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  • MTV Digital Days, la Musica è sempre più Digital

    MTV Digital Days, la Musica è sempre più Digital

    L’esperienza fatta agli MTV Digital Days ci ha confermato ancora una volta che il futuro della Musica è sempre più Digital. E sono tanti i progetti di startup che provano ad estendere l’esperienza dell’ascoltare musica. Così come sono tante le app che offrono servizi analoghi. La due giorni raccontata e vissuta insieme a Gianvito Fanelli di Polkadot.

    La recente esperienza agli MTV Digital Days ci ha confermato ancora una volta che il futuro della Musica è sempre più Digital. La due giornate che abbiamo vissuto, con Gianvito Fanelli di Polkadot, agli MTV Digital Days ci hanno offerto una nuova dimostrazione che il mondo della musica è cambiato e che il legame con il digitale e le nuove tecnologie in generale è sempre più forte. I contenuto dei panel organizzati nella splendida Villa Reale di Monza avevano tutti un comune argomento di fondo, e cioè qual è lo stato di questo legame, ossia quanto la musica oggi è digitale. La risposta che mi viene da dare è che la musica oggi vive, se così possiamo definirla, una seconda giovinezza, una seconda era, dopo quella analogica.

    MTV-Digital-Days-2015 musica

    Il mercato musicale, dal punto di vista della fruizione, vede un consumo di contenuti musicali digitali che è ormai pari al 50%. Quindi le persone “consumano” musica in maniera crescente e questo mi pare che ormai sia un dato assodato. Spotify è solo un esempio di questa evoluzione digitale. Nel 2014 il consumo di musica in streaming è cresciuto del 39% e gli utilizzatori sono 41 milioni. Presumiamo che questo numero sia ancora più alto.

    Ma allo stesso tempo il digitale ha aperto nuove frontiere, nuove opportunità per giovani artisti di farsi conoscere e di farsi ascoltare. Si va oltre quindi le piazze ordinarie e si sfruttano le tecnologie per arrivare direttamente sullo smartphone della gente. Non a caso lo smartphone (un po’ meno il tablet) è il dispositivo mobile più usato per lo streaming (invece che per il download). E questo ci dà la dimensione del fenomeno musica oggi, più vicina anche nel senso fisico agli utenti.

    Anche se poi, come abbiamo avuto modo di vedere, la musica vive del contatto con la gente. Più di 30 mila persone sono accorse alla Villa Reale per trascorrere due giorni di musica ininterrotta e per vedere da vicino i loro idoli.

    A proposito di idoli, mi riallaccio al pane di Samsung in cui erano ospiti appunti i The Kolors, gruppo fenomeno del momento. In quell’occasione un gruppo giovane, adorato dai giovanissimi, ha messo in evidenza che, in relazioni alle nuove tecnologie, social media in particolare, è meglio avere un rapporto non troppo ossessivo. Questi strumenti, come ha sottolineato lo stesso Stash, leader del gruppo, servono molto a promuovere la propria musica, anzi oggi giocano un ruolo fondamentale da questo punto di vista, anche se è meglio “non restarne schiavi”.

    E sempre in quel panel, dal titolo “Sempre connessi: come utilizziamo la tecnologia“, Samsung ha introdotto il tema dell’essere sempre connessi in virtù del dilagare del fenomeno dell’Internet delle Cose, un fenomeno che nel nostro paese ormai vale 1,55 miliardi di euro. Samsung dunque guarda con molto interesse a questo settore, puntando decisamente alle tecnologie indossabili, come gli smartwatch, con lo sviluppo di applicazioni permettendo alle persone di rimanere “sempre connesse” anche attraverso oggetti che indossano tutti i giorni. E da questo punto di vista i settori i settori sono vasti: si va dalla sanità all’automotive, all’elettronica di consumo, al commercio. Un fenomeno che coinvolgerà sempre più le nostre vite e che ci permetterà di interagire direttamente con gli oggetti di uso quotidiano grazie alla rete.

