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  • Gli utenti online sempre più impazienti verso i siti e-commerce lenti

    Gli utenti online sempre più impazienti verso i siti e-commerce lenti

    Il Retail Benchmark Report 2023 evidenzia l’impazienza degli utenti online, frustrati da tempi di caricamento lenti nei siti e-commerce. Con sessioni più brevi e meno pagine visualizzate, l’ottimizzazione del tempo di caricamento diventa cruciale per l’engagement degli utenti.

    La dinamica del mondo digitale si sta evolvendo rapidamente e con essa anche il comportamento degli utenti. Un recente studio evidenzia una tendenza emergente: gli utenti online diventano sempre più impazienti. Questa impazienza si manifesta soprattutto nei tempi di caricamento dei siti web, divenendo una fonte di frustrazione per molti.

    Contentsquare, un pioniere nell’analisi dell’esperienza digitale, ha recentemente rilasciato il suo Retail Benchmark Report 2023. Il rapporto mette in evidenza i cambiamenti significativi nel modo in cui gli utenti interagiscono con i siti e-commerce. L’analisi, che ha esaminato oltre 20 miliardi di sessioni web e 100 miliardi di pagine su 1493 siti web di e-commerce, offre una panoramica completa delle tendenze del settore.

    Nel complesso, si riscontra un calo del 2,35% nella profondità di ricerca, una diminuzione del 3,5% nel tasso di conversione e un aumento del 2,1% nel tasso di rimbalzo. Questi dati indicano che gli utenti stanno sfogliando i contenuti ad un ritmo sempre più veloce, confermando la loro crescente impazienza.

    siti web utenti impazienti ecommerce franzrusso

    Durata delle sessioni in calo e frustrazione per i tempi lunghi

    Lo studio ha mostrato che la durata delle sessioni è diminuita, con un calo del 2,3% e una media di 5 pagine visitate per sessione. Anche il tempo trascorso sul sito web per ogni singola sessione è diminuito per gli utenti desktop e mobile.

    La principale fonte di frustrazione per gli utenti, tuttavia, sembra essere i lunghi tempi di caricamento delle pagine. Circa il 37% di tutte le visite ai siti retail viene classificato come un’esperienza frustrante, con le pagine che richiedono più di tre secondi per caricarsi che rappresentano la principale causa di questa frustrazione.

    Si vedono meno contenuti e sempre più da mobile

    Un altro dato significativo emerge dal rapporto: gli utenti scorrono solo fino a metà delle pagine. Questa tendenza, che è diminuita del 2,7% nel settore retail rispetto all’anno precedente, suggerisce che i visitatori solitamente scorrono quasi esattamente fino a metà pagina, una percentuale che si riduce ulteriormente quando si considera la navigazione da mobile.

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    Nonostante la durata delle sessioni più breve e una minore percentuale di scorrimento, le visite da dispositivi mobili continuano a dominare. Più di tre quarti delle visite ai siti di e-commerce (73,5%) sono effettuate da dispositivi mobili.

    Il successo passa dall’esperienza utente

    Secondo Marco Ferraris, country manager Italy di Contentsquare, la velocità e l’efficienza dell’esperienza dell’utente sono diventate elementi critici per il successo. “La qualità dell’esperienza che l’utente vive mentre visita un sito rappresenta sempre più un elemento di differenziazione e un fattore critico per il successo. I brand, per conservare e convertire il traffico acquisito, dovrebbero investire nell’ottimizzazione dei fattori che contribuiscono a far risparmiare tempo, migliorare l’efficienza e aumentare il coinvolgimento del consumatore.”

    Nonostante i cambiamenti nel modo in cui i siti vengono utilizzati, un aspetto rimane fondamentale: la necessità di contenuti di alta qualità. Ferraris sottolinea che i brand dovrebbero posizionare contenuti di alta qualità e call-to-action efficaci in una posizione di rilievo sul proprio sito. Ciò richiede un’analisi approfondita delle pagine più pertinenti per gli utenti.

