Tag: politecnico di milano

  • Osservatorio Multicanalità 2011, la multicanalità per lo sviluppo

    Osservatorio Multicanalità 2011, la multicanalità per lo sviluppo

    Presentati ieri i risultati dell’Osservatorio Multicanalità 2011 condotto da Nielsen, Connexia e la School of Management del Politecnico di Milano. La Multicanalità genera sviluppo per le aziende e i consumatori

    Osservatorio Multicanalità 2011Cinque anni di ricerca, tempo di bilanci per l’Osservatorio Multicanalità, il progetto di ricerca che studia l’evoluzione del consumo multicanale e l’approccio strategico delle aziende alla multicanalità, unico nel suo genere perché combina le expertise di tre importanti partner: Nielsen, Connexia e la School of Management del Politecnico di Milano. Secondo quanto emerso dall’edizione 2011, i cui risultati sono stati presentati ieri nel consueto appuntamento con il convegno al Politecnico di Milano, la multicanalità in Italia porta un contributo alla crescita e allo sviluppo economico, sia per le aziende che per i consumatori. (altro…)

  • Il Web nelle banche per superare la crisi

    Il Web nelle banche per superare la crisi

    Interessante convegno svoltosi stamane presso la sede ABI a Milano con al centro il tema “Le Intranet nelle Banche italiane: quando l’innovazione passa dal portale”. Un’occasione per riflettere su come anche il web può aiutare le banche in periodo di crisi. Da registrare ancora diffidenza nei confronti dei social network.

    banche e webCome cambiano con la crisi gli ambienti web per i dipendenti bancari? C’è ancora spazio per gli investimenti di comunicazione e collaborazione? Qual è l’atteggiamento delle banche nei confronti dell’uso di Social Network al loro interno? A queste domande ha cercato di rispondere il convegno che si è svolto questa mattina pressola Sede ABI di via Olona, 2 a Milano, dal titolo “Le Intranet nelle Banche italiane: quando l’innovazione passa dal portale”. Nell’occasione sono stati presentati i risultati della Ricerca condotta dall’Osservatorio Intranet Banche, il progetto della School of Management del Politecnico di Milano e di ABI Lab, il Centro di Ricerca e Innovazione per la Banca, che da sette anni studia lo stato e le prospettive delle iniziative Intranet nelle banche Italiane. La Ricerca che ha coinvolto oltre 40 referenti delle principali banche e gruppi bancari italiani, ha permesso di fotografare lo sviluppo delle iniziative web a favore dei dipendenti andando a fotografarne budget, diffusione, benefici e trend d’innovazione. (altro…)

  • Cloud Communication, da opportunità a necessità

    Cloud Communication, da opportunità a necessità

    Da una ricerca, del Politecnico di Milano presentata oggi, condotta su un campione delle principali aziende italiane, risulta che i servizi di Cloud Communication sono più utilizzati dalle grandi aziende. Le Pmi restano ancora legate ai servizi consumer con scarsa integrazione tra i sistemi informativi

    Cloud Computing CommunicationPresentati oggi presso l’Aula Rogers del Politecnico di Milano i risultati della Ricerca condotta dall’Osservatorio Unified Communication & Collaboration della School of Management del Politecnico di Milano. L’Osservatorio da tre anni si occupa di monitorare lo stato di adozione delle soluzioni di Unified Communication & Collaboration nelle aziende e Pubbliche Amministrazioni italiane e costituisce il punto di riferimento per lo sviluppo della cultura sul tema della comunicazione e collaborazione unificata. La Ricerca si è basata su un’analisi empirica che, attraverso survey, interviste telefoniche e case-history, ha coinvolto i responsabili dei Sistemi Informativi di 107 organizzazioni di grandi dimensioni operanti in Italia e 261 PMI andando ad analizzare in dettaglio: diffusione delle iniziative, livello di integrazione nei processi aziendali, budget allocati e cercando di comprendere il ruolo giocato dai nuovi trend mutuati dal mondo consumer nella diffusione di iniziative di Unified Communication & Collaboration. (altro…)

