Tag: mobile commerce

  • TIM, gli acquisti di app si fanno anche con il credito telefonico

    TIM, gli acquisti di app si fanno anche con il credito telefonico

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    Telecom Italia in partnership con Microsoft lancia l’operator billing su Windos Phone Store e su Google Play. In questo modo gli utenti TIM potranno acquistare app, come WhatsApp, e giochi utilizzando anche il proprio credito telefonico

    Fare acquisti dal proprio dispositivo mobile è ormai un’attività abbastanza diffusa nel nostro paese, notoriamente uno dei paesi europei con la più alta penetrazione Mobile. Quindi basta avere una carta di credito (o paypal) associata a proprio account per poter acquistare da un mobile marketplace i giochi e le app che più piacciono. Ma esiste anche un’alternativa e cioè l’operator billing, ossia la possibilità di poter utilizzare i credito telefonico della propria sim prepagata per fare acquisti. Una bella comodità, specie se si tratta di piccoli acquisti come appunto possono essere le app e i giochi.

    Ebbene, da oggi anche Telecom Italia rende possibile questa opportunità per i clienti TIM, grazie alla partnership nata con Microsoft gli utenti TIM potranno accedere al Windows Phone Store e acquistare con il proprio credito le app che più interessano, come ad esempio WhatsApp. E questa stessa possibilità è estesa anche per Google Play, il marketplace di Android.

    Per poter fruire di questa possibilità basterà possedere uno smartphone con sistema operativo Windows Phone 7 o 8 versione aggiornata all’ultima disponibile, avere un account Microsoft e poi nel momento dell’acquisto scegliere l’opzione “Credito TIM”. E’ utile sapere anche che il costo del contenuto che si vuole acquistare non deve avere un costo superiore di 12,5 € + IVA. Comunque, per quanto riguarda il Windows Phone Store trovate tutte le informazioni su questa pagina.

    Anche nel caso possediate un dispositivo Android, dovrete essere registrati al market con un account Google, quando acquistate per la prima volta, scegliere come opzione di pagamento la “fatturazione TIM”. Nel caso abbiate già scelto in precedenza un altro metodo di pagamento, si può selezionare comunque il credito telefonico dal menù “Opzioni di pagamento” dello store. Anche in questo caso il costo del contenuto non deve essere superiore a 12,5 € + IVA. Tutte le informazioni relative a Google Play le trovate su questa pagina.

  • Natale 2014, i regali si acquistano via Mobile [Infografica]

    Natale 2014, i regali si acquistano via Mobile [Infografica]

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    Nuova e interessante indagine, con infografica e in anteprima, a cura di Osservatori.net che ci dimostra come il Mobile sia sempre di più lo strumento ideale dal quale fare acquisti online. A Natale si registrerà una crescita del 120% sulle vendite da smartphone con una spesa di 300 milioni di euro. Gli acquisti dal proprio smartphone crescono in un anno del 100%

    I risultati che stiamo per vedere insieme a molti non suoneranno nuovi, anche perchè spesso sul nostro blog siamo soliti raccontare come gli acquisti da mobile sia sempre più in crescita. Ma questa ricerca in anteprima, con infografica, a cura di Osservatori.net, “Natale 2014 Lo Shopping è Mobile“, ci offre un quadro di quelli che sono gli acquisti fatti durante il periodo natalizio, quindi abbiamo un riscontro diretto del momento. E dalla ricerca risulta che gli italiani nel periodo natalizio spenderanno circa 300 milioni di euro da smartphone, con un aumento del 120% sulle vendite rispetto a allo stesso periodo dello scorso anno. Ma vediamo insieme alcuni dati in dettaglio e cosa gli italiani acquisteranno per questo Natale 2014 dal proprio smartphone.

    Dall’infografica si evince come la tendenza da parte degli italiani ad acquistare tramite smartphone sia cresciuta esponenzialmente negli ultimi quattro anni, passando dai 74 milioni di euro del 2011 agli 1,2 miliardi del 2014. Dal 2013 al 2014, in particolare, l’aumento degli acquisti dal proprio telefono cellulare è stato del 100%. Mentre la crisi abbatte i consumi e i prezzi dei prodotti tipici delle festività continuano a salire, i dati relativi agli acquisti online per Natale 2014 sono in totale controtendenza: gli italiani spenderanno infatti il 17% in più rispetto al 2013 sui siti di E-commerce alla ricerca di doni originali, disponibili spesso a prezzi scontati, per i propri amici e familiari, per un totale di circa 2,7 miliardi di euro.

