Tag: security

  • L’Italia tra i primi 10 paesi al mondo per violazione dei dati

    L’Italia tra i primi 10 paesi al mondo per violazione dei dati

    Secondo un recente studio, l’Italia si piazza al nono posto a livello mondiale per violazioni di dati, con circa 267 milioni di account compromessi dal 2004.

    Nel giorno del World Password Day, 2 maggio 2024, Surfshark diffonde i dati relativi alla Mappa Mondiale delle Violazioni dei Dati. Sono dati che, proprio in una giornata come questa, dovrebbero spingerci a fare serie riflessioni sui rischi attuali.

    E dopo aver fatto una seria riflessione, è il caso di agire. I sistemi di violazione sono sempre più sofisticati e i livelli di allerta e attenzione devono seguire di pari passo.

    Adesso diamo un’occhiata a questi dati con qualche valutazione di merito.

    I dati in Italia dei primi tre mesi del 2024

    Nel primo trimestre del 2024, in Italia sono stati compromessi 1,3 milioni di utenti online, registrando un incremento del 20% rispetto all’ultimo trimestre del 2023, come evidenziato da Surfshark, società specializzata in cybersecurity.

    A titolo di confronto, in Francia gli account violati nell’ultimo trimestre sono stati 4 milioni, mentre in Spagna 2,3 milioni.

    L’analisi evidenzia che l’Italia è il nono Paese più colpito al mondo, con 266,8 milioni di account compromessi dal 2004.

    L'Italia tra i primi 10 paesi al mondo per violazione dei dati

    Italia al nono posto al mondo per violazione dei dati

    L’analisi di Surfshark sulle violazioni di dati negli ultimi 20 anni mostra che, dei 266,8 milioni di account compromessi in Italia, 70 milioni avevano email univoche.

    In 20 anni sono stati compromessi ben 25,4 account al minuto.

    In media, ogni indirizzo email è stato violato insieme a 2,4 altri record personali. Nel nostro paese sono stati esposti un totale di 645,3 milioni di record personali.

    Ad esempio, 279,7 milioni di password sono state violate insieme agli account italiani, comportando seri rischi come furto di identità, estorsione o altri crimini informatici.

    I casi di violazione che hanno coinvolto l’Italia

    Nell’ultimo trimestre, il caso di violazione dei dati più significativo, che ha toccato anche l’Italia, è stato quello di Cutout.Pro. La violazione ha esposto 20 milioni di record di utenti, a livello globale. In Italia sono state violate 63 mila email.

    Altre violazioni da segnalare, che hanno riguardato account italiani, sono Pandabuy (33.600) e Mr. Green Gaming (293).

    A livello globale, il numero di violazioni dei dati è in forte aumento.

    L’ampio monitoraggio delle tendenze di violazione dei dati effettuato da Surfshark negli ultimi vent’anni rivela una realtà digitale allarmante: le perdite di dati persistono come una minaccia globale continua. Dal 2004, un impressionante totale di 17 miliardi di account utente è stato compromesso a livello mondiale, con 400 milioni di episodi registrati all’inizio di quest’anno“, afferma Lina Survila, portavoce di Surfshark. “Invitiamo tutti a rimanere vigili, a creare password sicure, a non riutilizzarle e a fare attenzione quando condividono informazioni personali online“.

    17 miliardi di email violate

    Dei 17 miliardi di account violati, il 38% erano caratterizzati da indirizzi email univoci. Un totale di 60,9 miliardi di dati sono stati esposti (di cui 17,2 miliardi erano indirizzi email) dal 2004.

    In media, ogni indirizzo email è stato compromesso insieme a 3 ulteriori record di dati. Gli account americani e russi sono i più frequentemente compromessi.

