Tag: mondo

  • Social Media in Italia e nel Mondo, breve panoramica di inizio anno

    In questi primi giorni dell’anno, come era prevedibile, sono stati resi noti molti dati sui Social Media che riguardano l’ultimo periodo del 2013 e un primo sguardo sul 2014. Da We Are Social a GloalWebIndex fino ai dati raccolti da Vincenzo Cosenza sui “Social Media nel Mondo a Gennaio 2014”. E vediamoli questi dati: dai più attivi, dai dati sulla penetrazione in Italia, al tempo trascorso

    Questo periodo dell’anno è tipico per tirare le somme di quello che è stato l’anno precedente anche perchè è il periodo in cui gli analisti del settore hanno a che fare con i dati Q4, i dati relativi all’ultimo trimestre dell’anno appena trascorso. Ma è anche il periodo in cui si riesce anche a tracciare una primissima panoramica di quello che è e sarà il 2014. Noi abbiamo voluto raccogliere quelli che sono i dati che, appunto, sono stati diffusi in questi giorni relativi ai Social Media, nello specifico, anche perchè crediamo che siano utili, sempre, da conoscere, ma anche utili a tutti coloro che sono chiamati ad operarci; quindi, tutti gli addetti ai lavori e anche tutte le persone che vogliono essere informate su questi temi per poi utilizzarli per vari approfondimenti. E per fare questo abbiamo attinto al grosso pubblicato da We Are Social, uno sguardo completo e globale su Internet, Social Media e Mobile. Abbiamo attinto ai dati quotidiani che diffonde GlobalWebIndex sui Social Media, nello specifico sugli utenti più attivi per fascia di età. E abbiamo attinto anche da Vincenzo Cosenza, per tutti @vincos, che oggi sul suo blog ha raccolto un po’ di dati, “Social Media nel Mondo, Gennaio 2014”.

    Allora cominciamo a guardare subito questi dati partendo dai dati di We Are Social. Il report è di ben 183 pagine, un dettaglio globale su Internet, Social Media e Mobile nel mondo. Noi ci siamo concentrati sui Social Media in riferimento al nostro paese, ma per iniziare è opportuno fare qualche riferimento a quella che è la penetrazione di Internet nel nostro paese. Ebbene, dato che comunque ai più era abbastanza noto, la penetrazione Internet nel nostro paese è al 58% e non basterebbe certamente un post a trattare i motivi per cui paesi come la Polonia (senza nulla togliere a quel paese ovviamente!) sia avanti a noi con il 65%. Come vedete il dato più alto appartiene al Regno Unito con l’87%, seguito da Canada e dalla Germania (84%). La media mondiale è al 35%.

    penetrazione-internet-italia-gennaio-2014

    Bene, adesso vediamo la penetrazione dei Social Media nel nostro paese. E in questo caso abbiamo due dati. Il primo, basato sul numero di utenti attivi, vede per l’Italia un dato del 42%, uguale a quello della Francia. Notate che gli Emirati Arabi hanno il dato più alto, ben l’80% di penetrazione dei Social Media. I principali paesi del Sud America ci sono davanti. Nel secondo dato, che viene fuori dal sondaggio periodico che GlobalWebIndex conduce a livello globale, la penetrazione social nel nostro paese è pari al 54%, dato più alto del precedente. Al vertice troviamo il Canada e non gli Emirati Arabi, comunque secondi. I principali paesi sudamericani sono dietro, ma Francia, Germania e Uk sono comunque avanti. E’ una classifica molto simile alla penetrazione Internet.

    penetrazione-social-media-italia-gennaio-2014

    penetrazione-social-media-italia-gennaio-2014-2

    Ora vediamo i dati sul tempo trascorso sui Social Media. E anche in questa classifica l’Italia mantiene una posizione centrale con un tempo medio trascorso di 2,5 ore. Poco inferiore a noi è il Canada, 2,3 ore di media, pur avendo la penetrazione social molto più alta a livello globale. Dietro all’Italia anche gli Usa (2,3 ore), Uk (1,9 ore), Francia (1,5 ore) e anche la Germania (1,4 ore). Il dato più alto lo fa registrare l’Argentina con 4,3 ore di media.