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    Ad esempio, i consumatori che utilizzano dispositivi mobili spendono una percentuale maggiore del loro tempo sulle pagine delle categorie, mentre gli utenti desktop trascorrono più tempo sulle pagine dei prodotti. Inoltre, le pagine delle categorie (32,7%) e le pagine di ricerca (30,3%) registrano il più alto livello di attività dei visitatori.

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    Il report evidenzia anche che più di una visita su tre (32,1%) proviene da fonti di traffico a pagamento come TikTok, Instagram o YouTube. Ma oltre al numero di visitatori, i dispositivi mobili prevalgono anche in termini di vendite, con il 53,8% di tutte le transazioni effettuate tramite questi dispositivi.

    I risultati del Retail Benchmark Report 2023 sottolineano un cambiamento significativo nel comportamento degli utenti online. L’impazienza crescente e la rapida sfogliatura dei contenuti indicano che gli utenti stanno richiedendo esperienze digitali più efficienti e veloci. Per mantenere e convertire il traffico, i brand dovranno adattarsi a queste nuove tendenze, offrendo contenuti di alta qualità, ottimizzando i tempi di caricamento e garantendo un’esperienza utente coinvolgente.

  • Internet e inquinamento, un tema che riguarda aziende e PMI

    Internet e inquinamento, un tema che riguarda aziende e PMI

    Internet e inquinamento. Un tema che ancora viene considerato poco, ma anche i siti web possono avere una elevata impronta di carbonio. Ogni pagina vista da un utente produce in media 1,76 grammi di CO2.

    La pandemia è al centro della scena di questo ultimo anno e mezzo. Ma il problema della sostenibilità non è di certo da sottovalutare. I dati ci hanno detto che il 2020 è stato l’anno più caldo mai registrato. La notizia che le emissioni globali sono diminuite dell’8,8% nella prima metà del 2020 ha sottolineato il legame uomo-pianeta. Il 70% dei consumatori ha affermato di essere più consapevole rispetto a prima del COVID-19 che l’attività umana minaccia il clima e che, a sua volta, il degrado dell’ambiente minaccia l’uomo (BCG, luglio 2020).

    Ma quando si parla di sostenibilità va tenuto conto anche dell’impatto che il digitale ha sull’ambiente. Dietro gli effetti WOW del digitale c’è un costo ambientale importante. Una ricerca dell’Università di Cambridge suggerisce che il Bitcoin consuma più elettricità all’anno di tutta l’Argentina. Artist Memo Akten ha calcolato che un singolo NFT ha un’impronta di carbonio pari al consumo totale di energia elettrica di un residente dell’UE per più di un mese.

    E anche i siti web possono avere un’elevata impronta di carbonio. Ogni pagina di un sito vista da un utente produce mediamente circa 1,76 grammi di CO2. Sono 1,8 miliardi i siti web disponibili oggi su internet. Il trasferimento dei dati richiede elettricità, che crea emissioni di carbonio e questo incide sul cambiamento climatico. Emissioni causate dai notevoli consumi di energia elettrica dei data center che ospitano siti web e servizi cloud utilizzati quotidianamente.

    Internet e inquinamento, un tema che riguarda aziende e PMI

    In questo articolo vogliamo raccontarvi il caso di una Società settore delle tecnologie e servizi per il Retail e le Farmacie. E da pochi giorni ha lanciato il suo nuovo sito sostenibile. Stiamo parlando di New Line Digital Signage, che grazie a una serie di accortezze in fase di progettazione, nel design e nella tecnologia usata, da pochi giorni ha un sito che riduce il trasferimento di dati fino all’80% rispetto a un normale sito web. Hanno anche aperto un’area della società che si occupa di trasformare i siti dei clienti in siti sostenibili attraverso calcolatori e metriche attendibili.

    Ma quali accorgimenti sono stati adottati nel nuovo sito web di New Line Digital Signage?