    I 10 paesi più colpiti

    In ordine decrescente, i dieci paesi più colpiti, dal 2004:

    1. Stati Uniti (3 miliardi)
    2. Russia (2,4 miliardi)
    3. Cina (1,1 miliardi)
    4. Francia (521,6 milioni)
    5. Germania (486,7 milioni)
    6. Brasile (354,2 milioni)
    7. Regno Unito (321,9 milioni)
    8. India (320,5 milioni)
    9. Italia (266,8 milioni)
    10. Canada (213,8 milioni).

    I paesi con la più alta densità di violazioni dal 2004 (numero di account violati per residente) includono: Russia (16,8), Stati Uniti (9,0), Sudan del Sud (8,1), Francia (8,1), Repubblica Ceca (6,1), Singapore (5,8), Germania (5,8), Canada (5,5), Australia (5,3), Regno Unito (4,8) e Portogallo (4,7).

    Quando un account di posta elettronica viene compromesso, l’utente rischia di essere vittima di furto di identità. I truffatori potrebbero inviare email false spacciandole per comunicazioni veritiere da parte di organizzazioni conosciute

    Queste stesse email potrebbero contenere link infetti da virus informatici o sollecitazioni a rivelare ulteriori informazioni personali. Fenomeno che conosciamo tutti bene, più o meno.

    Se l’indirizzo email è stato compromesso insieme ad ulteriori dati personali come nome e indirizzo, i truffatori potrebbero persino riuscire a impersonare la vittima per scopi malevoli.

    Se sospetti che le tue informazioni siano state compromesse, dovresti:

    • Modificare immediatamente le password dei tuoi account.
    • Abilitare l’autenticazione a due fattori, ove possibile.
    • Contattare la propria banca se le informazioni della carta di credito sono state divulgate.
    • Eseguire una scansione dei propri dispositivi alla ricerca di malware.
    • Mantenere un livello di vigilanza elevato contro possibili frodi, in particolare se sono stati compromessi l’indirizzo email, il numero di telefono o altre informazioni di contatto.

    Indicazioni sulla metodologia dell’analisi

    Una violazione dei dati si verifica quando dati riservati e sensibili vengono esposti a parti non autorizzate. In questo studio, ogni indirizzo email compromesso utilizzato per registrarsi a servizi online viene trattato come un account utente separato, che potrebbe essere stato compromesso insieme ad ulteriori informazioni, come password, numero di telefono, indirizzo IP, codice postale e altro.

    I dati sono stati raccolti da partner indipendenti da 29.000 database accessibili al pubblico e aggregati per indirizzo email. Per determinare la localizzazione dell’indirizzo email, sono stati esaminati diversi parametri associati, come nomi di dominio, indirizzi IP, località, coordinate, valute o numeri di telefono. Questi dati sono stati poi resi anonimi e trasmessi ai ricercatori di Surfshark per l’analisi statistica dei risultati.

    La Mappa Mondiale delle Violazioni dei Dati viene aggiornata mensilmente con i dati più recenti forniti da partner indipendenti. I paesi con una popolazione inferiore a 1 milione di persone non sono stati inclusi nell’analisi.

    Per la metodologia completa, clicca su questo link: https://surfshark.com/research/data-breach-monitoring/methodology

  • Safer Internet Day 2021, l’impegno di Twitter per una Rete sicura

    Safer Internet Day 2021, l’impegno di Twitter per una Rete sicura

    Twitter rinnova il suo impegno per una rete più sicura promuovendo, in occasione del Safer Internet Day 2021, una serie di iniziative. In un anno è aumentato del 105% il numero di account bloccati o sospesi per aver violato le regole della piattaforma.

    A distanza di anni, il primo Safer Internet Day si tenne nel 2004, quando quasi tutte le piattaforme social media in uso oggi non erano ancora nate, il tema della sicurezza è quanto mai attuale. La giornata internazionale di sensibilizzazione per i rischi di internet, istituita diciassette anni fa dall’Unione Europea, cade oggi 9 febbraio 2021 e anche Twitter non vuole far mancare il suo impegno per rendere la Rete un luogo sempre più sicuro.

