Tag: netflix

  • Dopo Netflix e Youtube anche Prime Video sospende l’alta definizione

    Dopo Netflix e Youtube anche Prime Video sospende l’alta definizione

    Il Coronavirus sta cambiando anche il modo di fruire la tv in streaming. E così, dopo Netflix e YouTube, anche Amazon Prime Video sospende per i prossimi giorni l’alta definizione. Una situazione inimmaginabile solo fino a  poche settimane fa.

    Sembrava impossibile da immaginare, come tutta questa storia che stiamo vivendo per la verità. Eppure, con le prime misure restrittive adottate per contenete la diffusione del Coronavirus, invitandoci a stare in casa, ci dicevano “state a casa a vedere le vostre serie tv preferite”. Solo che, col passare dei giorni e con l’inasprimento delle misure che praticamente ci impediscono di uscire di casa, scopriamo che, proprio il fatto che tutti in questi giorni si sono messi a vedere le serie tv preferite, adesso ci sono dei problemi di banda.

    netflix youtube prime streaming tv getty images

    In pratica, il commissario europeo per il mercato interno e i servizi, Thierry Breton, aveva chiesto al CEO di Netflix, Reed Hastings, se non fosse il caso di abbassare la qualità de contenuti in streaming per fare in modo che la rete potesse essere disponibile per tutti. Quindi, meno video in HD per fare in modo che chi ha bisogno di lavorare da casa non incontri problemi di rete. Netflix si è subito detta favorevole alla richiesta, decidendo di trasmettere i video dalla propria piattaforma in una risoluzione più bassa per i prossimi 30 giorni. Gesto ovviamente molto apprezzato.

    A ruota, segue anche YouTube. In una nota, i CEO di Google e YouTube, Sundar Pichai e Susan Wojcicki, si sono detti disponibili a trasmettere contenuti video in risoluzione più bassa per fare fronte alla richiesta del commissario Breton che, ovviamente ha apprezzato.

    E, per non essere da meno, anche Amazon risponde alla richiesta, decidendo di abbassare la qualità dei video della sua piattaforma Prime Video, anche se non è specificato per quanto tempo la società di Seattle manterrà questa decisione.

    Insomma, Internet sembrerebbe essere in difficoltà. Del resto, chiunque navigando in rete si sarà accorto di un certo rallentamento, dovuto al fatto che tutti sono perennemente connessi, per lavoro, per studio e per svago, a qualsiasi ora.

    Una situazione a cui non eravamo preparati, una situazione che era inimmaginabile sono fino ad un paio d settimane fa.

    Sono giorni ormai in cui siamo portati a pensare che il Coronavirus avrà conseguenze anche quando questa emergenza sarà passata. Forse avrà conseguenze anche su Internet e sul modo di fruire i contenuti.

    La ministra Pisano: “Internet non rischia”

    Intervenendo sulla questione, la ministra per l’Innovazione, Paola Pisano, ha tenuto a precisare che “Internet non è al collasso“. Intervistata da SkyTg24, la Pisano ha dichiarato: “Tecnicamente ci sono tutti i mezzi per non far collassare la rete. Non credo che sia un problema. La storia ci insegna – ha continuato – che le risorse sono preziose. Oggi Internet è una risorsa preziosa e va utilizzata come tale. In questo momento dobbiamo iniziare a usarla pensando che sia un bene prezioso come potrebbe essere l’acqua. Ovviamente ci sono delle problematiche di performance dei servizi, soprattutto in alcune ore, anche perché è aumentato di molto l’utilizzo dei videogiochi online e delle piattaforme di streaming nel corso della giornata”.

    E a conferma del fatto che Internet non rischia nel nostro paese, GARR, la rete italiana dell’istruzione e della ricerca, 17000 km in fibra con una capacità complessiva di 3.5 Terabit, attraverso le parole di Massimo Carboni, fa sapere che nel nostro paese la rete è “simmetrica ed equivalente lungo tutto lo stivale“, ad avere problemi sono in realtà le applicazioni. Nell’ultima settimana si è registrato un aumento del traffico in upload del 60% rispetto alla media annuale.

