Tag: notizie

  • Il Potere del Web e le rivoluzioni in Egitto e Tunisia

    I tragici avvenimenti in Egitto, e ancora prima in Tunisia, hanno messo in evidenza il fatto che la rete ha giocato ancora una volta un ruolo fondamentale. Si può parlare allora di Potere del Web?

    Egitto Censura WebIl ruolo dei social media nei disordini recenti in Egitto, così come in Tunisia, in questi giorni è oggetto di molte discussioni. In molti si chiedono che ruolo abbiano giocato in questi tragici avvenimenti. Senza dubbio il fatto di poter comunicare grazie ai social media ha aiutato a capire al modo cosa realmente stava accadendo nei giorni delle rivolte. Di fronte all’impossibilità di poter reperire notizie e di poter comunicare tra di essi, i cittadini hanno avuto come unica finestra sul mondo e come unico modo per coordinardi proprio i social media. E’ il caso di parlare di potere di questi strumenti  oppure si deve parlare di Potere della Rete? Senza dubbio, si deve sottolineare il potere della comunicazione in tempo reale che grazie alla rete ha potuto essere di fondamentale importanza, ancora una volta. (altro…)

  • Nuova interfaccia dei Profili su Facebook

    Con un comunicato sul blog ufficiale, facebook lancia la nuova interfaccia dei profili. Le informazioni vengono adesso presentate in maniera più semplice e diretta.

    A dire il vero ci si aspettava un aggiornamento per quanto riguarda le Pagine su facebook, ma evidentemente è prevalso il fattore sorpresa. Ed era stato poche ore prima proprio Mark Zuckerberg a rivelare la novità in un’intervista sulla Cbs nella popolare trasmissione 60 Minutes, presentando tutti gli aggiornamenti.

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  • WikiLeaks fa paura all’Italia

    Arriva dalla rete una valanga di documenti che svela i segreti della Diplomazia Americana sui i leader di tutto il mondo. Wikileaks come un uragano si abbate anche sull’Italia e produrrà delle conseguenze, ma quali?

    Alla fine l’attesa è finita. Intorno alle venti di ieri sera, ora italiana, sono stati resi pubblici i documenti da WikiLeaks (dove la parola leak sta per “fuga di notizie”), il sito di informazione di Julian Assange che riceve in modo anonimo documenti coperti da segreto e che attraverso un potente sistema di criptaggio riesce a pubblicarli sul proprio sito web. Di questi documenti scottanti se ne parlava da giorni su vari quotidiani internazionali che hanno contribuito a fare accrescere l’attenzione. Ma direi che visto la provenienza dei documenti, Dipartimento di Stato Usa, cioè il ministero degli esteri americano, tutti volevano sapere cosa l’America pensasse dei suoi diretti alleati. Una sorta di “gossip diplomatico” come qualcuno lo ha definito, ma dalle conseguenze certe e dagli esiti incerti. Neanche il Presidente del Consiglio è immune. Anzi. (altro…)

  • La fine della carta stampata

    Non vi è dubbio che prima o poi la carta stampata cesserà di esistere. E oggi siamo in grado di prevedere quando ciò avverrà. Ross Dawson con un suo studio ha previsto delle date. Vediamo quali sono.

    Sempre di più si parla del fatto che i giornali, la carta stampata saranno presto sostituiti dai moderni tablet per ovvi motivi. Primo fra tutti, il fatto che i lettori dei giornali cartacei diminuiscono sempre di più e quindi gli editori si trovano a dover far fronte alle spese che invece non diminuiscono e con una raccolta pubblicitaria che va sempre di più assottigliendosi. Come citato da più fonti, la pubblicità nell’ultimo periodo preferisce il mercato online, preferisce il web. Se a questo proviamo ad aggiungere l’esplosione dei tablet allora cominciare a prevedere quando la carta stampata si estinguerà non è poi così azzardato. Ross Dawson prevede che nel nostro paese accadrà nel 2027.

    Con il suo studio Newspaper Extinction Timeline, Ross Dawson ha tracciato un arco temporale nel quale si consumerà questa inevitabile estinzione, che sarà differente da paese a paese. Questo processo partirà nel 2017 negli Usa, poi in Inghilterra nel 2019 fino ad arrivare alla data finale del 2040, anno in cui in tutto il mondo per leggere un giornale non si userà più la carta. Dawson ha tratto queste conclusioni prendendo in considerazione diversi fattori.

