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  • Facebook, Pinterest e Twitter sono le fonti di traffico principali

    Facebook, Pinterest e Twitter sono le fonti di traffico principali

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    Facebook, Pinterest e Twitter, secondo il nuovo rapporto annuale di Shareaholic, sono le principali fonti di traffico sul web per quanto riguarda i Social Media. E Pinterest è quello che cresce di  più degli altri. Google+ è ultimo delle 8 piattaforme esaminate

    Shareaholic, che tutti conoscerete per via dei widget e dei plugin che produce per lo sharing dei contenuti sui social media, ha stilato il nuovo rapporto 2013 che questa volta indaga le 8 principali piattaforme social media per vedere quanto traffico essi trainano. Lo scorso anno avevamo assistito alla grande perfomance di Pinterest che si piazzava come quarta fonte di traffico principale, superando Twitter. Ora, sulla base di questo studio, condotto negli ultimi 13 mesi analizzando i dati da 200 mila publishers, viene fuori che le prime tre fonti di traffico principale sono Facebook, che cresce in anno del 58,81%, Pinterest, che cresce del 66,52% ed è quello che cresce più di tutti, e Twitter, che cresce del 54,12%. Questi sono i principali attori sui Social Media che guidano la maggior parte del traffico, che in pratica sarebbe il 15,22% del traffico del mese scorso.

    Come abbiamo detto, la crescita più rilevante la fa registrare Pinterest e si conferma piattaforma e fonte importante tra i referral. E sarà ancora più interessante vedere come questa crescita verrà influenzata dall’introduzione della pubblicità e non sarà difficile prevedere che sarà un’influenza positiva, ma comunque vedremo.

    Ancora qualche altra considerazione, perchè come avrete notato, il dato che salta agli occhi da questo studio è la performance di Google+, decisamente al di sotto delle aspettative.

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    La piattaforma di proprietà di Google è cresciuta, come fonte di traffico, del 6,97%, piazzandosi quindi all’ultimo posto della classifica tra le otto piattaforme analizzate. E, se guardiamo il dato del mese scorso, Google+ ha inciso come fonte di traffico solo dello 0,04%; la media a 13 mesi è dello 0,06%!

    Quindi quella che doveva essere di fatto la piattaforma che avrebbe dovuto smuovere le acque tra i principali player nei Social Media, vale a dire Facebook e Twitter, di fatto finora, e stando anche a questi dati, ha fatto davvero poco, nonostante una strategia messa in atto da Google per far diventare G+ la sede principali a cui confluiscono tutte le altra directories. E’ vero anche che Google+ si è distinta per numero di utenti attivi, dietro solo a Facebook, ma questa è conseguenza di tutte le altre attività che Google ha messo in atto per questo proposito. Nei fatti, in termini di referall, i dati sono molto scarsi.

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    Altre considerazioni riguardano LinkedIn e YouTube che crescono e bene anche: 52,86% il dato riferito a YouTube e 34,51% il dato riferito a LinkedIn.

    Allora, a questo punto ci interessa sapere cosa ne pensate voi di questi dati e, se volete, dateci un vostro parere riguardo a Google+. Scriveteci tra i commenti.

  • Pinterest, nuovo e interessante aggiornamento per gli Article Pins

    Pinterest, nuovo e interessante aggiornamento per gli Article Pins

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    Pinterest di recente si accoda alla ventata di novità che sta accompagnando più o meno tutti i social network. E dopo aver annunciato i “promoted pins”, ieri dal blog ufficiale è stato annunciato un aggiornamento degli “Article Pins”, ossia la possibilità di poter salvare gli articoli e post interessanti e pinnarli per poi leggerli successivamente

    Pinterest in fatto di novità ultimamente non sta certo a guardare. Lo avevamo già sottolineato a proposito dell’annuncio dei “promoted pins” con l’introduzione degli ads. E’ un periodo florido e di grandi novità per quasi tutti i social network che provano a rendere sempre più interessante l’esperienza per gli utenti che vi accedono cercando di estendere anche i propri orizzonti. Ed è quello che cerca di fare proprio Pinterest con questa nuova funzionalità. Tutti conosciamo e usiamo Pinterest per “pinnare” immagini e foto di prodotti, sappiamo anche che Pinterest funziona bene in chiave e-commerce. Ecco che gli “article pins” spingono gli utenti a pinnare anche i post e gli articoli interessanti che trovano sui blog che seguono e altro, con la possibilità di poterli raccogliere in un board apposito e poi rileggerli quando si vuole. Ogni giorno su Pinterest vengono “pinnati” ben 5 milioni di articoli. In sostanza è una vera e propria azione di social bookmarking.