    Situazione quindi imprevedibile, come detto all’inizio, che rischia di caratterizzare il resto delle giornate che ci attendono, se, come sembra, ci si avvia ad una nuova proroga di chiusura delle scuole e di ulteriori restrizioni.

    Nessuno prima ad ora aveva mai pensato che ci saremmo trovati un giorno di fronte ad una situazione come questa.

  • L’UE obbligherà Netflix e Amazon ad inserire il 30% di contenuti europei nei propri cataloghi

    L’UE obbligherà Netflix e Amazon ad inserire il 30% di contenuti europei nei propri cataloghi

    Una legge europea obbligherà Netflix e Amazon ad inserire nei propri cataloghi almeno il 30% di contenuti europei. Significa che una legge stabilirà che Netflix dovrà garantire in Italia almeno un terzo del suo catalogo a contenuti locali. Una quota che, a discrezione dei singoli stati, potrebbe arrivare al 40%.

    Preso verrà varata una norma europea che imporrà a società come Netflix e Amazon (Prime Video) di garantire all’interno dei propri cataloghi almeno il 30% di contenuti europei, made in Europe. Questo comporterà che, in Italia, Netflix dovrà dare più spazio a produzione italiane. Le società citate, ma tutte le altre similari, dovranno commissionare spettacoli e film di produzione europea, acquistarli o contribuire a fondi cinematografici nazionali. Inoltre, le società dovranno inoltre assicurarsi che i contenuti locali abbiano una adeguata visibilità nelle loro biblioteche.

    La notizia è stata diffusa da Variety dopo una chiacchierata a Venezia, in occasione della 75°Mostra del Cinema, con Roberto Viola, responsabile del dipartimento della Commissione europea che regola le reti di comunicazione, contenuti e tecnologie. Secondo Viola la legge è ormai vicina all’approvazione finale, il voto dovrebbe arrivare a dicembre e dovrebbe trattarsi di una “mera formalità”.

    netflix

    Dal momento in cui la legge entrerà in vigore, come abbiamo detto entro dicembre 2018, i singoli stati membri hanno tempo 20 mesi per renderla efficace all’interno del proprio ordinamento. Ma c’è di più, perchè ogni singolo stato potrà anche elevare la quota dal 30% al 40%. Sarà, ancora, facoltà dei singoli stati decidere se le società come Netflix e Amazon debbano rispettare un minimo di produzione locale di film e spettacoli. Il contributo per i fondi cinematografici nazionali resta invece come opzione.

    A dire il vero, Netflix è già vicina al raggiungimento del 30% di titoli europei, all’interno del quale ci sono grandi produzioni, un nome si tutti “La Casa di Carta”. Il mese prossimo l’UE pubblicherà le quote europee attive delle società, in modo da comprendere meglio lo stato dell’arte in vista dell’approvazione della legge. In basso l’infografica che mostra lo stato dei cataloghi Netflix a livello mondiale.

    Ma non è tutto, perchè l’UE sta anche elaborando una norma che impone a società come YouTube di riconoscere diritti d’autore più elevati a registi e scrittori cinematografici e televisivi.

    E voi che ne pensate?

    netflix cataloghi 2018

  • Gli italiani sono soliti guardare film e serie di Netflix dalla Tv

    Gli italiani sono soliti guardare film e serie di Netflix dalla Tv

    Netflix rende possibile la visione di film, show, serie tv praticamente da qualsiasi dispositivo, fisso o mobile. Ma, nonostante questo, gli italiani preferiscono guardarli per la maggior parte dalla propria Tv: il 54% dei contenuti, in ore, viene fruito dalla Tv. A livello globale, dopo sei mesi di abbonamento, i contenuto vengono visualizzati per il 70% dalla Tv.

    Se vi ricordate ad inizio di quest’anno, a proposito delle app più scaricate dagli italiani nel 2017, avevamo rilevato, dai dati App Annie, che l’app su cui gli italiani amano scorrere più tempo era Netflix. E in parte questo è vero, anzi, proprio Netflix ci offre la possibilità di conoscere qualche dato in più anche sul nostro paese. I dati sono stati diffusi dall’azienda di Reed Hastings durante un incontro con la stampa a Los Gatos, California, dove ha sede il colosso del video streaming. E i dati diffusi sono molto interessanti.