    Ma l’essere “sempre connessi” lo abbiamo visto anche i due concerti che si sono tenuto ai Giardini della Villa Reale. Abbiamo avito nuove conferme, guardano un pubblico vario, fatto di giovanissimi e non, che era un pullulare di dispositivi mobili, smartphone e tablet. Tutti intenti a “raccontare” dal vivo cosa stava accadendo. E non solo attraverso foto e video condivisi poi tra i vari social network, come Facebook o Instagram, ma abbiamo visto come fossero tanti ad utilizzare app come Periscope, l’app di Twitter che permette di raccontare in live streaming ciò che sta accadendo. Ed è questa la nuova frontiera che si apre davanti a noi. Lo storytelling diventa sempre più “Live” e sempre più interattivo. E nel prossimo futuro assisteremo ad una crescita ulteriore di questa tendenza con app che non faranno che migliorare l’esperienza del “raccontare” ciò che accade intorno a noi. E un concerto, uno show musicale, che diventa un vero e proprio evento, è la condizione ideale.

    E la stessa tecnologia legata alla musica per certi aspetti va percorrendo proprio questa strada, ossia quella di estendere l’esperienza che va oltre lo stesso ascolto. E proprio in occasione degli MTV Digital Days abbiamo conosciuto “Feel the music”, un’installazione permette di sentire la musica e quindi farla diventare anche un’esperienza visiva. Non a caso è stata premiata al RUFA Contest 2015, il concorso indetto dalla Rome University of Fine Arts in collaborazione con MTV. Insomma, il mondo della musica insieme alla tecnologia e al digitale va verso nuovi percorsi che aumentano l’esperienza, una direzione inevitabile.

    E dal punto di vista musicale Gianvito, cosa ha ti ha colpito nella due giorni degli MTV Digital Days?

    Noi, dal canto nostro, ci siamo dedicati con anima e corpo alla parte notturna, quella che dalle 20 fino all’1 ha animato il prato della Villa Reale grazie a dj set e live di grande qualità. Per esempio, quello di Dardust, giovane compositore e autore italiano che ha voluto e saputo miscelare la musica neoclassica con l’elettronica, seguendo il filone di compositori come Nils Frahm e Olafur Arnalds. Promosso da MTV New Generation, il contenitore che ha permesso a tanti artisti di emergere sulla scena contemporanea. Vale davvero la pena ascoltarlo!

    Highlights della prima giornata sono stati sicuramente Robin Schulz e Benny Benassi, il primo certamente più vicino ai nostri gusti musicali, con la sua house allegra ed estiva (e il clima, in effetti, ricordava ancora un po’ l’estate); di Benny Benassi possiamo solo dire che è riuscito a farci mettere da parte i “pregiudizi”, facendoci ballare e sudare.

    Una menzione sicuramente va fatta sulla produzione dell’evento, impeccabile dal punto di vista musicale e dei visual, parte integrante dello spettacolo.

    La seconda giornata ci ha visti sempre impegnati fra panel, start-up ma soprattutto musica. Fra i nostri preferiti, il nostro idolo Julio Bashmore, fresco fresco di “Knockin’ Boots”, il primo disco uscito ad agosto; UK bass e house ai massimi livelli e pubblico ovviamente impazzito. Su Coccoluto è inutile dilungarsi, è una leggenda e non è necessario chiedersi il perché: semplicemente perfetto.

    Ci è piaciuto moltissimo anche il dj set di Klangkarussel, il dj austriaco che ci ha conquistato con Sonnentanz, uno dei maggiori successi degli ultimi tempi.

    Ha chiuso Vitalic, e anche qui forse non c’è bisogno di presentazioni: l’electro-clash al massimo livello, tutti a casa sudati, felici e un po’ più consapevoli della rivoluzione tecnologica in atto.

    E sempre in questa occasione, abbiamo avuto modo di conoscere dal vivo la #NewIbiza4MTV, l’auto che permette davvero una connettività social di cui abbiamo parlato anche qui.

    Grazie Gianvito e grazie SEAT per averci invitato a questo evento a cui speriamo di tornare a parteciparvi anche il prossimo anno.

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    (gallery credits: SEAT Italia)

    [parte del post appare qui: MTV Digital Days: la rivoluzione tecnologica è qui]

  • Spotify, nuova app desktop e integrazione con Musixmatch

    Spotify, nuova app desktop e integrazione con Musixmatch

    Spotify, il servizio di musica in streaming on demand più usato sulla rete, ha lanciato la nuova versione del’applicazione per desktop. E una delle novità è che l’integrazione dei testi sulla piattaforma viene fatta in collaborazione con la startup bolognese Musixmatch.

