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  • VTEX DAY, la lezione di Obama su innovazione e futuro

    VTEX DAY, la lezione di Obama su innovazione e futuro

    L’ex presidente degli Stati Uniti ha partecipato all’evento tecnologico a San Paolo e ha parlato di istruzione, delle nuove tecnologie e del futuro del mercato del lavoro.

    VTEX DAY, la più grande manifestazione di tutto il Latam, e una delle più grandi al mondo, sul tema dell’innovazione digitale ha avuto quest’anno come Keynote Speaker d’eccezione il 44° Presidente americano Barack Obama.

    L’evento è stato aperto da Viviane Senna, presidente della Fondazione Ayrton  che ha sottolineato come la formazione sia la base di una società libera, democratica e prospera. Solo garantendo le possibilità di studio, investendo sulla scuola pubblica e sulle università si offre un futuro alle nuove generazioni. Si offre un futuro alla nazione.

    Ecco perché VTEX , società tra le più  innovative al mondo con la sua piattaforma di e-commerce in cloud ed organizzatrice dell’evento, ha voluto che le prime file, i posti d’onore dell’area VIP, fossero dedicate a tutti i professori presenti in sala, ai quali è stato chiesto di alzarsi per una prima significativa standing-ovation emozionante. 15.000 persone unite in un grande abbraccio a chi, con il proprio lavoro,  contribuisce a rendere ogni paese un paese di opportunità!
    Solo una grande azienda riconosce che non può vivere di rendita di posizione, che solo grazie alla crescita di tutto l’ecosistema paese, attraverso l’educazione e formazione, ha la possibilità di continuare a prosperare.

    barack obama vtex day 2019

    Prima di chiamare in scena l’ex Presidente degli Stati Uniti, il co-fondatore di VTEX,  Mariano Gomide,  ha raccontato di come fosse nata l’idea dell’invito. Chi avrebbe potuto sostituire Richard Branson, fondatore di Virgin, ospite lo sorso anno? Chi poteva essere in egual misura di ispirazione per gli ospiti? Uscì il nome di Obama, perché non lui? Ecco come oggi ci troviamo a vivere questa incredibile possibilità.

    Istruzione e leadership

    Durante l’intervista condotta da Geraldo Thomaz, socio e cofondatore VTEX, l’ex Presidente ha parlato dell’importanza degli insegnanti e di quanto siano determinanti nel percorso verso il successo: “L’educazione non è carità, non è un favore per i poveri. Se investi in istruzione, stai dando opportunità e rendendo il tuo mercato più ricco e le tue aziende hanno più successo”, ecco perché la Cina ha sviluppato un grande programma di educazione che forma migliaia di matematici, scienziati e ingegneri ogni anno.

    Ha parlato di empowerment dei giovani e del ruolo dei leader nella formazione delle nuove generazioni  Li incoraggio sempre a non avere paura. Provare qualcosa, anche se non è mai stato fatto prima, perché anche se non riescono, questo li preparerà per ciò che incontreranno lungo il loro viaggio”

    Sempre a proposito di leadership per la crescita delle aziende e del mercato, ha sottolineato l’importanza della costruzione del team: “Sei bravo come la squadra che costruisci. A volte la gente pensa che essere un leader voglia dire conoscere tutte le risposte. Ciò che mi ha reso un buon leader è stato quello di avere le domande giuste e una buona squadra capace di trovare le risposte” 

    Parlando dello scenario politico-economico, Obama sottolinea che il populismo è “la via pericolosa”,  ma resta ottimista riguardo al futuro nel mercato del lavoro. “Le macchine eseguiranno il lavoro in modo ripetitivo, ma solo le persone possono pensare e ispirare, quindi dobbiamo motivare i giovani a essere creativi, e i paesi che lo fanno nel modo migliore avranno il maggior successo”.
    Ha continuato, poi,  portando l’attenzione sul tema della corruzione. “Se c’è corruzione, non ci sarà un buon mercato, per questo abbiamo bisogno di leggi, trasparenza, responsabilità, infrastrutture, investimenti nelle scuole, tutto questo genera buoni affari”. Il successo dipende dalle opportunità e dal talento, le opportunità sono spesso disuguali. La democrazia serve a questo, ad includere le persone, a generare opportunità a non lasciare per strada i talenti senza distinzioni di genere, provenienza, colore, ecc.

