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  • L’Innovazione nella Salute passa anche dal Dialogo

    L’Innovazione nella Salute passa anche dal Dialogo

    È nei momenti di difficoltà che si prendono iniziative per interpretare il futuro. Quello che ha fatto Novartis Italia, avviando una fase di Ascolto e Dialogo con i propri stakeholder dalla quale sono emersi temi prioritari, come Innovazione, la Salute al Centro e Sostenibilità.

    Si dice che nei momenti di difficoltà si vede il carattere delle persone, ossia quella capacità di prendere iniziative e decisioni tali da permettere di leggere meglio i tempi e di mettere in pratica nuove iniziative. Il periodo che stiamo vivendo, caratterizzato dalla pandemia da Covid, impone anche alle aziende di superare questo particolare momento di difficoltà provando a mettere in campo azioni capaci di attivare nuovi progetti.

    Ma come si fa in questo momento ad attivare nuovi progetti? La risposta è tanto semplice quanto non scontata. Ed è quella dell’Ascolto e del Dialogo, cioè provare ad ascoltare chi con l’azienda opera e chi guarda all’azienda come riferimento. Significa andare da tutte quelle persone che hanno fiducia nell’azienda e ascoltare cosa si aspettano da qui in avanti, sapendo bene cosa l’azienda ha fatto fino ad oggi.

    novartis italia dialogo conta

    Questo è quello che, in sintesi, ha fatto una grande azienda come Novartis Italia, uno dei colossi farmaceutici che nel nostro paese ha un grosso impatto in termini di valore aggiunto al PIL italiano, in termini di posti di lavoro creati e di innovazioni. Ed è altresì importante che un’azione come questa arrivi da una grande azienda perché possa fungere da esempio per tutte le altre.

    percorso novartis

    Novartis opera nel settore della salute, un settore che da sempre è uno dei pilastri del nostro paese, in termini economici e, soprattutto, per il grande ruolo sociale. Ad inizio di quest’anno, nel mese di gennaio, quando ancora non si parlava in modo globale dell’emergenza Covid-19, quando ancora il nostro paese non era stato colpito dal virus, Novartis mette in campo un’azione di ascolto, gestita attraverso 230 collaboratori, che ha portato al coinvolgimento di 500 stakeholder, quindi di tutti quei soggetti che partecipano direttamente, e indirettamente, alla vita dell’azienda, con interviste e workshop che hanno portato ad un Dialogo continuo.

    Una grande azione di Ascolto e di Dialogo, portata avanti con il supporto metodologico di The European House – Ambrosetti, che è stata presentata durante un evento all digital, la quale ha permesso all’azienda di individuare le priorità su cui concentrarsi per contribuire al futuro della salute nel nostro paese:

     

    Re-immaginare la medicina. È un obiettivo da perseguire attraverso una sempre più spinta trasformazione digitale del sistema salute, investimenti in Ricerca & Sviluppo, orientata a incrementare e migliorare l’accesso alle cure, ricorso stabile all’open innovation, nonché modelli di pricing di accesso alle cure coerenti con il beneficio dimostrato in termini clinici e di sostenibilità economica e sociale.

    La salute al centro. La priorità è contribuire a rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale, riequilibrando i gap tra aree geografiche e promuovendo la continuità tra ospedale e territorio per migliorare tempi delle diagnosi e percorsi terapeutici. Determinante lo sviluppo dei servizi al paziente, indirizzati alla prevenzione e a una corretta informazione sanitaria e sostenuti da un esteso intervento di alfabetizzazione scientifica.