    Tra le categorie merceologiche più gettonate dagli e-shoppers italiani in questa stagione natalizia, al primo posto troviamo abbigliamento e accessori, che scavalcano informatica ed elettronica. Sul più basso gradino del podio troviamo invece viaggi e cene, a testimonianza del fatto che anche in tempi di crisi gli italiani non rinunciano alle vacanze e ai piaceri del palato.

    Conformemente all’aumento del tasso di penetrazione dei dispositivi mobili fra la popolazione italiana di tutte le età, rispetto al 2013 è cresciuta del 65% la percentuale di consumatori che effettuano acquisti da tablet e smartphone, merito anche dell’aumento di applicazioni ad hoc e siti responsive che facilitano lo shopping da mobile. Ma il computer continua a essere il device preferito per gli acquisti online con una percentuale pari all’80%, mentre lo smartphone, terzo in classifica con il 9%, accorcia le distanze rispetto al tablet, 11%.

    E per comprendere meglio la portata del fenomeno del “mobile commerce” in Italia, l’infografica riporta un confronto fra l’Italia e l’estero: con una percentuale pari al 20% e a pari merito con la Spagna, il nostro Paese è fra le nazioni con il più alto tasso d’incidenza degli acquisti da tablet e smartphone sul totale del valore del mercato e-commerce nel 2014 (13 miliardi di euro). A guidare la classifica ci sono USA e UK, con una percentuale del 25% su un totale rispettivamente di 329 e 76 miliardi di euro; la Germania è seconda con un tasso d’incidenza del 22% rispetto ai 30 miliardi del valore totale del mercato.

    Allora, cosa ne pensate di questi dati? Anche voi avete fatto i vostri acquisti di Natale via mobile? Raccontateci la vostra esperienza tra i commenti.

    Infografica e-commerce Natale 2014

  • Twitter testa il Buy Button solo negli Usa, per ora

    Twitter testa il Buy Button solo negli Usa, per ora

    Twitter ha ufficializzato oggi l’avvio della fase di testing del Buy Button cioè del tasto “Compra Ora”, di cui tanto si è parlato nelle scorse settimane. I test saranno effettuati tra un ristretto numero di utenti Usa. E ‘ il primo passo che Twitter compie nella direzione dello shopping via mobile

    In realtà, dopo che Twitter aveva dato il via all’operazione con Amazon per comprare prodotti con un tweet, usando #AmazonCart in Usa o #AmazonBasket in Uk, a molti era sembrato che il passaggio definitivo di Twitter verso lo shopping via mobile fosse giunto. E infatti così è stato. Dopo quattro mesi da quella esperienza, Twitter ufficializza oggi l’avvio di una fase di test del “Buy Button”, ossia del bottone “Compra Ora”. Anche se al momento la fase di test è aperta solo ad una ristretta cerchia di utenti Usa, questo è comunque un passaggio fondamentale che proietta Twitter nella sfera del Mobile Commerce.

    In pratica, gli utenti vedranno in timeline dei Tweet, pubblicati dai partner per questa fase di test, in cui apparirà il pulsante “Buy” con il quale sarà possibile fare acquisti direttamente dal Tweet. Gli utenti avranno accesso a offerte e prodotti che non saranno disponibili altrove e potranno interagire con questi direttamente dalle app mobile per Android e iOS. I venditori avranno invece l’opportunità di trasformare in vendita la solida relazione costruita con i propri clienti su Twitter. In questa fase preliminare, Twitter ha stretto una partnership con Fancy (@fancy), Gumroad (@gumroad), Musictoday (@Musictoday), e Stripe (@stripe). Altri partner si aggregheranno nei prossimi giorni.