    tempo-trascorso-social-media-italia-gennaio-2014

    Infine, sempre attingendo ai dati di We Are Social, guardiamo i Social Media che più siamo soliti usare. E vediamo che l’uso in generale dei Social Media in Italia è pari al 61%, quindi li usiamo molto, e che il 92% degli utenti in Italia possiede un account. Quindi, Facebook è il social network più usato, 83% possiede un account, 49% lo usa; segue Google + (e qui immaginiamo un’esclamazione di sorpresa da parte di molti di voi) 53% possiede un account, 16% lo usa; poi troviamo Twitter, 41% possiede un account, il 15% lo usa; poi LinkedIn, 24% ha un account, 9% lo usa; infine, Instagram, 17% possiede un account, il 9% lo usa.

    uso-social-media-italia-gennaio-2014

    Ora, vista questa panoramica riferita ai dati sui Social media nel nostro paese, diamo un’occhiata a chi è il più attivo sui Social Media per classi d’età. E per fare questo attingiamo dai dati di GlobalWebIndex e notiamo che su Facebook i più attivi sono quelli della fascia d’età 25-34 anni. E questa fascia d’età è la più attiva anche su Google+, Twitter, LinkedIn, Pinterest. Mentre la fascia d’età 16-24 anni è la più attiva su YouTube, Instagram, Tumblr.

    E siamo giunti al termine di questa nostra breve panoramica e lo facciamo coi dati che Vincenzo Cosenza ha raccolto raccolto e pubblicato oggi, “Social Media nel Mondo [Gennaio 2014]”. Questa è comunque una sezione del suo blog dove raccoglierà i dati sui numeri degli utenti che popolano i Social Media. E come ben sappiamo questi dati non sono sempre reperibili e c’è sempre la distinzione tra iscritti e quelli effettivamente attivi, da considerare. In questo caso Cosenza ci offre il dato degli utenti attivi nel mese (MAU), rappresentati dai quadrati colorati, e notiamo che Facebook è quello più popolato e che al secondo posto troviamo QZone, social network cinese. In terza posizione troviamo Google+, poi Tencent Weibo, di proprietà del colosso cinese che possiede QZone e anche WeChat; poi troviamo Twitter, Instagram e infine Foursquare.

    social-media-mondo-2014-vincos

    Da questi dati restano fuori LinkedIn e Pinterest che non danno questo tipo di informazioni.

    Allora, che ne pensate di questi dati? Quali vi hanno sorpreso di più? Raccontateci tra i commenti cosa ne pensate.

  • Le guerre nel Mondo 2.0

    Le guerre nel Mondo 2.0

    I tragici bombardamenti su Gaza nei giorni scorsi ripropongono ancora una volta il problema irrisolto della “questione palestinese” col forte rischio che si possa di nuovo aprire una guerra. Ma ad irrompere in questa, come anche nella questione siriana, è il web 2.0, i social media usati come strumento di informazione e di propaganda. Stiamo andando verso nuovi scenari ed è necessario un forte senso di consapevolezza

    Ho cominciato a navigare in internet alla fine degli anni ’90 percependo la rete come una meravigliosa finestra aperta sul mondo. Per mia natura sono curiosa e fin dai miei primi passi nel mondo 2.0 ho cercato di usare questo mezzo per conoscere luoghi, personaggi e storie. Più avanti compresi le incredibili potenzialità dei collegamenti che si potevano realizzare utilizzando la rete per organizzare eventi ai quali potevo invitare esperti che con altri mezzi non avrei mai potuto avvicinare. Il primo grande sconvolgimento mondiale, che ho avuto modo di osservare da questa particolare finestra, è stato l’attentato alle torri gemelle dell’11 settembre 2001 che portò ad un’esplosione di innumerevoli teorie, consultabili su svariati siti, riguardo ai mandanti e alle modalità di quel terribile atto terroristico.