    Fare la cosa giusta. Pre-condizione per contribuire allo sviluppo del Paese è rinsaldare un rapporto di fiducia tra azienda farmaceutica e collettività, attraverso un rinnovato impegno alla trasparenza e all’etica dei comportamenti, oltre che all’uso sostenibile delle risorse, in linea con gli ambiziosi obiettivi green definiti a livello internazionale.

    temi prioritari

    Questo lavoro deriva dalla elaborazione della Matrice di Materialità, un lavoro che ha finito poi per individuare le priorità da tenere in considerazione nella fase post Covid-19. Da questa analisi sono stati individuati i temi prioritari e al primo posto troviamo tecnologia e servizi innovativi, poi ricerca e sviluppo, disponibilità dei farmaci, educazione a stili di vita sani e prevenzione, rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale, uso delle risorse in modo sostenibile.

    matrice materialità novartis

    L’analisi offre a Novartisi gli ambiti in cui agire nei prossimi anni per approfondire quegli aspetti che avranno un impatto significativo per quanto riguarda l’aione economica dell’azienda e l’impatto sociale e ambientale. Un’analisi, dunque, che in un periodo come questo si rivela essere uno strumento prezioso per interpretare al meglio il presente per programmare il futuro. E tutti gli attori che operano intorno all’azienda, ma anche i pazienti, gli operatori sanitari, sapranno che Novartis opera in funzione di una maggiore innovazione dei servizi, nell’ottica di porre al centro la Salute dei cittadini, per un futuro migliore e sostenibile.

    La presentazione dei risultati di questa importante analisi è stata anche l’occasione per Pasquale Frega, Country President e Amministratore Delegato di Novartis Italia, per annunciare un grande piando di investimenti in Ricerca e Sviluppo da 250 milioni di euro per i prossimi tre anni.

    La collaborazione con gli stakeholder del settore salute è sempre stato un elemento fondante delle nostre strategie. Ma con questo progetto di dialogo siamo andati oltre, avviando un percorso trasparente di ascolto e confronto, con l’obiettivo di massimizzare il nostro contributo al Paese, e costruire una road-map di progetti ‘condivisi’ per i prossimi anni. Con 250 milioni di euro di investimenti in ricerca clinica previsti per i prossimi tre anni e un valore generato dalle attività in Italia per oltre 5.300 milioni di euro – prosegue Pasquale Frega – abbiamo la responsabilità non solo di individuare criteri nuovi e sostenibili per rafforzare il sistema Paese, ma anche di misurarli e rendicontarli nel percorso di partnership con i nostri stakeholder”.

    Ci piaceva raccontare questa grande azione di Novartis che costituisce un grande esempio di come l’azienda sfrutta il Dialogo, e l’Ascolto, per migliorarsi e guardare al futuro, sapendo bene che Innovazione e Sostenibilità sono i due valori portanti di tutta la strategia.

    A questo link potete consultare l’intero rapporto.

    [In collaborazione con Novartis Italia]

  • Come Innovare in Salute, la visione di Medtronic

    Come Innovare in Salute, la visione di Medtronic

    La grave pandemia del Covid-19 ha messo al centro, come non mai, il tema dell’Innovazione in Salute. Ecco la visione di Medtronic Italia, azienda leader nelle tecnologie mediche che soprattutto ora si impegna a sostenere giovani talenti.

    Il tema dell’Innovazione nel grande settore della Sanità, uno dei più importanti perché riguarda la Salute di tutti noi, è al centro dell’attenzione ormai da qualche anno a questa parte. Ma, con la grave pandemia del Covid-19, questo tema ha acquisito una importanza ulteriore.

    La Sanità italiana nel periodo di maggiore crisi ha dimostrato tutta la sua forza, fatta da medici e infermieri che con impegno e dedizione hanno messo a disposizione tutta la loro professionalità per contrastare l’avanzata del Coronavirus. E sono state tante le aziende che in quel periodo hanno voluto dare il proprio contributo, mettendo a disposizione il proprio sapere per dare una mano.

    Medtronic Salento Biomedical District Perrino

    Di queste aziende si è parlato poco, evidentemente, ed è per questo che vorremmo portare all’attenzione di tutti l’esempio di Medtronic, azienda storica statunitense, leader mondiale nelle tecnologie mediche, fondata nel 1949, e presente in Italia dal 1976, che ha voluto offrire il suo know-how per superare la grande richiesta di strumentazione medica che nel periodo di massima crisi durante la pandemia da Covid-19 è stata particolarmente sentita.

