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  • Apple Vision Pro disponibile negli USA dal 2 febbraio

    Apple Vision Pro disponibile negli USA dal 2 febbraio

    A pochi mesi dal suo annuncio, Apple lancia il Vision Pro in maniera ufficiale. I preordini, per ora solo negli Usa, inizieranno il 19 gennaio. Mentre la distribuzione nei negozi inizierà il 2 febbraio. Il prezzo è di 3.499 dollari.

    A pochi mesi dal lancio del modello, Apple annuncia l’avvio delle vendite del visore Vision Pro. I preordini – solo negli Usa per il momento – inizieranno il prossimo 19 gennaio e la distribuzione nei negozi inizierà ufficialmente il 2 febbraio.

    Attenzione però. Per ora le vendite sono limitate solo negli Stati Uniti e il prezzo non sarà certo a buon mercato. Infatti, il prezzo fissato per il Vision Pro è di 3.499 dollari. E, a occhio, quando sarà disponibile in Europa e in UE, potrebbe aggirarsi intorno ai 3.500 euro. Se non qualcosina di più.

    Questa del prezzo non è una notizia per gli amatori della Apple. Sapendo benissimo che la scelta dei prodotti dei di Cupertino non è data dal prezzo. Ma da molto di più.

    E il Vision Pro risponde, in maniera precisa, alle aspettative che un cliente affezionato Apple può pretendere.

    apple vision pro vendita Usa franzrusso.it

    Oltre a quello già noto, c’è da aggiungere che il visore permette la sostituzione dello schermo. Per coloro che portano solitamente gli occhiali da vista.

    Si potrà adeguare lo schermo con una lente adeguata alla propria gradazione aggiungendo lenti Zeiss per 149 dollari; 99 dollari se si scelgono lenti non gradate.

    Curiosa la scelta del periodo dell’annuncio. Infatti in questi giorni si apre il CES 2024 la più grande fiera dedicata al mondo tech del mondo. E forse la scelta è stata gestita proprio per rubare un po’ la scena.

    La filosofia della Apple

    Sul Visio Pro è stato già detto tutto, e fra poco riepilogheremo le principali caratteristiche.

    Non meraviglia che Apple abbia tirato fuori da Cupertino il suo visore quando tutti i diretti concorrenti hanno prodotto già il loro.

    Questo perché la filosofia Apple è diversa. Come l’approccio al business e all’innovazione.

    Tradizionalmente, Apple inizia i suoi progetti anni addietro e li realizza quando il prodotto “è fatto per bene”. La pazienza è alla base di tutto ed è su questo che l’azienda ha costruito tutta la sua reputazione.

    È ancora oggi un approccio valido? Evidentemente per l’azienda si e anche per i suoi clienti. Questo approccio, basato sulla pazienza e sulla ricerca di un prodotto affidabile permette alla Apple di alienarsi da tutto ciò che genera inutile rumore di fondo.

    Ecco, forse guardando questo lancio da questo punto di vista si possono comprendere molte cose.

    Ma passiamo adesso a elencare le caratteristiche del nuovo Vision Pro, ci cui al momento non si conosce una data di lancio in Europa.

    Vision Pro, caratteristiche principali

    Display: dotato di display micro OLED 4K con un totale di 23 milioni di pixel, offre un’esperienza visiva di elevata qualità.

    Controllo e navigazione: utilizza il tracciamento degli occhi e dei gesti per la navigazione e il controllo. Non sono necessari controller fisici, poiché l’interazione avviene tramite movimenti oculari, gesti delle mani e comandi vocali.

    Fotocamera e Video 3D: capace di catturare foto e video in 3D, offrendo agli utenti la possibilità di rivivere i ricordi.

    Audio e microfono: incorpora audio spaziale e sei microfoni per chiamate, videochiamate e comandi vocali, con supporto per gli AirPods per un’esperienza audio superiore.

    Optic ID: include una funzione di sicurezza chiamata Optic ID, che utilizza la scansione dell’iride per autenticazione, simile a Face ID e Touch ID.

    Sistema Operativo visionOS: funziona con il sistema operativo visionOS, progettato appositamente per il dispositivo.

    Vision Pro, il design

    Estetica: il design ricorda un paio di occhiali da sci di alta gamma, con una parte anteriore in vetro laminato e una montatura in lega di alluminio.

    Comfort: dotato di una Light Seal morbida e adattabile che si attacca magneticamente alla montatura per bloccare la luce. La struttura del casco è progettata per essere traspirante, confortevole e regolabile.

    Display Esterno EyeSight: un display esterno chiamato EyeSight mostra gli occhi dell’utente alle persone intorno, permettendo loro di capire se l’utente è in una modalità immersiva o può vedere ciò che accade intorno.

    Vision Pro, performance e batteria

    Processori: utilizza due chip Apple, il chip M2 e un nuovo chip R1, per gestire il contenuto e processare input da telecamere, sensori e microfoni.

    Batteria esterna: non ha una batteria interna a causa delle limitazioni di peso. È alimentato da un cavo intrecciato collegato a un pacco batteria esterno che offre circa due ore di autonomia o può essere collegato a un adattatore di corrente per un funzionamento continuo.

    Vision Pro, sviluppi futuri

    Nuove versioni: Apple sta già lavorando su una nuova versione dell’Apple Vision Pro che sarà più accessibile in termini di prezzo, pur mantenendo la stessa funzionalità di realtà mista AR/VR.

    Si prevede che questa versione più economica utilizzi componenti più convenienti e potrebbe essere lanciata già nel 2025. Inoltre, si parla di un modello di seconda generazione con display micro-OLED più avanzati, previsto per il 2027.

