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  • Ogni giorno è un dono, #IlMioMentore

    Ogni giorno è un dono, #IlMioMentore

    Il racconto per #IlMioMentore di Flora Beneduce, primario di Medicina generale degli Ospedali riuniti della penisola Sorrentina, che racconta la sua esperienza ricordandoci che “ogni giorno è un dono”

    WorldForum-2012

    Ho imparato da incontri, sguardi, libri ed emozioni. Ho imparato dagli esami e dalle notti trascorse sui libri. Ho imparato il coraggio dalle mie paure. Ho imparato la gioia dalle mie fragilità. Ho imparato la fiducia guardando l’alba e la speranza contemplando la luna. Ho imparato che gli anziani sono biblioteche inestimabili e che i giovani sono una promessa. Ho imparato che ogni giorno è un dono. E lo imparato dall’amore che ho ricevuto.

    L’ho imparato da Armando De Rosa, l’uomo che è stato per me compagno, amico, confidente, sposo. È stato il mio mentore negli affetti e nella vita, nelle situazioni più difficili, e nei momenti più intensi. Mi ha insegnato la pienezza dei sentimenti, l’estasi della lettura, la scoperta degli altri attraverso i dettagli. Mi ha insegnato che la felicità non è una meta, ma un percorso; che gli altri non sono un mezzo, ma un fine; che in ciascuno c’è un maestro; che ogni opportunità di crescita è scommessa che si fa con se stessi; che ogni successo ha sempre il nome delle storie che abbiamo condiviso.

    Armando De Rosa è stato e continua ad essere il maestro che mi ha fatto scoprire l’essenza di ogni momento e al quale devo la mia realizzazione come donna e come madre.

    Flora Beneduce
     
    “La , l’infanzia e l’ al centro delle nuove sfide dello sviluppo sociale: scenari globali, migrazione e ”. Il WorldForum si tiene dal 26 al 29 novembre 2012 a Napoli. Organizzato da IFCW e Mentoring USA Italia – onlus in collaborazione con Fondazione L’Albero della Vita. www.worldforum2012.org
  • Piuttosto che lamentarti, fai! #IlMioMentore

    Piuttosto che lamentarti, fai! #IlMioMentore

    Cristina Maccarrone nel suo racconto cita diversi mentori, il più importante dei quali è il suo papà che gli ha insegnato tra le altre cose, a darsi da fare. Quel “fare” che ti permette poi di raggiungere risultati duraturi.

    [Vi ricordiamo che fino al 30 settembre 2012 è possibile donare due euro inviando un sms al numero 45507 o cinque euro dal telefono fisso per “Cambia la vita di un bambino” iniziativa di Mentoring Usa Italia Onlus.]

    Cambia-la-vita-di-un-bambino---45507Faccio parte di quelle persone che non sanno dire chi è il proprio migliore amico. Che non amano le graduatorie o mettere qualcuno al “primo posto” per questo lì per lì pensare ad un solo mentore nella mia vita mi ha lasciato un po’ perplessa.

    “Uno solo?” è la prima cosa che ho chiesto. E questo c’entra con il fatto che “mi innamoro” spesso delle persone e che in ogni fase della mia vita ho forse avuto un mentore. Lo so: vado contro la definizione classica, che ha visto solo Mentore essere il prezioso consigliere di Telemaco, ma per me è stato così fin da quando ero piccola.

    Be’, il primo è sicuramente mio padre. Sono una di quelle bambine “innamorate” del proprio padre che non ha mai avuto il coraggio di rivelarglielo quando era piccola e che ci ha provato forse in modo grossolano da grande. E che ci prova ogni volta che cerca la sua approvazione su cose su cui abbiamo pareri diametralmente opposti.

    Mio padre che mi ha insegnato a sopportare la fatica fisica e che mi dice sempre “Piuttosto che lamentarti, fai”. È lui che, nonostante abbia affrontato periodi molto duri in cui non è mai venuto meno alla sua responsabilità, mi ha insegnato l’importanza del fare. Ma non del fare che spesso mi contraddistingue ossia il volere non perdermi nulla, ma quel fare artigiano, quel fare che ti porta con pazienza e tenacia ai veri risultati. Quelli duraturi.

    Non un solo mentore, e se vado con la memoria solo di una manciata di anni, quando ho iniziato a fare la giornalista, è come se nel mio destino ci fosse un nome che ricorre spesso: Luca.

    Luca è stato il mio primo capo in un giornale locale, mi ha “insegnato” a scrivere, a insistere quando le notizie sembravano non venire fuori, a metterci quella punta d’ironia che serve per affrontare le cose e a divertirmi con questo lavoro.

    Un altro Luca, o meglio Gianluca, in un altro giornale, quando ai tempi scrivevo anche di cronaca nera. Che mi telefonava a mezzanotte per una virgola fuori posto, ma che ogni volta mi ricordava quanto i particolari e l’essere precisi potessero e possano servire per comunicare nel modo migliore.