    Nei mesi antecedenti avevo già cominciato a conoscere alcuni canali d’informazione alternativi come Indymedia che ebbe una notevole importanza nel riportare i fatti del G8 di Genova e le proteste anteriori del mondo no-global. Ho vissuto dal pc la guerra in Iraq e quella in Afghanistan con tutto il susseguirsi di voci pro e contro la partecipazione da parte degli Stati Uniti, la morte di Saddam Hussein, quella di Osama Bin Laden e quella  Mu’ammar Gheddafi. Alla fine degli anni ’90 e ai primi del 2000 solo un numero esiguo d’individui si ritrovava in rete a discutere nei gruppi e nei forum, con la nascita dei social network  molte più persone hanno utilizzato il proprio spazio in rete (casa virtuale) per divulgare notizie, esporre un pensiero ed esprimere un giudizio su un fatto importante del mondo ricevendo per questo un feed back immediato da parte degli utenti legati alla sua piattaforma.

    La questione palestinese per molti italiani è sempre stata vissuta come l’ingiustizia di un popolo che ha subito l’invasione e la prepotenza di un altro popolo. Quando ero adolescente molti miei coetanei portavano la kefiah in solidarietà al popolo palestinese, non mi pare che nessuno contestasse questa scelta come segno di antisemitismo al contrario di quanto succede in questi giorni su twitter quando esprimi un pensiero sui bambini di Gaza.

    Il mondo in Guerra

    PeaceReporter riporta, nella sua mappa sulle guerre nel mondo, 31 conflitti nel 2011. In queste ultime ore sono oltre 7.000 i profughi nel Congo in fuga dalla guerra che vede contrapposti l’esercito ai ribelli, le notizie a riguardo sono poche e, a parte i mass media generici, mi chiedo il perché alcune guerre suscitino un appeal diverso rispetto ad altri conflitti. Cerco di darmi le risposte e quello che posso immediatamente riscontrare è che sicuramente ciò non dipende dal numero delle perdite di civili o da quello delle donne o dei bambini coinvolti. Lo dimostra il fatto che da mesi i siriani gridano in rete il dolore del loro popolo dove, dall’inizio del conflitto, sono morte circa 40.000 persone di cui 3.000 bambini, eppure oggi l’attenzione del mondo sembra essere concentrata soprattutto su Gaza. Attenzione, non ho intenzione di giudicare nessuno, sto solo cercando di capire i motivi.

    Tornando alla mappa di peacereporter notiamo che è il conflitto in Darfur che ha causato il maggior numero di perdite di vite umane (circa 300.000 dal 2003 al 2011). La mappa inoltre ci fa notare come quanti di questi conflitti siano guerre civili, guerre fra etnie diverse di una stessa nazione (come nel caso dello Yemen) e guerre relative a dispute per l’appartenenza o meno di territori di confine.  Riguardo al medio oriente, al continente africano e ad alcune nazioni dell’Asia è comune percezione che quelli siano da sempre territori di contese e siccome sono piuttosto lontani da noi in fondo non ci riguardano. Pensando al centro america vengono in mente i conflitti fra narcotrafficanti e  considerando la Russia  molti credono che nei territori nord caucasici ci siano molti terroristi e che Putin in fondo faccia bene a tenere quella gente “sotto osservazione”.

    Il conflitto israelo-palestinese sembra avere contorni più chiari: da una parte c’è un popolo oppresso, dall’altra un popolo oppressore, oppure: avvertiamo il pericolo dell’avanzata del fondamentalismo islamico che dev’essere arrestata dal popolo eletto. Fin dalla notte dei tempi  è sempre stata volontà dell’uomo quella d’interpretare i fatti ed orchestrarli a proprio piacimento, si sono scritti libri di storia lontani dalle storia reale, stessa cosa è successa poi sui giornali e oggi in rete queste manipolazioni volute (e a volte inconsce) si sono moltiplicate.  La disputa fra il buono e il cattivo ha sempre suscitato un fascino maggiore rispetto a quella fra Caino e Abele, i panni sporchi si lavano in famiglia per cui le guerre intestine in fondo vengono percepite come se  non fossero affari nostri mentre altre offrono l’occasione di far emergere il tifoso latente in tutti noi.

    Cercando di documentarmi sulla guerra in Siria mi sono accorta di quanto io sia ignorante e allo stesso tempo di quanti fini analisti politici ci sono nel nostro paese pronti a vomitare con rabbia le loro tesi in rete.  Ho osservato inoltre la presenza di numerosi fake e di quanto sia facile ricevere “certe” attenzioni anche da chi, apparentemente molto lontano, si dimostra “particolarmente attento” alla tua percezione del conflitto.  Come avevo detto prima, su twitter basta una frase rivolta ai bambini palestinesi per farti dare dell’antisemita anche da persone che tu non segui. Ho letto alcune cose che mi hanno fatto rabbrividire come il parlare di “morti utili” da parte di un politico italiano riguardo a questa delicatissima situazione. Sono convinta che tutti gli israeliani non siano fondamentalisti sionisti come non tutta la popolazione araba sia fatta da talebani, al contrario di come certe persone e alcuni mass media vogliono indurci a credere.