    Twitter Buy Now

    L’acquisto si effettua in pochi click. Una volta premuto il pulsante “Buy”, compariranno alcuni dettagli aggiuntivi sul prodotto e il modulo in cui inserire le informazioni di pagamento e spedizione. Appena completati i campi e confermati i dati, l’ordine sarà effettuato e inoltrato al venditore per la consegna. Le informazioni relative a pagamento e spedizione saranno criptate e archiviate in modo sicuro dopo la prima transazione. Il successivo acquisto su Twitter potrà così avvenire in modo più facile, senza dover reinserire i propri dati che, ovviamente, potranno essere rimossi dal proprio account in qualsiasi momento. La carta di credito sarà gestita in modo sicuro e non sarà condivisa con il venditore senza autorizzazione.

    Il test inizierà con una selezione di artisti, brand e organizzazioni no-profit, eccoli:

    • Beartooth (@beartoothband)
    • Brad Paisley (@bradpaisley)
    • Burberry (@burberry)
    • Dan+Shay (@DanAndShay)
    • Death From Above 1979 (@dfa1979)
    • Demi Lovato (@ddlovato)
    • DonorsChoose (@DonorsChoose)
    • Eminem (@eminem)
    • GLAAD (@glaad)
    • GLIDE (@GLIDEsf)
    • Global Citizen (@GlblCtzn)
    • The Home Depot (@HomeDepot)
    • Hunter Hayes (@HunterHayes)
    • Kiesza (@kiesza)
    • Keith Urban (@keithurban)
    • The Nature Conservancy (@nature_org)
    • Megadeth (@Megadeth)
    • Mike Stud (@mike_stud)
    • Panic! At The Disco (@panicatthedisco)
    • Pharrell (@pharrell)
    • Paramore (@paramore)
    • (RED) (@RED)
    • Ryan Adams (@TheRyanAdams)
    • Soundgarden (@soundgarden)
    • The New Pornographers (@TheNewPornos)
    • twenty one pilots (@twentyonepilots)
    • Wiz Khalifa (@wizkhalifa)
    • 9/11 Day (@911Day)

    E presto se ne aggiungeranno altri.

    E’ certo che con questa mossa Twitter può puntare anche ad un maggiore coinvolgimento degli utenti che saranno portati adesso anche a frequentare di più la piattaforma. Si tradurrà quindi in un maggiore tempo trascorso per utente. Quello che infatti mancava prima. Ovviamente attendiamo il rilascio della nuova funzione anche nel nostro paese.

    Che ne pensate?

  • I siti E-commerce in Italia ancora poco attrezzati per il Mobile

    Una nuova ricerca di Idealo, comparatore di prezzi online presente anche in Italia, mette in evidenza come i siti e-commerce in Italia, confrontati con quelli di Regno Unito, Germania, Francia, Spagna e Polonia, siano ancora poco strutturati. Solo la metà dei siti offre adeguata esperienza mobile ai propri utenti

    Ormai sappiamo bene quanto l’E-commerce sia un fenomeno in forte crescita anche in Italia, e qui sul nostro blog cerchiamo di raccontarvi proprio questo processo di evoluzione che procede in maniera spedita. L’ultima edizione del Netcomm E-Commerce Forum 2014 ci ha disegnato quale sia lo scenario del fenomeno oggi in Italia. 13 miliardi di euro di fatturato per l’E-commerce totale, con una previsione di crescita per questo anno del 17% e un fatturato di 13,2 miliardi di euro. Tasso di penetrazione che sale dal 3% al 3,6%, uno dei più bassi in Europa (in Uk è del 15%), ma è tra quelli che fa registrare una crescita più alta nell’ultimo anno. Segno che le potenzialità in Italia sono ancora molto alte. E quello che fa registrare numeri eccezionali è proprio il Mobile Commerce che “pesa” nel mercato E-commerce italiano il 9% e che fa registrare un tasso di crescita del 289%, con 1 miliardo di euro di valore. Insomma, numeri che evidenziamo, anche qui, il legame forte tra e-commerce e mobile, sempre in forte crescita nel nostro paese.