    Per questo, Medtronic ha deciso di aumentare la produzione di ventilatori polmonari, nello stabilimento di Galway, in Irlanda, passando dai 120 a settimana pre – Covid, ai 1.000 ventilatori a settimana, a fine giugno, per fronteggiare la grande richiesta. Ricordiamoci che stiamo parlando di strumenti salvavita, ed è proprio grazie a questi strumenti che il paziente grave, affetto da Coronavirus, riesce a riprendere la normale attività di respirazione. Per i prodotti monouso per le terapie intensive, invece, il sito di Mirandola “Mallinckrodt Dar”, che è parte del gruppo in provincia di Modena, quello che tutti conosciamo come il “distretto biomedicale in Italia”,  sin dall’inizio dell’emergenza ha incrementato del 45% la produttività, registrando un incremento del 50% nella produzione filtri e del 20% nella produzione di circuiti.

    intervista instagram perrino medtronic
    L’intervista con Michele Perrino su Instagram Live

    Ma l’azienda ha fatto di più, ed è questo che vogliamo sottolineare maggiormente. L’azienda ha reso disponibili in modalità “open source”, quindi aperta a tutti, le specifiche di progettazione di un proprio ventilatore polmonare, le cui caratteristiche lo rendono adatto all’utilizzo in una vasta gamma di ambienti di cura per fare in modo che tutte le strutture sanitarie potessero esserne fornite.

    Nella nostra chiacchierata su Instagram Live, Michele Perrino, Presidente e Amministratore Delegato di Medtronic Italia, ha voluto comunque sottolineare come questo sia stato possibile grazie alla collaborazione di tutti. Del personale dell’azienda che non si è risparmiato nel dare il proprio contributo nella produzione e nel supporto continuativo agli operatori sanitari e anche da parte di tutte le aziende che hanno voluto fare la propria parte.

    L’occasione dell’intervista con Michele Perrino, oltre a raccontare il gesto importante relativamente alla produzione dei ventilatori polmonari, è stata proprio quella di conoscere la visione di Medtronic quando si parla di “Innovare in Salute”.

    Medtronic è un’azienda che da sempre fa innovazione e ancor di più nell’era del digitale e delle nuove tecnologie. Come ci ha raccontato Perrino, questo è possibile “solo se si fa una grande scommessa sul futuro e soprattutto sui giovani. Far nascere nuovi talenti è la strada per creare innovazione duratura e proficua”. Quindi potremmo sintetizzare che le parole chiave per Medtronic, in ottica di Innovazione, sono giovani, futuro e formazione.

    Ed è in questa ottica che l’azienda ha lanciato Open Innovation Lab, un grande progetto che si poggia proprio sul concetto di formare nuovi talenti in grado di fare in maniera concreta Innovazione. In questi giorni insieme all’Università del Salento, all’Istituto di Nanotecnologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR Nanotec) e al Center for Biomolecular Nanotechnologies dell’Istituto Italiano di Tecnologia  (CBN – IIT Lecce) è stato presentato un ulteriore traguardo. L’obiettivo è quello di creare, a partire dal Salento e con ambizioni nazionali e internazionali, un Distretto virtuale biomedicale, denominato “Salento Biomedical District”.

    E proprio alla luce di quanto avvenuto con la grave crisi pandemica da Coronavirus, il “Salento Biomedical District” vuole essere un facilitatore di opportunità, programmi e iniziative per investire sui talenti degli studenti, le idee e le esperienze. L’ambizione è quella di facilitare la sinergia, il dialogo e la crescita soprattutto nell’area del Mezzogiorno, puntando sulle forti potenzialità già presenti sul territorio.

    Un ulteriore passo avanti a conferma della volontà di Medtronic di investire nel Paese e nei giovani talenti.

    «Siamo orgogliosi di sostenere questa iniziativa che è parte fondamentale del nostro programma “Medtronic Open Innovation Lab”», dichiara Michele Perrino, Presidente e Amministratore Delegato di Medtronic Italia, azienda di riferimento mondiale per le tecnologie, i servizi e le soluzioni mediche, «Grazie alla collaborazione con Università e Istituzioni di comprovata eccellenza, il nostro programma intende sviluppare il talento, le idee e la conoscenza al servizio dell’innovazione, la crescita e l’evoluzione del settore LifeScience in Italia. Il “Salento Biomedical District” si aggiunge ai due Laboratori, XValueLab di Milano e del Distretto di Mirandola già avviati lo scorso anno e ad un altro che presto  sarà comunicato. Consapevole del momento socio-economico che viviamo ma allo stesso tempo delle straordinarie qualità del Paese, Medtronic vuole quindi promuovere l’eccellenza italiana con iniziative e risorse volte a migliorare le cure e l’assistenza sanitaria, sostenendo crescita economica ed occupazione».