    Per dare ancora più valore alle conversazioni globali sulla sicurezza su Internet, Twitter ha
    lanciato una emoji speciale che si attiva tutte le volte che vengono usati gli hashtag
    #SaferInternetDay (anche #SID2021) e in Italia, #SicurezzaInRete. L’emoji ha l’obiettivo di raggruppare ed evidenziare le conversazioni sul Safer Internet Day.

    Tema del Safer Internet Day di quest’anno è “Together for a better internet” e mette in luce una serie di concetti che Twitter condivide come piattaforma. E cioè che:

    • Internet può sempre essere migliorato
    • resta uno strumento a favore del bene di tutti
    • è compito di ciascuno di noi renderlo uno spazio sano e sicuro.

    Tutti possono contribuire e tutti devono fare la propria parte.

    safer internet day 2021 impegno twitter franzrusso.it

    L’impegno di Twitter per Safer Internet Day 2021

    L’impegno di Twitter, oggi e per tutto il mese di febbraio, Twitter lavorerà con la sua rete di partner per la sicurezza con l’obiettivo di orientarli al meglio, fornire sovvenzioni Ads for Good per supportare le loro campagne e collaborare su ciò che tutti possiamo fare per creare una Internet migliore. Twitter organizzerà dei corsi di formazione sulla sicurezza, terrà presentazioni sul suo lavoro in 4 continenti e parteciperà ad eventi a livello globale per commentare la giornata.

    In Europa, Twitter parteciperà all’evento Safer Internet Day organizzato dalla Commissione
    europea con Better Internet for Kids Youth Ambassadors, e organizzerà uno Youth Summit
    per promuovere un Internet più sicuro per tutti i cittadini, in particolare i giovani, nonché per responsabilizzare le nuove generazioni a parlare degli argomenti per loro importanti.

    Sempre in Europa, Twitter ha stretto una partnership con Maldita.es, un ente non-profit
    indipendente che si occupa di strategie di fact-checking, per l’organizzazione di un corso
    della durata di una settimana dedicato alla piattaforma, specificamente progettato per
    educare i giovani a diventare pensatori critici e identificare la disinformazione, e che sarà
    disponibile in inglese tramite l’account @maldita_es e sarà localizzato in Spagna e Germania, rispettivamente tramite i profili @MalditaEduca e @correctiv_org – quest’ultimo
    grazie alla partnership con Correctiv.

    Twitter più sicuro, ecco le iniziative

    Sul nostro blog raccontiamo spesso le iniziative di Twitter anche in ambito di sicurezza e continueremo a farlo. Lo scorso la piattaforma di Jack Dorsey ha continuato il suo sforo nel rendere la piattaforma sempre più sicura. Ecco quelle più significative:

    Più della metà dei Tweet su cui Twitter interviene per contenuti offensivi è ora processata automaticamente, senza appoggiarsi alle segnalazioni fatte dagli utenti. Nel 2018 la quota di questi Tweet era pari a 1 su 5.

    È stato registrato un aumento del 105% negli account presi in gestione da Twitter (bloccati o sospesi per aver violato le regole di Twitter).

    A marzo 2020, quando il mondo affrontava per la prima volta la pandemia da COVID-19, le persone si sono ritrovate su Twitter per commentare ciò che stava accadendo e per trovare le ultime notizie provenienti da fonti autorevoli. Twitter ha lanciato una policy dedicata alle informazioni fuorvianti sul COVID-19 per proteggere ulteriormente la salute della conversazione pubblica. Durante questo periodo, i team di Twitter hanno intrapreso alcune iniziative restrittive nei confronti di 4.658 account che hanno violato questa policy. Inoltre, grazie a degli ulteriori investimenti sul fronte tecnologico, i sistemi automatizzati di Twitter hanno rilevato 4,5 milioni di account che miravano a manipolare le conversazioni sul COVID-19 con spam o contenuti ingannevoli.