    Netflix ha quindi ridato nuova vita alla Tv, come mezzo. Se fino a qualche anno fa si scriveva che il mezzo televisivo sarebbe stato destinato alla pensione, ecco che invece nell’era della fruizione dei contenuti personalizzati, nel senso che ognuno è libero di costruirsi il proprio palinsesto, la Tv sta vivendo una nuova era.

    netflix su tv

    I dati diffusi da Netflix ci dicono che gli utenti abbonati, alla fine, preferiscono fruire dei contenuti proprio dalla Tv. Il dato vale anche per gli utenti italiani: il 54% dei contenuti, espressi in termini di ore, viene fruito dalla Tv. E’ questo è un dato molto interessante. Se diamo un’occhiata agli atri dispositivi gli italiani guardano contenuti Netflix per il 23% sul computer e il 13% sullo smartphone, mentre solo il 10% dal tablet.

    netflix contenuti italia

    Guardando ai dati relativi alla registrazione, gli italiani si registrano per il 36% da pc, il dispositivo forse più comodo per fare un’operazione come questa, per il 34% dal proprio smartphone, per il 22% dalla Tv e per l’8% dal tablet. Quindi ci si registra da pc, ma poi si preferisce sfruttare l’abbonamento Netflix per la maggior parte dalla Tv.

    Sono dati che spiegano anche il recente accordo tra Sky e Netflix, che permetterà agli utenti della piattaforma Sky di poter accedere a tutti i contenuti di Netflix.

    In occasione dell’incontro di Los Gatos, Netflix ha diffuso anche i dati relativi ai flussi, ossia il percorso che gli utenti compiono durante l’abbonamento, da quale dispositivo accedono fino a quale dispositivo utilizzano per la fruizione dei contenuti. Ebbene, a livello globale, tenendo conto un periodo di abbonamento di 6 mesi, il 70% delle ore di programmazione erogate in streaming arriva sul display del televisore, il 15% sul computer, il 10% sullo smartphone e il 5% sul tablet. Il pc è il mezzo più gettonato per abbonarsi con il 40%, seguito da smartphone  30%, tv 25% e tablet 5%. Sono dati simili a quelli italiani dunque.

    netflix contenuti flussi dispositivi

    Insomma, non importa il tipo di abbonamento perchè poi film, serie tv, spettacoli preferiamo guardarli sulla Tv. E voi, che dispositivo usate per vedere i contenuti di Netflix? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Netflix supera i 100 miliardi di dollari di capitalizzazione e ha quasi 118 milioni di utenti

    Netflix supera i 100 miliardi di dollari di capitalizzazione e ha quasi 118 milioni di utenti

    Netflix chiude il quarto trimestre del 2017 con numeri che hanno superato le attese. Nell’ultimo trimestre dello scorso il numero degli abbonati è cresciuto di 8,3 milioni, 2 milioni dei quali sono negli Usa e 6,3 milioni a livello internazionale. I ricavi sono stati 3,3 miliardi di dollari. L’azienda, fondata e guidata da Reed Hastings, supera i 100 miliardi di valore di capitalizzazione in borsa. In totale, gli utenti ad oggi sono 117,6 milioni.

    Neflix continua a crescere, questo emerge dai dati diffusi relativi al quarto trimestre del 2017, il Q4 2017. Dati e numeri che, quindi, superano le attese degli analisti che avevano previsto numeri più bassi. Nell’ultimo trimestre dello scorso anno, Netflix realizza ricavi per 3,3 miliardi di dollari con gli utili più che raddoppiati a 185 milioni di dollari rispetto allo stesso periodo del 2016 (quando erano 67 milioni di dollari). C’è da dire che i ricavi globali risentono, ovviamente, dell’aumento dei prezzi del servizio di streaming video, infatti sono cresciuti del 35%. Si tratta del trimestre più positivo della storia di Netflix.

    A questi dati si aggiungono anche i 39 milioni di dollari di aggravio per i contenuti che Netflix non ha mandato in onda volutamente. Da quello che si sa, anche se Netflix non offre dettagli da questo punto di vista, in quella cifra c’è anche il costo di House of Cards, dopo il caso che ha travolto Kevin Spacey.