    E che rispecchia quella che è la vocazione dell’azienda, da sempre all’avanguardia nel mondo biomedicale. E continueremo a seguire questo progetto e tutte le altre iniziative dell’azienda.

    [In collaborazione con Medtronic Italia]

  • Ecco #5azioni, la prima social academy sulla salute. Segui la diretta

    Ecco #5azioni, la prima social academy sulla salute. Segui la diretta

    #5azioni, la prima Social Academy sul diabete e sulla salute sviluppata su Facebook e su Twitter con il supporto di esperti del settore. Segui la diretta con noi dalla Comunità di San Patrignano (Rimini). Parteciperanno, tra gli altri, anche Paolo Iabichino e Barbara Sgarzi.

    Ci sono eroi che ogni giorno combattono la propria battaglia. E lo fanno con coraggio, con determinazione, perseveranza. Come Claudio Pelizzeni che nel 2014, a 33 anni, ha lasciato il lavoro in banca per seguire il suo sogno: riuscire a fare il giro del mondo senza prendere neanche un aereo. Con un compagno di viaggio: il diabete.
    Claudio ha deciso di documentare ogni giorno la sua esperienza online attraverso il video blog Trip Therapy. Perché condividere, fare rete grazie al digitale, può aiutare tutti quegli eroi che combattono la propria battaglia quotidiana, qualunque essa sia.

    Secondo il Diabetes Web Report 2017, il diabete è ai primi posti tra i temi di salute più cliccati sul web in Italia. Il 51% delle menzioni proviene da risorse web, mentre il 49% dai social media. La ricerca rivela un interesse maggiore per i contenuti pubblicati da altre persone con diabete piuttosto che dai siti “più tradizionali”. E ciò che è più rilevante notare è che le persone navigano su internet e utilizzano i social network per trovare informazioni che avvalorano le loro convinzioni.

    #5azioni social academy salute

    #5azioni, la prima social academy sulla salute

    Per consigliare come condividere esperienze e informazioni utilizzando al meglio la rete e i social media, Sanofi ha deciso di creare #5azioni, la prima Social Academy sul diabete e sulla salute sviluppata su Facebook e su Twitter con il supporto di esperti del settore.
    Il progetto sarà presentato oggi, martedì 15 maggio alle ore 19 in diretta web dalla Comunità di San Patrignano (Rimini) sulla fanpage Sanofi Italia e sulla fanpage #5azioni durante l’incontro #MeetSanofi “Gli eroi del quotidiano”. Potete seguire la diretta qui sul nostro blog.
    Interverranno: Piero Prenna e Laura Rossi (Comunità di San Patrignano), Paolo Iabichino (Ogilvy, autore di “Scripta volant” per Codice Edizioni), Barbara Sgarzi (Sissa, autrice di “Social media journalism” per Apogeo), Enzo Bonora (Diabetologia Università di Verona), Paolo Di Bartolo (Rete Clinica Diabetologica AUSL Romagna), Daniela D’Onofrio (Portale Diabete) e Rita Lidia Stara (Federazione Diabete Emilia Romagna). Modererà Giampaolo Colletti. ​
  • Lavorare troppo fa male, ecco come preservare benessere fisico e mentale

    Lavorare troppo fa male, ecco come preservare benessere fisico e mentale

    Non è la prima volta che si afferma che lavorare troppo fa male, ma stavolta, a supporto di questa tesi, ci sono anche studi scientifici. Quindi, lavorare troppo fa male e in occasione della Giornata Mondiale della Salute sul Lavoro, che si celebra il 28 aprile, questo è un messaggio fondamentale. Ecco 10 regole per preservare benessere fisico e mentale.