    Nel contesto di una pandemia, la disinformazione sui vaccini rappresenta una sfida significativa e sempre più pressante per la salute pubblica. Per questo Twitter ha ampliato la sua policy dedicata alle informazioni fuorvianti sul COVID-19 e prossimamente potrà richiedere agli utenti di rimuovere i Tweet che promuovono narrazioni dannose, false o ingannevoli sulle vaccinazioni contro il COVID-19. Da gennaio 2021, la piattaforma ha iniziato a segnalare, con un’etichetta o con un messaggio di avvertimento, i tweet che promuovono voci non verificate, affermazioni contestate e informazioni incomplete o fuori contesto sui vaccini.

    Nel 2020 sono aumentati i casi di violenza contro le donne. Secondo una stima del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, ad ogni tre mesi aggiuntivi di lockdown imposti contro la diffusione del COVID-19 corrisponderebbero ulteriori 15 milioni di donne potenzialmente esposte direttamente ad episodi di violenza. Mentre questa “pandemia ombra” continua, Twitter supporta organizzazioni senza scopo di lucro di tutto il mondo che lavorano per sensibilizzare sul grande impatto che la pandemia ha avuto sulle donne fornendo sovvenzioni Ads for Good. In collaborazione con UN Women e l’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani, Twitter ha lanciato delle emoji dedicate per creare consapevolezza in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza
    contro le donne (25 novembre) e la Giornata dei diritti umani (10 dicembre). Twitter ha anche collaborato con le autorità sanitarie e le organizzazioni senza scopo di lucro in 24 mercati per espandere il servizio di notifica #ThereIsHelp. Grazie a questo sistema, quando le persone cercano termini associati alla violenza di genere su Twitter, ricevono una notifica con le informazioni di contatto per i numeri di emergenza locali e altre risorse per incoraggiarle a chiedere aiuto.

    Ad agosto 2020 Twitter ha lanciato una nuova funzione di controllo delle conversazioni. Ora chiunque può scegliere chi può rispondere ai propri Tweet con tre opzioni: 1) tutti (impostazione standard di Twitter predefinita); 2) solo le persone che si seguono; 3) solo le persone che vengono citate nel Tweet.

    A settembre 2020, in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, Twitter ha collaborato con l’Associazione internazionale per la prevenzione del suicidio (IASP) per ampliare le risorse #SuicidePrevention con più di 20 Ong nei mercati di Asia Pacifico, Stati Uniti, Canada, America Latina, Europa e Africa. Come riportato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, i tassi di suicidio possono aumentare in caso di crisi prolungate e gli esperti hanno sottolineato come la pandemia da COVID-19 causerà angoscia e lascerà molte persone vulnerabili a problemi di salute mentale e tendenze suicide. Twitter ha collaborato anche con le autorità locali che si occupano di salute mentale e le Ong in 30 mercati per offrire #ThereIsHelp, un servizio di notifica che fornisce preziose informazioni e risorse sulla salute mentale via Twitter e e-mail.

    Quando gli utenti cercano termini legati al suicidio o all’autolesionismo sulla piattaforma, il primo risultato è una notifica che li incoraggia a chiedere aiuto. Quest’anno i suggerimenti sono stati estesi a diversi nuovi mercati in accordo con i partner locali specializzati nella salute mentale in modo da condividere le risorse più aggiornate e utili nei suggerimenti #ThereIsHelp in tutto il mondo.

    Per tutto il 2020, Twitter ha aggiornato le sue regole in tema Hateful Conduct, per vietare il linguaggio che disumanizza le persone sulla base di età, disabilità, malattie, etnia, origine nazionale, nonché per includere un linguaggio offensivo che promuove la “terapia di conversione” rivolta ai singoli membri o l’intera comunità LGBTQ+.

  • World Password Day 2017, il 59% degli utenti condividerebbe la password

    World Password Day 2017, il 59% degli utenti condividerebbe la password

    In occasione del World Password Day, giornata per sensibilizzare gli utenti sull’importanza di scegliere password efficaci e “sicure”, McAfee ha pubblicato i risultati di un sondaggio. I risultati sono che il 37% degli utenti trascrive su un foglio di carta le proprie password; il 54% possiede almeno un dispositivo senza alcuna protezione per l’accesso. Il 59% condividerebbe la password con altri. Ecco alcun utili consigli.