    Netflix

    I dati fiscali dl Q4 2017 fanno sì che in borsa Netflix supera il valore di capitalizzazione di 100 miliardi di dollari, le azioni ieri hanno avuto un balzo del 9% e +53% relativo a tutto il 2017.

    Ma veniamo forse al dato che più interessa ed è quello degli abbonati. Nell’ultimo trimestre del 2017 Netflix vede crescere il numero degli abbonati di 8,3 milioni. Di questi, 2 milioni sono gli abbonati degli Usa e 6,3 sono gli abbonati a livello internazionale. Gli abbonati complessivi sono quindi 117,6 milioni. In Italia, secondo gli ultimi dati che erano stati rilasciati da EY, gli abbonati sono circa 800 mila, in un settore che vede ben 19 milioni di italiani che guardano video online, soprattutto da YouTube, e 4 milioni di italiani che guardano online film e serie tv a pagamento. Tra l’altro, Netflix, come abbiamo visto di recente con i dati di App Annie, è l’app su cui gli italiani trascorrono più tempo dal proprio dispositivo mobile.

    Netflix si dice anche molto felice dei risultati ottenuti grazie anche ai contenuti, originali, che hanno permesso questi risultati. Non dimentichiamo i grandi successi ottenuti, proprio nell’ultimo trimestre del 2017 dalla seconda stagione di The Crown (in arrivo entro dicembre 2018 la terza stagione) e da Stranger Things, per non dimenticare anche Mindhunter di David Fincher. Ma il contenuto che più di ogni altro ha ottenuto il più alto successo di pubblico è stato Bright, il film con protagonista Will Smith, definito dai critici un “dud”, bidone, senza mezzi termini, ma che ha attirato ben 11 milioni di utenti americani nei primi tre giorni dalla sua uscita, avvenuta lo scorso 22 dicembre.

    Per il primo trimestre di quest’anno Netflix prevede altri 6,3 milioni di nuovi utenti.

  • Agli italiani piacciono i video in streaming e sono più di 4 milioni gli abbonati

    Agli italiani piacciono i video in streaming e sono più di 4 milioni gli abbonati

    Gli italiani sono sempre più appassionati di video in streaming, una ricerca dell’Osservatorio EY in Italia evidenzia che sono 19 milioni gli italiani che fruiscono di contenuti video online, cresciuti di quasi 3 milioni in un anno. Gli utenti italiani che decidono di abbonarsi sono 4,3 milioni: Netflix conta oltre mezzo milione di abbonati.

    Non è un mistero che gli italiani siano appassionati di video online, da sempre gli utenti hanno sempre amato il fatto di potersi costruire un proprio palinsesto per i contenuti video, decidendo che quello dovesse essere il modo di fruire contenuti video. Questa è una modalità che di fatto ha finito per trasformare il ruolo della televisione che, all’interno di questa trasformazione digitale ha saputo ritagliarsi un proprio ruolo, anche se non è più un ruolo centrale come lo era fino a qualche anno fa.

    L’indagine che ha presentato l’Osservatorio EY di recente a Capri rileva questo amore degli italiani per i video in streaming, per lo più di quei video trasmessi dagli Over The Top, vale a dire colossi come Facebook o Netflix. Gli italiani che decidono di fruire video in streaming, considerando quindi tutte le piattaforme gratuite e non, sono 19,1 milioni, con una crescita di quasi 3 milioni in anno (2,9 milioni), nel periodo compreso tra settembre 2016 e luglio 2017.

    video streaming italia netflix

    E cresce in maniera significativa anche il numero di chi decide di abbonarsi per fruire a pagamento di contenuti video. Secondo l’indagine EY, a giugno 2017 gli abbonati erano 4,3 milioni.

    E cosa guardano gli italiani in streaming?

