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  • Safer Internet Day 2022, ecco 10 consigli di Twitter

    Safer Internet Day 2022, ecco 10 consigli di Twitter

    Safer Internet Day 2022, la Giornata Internazionale per la promozione di un Internet più sicuro. Ecco 10 consigli di Twitter per una conversazione più sicura.

    Safer Internet Day 2022, la Giornata Internazionale per la promozione di un Internet più sicuro. E questa giornata, oggi 8 febbraio 2022, cade in un momento storico molto particolare, dove la sicurezza su Internet e sui social media in particolare, è molto sentita.

    E a proposito di social media, Twitter, come sempre in queste occasioni, fa sempre la sua parte. Intanto viene aggiunto a #SaferInternetDay, e ad altri hashtag annessi come #SicurezzaInRete, #GiornataMondialeDellaSicurezzaInRete, #GiornataDellaSicurezzaInRete e #SID, la emoji della giornata, un modo per incoraggiare la conversazione attorno a questi temi.

    E proprio per questa occasione, dicevamo, Twitter ha ideato una guida per illustrare tutte le funzioni a disposizione degli utenti per accrescere in prima persona la loro sicurezza e sentirsi sempre più a proprio agio quando si uniscono a una conversazione.

    Safer Internet Day 2022, consigli di Twitter

    Nuove funzioni per la sicurezza

    Infatti, segnalare un tweet non è l’unica azione disponibile. Esistono molte altre nuove funzioni dedicate alla sicurezza. Vediamole insieme:

    • Blocca: si può impedire a specifici account di contattare e seguire il proprio profilo, oltre a visualizzare i Tweet. Maggiori info sulla funzione a questo link;
    • Silenzia: si possono silenziare i Tweet di un account rimuovendoli dalla timeline senza bloccarlo o smettendo di seguirlo. Si possono anche silenziare determinate parole, conversazioni, frasi, username, emoji o hashtag. Maggiori info sulla funzione;
    • Rimuovi follower: non è necessario bloccare direttamente qualcuno su Twitter.
      Accedendo alla lista dei follower, infatti, è ora possibile rimuovere uno specifico account dal proprio elenco;
    • Contenuti sensibili: l’impostazione predefinita di Twitter è quella di avvertire l’utente quando si trova di fronte ad un contenuto potenzialmente sensibile. Si può modificare questa opzione nelle impostazioni del profilo, scegliendo di visualizzare sempre i contenuti sensibili.

    Consigli di sicurezza per i DM

    Ma Twitter offre dei consigli molto utili per mantenere sicuri la conversazione e lo scambio di messaggi tra gli utenti in DM, come questi:

    • Nascondi risposte: ogni utente può scegliere se rendere visibile o meno una risposta ad un proprio Tweet. Se una risposta è fuori tema o è spam si può cliccare su di essa e nasconderla. Le risposte non verranno cancellate, e per poterle visualizzare sarà necessario fare doppio click. Maggiori info qui;
    • Controlli di conversazione: ciascun utente di Twitter può scegliere in qualsiasi
      momento chi può rispondere o interagire con un proprio Tweet. Questa funzione è utile per gestire una conversazione senza dover ricorrere alla funzione Blocca e può prevenire lo spam. Qui la guida completa alle impostazioni per controllare le conversazioni;
    • DM: sarà l’utente a scegliere chi può contattarlo attraverso i DM – messaggi in privato. Le impostazioni dei DM permettono all’utente di filtrare i messaggi indesiderati e limitare i contatti da parte di persone che non si seguono. Maggiori informazioni a questo link.

    Come mantenere i dati in sicurezza

    Infine, ecco alcuni consigli per mantenere sicuri il proprio profilo e i propri dati:

    • Autenticazione a due fattori: oltre alla password, ogni utente può aggiungere un ulteriore livello di sicurezza per il proprio account. Maggiori info qui per scoprire come impostare questa funzione;
    • Protezione dei Tweet: gli utenti possono decidere di rendere i loro Tweet visibili solo ai propri follower. Qualora un altro utente desiderasse seguire un profilo non pubblico, si riceverà una richiesta di follow. Ecco maggiori informazioni su questa funzione;
    • Identificazione: si possono tenere separati gli amici reali da quelli di Internet. Quando un nuovo utente si unisce a Twitter verranno suggeriti gli account da seguire sulla base di e-mail e/o numeri di telefono, se forniti. Se non si vuole essere suggeriti ai nuovi account sulla base di questi dati, si può disabilitare la possibilità di essere identificati.
      Dettagli a questo link.
  • TikTok, gli account under 16 sono privati di default

    TikTok, gli account under 16 sono privati di default

    TikTok, come conseguenza al provvedimento di blocco disposto qualche giorno fa dal Garante della Privacy, in occasione del Safer Internet Day 2021, rende gli account under 16 privati di default.

    In occasione del Safer Internet Day 2021, TikTok presenta e novità dopo il provvedimento di blocco disposto dal Garante della Privacy lo scorso 22 gennaio di quest’anno. Gli aggiornamenti lanciati oggi sono unici nel settore, quindi TikTok diventa una delle prime piattaforme social media ad adottare misure rivolte espressamente agli utenti under 16.