    Il valore della diversità

    Obama, che è stato il primo presidente nero negli Stati Uniti, ha tenuto  a sottolineare l’importanza della diversità nei luoghi di potere e decisione. “Sapevo che avrei preso buone decisioni se avessi avuto persone nella mia squadra con le quali non ero d’accordo”, ha evidenziato l’importanza delle donne come decision-maker  “Se ci sono solo uomini che la pensano allo stesso modo, i leader perdono una parte importante, una chiave di lettura,  utile per le informazioni”, ha concluso.

    Sostenibilità per il futuro

    Obama ha espresso preoccupazione per il futuro del pianeta, richiamando l’attenzione sulla protezione dell’ambiente. “Abbiamo bisogno di crescere ed essere sostenibili, è inutile avere una realtà virtuale perfetta e un mondo reale devastato”.

    Combattere le disuguaglianze

    Per Obama, l’attuale modello sociale potrebbe essere sull’orlo dell’esaurimento. “Quando raggiungi una certa stabilità finanziaria (case, figli e lavoro) più denaro del necessario per mantenerlo non ti renderà più felice“, ha affermato. Ha assicurato che le persone più ricche, che non possono nemmeno spendere tutti i soldi che hanno, devono  “ridisegnare la mente” e usare il loro potere d’influenza per aiutare e incoraggiare gli altri.

    Sono state due ore davvero intense e di ispirazione per tutti gli ospiti.  Personalmente mi è molto piaciuto sentire parlare di idee, che non siano legate alle nazioni ma che corrano più veloci dei confini.

    “Wherever you are, if you have access to the net, you can be part of this revolution”

    Barack Obama.

    Ed è stato solo l’inizio, del resto The future starts here. #VTEXDAY
    Stay tuned.

  • Obama: i social media servono per unire, no all’uso irresponsabile

    Obama: i social media servono per unire, no all’uso irresponsabile

    In una intervista alla BBC, la prima dopo aver lasciato la Casa Bianca, Barack Obama fa un richiamo ad uso più responsabile dei social media, per evitare che le informazioni frastagliate e false possano rafforzare le divisioni dell’opinione pubblica. Non lo menziona mai, ma è chiaro il riferimento a Donald Trump.

    Se leggiamo bene le parole di Obama non suonano così stonate. Soprattutto perchè dette dal primo “social media president”, il primo presidente degli Stati Uniti d’America che nel 2008 seppe sfruttare al media Facebook e Twitter con una strategia che ha fatto storia. E nella campagna successiva, quella che lo portò a vincere la presidenza per il secondo mandato, implementò anche Instagram. Mai nessun presidente al mondo era riuscito a fare quanto fece Obama nel 2008.

    Ma oggi è lo stesso Obama a richiamare su un uso dei social media più responsabile e attento, da non lasciare nelle mani di chi vuole soltanto diffondere informazioni e notizie che hanno altri scopi.

    Obama social media intervista bbc
    Obama e il principe Harry – via Getty Images

    In un’intervista alla BBC, intervistato dal principe Harry per l’occasione nel programma “Today’s Program” (registrata a settembre), la prima intervista dell’ex presidente da quando ha lasciato la Casa Bianca, Obama ha voluto mettere in guardia sull’uso “irresponsabile dei social media” che non fa altro che rafforzare le convinzioni distorte degli utenti, contribuendo a dividere l’opinione pubblica, e non ad unirla. Obama nell’intervista non lo menziona mai, ma è evidente il riferimento all’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a sua volta molto attivo su Twitter, che ha visto la sua elezione come conseguenza di un rafforzato fenomeno di fake news, notizie false. Un fenomeno, come abbiamo visto in queste ultime settimane, che rientra in quello che ormai è conosciuto come Russia Gate, dove la Russia viene vista come responsabile della diffusione di notizie false, sfruttando in particolar modo i social media, per portare all’elezione di Trump.