    Spesso e volentieri quando si dice che lavorare troppo fa male, l’affermazione viene presa sotto gamba, considerata come una affermazione goliardica. Invece, lavorare troppo fa male è vero e lo confermano anche studi scientifici. Un messaggio che, in occasione della Giornata Mondiale della Salute sul Lavoro, #SafeDay2018, che si celebra il 28 aprile, assume un’importanza fondamentale. Essere stacanovisti insomma non paga, anzi fa male. Tutti sapete che “stacanovista” significa colui che “si sottopone regolarmente a ritmi estenuanti in una certa attività, chi lavora in modo indefesso e talvolta con connotazioni negative, come la mancanza di rispetto per la propria persona”. In una società come quella odierna, dove tutto corre velocemente, dove spesso si pensa solo a lavorare e si pensa poco a sè stessi, è molto facile ritrovarsi in condizioni di lavoro senza sosta.

    E’ un tema che vogliamo considerare oggi, per quanto possa sembrare lontano dai temi che trattiamo solitamente qui sul nostro blog, per il fatto che si sente spesso, nel settore tecnologico e digitale, l’espressione “non posso staccare, devo lavorare“, “sono sempre al lavoro anche di domenica” e così via. Condizione questa che riguarda sia chi lavora nel settore da dipendente sia chi lavora da freelance, non vi è alcuna differenza. Sembra quasi che l’essere connessi implichi il fatto che il lavoro non debba cessare mai. E invece no, non è così e non deve essere così. Per i motivi che adesso vediamo insieme.

    lavorare troppo fa male safeday2018 franzrusso.it 2018

    Insonnia, depressione, problemi fisici gravi o cronici, sono tutti sintomi dell’eccesso di fatica e stress che la vita lavorativa comporta e che rischia di risucchiare il lavoratore in una spirale da cui è difficile tirarsene fuori. Ma quali sono le cause che provocano tutto questo malessere? In un mondo lavorativo volatile che segue regole obsolete e frenetiche: i ritmi di lavoro sono prolungati, l’ansia di sovrastare i colleghi prende il sopravvento e l’incapacità di superare feedback negativi agisce sull’idea di carriera che si frantuma insieme alle elevate aspettative. E a risentirne è la salute. Lo conferma anche la scienza che con una ricerca pubblicata sulla rivista Lancet e ripresa dalla CBS, stabilisce che lavorare più di 55 ore alla settimana accresce il rischio di ictus del 27% e di sviluppare una malattia cronica del 13%. Questa instabilità porta l’organismo e la salute mentale a situazioni di stress e per cercare di “non perdere la testa” l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) ha istituito proprio la Giornata Mondiale per la Salute e Sicurezza sul Lavoro, utile a ricordare di ridimensionare gli impegni e a salvaguardare se stessi.

    Lavorare troppo fa male non solo al fisico ma anche alla mente, è questa la tesi supportata dalla ricerca della Melbourne University e pubblicato sul The Guardian, in cui è evidenziato come dopo i 40 anni è bene lavorare solo 25 ore alla settimana. La ricerca, derivante da un sondaggio effettuato su un campione di 6500 lavoratori australiani, si è basata su tre parametri: memoria, abilità percettive e capacità di comprensione di un testo scritto. Ebbene, è emerso che, indistintamente uomini e donne, hanno difficoltà a concentrarsi e il calo della produttività è più che evidente.

    E se in Svezia la giornata tipica è di 6 ore giornaliere, secondo lo studio condotto dalla University College London il lavoro extra può in casi estremi, uccidere. Come riportato infatti dal The Telegraph, nelle persone che lavorano per troppe ore si può sviluppare un battito cardiaco irregolare che può aumentare la possibilità di ictus, insufficienza cardiaca e demenza. I ricercatori hanno riscontrato, esaminando oltre 85 mila uomini e donne seguiti per 10 anni in cui venivano registrati orario di lavoro e situazione cardiaca, che chi lavora più di 55 ore settimanali ha il 40% in più di probabilità di sviluppare fibrillazione atriale con vertigini e mancanza di respiro. Pericoli concreti dunque, non solo da un punto di vista fisico ma anche psicologico: il risultato è quello di sentire che la vita si stia letteralmente consumando, sconfinando in uno stress senza fine.