    La mia speranza, riguardo ad ogni conflitto, è che prevalga il dialogo per la salvaguardia di tutte le vite umane, eppure spesso ho l’impressione di essere tirata da una parte o dall’altra. Continuo ad osservare su facebook persone che pubblicano foto sulla popolazione uccisa o ferita, bambini compresi, nel tentativo di risvegliare le coscienze, di suscitare la pietas fra i loro conoscenti. Altri non sopportano la vista di tanto orrore e chiedono che non venga mostrato, altri ne sono completamente indifferenti. Credo che ci siano tanti mezzi per suscitare emozioni di fratellanza fra i popoli, quello che da mamma avverto è quanto in comune ci sia nell’amore verso un figlio da parte di tutte le popolazioni del mondo.

    idf tweetsDovremmo ritrovare emozioni che uniscono e non quelle che dividono eppure è proprio su queste divisioni che si gioca la guerra nei social network, già col mio povero modem 56k mi ero accorta di quanto siamo tutti divisi in fazioni, ma adesso che la rete mi offre infiniti canali, e uso più di un social network, osservo quanto facilmente ci sia la volontà di far leva su tutto quello che è più lontano dal dialogo. Se si digita “Gaza” su twitter il primo account ad apparire è quello della IDF (Isreael Defence Forces), dopo arrivano quelli d’informazione palestinesi. Siamo indotti, siamo osservati, la guerra si consuma anche in un tweet o in una condivisione su facebook. E’ quanto mai indispensabile al giorno d’oggi non fermarsi alla prima cosa  che leggiamo ed approfondire anche andando a dare un’occhiata ai siti di chi avvertiamo come dalla parte sbagliata, fermarsi, riflettere e continuare ad indagare. In questi ultimi giorni ho letto su alcuni blog di persone che ritenevo autorevoli autentiche castronerie create ad arte per manipolare la realtà.

    Lo spirito critico è necessario e io che di natura non ne avrei neanche un grammo mi sto sforzando di svilupparlo perché, per quanto mi sia possibile, non voglio cadere in nessun tranello. Ci sono dei valori che sono sempre giusti e che trascendono dalle tifoserie di parte, il rispetto della vita e dei diritti umani, se si perdono di vista questi non c’è ragione che tenga. Nel nostro piccolo possiamo scegliere di essere migliori di coloro che fanno le guerre evitando il loro gioco, tornando sempre alla vita e alla sua sacralità.

    (questo post è apparso su sabrinaancarola.blogspot.it)
  • Akamai presenta lo Stato di Internet nel secondo trimestre 2012

    Akamai presenta lo Stato di Internet nel secondo trimestre 2012

    Akamai pubblica il Rapporto sullo Stato di Internet relativo al secondo trimestre del 2012. L’Italia entra nella top 10 dei Paesi origine del maggior numero di attacchi informatici. Penultimi in Europa per numero di connessioni broadband e high broadband, peggio fa solo la Turchia

    Attack-traffic 2012

    Akamai Technologies, Inc. (NASDAQ: AKAM), la principale piattaforma cloud che consente di offrire agli utenti un’esperienza online sicura e a elevate prestazioni, in qualunque parte del mondo e su ogni dispositivo, ha pubblicato il Rapporto sullo Stato di Internet relativo al secondo trimestre 2012 (disponibile all’indirizzo www.akamai.com/stateoftheinternet). Basato sulle informazioni raccolte dalla Akamai Intelligent Platform il rapporto offre un’analisi approfondita di dati quali penetrazione di Internet, traffico mobile e consumo di dati, origine degli attacchi informatici e velocità di connessione globale e locale. (altro…)