  • TikTok, 1 miliardo di utenti e la sfida sulla Realtà Virtuale

    TikTok, 1 miliardo di utenti e la sfida sulla Realtà Virtuale

    TikTok raggiunge il traguardo di 1 miliardo di utenti entrando nel ristretto club delle piattaforme social media. Ma la concorrenza tra le stesse adesso si gioca sulla realtà virtuale.

    Ricorderete certamente il giorno in cui musical.ly diventò TikTok, era agosto del 2018 e dai due progetti nacque una piattaforma di video brevi con una forza di 700 milioni di utenti (200 milioni di musical.ly e 500 da TikTok). La scelta di ByteDance si è rivelata vincente, accorpare le due piattaforme sotto un unico cappello è stata un successo che oggi viene suggellata dal traguardo, a distanza di tre anni, e poco più, di 1 miliardo di utenti mensili.

    tiktok 1 miliardo

    TikTok entra da oggi, a pino titolo, tra le piattaforme social media che hanno raggiunto, e superato, il traguardo del miliardo di utenti attivi al mese, club ristretto che comprende:

    • Facebook: 2,9 miliardi di utenti
    • YouTube: 2,3 miliardi di utenti
    • WhatsApp: 2 miliardi di utenti
    • Instagram: 1,4 miliardi di utenti
    • Facebook Messenger: 1,3 miliardi di utenti
    • WeChat: 1,2 miliardi di utenti
    • TikTok: 1 miliardo di utenti

    Non sono stati anni facili, gli ultimi, per TikTok. La concorrenza alle grandi piattaforme da parte di TikTok ha portato stesse a cambiare completamente le proprie strategie e a introdurre strumenti che potessero attirare utenti affascinati dalle idee di TikTok. Basti pensare ai Reels di Instagram e alla possibilità di introdurre formati verticali per le stories. Uno scenario già visto, ma di fatto è quello che è successo.

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    TikTok, nonostante tanti problemi legati alla privacy e ai problemi legati agli utenti adolescenti, senza dimenticare però anche i tanti strumenti e accorgimenti adottati dalla piattaforma, è cresciuta molto proprio in Europa, negli Usa, in Brasile e anche nel Sud-Est Asiatico, nonostante il divieto di utilizzo in India dallo scorso anno.

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    La crescita della piattaforma, tra le più scaricate, non si arresta e anzi la concorrenza a Facebook è ancora rinnovata. Di recente infatti ByteDance ha acquisito la startup di realtà virtuale Pico, a fine agosto, con il chiaro obiettivo di introdursi in un mercato che sarà in grande crescita che già oggi vale 24 miliardi di dollari. E la risposta di facebook non si è fatta attendere con il progetto Metaverse, su cui la società di Mark Zuckerberg è pronta ad investire 50 milioni di dollari.

  • Accenture Tech Vision 2019, l’era Post-Digitale è ora

    Accenture Tech Vision 2019, l’era Post-Digitale è ora

    Accenture Tech Vision 2019 è il report annuale di Accenture che individua i principali trend tecnologici che ridefiniranno il business nell’arco dei prossimi tre anni. Dalla Blockchain per il Supply Chain, alla sicurezza, alla virtual reality, tutte tecnologie che caratterizzano l’era del Post Digitale, quello dell’iper-personalizzazione dei servizi.

    Accenture, all’interno dell’ACIN, Accenture Customer Innovation Network, spazio ipertecnologico nel cuore della Milano che fa innovazione, ha presentato Accenture Tech Vision 2019 è il report annuale di Accenture che individua i principali trend tecnologici che ridefiniranno il business nell’arco dei prossimi tre anni.

    Si tratta di tecnologie già applicabili, quindi in grado di essere applicate da subito, che hanno una stretta corrispondenza con quello che è il claim del report, ossia “The Post-Digital Era is Upon Us — Are You Ready for What’s Next?“. Siamo nell’era del Post-Digitale, quello caratterizzato da una forte personalizzazione dei servizi. Le aziende, quindi, si trovano di fronte ad una svolta e ad una grande occasione.

    Le tecnologie digitali permettono di comprendere i clienti in maniera più approfondita, di utilizzare più canali per raggiungere i consumatori e di espandere gli ecosistemi con nuovi potenziali partner.

    Tuttavia, il digitale non è più un elemento distintivo, rappresenta oggi il punto di ingresso per entrare in gioco.

    accenture tech vision 2019

    Quasi quattro su cinque (79%) degli oltre 6.600 manager di business e IT intervistati da Accenture in tutto il mondo per redigere il report ritengono, infatti, che le tecnologie digitali, in particolare social, mobile, analytics e cloud, non siano più confinate in silos, ma abbiano superato il loro perimetro iniziale per diventare parte integrante del cuore tecnologico delle aziende.

    La Technology Vision identifica cinque trend tecnologici emergenti a cui le aziende che vogliono rimanere competitive dovranno fare riferimento:

    Trend 1 – DARQ Power: comprendere il DNA delle tecnologie DARQ

    • Ogni singola tecnologia DARQ sarà efficace di per sé nel consentire alle aziende di differenziare i propri prodotti e servizi. Ma la loro applicazione congiunta può amplificare di gran lunga il loro effetto e dare vita a nuove prospettive e opportunità.
    • Tecnologie che come queste si affermano in breve tempo, possono innescare una grande trasformazione e ridisegnare interi settori. Le tecnologie DARQ saranno le prossime ad attivare un simile processo, sulla scia di quanto accaduto con le tecnologie SMAC: social, mobile, analytics, e cloud.
    • Con il progressivo raggiungimento della maturità delle tecnologie DARQ, le aziende saranno in grado di potenziare le proprie competenze al fine di creare esperienze intelligenti, altamente personalizzate e in tempo reale, che plasmeranno la vita e il lavoro delle persone e il modo di fare business.
    • E’ importante che le aziende esplorino il potenziale di queste tecnologie, sperimentando l’effetto delle loro combinazioni e avviando progetti pilota rilevanti ed efficaci.