    Ma se proviamo ad andare a fondo rispetto proprio al fenomeno Mobile Commerce, notiamo che a livello strutturale, quindi di possibilità che i siti di e-commerce offrono ai loro utenti in modo da avere una esperienza di acquisto mobile ottimale, il nostro paese è indietro. E ce lo rivela una nuova ricerca di Idealo, comparatore di prezzi presente anche nel nostro paese, che ha effettuato una ricerca comparando i siti di e-commerce di Italia, Regno Unito, Germania, Francia, Spagna e Polonia.

    Europa-Mobile commerce

    La ricerca è stata condotta prendendo in considerazione questi parametri: siti ottimizzati per la visualizzazione su smartphone/tablet e offerta di apposite app per dispositivi iOS e Android. Ebbene, l’Italia da questo punto di vista mostra un ritardo notevole rispetto agli altri paesi europei. Riassumendo i punti chiave della ricerca:

    • il Regno Unito è il paese che mostra di essere ormai avanti a tutti;
    • il 64% dei siti e-commerce tedeschi ha un sito mobile e il 50% ha anche una app mobile;
    • dal punto di vista generale, il design responsive è ancora poco diffuso;
    • le app per iOS sono più diffuse di quelle per Android;
    • l’offerta Mobile in Italia è ancora molto esigua.

    Scendendo nel dettaglio dell’offerta Mobile, notiamo che l’86% dei vendors in Regno Unito offre una esperienza di acquisto mobile ai propri utenti completa e ben attrezzata, sia dal punto di vista del sito che dall’app dedicata. Poco più dietro, al 74% troviamo i siti e-commerce di Spagna e Francia che offrono una buona esperienza mobile. In Germania troviamo una percentuale del 68%, anche in questo caso si tratta di una buona esperienza Mobile. I vendors italiani che offrono una adeguata esperienza  mobile ai propri utenti sono solo il 50%, peggio di noi fa la Polonia (46%). A dimostrazione che, nonostante la forte crescita del fenomeno Mobile Commerce nel nostro paese, resta da fare molto, anche se le potenzialità sono enormi.

    mobile_vs_responsive mobile commerce

    Ricordiamo che i vendors per offrire una buona esperienza mobile possono attrezzarsi con un sito ottimizzato per mobile, la scelta ottimale, anche se richiedi uno sforzo maggiore dal punto di vista organizzativo. Oppure adottando una versione responsive, più immediata e dinamica come soluzione, anche se può presentare, proprio nel caso di siti e-commerce, alcuni limiti. La ricerca, da questo punto di vista, rileva che l’82% dei siti monitorati preferisce la prima soluzione, ossia quella del sito mobile. La versione responsive resta scarsa ovunque, anche se in Spagna si registra il livello massimo di adozione con il 18%.

    iOS_vs_Android_IT mobile commerce

    Per quanto riguarda lo scenario legato alle app, c’è da dire che la ricerca rileva che in Europa ci si concentra di più nel realizzare siti ottimizzati per smartphone e tablet, piuttosto che per le app mobile. Caso particolare in Francia, dove il 56% degli e-commerce propongono un’applicazione, contro il 52% dei siti ottimizzati per i dispositivi mobili. In Regno Unito la percentuale è del 52%, in Germania il 50%, in Spagna il 40%.

    In Italia la percentuale è del 25% e in Polonia il 10%. Da notare, in media, la prevalenza di app per iOS.

    Ecco, questo lo scenario italiano rispetto al Mobile Commerce che, come detto prima, ha fatto registrare una crescita eccezionale. Di conseguenza, se ci si concentrasse a superare i grossi limiti evidenziati dalla ricerca, allora il fenomeno potrebbe volare su cifre ancora più alte.

    E voi che ne pensate? Raccontateci, tra i commenti, la vostra esperienza di acquisto via mobile.