    Il 4 maggio è la giornata del World Password Day, celebrata ogni anno per sensibilizzare gli utenti sull’importanza di scegliere password efficaci e “sicure”. E in occasione di questa giornata, su un tema così delicato come la sicurezza dei propri dati protetti da password, McAfee ha condotto un sondaggio in Australia, Francia, Germania, India, Giappone, UK e USA. I risultati sono sorprendenti, nel senso che dal punto di vista della protezione dei propri dati attraverso una pasword in effetti c’è ancora molto da lavorare, tanto.

    I risultati della ricerca McAfee

    Secondo gli intervistati, una delle modalità più diffuse per memorizzare le proprie password è scriverle. Il 37% degli intervistati ha ammesso di conservare un documento con tutte le proprie password in un posto ritenuto sicuro. Al secondo posto, l’abitudine di riutilizzare le password per più account, con il 34% che ammette di farlo regolarmente.

    Sorprendentemente, con il 57% sono le donne di età compresa tra 18 e 24 anni ad avere questa brutta abitudine, rispetto al 25% degli uomini della stessa fascia di età che ammettono di riutilizzare la stessa password per più account.

    password world password day franzrusso.it 2017.

    Fortunatamente, anche l’utilizzo di un programma per gestire le password è stato tra i metodi più utilizzati per tenere traccia delle password con il 20% che ne fa un impiego regolare. Ancora una volta i più attenti alla protezione sono gli uomini, che con una percentuale più che doppia (29%) rispetto alle donne (12%) utilizzano maggiormente questo sistema di archiviazione delle password.

    Un dato sorprendente è che più della metà, il 54%, degli intervistati possiede tra uno e quattro dispositivi non protetti da password o da una forma di autenticazione biometrica (come l’impronta digitale). Il 60% possiede tra uno e quattro dispositivi senza protezione di accesso, rispetto al 44% di persone che vivono in una zona rurale.

    L’autenticazione tramite impronte digitali è il fattore singolo considerato piú affidabile per sbloccare i dispositivi collegati al posto di una password (35%). Questa percentuale sale al 50% per gli individui tra i 18 ei 24 anni.

    E cosa succede nel momento in cui si dimentica la password? Il 18% degli intervistati tenta varie combinazioni di password finché l’account non viene bloccato. Più della metà (54%) degli intervistati, se si dimentica la password, il più delle volte abbandona il sito senza fare quello che avrebbe voluto.

    Ecco come gli utenti creano la propria password

    Quando deve creare una password, meno della metà (46%) degli intervistati afferma che la propria principale preoccupazione sia l’efficacia della password, mentre il 34% è più interessato a che sia semplice da ricordare. Un preoccupante 59% degli intervistati si è dichiarato disponibile alla condivisione delle proprie password con gli altri. I più giovani sono i più aperti alla possibilità di condividere le loro password con il 69% degli intervistati di età compresa tra i 18 e i 24 anni che afferma di non trovarci niente di sbagliato.

    Il 73% per cento degli uomini nella fascia di età 18-24 si sente tranquillo nel condividere le password rispetto al 65% delle donne dello stesso gruppo di età. Le password condivise più spesso sono state quelle delle applicazioni di streaming video, con poco meno di un quarto (23%) che afferma di essere disposto a condividere la propria password per questa tipologia di servizi.