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    Secondo lo studio dell’Australian National University Research School of Population Health pubblicato sul Time, emerge che la soglia massima è di 39 ore settimanali, oltre la quale potrebbero sorgere i primi problemi. Ma come affrontare al meglio i ritmi frenetici senza farsi travolgere?

    La soluzione, in un contesto come questo, come suggerisce Marina Osnaghi, prima Master Certified Coach in Italia, è quella di “trovare spazi di decompressione, iniziando dalle piccole cose come smettere di mangiare di fronte al pc o non pranzare affatto, per arrivare alle grandi e complesse come cambiare prospettiva mentale e imparare a convivere con la pressione dei nostri tempi con cui tutti ci dobbiamo misurare ed essere in grado di commutare la velocità e il caos da anomalia a normalità”. Sembra facile, ma la domanda vera è come fare per convivere con questi ritmi senza subirne lo stress e quindi stare male?

    La Osnaghi ha elaborato alcune 10 regole che vogliamo condividere con voi:

    1. Sospendi le attività –  Non lavorare al pc nei 90 minuti precedenti al momento di andare a dormire perché lo schermo, la luce e la pressione di terminare “svegliano” il cervello. Da non fare quindi.
    2. Libera la mente – Ci sono momenti in cui non devi lavorare ma lasciar spazio a nuove idee: illustri personaggi del passato hanno prodotto le loro invenzioni nell’inattività. E’ il caso di cominciare allora.
    3. Vivi la tua creatività – In essa risiede la più grande fonte di soddisfazione personale perché ci prendiamo del tempo per fare ciò che ci piace. Regola fondamentale questa.
    4. Fermati – Ogni volta che senti arrivare stress, paura, preoccupazione o panico inizia a respirare profondamente. Manda il respiro in ogni parte del corpo, specialmente dove senti tensione.
    5. Decomprimi e pianifica la tua personale cura Detox: gestisci lavoro e riposo in maniera differenziata e pianifica anche tempi di inattività.
    6. Utilizza il feedback di riconoscimento, che ti obbliga a concentrarti sul positivo ed utilizzare il problema per migliorare senza accanirsi sulla mancanza di soluzione.
    7. Metti il focus sulla soluzione – Se vivi evitando fallimento e guai ti concentri sulla cosa sbagliata: devi concentrarti sulla cosa migliore da fare. Non è facile ma si può.
    8. Semplifica – Quando le cose si complicano fermati e cerca una modalità più semplice: nelle cose complicate si nasconde parte del problema.
    9. Consapevolizza la “realtà sostenibile”. Se c’è un’aspettativa c’è anche il rischio di disattenderla quindi successo e fallimento vanno accettati come parte dell’esistenza.
    10. Trasforma la prospettiva del problema in gestione del limite, tuo e degli altri. La realtà è fatta di limiti come di opportunità: vanno gestite entrambe contemporaneamente e senza perdere di vista la possibilità di soluzione.

    Ci sembrano regole sensate che possono davvero aiutarci a vivere meglio la dimensione del lavoro, preservando sempre e comunque il nostro benessere fisico e mentale.

    E voi come vivete il vostro lavoro? Siete stressati? Riconoscete come valide queste regole o volete aggiungerne delle altre? Raccontataci qui o sui social media la vostra esperienza.

     

  • Ma i Social Network possono danneggiare la nostra salute? [Infografica]

    Ma i Social Network possono danneggiare la nostra salute? [Infografica]

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    Ma possono i Social Network danneggiare la nostra salute? In realtà sono in tanti a misurarsi su questo problema e secondo una ricerca recente dell’Università di Salford, il 50% di coloro che vi hanno partecipato ha dichiarato che la loro vita è peggiorata proprio a causa di Facebook e di Twitter. Ma vediamo insieme questa interessante infografica