  • hybris lancia la soluzione commerce per il settore Telco

    hybris lancia la soluzione commerce per il settore Telco

    hybris, lancia la soluzione commerce interamente dedicata al settore Telco. Le nuove funzionalità della hybris Commerce Suite™ supporteranno gli operatori nella vendita di cellulari, abbonamenti e servizi a valore aggiunto, sul web e in negozio

    hybrishybris, tra i principali fornitori di soluzioni per il commercio omni-canale,  annuncia oggi il lancio di Telco Accelerator™, la prima soluzione commerce interamente dedicata all’industria delle telecomunicazioni, pensata per supportare gli operatori nella vendita di cellulari, abbonamenti e servizi a valore aggiunto, sia sul web sia in negozio. Integrata nella hybris Commerce Suite, la nuova soluzione consente di erogare esperienze di mobile commerce pienamente funzionali e generare un aumento dell’ARPU (ricavi medi per unità) in meno di quattro mesi.

    hybris garantisce in ogni settore la migliore esperienza di vendita multicanale” dichiara Ariel Ludi, CEO di hybris. “hybris Telco Accelerator è progettata specificatamente per gli operatori telco e consente loro di implementare in modo facile e veloce una soluzione di commerce completa, che consentirà loro di erogare shopping experience di alto livello indipendentemente dal canale”.

    Telco Accelerator di hybris include un ampio set di funzionalità dedicate ai settori B2B e B2C, riconosciute dai principali analisti di settore tra le migliori al mondo, oggi riadattate appositamente per l’ambito telco. Diversamente da altre piattaforme per il commercio omni-canale, che richiedono ampie e costose modifiche per trasformare applicazioni generiche in applicazioni specifiche per il settore, la soluzione hybris Telco Accelerator include uno storefront web personalizzabile e funzioni telco incorporate che, oltre ad avere un basso TCO,  generano un veloce time to value.

    I miglioramenti apportati alla hybris Commerce Suite consentono all’industria delle telecomunicazioni di offrire cellulari, abbonamenti e servizi cloud con una varietà di modelli di pricing flessibili. Grazie a funzionalità di packaging avanzate, gli operatori sono oggi in grado di mettere a punto complessi bundle di prodotti con sistemi di sconti sofisticati e dare ai clienti la possibilità di creare i propri i pacchetti in modo autonomo grazie a moderne esperienze di vendita guidata.

    Con hybris, l’industria telco godrà di un immediato valore aggiunto e sarà in grado di:

    • Aumentare le conversioni e sviluppare una strategia di segmentazione del prezzo. Creare una customer experience personalizzata per le principali offerte di dispositivi e abbonamenti è una scelta sempre più strategica, soprattutto ora che gli obiettivi di molte aziende non sono più l’acquisizione di nuovi clienti e l’espansione del network bensì il mantenimento dei clienti esistenti.
    • Creare nuove opportunità di business – anche in mercati saturi – con funzionalità multi-sito, multi-lingua e multi-brand.
    • Acquisire clienti business grazie a un ampio set di funzionalità B2B – incluso il supporto per la gestione di account in self-service, processi di approvvigionamento, gerarchie, diritti dei dipendenti, acquisti e reporting di classe enterprise.
    • Far vivere ai propri clienti un’esperienza davvero omni-canale:  i clienti potranno visionare prodotti e offerte di abbonamento da ogni dispositivo, oltre a godere di vantaggi quali la possibilità di comprare online e ritirare in negozio e trovare disponibili in store anche i prodotti con minor assortimento.
    • Gestire tutte le informazioni di prodotto e le relazioni con l’hybris master data management (MDM) — fondamentale per garantire una esperienza ottimale su più canali.

    L’industria delle telecomunicazioni sta sperimentando modelli di vendita innovativi: ricerca nuove fonti di guadagno – quali formule OTT (over-the-top), servizi cloud e servizi a valore aggiunto (VAS) da rivendere a PMI e consumatori finali – e si affaccia su nuovi mercati, quali il settore dei video in streaming e dei contenuti digitali”, dichiara Moritz Zimmerman, CTO di hybris. “hybris supporta queste iniziative attraverso una piattaforma flessibile, pensata per essere costantemente estesa e innovativa”.