  • Apriamoci agli altri, #IlMioMentore

    Apriamoci agli altri, #IlMioMentore

    Stefano Saladino ci parla del suo mentore. Meglio, ci ricorda che dalle sue tante esperienza di vita e professionali ha tratto la lezione che è importante nella avita aprirsi agli altri, quindi relazionarsi e ascoltare gli altri. Perchè ciascuno di noi può essere il mentore dell’altro. Fino al 30 settembre è possibile donare due euro inviando un sms al numero 45507 o cinque euro dal telefono fisso a sostegno di “Cambia la vita di un bambino” iniziativa di Mentoring Usa Italia Onlus

    In fondo è una semplice domanda, mi son detto. Sono abituato per lavoro a elaborare velocemente qualsiasi richiesta e a rispondere immediatamente. Che ci vuole? Pronti via. Incomincio a scrivere… e mi blocco. Cos’è che mi ha chiesto? Chi è stato il mio modello di riferimento? Scopro di non averci mai pensato, di non essermi mai preso il tempo per identificarlo, di non averlo mai individuato in maniera chiara e precisa. Incomincio a pensarci e mi si apre un mondo. Un mondo fatto di passaggi di vita, di esperienze, di vissuto che mi porta a scoprire di non avere avuto un modello di riferimento, bensì tanti modelli di riferimento, tutti importanti, tutti significativi per il percorso fatto finora. (altro…)

  • Qual è stato il mentore di Cindy Crawford? #IlMioMentore

    Qual è stato il mentore di Cindy Crawford? #IlMioMentore

    Cindy Crawford è sicuramente uno dei personaggi più famosi al mondo. È passata dal mondo della moda e della bellezza all’arena del giornalismo televisivo come presentatrice di House of Style su MTV per sei anni. E’ stata anche attrice e scrittrice. Nata e cresciuta nell’Illinois, la Crawford è diventata una delle modelle di maggiore successo di tutti i tempi. Ora madre di due bambini, si divide tra New York e Los Angeles. Ma chi è stato il suo mentore? Ce lo racconta in questo testo che pubblichiamo, tratto da “The Person Who Changed My LiFe” di Matilda Raffa Cuomo, Presidente Onorario di Mentoring USA/Italia Onlus

    Cindy Crawford #IlMioMentorePer tutta la vita ho avuto la grazia di incontrare persone che mi hanno consentito di crescere e svilupparmi come persona. Prima e più importante, mia madre mi ha sempre dato amore e sostegno incondizionati. Ha sempre avuto una grande fiducia in me e con la forza interiore del suo carattere mi ha sfidata a realizzare i miei sogni. Anche durante il suo divorzio da mio padre, ha conservato una visione positiva della vita. Mi spiegava che quando cerchi di fare il tuo meglio, non c’è fallimento: “Puoi sempre ritornare a casa. Il fallimento è quando non ci provi affatto”. Anche mio padre ha avuto una grande influenza su di me. Mi ha invogliata ad essere ambiziosa e a sviluppare l’amore per la conoscenza. Mi ha anche sfidata e mi ha costantemente ricordato che le ragazze possono realizzare molto, molto di più dei maschi.  (altro…)

  • In calo la fiducia dei consumatori nel secondo trimestre 2012

    In calo la fiducia dei consumatori nel secondo trimestre 2012

    Secondo i dati che Nielsen raccoglie periodicamente, la fiducia globale dei consumtori registrata nel secondo trimestre del 2012 è calata di tre punti. La situazione economica negativa e la sicurezza del posto di lavoro rimangono le preoccupazioni principali. Le spese voluttuarie si sono ridotte e più dei due terzi dei consumatori intervistati ha deciso di risparmiare modificando le proprie abitudini di spesa

    In calo la fiducia dei consumatoriSecondo i dati raccolti da Nielsen, leader globale nelle misurazioni e analisi relative ad acquisti e consumi, a utilizzo e modalità di esposizione ai media, nel secondo trimestre del 2012 la fiducia dei consumatori a livello globale è scesa a quota 91 calando di 3 punti rispetto al primo trimestre dell’anno, ma salendo di 2 rispetto allo stesso periodo del 2011. In quest’ultima survey, condotta tra il 4 e il 21 maggio 2012, la fiducia dei consumatori si è ridotta in 26 dei 56 mercati esaminati, è aumentata in 23 ed è rimasta invariata in 7. Nel secondo trimestre, la fiducia dei consumatori è calata a causa di eventi globali quali il peggioramento della crisi nell’Eurozona e il rallentamento del tasso di crescita di Cina e India con il relativo impatto negativo sia sui mercati finanziari che sul ‘sentiment’ dei consumatori in molte parti del mondo, che hanno reagito riducendo le proprie intenzioni di spesa e consumo. (altro…)