  • Smart Football Challenge, con Fubles e adidas il futuro del calcio è già in campo

    Smart Football Challenge, con Fubles e adidas il futuro del calcio è già in campo

    Oggi è stata presentata un’iniziativa davvero speciale riservata ai membri di Fubles, la prima community in Europa per gli amanti del calcio giocato, per provare direttamente sui campi da calcio la nuova e rivoluzionaria adizero f50, sotto gli occhi di Alessandro del Piero

    fublesSi è tenuta oggi la prima partita dello Smart Football Challenge, un’iniziativa organizzata da adidas in collaborazione con Fubles e riservata esclusivamente ai membri del social soccer network più frequentato d’Italia. adidas ha infatti scelto di rivolgersi a Fubles per far provare agli appassionati di calcio la nuova scarpa da calcio adizero f50, dotata del rivoluzionario sensore miCoach SPEED_CELL™. (altro…)

  • Lo stato dell’E-commerce in Italia, in continua crescita nonostante la crisi

    Lo stato dell’E-commerce in Italia, in continua crescita nonostante la crisi

    Nei giorni scorsi è stato presentato un interessante studio Osservatorio eCommerce B2C Netcomm – School of Management Politecnico di Milano che ha messo in evidenza come, nonostante la crisi, l’e-commerce in Italia è cresciuto del 20% nel 2011, sfiorando gli 8 miliardi di euro.

    Dalla fotografia scattata dall’Osservatorio eCommerce Netcomm – School of Management Politicnico di Milano si vede molto chiaramente che lo stato dell’e-commerce nel nostro paese è in continua crescita. Ad evidenziare questo aumento del 20% nel 2011 è il valore delle vendite dai siti internet italiani, intese come valore complessivo dei beni transati, analizzando i fatturati dei principali operatori italiani, sentiti tramite interviste dirette, i fatturati degli operatori minori, raccolti sulla base di survey che ha toccato quota 8 miliardi di euro. Aumentano sia gli shopper compratori online – circa 9 milioni, quasi 1 ogni 3 utenti Internet, in crescita del 7% – sia la spesa annua per acquirente che passa dai 960 euro del 2010 ai 1050 euro del 2011 (+9%). In leggero calo (-6% circa) lo scontrino medio che resta comunque sopra i 210 euro. (altro…)

  • Enterprise 2.0, le aziende italiane usano poco il social networking

    Da una ricerca condotta su un campione delle principali aziende italiane, emerge un quadro eterogeneo sull’evoluzione organizzativa e tecnologica trainata dagli strumenti e dai principi dell’Enterprise 2.0. Nonostante la conquista del mondo consumer, non attecchiscono ancora gli strumenti di Social Network & Community

    Enterprise 2.0 - Social networkLe aziende italiane conoscono i nuovi strumenti dell’era 2.0 ma stentano a usarli. Iniziano a conoscerne i benefici ma non sfruttano appieno le opportunità. E, in questo modo, rischiano di fermarsi a uno stato embrionale senza riuscire a fare quel salto di qualità nelle perfomance aziendali che caratterizza alcuni casi eccellenti. Tanto rumore per nulla, verrebbe da dire. Ma non sempre è così: ci sono innovazioni reali in cui l’applicazione dei principi e degli strumenti dell’Enterprise 2.0 cambia i processi, le relazioni e i comportamenti. Con la concretezza dei loro benefici, queste iniziative testimoniano la rilevanza di un cambiamento che può e deve essere calato nei diversi processi di business. Questo quanto emerge dai dati presentati ieri al Politecnico di Milano durante il convegno “Enterprise 2.0: è il tempo del fare!” organizzato dall’Osservatorio Enterprise 2.0. Giunto al quarto anno, l’Osservatorio Enterprise 2.0 con questa Ricerca si è posto l’obiettivo di approfondire le “best practice dell’innovazione” per identificare i fattori critici di successo che hanno contraddistinto l’eccellenza di alcune aziende nell’evoluzione verso l’Enterprise 2.0 e valutare l’impatto sui processi di business e sui modelli di servizio delle principali Line of Business.