    Sul tema se e come i Social Network, e quindi è corretto dire anche i Social Media, possano dare disturbi e provocare danni alla nostra salute si dibatte da un po’. E qui sul nostro blog è un tema che abbiamo affrontato proprio trattando di FOMO, Fear Of Missing Out, cioè la paura di perdersi un evento o qualcosa si importante e questo problema prende piede anche sui Social Network, infatti si parla appunto di Social FOMO. Ma come già detto è un tema che continua ad essere sviluppato e interessa sempre molto per via del crescente uso chedei social network ne facciamo, un uso sempre più crescente. Noi italiani siamo tra i primi in Europa per uso quotidiano in termini di ore, 3 ore di media ogni giorno. E quindi, oggi vogliamo riproporci di nuovo la domanda, alla luce anche di nuove ricerche e di nuovi dati, grazie anche alla chiara infografica realizzata da Rodiola. Allora, i Social Network possono danneggiare la nostra salute?

    Partiamo dalla considerazione che il 65% degli utenti adulti si collega ai social network per un periodo totale di 23 ore per settimana, considerando anche il tempo trascorso con email ed altre forme di comunicazione digitale. Da qui il dato che vi trascorriamo almeno 3 ore al giorno, cioè il 14% della nostra giornata. Comunque, una fetta importante.

    Fatta questa premessa, veniamo all’ultima ricerca ad opera dell’Università di Salford, Manchester (Uk) dalla quale è venuto fuori che, sulla base di 298 partecipanti alla ricerca stessa, il 50% ha dichiarato che la qualità di vita e peggiorata proprio a causa dell’udo di Facebook e di Twitter. Dalla ricerca si evince anche che:

    • il 67% ha paura di perdersi qualcosa di importante se non connesso a sufficienza, e qui ritorniamo al Social FOMO di cui parlavamo prima;
    • il 38% degli utenti di età compresa tra 18-34 anni controllano i loro social network preferiti già appena svegli;
    • il 66% dichiara di addormentarsi con difficoltà proprio a causa di un uso massiccio dei social network;
    • il 25% dichiara di avvertire disagio, o difficoltà, nel non poter controllare il proprio profilo Facebook o la propria casella email.

    Ma anche una ricerca dell’Università di Harvard evidenzia problemi di salute per gli utenti proprio in relazione all’uso dei social network. Infatti da questa ricerca risulta che gli utenti, mentre sono collegati ai propri canali, attivano il “nucleus accubens“, ossia un sistema di neuroni che ha un ruolo importante tante nelle situazioni di piacere, quanto nelle dipendenze. Quindi i Social Network possono diventare una forma di dipendenza e come tale essere dannosi per la nostra salute.

    Ma esiste anche una ricerca, dell’Università della California, che ci dice che un eccesso dell’uso dei Social Network può provocare i seguenti disturbi:

    • Facile irritabilità;
    • Depressione;
    • Voyeurismo;
    • Narcisismo;
    • Schizofrenia;
    • Ansia.

    Insomma, se è vero che i Social Network possono portare dipendenza, è vero anche che possono provocare disturbi tali da essere davvero dannosi per la nostra salute. Ma, ricerche a parte, voi cosa ne pensate? Avete avvertito dei disagi oppure conoscete qualcuno che ha accusato problemi di questo tipo? Raccontateci le vostre esperienze, cercheremo di capirne meglio tutti.

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  • Twitter e le nuove tecnologie aumenterebbero l’ansia

    Twitter e le nuove tecnologie aumenterebbero l’ansia

    “Twitter è nocivo per la salute: aumenta l’ansia e riduce la fiducia in se stessi”. E’ quanto dice l’ultima ricerca made in UK, realizzata dalla Sanford University, in collaborazione con l’Ente di beneficenza Anxiety UKIl 53% degli intervistati dichiara che i Social Network hanno peggiorato la propria vita quotidiana