    1. I visitatori non caricano nessuna immagine in automatico prima che non siano loro a richiederla attivamente;
    2. Riduce al minimo il consumo di energia sul dispositivo degli utenti;
    3. Informa l’utente dell’impatto del suo comportamento di navigazione;
    4. Non fa uso di video ma solo di link esterni;
    5. Memorizza i dati localmente sul dispositivo dell’utente per ridurre al minimo il trasferimento dei dati;
    6. Comprime il più possibile i dati;
    7. Carica solo gli script di programmazione, i framework e i cookie più importanti;
    8. Limita la quantità di luminosità emessa dallo schermo;
    9. Ottimizza e limita l’uso di fonts personalizzati.

    I giganti della tecnologia hanno obiettivi di emissioni ambiziosi e accordi PPA (Power Purchase Agreement) per le energie rinnovabili. Apple, Salesforce e HP chiedono informazioni sul clima obbligatorie; la nuova tecnologia dei chip di IBM promette un consumo energetico inferiore del 75% rispetto ai chip esistenti.

    È vero che la portata degli investimenti e il potenziale di innovazione delle grandi aziende tecnologiche significheranno che potrebbero assumere un ruolo guida nella risoluzione delle emissioni di carbonio del settore. Ma è anche vero che il vero cambiamento dovrebbe partire dal basso. E l’esempio di questa piccola società da una parte ci rincuora e dall’altra conferma che il “sottobosco” dell’impresa italiana, le PMI, è fiorente di creatività e responsabilità.

    In New Line Digital Signage sono ottimisti sulla natura umana. Credono che nessuno voglia lasciare un impatto negativo sul pianeta. Oggi, grazie alla trasparenza e alla consapevolezza, i consumatori scelgono sempre di più. E devono, considerare l’impatto dei propri consumi sulla società, sull’umanità e sul pianeta.

    Quando si tratta di progettare siti più rispettosi dell’ambiente, New Line Digital Signage oltre a lanciare il suo nuovo sito web ad impatto ambientale ridotto, ha dato il via ad un nuovo servizio per convertire i siti dei suoi clienti in siti sostenibili.

    In questo modo chi intraprende lo sviluppo di un sito green offrirà agli utenti informazioni e controllo sulla loro esperienza digitale.

    Per tutti coloro che volessero misurare l’impatto del loro sito consigliamo l’utilizzo dello strumento websitecarbon.com le informazioni sono facilmente accessibili.

    Ma soprattutto consigliamo di visitare il nuovo sito di New Line DS newlineds.com per godervi un’esperienza di navigazione totalmente green.

  • Facebook punirà gli advertiser per i siti web lenti ad aprirsi da mobile

    Facebook punirà gli advertiser per i siti web lenti ad aprirsi da mobile

    Facebook punta sempre di più sul mobile e ora avvisa gli advertiser che presto verranno penalizzati quando promuoveranno siti che impiegheranno molto tempo a caricarsi da mobile. L’azienda di Zuckerber spiega che questa decisione deriva anche dal fatto che oltre il 40% degli utenti abbandona un sito dopo tre secondi.

    Facebook stavolta prende di mira gli advertisers avvisandoli di fare attenzione ai siti che promuovono, lenti a caricarsi da mobile. L’azienda di Zuckerberg tiene molto alla mobile experience dei propri utenti, sono ormai quattro anni che Facebook ha orientato buona parte della sua strategia di business sul mobile, e ora pretende che anche chi fa pubblicità sul social network debba promuovere siti che siano all’altezza della migliore esperienza mobile. Quindi devono essere veloci.

    Una decisione che farà certamente discutere e che susciterà qualche polemica tra le aziende e gli advertiser che abitualmente utilizzano Facbook per promuovere i propri servizi e prodotti. Ma Facebook spiega che la decisione è frutto anche di un dato che assume, in questo contesto, una certa rilevanza. E cioè che oltre il 40% degli utenti abbandona un sito web dopo appena tre secondi, perchè troppo lento a caricarsi da mobile. E il 37% degli utenti che naviga un sito dall’app di Facebook, abbandona la navigazione nel tempo che passa tra l’inizio del caricamento e la fine del loading.

    facebook mobile advertiser

    Sappiamo bene, per quanto riguarda il contesto italiano, che esistono ancora oggi molti siti non ottimizzati per mobile, nonostante Google abbia fatto una grande campagna proprio su questo tema, penalizzando i siti non “mobile-friendly” tra i risultati di ricerca.