    Il concetto che esprime Obama è che prima vi erano i notiziari che davano più o meno un’informazione omogenea, oggi, invece, i social media vengono utilizzati per diffondere notizie diverse, frastagliate che hanno come scopo quello di confondere e dividere l’opinione pubblica. Nell’intervista Obama spiega che “uno dei pericoli di Internet è che le persone possono avere realtà completamente diverse. Essi possono essere coinvolti in informazioni che rafforzano le loro attuali distorsioni”. Obama aggiunge che la molteplicità di voci non deve contribuire a frastagliare le informazioni, non deve “balcanizzare” la società, ma invece contribuire a condurre verso un terreno comune“. Da ricordare quando fatto da Facebook in questi ultimi mesi in materia di fake news.

    Obama ha anche fatto riferimento all’importanza dei social media per rafforzare i rapporti diretti con le persone, usarli come strumenti per dare vita a incontri personali, perchè è solo in questo modo che si comprende la complessità delle persone e della società, andando ben oltre quell’essenza di semplificazione che i social media spesso emanano.

    Opinioni molto condivisibili quella di Obama, sia per quel riguarda il richiamo, rivolto soprattutto ai politici, ad un utilizzo dei social media più responsabile, sia per quel che riguarda l’uso dei social media come strumenti per amplificare le relazioni (quello che sosteniamo da sempre) al fine di portare ad un contatto diretto, il vero motivo per cui usare questi strumenti.

    E voi che ne pensate?

  • Kitchenaid, il caso di crisi raccontato al Social Business Forum 2013

    Kitchenaid, il caso di crisi raccontato al Social Business Forum 2013

    Il caso Kitchenaid è stato raccontato ieri al Social Business Forum 2013. Quello che è ormai un caso da manuale dell’ottobre 2012, durante il dibattito per le Presidenziali USA, è stata ricordata da Giuseppe Geneletti di Whirlpool. Una situazione di crisi sui social media deve essere sempre affrontato con capacità di ascolto, senso di responsabilità, allineando i messaggi e controllando le reazioni

    Al Social Business Forum di ieri è stato trattato forse uno dei casi di crisi che hanno caratterizzato la storia recente sui Social Media. Parliamo spesso di strategie da approntare, di modi di comunicare e fare coinvolgimento, ma poi l’aspetto che è più evidente, comunicando sui Social Media, è il momento in cui si verifica una crisi. Come comportarsi in questi casi? Ecco che il caso che vi riportiamo oggi, torna utile a tutti.

    Cosa c’è di più inaspettato ed esplosivo di un dipendente che twitta (il tweet lo vedete in alto in copertina) dal login aziendale un insulto al presidente degli USA nel bel mezzo di un confronto elettorale? La gestione della comunicazione di crisi sui social media che ha coinvolto KitchenAid, marchio di Whirlpool, il 3 ottobre 2012 è il caso portato da Giuseppe Geneletti, director Communications and learning Whirlpool EMEA, nel suo intervento al Social Business Forum ieri a Milano. Trattando il tema “Managing the unexpected: social crisis control”, Geneletti ha mostrato un breve video che sintetizza la successione rapidissima di eventi seguente al tweet di insulti postato da un dipendente del team Twitter di KitchenAid nei confronti di Barack Obama, impegnato in un confronto con il candidato sfidante alle Presidenziali Mitt Romney trasmesso dall’emittente NBC. Il dipendente credeva di trovarsi sul login personale di Twitter; soltanto quando il tweet è stato pubblicato è stato chiaro che il login era quello dell’azienda. Ed era anche impossibile rimediare, infatti, benchè se ne fosse accorto subito provando a eliminarlo, in brevissimo tempo i retweet erano diventati 24mila e aumentavano a ritmo esponenziale mettendo a repentaglio la reputazione dell’azienda.

    kitchen-aid-apologist tweet

    È stata una pronta assunzione di responsabilità, quella del capo di KitchenAid Cynthia Soledad, a ribaltare una situazione che stava precipitando –ricorda Geneletti–: in un tweet ha chiesto scusa al presidente Obama e alla sua famiglia, si è assunta, come vertice dell’azienda, tutta la responsabilità dell’accaduto»

    Soledad ha poi utilizzato anche Facebook per creare contatti con i giornalisti che seguivano l’evento mettendosi a loro disposizione per chiarire l’accaduto. In poche ore l’emergenza è rientrata con molti tweet che hanno espresso apprezzamento per la presa di posizione di KitchenAid.

    kitchen-aid-apologist_tweet

    Il caso estremo di questa comunicazione di crisi originata da un evento imprevisto sui social media dimostra tutte le potenzialità e i rischi di questi strumenti, e l’importanza di una strategia ben strutturata per rispondere a ogni evenienza –prosegue Geneletti–. Per questo un’azienda si deve attrezzare innanzitutto con un atteggiamento di “social listening” costante, definendo le responsabilità, allineando i messaggi, monitorando le reazioni e coordinando le risposte; in una parola mettendosi in gioco. Si tratta di una vera e propria strategia aziendale, che si serve di strumenti avanzati di social listening. Si è così creato un modello olistico di social business che, oltre a essere di supporto in caso di comunicazione di crisi, permette una conoscenza più approfondita dei propri consumatori, quindi consente di rispondere al meglio alle loro esigenze»

    Whirlpool EMEA ha realizzato un manuale con specifici protocolli da seguire in caso di comunicazione di crisi provocata da messaggi negativi o lamentele dei consumatori sui social media; protocolli graduati sulla base dell’indice di rischio e che arriva a coinvolgere livelli diversi dell’organizzazione con l’attivazione di procedure ad hoc.

    Essere presenti sui social media per un’azienda significa formare i dipendenti che ne faranno uso –conclude Geneletti–; per questo Whirlpool EMEA ha dato vita da oltre un anno alla Digital School, un programma che coinvolge diverse funzioni, dal marketing alla finanza alle risorse umane per creare una struttura di competenze che possa sfruttare al meglio le potenzialità offerte dai new media»

    Allora che ne pensate? E voi come avete risolto la vostra situazione di crisi, se vi è mai capitata? Raccontateci le vostre esperienze!

  • Il doodle di Google per la Giornata Mondiale dell’Infanzia

    Il doodle di Google per la Giornata Mondiale dell’Infanzia

    Doodle particolare quello di oggi sulla homepage di Google. Oggi si celebra la Giornata Mondiale dell’Infanzia e il popolare motore di ricerca la ricorda con un doodle che ritrae un momento di felicità

    Giornata Mondiale dell’Infanzia oggi e Google, così coem fece già due anni fa, ricorda la data con un doodle sulla homepage che ritrae uno spettacolino per bambini.

    La data del 20 Novembre ricorre in quanto la Convenzione internazionale sui diritti dell’Infanzia venne approvata proprio in questa data del 1989, 23 anni fa. Ratificata da tutti paesi del mondo, solo due ancora non lo hanno fatto: Somalia e Usa. E da quando Obama è diventato presidente degli Stati Uniti, già dal 2008, non sono mancati i continui appelli a procedere alla ratifica della Convenzione.

    Articolo 2
    Divieto di discriminazione
    Tutti i bambini sono uguali. I governi si impegnano a garantire in qualsiasi momento i diritti a tutti i bambini, anche se
    • provengono da un altro paese
    • hanno un altro colore di pelle 
    • sono di sesso diverso
    • parlano un’altra lingua
    • credono in un altro Dio o non credono in nessun Dio
    • hanno genitori che pensano in modo differente dai tuoi, sono più o meno ricchi di te
    • sono handicappati

    (da La Convenzione sui Diritti dell’Infanzia spiegata ai bambini)

    E l’Art. 22 sottolinea un aspetto di stringente attualità. Proprio i recenti fatti di Gaza ripropongono al centro dell’attenzione che in eventi tragici come questi le vittime principali sono proprio i bambini che vanno protetti sempre e comunque,

    Articolo 22
    Bambini in fuga
    Ci sono bambini che devono abbandonare il loro paese. Scappano dalla guerra, dalla fame, dal bisogno. Talvolta devono fuggire da soli, altre volte sono accompagnati dalla mamma, dal papà o da altre persone. Nel nuovo paese, hanno diritto a una protezione e a un aiuto speciali. Le autorità cercano di scoprire dove vivono i loro genitori o parenti per ricongiungere la famiglia. Se questo non è possibile, i bambini profughi hanno gli stessi diritti dei bambini cresciuti nel paese d’accoglienza.
  • L’Elezione di Obama su Instagram

    L’Elezione di Obama su Instagram

    Dopo aver visto ieri come la notte elettorale sia stata seguita su Twitter, con la diffusione di dati ufficiali e dopo aver visto che l’annuncio dato da Obama sia stato il più retwittato in assoluto, ecco che anche Instagram, dal suo blog ufficiale mostra dei dati sulla notte elettorale, durante la quale il caricamento delle immagini per secondo è stata oltre due volte più veloce del normale

    L’effetto Obama nella lunga notte elettorale si è visto su Twitter con picchi di oltre 300 mila tweets per minuto, il picco massimo, e con l’immagine, l’ormai famoso abbraccio di Barack Obama con la moglie, che ha raccolto oltre 1 milione di condivisioni, quasi 800 mila RTs. Ma l’effetto Obama si è visto anche su Instagram, così come lo dimostra la stessa piattaforma attraverso il suo blog ufficiale che rivela che durante la notte elettorale le immagini caricate dagli utenti per ogni secondo sono aumentate di oltre il doppio della velocità normale. Un vero e proprio boom di immagini.

    Elezione Obama Instagram

    In totale, sono state oltre 100 mila le immagini postate sulla piattaforma con l’hashtag #IVoted e 150 mila le foto caricate con l’hashtag #election2012, condividendo in questo modo sul web la loro esperienza elettorale.

    Come abbiamo detto ieri a proposito di Twitter, anche per ciò che è riguardato Instagram si è verificata un’attenzione più alta da parte dei grossi network di informazione americani, come la Nbc News che ha realizzato per l’occasione Electiongrams, una mappa degli Usa attraverso la quale raccogliere tutte le immagini che venivano mano a mano caricate via Instagram in ogni stato.

    Anche questa di Instagram è una testimonianza di come i Social Media possa essere davvero sfruttati davvero come strumento di informazione e per fare informazione, offrendo spunti e punti di vista che i mezzi di comunicazione tradizionalmente mainstream da soli non sarebbero in grado di dare.

  • Twitter e la censura, il caso di Nicolas Sarkozy

    Twitter e la censura, il caso di Nicolas Sarkozy

    Sta facendo molto discutere in Francia, e non solo, la chiusura da parte di Twitter di due account, @_nicolassarkozy e @SarkozyCaSuffit. La chiusura pare sia stata richiesta dallo staff del presidente francese appena sbarcato sul popolare sito di microblogging. Ma perchè? Era necessario?

    twitter-censoredDi recente si parla sempre più spesso di censura in riferimento a Twitter in particolare. Proprio nei giorni scorsi ha suscitato molte polemiche ma anche molte perplessità, l’annuncio da parte di Twitter della possibilità di procedere a censura in alcuni stati. Un annuncio che ha sorpreso proprio perchè proviene da uno dei siti al momento più in forte ascesa e perchè fino ad ora su questo sito la libertà di espressione o comunque la libertà di dire ciò che si pensa era sempre stata salvaguardata. A patto di non incorrere in qualche violazione grave del regolamento. E sembra tanto evidente che la messa in pratica di quell’annuncio non si è fatta attendere. Infatti, in Francia Nicolas Sarkozy, presidente e candidato alle prossime presidenziali da poco sbarcato su Twitter, fa chiudere 2 account, di cui uno in particolare, @_nicolassarkozy, attivo già da un anno, l’altro è @SarkozyCaSuffit. (altro…)