    Ansia e Social MediaE’ inglese l’ultima ricerca sugli effetti che Twitter ha sulla nostra salute. E i dati che emergono non sono confortanti, come si legge sempre più spesso. Twittare è dannoso perché aumenta l’ansia e riduce la fiducia in se stessi. La ricerca è riportata da The Telegraph: la Sanford University, in collaborazione con l’Ente di beneficenza Anxiety UK, ha condotto un sondaggio intervistando 298 persone. E il 53% di queste dichiara che i Social Network hanno peggiorato la propria vita quotidianaLa lamentela più frequente è l’aumento dello stress: due terzi degli intervistati dichiara di avere grosse difficoltà a rilassarsi da quando frequenta regolarmente il mondo sociale 2.0. Irrequietezza, insonnia, distrazione e difficoltà di concentrazione. (altro…)

  • Uso web in Europa Maggio 2012. Le donne più coinvolte in Community e Retail online

    Uso web in Europa Maggio 2012. Le donne più coinvolte in Community e Retail online

    Nella pubblicazione dei dati riferiti all’uso di Internet in Europa raccolti da comScore riferiti al mese di maggio, si conferma che le donne sono quelle più coinvolte in community online e in siti di vendita online. Un dato che era stato già evidenziato da una recente indagine di Groupon che risulta essere tra i più visitati insieme a Tumblr, il più visitato, e Otto Gruppe

    Uso web in Europa Maggio 2012comScore, leader mondiale nella misurazione digitale, ha rilasciato i dati sull’utilizzo di internet in Europa. Sono 395,7 milioni gli europei è che sono andati online nel mese di maggio 2012 con una media di permanenza di 27,6 ore ciascuno. I dati di maggio, che comprendono i dati sull’utilizzo di Internet in 49 mercati europei aggregati e la comunicazione individuale su 18 mercati, mette in luce anche le categorie e i siti web con la più alta concentrazione di utilizzo tra le donne in Europa. Tumblr.com è risultato essere il più usato tra le donne, con una percentuale di tempo trascorso sul social network tra i più in crescita negli ultimi tempi, pari al 69%. i dati evidenziano che le donne hanno trascorso la maggior parte del tempo speso su più sottocategorie al dettaglio, come profumi /cosmetica (71%), abbigliamento (67%) e Grandi magazzini (65%). (altro…)

  • Getty Images a Cosmoprof con The Curve

    Getty Images a Cosmoprof con The Curve

    Getty Images partecipa a Cosmoprof la fiera dedicata al beauty tra le più importanti al mondo, a Bologna dal 9 al 12 marzo. Oltre ad essere media partner della manifestazione, la media company parlerà di tendenze della comunicazione visiva nel settore salute e benessere tratte dallo studio “The Curve”

    getty images_the curveGetty Images, società leader mondiale nella creazione e distribuzione di immagini, filmati e prodotti multimediali, annuncia la propria partecipazione a Cosmoprof Worldwide Bologna, l’evento internazionale più importante del settore dell’estetica, della bellezza e della cosmesi, in qualità di media partner e per parlare di tendenze della comunicazione visiva nel settore salute e benessere. La scelta di essere presenti alla manifestazione è legata al recente lancio in Italia di The Curve, una ricerca condotta dagli esperti di visual trend di Getty Images che analizza le strategie e le scelte che vengono seguite nella gestione dei contenuti visivi di vari settori. Alla sua prima uscita italiana lo studio debutta con un approfondimento sul tema legato a Salute e Benessere che verrà illustrato in un workshop all’interno delle conferenze della sala Beautyland domenica 11 marzo dalle 11 alle 12 presso il Mezzanino al Pad 16/18.  (altro…)

  • Prontodentista.it, la cura dei propri denti a portata di click

    Oggi vi segnaliamo questa importante iniziativa che nasce sul web con lo scopo di accrescere la cultura della cura e del benessere dei propri denti. E’ questo l’obiettivo che si pone Prontodentista.it che ha al suo fianco un grande marchio della pulizia dei denti come Colgate.

    Prontodentista.itProntodentista.it è il portale di riferimento per la salute e l’igiene orale di tutti noi. Ogni giorno gli utenti che si collegano a Prontodentista.it possono consultare una ricca sezione di approfondimenti sulla corretta igiene orale, porre domande e ricevere risposte puntuali e competenti da parte di un team di esperti appartenenti alla Società Italiana Di Ortodonzia.
    Sul sito potrai reperire utili articoli che: (altro…)