    E come potrebbe Facebook punire gli advertisers? In un modo molto semplice: non facendo visualizzare l’annuncio. Il parametro per cui verranno valutati gli annunci sarà quindi anche la velocità di caricamento di un sito da mobile. Per questo motivo, oltre ad offrire alcune linee guida per migliorare il caricamento, Facebook fornirà agli advertiser anche un servizio di pre-fetching che provvederà a caricare il contenuto prima che venga diffuso attraverso l’annuncio. Facebook afferma che questo dovrebbe contribuire ad un miglioramento del tempo di caricamento fino al 30%.

    E’ vero che gli utenti sono sempre più esigenti ed è per questo che le aziende e gli advertiser devono cominciare a considerare questo aspetto come tra i più rilevanti. Un sito lento da mobile finirebbe per vanificare tutto lo sforzo fatto per la campagna di advertising.

    E voi che pensate? Quali conseguenze potrà avere questa decisione?

  • Jimdo lancia anche la versione per Android

    Jimdo lancia anche la versione per Android

    Jimdo, il sistema con il quale creare siti web, ha da poco lanciato la nuova versione mobile per Android. Dopo l’app per iOS, “Best App 2013” nell’App Store, l’app per Android completa la famiglia di applicazioni mobile di Jimdo

    Jimdo, è sicuramente uno dei sistemi più intuitivi per creare siti professionali, senza avere particolari nozioni di programmazione. E nei giorni scorsi ha lanciato la sua applicazione per Android. La app offre funzioni avanzate per creare e gestire il proprio sito anche da mobile e, insieme alla pluripremiata app per iOS e alla nuovissima versione da desktop, completa l’offerta multipiattaforma del CMS. L’app per Android permette di creare ed editare un sito web da zero e di aggiornare tutti i siti Jimdo creati da desktop o iOS.

    Quindi, da qualsiasi dispositivo Android gli utenti possono registrare gratuitamente il proprio sito, scegliere nome e template, inserire contenuti come immagini, gallerie fotografiche e testo ma anche aggiungere, cancellare e modificare le pagine, pubblicare post sul blog e monitorare le statistiche degli accessi al sito. Tutto con la stessa usabilità, l’interfaccia intuitiva e il design moderno che caratterizzano il sistema Jimdo.

    Questa release rafforza la nostra leadership come website builder multipiattaforma”, ci dice Matthias Henze, co-fondatore di Jimdo “Jimdo offre adesso la libertà di creare un sito web dal proprio smartphone o tablet Android, di modificarlo in ufficio via desktop e, infine, di riorganizzarlo da iPad sul divano di casa.”

    jimdo-logo

    Vogliamo essere al passo con la flessibilità dei nostri utenti”, afferma Fridtjof Detzner, co-fondatore di Jimdo, “Per le persone c’è sempre meno differenza tra i vari dispositivi mobile e la nostra app interpreta al meglio questa nuova realtà.”

    Jimdo con il rilascio della versione mobile per Android completa la sua gamma e si conferma un valido sistema per chi ha esigenze di spostarsi molto ma non vuole assolutamente rinunciare alla possibilità di creare contenuti interessanti per il suo sito.

    Trovate la versione per Android su Google Play.

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  • Google Domains, Google si lancia anche nel mercato dei domini

    Google Domains, Google si lancia anche nel mercato dei domini

    Google-Domains

    Google non smette mai di stupire. Ed ecco che a sorpresa annuncia di voler lanciare una propria piattaforma, Google Domains, attraverso la quale registrare domini web. Al momento l’utilizzo la piattaforma è in versione beta a invito, aperta solo ad un ristretto numero di persone. Una mossa che avrà enormi conseguenze sul mercato