    Dawson ha individuato dei Fattori Globali come l’aumento delle tariffe dei telefoni cellulari, le tendenze della pubblicità, come dicevamo prima, e la monetizzazione delle news digitali; gli alti costi della carta. Ed esisotno anche dei Fattori Nazionali, questi più vasti e più vari che investono diverse aree. Infatti influiscono sulla progressiva estinzione dei giornali fattori teconologici come la diffusione degli smartphone e dei tablets, ma anche la disponibilità di banda mobile e i suoi relativi costi. E ancora, fattori economici, come la distribuzione della ricchezza, il tasso di crescita economica. Ci sono anche fattori demografici come età, tasso di natalità e immigrazione.

    Poi ci sono fattori, sempre Nazionali, di tipo governativo, come il grado di regolamentazione, le politiche finanziarie a sostegno dei media e il livello di censura e istruzione. E su questo punto sappiamo quanto la rete abbia dovuto patire in questo senso, con leggi e leggine che ne volevano il controllo diretto, intervenendo anche con strumenti di censura.

    Esistono, infine, fattori comportamentali degli utenti e cioè che si è sempre di più disponibili a pagare per le news online, che si è sempre di più interessati verso notizie globali e che si sceglie sempre di più il canale tecnologico per il reperimento delle notizie stesse. Ora tutti questi fattori, secondo Dawson, portano a questa timeline. E a ben vedere, sembra piuttosto vicina al vero.

    Inoltre è di questi giorni la nuova iniziativa editoriale di Murdoch che sarà totalmente online. Si chiamerà “The Daily” e sarà leggibile totalmente su iPad e sui vari tablets simili. Sarà caratterizzato da bassi costi di produzione, da zero costi per la distribuzione. Tutto questo determinerà anche dei prezzi molto bassi, infatti è previsto un abbonamento di 1 dollaro alla settimana. Un prezzo ottimo direi, se proviamo a paragonarlo in euro verrebbe che 1 dollaro oggi vale intorno ai € 0,74, se lo moltiplichiamo per 4 settimane, un mese, verrebbe fuori una cifra di € 2.96, meno di tre euro. Insomma mi sembra molto conveniente.

    Secondo Murdoch il giornalismo ha ancora un grande futuro di fronte a sè, e su queso credo che nessuno ne dubiti.

  • Google sostiene il Digital Journalism

    Google ha deciso di donare 5 milioni di dollari a sostegno del digital journalism. Un sostegno importante che va nella direzione del giornalismo online.

    Digital Journalism

    Avevamo già detto, in occasione della lettera di Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera, alla sua redazione alla quale chiedeva uno sforzo verso il web, che la sfida del giornalismo nell’era del web si fa sempre più interessante e densa di insidie. Si perchè il mondo del giornalismo, una parte di esso, guarda con crescente scetticismo e scarso spirito di collaborazione verso un cambiamento che tuttavia è già in atto. Il superamento di certi limiti, imposti dal mondo cartaceo, è già in atto. E la notizia che Google stanzierà ben 5 milioni di dollari a sostegno del giornalismo sul web è una notizia che supporta il fatto che il giornalismo sta cambiando. (altro…)

  • Il nuovo Twitter sta arrivando!

    E’ in arrivo una nuova versione di Twitter, il popolare sito di microblogging. Le novità saranno visibili per tutti fra qualche giorno, ma per qualcuno forse già stasera

    Twitter, nella persona del Ceo Evan Williams, ha annunciato che sta per arrivare una nuova versione del sito, numero uno per il servizio di microblogging. Si tratta di una vera rivoluzione da quando nel 2006 tutto è cominciato. La grossa novità sta nel fatto che ora le foto e i video potranno essere allegati allo stream, molto simile a facebook o friendfeed. Infatti già si vocifera che il nuovo twitter si è facebokizzato. Comunque sia, Twitter non è facebook e sicuramente queste novità lo rafforzeranno ancora di più.

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  • Sul web alla ricerca di notizie

    Uno studio americano ha messo in evidenza che il web risulta essere uno degli strumenti più utilizzati per reperire notizie, più della carta stampata o della radio.

    Social MediaLo studio è stato condotto da Pew Internet che ha voluto indagare su come e dove gli americani reperiscono le notizie. Il campione utilizzato era costituito da 2259 persone e il risultato è stato che i tre quarti, quindi il 75%, usa il web come fonte per le notizie, facendo in modo che poi possano diffondersi attraverso le mail oppure come post sui vari social network, e il 52% poi usa entrambi i metodi. Da qui l’enorme diffusione delle notizie attraverso la rete. (altro…)