    Le novità più importanti, nel giorno in cui si celebra la giornata per la sensibilizzazione dei rischi di Internet, per gli utenti tra i 13 e i 15 anni. Per loro è stata completamente disabilitata la funzione di messaggistica privata e gli account sono stati resi privati di default; alcune funzionalità, come Duetto e Stitch hanno acceso limitato in base all’età. Il Collegamento Famigliare, funzione di TikTok che permette ai genitori di avere controllo sui contenuti che i propri figli adolescenti possono vedere, sulle ricerche e sul tempo che possono passare sull’app, è stata ulteriormente rafforzata.

    Inoltre, con l’obiettivo di supportare la nostra community in Italia, attraverso un aggiornamento dell’app, TikTok farà passare nuovamente ogni utente in Italia attraverso il processo di verifica dell’età. Solo gli utenti di età pari o superiore a 13 anni potranno continuare a utilizzare l’app dopo aver eseguito questo processo.

    tiktok utenti under 16 anni franzrusso

    Come precisato bene nell’infografica in basso, riepilogando:

    TikTok è solo per utenti da 13 anni in sù. E per gli utenti 13-15 anni:

    • Account privato di default;
    • Non possono accedere a messaggi privati
    • Non possono ospitare dirette streaming
    • Limitazioni su chi può commentare i loro video.

    TikTok Infografica Sicurezza Minori

    Inoltre, qui alcuni contenuti video realizzati per aiutare gli utenti a comprendere meglio gli strumenti a disposizioni:

    Queste le novità rilevanti di TikTok e c’era attesa per queste misure, soprattutto in relazione al provvedimento del Garante della Privacy.

  • Safer Internet Day 2021, l’impegno di Twitter per una Rete sicura

    Safer Internet Day 2021, l’impegno di Twitter per una Rete sicura

    Twitter rinnova il suo impegno per una rete più sicura promuovendo, in occasione del Safer Internet Day 2021, una serie di iniziative. In un anno è aumentato del 105% il numero di account bloccati o sospesi per aver violato le regole della piattaforma.

    A distanza di anni, il primo Safer Internet Day si tenne nel 2004, quando quasi tutte le piattaforme social media in uso oggi non erano ancora nate, il tema della sicurezza è quanto mai attuale. La giornata internazionale di sensibilizzazione per i rischi di internet, istituita diciassette anni fa dall’Unione Europea, cade oggi 9 febbraio 2021 e anche Twitter non vuole far mancare il suo impegno per rendere la Rete un luogo sempre più sicuro.

    Per dare ancora più valore alle conversazioni globali sulla sicurezza su Internet, Twitter ha
    lanciato una emoji speciale che si attiva tutte le volte che vengono usati gli hashtag
    #SaferInternetDay (anche #SID2021) e in Italia, #SicurezzaInRete. L’emoji ha l’obiettivo di raggruppare ed evidenziare le conversazioni sul Safer Internet Day.

    Tema del Safer Internet Day di quest’anno è “Together for a better internet” e mette in luce una serie di concetti che Twitter condivide come piattaforma. E cioè che:

    • Internet può sempre essere migliorato
    • resta uno strumento a favore del bene di tutti
    • è compito di ciascuno di noi renderlo uno spazio sano e sicuro.

    Tutti possono contribuire e tutti devono fare la propria parte.

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    L’impegno di Twitter per Safer Internet Day 2021

    L’impegno di Twitter, oggi e per tutto il mese di febbraio, Twitter lavorerà con la sua rete di partner per la sicurezza con l’obiettivo di orientarli al meglio, fornire sovvenzioni Ads for Good per supportare le loro campagne e collaborare su ciò che tutti possiamo fare per creare una Internet migliore. Twitter organizzerà dei corsi di formazione sulla sicurezza, terrà presentazioni sul suo lavoro in 4 continenti e parteciperà ad eventi a livello globale per commentare la giornata.

    In Europa, Twitter parteciperà all’evento Safer Internet Day organizzato dalla Commissione
    europea con Better Internet for Kids Youth Ambassadors, e organizzerà uno Youth Summit
    per promuovere un Internet più sicuro per tutti i cittadini, in particolare i giovani, nonché per responsabilizzare le nuove generazioni a parlare degli argomenti per loro importanti.

    Sempre in Europa, Twitter ha stretto una partnership con Maldita.es, un ente non-profit
    indipendente che si occupa di strategie di fact-checking, per l’organizzazione di un corso
    della durata di una settimana dedicato alla piattaforma, specificamente progettato per
    educare i giovani a diventare pensatori critici e identificare la disinformazione, e che sarà
    disponibile in inglese tramite l’account @maldita_es e sarà localizzato in Spagna e Germania, rispettivamente tramite i profili @MalditaEduca e @correctiv_org – quest’ultimo
    grazie alla partnership con Correctiv.