    Alcuni utili suggerimenti per creare una password sicura

    • Creare password efficaci. Le password sono le chiavi della nostra vita digitale, perciò è bene essere certi di creare password solide e uniche per bloccare l’ingresso agli utenti indesiderati. È consigliato utilizzare un mix di numeri, lettere minuscole e maiuscole e simboli. Più complessa è la password, più difficile sarà violarla. Infine, evitare le password comuni e facili da indovinare come “12345” o “password”.
    • Utilizzare l’autenticazione a più fattori (MFA). Utilizzare più fattori di autenticazione per i propri account, ad esempio l’impronta digitale o un dispositivo affidabile, porta molti vantaggi, tra cui una maggiore sicurezza e un più facile accesso ai propri account online. Se si utilizza un servizio che offre l’MFA, assicurarsi di abilitarlo. Più fattori è possibile combinare, più sicuri saranno gli account.
    • Cambiare spesso la password. Assicurarsi di cambiare le password alcune volte l’anno, specialmente se le password sono state utilizzate per più account. Utilizzare nuove password uniche aiuterà a rimanere un passo avanti rispetto ai criminali informatici.
    • Utilizzare un password manager. Un programma per la gestione di password, come l’app True Key, aiuterà a creare password complesse e affidabili, eliminando la difficoltà di ricordarle e permetterà di accedere automaticamente ai propri siti web preferiti utilizzando l’autenticazione multifattoriale.

    Allora, come vi rapportare voi con la password? Siete anche voi tra quelli che la condividono con gli altri o la scrivono su un foglio di carta?

  • Cybersecurity, il 92% degli italiani pensa che non sarà mai vittima di cyber criminali

    Cybersecurity, il 92% degli italiani pensa che non sarà mai vittima di cyber criminali

    La Cybesecurity è un tema molto importante e di grande attualità, specie per i tanti episodi di aziende e privati vittime di gravi attacchi, nell’era del Web e dei Social Media. Ma per gli italiani questo sembra non essere un problema. Secondo una recente ricerca di Kaspersky Lab il 92% pensa che non sarà vittima dei cyber criminali.

    Il tema della sicurezza sul web e, particolarmente sui Social Media è oggi di vitale importanza. Con il proliferarsi dell’uso di questi strumenti di comunicazione, allo stesso modo proliferano anche i rischi che possono scaturire da un utilizzo, spesso, non molto attento. Una recente ricerca di Kaspersky Lab, azienda leader mondiale per i prodotti di cyber security, ha rilevato che ben il 92% degli italiani non crede di poter diventare vittima dei cyber criminali e il 46% non ci penasa neanche ad installare soluzioni di sicurezza sui propri dispositivi. Un dato che preoccupa non poco perchè superiore alla media mondiale che è del 74%.

    Cybersecurity

    La ricerca rileva anche che sono 176 le nuove minacce cyber ogni minuto, cioè quasi tre al secondo. A questo dato va aggiunto quello che riguarda il fenomeno del ransomware cresciuto dell’88%. Il ransomware è il software malevolo che prende in ostaggio i dati dei nostri dispositivi e li restituisce solo dopo il pagamento di un riscatto, spesso in bitcoin.

    Secondo Morten Lehn, General Manager per l’Italia di Kaspersky Lab, “gli italiani si dimostrano ancora troppo poco attenti alla loro sicurezza online. Questo ha portato più di un utente su cinque a diventare vittima dei cyber criminali”.

    Ma ci sono altri dati interessanti, questa volta del Global Threat Intelligence di McAfee Labs che registra notevoli trend di crescita: il numero complessivo dei nuovi “malware” è cresciuto del 24% nel 2016 arrivando a 638 milioni di campioni. Si è registrata anche un’impennata del 99% per quanto riguarda i virus malevoli che colpiscono i dispositivi mobili.

    Insomma, nonostante si parli quasi ogni giorno dei rischi che comporta il web e i social media con il crescere a dismisura delle minacce cyber, noi italiani ci dimostriamo praticamente disattenti a questo grave problema. Una disattenzione pericolosa che potrebbe davvero comportare forti rischi per il modo in cui utilizziamo la rete e i Social Media. Fatto salvo il principio “faccio sapere agli altri solo ciò che vogliono che sappiano”, qui il problema assume dimensioni molto più grandi per il fatto 9 italiani su 10 si ritengono immuni da qualsiasi minaccia. Senza parlare i quasi 5 su 10 che neanche pensa a proteggersi con un software. Sono dati allarmanti che devono fa rilflettere su quanta ignoranza e leggerezza ci sia ancora di fronte a questi problemi.