    Nell’analizzare le iniziative in corso e i loro impatti sull’organizzazione, ai pareri di 113 Chief Information Officer delle principali aziende italiane, la Ricerca ha affiancato quest’anno quelli di oltre 130 Responsabili delle Direzioni aziendali (Marketing, Commerciale, Comunicazione interna, Operations, Acquisti, Amministrazione e controllo). Allo scopo di valorizzare e diffondere i casi di eccellenza, inoltre, l’Osservatorio ha promosso gli “Enterprise 2.0 Innovation Award” per premiare e dare visibilità alle aziende che si sono maggiormente distinte nell’utilizzo degli strumenti e dei principi dell’Enterprise 2.0 per cambiare processi, relazioni e comportamenti, ottenendo benefici concreti e misurabili.

    Ma quali sono gli ambiti applicativi 2.0 più utilizzati dalle aziende italiane e quanto impattano sui processi, sui comportamenti organizzativi delle persone e sulla gestione della conoscenza e delle informazioni?

    Ambiti come la Unified Communication & Collaboration e il Mobile Workspace sono ritenuti ad esempio molto rilevanti da circa la metà del campione e registrano investimenti medi significativi e in crescita, trovando un potente fattore di stimolo nella diffusione dei device mobili come smartphone, PDA, netbook e New Tablet. Proprio lo smartphone risulta ancora il più diffuso, soprattutto per il Top e il Middle Management che lo utilizzano per accedere ad applicazioni di mobile office, di comunicazione istituzionale e a semplici servizi di collaboration e community, mentre i PDA/palmari sono i principali strumenti utilizzati dalla Field Force. L’adozione dei New Tablet risulta in netta crescita, ne parlavamo anche ieri qui su questo blog, in quanto tre aziende su quattro hanno già introdotto questi dispositivi nella propria organizzazione (47%) o hanno intenzione di farlo in futuro (27%).

    E ora arriva la nota dolente.Gli strumenti di Social Network & Community, considerati strumenti rilevanti solo da un terzo del campione, registrano investimenti e trend in crescita che tuttavia, per quanto positivi, non fanno prevedere forti accelerazioni per il prossimo futuro. Interessante notare come proprio questi ultimi, che hanno conquistato il mondo consumer cambiando la modalità di comunicazione e socializzazione di intere generazioni, trovino le maggiori resistenze alla penetrazione nelle imprese le quali faticano a sfruttarne le potenzialità e a integrarli nei loro processi di business. Sappiamo che non è una sorpresa, ma siccome è da almeno da tre anni che scriviamo di queste cose, speravamo in qualcosa in più, invece non è ancora così.

    Analogamente, pur a fronte di investimenti e trend di crescita significativi in piattaforme di Enterprise Content Management, le imprese introducono e utilizzano in modo limitato (meno di un terzo del campione) gli strumenti più innovativi di Rich Enterprise Communication come videosharing, RSS, corporate blog, web tv, etc.

    A influenzare ancora fortemente la presenza e l’entità degli investimenti, nonostante la diffusione e la relativa facilità di accesso, troviamo la dimensione dell’impresa e il settore di appartenenza. Si investe maggiormente nelle aziende con più di 500 dipendenti e nel settore Finance. Tra quelle con budget inferiori, invece, significativi trend di crescita, si osservano nei settori ICT/Telco/Media, Chimico/Farmaceutico e Tessile/Abbigliamento.

    enterprise 2.0 italiaConcentriamoci più su questo grafico. In termini di benefici, i responsabili della Comunicazione interna evidenziano impatti radicali dell’Enterprise 2.0 soprattutto sulla comunicazione informativa (29%) e operativa (27%). Oltre a utilizzare strumenti di Unified Communication and Collaboration, ci sono forum e blog, podcasting e videosharing, RSS e widget. Significativo anche l’utilizzo di device mobili, in particolare da parte del Top Management, per ricevere la comunicazione istituzionale e accedere ai cruscotti gestionali e alla documentazione operativa.