    Twitter più sicuro, ecco le iniziative

    Sul nostro blog raccontiamo spesso le iniziative di Twitter anche in ambito di sicurezza e continueremo a farlo. Lo scorso la piattaforma di Jack Dorsey ha continuato il suo sforo nel rendere la piattaforma sempre più sicura. Ecco quelle più significative:

    Più della metà dei Tweet su cui Twitter interviene per contenuti offensivi è ora processata automaticamente, senza appoggiarsi alle segnalazioni fatte dagli utenti. Nel 2018 la quota di questi Tweet era pari a 1 su 5.

    È stato registrato un aumento del 105% negli account presi in gestione da Twitter (bloccati o sospesi per aver violato le regole di Twitter).

    A marzo 2020, quando il mondo affrontava per la prima volta la pandemia da COVID-19, le persone si sono ritrovate su Twitter per commentare ciò che stava accadendo e per trovare le ultime notizie provenienti da fonti autorevoli. Twitter ha lanciato una policy dedicata alle informazioni fuorvianti sul COVID-19 per proteggere ulteriormente la salute della conversazione pubblica. Durante questo periodo, i team di Twitter hanno intrapreso alcune iniziative restrittive nei confronti di 4.658 account che hanno violato questa policy. Inoltre, grazie a degli ulteriori investimenti sul fronte tecnologico, i sistemi automatizzati di Twitter hanno rilevato 4,5 milioni di account che miravano a manipolare le conversazioni sul COVID-19 con spam o contenuti ingannevoli.

    Nel contesto di una pandemia, la disinformazione sui vaccini rappresenta una sfida significativa e sempre più pressante per la salute pubblica. Per questo Twitter ha ampliato la sua policy dedicata alle informazioni fuorvianti sul COVID-19 e prossimamente potrà richiedere agli utenti di rimuovere i Tweet che promuovono narrazioni dannose, false o ingannevoli sulle vaccinazioni contro il COVID-19. Da gennaio 2021, la piattaforma ha iniziato a segnalare, con un’etichetta o con un messaggio di avvertimento, i tweet che promuovono voci non verificate, affermazioni contestate e informazioni incomplete o fuori contesto sui vaccini.

    Nel 2020 sono aumentati i casi di violenza contro le donne. Secondo una stima del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, ad ogni tre mesi aggiuntivi di lockdown imposti contro la diffusione del COVID-19 corrisponderebbero ulteriori 15 milioni di donne potenzialmente esposte direttamente ad episodi di violenza. Mentre questa “pandemia ombra” continua, Twitter supporta organizzazioni senza scopo di lucro di tutto il mondo che lavorano per sensibilizzare sul grande impatto che la pandemia ha avuto sulle donne fornendo sovvenzioni Ads for Good. In collaborazione con UN Women e l’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani, Twitter ha lanciato delle emoji dedicate per creare consapevolezza in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza
    contro le donne (25 novembre) e la Giornata dei diritti umani (10 dicembre). Twitter ha anche collaborato con le autorità sanitarie e le organizzazioni senza scopo di lucro in 24 mercati per espandere il servizio di notifica #ThereIsHelp. Grazie a questo sistema, quando le persone cercano termini associati alla violenza di genere su Twitter, ricevono una notifica con le informazioni di contatto per i numeri di emergenza locali e altre risorse per incoraggiarle a chiedere aiuto.

    Ad agosto 2020 Twitter ha lanciato una nuova funzione di controllo delle conversazioni. Ora chiunque può scegliere chi può rispondere ai propri Tweet con tre opzioni: 1) tutti (impostazione standard di Twitter predefinita); 2) solo le persone che si seguono; 3) solo le persone che vengono citate nel Tweet.

    A settembre 2020, in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, Twitter ha collaborato con l’Associazione internazionale per la prevenzione del suicidio (IASP) per ampliare le risorse #SuicidePrevention con più di 20 Ong nei mercati di Asia Pacifico, Stati Uniti, Canada, America Latina, Europa e Africa. Come riportato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, i tassi di suicidio possono aumentare in caso di crisi prolungate e gli esperti hanno sottolineato come la pandemia da COVID-19 causerà angoscia e lascerà molte persone vulnerabili a problemi di salute mentale e tendenze suicide. Twitter ha collaborato anche con le autorità locali che si occupano di salute mentale e le Ong in 30 mercati per offrire #ThereIsHelp, un servizio di notifica che fornisce preziose informazioni e risorse sulla salute mentale via Twitter e e-mail.

    Quando gli utenti cercano termini legati al suicidio o all’autolesionismo sulla piattaforma, il primo risultato è una notifica che li incoraggia a chiedere aiuto. Quest’anno i suggerimenti sono stati estesi a diversi nuovi mercati in accordo con i partner locali specializzati nella salute mentale in modo da condividere le risorse più aggiornate e utili nei suggerimenti #ThereIsHelp in tutto il mondo.

    Per tutto il 2020, Twitter ha aggiornato le sue regole in tema Hateful Conduct, per vietare il linguaggio che disumanizza le persone sulla base di età, disabilità, malattie, etnia, origine nazionale, nonché per includere un linguaggio offensivo che promuove la “terapia di conversione” rivolta ai singoli membri o l’intera comunità LGBTQ+.