    E voi che ne pensate?

  • Il 65% degli utenti è vittima di uno dei rischi principali della Rete

    Il 65% degli utenti è vittima di uno dei rischi principali della Rete

    Il Safer Internet Day è la giornata internazionale di sensibilizzazione per i rischi della rete, #SID2017, e a vedere i dati del “Microsoft Digital Civility Index” i rischi sono tanti e sono ancora tante le persone che purtroppo vi incorrono. Il 65% delle persone è vittima di uno dei principali rischi individuati e il 58% afferma di aver incontrato dal vivo l’autore di una minaccia online.

    Oggi 7 febbraio 2017 è la giornata internazionale di sensibilizzazione per i rischi della rete, #SID2017, una giornata particolare che impone si una riflessione vera ma anche che forse servirebbe più di una giornata. La Rete è un luogo dove le persone si informano, arricchiscono le proprie competenze, si incontrano, costruiscono relazioni, ma è anche un luogo dove esistono dei rischi, tanti per la verità. E le persone più esposte sono i più giovani, anche se da questo punto di vista il problema è vasto e riguarda davvero tutti.

    Del fatto che i rischi sono tanti e che sono ancira tante le persone che vi incorrono, e ne sono vittime, ce lo dimostra lo studio “Microsoft Digital Civility Index” di Microsoft, una ricerca analizza le attitudini e le percezioni degli adolescenti e degli adulti in 14 Paesi, rispetto all’educazione civica digitale e alla sicurezza online. I risultati sono stati presentati oggi a Roma in un incontro organizzato da Microsoft Italia e Fondazione Mondo Digitale, al quale hanno preso parte anche De Agostini Scuola e Polizia Postale e delle Comunicazioni, con il patrocinio dell’Assessorato Roma Semplice. All’incontro erano presenti anche 250 studenti insieme a studenti di varie scuole.

    safer internet day 2017 rischi rete

    La ricerca ha preso in esame l’esposizione degli intervistati a 17 rischi online in quattro aree: comportamento, reputazione, invadenze sessuali e personali. Il dato che emerge e che rende bene l’idea della situazione a cui siamo di fronte è che il 51% delle persone ha dichiarato di aver incontrato dal vivo l’autore di una minaccia online, percentuale che arriva al 58% tra i più giovani.

    Il 65% degli intervistati dichiara di essere stato vittima di almeno uno dei principali rischi online, in particolare di contatti indesiderati (43%) e molestie (41%). La percentuale sale al fino al 78% se si includono anche esperienze di amici e familiari. Il 62% degli intervistati ha inoltre dichiarato di non sapere dove trovare aiuto quando si imbatte in un rischio online, mentre il 48% dei giovani ha dichiarato di sapere a chi rivolgersi in caso di necessità.

    La ricerca ci presenta anche dei dati su quelle che sono le conseguenze che i rischi della Rete comportano sulle persone. Ebbene, oltre ad un generale aumento del livello di stress, lo dichiara il 23%, la ricerca evidenzia che :

    • il 30% degli intervistati dice di aver perso fiducia nelle persone nella vita reale
    • il 18% ha perso un amico
    • il 42% ha ristretto le impostazioni relative alla privacy sui social media
    • il 21% ha ridotto la condivisione di informazioni personali.

    Di fronte ad una situazione del genere è necessario intensificare gli sforzi verso una maggiore divulgazione e informazione su quelli che sono i rischi della Rete. Sconforta che ci siano ancora persone, il 62%, che dichiara di non sapere a chi rivolgersi. E non è solo un problema che riguarda i più giovani, ma tutti. Ecco perchè serve che il Safer Internet Day duri più di una semplice giornata, deve diventare un’attività costante perchè quanto meno si possa arrivare ad una maggiore consapevolezza dei rischi che si corrono.