    Dati

    • L’89% degli intervistati sta già sperimentando una o più tecnologie DARQ.
    • Alla richiesta di indicare quale tecnologia DARQ avrà il maggiore impatto sulla loro organizzazione nei prossimi tre anni, la maggior parte (41%) ha indicato l’Intelligenza Artificiale (IA). Distributed ledger / blockchain, quantum computing ed extended reality sono state menzionate da meno di un partecipante su cinque (rispettivamente 19%, 19% e 18%).
    • Il 42% degli intervistati ha dichiarato che l’IA è già stata integrata in almeno una business unit, compreso un 18% che ha confermato l’adozione in più business unit.
    • Il 38% degli intervistati ha dichiarato che il distributed ledger / blockchain è già stato integrato in almeno una business unit, compreso un 15% che ha confermato l’adozione in più business unit. 

    Caso concreto:

    Distributed ledgers, Artificial Intelligence, Extended Reality e Quantum Computing sono i nomi delle tecnologie che faranno da catalizzatore per il cambiamento. Il caso concreto mostrato alla presentazione, ha dimostrato  come con una piattaforma blockchain sia possibile far comunicare tutti gli attori all’interno della value chain garantendo un livello di sicurezza e trasparenza delle informazioni.

    È inoltre possibile tenere traccia dei dati relativi alle merci trasportate grazie a sensori intelligenti che in real-time scrivono i dati rilevati su nodi della blockchain. Grazie agli smart-contracts la fatturazione viene automatizzata garantendo e certificando la qualità del servizio erogato.

    Trend 2 – Get to Know Me: identificare l’unicità dei consumatori e cogliere nuove opportunità

    • Con l’avvento dell’era digitale stiamo assistendo al superamento del concetto di prodotto personalizzato a favore di quello di esperienza individualizzata, ottenuta creando con i clienti relazioni uno-a-uno basate su esperienze in cui la tecnologia svolge un ruolo fondamentale.
    • Le “impronte” lasciate dall’identità tecnologica dei clienti stanno creando una base “viva” di conoscenza per le imprese. Le aziende dovranno saper integrare prodotti e servizi nelle scelte tecnologiche degli individui, cogliendo spunti non solo dal tipo di tecnologia che una persona adotta, ma anche da come questa viene utilizzata.
    • Le aziende devono tenere conto del fatto che ci sono momenti in cui i consumatori vogliono più tecnologia nella loro vita e altri in cui non ne vogliono affatto, e che c’è una linea che divide la tecnologia “utile” dalla tecnologia “invasiva”, un limite che varia da persona a persona. Esse devono svolgere un ruolo di bilanciamento tra i bisogni del cliente e le proprie opportunità.
    • Nell’era “post-digitale” coloro che riusciranno a cogliere le identità tecnologiche dei consumatori avranno la visione giusta per instaurare con loro relazioni ricche, continuative e basate sull’esperienza.
    • Tuttavia, queste opportunità richiedono una maggiore responsabilità e una comprensione delle informazioni profonda e continua, elementi indispensabili per mantenere alto il livello di fiducia nelle interazioni con il consumatore.

    Dati

    • L’83% degli intervistati ritiene che i dati demografici digitali offrano alla loro organizzazione un nuovo modo di individuare le opportunità di mercato in risposta ai bisogni non soddisfatti dei clienti.
    • Il 73% degli intervistati ritiene che i dati demografici digitali stiano diventando uno strumento sempre più potente per comprendere i propri clienti, mentre il 75% ritiene che questi dati stiano estendendo significativamente o comunque ampiamente le modalità con cui cui poter offrire i propri prodotti e servizi.
    • L’83% degli intervistati ritiene che comprendere i comportamenti dei consumatori nei confronti della tecnologia sarà essenziale per incrementare la fedeltà dei propri clienti.
    • Il 52% degli intervistati si aspetta che la quantità di dati demografici digitali da loro gestiti cresca significativamente nei prossimi due anni, mentre il 26% si aspetta che cresca in modo esponenziale.

    Caso concreto:

    Le identità tecnologiche fanno da guida a nuove offerte di business. La demo mostra sistemi di riconoscimento della clientela che sfruttano l’image recognition e con i quali è possibile per i brand associare attributi unici per i singoli consumatori, anche senza la necessità di raccogliere dati anagrafici.

    Utilizzando questa tecnologia è possibile arrivare a individuare la tipologia di outfit indossato e fornire all’utente un identificativo per associarlo a un cluster di consumatori. Con il supporto di una intelligenza artificiale si potranno ricevere informazioni su un prodotto in linea con il proprio stile.

    Trend 3 – Human+ Worker: trasformare l’ambiente di lavoro e valorizzare le persone

    • I dipendenti stanno utilizzando la tecnologia per accrescere le proprie competenze ed esperienze. La forza lavoro sta diventando human+, con una nuova serie di capacità costantemente in crescita e rese possibili dall’innovazione tecnologica.
    • Se da una parte però la forza lavoro si evolve rapidamente in questo senso, molte aziende restano ancorate a modelli del passato, creando un divario tra i propri dipendenti e il proprio modello organizzativo: le strategie per la ricerca di talenti risultano ad esempio spesso obsolete rispetto alle competenze dello human+ worker e gli investimenti in formazione e reskilling sono in genere molto al di sotto delle necessità, soprattutto quando i lavoratori cambiano ruolo o azienda.
    • Per essere leader nell’era human+, le aziende devono investire nella propria forza lavoro con strategie di formazione e di riqualificazione che preparino i dipendenti a ruoli in mutamento. Invece di limitare il potere della propria forza lavoro alle competenze necessarie per l’oggi, le aziende devono investire in piattaforme e strategie di formazione che preparino al meglio i lavoratori (e la società) per il domani, utilizzando anche tecnologie innovative come AI, realtà aumentata (XR) e analisi del sentiment.