  • Safer Internet Day, anche Twitter conferma il suo impegno

    Safer Internet Day, anche Twitter conferma il suo impegno

    Anche Twitter conferma il suo impegno nella giornata del Safer Internet Day per rendere Internet un luogo sempre più sicuro. E a #SaferInternetDay è dedicata una emoji speciale.

    L’11 febbraio, ormai da 16 anni a questa parte, è il Safer Internet Day, #SaferInternetDay2020, la giornata dedicata a rendere Internet un luogo sempre più sicuro. Anche se, così come la riflessione, dovrebbe essere quotidiano.

    Twitter nel 2004 non era ancora nato, arrivó due anni dopo nel 2006 e ancora oggi si impegna a migliorare Internet, un impegno che la società di Jack Dorsey porta avanti con altri partner. Intanto, per l’occasione, viene lanciata un’emoji speciale legata agli hashtag #SaferInternetDay e #SID2020, disponibile in 18 lingue.

    Safer Internet Day Twitter

    Anche nel 2020 Twitter continuerà a supportare i safety partner e a lavorare per far sì che la conversazione pubblica su Twitter sia sempre più aperta, sana e sicura.

    Nel corso degli ultimi 12 mesi, Twitter ha adottato iniziative importanti per contrastare a livello globale i contenuti offensivi. Riconosciamo che c’è ancora molto da fare, ma ad oggi abbiamo fatto grandi passi in avanti. Ad esempio:

    • Più di 1 tweet su 2, in quanto offensivo, viene analizzato proattivamente usando la tecnologia invece che affidarsi alle segnalazioni (nel 2018 si trattava di 1 tweet ogni 5);
    • Twitter ha incrementato del 105% l’adozione di misure contro profili (bloccati o sospesi per violazione delle regole di Twitter);
    • A novembre 2019 è stata lanciata a livello globale la possibilità di nascondere le risposte ai propri tweet e oggi chiunque lo può fare;
    • A dicembre 2019 il Trust and Safety Council è stato ampliato e rafforzatoriunendo esperti e organizzazioni di tutto il mondo per supportarci nello sviluppo di nuovi prodotti, programmi e delle regole di Twitter; 
    • Giovedì scorso, è stato lanciato una nuova misura per individuare media manipolati e/o alterati. Dal 5 marzo Twitter inizierà a etichettare i tweet se riterrà che i loro contenuti siano stati significativamente alterati o manipolati. L’etichetta sarà collegata ad un Momento di Twitter per fornire maggiori informazioni di contesto provenienti da una fonte ritenuta affidabile.

    A partire da oggi, e per tutto il mese di febbraio, Twitter lavorerà con la sua rete globale di safety partner per amplificare la loro assistenza, fornire sovvenzioni Ads for Good per supportare le loro campagne, e collaborare in tutti i progetti finalizzati alla creazione di un Internet migliore. Per celebrare la ricorrenza, Twitter erogherà corsi di formazione, presenterà il proprio lavoro in 4 continenti e parteciperà ad eventi in tutto il mondo.

    In Europa, Twitter terrà un corso alla Helsinki Central Library Oodi; parteciperà all’incontro Better Internet for Kids organizzato dalla Commissione Europea a Bruxelles e, presso la sua sede internazionale di Dublino, organizzerà un evento in collaborazione con Webwise per promuovere uno spazio digitale più sicuro per tutti i cittadini, specialmente i più giovani.

    Nel Regno Unito, Twitter ha collaborato con 4 leader online per creare dei brevi video che illustrano l’insieme degli strumenti per la sicurezza disponibili sulla piattaforma.

    L’obiettivo di Twitter con quest’ultima iniziativa è di raggiungere un pubblico ampio con contenuti coinvolgenti relativi alle singole esperienze di queste persone con il servizio e con gli strumenti per la sicurezza.

  • Gli utenti più giovani sono impauriti dai social, ma non riescono a farne a meno

    Gli utenti più giovani sono impauriti dai social, ma non riescono a farne a meno

    In occasione del Safer Internet Day 2019, che si celebra oggi, 5 febbraio, Telefono Azzurro rende nota una interessante ricerca condotta da Doxa Kids che indaga il rapporto degli utenti più giovani con il web e i social media. Dalla ricerca emerge che il 43% degli utenti di età compresa trai i 12 e i 18 anni non riuscirebbe a stare senza social media per una settimana.

    La Safer Internet Day 2019, che si celebra oggi 5 febbraio, è sempre un’occasione per riflettere su come viene vissuto il web oggi e quali sono i rischi a cui ci espone anche l’uso dei social media. Istituita oramai 15 anni fa dall’Unione Europea, resta comunque una giornata per fare il punto della situazione per cercare di portare soprattutto gli utenti più giovani ad un uso più attento e consapevole del web e dei social media. E, proprio per fare il punto da questo punto di vista, Telefono Azzurro, onlus che conoscete tutti e che dal 1987 si batte per i diritti dei minori, ha presentato una ricerca condotta, in collaborazione, con Doxa Kids che ci offre dati e spunti interessanti su come vivono gli strumenti digitali gli utenti più giovani.

