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  • Cresce il mercato smart home in Italia, vale 530 milioni di euro

    Cresce il mercato smart home in Italia, vale 530 milioni di euro

    Continua a crescere il fenomeno smart home in Italia. I nuovi dati dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano rilevano una crescita nel 2019 del 40% in un anno e un valore, nel 2019, di 530 milioni di euro.

    Agli italiani piace il fenomeno smart home, un dato di fatto che avevamo sottolineato anche lo scorso anno, proprio in occasione dei dati che l’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano rende noti proprio in questo periodo. E i dati appena pubblicati, riferiti al 2019, confermano questo trend che continua a crescere. Il mercato che il fenomeno è in grado di generare in Italia è cresciuto in un anno del 40%, un po’ meno dell’anno precedente quando era del 52%, ma tale da portare il valore di mercato a 530 milioni di euro. L’anno precedente il valore era di 380 milioni di euro.

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    Una crescita che è trainata per lo più da soluzioni per la sicurezza, smart home speaker ed elettrodomestici che complessivamente coprono oltre il 60% del mercato. Va rilevato che l mercato nel nostro paese cresce ai livelli degli altri paesi europei, anche se il divario in termini di valore di mercato è ancora molto ampio. Basti pensare che in Uk e in Germania si parla di un valore di 2,5 miliardi di euro e in Francia di 1,1 miliardi di euro. Ma superiamo la Spagna che cresce del 40% con un valore di mercato di 420 milioni di euro.

    Sicuramente il boom degli smart speaker, degli assistenti vocali, ha dato una grande mano a tutto il settore. La diffusione di questi dispositivi intelligenti spinge l’avanzata dei retailer online e multicanale come principale canale di vendita di oggetti connessi per la casa (47%), mentre la filiera tradizionale, composta da produttori, architetti, costruttori edili, distributori di materiale elettrico e installatori, mantiene un ruolo rilevante (39%) ma perde quote di mercato.

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    Aumenta il numero di aziende che lavora al lancio di nuovi servizi per la smart home. Di esempi ce ne sono tanti e spaziano dal pronto intervento garantito da aziende di vigilanza in caso di tentativo di infrazione, al supporto per la riduzione dei consumi energetici, al riordino automatico dei prodotti di cui si stanno esaurendo le scorte, fino alla possibilità di migliorare l’assistenza agli anziani. Si moltiplicano, inoltre, alleanze e partnership fra gli operatori per offrire nuovi servizi che sfruttano la progressiva integrazione tra intelligenza artificiale e dati raccolti attraverso gli oggetti connessi.

    E gli italiani, oltre che ad amare la smart home, sono sempre più consapevoli della diffusione di oggetti smart nelle proprie case. Il 68% degli italiani ha sentito parlare almeno una volta di casa intelligente e il 40% possiede almeno un oggetto smart, con soluzioni per la sicurezza e smart home speaker in cima alle preferenze degli acquirenti. Crescono anche i timori dei cittadini per i rischi legati alla cyber security e alla violazione della privacy: il 54% è restio a condividere i propri dati personali (+3% rispetto al 2018).

    Ora vediamo qualche numero più n dettaglio rispetto a quanto riportato fino ad ora in generale.

    I numeri del mercato smart home in Italia

    Le soluzioni per la sicurezza, come detto in apertura del post, trainano il fenomeno nel nostro paese e si confermano al primo posto in termini di quote di mercato, con un valore di 150 milioni di euro, pari al 28% della spesa (+15% nel 2019). In seconda posizione, gli smart home speaker, 95 milioni di euro pari al 18% del mercato (+58%), che nel 2019 hanno continuato trainare le vendite degli altri dispositivi IoT per la casa connessa. Crescono anche gli elettrodomestici, che valgono 85 milioni di euro e il 16% del mercato (+55%), di cui sempre più utenti usano le funzionalità smart (il 35%, +10% sul 2018). Subito dietro al podio si posizionano le caldaie, i termostati e i condizionatori connessi per la gestione del riscaldamento e della climatizzazione, che beneficiano della progressiva integrazione con gli assistenti vocali, dell’offerta di servizi legati alla manutenzione e della possibilità di aumentare risparmio energetico e comodità, con un valore complessivo di 65 milioni di euro (il 12% del mercato, +44%). Seguono le casse audio (50 milioni di euro, 9%) e le lampadine connesse (35 milioni di euro, 7%), spinte dalle offerte che ne prevedono la vendita insieme agli smart home speaker.