    Dati

    • Il 71% degli intervistati ritiene che i propri dipendenti siano più maturi dal punto di vista digitale rispetto alla loro organizzazione e che gli stessi si trovino quindi costretti ad aspettare che l’azienda si metta al passo.
    • Il 78% degli intervistati ritiene che la crescente velocità di spostamento della forza lavoro tra vari ruoli e aziende abbia causato un maggior bisogno di riqualificazione all’interno delle organizzazioni.
    • Solo il 9% degli intervistati ha dichiarato che, negli ultimi tre anni e grazie all’utilizzo della tecnologia, oltre il 60% della propria forza lavoro ha già assunto nuovi ruoli che richiedono una riqualificazione sostanziale. Ben il 43% ha dichiarato invece che oltre il 60% della propria forza lavoro assumerà ruoli di questo tipo nei prossimi tre anni.

    Caso concreto

    I dipendenti stanno utilizzando la tecnologia per accrescere le proprie competenze ed esperienze. La forza lavoro sta diventando “human+”, con una nuova serie di capacità costantemente in crescita e rese possibili dall’innovazione tecnologica. Abbiamo chiamato questo concetto “Human+ Worker”. La demo mostra come durante la creazione del nuovo concept store di Autogrill, “Smart”, sia stato possibile sfruttare la virtual reality al fine di diminuire drasticamente i tempi di servizio e di ottenere feedback ancora prima che il negozio fosse realizzato fisicamente. E’ stato creato il così detto “Digital Twin”, una copia fedelissima dello store realizzata in digitale, ma navigabile, che ha permesso di testare il layout dello store e analizzare i dati di flusso e movimento di un panel di consumatori.

    Trend 4 – Secure Us to Secure Me: le imprese non sono vittime, ma vettori

    • L’attuale dipendenza delle attività di business dagli ecosistemi amplifica in modo esponenziale l’impatto degli attacchi informatici: gli eventi che paralizzano un’impresa possono crescere rapidamente minacciando non solo l’azienda stessa, ma l’intero ecosistema.
    • Mentre la maggior parte delle aziende considera la sicurezza informatica come una questione strettamente individuale, da risolvere nel perimetro della propria operatività interna, gli autori degli attacchi guardano all’intero meccanismo e vedono gli ecosistemi come una superficie di attacco in continua espansione. Ecco perché, in un mondo di ecosistemi, sicurezza non significa più proteggere l’organizzazione, ma proteggere tutti.
    • Le aziende devono modificare il loro approccio alla sicurezza, ampliando l’orizzonte delle proprie valutazioni del rischio e tenendo conto di un panorama di minacce molto più ampio. Devono considerare la sicurezza una componente fondamentale nella costruzione delle partnership, riconoscendo che, così come collaborano per fornire i migliori prodotti, servizi ed esperienze, allo stesso modo devono collaborare per garantire la sicurezza del proprio ecosistema.
    • In questo contesto è necessario diffondere la titolarità e la responsabilità della sicurezza in tutte le strutture aziendali, garantendo ai team interni l’agilità necessaria per mantenere alti i livelli di protezione.
    • Le aziende dovranno inoltre lavorare a più stretto contatto con autorità e istituzioni, soggetti con una preziosa visione trasversale dei vari settori e sempre più spesso bersaglio della criminalità informatica.
    • Le aziende che sapranno gestire al meglio il tema della sicurezza si distingueranno in termini di reputazione e diventeranno interlocutori più affidabili e interessanti per consumatori, istituzioni e partner.

    Dati

    • L’87% degli intervistati ritiene che, per essere veramente resilienti, le aziende devono riconsiderare il loro approccio alla sicurezza in modo da difendere non solo loro stesse, ma i propri ecosistemi.
    • L’81% degli intervistati afferma che la sicurezza rappresenta un fattore di differenziazione e un vantaggio competitivo per la propria organizzazione.
    • Solo il 29% degli intervistati si è dichiarato certo che i propri partner di ecosistema si impegnino diligentemente a essere conformi e resilienti in materia di sicurezza.

    Caso concreto:

    L’attuale dipendenza delle attività di business dagli ecosistemi amplifica in modo esponenziale l’impatto degli attacchi informatici. Questo richiede alle aziende di ampliare l’orizzonte delle proprie valutazioni del rischio, tenendo conto di un panorama di minacce molto più ampio. Nella demo viene mostrata una simulazione di un attacco informatico a una infrastruttura energetica. Un hacker riuscirà a colpire l’azienda target utilizzando tecniche di phishing e sfruttando le vulnerabilità della rete aziendale e gli anelli deboli dell’ecosistema in cui l’azienda opera.

    Trend 5 – MyMarkets: soddisfare le esigenze dei consumatori in tempo reale

    • Se per un’azienda l’adozione di nuove tecnologie non è più sufficiente per differenziarsi, ciò rappresenta comunque un punto di partenza per la prossima grande opportunità: catturare momenti.
    • Man mano che la tecnologia offre maggiore possibilità di personalizzazione creando una molteplicità di realtà e momenti, le aziende devono imparare a considerare ogni momento come un singolo mercato, un mercato momentaneo, e a cogliere le opportunità che ne derivano.
    • La combinazione di capacità analitiche sempre più efficaci e sofisticate tecnologie back-end in grado di orientare le decisioni aziendali, rende ogni momento un’occasione per fornire un nuovo prodotto o servizio, concepito non solo per un cliente specifico, ma per le sue necessità in un momento specifico.
    • Prima di poter rispondere alle esigenze di un dato momento, le aziende devono sapere che quell’opportunità esiste. Ciò significa identificare le esigenze del cliente prima dei competitor e, potenzialmente, prima dei clienti stessi.
    • Il nuovo mondo dei momentary market si fonda sul mercato dell’Internet of Things (IoT), per il quale si prevedono 31 miliardi di dispositivi collegati a livello globale entro il 2020. Ogni dispositivo è un nuovo canale, una nuova fonte di dati, nonché un nuovo modo di identificare, raggiungere e offrire soluzioni a questi mercati.
    • Gestire i momentary market diventerà sia un’arte che una scienza. Fornire soluzioni per ogni momento è impraticabile e superfluo, l’arte sta nello scegliere le opportunità giuste per essere sia efficaci che bene accolti dai consumatori, creando prodotti e servizi personalizzati e on-demand.