    Dalla ricerca emerge che il rapporto che i giovani hanno con il web e i social media è un rapporto per certi versi problematico. Infatti,  il 46% di essi ritiene che i social media abbiano effetti negativi, quali facilitare il bullismo, diffondere pettegolezzi o contenuti violenti, produrre discriminazione; mentre il 43% dei giovani fra i 12 e i 18 anni, e ben il 53% delle ragazze, si sentirebbe ansioso, agitato o perso se fosse privato per una settimana dei social. Teniamo bene a mente questo dato di massima quindi.

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    Effetti positivi e negativi dei social media per i giovani

    Partiamo subito a considerare quanto tempo trascorrono i giovani sul web e sui social media. Ebbene, dalla ricerca emerge che il 60% dei ragazzi fra i 12 e i 18 anni passa più di 2 ore al giorno su social e chat, mentre il 4% è costantemente connesso. Solo il 35% vi trascorre 1 ora o meno al giorno. Nel dettaglio, come si vede dal grafico, il 43% dichiara di trascorrervi 2 o 3 ore al giorno; il 14% da 4 a 6 ore al giorno; il 3% più di 6 ore al giorno.

    Dal punto di vista degli aspetti negativi in relazione all’uso dei social media, dalla ricerca emerge che il 33% ritiene che questi strumenti distraggano dallo studio e dalla vita reale, il 29% sottolinea la mancanza di contatto personale e il 28% ritiene che causino dipendenza. Il 22% dei ragazzi intervistati sostiene che i social facilitino il bullismo, il 20% teme gli adescatori mentre per il 33% il rischio è l’alterego, ovvero l’illusione di avere molti amici e l’avere una visione poco realistica della realtà.

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    Solo per il 22% il problema è la privacy: i social possono rovinare la reputazione, c’è il rischio di condivisione delle proprie foto senza consenso. Incontrare online contenuti negativi succede al 66% dei ragazzi. Il 32% vede immagini o video violenti e il 43% si dichiara molto impressionato dalle immagini drammatiche; il 25% incontra contenuti che incoraggiano a giocare o scommettere soldi, il 23% immagini e video sessualmente espliciti.

    Le esperienze dirette coinvolgono invece il 57% degli intervistati: il 34% riceve messaggi di estranei, e si sale al 44% per le ragazze 15-18 anni; al 14% è capitata la richiesta di condividere informazioni personali, all’11% di essere incontrati dal vivo dopo un contatto online, e si sale al 16% per i maschi 15-18 anni. Al 7% è capitato di ricevere foto provocanti, l’11% nel caso delle ragazze 15-18 anni.

    Se guardiamo agli effetti positivi, allora emerge che per i ragazzi i social media aiutano a restare connessi con amici e famiglia, a trovare persone nuove o che ci assomigliano. Inoltre, secondo i giovani utenti italiani, i social media fanno sentire meno soli, connettono con abitudini e culture di tutto il mondo. Un effetto positivo rilevato complessivamente dal 75% degli intervistati, che diventa l’81% se consideriamo solo le ragazze fra i 15 e i 18 anni.

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    Il web consente anche di trovare informazioni e di imparare cose nuove (51%), o di svolgere attività sociali (33%) come confrontare opinioni o chiedere aiuto. Molto chiara è anche la richiesta di intervento da parte degli adulti per una maggiore sicurezza dei ragazzi online. Il 47% del campione vorrebbero che i social media bloccassero i contenuti pornografici o violenti, il 34% che si potessero cancellare per sempre foto che possono rovinare la reputazione, il 29% chiede filtri che blocchino l’accesso a certi contenuti secondo l’età.

    Sono dati preziosi questi che ci aiutano a comprendere come i giovani italiani usano i social media. Come dicevamo all’inizio, emerge questo rapporto contrastato, da una parte si riconoscono i rischi ma dall’altra non si riesce a farne a meno  per più di sette giorni. Da questi dati emerge chiaramente che si deve lavorare molto con questi ragazzi, soprattutto per renderli più attenti verso i rischi e per renderli più capaci di saperli affrontare. Aumentare la consapevolezza significa anche usare i social media solo come strumenti, che è quello che sono del resto, senza trasformarli in luoghi all’interno dei quali trasferire completamente la loro esistenza. Questo è il grave errore che si commette.

    Arriviamo quindi sempre, come già fatto in passato, a sostenere l’idea di una vera e propria educazione digitale, un percorso che possa rendere i nostri ragazzi più consapevoli delle grandi opportunità che il web e i social media offrono, e più attenti verso i rischi.

    Qui la ricerca completa.

  • Il 40% degli adolescenti italiani ritiene che il Web sia un luogo pericoloso

    Il 40% degli adolescenti italiani ritiene che il Web sia un luogo pericoloso

    In occasione della Safer Internet Day 2018, la giornata per una rete più sicura, una ricerca di “SOS Il TELEFONO AZZURRO” e Doxa Kids rileva che il 40% degli adolescenti ritenga il Web un luogo pericoloso, quasi il 40% di essi dichiara di aver paura del cyberbullismo. Inoltre, il 26% tra i rischi di internet teme le fake news.