    E’ proprio il caso di dire che Google non smette mai di stupire. Infatti, con un comunicato rilasciato su Google+, dall’account Google+ Your Business, la casa di Mountain View annuncia la sua piattaforma Google Domains, lanciandosi di fatto nel mercato dei domini. Al momento la piattaforma è in versione beta su invito, aperta solo ad piccolo numero si persone, ma certamente è una di quelle mosse che avrà sicuramente conseguenze sul mercato. Basti pensare alla curiosa coincidenza del fatto che solo pochi giorni fa, il 9 giugno, GoDaddy ha presentato la sua IPO, quindi il suo sbarco in borsa a cui pensava ormai dal 2006, e a distanza di pochi giorni Google annuncia la sua piattaforma. Certo una coincidenza. Resta il fatto che questo è un mercato in cui un’azienda come Google avrebbe dovuto entrarci già anni fa, invece in tutti questi anni ha lasciato la sua potenziale fetta ad altri, anche a GoDaddy uno dei player che Google ti suggeriva se volevi comprare un dominio.

    Come dicevamo, al momento la piattaforma è su invito, accessibile solo da un ristretto numero di persone che possono acquistare domini come .com, .biz, .org oppure uno dei tanti domini che ad oggi sono in uso sul Web. E comunque anche voi potete fare richiesta semplicemente andando sulla pagina di Google Domain, cliccate la voce in alto a destra “Manage my domains” e vi comparirà una finestra per fare la richiesta del codice per accedere alla piattaforma. Cliccate su “I’d like to request an invitation code” e da lì approderete ad un form dove dovrete inserire il vostro indirizzo email per procedere con la richiesta. Al momento non si sa a quante persone verrà estesa questa modalità, certo è che se volete provare dovete fare in fretta.

    Nel comunicato che annuncia la piattaforma Google Domains, Google spiega che ad oggi, nel 2014, attraverso qualsiasi dispositivo, desktop o anche mobile, per effettuare ricerche in ambito business il sito in effetti è la prima cosa che andiamo a vedere. E, sempre ad oggi, il 55% delle piccole e media aziende, le nostre PMI per intenderci, non hanno ancora un sito web.

    Google sta lavorando al momento sul servizio assistenza e sta collaborando con provider come Shopify, Squarespace, Weebly e +Wix.com.

    Il prezzo per un anno sarà di 12 dollari, più o meno 10 euro.

    Allora che ne pensate di questa mossa? Quali saranno gli esiti sul mercato secondo voi?

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  • Estate & Vacanze. Aumenta l’accesso ai siti di viaggi da Mobile

    Estate & Vacanze. Aumenta l’accesso ai siti di viaggi da Mobile

    Estate & Vacanze, binomio indissolubile e noi italiani lo sappiamo bene. Da bravo popolo di viaggiatori, ci siamo adeguati alle nuove tecnologie e infatti in Italia cresce del 37% l’accesso a siti di viaggi via mobile, rispetto al 2012. 6 volte di più di quanto invece avviene via PC. comScore registra che i siti più consultati a Giugno 2013 da PC sono stati Tripadvisor, gruppo Priceline.com (Booking.com, Kayak) e Ferrovie dello Stato

    Estate & Vacanze, due parole che in questo periodo dell’anno tutti amano, nessuno escluso. E noi italiani ci distinguiamo per essere un popolo di viaggiatori anche durante la bella stagione, nonostante il grande caldo di questi giorni. Se poi alla passione per i viaggi uniamo anche quella per il Mobile in generale, allora il cerchio si chiude.

    Già, scherzi a parte, le due cose trovano conferma dai dati che diffonde oggi comScore rilevando che in Italia, durante i mesi estivi, l’accesso da Mobile ai siti web di viaggi in un anno è cresciuto del 37%. A giugno 2013 erano 4,5 milioni gli utenti italiani che dai propri dispositivi mobili consultavano siti di viaggi per programmare le proprie vacanze estive.

    estate viaggi comscore mobile

    L’accesso da mobile è cresciuto 6 volte tanto rispetto a quello da PC che comunque fa registrare un dato positivo, essendo cresciuto l’accesso a siti di viaggi da desktop del 6% in un anno e gli utenti sono stati oltre 12 milioni.