    Dati

    • L’85% degli intervistati ritiene che le nuove esigenze dei consumatori stiano spingendo le aziende ad offrire prodotti e servizi sempre più personalizzati e on-demand. Secondo gli stessi intervistati, inoltre, l’integrazione tra personalizzazione e disponibilità del prodotto e servizio in tempo reale rappresenterà un nuovo grande vantaggio competitivo.
    • Sempre gli stessi intervistati hanno dichiarato che serviranno mediamente 3,5 anni affinché le loro strutture siano in grado di fornire prodotti e servizi personalizzati on-demand in tempo reale.
    • Il 62% degli intervistati ritiene che il 5G avrà un impatto significativo sul loro settore entro i prossimi tre anni.

    Caso concreto:

    La tecnologia sta creando un mondo fortemente personalizzato e ricco di esperienze on-demand. Le aziende devono trovare un modo per sfruttare queste nuove opportunità. La demo mostra come dando la possibilità al consumatore di effettuare un test drive, e applicando al veicolo sensoristica connessa e intelligenza artificiale, vengono tracciati il suo stile di guida e le sue preferenze inconsce per poi essere applicate all’esperienza di configurazione. Questo permetterà di avere un prodotto configurato e personalizzato a seconda dei singoli fruitori e delle loro esigenze.

    fabio benasso ceo accenture italia
    Fabio Benasso, CEO e presidente di Accenture Italia

    Accenture Tech Visione 2019 individua trend, supportati da dati interessanti, che spiegano del perchè le aziende oggi siano ad una svolta. “Ci troviamo ora a un punto di svolta: le nuove tecnologie permettono di comprendere i propri clienti in maniera più approfondita, di utilizzare più canali per raggiungerli, di espandere gli ecosistemi con nuovi partner. In questo contesto, valori come fiducia, responsabilità e sicurezza diventano fattori critici di successo. Le aziende devono sì concentrarsi sull’adozione di nuove tecnologie, ma operando in modo etico e responsabile, con una particolare attenzione alla forza lavoro che va preparata al cambiamento”, dichiara Fabio Benasso, Presidente e Amministratore Delegato di Accenture Italia.

    Nel nostro paese l’innovazione può e deve accelerare, guidata in prima battuta dai grandi player, che hanno capacità di scala  e finanziaria. Le PMI possono cogliere le opportunità di crescita, a patto che siano in grado di mettere a sistema alcune capabilities facendo leva su piattaforme comuni, che permettano di innovare e, allo stesso tempo, liberare risorse da investire nello sviluppo della propria eccellenza”.

    Accenture Tech Vision 2019 Infografica

  • Widiba, la prima banca al mondo che abbraccia la realtà virtuale

    Widiba, la prima banca al mondo che abbraccia la realtà virtuale

    Widiba ha il concetto di innovazione e di tecnologia praticamente dalla sua nascita, nel 2014, rivoluzionando il concetto di banca. E dopo il motore di ricerca, Widiba da oggi diventa la prima banca in realtà virtuale con Widiba Home e, grazie alla partnership con Microsoft, con Widiba Dialog grazie agli HoloLens con cui vivere la mixed reality.

    Quando si parla di Widiba non si parla di una banca in senso tradizionale, ma si parla di una banca che in realtà ha rivoluzionato il mondo di concepire la banca. Praticamente Innovazione e Tecnologia sono i due elementi portanti del suo DNA, e ancora una volta oggi ne ha dato dimostrazione. Se lo scorso anno vi avevamo parlato del motore di ricerca che in effetti “rivoluzionava” e lanciava la banca del futuro, l’annuncio fatto oggi presso la Fondazione Feltrinelli a Milano conferma Widiba come una realtà bancaria che fa innovazione per davvero. Dal suo lancio, avvenuto nel 2014, ad oggi Widiba conta già 175 mila clienti e continua ad investire in Innovazione e Tecnologia: saranno infatti 80 miliardi di euro gli investimenti entro il 2025.

    Widiba oggi diventa ancora più vicina ai propri clienti, portando direttamente la banca a casa loro. E lo fa, ovviamente, in modo innovativo e, allo stesso tempo rivoluzionario.

    cardamone widiba home

    Widiba Home

    L’annuncio dato dal CEO di Widiba, Andrea Cardamone, è che la banca oggi abbraccia la realtà virtuale per dare ai propri clienti il senso della banca tradizionale le tecnologie di ultima generazione. Questo è Widiba Home. Sono stati consegnate oggi le prime 252 filiali, per poi arrivare a 3 mila entro fine anno. Comandi oculari e vocali anche accompagnati dalla presenza di un umanoide restituiranno un modello di relazione semplificato e immediato. Scaricando l’app e indossando solo un paio di “occhiali”, da metà novembre sarà possibile entrare nella filiale Widiba, un’agenzia vera e propria riprodotta virtualmente in ogni suo particolare di arredo.