    In occasione della Safer Internet Day 2018, la giornata internazionale di sensibilizzazione per i rischi dell’internet istituita nel 2004 dall’Unione Europea, una ricerca di “SOS Il TELEFONO AZZURRO” e Doxa Kids ha rilevato quelli che sono i timori degli adolescenti italiani in relazione a Internet. I giovani italiani, quindi nativi digitali, vivono la loro esperienza con Internet in un contesto fatto da tanti rischi e minacce, non facili da riconoscere immediatamente. Cyberbullismo, pornografia e pedopornografia, adescamento, sextortion, grooming, queste sono ad oggi le situazioni di pericolo che i giovani utenti italiani vivono quotidianamente, anche sui social media.

    Questa ricerca è utile, proprio nella giornata di oggi, per comprendere come vedono, e come vivono, Internet i nostri giovani e quali le loro preoccupazioni. Va subito messo in evidenza che sei adolescenti su dieci sono stati vittime di esperienze negative durante attività di streaming live, quindi il 60%.

    I risultati della ricerca confermano il timore dei più giovani di esser vittime inconsapevoli di una pericolosa esposizione ad uno strumento utile, ma incontrollato di cui avere paura. Gaming, denaro, sessualità, ricerca di informazioni, contenuti personali, violenza e prevaricazione, contenuti lesivi/inadeguati veicolati attraverso lo streaming, il live e le stories. Internet oggi permea la vita dei giovani italiani in maniera significativa.

    Per il 40% rappresenta luogo di minaccia e quasi il 40% ha paura del cyberbullismo. Il 26% degli adolescenti tra i rischi di internet teme le fake news, soprattutto in ambito salute visto che nel 21% dei casi vengono diffuse notizie diverse e discordanti in merito allo stesso tema, oppure informazioni che poi si rivelano false o inutilmente “terrorizzanti”.  Un terzo degli adolescenti acquista giochi online e dedica al web più di due ore al giorno, tra utilizzo della rete e gaming; nella fascia 8-11 anni lo fa oltre il 20%. Inoltre i bambini sono molto impauriti dall’ipotesi di leggere frasi volgari o violente, lo è addirittura il 32%.

    Altri dati in pillole:

    • il 15% conosce almeno un coetaneo che usa app di incontri;
    • il 40% conosce almeno un coetaneo che guarda video pornografici;
    • il 59% dichiara di avere avuto esperienze spiacevoli da una diretta streaming.

    A questi dati vanno aggiunti anche i dati provenienti dalla linea di ascolto 1.96.96 guidata da Telefono Azzurro che riportano la gestione di un caso al giorno (323 casi) riconducibile a problematiche relative ad Internet. Nel 2017 gli psicologi e gli operatori dell’associazione che da trent’anni opera a tutela dei diritti di bambini e adolescenti hanno offerto sostegno su disagi legati a:

    • Cyberbullismo 33%;
    • Sexting 18%;
    • Atti autolesivi e suicidio 13%;
    • Grooming 7%;
    • Pedopornografia online 5%;
    • Informazioni su Internet 10%;
    • Dipendenza da Internet 4%.

    Sono dati che ancora una volta ci confermano quanto sia utile avviare progetti di sensibilizzazione legati ai rischi e ai pericoli della rete rivolti ai nostri giovani, oggi più che mai. Questi dati ci offrono un contesto costellato di situazioni di pericolo in cui è facile cadere se non si conoscono modalità, azioni, strumenti per evitarli. Servono progetti di educazione digitale per i nostri ragazzi a partire già dalla scuola, luogo dove spesso manca la consapevolezza e la competenza per affrontare in maniera adeguata questa problematica. E serve anche un progetto di educazione per i genitori, spesso impreparati ad affrontare situazioni di pericolo e quindi incapaci di aiutare i propri figli. E’ ora di passare dalle parole ai fatti, altrimenti questi numeri, che si sembrano già grandi, cresceranno sempre di più.

    adolescenti safer internet day 2018 infografica

  • Il 65% degli utenti è vittima di uno dei rischi principali della Rete

    Il 65% degli utenti è vittima di uno dei rischi principali della Rete

    Il Safer Internet Day è la giornata internazionale di sensibilizzazione per i rischi della rete, #SID2017, e a vedere i dati del “Microsoft Digital Civility Index” i rischi sono tanti e sono ancora tante le persone che purtroppo vi incorrono. Il 65% delle persone è vittima di uno dei principali rischi individuati e il 58% afferma di aver incontrato dal vivo l’autore di una minaccia online.

    Oggi 7 febbraio 2017 è la giornata internazionale di sensibilizzazione per i rischi della rete, #SID2017, una giornata particolare che impone si una riflessione vera ma anche che forse servirebbe più di una giornata. La Rete è un luogo dove le persone si informano, arricchiscono le proprie competenze, si incontrano, costruiscono relazioni, ma è anche un luogo dove esistono dei rischi, tanti per la verità. E le persone più esposte sono i più giovani, anche se da questo punto di vista il problema è vasto e riguarda davvero tutti.