    Rapportare i numeri tra accesso via PC e via Mobile è evidente che il divario è ancora molto alto, a favore dell’accesso via PC, ma ci premeva riportare l’indagine di comScore per testimoniare ancora una volta quanto il Mobile nel nostro paese stia crescendo, a ritmi sempre più elevati. E il futuro non sarà tanto diverso.

    I siti maggiormente consultati via PC, a Giugno 2013, sono stati TripAdvisor, i siti del gruppo Priceline.com come Booking.com, Kayak, Rentalcars.com, e il sito delle Ferrovie dello Stato.

    E voi vi ritrovate in questi dati? Anche voi avete consultato i vostri siti di viaggi preferiti per programmare la vostra vacanza? raccontateci la vostra esperienza.

  • LivePerson sbarca in Italia

    LivePerson sbarca in Italia

    L’azienda americana attiva nel settore dell’online engagement annuncia il proprio sbarco in Italia e nomina Mario Manzoli Sales Account Executive

    logo LivepersonLivePerson (NASDAQ: LPSN), fornitore leader di soluzioni di online engagement intelligente e in tempo reale, annuncia il proprio ingresso sul mercato italiano con la nomina di Mario Manzoli a Sales Account ExecutiveLivePerson offre soluzioni di proactive engagement nella forma di live chat, click to call e funzioni di content delivery che trovano impiego principalmente in area vendita e assistenza. Applicabile in ambienti web, social e mobile, l’offerta LivePerson migliora sensibilmente la customer experience e aumenta le conversioni online.

    Nata nel 1995 negli Stati Uniti, LivePerson ha fatto della live chat il suo core business in un’epoca presidiata dai numeri verdi, quando l’email era ancora una novità. Evolutasi secondo le esigenze del mercato, oggi l’azienda conta globalmente oltre 600 dipendenti, per un parco clienti che supera le 8600 aziende delle quali oltre 600 di fascia enterprise e mid-market.

    A giugno 2012, l’interesse nei confronti del mercato italiano ha portato la società a sviluppare una presenza diretta sul territorio, nominando Mario Manzoli Sales Account Executive. Manzoli, che porta in azienda una lunga esperienza maturata nell’ICT, avrà come obiettivo il rafforzamento del business specialmente su mercati verticali quali telecomunicazioni, banking, finance e utility.

    “Le soluzioni LivePerson permettono alle aziende di creare una relazione significativa con i loro utenti, quel dialogo diretto e personalizzato che costituisce un indubbio valore aggiunto per ogni tipo di business”,  dichiara Mario Manzoli, Sales Account Executive, LivePerson. “L’Italia è caratterizzata da una forte dinamicità e rappresenta per noi un mercato ad altissimo potenziale: la nostra strategia sarà pertanto molto aggressiva e volta a supportare un numero sempre maggiore di realtà nel migliorare l’esperienza dei loro clienti e fare delle interazioni via web un punto di forza”.

    Importanti aziende – quali Sky Italia e Vodafone – hanno già scelto la tecnologia LivePerson. Dichiara Christian Michieletto, Web Sales Manager, Sky Italia:

    LivePerson ci permette di ottimizzare le conversioni online e la customer experience in modo continuo: grazie alle sue soluzioni di engagement siamo riusciti a individuare le criticità dei nostri processi d’acquisto e a migliorare l’esperienza dell’utente. Oggi LivePerson ci consente di creare proattivamente nuove opportunità di vendita: i nostri tassi di conversione online sono aumentati di circa dieci volte”.

    Attraverso i siti dei propri clienti, LivePerson dialoga ogni mese con circa 1.6 miliardi di utenti, e gestisce oltre 17 milioni di chat.

    Qualche info su LivePerson

    LivePerson, Inc. (NASDAQ: LPSN) offre una piattaforma che permette alle aziende di interagire in tempo con i loro clienti – attraverso live chat, click to call e funzioni di content delivery – su siti web, social media e dispositivi mobili. Totalmente proattivo, l’engagement intelligente è guidato da analisi comportamentali in tempo reale, che danno vita a un’interazione fondata sulla una comprensione reale degli obiettivi aziendali e dei bisogni dei clienti. Circa 8600 aziende si affidano a LivePerson per aumentare le conversioni e migliorare l’esperienza del cliente, tra cui Hewlett-Packard, IBM, Microsoft, Verizon, Sky, Vodafone, IWBank, Walt Disney, PNC, QVC e Orbitz.