    Le Direzioni Commerciali utilizzano applicazioni 2.0 soprattutto sulla gestione della forza vendita (46%) e in alcuni servizi post vendita (8%). Maggiormente usati Unified Communication e live collaboration ma anche i device mobili e i servizi di community e collaboration.

    Le Direzioni Marketing utilizzano strumenti 2.0, prevalentemente in attività di analisi e segmentazione dei clienti (20%) attraverso il monitoraggio dei comportamenti di acquisto e dei profili personali sui Social Network, l’implementazione e la misura delle campagne commerciali (30%). Nei casi più avanzati c’è un utilizzo rilevante di strumenti di web sentiment analysis, forum e blog, videosharing e web tv. I dispositivi mobile sono usati in circa la metà del campione per accedere alla documentazione operativa.

    Nelle Direzioni Operations gli strumenti 2.0 abilitano soprattutto attività maggiormente operative come la gestione delle consegne (alto impatto nel 44% del casi), della produzione (34%), dei magazzini e trasporti. Gli strumenti di Unified Communication e live collaboration sono utilizzati per il supporto a team interfunzionali con alcuni casi interessanti di utilizzo di 3D collaborative environment, affiancato da social network interni (per evidenziare le competenze e i progetti delle diverse persone).

    Nelle Direzioni Amministrazione e controllo è preferito l’utilizzo per planning e reporting, contabilità esterna e contabilità analitica, attraverso l’utilizzo di strumenti più tradizionali di Unified Communication e Live Collaboration e accesso a cruscotti gestionali e documentazione operativa attraverso dispositivi mobile.

    Infine le Direzioni Acquisti utilizzano strumenti 2.0 in attività come la gestione degli ordini, dei documenti di trasporto e delle richieste d’acquisto dei fornitori, con benefici relativi alla riduzione dei costi e tempi del ciclo passivo. Non sono molti gli strumenti utilizzati in modo rilevante, ma fra quelli più diffusi vi sono Unified Communication e Project Centric Collaboration.

    Per quanto la rilevanza delle iniziative Enterprise 2.0 sia percepita elevata e in crescita, l’analisi di diversi livelli di maturità può essere interpretata alla luce di quattro elementi fondamentali:

    • la leadership del Top e Middle Management nel promuovere le iniziative Enterprise 2.0, nel definire una vision comune e nell’influenzare i membri dell’organizzazione a modificare il loro comportamento;
    • la strategia in termini di piani e modalità di introduzione di iniziative Enterprise 2.0 e coinvolgimento dei diversi attori aziendali alla loro definizione;
    • la governance sia di sviluppo che di gestione delle iniziative in termini di ruoli, livello di partecipazione dei membri dell’organizzazione e policy di utilizzo degli strumenti;
    • gli strumenti 2.0 adottati.

    A una limitata attenzione verso questi elementi sono imputabili molti fallimenti e, soprattutto, il numero molto elevate di iniziative che, nonostante la buona volontà e l’entusiasmo iniziale restano ad un livello di sperimentazione o di utilizzo superficiale.

    L’esperienza dei casi di successo analizzati evidenza che per passare dalle sperimentazioni ai “fatti” occorre:

    • impostare la Governance di questi progetti con particolare attenzione alla partecipazione del management di business, facendo comprendere che è possibile creare valore e ottenere benefici concreti sui processi;
    • inserire e far crescere al proprio interno nuovi ruoli e professionalità che siano in grado di accompagnare e gestire il cambiamento organizzativo, e questo è un concetto molto caro non solo a noi ma a molti;
    • fornire strumenti di immediata utilità operativa, in grado di integrarsi fin da subito con i processi di business, arricchendoli di funzionalità social per migliorarne le prestazioni;
    • sfruttare il potenziale di “presa” sugli utenti dei nuovi device mobili, smartphone e tablet, per una strategia realmente multicanale in grado di raggiungere anche target non abituati o impossibilitati a utilizzare computer e notebook;
    • definire un percorso di evoluzione degli strumenti che accompagni lo sviluppo della cultura organizzativa, comprendendo quali possano essere gli elementi maggiormente motivanti per abilitare dinamiche sociali e di collaborazione presso il personale interno.

