Tag: pubblica amministrazione

  • Pmi e Social Media ancora lontani

    Da uno studio condotto dalla Iulm di Milano solo il 10% delle piccole aziende e il 35% di quelle medie si avvale dei social media per comunicare, ma mai in chiave business.

    Pmi e Social MediaE’ il caso di dire che per le Pmi italiane i social media sono degli sconosciuti? Dalla ricerca condotta dalla Iulm pare che non sia un’esagerazione, ma purtroppo è una realtà. Vorrei dire che non c’è niente di nuovo nei risultati di questa ricerca, sono cose risapute, ma vale la pena segnalare questo studio perchè è la prima volta che si conduce un’indagine di questo tipo nel panorama italiano e quindi questi rislutati sono preziosi. L’indagine è stata condotta tra maggio e novembre 2010 e ha coinvolto 720 aziende distribuite su tutto il territorio nazionale appartenenti a sei diversi settori: moda, alimentare, sanitario, pubblica amministrazione, banche ed elettronico.

    Lo studio rivelato che i social media sono ancora poco utilizzati nelle strategie di business delle imprese italiane. Sono infatti meno del 10% le piccole aziende che utilizzano i social media, circa il 35% delle medie imprese ha attivato almeno un canale di comunicazione di questo tipo e il 58% delle aziende di grandi dimensioni. Lo studio ha anche elaborato l’indice di “SocialmediAbility”, che misura la capacità di gestione degli strumenti Web (orientamento 2.0, gestione e efficacia delle azioni adottate) da parte delle imprese. In una scala da 1 a 10, l’ indice medio è di 0,79 con un massimo dell’1,75 delle aziende più grandi e un minimo dello 0,16 di quelle più piccole.

    La più attiva nell’utilizzo dei social media è la Pubblica Amministrazione dove il 99% degli enti ha un sito Internet, il 37% fa uso di social media e il 25% ha un link dei social media sul proprio sito. Il Comune di Torino si distingue in maniera positiva e da sudio gli viene attribuito un 9 per l’attenzione e cura, un 8,9 per l’orientamento e 10 per l’efficacia. Al secondo posto troviamo le aziende del settore alimentare, dove il 90% delle ha un sito Internet, il 31% usa i social media e il 29% ha link ai social network sul sito aziendale. Per quanto riguarda il settore bancario, l’89% delle aziende ha un sito Internet, il 54% usa i social media e il 13% ha sul proprio sito un link dei social network. Mentre il 96% delle aziende nel campo dell’elettronica ha un sito, solo il 14% fa uso di almeno un social media e l’1% ha sul sito link dei social media mentre. Per quanto riguarda infine la sanità, il 57% delle aziende ha un sito Internet e il 22% utilizza i social media. E il 12% ha un link dei social media sul sito aziendale.

    Facebook è lo strumento più utilizzato (35%), seguito da LinkedIn e YouTube. Il 70% delle aziende usa i social media per aumentare la visibilità sul Web di prodotti e servizi, il 68% per creare community di clienti e fan, il 46% per aumentare il numero di clienti e il 35% per valutare la soddisfazione dei clienti . Il 76% di coloro che li utilizzano ha ottenuto una maggiore visibilità dei propri prodotti e servizi e il 54% ha ottenuto maggiore traffico sul sito dell’azienda. Solo il 2,3% ha dichiarato di non aver ottenuto alcun beneficio.

    Dalla ricerca è anche emerso che le aziende non utilizzano i social media come strumento di business per la scarsa conoscenza delle opportunità strategiche offerte dal web 2.0 (58% ), di come utilizzare concretamente i canali del web 2.0 (46%), per scarsa accettazione interna dei nuovi canali (41%). Mentre per il 23,2% delle aziende c’è il timore di perdere il controllo della comunicazione.

    Fin qui i risultati della ricerca, ma posso dire che si sta verificando comunque una certa apertura da parte delle Pmi verso il web. E’ ancora presto per verificare lo stato di questa apertura e non possiamo non tener conto di ricerche come questa della Iulm, ma di certo la situazione non sarà mai peggio di questo. Magra consolazione, certo. C’è ancora chiusura da parte delle aziende verso i social media nel vederli come strumento di comunicazione. A mio modo di vedere, ampiamente dimostrato in pratica, la difficoltà sta nel fatto che in strutture aziendali, spesso non modernamente attrezzate, si verifica la carenza di risorse che potrebbe aiutare nell’integrazione dei social media come strumento di comunicazione. Da qui nascono i problemi e le chiusure. Morale? C’è ancora molto lavoro da fare.

  • La Pubblica Amministrazione e le faccine

    La Pubblica Amministrazione italiana va rimodernata. Paragonata alle altre PA dei paesi europei viene fuori che è costosa e poco efficiente. Il peggio è che ancora oggi è molto lontana dall’integrarsi col web. E Brunetta lancia l’iniziativa “Mettiamoci la Faccia”

    Pubblica Amministrazione e le faccine
    Pubblica Amministrazione e le faccine

    Sul fatto che la nostra Pubblica Amministrazione sia da rimodernare non vi è alcun dubbio. Lo ribadisce anche il premier Berlusconi che in più diun’occasione ha definito la PA “pletorica, burocratica, inefficiente, antiquata e costosissima“. E promettendo, tra le altre cose, che entro il 2012 la PA sarà completamente digitalizzata e che l’uso della carta negli uffici sarà pari a zero. Sarà, ma credo che questo sarà molto difficile da applicare. Ma è mai possibile che ancora oggi si devono registrare file interminabili presso gli uffici pubblici, e penso in particolar modo all’Inps o alle file degli uffici comunali delle nostre città per aver un documento? Può una persona perdere una giornata di lavoro per ritirare un certificato? E’ mai possibile nel nostro paese, ancora oggi, persone anziane o donne incinta debbano stare delle ore negli uffici per richiedere un certificato? Come tutti sapete, perchè comunque tutti noi abbiamo necessità di recarci presso uffici della PA per questa o quella ragione, questo è lo scenario a cui quotidianamente si assiste. In tutta Italia, nord e sud in questo caso sono assolutamente alla pari.

    Non sarebbe meglio approntare subito un processo di revisione dell’organizzazione della PA utilizzando al meglio gli strumenti offerti dal web? Utilizzare la posta elettronica per convocazione negli uffici per ritirare il documento richiesto senza fare fila, previa richiesta via sms o con semplice dell’interessato richiesta sul sito dell’ufficio di competenza. Si tramuterebbe in un risparmio di denaro non indifferente e soprattutto di tempo. In Italia il costo della pubblica amministrazione è superiore di quasi 4 punti percentuali di Pil, pari a circa 60 miliardi di euro, rispetto alla Germania, dove tra l’altro questo sistema di operare integrato al web funziona già in gran parte dei Lander.

    Ed ecco che il Ministro Brunetta ha pensato bene di lanciare oggi una iniziativa, “Mettiamoci la faccia“, che servirà a raccogliere dati sulla qualità dei servizi offerti dalla PA semplicemente con un click su un emoticon.  Capisco anche la simpatia dell’iniziativa, ma non ne capisco l’utilità. A che serve tutto questo quando già si sa che la PA funziona male e a rilento? Forse il Ministero ha bisogno che gli italiani glielo gridano in faccia, ma dubito che questa iniziativa possa ottenere il risultato sperato.

    Non era meglio utilizzare questi soldi serviti a questa iniziativa in maniera diversa, più produttiva per andare nella direzione del vero miglioramento?