    Altro mentore, capo di un giornale molto importante, una persona che ha creduto in me quando non ci credevo neanche io e che mi ha accompagnato in quella ricerca costante di storie da raccontare senza dimenticare che qualsiasi cosa si faccia, qualsiasi cosa si scopra, quel che conta è avere il massimo rispetto per tutto e per tutti. E io ci provo.

  • Due uomini, due fari. #IlMioMentore

    Due uomini, due fari. #IlMioMentore

    Anche per Federica Digiorgio la figura del mentore è all’interno della famiglia. L’adolescenza ci porta a cercare dei modelli da seguire ed è una fortuna quando te li trovi accanto. Federica ci racconta la sua storia per l’iniziativa “Cambia la vita di un bambino” di Mentoring Usa Italia Onlus

    Cambia la vita di un bambino - sms 45507A volte si ha la fortuna di poter descrivere come dei veri e propri fari persone vicine e intime. Nel mio caso, un paio di uomini hanno assunto nella mia formazione un ruolo di indiscusso valore. Con due modelli: da un lato per il valore della professionalità, dall’altro per le esperienze da considerare dei veri e propri bigini di saggezza vitale. Un nonno e uno zio, appartenenti allo stesso ramo familiare e quindi padre e figlio.

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  • “Cambia la vita di un bambino”, parte oggi l’iniziativa di Mentoring Usa Italia Onlus

    “Cambia la vita di un bambino”, parte oggi l’iniziativa di Mentoring Usa Italia Onlus

    Mentoring Usa Italia Onlus lancia da oggi la campagna di raccolta fondi “Cambia la vita di un bambino”, che si propone di formare 1000 mentori per aiutare altrettanti minori in difficoltà in tutta Italia. Scopo dell’iniziativa è mettere accanto ad ogni ragazzo a rischio di dispersione scolastica un mentore, formato da esperti, che lo aiuti a comprendere l’importanza della scuola e a non abbandonarla. Personalità della rete, blogger e giornalisti, sosterranno l’inziativa con un loro contributo che sarà pubblicato sul nostro blog. Per raccogliere fondi, inviate un sms al 45507.

    Cambia la vita di un bambino - sms 45507Incontri che cambiano la vita. Persone che, con le loro parole ed il loro esempio, diventano punti di riferimento, stelle polari che ci guidano nelle difficoltà dell’esistenza. Se ogni bambino che vive in condizioni di disagio potesse contare sull’aiuto e sull’affetto di una guida ben formata, probabilmente non lascerebbe la scuola e non cadrebbe nella trappola della droga e della violenza.  E’ questa l’intuizione di Matilda Raffa Cuomo, da cui nasce Mentoring Usa Italia Onlus. Negli Stati Uniti, dal 1987 ad oggi, Mentoring ha già salvato 20.000 studenti e annovera sostenitori del calibro di Bill Clinton, John McCain, Cindy Crawford, Andrea Bocelli, Colin Powell, le cui esperienze sull’importanza di aver incontrato un “angelo custode” nella loro vita sono state raccolte da Matilda Raffa Cuomo nel libro “The person who changed my life”.

    L’iniziativa viene replicata on line e gli articoli di un centinaio di influencer, giornalisti e Mentori di eccellenza che hanno deciso di aderire alla campagna raccontando a loro volta qual è stato il mentore che ha influito maggiormente nella propria vita, saranno pubblicati, a partire da oggi, qui sul nostro blog. E di questo ne siamo davvero orgogliosi.

    Così Luca Tremolada, Zeno Tomiolo, Viviana Musumeci, Letizia Palmisano, Luca Oliverio e tantissime altre penne e facce note della rete che hanno deciso di sostenere l’iniziativa di Mentoring USA/Italia diventando testimonial del numero 45507. Per diventare testimonial dell’iniziativa con il proprio racconto è sufficiente inviarlo all’indirizzo email comunicazione@mentoringusaitalia.org con l’oggetto “il mio mentore” oppure è possibile seguire la discusione su twitter con l’hashtag “#ilmiomentore” e raccogliere la sfida di ringraziare il proprio mentore in 140 caratteri.

    Attiva in Italia dal 1998, Mentoring ha già inciso positivamente sulla vita di 9000 studenti e lancia da oggi, 17 settembre, la sua campagna di raccolta fondi “Cambia la vita ad un bambino”, che mira a realizzare progetti che, attraverso la collaborazione delle scuole italiane e degli insegnanti, sostengano almeno 1000 ragazzi a rischio di dispersione scolastica, bullismo, droga e binge drinking.