  • Nasce POPCLUE.COM, il Social Network dedicato a chi ama il vino

    Nasce POPCLUE.COM, il Social Network dedicato a chi ama il vino

    E’ nato POPCLUE.COM, il Social Network dedicato a chi ama il vino. Un luogo di incontro per amici e appassionati, dove ci si scambiano consigli e si trovano semplici recensioni su quale vino bere e come abbinarlo

    logo_popclue.comBianco o rosso, fermo oppure pieno di bollicine. Di quale annata? E poi: ma quanto costerà, sarà adatto alla serata che si ha in mente, quale sarà l’annata migliore? Gradazioni alcoliche, bouquet e fragranze… Per chi ama il vino le domande sono tante. Oggi è nato un Social Network nuovo, fatto apposta per tutti coloro che considerano il bicchiere di vino un momento di festa e divertimento, e che il vino lo amano, proprio come me. E io ho provato ad iscrivermi. Per curiosità certo, ma anche perché gustare del buon vino per me è sempre stato un piacere a prescindere dall’intendermene veramente. (altro…)

  • Nella Guerra dei Browser la spunta Chrome

    Nella Guerra dei Browser la spunta Chrome

    Ormai da mesi si parlava di un imminente sorpasso di Chrome ai danni di Internet Explorer in quella che molto usano definire la Guerra dei Browser. Fino a qualche anno fa terreno incontrastato per il browser di casa Microsoft, oggi lo scenario cambia radicalmente e chi la spunta è il browser di Google. A farne le spese anche Firefox

    StatCounter-browser-ww-monthly-201205-201205-map

    StatCounter qualche giorno fa ha decretato, secondo le sue rivelazioni periodiche sull’uso dei browser da parte degli utenti di tutto il mondo, che è Google Chrome il web browser più usato, scalzando definitivamente il web broswer di Microsoft, un tempo unico e solo in questo settore. E questo sorpasso è avvenuto per la prima volta durante tutto il mese di maggio, appena trascorso. Già in precedenza il sorpasso era avvenuto, come ad esempio a Marzo quando Chrome veniva definito il più usato nel weekend, a testimonianza del fatto che Internet Explorer conservava la sua supremazia nella navigazione dal posto di lavoro. Analizzando 15 miliardi di pagine visualizzate il risultato è che Chrome è il web browser più usato per il 32,43%, mentre Internet Explorer è al 32,12% e Firefox è al 25,55%. (altro…)

  • Facebook aiuta i grandi brand nei paesi emergenti [Infografica]

    Facebook aiuta i grandi brand nei paesi emergenti [Infografica]

    SocialBakers ha rilasciato ieri una nuova interessante infografica che mostra come Facebook dia una grande mano ai grossi brand, come Coca Cola, RedBull, Starbucks, a presidiare meglio i mercati internazionali grazie proprio al popolare social network che si appresta venerdì a sbarcare in Borsa

    facebook paesi emergenti infograficaA pochi giorni ormai dall’ingresso in Borsa per il popolare social network, SocialBakers, leader nella social media analytics, rilascia nuovi interessanti dati circa la presenza dei brand nei mercati internazionali. E si scopre che grazie all’enorme potenziale costituito dai 901 milioni di utenti sparsi in tutto il mondo, Facebook si rivela un prezioso strumento per i grandi brand che desiderano essere più presenti a livello globale e soprattutto in quei paesi che vengono definiti “emergenti”. Con il 17% di utenti che risiede negli Usa, i grandi brand hanno a disposizione il restante 83%. L’analisi mette in luce il fatto che i grandi marchi stanno attingendo a quella che si definisce la “social economy” per disegnare nuove dinamiche(altro…)