  • Infocommerce, mai più senza prima di un acquisto [Infografica]

    Infocommerce, mai più senza prima di un acquisto [Infografica]

    Utenti sempre più informati con la rete: nove su dieci cercano online informazioni prima di un acquisto. I giovanissimi lo fanno da mobile, quasi sette acquirenti online su dieci usano i motori di comparazione prezzi. Ecco come orientarsi nella scelta di un prodotto. Molto interessante l’infografica

    Infocommerce---ContactLab

    Ricerca di informazioni online prima di un acquisto, anche se l’operazione verrà poi conclusa in un negozio tradizionale; consultazioni serrate di informazioni tramite mobile, soprattutto tra i più giovani; utilizzo dei motori di comparazione dei prezzi a scopo informativo. Sono le abitudini ormai consolidate degli utenti Internet italiani che sul web si orientano prima di fare acquisti. È quanto rileva uno studio inedito firmato ContactLab (qui disponibile gratuitamente www.contactlab.com/infocommerce-raccolta-info-preacquisto-online), basato sui risultati dell’ultimo E-commerce Consumer Behaviour Report condotto su un campione di 25.000 utenti rappresentativi della popolazione Internet italiana. (altro…)

  • Olimpiadi 2012, quasi un milione di utenti segue i Giochi via web

    Olimpiadi 2012, quasi un milione di utenti segue i Giochi via web

    Qualche giorno fa vi avevamo informato della scelta di 15 broadcaster europei che si sono affidati ad Akamai per lo streaming online dei Giochi Olimpici di Londra 2012. Oggi viene fornito qualche interessante risultato: gli utenti collegati ieri via web erano quasi un milione e si pensa che presto si possa superare il milione con l’inizio delle gare di Atletica Leggera

    Akamai---Olympic-2012-dashboardIl grafico di fianco mostra il traffico legato alle Olimpiadi 2012 sulla piattaforma Akamai. Come si può notare, ieri sono stati ben 916.149 gli utenti europei che si sono collegati a dispositivi web e mobile per seguire lo streaming live e on-demand delle gare. Il grafico mostra un chiaro trend di crescita rispetto all’inizio dei Giochi: presto si raggiungerà quota un milione di utenti, cifra che sicuramente verrà oltrepassata non appena cominceranno le tanto attese sessioni di Atletica Leggera. (altro…)

  • Uso web in Europa Maggio 2012. Le donne più coinvolte in Community e Retail online

    Uso web in Europa Maggio 2012. Le donne più coinvolte in Community e Retail online

    Nella pubblicazione dei dati riferiti all’uso di Internet in Europa raccolti da comScore riferiti al mese di maggio, si conferma che le donne sono quelle più coinvolte in community online e in siti di vendita online. Un dato che era stato già evidenziato da una recente indagine di Groupon che risulta essere tra i più visitati insieme a Tumblr, il più visitato, e Otto Gruppe

    Uso web in Europa Maggio 2012comScore, leader mondiale nella misurazione digitale, ha rilasciato i dati sull’utilizzo di internet in Europa. Sono 395,7 milioni gli europei è che sono andati online nel mese di maggio 2012 con una media di permanenza di 27,6 ore ciascuno. I dati di maggio, che comprendono i dati sull’utilizzo di Internet in 49 mercati europei aggregati e la comunicazione individuale su 18 mercati, mette in luce anche le categorie e i siti web con la più alta concentrazione di utilizzo tra le donne in Europa. Tumblr.com è risultato essere il più usato tra le donne, con una percentuale di tempo trascorso sul social network tra i più in crescita negli ultimi tempi, pari al 69%. i dati evidenziano che le donne hanno trascorso la maggior parte del tempo speso su più sottocategorie al dettaglio, come profumi /cosmetica (71%), abbigliamento (67%) e Grandi magazzini (65%). (altro…)