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    I consumatori italiani e la smart home

    Dicevamo prima di un incremento in termini di consapevolezza dei consumatori italiani verso la diffusione degli oggetti intelligenti. E infatti, il 68% del campione intervistato dall’Osservatorio, in collaborazione con Doxa, ha sentito parlare di casa intelligente almeno una volta (+9% sul 2018), il 63% conosce il termine domotica, con percentuali che salgono rispettivamente al 77% e al 65% fra gli utenti con meno di 35 anni. La diffusione degli oggetti smart nelle case degli italiani è stabile rispetto al 2018 (di poco superiore al 40%), ma aumenta il numero di dispositivi posseduti, con sensori per porte e finestre (presenti nelle case del 16% del campione), telecamere (15%), altoparlanti e casse audio (14%) ai primi posti, seguiti da videocitofoni e serrature (12%), soluzioni per il riscaldamento (9%), assistenti vocali (8%), lampadine (8%), grandi elettrodomestici (7%) e caldaie (6%).

    Cresce anche il numero di consumatori in grado di installare in autonomia gli oggetti smart acquistati, senza l’aiuto di un professionista (64% dei rispondenti, +10% rispetto al 2018), e l’utilizzo delle funzionalità smart da parte degli utenti (65%, +7%). Le motivazioni più frequenti che frenano ancora l’uso sono l’eccessiva complessità (18%), la mancata percezione dei benefici (10%) e la difficoltà a utilizzare le app per la gestione (6%). Nonostante la buona crescita del mercato, sono ancora relativamente pochi i consumatori interessati ad acquistare prodotti per la smart home in futuro (37%), con appena l’11% che intende farlo nel 2020 e il 26% che lo prevede nei prossimi tre anni. Le funzionalità più desiderate sono le soluzioni per il riscaldamento (23% dei rispondenti) e i grandi elettrodomestici (21%), seguite da lampadine (15%), telecamere (15%) e caldaie (12%).

    Come afferma Angela Tumino, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things, autrice anche di un contributo all’interno del libro “IoT e Nuovo Marketing“, scritto insieme a Claudio Gagliardini (edito da Flaccovio Editore), a commento dei dati, “il mercato delle soluzioni per la casa intelligente cresce rapidamente e mostra oggi maggiore maturità, con offerte che si concentrano sempre più sui servizi e i bisogni che gli oggetti connessi possono soddisfare. Una spinta determinante viene dall’espansione di assistenti vocali e dallo sbarco degli Over The Top, che ora puntano a estendere le funzionalità dei loro smart speaker integrandole in dispositivi sviluppati da terzi e supportando attività tipiche dell’e-commerce, come le consegne a domicilio e il monitoraggio delle scorte. Perdono quote di mercato i tradizionali canali di vendita, che ancora riescono a cogliere solo in parte le opportunità offerte dalle nuove soluzioni, a vantaggio di retailer online e multicanale, che ormai coprono quasi il 50% del mercato, e operatori telco, che raggiungono quota 10%”.

  • ABB presenta la sua Casa Aumentata: confortevole, sicura ed efficiente

    ABB presenta la sua Casa Aumentata: confortevole, sicura ed efficiente

    ABB, leader mondiale tecnologico, presenta la sua Casa Aumentata: un ecosistema che risponde ai bisogni, oggi molto sentiti, di comfort, sicurezza ed efficienza energetica. Alessandro Borghese sarà l’ambassador per tutto il 2020.

    ABB è un colosso internazionale che vanta una storia lunga ormai 130 anni. Un’azienda che ha fatto della trasformazione il suo vero leit-motiv e che ha saputo interpretare al meglio, riuscendo a imporsi come leader nel settore della elettrotecnica, della robotica, dell’automazione. Parliamo di un’azienda che oggi compie un passo importante, questa volta rivolto al consumatore finale. E lo fa presentando il suo concetto di abitazione, al passo coi tempi e rispondente ai bisogni di oggi, e cioè più comfort, maggiore sicurezza ed efficienza energetica. Tutto questo si traduce nella Casa Aumentata, un ecosistema di prodotti che rappresentano bene il concetto di casa intelligente che tanto piace agli italiani.

    Infatti, gli ultimi dati sulla Smart Home dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, il mondo degli oggetti connessi cresce molto rapidamente: nel 2018 questo mercato in Italia ha toccato quota 380 milioni di euro, +52% sul 2017. Ma le opportunità, e le sfide, sono ancora molte.

    ABB casa aumentata comfort

    La principale novità del 2018 è legata alla comparsa dei cosiddetti smart home Speaker, gli assistenti vocali, ossi Google Home e Amazon Alexa, che hanno radicalmente trascinato le vendite di tutto il comparto delle soluzioni per la casa connessa e che si sono dimostrati un volano per le vendite degli altri oggetti connessi, soprattutto legati alla sicurezza e alla gestione del comfort. E tra gli oggetti connessi spiccano quelli legati alla sicurezza con il 35% di mercato (circa 130 milioni di euro), ma anche gli elettrodomestici smart hanno toccato quota 14% (circa 55 milioni di euro), mentre le soluzioni per il comfort domestico si sono attestate al 12% (pari a circa 45 milioni di euro).