    Spotify, il servizio di di musica in streaming on demand più usato sulla rete, ha lanciato la nuova versione del’applicazione per desktop con nuove funzionalità e aggiornamenti. Ma la grossa novità annunciata dalla società fondata da  da Daniel Ek e da Martin Lorentzon (tra l’altro, cofondatore di TradeDoubler) riguarda i testi delle canzoni che diventeranno sempre più parte integrante della piattaforma. E questa integrazione sarà resa possibile con la collaborazione di Musixmatch, il più grande catalogo di testi musicale del mondo, la cui startup è stata fondata dal bolognese Massimo Ciociola nel 2010.

    Come spiega Spotify, attivare la funzionalità sarà semplicissimo. Basta far partire una canzone dall’applicazione desktop e premere il tasto “Testo” della canzone. Si possono anche cercare e sfogliare i testi delle canzoni più famose su Spotify utilizzando la funzione “Esplora”.

    Ma le novità annunciate da Spotify non si esauriscono qui. E riguardano una nuova sezione “Cerca Amici” con la quale adesso è più facile scoprire cosa ascoltano le persone che state seguendo. E’ sufficiente scorrere la barra laterale per guardare le loro playlist, canzoni e artisti preferiti.

    E sono state introdotte anche le nuove Viral Chart giornaliere, grazie alle quali Spotify presenta le canzoni più suonate nel mondo e nella vostra area. In più, tutte le classifiche evidenziano la nuova musica aggiunta e quali canzoni salgono e scendono nella chart.

    L’integrazione di Musixmatch porta una delle applicazioni più popolari all’interno di Spotify insieme ad altre come Songkick e Topspin. Inoltre, Spotify ha lavorato con BBC Playlister, Swarm, Digster, Filtr e altri partner per offrire ai propri utenti una esperienza musicale sempre più ricca sulla piattaforma.

    Con l’introduzione di queste novità, Spotify fa sapere che gradualmente sarà disabilitata la funzione “Cerca app” e le altre applicazioni di terze parti per la versione desktop.

  • Spotify continua crescere e assume 500 lavoratori

    Spotify continua crescere e assume 500 lavoratori

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    Spotify, il servizio di musica in streaming più usato al mondo, continua ormai la sua crescita inarrestabile. E Martin Lorentzon, co-founder di Spotify, intervenendo a Slush, evento dedicato alle tecnologie e alle startup che si sta tenendo ad Helsinki, ha detto che presto verranno assunte 500 persone per potenziare la presenza a New York e Stoccolma

    Spotify, il servizio di musica in streaming più usato al mondo, continua ormai la sua crescita inarrestabile e in virtù di nuovi programmi di sviluppo, orientati soprattutto a potenziare la sua presenza a New York e Stoccolma, sta assumendo nuove persone. Obiettivo è quello di arrivare ad aumentare la propria forza lavoro del 33%.

    Ad affermarlo è il co-founder di Spotify, Martin Lorentzon che ha parlato a Slush, uno degli eventi dedicati alle tecnologie e alle startup tra i più importanti in Europa che si sta tenendo ad Helsinki. Lorentzon ha dichiarato che la compagnia conta ad oggi 1.500 lavoratori e che ne sta reclutando altre 500 per arrivare a 2.000 impiegati. Al momento non si conoscono altri dettagli, soprattutto per quel che riguarda la tempistica con cui si procederà alle assunzioni e ancora meno si conosce quali saranno i profili ricercati.

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    Una notizia che conferma l’ottimo stato di salute di Spotify che da poco, praticamente da ieri, ha suggellato una nuova partnership questa volta con Uber, grazie alla quale gli utenti potranno scegliere la propria colonna sonora anche quando viaggeranno in auto.