    Il cliente potrà vivere una nuova prossimità della banca e avere un servizio praticamente ininterrotto: 24 ore su 24, 7 giorni su 7 per 365 giorni all’anno. Sempre. In questo modo non ci si porrà più il problema legato al luogo (la sede della filiale da raggiungere) e l’ora (orario di apertura della filiale). All’utente sarà sufficiente voltare la testa per vedere ciò che accade intorno a sé e comunicare vocalmente con l’umanoide per poter effettuare le disposizioni che desidera. Ancora una volta Widiba sviluppa un progetto di cui è proprietaria dell’idea strategica così come dello sviluppo. Widiba Home riproporrà la stessa user experience anche attraverso questa modalità.

    Widiba Dialog

    Ma le novità non finiscono certo qui, perchè Widiba ha lanciato oggi un altro interessante progetto che si chiama Widiba Dialog con cui l’utente vivrà una esperienza di mixed reality. Grazie alla partnership con Microsoft per l’utilizzo di HoloLens, Widiba lancia il primo computer olografico al mondo in grado di dare forma a una realtà mista, in cui il mondo reale si fonde con ologrammi virtuali. Una modalità che consentirà ai consulenti finanziari, sia di condividere informazioni, sia di accedere a strumenti e report di consulenza globale. Un arricchimento del dialogo, da cui il nome della piattaforma (Dialog), tra consulente e cliente per rendere incisiva la relazione attraverso un’esperienza immersiva.

    Grazie alla visiera trasparente degli HoloLens il consulente finanziario potrà proiettare ad esempio il report sull’analisi dei bisogni, così come la situazione del portafoglio o una nuova proposta di consulenza. Il cliente, sfruttando la capacità di HoloLens, di comprendere i movimenti, potrà confermare la proposta elaborata tramite la piattaforma “Wise” di “robo for advisor”. Un sistema che trasforma le password dispositive in gesti rendendo ancora più immediata la fruizione della parte transazionale della banca. Inoltre, il cliente, sempre negli uffici dei consulenti finanziari, potrà utilizzare il device per accedere in modalità self service ed effettuare anche disposizioni bancarie con un mix di comandi vocali e gestuali supportati da un assistente virtuale, nuovo “partner” a supporto dei consulenti per consolidare il livello di servizio verso i loro clienti.

    Widiba Street

    Ultimo elemento di questo processo di profonda innovazione ad opera di Widiba, che sarà più concerto vero la fine del 2018, è Widiba Street, un mezzo itinerante all’interno del quale fruire della banca a 360°, dal prelievo dei contanti alla componente informativa e dispositiva tramite mixed reality. Widiba utilizzerà il suo datamart per creare segmenti dinamici in base ai bisogni che vengono osservati in una determinata zona. Questo consentirà a Widiba di essere presente là dove c’è maggior esigenza e concentrazione di utenti minimizzando i tempi di delivery.

    Insomma, con Widiba la banca non davvero più la stessa.

  • Italiani e Realtà Virtuale: i consumatori conoscono e apprezzano il fenomeno

    Italiani e Realtà Virtuale: i consumatori conoscono e apprezzano il fenomeno

    Come considerano gli italiani la Realtà Virtuale? A questa domanda risponde una recente ricerca di Context, leader di analisi di mercato IT in Europa. In Italia il 70% dei consumatori ha sentito parlare della RV; il 12% pensa che sia un fenomeno in grado di rivoluzionare il nostro modo di vivere.

    Di Realtà Virtuale se ne parla sempre più spesso e nei prossimi mesi e nei prossimi anni sarà il fenomeno su cui in qualche modo puntare. Si stima che entro il 2018 i ricavi da prodotti per la Realtà Virtuale saranno 5,2 miliardi di dollari; ad oggi parliamo di 3,8 miliardi di dollari. Ma come considerano gli italiani questo fenomeno e fino a che punto lo conoscono? A questa domanda possiamo rispondere grazie ad una recente ricerca di Context, leader europeo per le ricerche di mercato in ambito IT, la quale evidenzia che il il 70% dei consumatori Italiani sa di cosa si parla quando si discute di Realtà Virtuale (RV).

    realtà- virtuale prodotti mercato

    Abbiamo visto, e raccontato, quanto Facebook stia puntando molto sulla Realtà Virtuale che rivoluzionerà il social network di Zuckerberg, ma ci sono anche aziende come Oculus Rift, HTC e Sony (ma anche altre) che su questo fenomeno ci stanno puntando molto.

    Fino ad oggi il settore che è stato in grado di creare attenzione e coinvolgimento tra i consumatori è quello dello sport, infatti  il 61% degli italiani sostiene che sarebbe entusiasta di vedere una partita come se fosse presente sul posto. Questa percentuale sale in Francia (65%) e in Germania (66%). Questo si spiega grazie alla capacità della Realtà Virtuale di trasportare l’utente in un’esperienza altrimenti impossibile da vivere, un elemento che attrae evidentemente anche gli italiani.

    Il 12% degli intervistati italiani è convinto che la Realtà Virtuale abbia un grande potenziale al punto da rivoluzionare il nostro modo di vivere. Visto il livello di diffusione ancora lontano dal massimo potenziale, questa è un dato interessante da sapere. E quali prodotti acquisterebbero oggi gli italiani? Le risposte sono quasi scontate, infatti il 19% acquisterebbe Sony PlayStation RV e il 15% Oculus Rift.

    realtà virtuale italiani franzrusso.it 2016

    La ricerca di Context rileva che i consumatori italiani appaiono soddisfatti dal potenziale della Realtà Virtuale, ma convincerli a investire nella tecnologia può rivelarsi un ostacolo. Soltanto l’8% del pubblico in generale e il 26% dei videogiocatori spenderebbe i soldi necessari per acquistare le cuffie RV. Il 70% dei partecipanti italiani, pur essendo a conoscenza del termine e delle sue possibili applicazioni, ha convenuto che non comprende bene i prodotti della RV; il 69% vorrebbe aspettare prima di investire nella piattaforma.