    Del fatto che i rischi sono tanti e che sono ancira tante le persone che vi incorrono, e ne sono vittime, ce lo dimostra lo studio “Microsoft Digital Civility Index” di Microsoft, una ricerca analizza le attitudini e le percezioni degli adolescenti e degli adulti in 14 Paesi, rispetto all’educazione civica digitale e alla sicurezza online. I risultati sono stati presentati oggi a Roma in un incontro organizzato da Microsoft Italia e Fondazione Mondo Digitale, al quale hanno preso parte anche De Agostini Scuola e Polizia Postale e delle Comunicazioni, con il patrocinio dell’Assessorato Roma Semplice. All’incontro erano presenti anche 250 studenti insieme a studenti di varie scuole.

    safer internet day 2017 rischi rete

    La ricerca ha preso in esame l’esposizione degli intervistati a 17 rischi online in quattro aree: comportamento, reputazione, invadenze sessuali e personali. Il dato che emerge e che rende bene l’idea della situazione a cui siamo di fronte è che il 51% delle persone ha dichiarato di aver incontrato dal vivo l’autore di una minaccia online, percentuale che arriva al 58% tra i più giovani.

    Il 65% degli intervistati dichiara di essere stato vittima di almeno uno dei principali rischi online, in particolare di contatti indesiderati (43%) e molestie (41%). La percentuale sale al fino al 78% se si includono anche esperienze di amici e familiari. Il 62% degli intervistati ha inoltre dichiarato di non sapere dove trovare aiuto quando si imbatte in un rischio online, mentre il 48% dei giovani ha dichiarato di sapere a chi rivolgersi in caso di necessità.

    La ricerca ci presenta anche dei dati su quelle che sono le conseguenze che i rischi della Rete comportano sulle persone. Ebbene, oltre ad un generale aumento del livello di stress, lo dichiara il 23%, la ricerca evidenzia che :

    • il 30% degli intervistati dice di aver perso fiducia nelle persone nella vita reale
    • il 18% ha perso un amico
    • il 42% ha ristretto le impostazioni relative alla privacy sui social media
    • il 21% ha ridotto la condivisione di informazioni personali.

    Di fronte ad una situazione del genere è necessario intensificare gli sforzi verso una maggiore divulgazione e informazione su quelli che sono i rischi della Rete. Sconforta che ci siano ancora persone, il 62%, che dichiara di non sapere a chi rivolgersi. E non è solo un problema che riguarda i più giovani, ma tutti. Ecco perchè serve che il Safer Internet Day duri più di una semplice giornata, deve diventare un’attività costante perchè quanto meno si possa arrivare ad una maggiore consapevolezza dei rischi che si corrono.

  • Safer Internet Day 2015, solo il 4% degli utenti si fida di Internet

    Safer Internet Day 2015, solo il 4% degli utenti si fida di Internet

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    Oggi si celebra il Safer Internet Day 2015, #SID2015, giornata dedicata alla sicurezza e alla privacy su internet dal tema “Creiamo un Internet migliore insieme”. Secondo una recente indagine di F-Secure, solo il 4% degli utenti dichiara di fidarsi di Internet. Alcuni pratici suggerimenti da Mikko Hypponen, Chief Research Officer di F-Secure.

    Oggi si celebra il Safer Internet Day, ma gli attacchi malware e le violazioni della privacy riportate continuamente nelle notizie ci offrono un’immagine di Internet meno sicuro che mai. Proprio qualche giorno fa parlavamo del nuovo malware che sta terrorizzando il web, il ransomware Cryptolocker. E in un’occasione come questa torna davvero utile dare un’occhiata ad una recente indagine di F-Scure, brand che di sicurezza del web se ne intende.

    Ebbene, da questa indagine risulta che il 46% delle persone ha dichiarato di fidarsi abbastanza di Internet quando si tratta della loro privacy e sicurezza, ma ha anche affermato di prendere comunque precauzioni per la protezione dei propri dati. Il 39% non si fida molto di Internet, dicendosi di essere molto attento, e l’11% non si fida affatto, in quanto ritiene Internet “pericoloso”. Solo il 4% ha dichiarato di fidarsi di Internet e di non preoccuparsi molto della sicurezza e della privacy. Un dato che non desta certo meravigia. F-Secure riceve una media di oltre 250.000 tipi di malware per PC al giorno (principalmente rivolti a Windows), e 9.000 malware per Android al giorno. Il malware tenta di rubare i nostri soldi, i nostri contenuti e i nostri dati.

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    E se Internet sparisse oggi cosa mancherebbe di più agli utenti? Ecco cosa hanno risposto:

    • per il 46% degli utenti, ricercare informazioni;
    • per il 30% fare shopping online;
    • per il 13% condividere selfie e accedere ai social media;
    • per il 6% guardare video e giocare online;
    • per il 5% leggere le ultime notizie.