    Attivarlo è molto semplice, basta collegare il proprio account sulla schermata del profilo Uber; richiedere l’auto; toccare la barra della musica e selezionare i brani dalla playlist già pronta; si può controllare la musica dall’app Uber o da Spotify. L’integrazione tra Uber e Spotify sarà lanciata sulle auto abilitate per Spotify il prossimo 21 novembre in 10 città: Città del Messico, Londra, Los Angeles, Nashville, New York, San Francisco, Singapore, Stoccolma, Toronto e Sydney. Il lancio globale seguirà nelle settimane successive.

    Spotify conta ad oggi oltre 50 milioni di utenti attivi ogni mese, dei quali più di 12,5 milioni hanno sottoscritto un abbonamento E’ il servizio di musica in streaming più popolare anche se non mancano rivali importanti come Deezer a Rhapsody a Beats Music. E nel settore è da poco sbarcato anche YouTube che nei giorni scorsi ha lanciato un servizio musicale a pagamento chiamato Music Key. E anche su questo Lorentzon ha detto la propria, sostenendo che ”è una buona cosa, mi spinge a correre più veloce”.

  • E se Spotify si quotasse… dando vita ad un nuovo mondo?

    E se Spotify si quotasse… dando vita ad un nuovo mondo?

    spotify-ipo

    Qualche settimana è cominciata a circolare la voce che anche Spotify stia cominciando a guardarsi intorno per quotarsi in borsa. Vediamo quindi come la società ha cambiato il mondo della Musica che sta ormai transitando dal concetto di musica digitale a quella in live streaming

    Ho avuto la fortuna fino ad oggi di scrivere qui su InTime di due argomenti che mi stanno molto a cuore, finanza e tecnologia. Ho parlato di nuove società quotate o in procinto di farlo. Oggi mi permetto di dare una mia personale opinione in merito al possibile ingresso di Spotify in Borsa, in considerazione dei numeri fatti grazie alla sua forma in abbonamento.

    Sono passati circa cinque anni dalla fine della mia vita da studente di Sound Design, presso lo IED di Milano. Ma ricordo ancora come se fosse oggi che ognuna di quelle tesi finite per il rotto delle cuffia erano salvate su dei supporti fisici, CD o HD che dir si voglia. Il cloud era quella cosa, nuvolosa appunto, di cui avevo sentito parlare una volta dal mio beneamato Prof. Sergio Messina… E che ancora mi sembrava un lontano, inarrivabile futuro.

    Figuriamoci la musica in streaming!

    Oggi invece non solo la musica digitale, contenuta fisicamente sugli iPod o sui supporti, non è più il futuro, ma si è improvvisamente trasformata in un passato che pian piano si sta avvicendando con la realtà di cui appunto parlavo un attimo fa: la musica “istantanea”, in abbonamento, in streaming.

    Per pochi euro al mese posso ormai avere tutta la musica che voglio, online e offline, scaricando i brani che preferisco sul telefono. Vi direte voi:

    quindi cade il discorso fatto prima sulla musica scaricata e posseduta?

    Ebbene, in realtà no. In realtà i brani con app tipo Spotify non si scaricano per sempre, ma solo finché non decidiamo di sostituirli con altri, finché per esempio la memoria del telefono non è piena o altre amenità simili. Insomma, oggi i problemi sono di altra natura.

    Ma queste righe sono una premessa che serve ad introdurre un discorso ben più ampio. Andiamo a vedere infatti i numeri con una interessante infografica trovata in rete.

    La Rivoluzione Musicale Digitale
    La Rivoluzione Musicale Digitale

    Ci sono infatti molti esempi sulla falsa riga della musica e il primo che mi viene in mente è l’editoria, dove ancora nessuno ha pensato di fare uno “Spotify Libri“. Ma su larga scala mi chiedo, probabilmente un po’ ingenuamente ammetto, perché non ci possa essere uno “Spotify Benzina“? Può sembrare follia pensata così, ma facendo nomi e cognomi la Renault oggi vende l’elettrica Twizy ai propri clienti con un piccolo abbonamento mensile, non per coprire il costo dell’elettricità [ridicolo rispetto ai prezzi della benzina], bensì per sostituire la batteria dell’autovettura, qualsiasi cosa succeda!