     Per maggiori informazioni, visitate www.hybris.com/telco

  • L’E-Commerce continua a crescere in Italia, +19% nel 2012

    L’E-Commerce continua a crescere in Italia, +19% nel 2012

    Prosegue nel 2012 la crescita dell’E-Commerce B2c in Italia con un tasso del 19% che porta le vendite da siti con operatività in Italia a 9,5 miliardi di euro. Nonostante la riduzione generale dei consumi del 2% rispetto allo scorso anno, il valore dell’acquistato online da parte di Web shopper italiani cresce del 18%, avvicinandosi agli 11 miliardi di euro. Questi i dati presentati oggi dall’Osservatorio eCommerce B2C Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano

    E-Commerce-Italia-2012-prodotti-serviziNonostante il momento sfavorevole dell’economia globale, con una riduzione dei consumi totali del 2%, l’e-Commerce B2c in Italia cresce ancora con un tasso del 19% che porta le vendite da siti con operatività in Italia a 9,5 miliardi di euro. Anche il valore dell’acquistato online da parte di Web shopper italiani aumenta (+18%) grazie anche all’aumento dei compratori online che raggiungono i 12 milioni di unità (erano 9 nel 2011) pari al 40% dell’utenza totale internet italiana, con un incremento del 33% rispetto allo scorso anno. Questi solo alcuni dei dati della ricerca, basata su interviste dirette ai principali operatori, condotta dall’Osservatorio e-Commerce B2C Netcomm-Politecnico di Milano, giunto alla sua undicesima edizione e presentato oggi al campus Bovisa. (altro…)

  • Mercati Digitali e New Internet, leve per la crescita in Italia

    Mercati Digitali e New Internet, leve per la crescita in Italia

    Conferenza stampa di lancio per il prossimo Smau Milano 2012 l’Osservatorio SMAU – School of Management Politecnico di Milano ha presentato i risultati della ricerca sui “Mercati Digitali Consumer e Nuova Internet”. La diffusione di Smartphone, Internet TV e Tablet esploderà nel corso dei prossimi 3 anni

    grow-economyConferenza stampa ieri a Milano per il lancio dello Smau Milano 2012, che si terrà dal 17 al 19 ottobre. Occasione per presentare anche gli interessanti risultati dell’indagine condotto dall’Osservatorio SMAU – School of Management Politecnico di Milano dal titolo “Mercati Digitali Consumer e Nuova Internet”. Crescono del 14% rispetto al 2011 i mercati digitali consumer in Italia – intesi come tutti quei mercati rivolti al consumatore finale, basati su piattaforme digitali (Pc, Tv digitali, Mobile) – e superano quota 16,2 miliardi di Euro. Vediamo nel dettaglio le principali dinamiche che stanno caratterizzando i 3 comparti: e-Commerce, Pubblicità su canali digitali e Contenuti/servizi digitali. (altro…)

  • Lo stato del Mobile Payment in Italia nel 2012

    Lo stato del Mobile Payment in Italia nel 2012

    I pagamenti dai cellulari valgono 700 milioni di euro nel 2011 e sono 23 milioni gli italiani che ne hanno effettuato almeno uno. Oltre 500 milioni di euro riguardano l’acquisto di contenuti digitali, ricariche telefoniche o donazioni. In forte crescita il Mobile Commerce

    Mobile PaymentIl nostro paese riguardo il Mobile presenta un grande paradosso infatti l’Italia è tra i primissimi paesi al mondo per penetrazione dei dispositivi cellulari, 48 milioni di utenti, 44% dei dispositivi “smart”, 16 milioni di mobile surfer, ed è tra gli ultimi (nel mondo occidentale) per utilizzo dei pagamenti elettronici, quantficabile in “solo” 25 milioni di utenti di carte di pagamento, cioè il 90% delle transazioni è ancora in contante. Sono 23 milioni gli utenti (il 76% degli italiani tra i 18 e i 54 anni) che nel 2011 hanno effettuato almeno un pagamento via mobile per un valore totale di 700 milioni di euro: oltre 500 milioni riguardano l’acquisto di contenuti digitali (Mobile Content)– come notizie, giochi, musica – ricariche telefoniche o donazioni. Questi i dati presentati nei giorni scorsi riferiti allo ricerca dell’Osservatorio NFC & Mobile Payment della School of Management del Politecnico di Milano, durante il convegno “Mobile Payment in italia: se non ora, quando?

    Oltre 80 milioni afferiscono al Mobile Commerce di beni e servizi – che registra una forte espansione, spesso come estensione di progetti di eCommerce – mentre mostra una limitata diffusione e un’implementazione tutta da realizzare il Proximity Payment, nonostante la presenza di qualche iniziativa interessante.