    Tra i contenuti video preferiti ci sono cinema e serie tv, per gli utenti a pagamento, e intrattenimento, per i consumatori delle versioni gratuite. La metà di coloro che guardano contenuti video gratuiti utilizza le piattaforme digitali offerte dai principali broadcaster italiani, come RaiPlay, Mediaset.it, DPlay, La7.it. Mentre la ricerca evidenzia che tra i servizi a pagamento i servizi più utilizzati dagli italiani sono Netflix e Tim Vision, che hanno raggiunto e superato i 500.000 sottoscrittori già nei primi mesi del 2017. NowTV e Infinity, invece, possono contare a metà del 2017 di una base clienti attorno ai 300.000 sottoscrittori ciascuna.

    Il recente Rapporto del Censis aveva rilevato che l’11,1% degli italiani guarda programmi dalle piattaforme video, un dato che arriva al 20,6% tra i giovani con età compresa tra i 14 e i 29 anni.

  • Gli italiani e il video on demand, 1 su 3 lo apprezza

    Gli italiani e il video on demand, 1 su 3 lo apprezza

    Secondo una recente ricerca, la “Global Video on Demand Survey” di Nielsen, gli italiani apprezzano il video on demand, il VOD, cioè la modalità che consente di vedere video in qualsiasi momento. Il 36% usufruisce di servizi a pagamento, percentuale comunque bassa rispetto alla media europea del 50% o rispetto a quella globale del 65%.

    Negli ultimi mesi si è molto parlato proprio di video on demand con l’arrivo in Italia di Netflix avvenuto lo scorso ottobre, un avvenimento che ha di certo contribuito a migliorare il mercato italiano, anche dal punto di vista dell’offerta. E a quanto pare gli italiani apprezzano il video on demand, anche se questo apprezzamento va considerato in un contesto in cui il mercato deve ancora svilupparsi per poter essere in linea con altri paesi dove il fenomeno è sicuramente più diffuso. E su questo andrebbero fatte altre considerazioni. Ma oggi parliamo di video on demand perchè qualche giorno fa Nielsen ha pubblicato i dati di una interessante ricerca, la “Global Video on Demand Survey”, condotta in 61 paesi, Italia inclusa, che ha coinvolto un campione di intervistati di 30 mila utenti. Diamo un’occhiata ai risultati.

    video on demand

    1 italiano su 3 usa servizi di video on demand a pagamento

    Il 36% degli italiani utilizza servizi di video on demand a pagamento, quindi 1 su 3, un dato interessante che dimostra l’apprezzamento degli italiani verso questo nuovo fenomeno. Anche se è comunque sensibilmente più basso quando lo paragoniamo con la media europea del 50% e con la media globale del 65%.

    Il 48% accede a questi contenuti dal proprio smartphone, il 38% vi accede dal proprio tablet, anche se poi gli utenti ritengono che la visione di video da schermi più grandi è sicuramente più coinvolgente. Ma questo dato evidenzia al meglio la caratteristica principale del video on demand, ossia quella di essere fruita in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo, e lo smartphone di fatti permette proprio questo. Mediamente la fruizione avviene attraverso 2 o 3 dispositivi.

    La ricerca evidenzia anche il fatto che il video on demand va molto d’accordo con i social media, infatti il 39% degli italiani ama dialogare sui social media mentre sta guardando un video, una modalità di interazione che permette di conversare e approfondire il video che si sta guardando grazie al contributo di altri utenti. Ma, anche in questo caso, il dato è inferiore alla media europea che è del 49%.

    Altri dati interessanti che emergono dalla ricerca è che il 50% degli utenti che utilizzano servizi di video on demand vi accedono almeno tre volte alla settimana, quindi non è un uso quotidiano. Al livello globale questo dato è del 65%, mentre la media europea di allinea a quella italiana.

    Video on demand, le motivazioni e cosa guardano gli italiani

    Ma quali sono le motivazioni che spingono gli italiani a scegliere il video on demand? A questa domanda gli utenti rispondono che con il VOD è possibile fruire di un “palinsesto personalizzato“, quindi una programmazione costruita in base alle proprie esigenze di orario (69%) che dal punti di vista di poter fruire di un’intera serie in sequenza (67%). Inoltre il 46% degli italiani apprezza il VOD per il fatto che consente ai membri di una famiglia di poter fruire contenuti diversi da dispositivi diversi, anche nello stesso tempo. La media globale è del 66%. Un dato che di fatto cancella quell’immagine della tv come “focolare” familiare, tutti intorno allo schermo per vedere un programma o un film. Adesso ognuno ha più libertà di scelta.