  • Protesta contro il SOPA, domani Wikipedia si oscura e il dibattito si accende

    Protesta contro il SOPA, domani Wikipedia si oscura e il dibattito si accende

    Domani Wikipedia nella versione in inglese si oscurerà per tutto il giorno in segno di protesta contro il famigerato SOPA, una proposta di legge contro la pirateria negli Usa che determinerebbe una situazione di caos sulla rete. E il dibattito si accende. Secondo Twitter è una mossa “sciocca”, ma non si riferiva a Wikipedia

    WIKIPEDIA-BLACKOUTIl famigerato SOPA, ossia Stop Online Piracy Act, una proposta di legge in discussione alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti per contrastare la pirateria informatica e difendere i diritti d’autore su Internet. Mentre una proposta di legge su temi analoghi e con contenuti simili, chiamato Protect IP Act, PIPA, è stata presentata al Senato degli Stati Uniti dal senatore del Vermont Patrick Leahy, democratico, a maggio del 2011, dopo che una versione precedente della legge (nota come COICA) venne bloccata in Senato nel 2010. Se dovesse passare che conseguenze avrebbe? In pratica una volta verificata una violazione dei diritti di autore, verrebbero bloccati materiali multimediali pubblicati dagli utenti, quindi immagini e video, che vengono resi pubblici attraverso Facebook, Twitter, YouTube, Wikipedia. Inoltre, si potrebbe figurare anche un controllo preventivo, da parte dell’autorità giudiziaria che ne fa richiesta ai gestori dei siti, di tutto ciò che viene reso pubblico. E avendo la stessa autorità giudiziaria poteri molto estesi, si potrebbero verificare veri e propri casi di censura. (altro…)

  • Obama ricomincia dal web

    Anche stavolta Barack Obama sceglie la rete per iniziare la sua nuova campagna presidenziale e lo fa inoctrando Mark Zuckerberg al Town Hall Facebook di Palo Alto. Tanti i temi toccati, ma la rete e le tecnologie sono importatnti per il futuro

    Non avrebbe potuto iniziare diversamente la sua nuova campagna presidenziale Barack Obama, presidente degli Stati Uniti d’America. Incontrando Mark Zuckerberg ieri al Town Hall Facebook di Palo Alto, in California, cioe’ dal municipio del villaggio piu’ grande del mondo, Obama ha stretto ancora di più il suo forte legame col web che gli ha consentito di diventare presidente Usa nel 2008. O quanto meno, una legame, una combinazione che ha avuto una forte influenza. E siccome in questri ultimi tre anni Obama ha comunque continuato ad usare la rete come strumento di informazione e coinvolgimento, allora non poteva essere davvero diverso l’inizio di questa sua nuova avventura eletorale che punta alla rielezione. In un’atmosfera entusiasta, davanti a 700 dipendenti di facebook e giornalisti, Obama si è presentato subito in maniera simpatica: “Il mio nome è Barack Obama, quello che è riuscito a far mettere giacca e cravatta a Mark Zuckerberg”, facendo chiaro riferimento alla cena tenutasi alla Casa Bianca tra Obama e i grandi protagonisti del mondo della tecnologia e del web. (altro…)

  • Se Charlie Sheen fa il fenomeno su Twitter

    E’ diventato nell’arco di pochi giorni un vero e proprio fenomeno su Twitter diventato uno dei profili più popolari, scalzando addirittura personaggi come Obama

    Charlie Sheen in March 2009
    Image via Wikipedia

    Ultimamente si è parlato di Charlie Sheen più per fatti di cronaca che per le sue capacità artisitiche. Spesso al centro dell’attenzione americana e mondiale per feste che spesso si concludono con qualche sua visita in ospedale. Ma da qualche giorno, precisamente dal primo marzo, da quando ha aperto il suo profilo su Twitter, è diventato una vera e propria star del web. Uno stenterebbe a crederci e giustamente si chiede, ma come ha fatto? Sicuramente il fatto di essere sempre al centro di eventi che hanno a che fare più col gossip che col cinema, accrescono vertiginosamente l’interesse di tutti verso quello che qualche anno fa era una promessa del cinema ad Hollywood. Sysomos ha affettuato uno studio su questo fenomeno e di seguito vi proponiamo ciò che ne è venuto fuori. (altro…)