    La grossa novità di questo aggiornamento sta nel fatto che, rispetto all’operazione che fino ad ora tutti avete fatto pinnando un post e visualizzandolo con l’immagine e il titolo, adesso, senza richiedere alcuna nuova operazione da compiere se non quella di aggiungere l’url di riferimento, in automatico vengono aggiunti dei metadati. Questo nuovo look fa parte della famiglia dei “product pins” introdotti a maggio di quest’anno.

    Sul blog ufficiale si consiglia di dare un’occhiata a chi sta già pinnando i propri articoli come fonte d’ispirazione e tra questi tra gli altri, troviamo Arianna Huffington con un board “What I’m reading”, Queen Latifah con un board “Good reads”. E tra i siti di media troviamo, tra gli altri, New York Times, Fortune, The Guardian, Le Monde, Telegraph, TIME.

    Insomma, chissà che Pinterest non pensi di sfruttare questo aggiornamento puntando a diventare il nuovo Delicious, tanto per citare un esempio, staremo a vedere. L’aggiornamento senza dubbio è un modo per estendere i modi d’uso di Pinterest.

    E voi che ne pensate? Vi piace questo nuovo aggiornamento?

     

     

  • E su Pinterest arriveranno anche gli ads

    E su Pinterest arriveranno anche gli ads

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    Pinterest nel panorama dei social network che ultimamente si danno battaglia in termini di novità, non resta certo a guardare. E infatti, Ben Silbermann, fondatore del social network, annuncia che presto verranno introdotti gli ads sotto forma di “promoted pins”. Ma cerchiamo di capire meglio come funzioneranno

    Anche Pinterest ultimamente è fucina di novità tanto quanto gli altri Big della scena social network, dai pin “scontati” all’upgrade del “pin button“. Ma il social network che vede oramai raggiunti i 70 milioni di utenti, sebbene più della metà siano americani (in Italia si registra un utilizzo attivo da parte di circa un milione di utenti di cui i 2/3 sono donne), annuncia, nella persona del suo fondatore Ben Silbermann, di avere in programma per il futuro il lancio degli ads e specifica però che tali strumenti di advertising per le aziende, non avranno le caratteristiche invasive viste altrove:

    non saranno banner o pop up;

    non saranno “ingannevoli”, sarà sempre chiaro che si tratta di un pin sponsorizzato;

    non saranno irrilevanti (questa è la sfida più ardua  a mio avviso);

    saranno passibili di verifica: il miglioramento del servizio di feedback renderà possibile far sapere cosa ne pensano gli utenti per evitare di proporre contenuti indesiderati. In questo modo la profilazione dei pin dovrebbe essere più interessante e utile per i brand.

    Nel prossimo futuro Pinterest vede quindi l’arrivo degli ads ma le premesse di trasparenza e rilevanza fanno sperare che imparino dagli errori degli altri, in particolare di Facebook che ultimamente sembra vivere un periodo di decadenza di creatività per le inserzioni.

    Doteranno le aziende di strumenti idonei alla corretta profilazione?

    Pinterest a differenza di Facebook è un social network ancora di “nicchia”, possiamo quindi immaginare una maggiore attenzione al contenuto delle inserzioni?

    Su questo social network ritrovarsi pin che sponsorizzano diete con immagini poco qualificanti dell’essere umano sarebbe un tremendo autogol visto che, ancor di più che sugli altri social, qui si parla tramite immagini!

    E ancora, il contributo chiesto agli utenti che dovrebbero individuare come indesiderati taluni pin è corretto? E’ la sola soluzione contro l’arrivo indiscriminato di inserzioni pubblicitarie?

     

     

  • Gli utenti Pinterest sono più fedeli di quelli di Facebook

    Gli utenti Pinterest sono più fedeli di quelli di Facebook

    Da una recente indagine di Piqora, “Pinterest Best Practices”, un utente Pinterest è molto più difficile da guadagnare rispetto ad un utente Facebook. Inoltre, un utente Pinterest segue molti più brand ed è molto più fedele e selettivo, sempre in confronto ad un utente Facebook

    Pinterest è ormai una realtà ben definita e in poco tempo ha saputo conquistarsi un proprio spazio anche all’interno di una strategia da programmare sui Social Media. Sapete bene quanto abbiamo seguito l’argomento Pinterest e lo continueremo a fare, riconoscendogli la caratteristica di essere riuscito in un’impresa ardua, riuscendo a sorprendere tutti, analisti e utenti.

    Fatta questa premessa, veniamo alla notizia, di qualche giorno fa per la verità.

    Piqora, una startup americana che offre strumenti per misurare la presenza e l’influenza su Pinterest, ha rilasciato qualche un’interessante indagine, un white paper, che è davvero molto utile per gli utenti e per chi volesse cominciare a costruire la propria presenza su questo social network. Quello che sicuramente attira l’attenzione, e Social Times per primo lo ha sottolineato, è che si può ben affermare che l’utente Pinterest è molto più fedele di quello di Facebook. Cosa si vuole dire con questo? Si vuole sottolineare il fatto che un utente Pinterest è molto più selettivo e tende a seguire chi davvero gli interessa, su quella piattaforma ovviamente, rispetto ad un utente Facebook, abituato diversamente. Forse qualche dato riesce ad essere più chiarificatore.

    Pinterest-Social-Media

    Allora, sempre dall’indagine di Piqora, un utente Facebook segue in media 130 profili, mentre un utente su Pinterest tende a non disperdere il proprio apprezzamento e ne segue in media 20-50.

    Si può dare anche una spiegazione logica, secondo noi e surrogata anche dai tecnici di Piqora, rispetto a questo dato. Certamente questo accade in quanto l’algoritmo di Facebook, il famoso Edge Rank, è molto più sofisticato di quello di Pinterest. L’algoritmo di Facebook raccoglie e sceglie i feed in base alle recenti attività, mentre l’algoritmo di Pinterest raccoglie tutti gli aggiornamenti dei profili seguiti dagli utenti. Capite allora bene che se fossero più di 50 gli utenti che si seguono in media su Pinterest, il tutto diventerebbe davvero poco gestibile.

    Ora visti questi dati ci sentiamo di dire che nel cercare di costruire una propria presenza su Pinterest, sarebbe meglio diversificare la strategia, evitando di adottare azioni già viste e usate su Facebook e su Twitter. Non serve essere aggressivi anche su Pinterest, così come succede altrove. Meglio diversificare radicalmente la propria strategia su Pinterest, avendo a mente di inserire sempre e comunque contenuti di qualità.

    E voi che ne pensate? Siete anche voi pià fedeli su Pinterest che su Facebook? Raccontateci la vostra esperienza.

    (l’immagine è di mkhmarketing)
  • Pinterest guarda davvero al business con le Web Analytics

    Pinterest guarda davvero al business con le Web Analytics

    Da un pò di tempo Pinterest sta attivando una serie di modifiche che hanno certamente l’obiettivo di rendere sempre più attraente la piattaforma. Così dopo aver aggiunto alle Board il tasto “Find Pins” che permette di trovare Pin simili alla propria board e rinnovato il look, ecco che da ieri su Pinterest è possibile avere il tracciamento delle visite con l’attivazione delle Web Analytics per gli utenti che hanno associato un sito verificato al proprio account (sul blog ufficiale di Pinterest è possibile trovare un post che spiega come verificare il proprio sito sulle varie piattaforme)

    Pinterest dopo il trionfale 2012 ha iniziato il 2013 con grosse novità, trainate anche dal sostanzioso finanziamento di 200 milioni di dollari che ha elevato il valore della società a 2,5 miliardi di dollari, valore raggiunto in soli tre anni. E quindi dopo aver rinnovato il look, Pinterest ha rilasciato, annunciandola dal suo blog ufficiale, ieri una grande novità per il business e cioè la possibilità di visualizzare, all’interno di un profilo con sito web verificato, le proprie metriche relative alle analytics. E’ chiaro che da adesso in poi si apre anche per Pinterest il tema legato alle applicazioni di terze parti e quindi alle gestione delle API, argomento assolutamente inedito per questo social network e per questo sarà interessante vedere a che tipo di evoluzione assisteremo. Di recente, tanto per citare un esempio recente, Twitter ha ristretto molto la gestione delle API e chiudendo la porta a quelle applicazioni che grazie a Twitter potevano giocarsi una grossa fetta di visibilità. Scopo della restrizione è quello di rendere la piattaforma più autonoma e capace di monetizzare da sè. Farà così anche Pinterest? Vedremo, ma intanto torniamo alla novità delle analytics.

    pinterest-il-tuo-sito

    Il servizio di web analytics che è visibile non appena si passa al nuovo loook, e se si ha nel proprio profilo un sito verificato, è di terze parti, ma vale comunque ricordare che finora era possibilie vedere alcune metriche da servizi come Vitrue, Viralheat oppure da Pinfluencer, Pinalyzer, PinReach, Pinster. Quello che propone oggi Pinterest è la possibilità di monitorare, dall’interno del proprio profilo, traffico outbound verso Pinterest, traffico inbound da Pinterest, quante volte viene visualizzato un “pin”, inoltre si possono visualizzare i pins più recenti, i più “repinnati” e i più “cliccati“.

    Da quello che si è saputo ieri, questo è ancora una prima versione e che presto verranno attivate altre metriche. Senza dubbio questo è il primo passo che Pinterest muove verso la possibilità, come si dice, “di fare business” per davvero ma lo fa in modo non frenetico e convulso, una crescita che sembra simile a quella di LinkedIn. Da oggi, quindi, i brand hanno una motivazione in più e possono finalmente avere dei riscontri oggettivi sulla base dei quali cominciare a gestire i propri “pins” in un’ottica diversa.

    Noi saremo qui a raccontarvi delle novità che ci saranno nel futuro di Pinterest, ma voi che ne pensate?

  • Fotolia aderisce al programma di attribuzione su Pinterest

    Fotolia aderisce al programma di attribuzione su Pinterest

    Fotolia, Leader in Europa nel mercato Microstock, ha aderito al programma di attribuzione Pinterest. La partecipazione di Fotolia  porta benefici effettivi a fotografi e illustratori che condividono i propri lavori su Pinterest. In particolare, le immagini della vasta collezione Fotolia saranno d’ora in poi identificate ed etichettate come immagini Fotolia

    Fotolia, leader nel mercato del microstock con oltre 20 milioni di foto, aderisce al programma di attribuzione su Pinterest, il popolare social network che basa il suo successo proprio sulle immagini, come strumento per veicolare emozioni. Questo comporterà evidenti vantaggi ai contributori, in quanto tutte le immagini saranno caratterizzate dalla presenza del watermark. Inoltre, cliccando su un “pin” Fotolia, si visualizzeranno tre collegamenti: link dell’immagine su Fotolia, link al portfolio artista, e link al sito Fotolia. Sarà così più facile per gli utenti cliccare direttamente sull’immagine Fotolia, scaricarla e usarla come contenuto Royalty Free per il proprio progetto creativo.

    Migliaia di immagini dei nostri fotografi e designer si trovano già su Pinterest”, spiega Soeren von Varchmin VP Business Development Fotolia.Questa funzione è un ulteriore stimolo per i nostri autori ad usare uno dei servizi online più frequentati come piattaforma per la promozione dei loro lavori su Fotolia”.

    Ogni giorno su Pinterest milioni di persone scoprono nuove interessanti immagini. Usando il nostro programma di attribuzione, Fotolia garantisce agli utenti Pinterest l’accesso a tutte le informazioni sulle risorse creative Fotolia. Questa integrazione inoltre aiuta ad avvicinare i fotografi ai potenziali clienti” dice Kent Brewster, engineer and attribution program lead di Pinterest.

    Fotografi ed illustratori di Fotolia beneficeranno di questa nuova possibilità su Pinterest”, aggiunge Arne Trautmann.  L’avvocato tedesco specializzato in IP e Media Law è uno dei maggiori fotografi microstock di successo (alias Kzenon) con più di 100,000 immagini vendute su Fotolia.

    “Pinterest è una piattaforma elegante e ricca di spunti, la uso regolarmente per cercare ispirazione. Ora che la sorgente di ogni immagine Fotolia viene automaticamente attribuita, i nostri contenuti creativi possono essere più facilmente tracciati, e abbiamo maggiori possibilità di attrarre l’interesse dell’utenza direttamente al nostro portfolio.”

    Il portfolio Fotolia di Arne Trautmann e la pagina Pinterest possono essere visualizzati su http://www.fotolia.com/p/200443522 http://pinterest.com/kzenon

    Fotolia

    Leader in Europa nel mercato Microstock, Fotolia offre una collezione online di più di 20 milioni di foto, illustrazioni vettoriali e video HD in licenza Royalty Free a prezzi micro. Nata nel 2004 da imprenditori francesi, Fotolia ha lo scopo di dare un accesso democratico alle immagini e offre dei contenuti professionali a partire da 0,74 €, per tutti i tipi di utilizzo, su tutti i supporti, senza limiti di tempo o limiti geografici, e questo indipendentemente dal numero di diffusioni.

    Specialista nella fornitura di risorse creative ad uso professionale, Fotolia affianca l’offerta di immagini e  video di artisti indipendenti da tutto il mondo a portfolio di agenzie fotografiche internazionali. I suoi clienti sono professionisti della comunicazione e del design, agenzie grafiche e pubblicitarie, gruppi editoriali e case editrici, università ed enti locali ed internazionali, e piccole, medie e grandi imprese di tutti i settori di attività.

    Fotolia conta oggi oltre 3,8 milioni di utenti nel mondo. I suoi servizi sono attivi in 12 lingue, e in 20 paesi dove Fotolia è fisicamente presente. Connettiti con Fotolia su Facebook e Twitter

  • Ecco il 2012 sui Social Media [Infografica]

    Ecco il 2012 sui Social Media [Infografica]

    L’infografica che vi presentiamo oggi racchiude al suo interno tutti i fatti salienti a cui abbiamo assistito in questo anno sui social media. Un 2012 davvero ricco di eventi. E il 2013? Lo sarà di più

    Raccontare tutto ciò che è accaduto sul web e sui social media è davvero difficile. So perchè il 2012 che sta per finire non è stato affatto avaro di fatti salienti che anche noi nel nostro piccolo vi abbiamo raccontato. E allora in questi casi non c’è niente di meglio di un’infografica come quella di cui vi parliamo oggi, sviluppata da The Seo Company, che sintetizza e illustra quelli che sono stati davvero i fatti più interessanti che hanno riguardato i Social Media.

    Il 2012 è stato l’anno che ha visto un passo in avanti nel progresso tecnologico, è stato, secondo le previsioni, l’anno del mobile. Molti social network hanno orientato le proprie strategie proprio in questa direzione. A cominciare da Facebook che nel prepararsi allo sbarco su Wall Street, ha acquistato Instagram, ma anche Gowalla, per cominciare a presidiare un settore fino ad allora poco frequentato e anche per cercare di andare a soddisfare quelle che erano le richieste dei creditori. Non è stato certo a guardare Twitter, anzi, con la modifica delle Api ha rivoluzionato il suo di fare, puntando a valorizzare la nuova proposta che ha visto grosse novità. Da ultima l’adozione di filtri fotografici, in netta concorrenza con Instagram evidentemente.

    Ma è stato l’anno anche di Pinterest. Dopo essere stata eletta miglior startup è stata la vera rivelazione di questo 2012 sui Social media. Mentre tutti, come noi del resto, aspettavano il grande exploit di Google Plus, Pinterest ha attirato a sè tutta l’attenzione, oscurando per buona parte dell’anno proprio il social network di casa Google che nell’ultima parte di quest’anno lo ha visto recuperare sensibilmente terreno. Chissà che il 2013 sarà il suo anno? Staremo a vedere.

    Intanto l’infografica raccoglie mese per mese i fatti principali come appunto Pinterest eletta come migliore startup a Gennaio, come il caso di Kony2012 che ha raccolto 87 milioni di visualizzazioni online e suscitando molte polemiche; oppure, e lo dicevamo prima, come lo sbarco di facebook a Wall Street con una quotazione molto alta per azione, 38 $, per poi vederlo protagonista in negativo, addirittura riuscendo a perdere il soli tre mesi il 50% della quotazione. Per non parlare delle vendite di azioni da parte di pezzi grossi come Sheryl Sandberg che ha venduto una buona fetta del suo pacchetto in dotazione.

    E’ stato anche l’anno in cui proprio Facebook ha raggiunto il miliardo di utenti, a settembre. Anche LinkedIn, nello stesso mese, ha raggiunto l’importante traguardo dei 175 milioni di utenti registrati. A Novembre abbiamo assistito alle elezioni presidenziali americane  con la conferma di Barack Obama, protagonista del tweet, Four More years, che ha collezionato più RTs della storia, con oltre 4 milioni di condivisioni.

    E arriviamo a qualche giorno fa quando abbiamo assistito allo sbarco di Benedetto XVI su Twitter ed è notizia di ieri che il video di PSY Gangnam style ha superato il miliardo di visualizzazioni su YouTube.

    Insomma, ne sono successe davvero tante in questo 2012. E per voi qual è stato l’evento più interessante del 2012 sui Social Media? Raccontatecelo.

    2012-social-media-infografica

  • Il ritmo di crescita dei Social Network, importanti i primi 3 anni [Infografica]

    Il ritmo di crescita dei Social Network, importanti i primi 3 anni [Infografica]

    Con la diffusione dei dispositivi mobili che ci permettono di essere connessi ogni giorno, cresce anche l’uso dei social network che aumentano sempre di più in termini di users. Silverpop ne ha raccolti 20 tra i maggiori e ne ha visto la crescita negli anni, vediamo cosa ne è venuto fuori

    Ne parlavamo proprio qualche giorno fa, a proposito di una recente ricerca di comScore sul crescente uso di smartphone in Europa e in Italia, con l’aggiunta del fatto che aumenta tra questi possessori anche chi possiede un tablet, è inevitabile il riflesso che questo comporta sulla crescita dei Social Network. Il nostro paese ad esempio è tra quelli che vanta il maggior uso dei social network proprio via mobile. E quindi la ricerca di Silverpop che ha raccolto 20 tra i più popolari social network, dimostra proprio questo stretto legame. Alle persone piace essere connessi col proprio social network preferito, ma anche di essere liberi di poterlo fare ovunque.

    Facebook e Twitter sono ormai i grandi protagonisti del panorama dei Social Network con, rispettivamente, 1 miliardo e 500 milioni di users, ma l’aspetto su cui si concentra questa ricerca è un social network cresca in maniera costante nei primi sei anni ed è fondamentale crescere nei primi tre anni di vita. Questo per far si che il progetto possa poi mostrarsi solido e duraturo capace di attrarre nei primi anni dal lancio un numero in crescita costate di utenti. Se guardiamo LinkedIn, ad esempio, notiamo che è uno l’unico a non essere mai riuscito a triplicare il numero degli utenti anno per anno, come invece è successo ad altri, capace però di mantenere ritmi di crescita e di fare il salto di qualità verso il terzo-quarto anno. E oggi LinkedIn è uno dei social network più importanti e seguiti.

    L’analisi effettuata su 20 social networks rivela che 9 su 11 sono cresciuti nei primi tre anni di vita e 5 di questi ha continuato a crescere anche nei successivi tre anni. Come abbiamo imparato la crescita costante del numero degli utenti determina poi il valore reale di un social network, ecco perchè è essenziale che questo ritmo rimanga costante proprio nei primi anni. Un esempio su tutti è Twitter capace di crescere al ritmo di otto volte le sue dimensioni tra il terzo e il quarto anno di vita. Facebook nello stesso periodo di vita è cresciuto di 6 volte e Tumblr invece è cresciuto di 4 volte.

    Chi ha poi puntato molto proprio sul Mobile, come Foursquare, il social network di geolocalizzazione, ha visto raddoppiare la sua base di utenti proprio nell’ultimo anno, questo anche per il fatto che l’unico che poteva contrastarlo, Gowalla, è praticamente uscito di scena essendo stato acquisito da Facebook. Anche Instagram, una delle mobile app più usate, sempre proprietà di Facebook, ha visto raddoppiare il suo numero di utenti tra il primo e il secondo anno, proprio in virtù dell’acquisizione da parte del social network di Zuckerberg. Pinterest, vero astro nascente tra i social network, è stato capace di 25 milioni di utenti in meno di tre anni. Google Plus è cresciuto raggiungendo la cifra di 400 milioni di utenti.