    E dove acquisterebbero gli italiani prodotti per la Realtà Virtuale? Il 19% ha scelto i retailer locali specializzati in tecnologia e il 16% i grandi retailer specializzati; il 14% comprerebbe in Amazon e il 19% dal resto dei retailer online. E prima ancora di parlare di prezzi gli italiani vorrebbero vedere i prodotti all’opera, quindi provarli:  il 78% considera che la possibilità di poter realizzare una dimostrazione è un fattore essenziale nel decidere dove acquistare.

    Insomma, dati interessanti, per nulla scontati, che ci dimostrano quanto gli italiano conoscono e apprezzato la Realtà Virtuale. Dati che le aziende che operano nel settore di sicuro vorrebbero sapere.

    E coi cosa ne pensate?

  • Google mette in vendita negli Usa Cardboard per la Realtà Virtuale

    Google mette in vendita negli Usa Cardboard per la Realtà Virtuale

    Qualche anno fa Google aveva presentato Cardboard, il visore per la Realtà Virtuale di facile utilizzo. E da qualche giorno è in vendita negli Usa a 15 dollari. Cardboard ha già a disposizione diverse app e ad altre si possono integrare.

    Si parla sempre di più di Realtà Virtuale, il tema del momento e quello che caratterizzerà il prossimo (neanche tanto lontano) futuro. Qualche giorno fa ce ne ha dato una netta dimostrazione Mark Zuckerberg ritratto mentre attraversa la sala, al MWC 2016 di Barcellona, e tutti i presenti dotati di un visore Oculus VR che sembravano assolutamente assenti da tutto ciò che accadeva intorno a loro. E anche Google è una di quelle aziende che punta molto sulla Realtà Virtuale e nel 2014 ha realizzato Cardboard, un visore per la Realtà Virtuale, completamente di cartone e compatibile con tutti gli smartphone Android, da 4 fino a 6 pollici. Un visore concepito per permettere a tutti, dotati di uno smartphone, di vivere un’esperienza di realtà Virtuale

    Google cardboard smartphone

    Da qualche giorno Cardboard è in vendita online da Google, e per ora solo negli Usa. Ed è facile pensare che presto il visore sarà in vendita anche da noi. Il prezzo è di 15 dollari e rappresenta ovviamente un visore indicato per chi volesse approcciarsi alla Realtà Virtuale, anche se dall’esperienza diretta trasmette benissimo il senso della Realtà Virtuale. Definirlo un visore low cost ci può stare, nel senso che per pochi dollari (e quindi per pochi euro quando sarà disponibile anche in Italia) è possibile vivere esperienze di Realtà Virtuale molto coinvolgenti.

    Come usare Google Cardboard

    Usare Cardboard è semplicissimo, prima di tutto è necessario scaricare l’app da Google Play, poi una volta aperta la confezione in cartone è sufficiente inserire il vostro smartphone con lo schermo rivolto verso l’interno, richiudere la “scatola” e dal visore vivere l’esperienza in Realtà Virtuale. E’ possibile osservare foto scattate con la modalità VR, potete anche scattarle voi scaricando la fotocamera Cardboard. E’ possibile girare il mondo con Google Earth, potrete anche vedere i vostri video scegliendoli tra un wall che vi girerà intorno. E’ possibile anche vedere in 3d delle opere d’arte.

    Google cardboard

    E poi ci sono già diverse app da scaricare, come quella del New York Times “NYT VR“,  oppure vivere un’esperienza con Paul McCartney, o ancora vivere la sensazione di essere dentro Star Wars. Coca Cardboard è possibile vedere anche i video a 360 gradi di YouTube. E poi c’è anche The Space Titans, alla scoperta del nostro sistema solare.

    Ma Cardboard non è il solo visore di Google, negli Usa online è disponibile anche Mattel View-Master VR che funziona telefoni Android o iOS da 4 a 6 pollici, a 29,95 dollari, e anche Goggle Tech C1-Glass VR Viewer in vendita a 14,99 dollari.

    Quando sarà disponibile anche nel nostro paese, per chi fosse curioso e interessato a vivere un’esperienza di Realtà Virtuale, Cardboard è sicuramente un visore da provare, senza spendere grosse cifre.

  • Facebook, il futuro (inquietante) del social è nella Realtà Virtuale

    Facebook, il futuro (inquietante) del social è nella Realtà Virtuale

    Mark Zuckerberg dall’acquisizione di Oculus VR, avvenuta due anni per 2 miliardi di dollari, non ha mai fatto mistero che quello era il segnale che il futuro di Facebook sarebbe stato la Realtà Virtuale. E quel futuro è già qui. A Barcellona proprio Zuckerberg ne ha dato una dimostrazione. E a guardare quella foto un po’ di inquietudine sale.

    Due anni fa, a sorpresa, Facebook acquisiva per 2 miliardi di dollari Oculus VR, startup americana che aveva realizzato lo schermo per la realtà virtuale “Oculus Rift“, uno schermo di 5,6 pollici che è abilitato per la stereoscopia 3d. Era il chiaro segnale che il futuro di Facebook sarebbe stato proprio nella Realtà Virtuale, quella social, anche se ancora non si conosceva quando quel futuro sarebbe arrivato. Questo fino a due giorni fa quando dal Mobile World Congress di Barcellona, Zuckerberg irrompe sulla scena in occasione della presentazione aperta alla stampa di Samsung, in una platea di giornalisti tutti dotati del visore per la Realtà Virtuale.

    La foto che lui stesso ha condiviso su Facebook è la prova più evidente che ormai quel futuro è già qui. Una foto che a guardarla bene fa un certo effetto.