  • Lo Stato di Internet nell’ultimo trimestre del 2011

    Lo Stato di Internet nell’ultimo trimestre del 2011

    Akamai pubblica il rapporto sullo Stato di Internet relativo all’ultimo trimestre del 2011. L’Italia è ancora al primo posto come fonte di traffico legato agli attacchi da reti mobili e, insieme a Irlanda e Slovacchia, è tra i paesi con il maggior numero di connessioni lente

    Akamai Rapporto Stato di Internet 2011Ed eccoci di nuovo sul Rapporto sullo Stato di Internet nel 2011 secondo le informazioni raccolte da Akamai. Oggi vi presentiamo l’ultima parte del rapporto, quella relativa al quarto e ultimo trimestre del 2011. Basato sulle informazioni raccolte dalla Akamai Intelligent Platform, che gestisce fino al 30% del traffico web globale, il rapporto offre un’analisi approfondita dei principali dati, quali penetrazione di Internet, traffico mobile e consumo di dati, origine degli attacchi informatici e velocità di connessione globale e locale. Vediamo insieme i principali rilevamenti europei e italiani

    Penetrazione di Internet

    [lightbox full=”http://https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2012/05/Adozione-narrowband.jpg”][/lightbox]Nel quarto trimestre 2011, più di 628 milioni di indirizzi IPv4 unici, provenienti da 236 Paesi, si sono connessi alla Akamai Intelligent Platform: circa il 2.1% in più rispetto allo scorso trimestre e il 13% in più rispetto allo stesso periodo nel 2010.

    Osservando i tassi di penetrazione di Internet a livello globale, l’Italia è tra i Paesi che, rispetto allo scorso anno, presentano il maggior incremento di indirizzi IP unici connessi alla Akamai Intelligent Platform (+23%), preceduta solo da Cina e Brasile.

    Rispetto al terzo trimestre 2011 invece, l’aumento di indirizzi IP in Italia è stato pari al 5,2%.

    Traffico legato agli attacchi informatici

    Attacchi da reti mobiliCon il 13% degli attacchi osservati, è la Cina la maggiore responsabile del traffico legato agli attacchi nel quarto trimestre 2011. Seguono a ruota USA (10%) e Indonesia (7,6%). Considerando le geografie di provenienza, Akamai ha inoltre rilevato che il 45% degli attacchi individuati ha avuto origine in Asia e Oceania, mentre il 33% in Europa, trend in aumento rispetto al 28% generato lo scorso trimestre.

    Il 65% del traffico legato agli attacchi si concentra su dieci porte in particolare: la più colpita è la 445 (Microsoft-DS) a cui sono stati diretti circa il 25% degli attacchi.

    Così come lo scorso trimestre, l’Italia mantiene l’infelice primato di prima fonte al mondo di traffico legato agli attacchi da reti mobili: il nostro Paese è infatti responsabile del 24% del traffico osservato da Akamai (comunque diminuito rispetto al trimestre precedente, attestato al 31%).

    Velocità di connessione media

    velocita connessione europeaSono i Paesi Bassi la nazione europea più veloce, con una media di 8,2 Mbps. A livello europeo, 19 dei 21 Paesi analizzati concludono il 2011 ad una velocità media di connessione superiore a quella 2010. Tra le nazioni che più di altre si sono velocizzate, troviamo Irlanda (+39% rispetto allo scorso anno e oggi connessa alla velocità di 6.8 Mbps), Svizzera (+29%, oggi 7.3 Mbps) e Austria (+28%, oggi 5.2 Mbps).

    Solo tre Paesi sono cresciuti meno del 10% rispetto al 2010: Danimarca (+7.4%), Svezia (+9.4%) e Francia (+5.1%).

    In Italia, la velocità media di connessione nell’ultimo trimestre 2011 si attesta sui 3,9 Mbps, più lenta quasi del 4% rispetto al trimestre precedente, ma tutto sommato più veloce del 12% rispetto allo stesso periodo lo scorso anno, con un picco di velocità di connessione di 16 Mbps.

    Le città più veloci del mondo

    Dall’analisi effettuata nel quarto trimestre 2011 relativamente alle 100 città più veloci del mondo risulta che:

    • E’ sempre l’Asia a dominare la classifica con ben 69 città presenti nella top 100.
    • Umea, in Svezia, è la città più veloce d’Europa e la quindicesima a livello globale: i suoi abitanti navigano a una velocità di 11.3 Mbps
    • Solo sette città europee figurano in classifica: tre in Svezia, due in Svizzera, una in Romania e una in Lettonia.