    Ma come funziona la metodologia Mentoring? In sintesi, quando un ragazzo vive un disagio tra i banchi di scuola, un mentore lo sostiene: si tratta, quindi, di una relazione one-to-one tra un minore, il Mentee, e un volontario adulto adeguatamente formato, il Mentore. La sede di ogni singolo intervento di mentorato è l’Istituto scolastico di appartenenza dei ragazzi seguiti, con cadenza settimanale (un giorno a settimana, di pomeriggio, in orario extrascolastico). L’obiettivo è quello di sviluppare nello studente conoscenze, competenze emotive e sociali per comprendere, ad esempio, l’importanza della scuola e trovare insieme (mentore e mentee) le modalità per superare il disagio scolastico, oppure l’abuso di droga o la tendenza al bullismo.

    “Il mio viaggio, del tutto improbabile e fortunato, è stato reso possibile grazie allo stimolo e alla guida di mentori fantastici”. 

    Bill Clinton, ex Presidente degli Stati Uniti d’America.

    L’intervento di mentorato si articola in tre fasi: una prima fase è di confronto preliminare tra mentori e mentee; la seconda è quella della relazione metodo one-to-one (peculiarità del modello); la terza fase è quella finale di valutazione da parte del mentore della relazione con il ragazzo (diario di bordo).

    I fondi raccolti nella campagna “Cambia la vita di un bambino” serviranno a finanziare 50 programmi di mentorato in tutta Italia per prevenire l’abbandono scolastico, l’abuso di droga, binge drinking e violenza negli stadi per 1000 minori a rischio.

    Per ulteriori informazioni visitare il sito www.mentoringusaitalia.org

    Mentoring Usa Italia Onlus

    Mentoring Usa Italia Onlus nasce in Italia nel 1998, dopo una fase di sperimentazione del metodo one – to – one di Matilda Raffa Cuomo sostenuta dal CNR per contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico dopo il successo ottenuto negli Stati Uniti tra il 1987 ed il 1995, con cui tramite il “NYSMP” – New York State Mentoring Program – ha favorito il reinserimento sociale di circa 20.000 ragazzi. La sua mission si esprime attraverso gli omonimi programmi educativi diretti ad arginare il diffuso e preoccupante fenomeno dispersione scolastica, causa di piaghe sociali quali: bullismo, babygang, violenza negli stadi, microcriminalità, droga. Nel gennaio 2011, Michelle Obama e Matilda Raffa Cuomo hanno ribadito alla Conferenza “Achieving Academic and Social Success: Supporting Youth through Mentoring” l’importanza del Mentoring per la crescita sana delle nuove generazioni.

  • Tra vecchi e nuovi media, confronto sull’Informazione 2.0 [Live Streaming]

    Tra vecchi e nuovi media, confronto sull’Informazione 2.0 [Live Streaming]

    Interessante dibattito stasera a Medioera, il Festival della Cultura Digitale, che si tiene in questi giorni a Viterbo. “Raccontare il mondo tra vecchi e nuovi media: l’Informazione 2.0” questo il tema della serata che trasmetteremo in live streaming qui sul nostro sito, grazie ad Altratv.tv. Parteciperanno Andrea Pezzi (Ovo), Jacopo Tondelli (Linkiesta), Mario Morcellini (La Sapienza), Simone Spetia (Radio24) e anche due importanti blogger come Claudia Vago @tigella e Antonio Lupetti @Woork


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  • E’ il Web del Racconto che fa la Differenza

    E’ il Web del Racconto che fa la Differenza

    Lo scorso fine settimana è stato funestato da due eventi che hanno segnato a fondo il nostro paese. Sabato l’attentato alla scuola di Brindisi e poi domenica mattina presto un terremoto ha scosso l’Emilia Romagna e la pianura Padana. Due eventi che il web non ha esitato a raccontare

    terremoto bologna 20 maggio 2012Un fine settimana triste, angosciante, di paura quello che ci siamo lasciati alle spalle, anche se adesso rimane ancora il senso di impotenza che ci accompagna. Ma come sempre in questi casi, sappiamo tirar fuori sempre il meglio e ci rimbocchiamo subito le maniche per ripartire. Essendo questo blog un luogo di approfondimento e di informazione, per quanto possibile, di tutto ciò che riguarda il web e la comunicazione attraverso la rete, non si può non fare una riflessione guardando questi due eventi da questa prospettiva, dalla prospettiva della rete. E punto di partenza è l’ottimo articolo di Sergio Maistrello, “Fatevene una ragione, arriveranno sempre dopo“, che ha evidenziato come l’informazione via web, attraverso Twitter e Facebook, veloce e dinamica per sua natura, prodotta in tempo reale, sia diversa dalla informazione tradizionale, quella della Tv e dei giornali, alla quale spetta il compito di approfondire piuttosto che competere con le nuove forme di comunicazione e informazione. L’analisi di Maistrello è da sottoscrivere e da condividere. (altro…)