    Dal corridoio della sala, in mezzo ai giornalisti (i quali non sapevano nulla) dotati di visore, si vede Zuckerberg che ha un’espressione certamente soddisfatta, ma tutti non si curano della sua presenza, immersi in un altro mondo. Lui passa alla loro destra, mentre quasi tutti sono girati dalla parte opposta.

    Una scena quasi surreale che in molti hanno paragonato a Matrix. Una scena che dà l’idea di quello che sarà la Realtà Virtuale Social, un networking di persone riprodotto in un mondo non reale, totalmente ricostruito, simulato.

    Zuckerberg realtà virtuale
    (clicca sull’immagine per ingrandire)

    Ed è questo il punto su cui si discute, la simulazione, la realtà non reale attraverso la quale instaurare relazioni tra persone. Se proviamo a pensarci meglio, un passaggio totalmente lontano dalla realtà dell’oggi. Attraverso Facebook instauriamo relazioni che poi sfociano in relazioni dirette, personali nella realtà di tutti i giorni. Come sarà dunque una relazione tra persone in una realtà simulata?

    Zuckerberg ha annunciato che si sta costituendo un team per lavorare proprio sulla realtà virtuale social, anche se non ha rilasciato altre informazioni riguardo alle app al momento allo studio.

    Nell’articolo di presentazione del nuovo corso di Facebook si legge che questo sarà il terreno su cui verranno canalizzati i prossimi investimenti, dopo aver connesso le persone in maniera diretta attraverso Messenger e WhatsApp.

    Con la Realtà Virtuale Social le opportunità di connessione tra amici saranno molte di più al punto da vivere insieme, quindi virtualmente, esperienze che si svolgono in parti del mondo diverse.

    C’è da dire che Facebook non è il solo a puntare sulla Realtà Virtuale, lo stanno facendo anche Google e Microsoft, solo che portare la realtà virtuale in un social network fatto di relazioni e di persone apre effettivamente scenari del tutto nuovi. Quello che era quindi il pallino di Zuckerberg sta per arrivare. E, dopo aver inventato il social network, Zuckerberg vuole passare alla storia come il pioniere della Realtà Virtuale Social.

    Ma voi che ne pensate? Vi affascina o vi inquieta?

  • Facebook acquista Oculus per 2 mld di dollari, la realtà virtuale diventa Social

    Facebook acquista Oculus per 2 mld di dollari, la realtà virtuale diventa Social

    oculus-facebook

    Facebook porta la realtà virtuale sui Social Media. E’ stato da poco ufficializzato l’acquisto di Oculus VR, startup Usa, produttrice di Oculus Rift, lo schermo per la realtà virtuale. L’operazione si è conclusa per 2 miliardi di dollari, 400 milioni in cash e un pacchetto 23,1 milioni di azioni

    Mark Zuckerberg è in vena di acquisti e lo dimostra l’ultima, quanto sorprendete per la sua stessa tipologia, acquisizione miliardaria. E’ stato ufficializzato, per altro dallo stesso CEO di Facebook, l’acquisizione, da parte dell’azienda di Menlo Park, della startup americana Oculus VR, nota al pubblico appassionato di 3d e della realtà virtuale per aver prodotto lo schermo per la realtà virtuale “Oculus Rift“, uno schermo di 5,6 pollici che è abilitato per la stereoscopia 3d. A vederlo sembra un enorme paio di occhiali, ma è in grado di regalare emozioni in prima persona in realtà virtuale.

    L’affare si è concluso per la cifra di 2 miliardi di dollari, di cui 400 milioni pagati in cash e la restante parte con un pacchetto di 23,1 milioni di azioni Facebook che ammonterebbero a circa 1,6 miliardi di dollari (considerando il prezzo per azione di 69,35 dollari).

    In un comunicato apparso sulla Newsroom di Facebook il fondatore del più grande social network dichiara:

    Il Mobile è la piattaforma di oggi e ora siamo pronti per le piattaforme di domani. Oculus ha l’opportunità di realizzare la piattaforma social mai realizzata prima e di cambiare il nostro modo di lavorare, giocare e comunicare”.

    Anche Brendan Iribe, co-fondatore e CEO di Oculus VR, ha voluto esprimere la sua soddisfazione per l’accordo:

    Siamo entusiasti di lavorare con Mark e il team di Facebook per realizzare la migliore piattaforma di realtà virtuale nel mondo. Crediamo che la realtà virtuale sarà fortemente definita da esperienze sociali che connettono le persone in nuovi modi magici. Si tratta di una tecnologia dirompente, che permette al mondo a sperimentare l’impossibile, ed è solo l’inizio”.

    Secondo l’accordo, il team di Oculus VR rimarra nella sua sede in Irvine, California, e lavorerà in maniera indipendente continuando a sviluppare “Oculus Rift”.

    Orlovsky_and_Oculus_Rift

    Resta da capire quali saranno le prospettive future di questa nuova acquisizione. Certo lascia tutti molto sorpresi e lascia anche un interrogativo che speriamo sia soddisfatto a breve. E cioè per il più grande social network del web che importanza ha la realtà virtuale? Quanto conterà questa nuova tecnologia sul futuro delle relazioni che avvengono e nascono su Facebook? Ci sarà certamente una grossa componente di intrattenimento che pesa su questo accordo, ma vista la mole dell’acquisizione è lecito porsi questi quesiti.

    Oculus VR è una startup americana e per laniare il suo prodotto, appunto “Oculus Rift”, ha ricevuto un finanziamento di 16 milioni di dollari, di cui 2,4 sono stati raccolti attraverso la piattaforma di crowdfunding Kickstarter.

    (l’immagine di copertina è ripresa da TechCrunch)

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