     

    Questo post è stato pubblicato anche su Cisco Idea Impresa
  • Mobile business, cresce il mercato dei tablet in Italia

    Il mercato dei New Tablet cresce a tre cifre (più 347%) e le aziende ritengono che questi nuovi dispositivi avranno una elevata diffusione anche nel business: per quasi 9 aziende su 10 si affiancheranno agli Smartphone e, per alcune attività, prenderanno il posto dei PC portatili

    lg_tablet_androidIn un mercato ICT italiano in contrazione – meno 1,7% nel primo semestre del 2011 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso – alcune dinamiche si dimostrano estremamente positive: è il caso dei New Tablet, che crescono del 347% nella prima metà di quest’anno rispetto al primo semestre 2010 (fonte: Assinform-NetConsulting), con una previsione di circa 1,5 milioni di dispositivi venduti entro la fine del 2011 nel nostro paese (fonte: Osservatorio New Tablet & Business Application, School of Management Politecnico di Milano). E, insieme ai New Tablet, crescono in modo esponenziale anche le Mobile Application scaricate. Questi alcuni dei dati presentati al Politecnico di Milano durante il Convegno “Mobile Business: innovazione a tavoletta”, organizzato dall’Osservatorio New Tablet & Business Application. (altro…)

  • In Italia è app mania, ma i ricavi sono ancora pochi

    Il fermento imprenditoriale nel mondo Mobile è emerso con forza a SMAU ai Mobile App Awards: oltre 260 applicazioni candidate da circa 200 differenti imprese italiane. E l’Italia in ambito Mobile è tra i Paesi leader nel mondo. anche se i ricavi compplessivi sono ancora pochi

    Mobile appLa conferma che l’Italia stia vivendo una Mobile Revolution giunge chiaramente dai Mobile App Awards – tenuti oggi a SMAU Milano – primo contest di premiazione delle Applicazioni Mobile sviluppate da aziende italiane e internazionali, organizzato dagli Osservatori Mobile della School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con SMAU. Nel mondo sono oltre 900.000 le applicazioni già disponibili sui principali Application Store ed entro fine anno si stima di raggiungere il milione. Un boom che vedrà il numero di download a fine 2011 superare i 30 miliardi dal lancio. (altro…)

  • Mercati Digitali, in crescita anche in Italia

    I mercati digitali consumer in Italia crescono dell’11%, trainati da eCommmerce,pubblicità su PC e giochi online. Si parla di una Nuova Era Internet, basata su smartphone, connected Tv, tablet, socialnetwork e Apps. Un’0ccasione di riscatto per il nostro paese

    Mercati Digitali Osservatorio Politecnico MilanoL’Osservatorio SMAU, School of Management Politecnico di Milano, ha presentato i risultati della ricerca sui mercati digitali consumer. L’Osservatorio analizza la dinamica dei mercati digitali consumer in Italia, intesi come tutti quei mercati rivolti al consumatore finale, basati su piattaforme digitali (PC, TVdigitali, Mobile).  Nel 2011 i mercati digitali consumer in Italia crescono dell’11% rispetto al 2010 e sfiorano quota 14 miliardi di Euro. Vediamo nel dettaglio le principali dinamiche che stanno cartatterizzando i 3 comparti: eCommerce, Pubblicità su canali digitali e Contenuti digitali/servizi. (altro…)

  • Notte dei Ricercatori 2011, segui la diretta

    Ormai mancano poche ore all’evento che vedrà centinaia di micro web tv, micromedia iperlocali, web radio e web tv universitarie oltre ai grandi network editoriali che trasmetteranno in diretta “a rete unificata” il tradizionale appuntamento la Notte dei Ricercatori. Potete seguire l’evento anche qui sul nostro sito.