    Questo il quadro complessivo di questa interessante ricerca che a quanto pare mostra un panorama tra i social network comunque in crescita. Certo sarà interessante vedere cosa succederà nei prossimi anni. Voi che ne pensate? Chi credete che saprà mantenere costante la sua crescita e chi no?

    Crescita-social-network-primi-tre-anni

  • Pinterest: nasce l’esigenza di un’estetica dei pin?

    Pinterest: nasce l’esigenza di un’estetica dei pin?

    Pinterest più volte lo abbiamo descritto come il vero fenomeno tra i social media del 2012. Grande successo di numeri e le recenti modifiche ne accrescono l’appeal. Eppure tra i tantissimi pin che ogni giorno vediamo non tutti sono adeguati. E’ il caso di parlare di “estetica dei pin”?

    [dropcap]I[/dropcap]n un momento in cui Pinterest è tornato agli onori di cronaca grazie alle ultime novità, dalle notifiche e la gestione degli utenti  alle board segrete ed alle pagine aziendali, ho sentito la necessità di condividere con voi una riflessione autocritica sul modo con cui stiamo usando questo strumento, a maggior ragione se da ieri questo si è fatto ancor più strumento di marketing con le brand pages e se lo sarà ancor di più inserendo elementi di monitoraggio e analisi come sembra voler fare.

    Pinterest: storia autocritica di un cattivo utilizzo

    Da qualche tempo ho notato una mia reticenza nel cliccare su link provenienti da Pinterest rintracciati tramite altri social network. Mi chiedevo perché, perché vedendo un link “pinterestiano” ad esempio su twitter il mio istinto fosse quello di evitare di aprirlo? Non riuscivo a mettere a fuoco il problema fino a quando non mi è passato davanti un tweet di  Rosa Giuffrè

    Pinterest

    con  tema “il pin perfetto”, post che condivido a pieno dato che spesso l’esperienza Pinterest risulta deludente a causa della superficialità con cui vengono inseriti i contenuti su questo social network.

    A questo punto quella “reticenza” ha preso forma ed è diventata una sorta di autocritica al modo di usare Pinterest da parte di molti di noi, me compresa, soprattutto nel settore del social media marketing. In sostanza una volta difronte ad un tweet contenente un link a Pinterest mi sono chiesta:

    Perché per arrivare a leggere “quel” post dovrei cliccare su di un link che mi porta ad un pin la cui immagine non aggiunge e non anticipa nulla e pergiunta mi costringe ad un ulteriore click per raggiungere finalmente il contenuto desiderato?

    Fermo restando che per un’esperienza completa di navigazione su Pinterest siano necessari elementi che vanno “oltre il pin”, ad esempio un link ad un approfondimento, trovo anche che la completezza del messaggio debba essere il pin stesso.

    Capita fin troppo spesso di vedere pin che non contengono alcuna coerenza con il contenuto o che non hanno una completezza, perché parzialmente compilati come dice Rosa ma anche perché l’immagine utilizzata non è stata pensata per quel tipo di comunicazione, così succede addirittura che le stesse immagini portino a contenuti differenti, creando una confusione totale nell’utente che se arriva da un altro social network trova un’immagine “inutile” che è costretto a cliccare per “ottenere soddisfazione”, se invece sta cercando contenuti all’interno di Pinterest si trova davanti una ripetizione di immagini identiche o similari che spesso portano a post diversi tra loro.

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    Credo occorra quindi un piccolo cambio di mentalità, uno sforzo in più, che in parte si è già concretizzato con la nascita delle infografiche ma che deve ancora prendere una forma più concreta: pensare che i nostri contenuti possano essere “pinnati”. Dare ai nostri post immagini esaustive evitando di utilizzare riempitivi standard che farebbero sembrare un pin al nostro post identico ad un post di qualcun altro, dare al lettore un’impatto visivo che renda giustizia al suo click e che sia la leva per il prossimo click di approfondimento. Blogger o brand o editori o copywriter, è indifferente, il pin dev’essere bello e completo nel messaggio.

    Potremmo dire che siamo di fronte ad una ‘“Estetica dei pin”?

    Qual’è la tua esperienza di pinner?  Quanti pin uguali ti è capitato di notare?

    Quante volte hai evitato di cliccare su un link Pinterest da Twitter perchè “troppi click per arrivare al post”?