    Verso una broadband sempre più high

    Nel quarto trimestre 2011, il 27% delle connessioni alla Akamai Intelligent Platform si sono verificate a velocità di high broadband. In Europa sono tre i Paesi in cui più della metà delle connessioni sono avvenute alla velocità di 5 o più Mbps: Paesi Bassi, Belgio e Svizzera. Romania, Repubblica Ceca e Danimarca hanno invece osservato notevoli diminuzioni durante il trimestre, giungendo ad una soglia di adozione di high broadband inferiore al 50%.

    Eppure, sono proprio le città europee a dominare la top 10 dei Paesi che vantano il maggior numero di connessioni high broadband: i Paesi Bassi sono la prima nazione europea e la seconda a livello mondiale per numero di adesioni (67%); seguono Belgio (in quinta posizione), Svizzera (sesta), Lettonia (settima), Romania (ottava), Repubblica Ceca (nona) e Danimarca (decima). Prima in classifica, la Corea del Sud.

    E l’Italia? Rispetto al terzo trimestre 2011, l’adozione della high broadband, è aumentata in Italia dello 0,5%: ad oggi il 14% degli italiani utilizza connessioni al di sopra dei 5 Mbps. Questa percentuale ci vale il terz’ultimo posto nella classifica europea: solo francesi e turchi ‘vantano’ meno connessioni high broadband di noi, rispettivamente 13% e 2,9%.

    Più in generale, è l’adozione della banda larga che continua a crescere in Europa: nel quarto trimestre 2011, il 75% delle connessioni europee ad Akamai hanno fatto registrare una velocità superiore ai 2 Mbps (ad eccezione della Turchia).

    L’Italia, dove l’adozione della banda larga, rispetto al trimestre precedente, è purtroppo calata del 2.4%, si piazza comunque in decima posizione a livello europeo per numero di connessioni broadband, pari all’87%. Siamo invece primi in Europa (insieme a Irlanda e Slovacchia) per quanto riguarda il numero di connessioni lente: lo 0,7% degli italiani ancora si connette tramite narrowband (velocità inferiore a 256 kbps), percentuale comunque diminuita del 7,9% rispetto al trimestre precedente e del 30% rispetto allo scorso anno, il che lascia ben sperare.

    Connettività mobile

    E’ un operatore mobile tedesco ad offrire la velocità media di connessione maggiore (5.2 Mbps), l’unico, tra i 100 provider analizzati, a garantire una velocità di connessione media in termini di high broadband. Altri 27 provider hanno fornito una velocità di connessione nell’ordine della broadband (oltre i 2 Mbps), e 48 al di sopra di 1 Mbps.

    Durante il quarto trimestre 2011, gli utenti di 8 provider hanno consumato in media 1 GB o più di contenuti dalla Akamai Intelligent Platform, mentre gli utenti globali di 75 provider hanno scaricato più di 100 MB di contenuti mensili.

    Il traffico dati su reti mobili, così come rilevato da Ericsson, è raddoppiato rispetto allo scorso anno e aumentato del 28% rispetto al trimestre precedente.

    In Italia esiste un divario di circa 1,8 Mbps tra il provider che offre la velocità di connessione mobile media maggiore (3,2 Mbps) e quello che offre la velocità media minore (1,4 Mbps). Le velocità di connessione massime offerte dagli operatori italiani vanno dai 9,9 Mbps ai 17,42 Mbps.

    Quattro anni di Stato di Internet – Trend e curiosità

    Con il quarto trimestre 2011, Akamai giunge al termine del quarto anno consecutivo di Rapporti sullo Stato di Internet. Qui di seguito alcuni tra i trend più significativi che mostrano come è cambiata la connessione internet in questo arco temporale:

    • Anno su anno, la velocità media di connessione in Asia è aumentata del 13%; in Oceania del 132%
    • L’adozione di narrowband continua a diminuire a livello globale: tutti i Paesi presentano percentuali di declino simili, tra il 64 e il 78%

    Il picco medio della velocità di connessione osservato nel 2011 in Africa è superiore del 55% a quello registrato nel 2008. Nell’America del Sud è invece superiore del 238%.