    Stiamo vivendo un periodo di crisi, che è allo stesso tempo anche di rinascita sotto certi aspetti. Nuove soluzioni per veicolare vecchi clienti, scovare nuovi clienti, ma anche gli indecisi da indirizzare verso i prodotti in maniera più massiccia, con un abbonamento che aumenterebbe la produzione e darebbe una costante alla linea produttiva.

    I risultati per la musica sono stati questi:

    Il Web Salverà La Musica
    Il Web Salverà La Musica?

     

    Insomma, l’entrata in Borsa di Spotify non sarà l’ennesimo ingresso dovuto a tonnellate di pubblicità che riempiono le casse, bensì ad utenti felici di pagare il loro abbonamento per ascoltare gli artisti preferiti, seguire i loro amici e le playlist del cuore piuttosto che i loro artisti preferiti. Sicuramente qualcosa è cambiato.

    Cambierà qualcosa anche negli altri media? Voi che ne pensate?

  • In calo la Musica Digitale nel 2013, crescono i servizi in streaming

    Per la prima volta, da dieci anni a questa parte, le vendite di brani musicali online fanno registrare nel 2013 un segno negativo. Secondo quanto rilevato da Billboard, citando i dati Nielsen SoundScan, il mercato della musica digitale negli Usa è calato del 5,7% per quanto riguarda i singoli brani e dello 0,1% per quanto riguarda gli album digitali.

    Dal 2003 a questa parte, anno in cui iTunes di Apple aprì i battenti, la musica digitale nel 2013 ha conosciuto un moneto negativo dal punto di vista delle vendite. E sebbene il calo delle vendita dei brani fosse dato ormai come dato certo, viste le vendite deboli dei primi nove mesi dell’anno, il calo che sorprende di più, anche se contenuto, è quello relativo anche agli album digitali, anche perchè nei primi tre mesi dell’anno le vendite sono andate molto bene.

    Nel dettaglio e complessivamente il calo della vendita dei brani online è stato del 5,7%, passando da 1,34 miliardi di singoli venduti a 1,26 miliardi; le vendite degli album digitali hanno fatto dunque registrare un calo dello 0,1%, passando infatti da 117,7 milioni di album a 117,6 milioni. Questi i dati rilevati da Nielsen SoundScan e riportati nei giorni scorsi da Billboard, la rivista di musica più conosciuta al mondo.

    Di chi è la colpa di questo calo? Facile pensare ai servizi di streaming online che consentono di ascoltare e acquistare musica anche con modalità vantaggiose. E all’iniziale tendenza a negare l’evidenza, ora anche l’industria musicale ammette che i cali delle vendite di brani e album digitali online sono da addebitarsi a servizi come Spotify, SoundCloud o Xbox Music, per citarne alcuni. E infatti di fronte al calo delle vendite della musica digitale, si registra una forte crescita di fruizione di musica proprio attraverso questi servizi, quasi a compensare le perdite delle vendite. Certamente sarà un fenomeno, questo dei servizi in streaming online, che crescerà ulteriormente e che costringerà l’intera industria musicale ad una seria riflessione.

    D’altronde, le vendite di CD musicali, singoli e album, sono in calo ormai da tempo. E nel 2013 il calo della vendita di CD è del 14,5%. Dato in controtendenza è quello del vinile che continua la sua crescita arrivando a 6 milioni di dischi venduti, rispetto ai 4,5 del 2012.

    C’è da registrare però che nonostante il calo delle vendite di brani e album digitali, iTunes negli Usa è in crescita del 40%, mentre Target e Wallmart cedono oltre il 16%. Cresce anche Amazon nella vendita di CD.

    Insomma, la Musica è forse quella che più di tutti con l’avvento del Web ha visto rivoluzionare radicalmente il modello di diffusione e di vendita dei brani. Dopo il passaggio dal vinile alle cassette, poi ai CD, poi ancora ai lettori MP3, ora siamo giunti in un fase davvero molto delicata dove lo streaming online comporterà una nuova rivoluzione, comunque già in atto. Sarà interessante vederne gli sviluppi di come l’industria della musica saprà rapportarsi a questa nuova rivoluzione.

    E voi che ne pensate? Anche voi fruite di servizi di streaming online per ascoltare la vostra musica? E quali servizi preferite? raccontateci la vostra esperienza.