    Questo perchè gli italiani:

    • preferiscono il contante, con il 90% (Fonte: Banca d’Italia 2010) delle transazioni regolate in contante a fronte di circa l’80% in Europa (Fonte: BCE 2010);
    • sono “solo” 25 milioni gli italiani con una carta attiva, nonostante il numero elevato di carte in circolazione – 82 milioni nel 2010 (Fonte: ABI 2010);
    • gli italiani non utilizzano la moneta elettronica per gli acquisti di tutti i giorni, come confermato dal ridotto numero di transazioni annue per abitante (25 in Italia contro 63 in media in area euro) e dall’elevato valore medio di ogni singola transazione (80 € verso 52 € in area euro) – Fonte: BCE 2010
    • il valore delle transazioni con carte di pagamento è “stazionario” dal 2006 al 2010, oscillando tra i 120 e i 130 miliardi di euro (Fonte: BCE 2010).

    Mobile Payment in ItaliaIl Mobile Commerce e il Mobile Remote Payment mostrano una tecnologia matura e largamente disponibile, sebbene in continua evoluzione. Esempi brillanti del secondo tipo (MRP) negli USA sono stati l’applicazione di Fandango (vendita di biglietti cinematografici), scaricata da oltre 20 milioni di utenti, l’applicazione Mobile di Starbucks (ordinazioni in coda), con oltre 30 milioni di transazioni in un anno, mentre in Francia ha riscosso un grande successo (3 milioni di download) l’applicazione Mobile di SNCF tramite cui è stato acquistato il 3% dei biglietti ferroviari.

    starbucks-mobile-paymentIn Italia ci sta provando il Consorzio Movincom con oltre 20mila biglietti venduti dalla sola ATAdi Firenze; le Telco italiane, inoltre, si sono riunite in MobilePay con l’obiettivo di creare una piattaforma unica per i pagamenti via Mobile; alcuni player dell’offerta, infine, stanno sperimentando nuove soluzioni che usano i QRCode per avvicinare il mondo Remote a quello Proximity (PlainPay di Auriga, Up Mobile di Banca Sella e BeMoov del Consorzio Movincom). In Italia il MRP nel 2011 ha registrato una crescita del 35%, tuttavia il transato è ancora contenuto. Tutto dipenderà dalla capacità degli esercenti di includere il canale Mobile nelle loro strategie di vendita e di sfruttareal massimo le peculiarità del canale, ovvero ubiquità spaziale, disponibilità temporale e semplicità di fruizione.

    Il Mobile Proximity Payment (MPP) invece, sebbene presenti un potenziale di pervasività più elevato (coinvolgendo tutte le relazioni commerciali nei punti di vendita fisici), mostra una tecnologia sì matura e nativamente inclusa nei nuovi dispositivi immessi sul mercato, tuttavia non ancora adeguatamente diffusa in termini di POS Contactless né di cellulari dotati di NFC. In Italia si registrano per ora alcune sperimentazioni: il progetto dell’azienda dei trasporti ATM di Milano in collaborazione con Telecom Italia – che consente di pagare l’abbonamento ai trasporti pubblici con Paypal su sito ottimizzato per Mobile e di accedere ai mezzi avvicinando il telefono ai tornelli – e la sperimentazione “Move and Pay” avviata da Intesa Sanpaolobasata su cellulari NFC. Tali iniziative mostrano un’offerta ancora in fase di formazione e consolidamento ma anche chiari segnali di consapevolezza che per il Mobile Proximity Payment i tempi siano ormai maturi. Anche la tecnologia si è consolidata e si prevede che nel 2015 potrebbero esserci tra i 20 e i 25 ml di smartphone NFC in Italia.

    Mobile Commerce in ItaliaIn un contesto simile il Mobile Payment può davvero costituire un importante fattore di innovazione sia per il settore dei servizi di pagamento – favorendo lo sviluppo dei pagamenti elettronici – sia per il settore della telefonia mobile – dove i principali operatori sono alla ricerca di nuovo spazio competitivo, e anche una fonte di valore per diversi stakeholder:

    • per la Banche e i Circuiti, alla ricerca di nuovi modelli per diffondere i pagamenti elettronici;

    • per le Telco, alla ricerca di nuove categorie di servizi a valore aggiunto per i propri utenti;

    • per gli esercenti, alla ricerca di fonti di ottimizzazione dei processi e di miglioramento del servizio al cliente;

    • per gli Utenti stessi, alla ricerca alla possibilità di acquistare dovunque e in qualsiasi momento

    • per la Pubblica Amministrazione, alla ricerca di fonti di riduzione dei costi, di miglioramento del servizio ai cittadini e di strumenti chiave per l’emersione del sommerso.

    Gli esercenti – catene di supermercati, tabaccai, cinema, aziende di trasporto, gestori di vending machine, ristoratori, operatori del commercio elettronico – sono una categoria “pivotale” per la diffusione del Mobile Payment in tutte le sue declinazioni.

    Da un’analisi condotta su diversi casi aziendali sono emerse quattro principali fonti potenziali di valore per il Mobile Payment in senso stretto:

    • riduzione dei costi di gestione del contante: costi per il tempo dedicato a conteggio, trasporto (affidato al personale o attraverso portavalori), errori di conteggio, restituzione del resto e costi collegati al rischio di furti e rapine. Questo varia dallo 0,5-1% del fatturato per i tabaccai all’1-2% negli ipermercati fino al 15% per i gestori di Distributori automatici;

    • riduzione dei tempi di pagamento: riduzione del tempo complessivo di servizio e del rischio di mancate vendite; riduzione dei costi operativi sostenuti per garantire un determinato tempo di servizio. La riduzione dei tempi di pagamento varia dai 5 ai 30 secondi. Il tempo medio di servizio in un fast-food con in media 5 clienti in coda potrebbe essere ridotto del 27% nel caso in cui 2 clienti su 5 utilizzassero strumenti di Contactless Proximity Payment.

    • digitalizzazione di processi e documenti: gestione del buono sconto o dei biglietti di accesso al servizio;

    • ubiquità spaziale e temporale: possibilità di pagare dovunque e in qualsiasi momento, dando vita spesso all’unico canale di acquisto/pagamento disponibile.

    Insomma, benefici evidenti e allora è proprio il caso di aprire le porte al Mobile Payment anche nel nostro paese. E voi che ne pensate? Fate già dei pagamenti via Mobile? E qual è la vostra esperienza?

  • Forum della Comunicazione Digitale, spot video realizzato da Userfarm

    Forum della Comunicazione Digitale, spot video realizzato da Userfarm

    Il Forum della Comunicazione Digitale, che si terrà a Milano il prossimo 7 febbraio, si affida al crowdsourcing di Userfarm per realizzare il video che da ieri è pianificato nel network di Cento Stazioni.

    (altro…)

  • Lo stato dell’E-commerce in Italia, in continua crescita nonostante la crisi

    Lo stato dell’E-commerce in Italia, in continua crescita nonostante la crisi

    Nei giorni scorsi è stato presentato un interessante studio Osservatorio eCommerce B2C Netcomm – School of Management Politecnico di Milano che ha messo in evidenza come, nonostante la crisi, l’e-commerce in Italia è cresciuto del 20% nel 2011, sfiorando gli 8 miliardi di euro.

    Dalla fotografia scattata dall’Osservatorio eCommerce Netcomm – School of Management Politicnico di Milano si vede molto chiaramente che lo stato dell’e-commerce nel nostro paese è in continua crescita. Ad evidenziare questo aumento del 20% nel 2011 è il valore delle vendite dai siti internet italiani, intese come valore complessivo dei beni transati, analizzando i fatturati dei principali operatori italiani, sentiti tramite interviste dirette, i fatturati degli operatori minori, raccolti sulla base di survey che ha toccato quota 8 miliardi di euro. Aumentano sia gli shopper compratori online – circa 9 milioni, quasi 1 ogni 3 utenti Internet, in crescita del 7% – sia la spesa annua per acquirente che passa dai 960 euro del 2010 ai 1050 euro del 2011 (+9%). In leggero calo (-6% circa) lo scontrino medio che resta comunque sopra i 210 euro. (altro…)