    Ma cosa vedono gli italiani con il video on demand? Il 75% risponde film, il 41% risponde serie tv e il 33% documentari. Ad oggi in Italia solo il 5% utilizza player alternativi, come Netflix appunto, per accedere ai video su richiesta, la media europea è dell’11%, mentre quella globale è del 26%.

    Infine, il 53% degli utenti italiani si dice disposto a guardare pubblicità mentre guarda programma di interesse, il 39% ritiene poi che i messaggi pubblicitari siano d’aiuto per meglio guidare la propria scelta. Si registra quindi un atteggiamento positivo verso la pubblicità sul video on demand.

    video on demand mobile netwflix

    Le piattaforme di video on demand in Italia

    Per concludere, un rapido sguardo sulle piattaforme video on demand attive in Italia, ad oggi. E tra le più usate, tra acquisto, noleggio e abbonamento, vi indichiamo:

    Infinity – piattaforma in abbonamento che permette anche il noleggio;

    Tim Vision – piattaforma in abbonamento che consente il noleggio e anche l’acquisto;

    Sky online – piattaforma in abbonamento;

    Netflix – piattaforma in abbonamento;

    Chili – piattaforma che permette l’acquisto e il noleggio;

    Google Play Film – piattaforma che permette l’acquisto e il noleggio;

    Wuaki tv –  piattaforma che permette l’acquisto e il noleggio;

    Mymovies Live –  piattaforma in abbonamento che permette l’acquisto e il noleggio.

    E a voi piacciono i video on demand? Vi ritrovate nei risultati di questa ricerca? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Nuovi profili per Pinterest, non solo restyle

    Nuovi profili per Pinterest, non solo restyle

    Pinterest da pochi giorni ha aggiornato i profili e da quello che si vede non sembra solo un semplice restyle, ma qualcosa di più. Il sito continua a riscuotere un grande successo di pubblico. Nuova bio e nuovo box dedicato ai repin, ma vediamo insieme quali sono tutte le novità

    beatrice nolli_pinterestAnnunciato pochi giorni fa promettendo potenzialità maggiori in termini di attività e follower e di possibilità di pinnare da siti attualmente taboo, come ad esempio Vimeo e Netflix, è finalmente arrivato il nuovo profilo Pinterest. Presenta una bio più evidente e leggibile unitamente a tutti i riferimenti virtuali e territoriali, l’utente pinterestiano è quindi al centro della scena adesso! Attenzione però al testo della bio, oltre ad essere importante per quanto detto qualche settimana fa, deve rispettare i 200 caratteri, altrimenti risulterà troncata da puntini sospensivi: una bio sintetica si conferma la migliore scelta. (altro…)

  • Facebook, al via la nuova Timeline ed altre novità

    Grande attesa per la facebook F8 ieri, attesa che ha mantenuto le promesse e infatti è stata l’occasione per conoscere da Mark Zuckerberg quelle che saranno le prossime novità. La più importante è la Timeline, il nuovo modo di intendere la bacheca dei profili.

    Mark Zuckerberg, f8 TimelineC’era grande attesa ieri, era la serata da noi, per la F8 di facebook, la conference che avrebbe dovuto annunciare le prossime novità riguardo al più popolare social network del pianeta. E infatti le attese sono state soddisfatte con l’annuncio di quella che è la più importante delle novità previste. E cioè il cambiamento della bacheca dei profili degli utentiu iscritti che diventerà una Timeline, capace di integrare anche altri elementi. Quello che finora è stato il fiore all’occhiello di tutta la piattaforma, si migliora e cerca di riprendere il suo posto dopo che si è capito che Google+ non solo non scherza, ma comincia seriamente a dare fastidio. Infatti molti leggono queste modifiche, che non finiscono con la Timeline, come vedremo più avanti, come la risposta di Zuckerberg a quello che adesso sembre essere il vero concorrente. Anche perchè finora Facebook non ne ha avuto alcuno. Di conseguenza si apre un nuovo scenario. (altro…)