    In occasione del Safer Internet Day, Mikko Hypponen, Chief Research Officer di F-Secure, analizza lo stato di Internet e condivide alcune idee su come possiamo creare un Internet migliore tutti insieme. E vediamo insieme quali sono.

    Open Source come soluzione per la sicurezza?

    Il software open source è spesso pubblicizzato come più sicuro perché grazie alla possibilità per chiunque di vedere il codice sorgente aperto, in teoria è esposto a un maggior grado di esame. Ma Hypponen sottolinea che due dei più grandi allarmi per la sicurezza nel 2014 – Heartbleed e Shellshock – sono risultati tra le principali vulnerabilità trovate nei sistemi open source, che esistevano da molto tempo senza che nessuno lo avesse notato.

    La moneta digitale salva il sistema finanziario?

    I sistemi di pagamento digitale come il Bitcoin basati sulla crittografia potrebbero risolvere problemi fondamentali del nostro sistema monetario. Ma hanno anche portato nuovi problemi – alcuni hacker creano malware specialmente per sfruttare il sistema Bitcoin. E la corsa verso la potenza di calcolo per il Bitcoin mining ha portato ad operazioni di milioni di dollari in data center che sono poi crollati e bruciati (uno proprio letteralmente bruciato) mentre il valore del Bitcoin è diminuito.

    Internet of things

    In un mondo in cui oggetti di uso quotidiano, tostapane, lavatrici, auto, sono interconnessi, si creeranno incredibili opportunità. Ma “un dispositivo intelligente è un dispositivo attaccabile” spiega Hypponen. E’ già stato scoperto un tipo di malware che trasforma le telecamere di sicurezza intelligenti in dispositivi per il Bitcoin-mining. Per non citare il potenziale di violazioni alla privacy attraverso dispositivi intelligenti che usano tecnologie come il riconoscimento vocale o facciale.

    Servizi Internet “free”

    “Solo perché non state pagando per l’utilizzo di un servizio, ciò non significa che questo sia gratuito”, sottolinea Hypponen. Dovete sempre dare in cambio qualcosa, e se non è denaro, sono i vostri dati personali. Se non vi prendete il tempo per leggere i termini e le condizioni di utilizzo, cosa che la maggior parte delle persone non fa, non saprete mai realmente come questi servizi stanno usando i vostri dati.

    Lo stato di sorveglianza

    I governi sono diventati una delle principali fonti di nuovo malware. Possono spiare altri governi, e possono spiare anche i propri cittadini. “Costruendo Internet abbiamo costruito lo strumento perfetto per uno stato di sorveglianza,” afferma Hypponen. Governi ostili possono monitorare cosa facciamo, dove siamo, con chi comunichiamo, cosa pensiamo.

    Abbiamo vissuto la rivoluzione di Internet,” spiega Hypponen. “Ma se non ci prendiamo cura dei problemi che stanno emergendo, potremmo non avere più un Internet aperto e libero da passare ai nostri figli.”

    E visto il tema di oggi, “Creiamo un Internet migliore insieme”, cosa possiamo fare davvero in concreto? Ecco cosa ci suggerisce Mikko Hypponen:

    • Fare domande. Quando si acquista un nuovo dispositivo, è buona norma fare domande in negozio. Del tipo: “E’ connesso? Perché? Raccoglie informazioni su di me e di che tipo?”. Certo non ci si può attendere chissà quale risposta, ma è necessario fare domande.
    • Non far sapere troppo ai ‘giganti’. Se restate loggati a Google o a Facebook mentre navigate, questi servizi sono in grado di monitorare le vostre azioni. Se ritenete che questi giganti di Internet sappiano già abbastanza di voi, usate un browser separato solo per questi servizi, e non loggatevi ad essi mentre usate il vostro browser principale.
    • Chiedere migliori “Termini e Condizioni d’uso” e “Contratti di Licenza per gli utenti”. Solitamente si tratta di documenti molto lunghi e pieni di termini che una persona comune non capirebbe. E’ utile a questo punto chiedere documenti più comprensibili, senza dover avere per forza una laurea in legge oppure ore di tempo libero per leggerli.
    • Usare il potere del cloud. E’ importante usare soluzioni per l’Internet security che proteggano l’utente con una sicurezza basata su cloud. Con il cloud, la base utenti è come un gregge: se un membro del gregge prende una malattia, tutto il gregge viene vaccinato contro quella malattia. La sicurezza basata su cloud condivide informazioni che ci proteggono.
    • Chiedere trasparenza. E’ importante chiedere che i produttori dei vostri antivirus siano trasparenti riguardo a come vi proteggono. E’ necessario chiedere una descrizione su quale genere di dati raccolgono da voi e dal vostro computer. Fino ad oggi un solo vendor di sicurezza al mondo ha reso pubbliche le modalità con cui raccoglie i dati.

    Piccoli suggerimenti che possono sembrare scontati, ma che sono invece importanti e necessari.

    E voi vi fidate di Internet? Come proteggete la vostra Privacy? Raccontateci la vostra esperienza tra i commenti