    Notte dei Ricercatori 2011A partire dalle 20 di questa sera, prende nuovamente vita anche sul web la “Notte dei Ricercatori 2011”. Anche quest’anno centinaia di micro web tv, micromedia iperlocali, web radio e web tv universitarie oltre ai grandi network editoriali trasmetteranno in diretta “a rete unificata” il tradizionale appuntamento che coinvolge oltre 40 città italiane e centinaia di città europee. Una notte dedicata alle storie di chi lavora ogni giorno con competenza e passione nei laboratori e centri di ricerca. Una notte per far comprendere l’influenza della ricerca nella vita di tutti i giorni. E per stare vicino ai tanti ricercatori che hanno perso il lavoro o che non hanno più garanzie per il loro futuro.

    Il web talk serale di “Everyday Science – Italy plays science” andrà online dalle ore 20 alle ore 23.30 su Nottericercatori.it, su Altratv.tv e su centinaia di piattaforme. Quest’anno cinque ricercatori di differenti discipline umanistiche e scientifiche si metteranno in gioco presentando se stessi, il team di lavoro e i loro progetti di ricerca. Un gaming interattivo per far comprendere l’importanza della divulgazione e della compenetrazione tra i vari ambiti di ricerca. Alla presenza degli assessori regionali Patrizio Bianchi (assessore Università e Ricerca Regione Emilia-Romagna), Gian Carlo Muzzarelli (assessore Attività Produttive Regione Emilia-Romagna), del pro-rettore alla ricerca dell’Università di Bologna Dario Braga e del direttore generale di ASTER Paolo Bonaretti, una giuria di esperti composta da Nicoletta Maraschio (Presidente dell’Accademia della Crusca), Angela Simone (Formica Blu), Armando Massarenti (Sole24Ore, responsabile del supplemento “Scienza e filosofia”), l’economista Guido Viale e lo storico della televisione Italo Moscati, valuterà le presentazioni e il lavoro dei gruppi di ricerca.

    Durante la diretta – condotta da Giampaolo Colletti (Altratv.tv e Federazione FEMI) e Giovanna Cosenza (Dipartimento Discipline della Comunicazione dell’Università di Bologna) – si realizzeranno collegamenti via Skype con ricercatori, scienziati e divulgatori, giornalisti italiani ed esteri: da Cagliari Eleonora Voltolina, da Madrid Irene Tinagli, dagli USA Antonio Bonci. Sarà possibile intervenire online collegandosi alla pagina http://go.nottericercatori.it/live o twittando con l’hastag #ndr2011. Aggiornamenti in tempo reale anche sulla fan page di Facebook (facebook.com/nottedeiricercatori) e sul profilo Twitter(@nottericerca) dell’evento.

    Dalle 18 alle 20, le web radio universitarie del circuito Raduni e Ustation si uniranno in un pre-evento che racconterà, in diretta radiofonica, gli aspetti più intensi, i successi, le difficoltà del fare ricerca in Italia attraverso la voce dei suoi protagonisti.

    La Notte dei Ricercatori è un’iniziativa promossa dalla Commissione Europea attraverso il Programma Quadro in Ricerca e Sviluppo Tecnologico che coinvolge ogni anno centinaia di ricercatori e istituzioni di ricerca in tutti i paesi europei. “Everyday Science – Italy plays science” è un progetto coordinato da ASTER con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, che prevede 20 eventi in 10 regioni italiane: Abruzzo, Campania, Calabria, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Toscana, Sardegna, Sicilia, Veneto. È realizzato in partenariato con le Università di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia, Cattolica del Sacro Cuore sede Piacenza, Politecnico di Milano sede Piacenza, Università di Salerno, CNR Area della Ricerca di Bologna, INAF, ENEA, INGV, U.Media srl, Filandolarete srl, Lepida, ÈTV e Tiscali. Ha ricevuto anche l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica.