedIn o Github, ma potrebbe poi integrarsi con Xbox, diventando la piattaforma di messaggistica all’interno della console. Ma potrebbe essere integrata anche in altri prodotti, certo. Se fosse così, Discord potrebbe affiancarsi a Teams e far andare in pensione Skype, piattaforma ormai sempre più desueta.

    Ecco, per queste motivazioni, Microsoft avrebbe tutto da guadagnare da un affare come questo, riuscendo a sorprendere la concorrenza. Per queste motivazioni sarebbe un vero affare.

    Ma cos’è Discord?

    Cos’è Discord

    Discord è una piattaforma di messaggistica nata per community. Quella che ha tratto vantaggio dalle sue caratteristiche è la community dei gamers. Per questo motivo no sorprendono i numeri che caratterizzano Discord.

    Lanciata nel 2015, fondata da Jason Citron (CEO) e Stan Vishnevskiy (CTO), nel 2020 ha generato 130 milioni di ricavi con una crescita del 188%, come riportato dal Wall Street Journal. La piattaforma è gratuita, ma la maggior parte delle entrate deriva da Discord Nitro che offre diverse funzionalità.

    Discord conta 300 milioni di utenti iscritti, 140 milioni di utenti attivi al mese (2021) e circa 20 milioni di utenti attivi al giorno (2020).

    La piattaforma ad oggi vale 7 miliardi di dollari, raddoppiando il suo valore di 3,5 miliardi di dollari dello scorso anno.

  • Microsoft sospende l’advertising su Facebook a livello globale

    Microsoft sospende l’advertising su Facebook a livello globale

    Decisione clamorosa quella di Microsoft che complica ancora di più la posizione di Facebook. Il colosso di Redmond ha deciso di sospendere la spesa pubblicitaria a livello globale su Facebook e su Instagram.

    La lista delle aziende che decide di non voler continuare a fare pubblicità su Facebook si allunga. Anzi, in questo caso parliamo di un’azienda che decide di estendere lo stop a livello globale.

    Stiamo parlando di Microsoft che, secondo quanto riporta Axios, dopo aver visionato una chat interna, avrebbe deciso di sospendere la spesa pubblicitaria su Facebook e su Instagram a livello globale.

    A maggio l’azienda guidata da Satya Nadella aveva sospeso l’advertising su Facebook, però solo negli Usa.

    È quindi più corretto dire che Microsoft non si accoda, ma certamente è una delle grandi aziende che decide di sospendere i suoi importanti investimenti pubblicitari sulla piattaforma di Mark Zuckerberg.

    Rispondendo ad una domanda di un dipendente su Yammer, il social network aziendale di Microsoft, il iCMO di Microsoft  Chris Capossela ha risposto: “Sulla base delle preoccupazioni che avevamo espresso già a maggio, abbiamo sospeso tutte le spese pubblicitarie su Facebook e Instagram negli Stati Uniti. Ora abbiamo sospeso tutte le spese per Facebook/Instagram in tutto il mondo”.

    La motivazione è che il colosso di Redmond non vuole più apparire in un luogo dove ci siano contenuti di hate speech, pornografia, terrorismo.

    Le grandi aziende abbandonano l’advertising sui social media

    Per quanto riguarda la tempistica della decisione, sembrerebbe che Microsoft sia intenzionata a portare avanti questa scelta fino a tutto il mese di agosto. E su un possibile ritorno, Capossela chiarisce che “molto dipenderà dalle azioni positive che intenderanno portare avanti”. Quelli di Facebook si intende.

    Sempre dalla conversazione ripresa da Yammer, sembra che Microsoft abbia deciso di non seguire il boicottaggiodi Facebook e i social media, come stanno facendo ormai tantissime aziende, la lista ormai si aggiorna di giorno in giorno. Ma è intenzionata comunque a mantenere un dialogo con Facebook affinché si arrivi ad una conclusione adeguata.

    Microsoft, secondo i dati di Pathmathics, nel 2019 ha investito sulla piattaforma di Zuckerberg 115 milioni di euro.

    Ora, è molto probabile che la spesa pubblicitaria di Microsoft per il 2020 si aggiri più o meno su queste cifre. È arrivato il momento che Facebook dia un segnale concreto a tutte queste aziende, perché adesso il problema comincia a farsi molto serio, essendo messo in discussione il core business dell’azienda, che è quello di vendere pubblicità.

  • Widiba, la prima banca al mondo che abbraccia la realtà virtuale

    Widiba, la prima banca al mondo che abbraccia la realtà virtuale

    Widiba ha il concetto di innovazione e di tecnologia praticamente dalla sua nascita, nel 2014, rivoluzionando il concetto di banca. E dopo il motore di ricerca, Widiba da oggi diventa la prima banca in realtà virtuale con Widiba Home e, grazie alla partnership con Microsoft, con Widiba Dialog grazie agli HoloLens con cui vivere la mixed reality.

    Quando si parla di Widiba non si parla di una banca in senso tradizionale, ma si parla di una banca che in realtà ha rivoluzionato il mondo di concepire la banca. Praticamente Innovazione e Tecnologia sono i due elementi portanti del suo DNA, e ancora una volta oggi ne ha dato dimostrazione. Se lo scorso anno vi avevamo parlato del motore di ricerca che in effetti “rivoluzionava” e lanciava la banca del futuro, l’annuncio fatto oggi presso la Fondazione Feltrinelli a Milano conferma Widiba come una realtà bancaria che fa innovazione per davvero. Dal suo lancio, avvenuto nel 2014, ad oggi Widiba conta già 175 mila clienti e continua ad investire in Innovazione e Tecnologia: saranno infatti 80 miliardi di euro gli investimenti entro il 2025.

    Widiba oggi diventa ancora più vicina ai propri clienti, portando direttamente la banca a casa loro. E lo fa, ovviamente, in modo innovativo e, allo stesso tempo rivoluzionario.

    cardamone widiba home

    Widiba Home

    L’annuncio dato dal CEO di Widiba, Andrea Cardamone, è che la banca oggi abbraccia la realtà virtuale per dare ai propri clienti il senso della banca tradizionale le tecnologie di ultima generazione. Questo è Widiba Home. Sono stati consegnate oggi le prime 252 filiali, per poi arrivare a 3 mila entro fine anno. Comandi oculari e vocali anche accompagnati dalla presenza di un umanoide restituiranno un modello di relazione semplificato e immediato. Scaricando l’app e indossando solo un paio di “occhiali”, da metà novembre sarà possibile entrare nella filiale Widiba, un’agenzia vera e propria riprodotta virtualmente in ogni suo particolare di arredo.

    Il cliente potrà vivere una nuova prossimità della banca e avere un servizio praticamente ininterrotto: 24 ore su 24, 7 giorni su 7 per 365 giorni all’anno. Sempre. In questo modo non ci si porrà più il problema legato al luogo (la sede della filiale da raggiungere) e l’ora (orario di apertura della filiale). All’utente sarà sufficiente voltare la testa per vedere ciò che accade intorno a sé e comunicare vocalmente con l’umanoide per poter effettuare le disposizioni che desidera. Ancora una volta Widiba sviluppa un progetto di cui è proprietaria dell’idea strategica così come dello sviluppo. Widiba Home riproporrà la stessa user experience anche attraverso questa modalità.

    Widiba Dialog

    Ma le novità non finiscono certo qui, perchè Widiba ha lanciato oggi un altro interessante progetto che si chiama Widiba Dialog con cui l’utente vivrà una esperienza di mixed reality. Grazie alla partnership con Microsoft per l’utilizzo di HoloLens, Widiba lancia il primo computer olografico al mondo in grado di dare forma a una realtà mista, in cui il mondo reale si fonde con ologrammi virtuali. Una modalità che consentirà ai consulenti finanziari, sia di condividere informazioni, sia di accedere a strumenti e report di consulenza globale. Un arricchimento del dialogo, da cui il nome della piattaforma (Dialog), tra consulente e cliente per rendere incisiva la relazione attraverso un’esperienza immersiva.

    Grazie alla visiera trasparente degli HoloLens il consulente finanziario potrà proiettare ad esempio il report sull’analisi dei bisogni, così come la situazione del portafoglio o una nuova proposta di consulenza. Il cliente, sfruttando la capacità di HoloLens, di comprendere i movimenti, potrà confermare la proposta elaborata tramite la piattaforma “Wise” di “robo for advisor”. Un sistema che trasforma le password dispositive in gesti rendendo ancora più immediata la fruizione della parte transazionale della banca. Inoltre, il cliente, sempre negli uffici dei consulenti finanziari, potrà utilizzare il device per accedere in modalità self service ed effettuare anche disposizioni bancarie con un mix di comandi vocali e gestuali supportati da un assistente virtuale, nuovo “partner” a supporto dei consulenti per consolidare il livello di servizio verso i loro clienti.

    Widiba Street

    Ultimo elemento di questo processo di profonda innovazione ad opera di Widiba, che sarà più concerto vero la fine del 2018, è Widiba Street, un mezzo itinerante all’interno del quale fruire della banca a 360°, dal prelievo dei contanti alla componente informativa e dispositiva tramite mixed reality. Widiba utilizzerà il suo datamart per creare segmenti dinamici in base ai bisogni che vengono osservati in una determinata zona. Questo consentirà a Widiba di essere presente là dove c’è maggior esigenza e concentrazione di utenti minimizzando i tempi di delivery.

    Insomma, con Widiba la banca non davvero più la stessa.

  • Microsoft entra nei social media comprando LinkedIn

    Microsoft entra nei social media comprando LinkedIn

    La notizia lascia sorpresi molti, Microsoft ha acquisito LinkedIn per 26,2 miliardi di dollari, il 65% in più del suo valore che si aggira intorno ai 16 miliardi di dollari. Microsoft promette che non cambierà il brand, nè la sua cultura e nè la sua indipendenza.

    Lo scenario dei Social Media, per sua stessa natura, è destinato sempre a regalare sorprese come quelle di oggi, anche se poi di sorpresa, fino ad un certo punto, nel caso specifico non si può parlare. Ma diciamo che ai più la notizia di oggi suona assolutamente come nuova. Ebbene, Microsoft, il colosso di Redmond, ha acquisito LinkedIn per 26,2 miliardi di dollari. Un’acquisizione importante portata avanti da Satya Nadella, CEO di Microsoft, che consente all’azienda tecnologica fondata da Bill Gates (insieme a Paul Allen) di entrare nel mondo dei social media, appunto.

    microsoft acquisisce linkedin franzrusso.it 2016

    LinkedIn, in seguito agli ultimi risultati finanziari che aveva evidenziato perdite per 8,4 milioni di dollari (Q4 2015), quando nello stesso periodo aveva realizzato utili per quasi 3 milioni di dollari. Tutto questo nonostante i ricavi totali ad inizio anno fossero aumentati del 35%. Microsoft paga l’acquisizione per l’equivalente di 196 dollari per azione, ossia 26,2 miliardi di dollari che corrisponde al 65% in più del valore attuale di LinkedIn che vale circa 16 miliardi di dollari.

    La domanda che sta circolando in quest ore è sicuramente quella “Perché Microsoft compra LinkedIn?”, anche se la domanda che ci si dovrebbe porre sarebbe: “Ma quale sarebbe il ritorno per LinkedIn nel farsi acquisire da un colosso come Microsoft?“. Questa domanda rende forse più chiara la situazione.

    LinkedIn in questo modo, con un partner così forte, può affrontare il crescere della concorrenza nel suo specifico settore con più serenità. Come sapete LinkedIn è il social “business” network per antonomasia, l’unica piattaforma che conta oltre 400 milioni di utenti “professionali”; quindi, stiamo parlando di una piattaforma non generalista. Anche se negli ultimi due o tre anni, per forse diversificare meglio la sua presenza e la sua funzione, ha finito per adottare misure tipiche di una piattaforma social media.

    fondatori microsoft acquisisce linkedin franzrusso.it 2016

    LinkedIn in questi anni ha saputo costruire un ecosistema validissimo, effettuando anche acquisizioni interessanti, basti pensare a Lynda.com, la piattaforma di e-learning e di video tutorial che fattura oltre 40 milioni di dollari. Interessante sarà vedere come Microsoft intenderà implementare anche questa piattaforma nella nuova strategia di rilancio di LinkedIn.

    Satya Nadella fa sapere che indipendenza di LinkedIn non verrà snaturata, così come il suo brand.

    Insieme saremo in grado di accelerare la crescita di LinkedIn, e insieme di Microsoft Office 365 e Dynamics“.

    LinkedIn/MSFT deal by TechCrunch

    Per Microsoft l’acquisizione di una piattaforma come LinkedIn sarà l’occasione per fare crescere i suoi nuovi prodotti e servizi, e per raggiungere questo obiettivo si serve di una piattaforma che conta oltre 430 milioni di utenti complessi, anche se poi solo un quarto la usa attivamente, ossia 105 milioni di utenti. Il 60% del traffico su LinkedIn arriva da mobile. In Italia LinkedIn conta 9 milioni di utenti e 140 mila sono le aziende registrate; l’utilizzo da mobile è del 54%.

    Questa di oggi va ad inserirsi tra le più alte acquisizioni nel settore tech, scalzando tra le prime posizioni Facebook con l’acquisizione di WhatsApp, operazione che valse circa 20 miliardi di dollari.

    Vedremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi quale sarà la nuova strategia che Microsoft adotterà per LinkedIn. Intanto ci piacerebbe molto sapere cosa ne pensate voi. Raccontateci le vostre impressioni.

    #Update

    E a quanto pare l’acquisizione sembra giovare al titolo LinkedIn a Wall Street: +46,8% e oltre 192 dollari per azione

    linkedin microsoft wall street

  • I consumatori digitali italiani sono sempre più consapevoli e informati

    Il Digital Trends 2015 di Microsoft, la ricerca che il colosso di Redmond conduce ogni anno, ha visto coinvolti 13 mila utenti di 13 paesi. Per quanto riguarda l’Italia, la ricerca evidenzia che i consumatori digitali italiani sono sempre più consapevoli e informati. Il 47% sostiene di essere in grado di rimuovere informazioni diffuse in maniera errata.

    Gli italiani sono sempre più utenti digitali e anche consapevoli. E’ questa, in sintesi, la fotografia dell’Italia fatta dal Digital Trends 2015 di Microsoft, la ricerca che il colosso di Redmond conduce ogni anno con l’obiettivo di osservare l’evoluzione del rapporto tra tecnologia e consumatori, che quest’anno ha visto coinvolti più di 13 mila utenti di 13 paesi. Rispetto alla media registrata dalla ricerca, di fatto i consumatori digitali italiani risultano essere più attenti e in grado di riconoscere il valore delle informazioni veicolate via web. A livello globale, il 78% degli utenti interpellatati  è consapevole dell’importanza che le aziende attribuiscono loro in quanto come consumatori digitali e agli stessi dati che derivano dalla loro presenza digitale. Il 61% degli utenti si dice poi favorevole a condividere informazioni riservate sempre che anche le aziende facciano la stessa cosa. Il consumatore, come sappiamo, nell’era digitale con la possibilità offerte dai vari strumenti, ha il potere da un lato di far sentire e far valere la sua opinione in relazione con le aziende. Dall’altra parte, le stesse aziende hanno di fronte una grande opportunità in termini di informazioni e di comportamenti dei loro utenti, a patto che questo avvenga nell’assoluta trasparenza.

    Ma vediamo ancora qualche altro dato prima di conoscere meglio i dati che riguardano il nostro paese. La ricerca ci dice anche che il 74% degli utenti è interessato al mercato dei wearables, quindi, ad esempio, degli smart watch. Una ulteriore conferma che questo sarà nei prossimi mesi e nei prossimi anni un settore in forte crescita.

    E passiamo ora a vedere i dati che riguardano il nostro paese.

    Come dicevamo all’inizio, il 47% dei consumatori digitali italiani è in grado di rimuovere dalla rete informazioni indesiderate postate erroneamente; la media rilevata dalla ricerca è del 40%. Il 64% desidera poter scegliere per quanto tempo mantenere online le informazioni condivise, contro il 57% della media globale e il 59% della media europea.

    Per quanto riguarda l’Internet of Things (IoT), anche in questo caso i consumatori digitali italiani sono più avanti degli altri che hanno partecipato alla ricerca. Gli italiani sono quelli che usano più degli altri dispositivi e applicazioni per tracciare, scaricare e analizzare i dati: 41% dato più alto in Europa, a fronte di una media dell’area pari al 23%. Allo stesso modo gli italiani, più degli altri cittadini europei, non sanno concretamente come impiegare i dati rilevati (29,1% contro 28,3%). Il 74,8% degli italiani vorrebbe poi oggetti legati alla quotidianità, capaci di tracciare i dati (come macchine e case smart), a fronte di una media europea del 54% e globale del 60%.

    La ricerca evidenzia che c’è un interesse crescente per le app e i dispositivi di tracciamento dei dati: tre quarti dei partecipanti, il 74%, afferma di usare dispositivi di wearable technology. Nonostante lo sviluppo registrato, però, c’è una sostanziale ammissione di non sapere con certezza come utilizzare queste tecnologie per migliorare le proprie prestazioni: meno di un terzo (il 28%) le usa per definire attività e obiettivi, mentre un altro terzo (ancora il 28%) afferma di non aver mai utilizzato i dati così ottenuti.

    Di fronte a questa enorme massa di dati che i consumatori digitali dovranno gestire, ecco che cresce l’esigenza di fornirsi di tools e di informazioni su come gestire questa grande massa e questo sarà il vero terreno su cui ci si dovrà confrontare.

    Cresce quindi la consapevolezza, l’esigenza di informazioni sempre più trasparenti. E crescono anche i canali digitali con cui i consumatori digitali riescono ad assecondare le loro esigenze e ad espletare meglio le loro attività.

    Allora che ne pensate di questi dati? Come vi ponete voi consumatori digitali di fronte a questi temi?

    digital-trends-2015-italia consumatori

  • Digitali per crescere, il futuro delle aziende è digitale

    Digitali per crescere, il futuro delle aziende è digitale

    Prende il via oggi da Torino “Digitali per Crescere”, #DigitaliPerCrescere, il nuovo progetto che Microsoft, d’intesa con UnionCamere, porterà in giro per le principali città italiane per parlare di Innovazione, ma anche di formazione e di sinergie pubblico-privato

    Digitali per CrescereDigitali per Crescere è il progetto che Microsoft, d’intesa con UnionCamere ha realizzato per parlare di Innovazione nelle PMI italiane, ma sottolineando anche quanto sia importante il valore della formazione e anche delle sinergie tra pubblico e privato che possono aiutare il settore a procedere speditamente verso la “digitalizzazione” ormai necessaria. L’occasione è anche quella di fornire le soluzioni concrete di Microsoft, azienda leader nel software, nei servizi e nelle tecnologie Internet per la gestione delle informazioni di persone e aziende, fondata nel 1975 da Bill Gates e Paul Allen.

    Si parte oggi pomeriggio da Torino e poi si proseguirà per Napoli, Roma, Bari, Padova, Bologna e Milano che saranno motivo di incontri e attività di formazione nei prossimi giorni, ma l’iniziativa proseguirà con nuove tappe nel 2014 per offrire a tutte le aziende del Paese la possibilità di toccare con mano le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e di muovere i primi passi verso un cammino d’innovazione. In particolare, in sinergia con il proprio ecosistema di Partner, Microsoft incontrerà imprenditori, manager e professionisti del territorio per approfondire le potenzialità dei dispositivi di nuova generazione e dei servizi di Cloud Computing. Queste ultime innovazioni tecnologiche consentono di dotarsi di soluzioni semplici in tempi brevi e a costi accessibili, supportando una crescita flessibile anche in una prospettiva d’internazionalizzazione e consentendo alle PMI di superare il tradizionale gap tecnologico rispetto alle aziende più grandi, e creando competitività a vantaggio di tutto il Paese.

    Digitali per Crescere, digitalipercrescere.it, è la piattaforma che rappresenterà un punto di riferimento per le realtà che desiderano cogliere tutte le opportunità offerte dal digitale in maniera semplice e rapida. Per accompagnare le PMI in questo processo di innovazione verrà reso disponibile attraverso il portale uno strumento di check-up della propria impresa – per verificarne il livello di digitalizzazione e trovare soluzioni specifiche, prendere contatto con i professionisti IT del territorio e registrarsi alle sessioni di formazione offerte da Microsoft e dai suoi Partner nelle varie città italiane. Oltre a essere un primo punto di contatto, il portale si propone anche quale canale di approfondimento in cui ritrovare casi di successo di aziende che grazie al digitale hanno ottimizzato i propri risultati di business.

    Gli studi internazionali dimostrano che investimenti in innovazione e competitività sono strettamente correlati, pertanto è fondamentale promuovere la diffusione delle tecnologie digitali in Italia per contribuire al rilancio del Paese. Con questo nuovo progetto, in collaborazione con un partner di prim’ordine come Unioncamere, ci proponiamo proprio di fare sistema con molteplici attori pubblici e privati per supportare la digitalizzazione di tutte quelle PMI che rappresentano il motore del tessuto economico italiano”, ha dichiarato Carlo Purassanta, Amministratore Delegato di Microsoft Italia. “Secondo una recente ricerca Microsoft-Ipsos Mori, le piccole aziende che utilizzano il Cloud Computing sono le più propense a investire in innovazione per far fronte al difficile momento socio-economico: il 47% ritiene che l’IT giochi un ruolo chiave per il successo dell’organizzazione e il 70% concorda sul valore delle proprie soluzioni per lavorare in modo efficiente. In generale l’atteggiamento delle PMI italiane è sempre più positivo rispetto al Cloud Computing, ma occorre guidarle verso l’adozione di queste nuove tecnologie, perché spesso la mancanza d’informazione rappresenta ancora un grosso ostacolo. Con ‘Digitali per crescere’ intendiamo quindi continuare a investire in formazione per aiutare le realtà locali a muovere i primi passi verso il Cloud Computing e i dispositivi di nuova generazione e a recuperare competitività a vantaggio di tutto il Paese.”

    La giornata di Torino prevede questa Agenda:

    16.30 Registrazione
    17.00 Benvenuto

    • Vincenzo EspositoDirettore Divisione Piccola e Media Impresa e Partner e Prof.ssa Laura MontanaroProrettore Politecnico di Torino 
    • Come ridare competitività al Paese. Dall’Agenda digitale alle infrastrutture digitali – Prof. Francesco Sacco,Steering Board del Commissario per l’attuazione dell’Agenda Digitale presso il Governo Italiano
    • Scenari digitali per le PMIcollaborazione, efficienza, semplificazione, mobilità A cura di Microsoft
    • Esperienza d’impresa: testimonianza di un’azienda del territorio – BRC Gas Equipment – Piero RolfiIT Manager
    • Innovazione digitale: il ruolo del Gruppo Poste Italiane – Gigliola Falvo, Responsabile Marketing Postecom Gruppo Poste Italiane 

    19.15 Aperitivo e visita all’area esperienziale dove sperimentare le nuove tecnologie

    Nei prossimi giorni vi terremo informati per le prossime tappe.

  • Windows 8 ottiene una quota di mercato del 7,39% in Italia

    Windows 8 ottiene una quota di mercato del 7,39% in Italia

    Qualche giorno fa Net Applications, attraverso i suoi molteplici tools, aveva dato un quadro della situazione del mercato Usa dei sistemi operativi desktop. Da questa indagine si evidenziava Windows 8 giunto al 7,41% nel mese di agosto 2013, in crescita dal mese precedente. E in Italia? Secondo StatCounter – Global Stats è quasi identica, cioè 7,39%, in crescita

    Nei giorni scorsi Net Applications ha diffuso i dati relativi al mercato dei sistemi operativi sia desktop che mobile. E rimanendo sul mercato del desktopo, oltre a segnalare la quota di mercato Microsoft del 91,2%, un dato ormai consolidato nel tempo, si evidenziava una crescita del sistema operativo Windows 8, l’ultimo nato in casa Microsoft (di cui dal 17 Ottobre sarà possibile scaricare gratuitamente dallo store il tanto atteso aggiornamento 8.1). La quota di mercato Usa di Windows 8 si attesta ora al 7,41%, un dato in crescita rispetto al mese di luglio quando era al 5,4%. Una crescita di due punti percentuali che pare siano stati dovuti anche alla recente riapertura dell’anno scolastico negli Stati Uniti, quindi al maggior uso di pc con sistema operativo appunto Windows 8. In calo Windows Xp, mentre mantiene la sua quota di mercato Windows 7.

    Bene. E in Italia?

    Non avendo dati da parte di Net Applications riferiti al nostro paese, abbiamo consultato le statistiche che periodicamente StatCounter – Global Stats pubblica, secondo molteplici indicatori. Allora abbiamo anche noi provato a vedere come e se Windows 8 cresce nel nostro paese. Quindi abbiamo di fronte questa fotografica.

    Windows 8 ad agosto 2013 in Italia è al 7,39%, quindi una quota molto simile a quella Usa, ed è uno dei due sistemi in crescita, l’altro è iOS che passa dal 3,78% del mese precedente, al 4,09% del mese di agosto. Windows 8 a luglio 2013 in Italia era al 6,77%. Da sottolineare, e lo si vede bene dal grafico, il sistema operativo è sempre in crescita sin dal suo debutto nel nostro paese.

    windows 8 it italia agosto 2013

    In calo, anche se di poco, Windows 7 ora al 49,05%; in calo anche Windows Xp, anche questo di poco, ora al 19,6%.

    Ora, è vero che da noi ad Agosto non aprono le scuole come negli Usa, avverrà il mese prossimo, ma certamente sarà utile vedere se ci sarà una crescita ulteriore. Al di là dell’apertura dell’anno scolastico (siamo sicuri che da noi susciterà effetti?) è anche vero che si è ripresa l’attività lavorativa a pieno ritmo e sarà interessante vedere se anche questo può provocare qualche spostamento ulteriore.

    Ovviamente ci ritorneremo.

    E voi quale sistema operativo state usando? Vi piace Windows 8?