    Ma come possiamo rendere la nostra casa più intelligente?

    Dipende tutto da quello che si vuole investire, perché di investimento si parla, e si può iniziare anche con alcuni dispositivi connessi, senza stravolgere l’abitazione, altri se ne potranno poi aggiungere col tempo. Ed è proprio l’approccio, graduale, che offre ABB con la Casa Aumentata.

    Riscaldamento, climatizzazione delle stanze, impianti elettrici, sistemi di controllo per finestre, porte e antifurto, oltre a svariati componenti della casa integrati e controllabili da remoto: tutto è progettato per facilitare le molteplici attività della vita domestica, garantendo al contempo efficienza, riduzione degli sprechi e risparmio in bolletta.

    ABB Casa Aumentata: sicurezza, comfort ed efficienza energetica

    Con il progetto Casa Aumentata, ABB offre una soluzione in grado di rispondere ai più attuali macro-trend:

    • soluzioni e prodotti connessi;
    • miglioramento del benessere degli utenti;
    • comando vocale, la vera sfida dell’integrazione impiantistica;
    • trasversalità, da applicazione d’élite a un’opportunità per tutti;
    • servizi a valore aggiunto.

    ABB Casa Aumentata: maggiore comfort

    Una delle tre caratteristiche della Casa Aumentata di ABB è quella di garantire un maggiore comfort. L’integrazione delle funzionalità domestiche rappresenta essa stessa la premessa fondamentale per un miglioramento della qualità della vita. Controllare riscaldamento, climatizzazione e illuminazione attraverso uno smartphone o un tablet diventa semplice con le soluzioni ABB.

    ABB-free@home® permette, in base alle preferenze personali, la gestione simultanea di tutte le funzioni della casa, quali tapparelle, luci, riscaldamento, climatizzatore e sistema di citofonia, consentendo di risparmiare sui consumi elettrici, mentre la vita quotidiana diventa più facile e confortevole sotto tutti gli aspetti.

    ABB-free@home® riunisce tutte le funzioni in grado di rendere la domotica semplice, intuitiva, facile da programmare, veloce e pronta all’uso. Scalabile e modulare, consente di aggiungere dispositivi connessi presenti sul mercato: dagli speaker Sonos® all’illuminazione LED Philips Hue®, fino al comando vocale con Amazon Alexa®.

    ABB casa aumentata

    ABB Casa Aumentata: più sicurezza

    Casa intelligente fa rima con sicurezza. Tutti vogliamo che la nostra casa sia moderna e al passo coi tempi, ma tutti vogliamo anche che sia più sicura. ABB con la sua Casa Aumentata ha tenuto conto di questo elemento imprescindibile oggi, implementando strumenti che prevedono l’accensione di sistemi di allarme, la possibilità di programmare l’invio di un messaggio nel caso si presentino situazioni pericolose (come ad esempio una fuga di gas, perdite d’acqua o un tentativo di effrazione) consente di aumentare il livello di sicurezza della casa. Casa Aumentata offre diverse soluzioni per rendere la casa un ambiente totalmente sicuro, come l’opportunità di simulare la propria presenza attraverso l’accensione programmata e sequenziale di luci e di memorizzare immagini attraverso il videocitofono anche quando l’abitazione è vuota.

    ABB Casa Aumentata: efficienza energetica

    Quando si parla di Casa intelligente, allora si parla anche di risparmio energetico: oggi le tecnologie consentono infatti di ottimizzare le performance dei diversi apparecchi domestici, in modo da consumare solo lo stretto necessario. Infatti, la casa del futuro deve anche assicurare il minor impatto ambientale possibile: l’utilizzo di energie rinnovabili rappresenta un ulteriore step a cui si aggiunge la possibilità di utilizzare l’energia autoprodotta grazie a sistemi di storage.

    Il sistema integrato di inverter e accumulo REACT 2® garantisce una riserva di energia generata dal sole rendendo l’abitazione sostenibile. L’inverter e le batterie accumulano l’energia in eccesso prodotta dall’impianto fotovoltaico consentendo di raggiungere un ottimo livello di autosufficienza energetica.

    ABB casa aumentata

    Ma la Casa Aumentata di ABB guarda anche alla mobilità elettrica, le abitazioni in questo modo diventano anche personali stazioni di servizio dove ricaricare i veicoli grazie a sistemi di ricarica residenziali da parete Wallbox. Queste apparecchiature possono ricaricare un’auto elettrica durante la carica notturna, possono essere integrate all’interno di un sistema di building automation ed essere associate ai sistemi di accumulo dell’energia derivante da fonti rinnovabili.

    Questa è la casa del futuro, e del presente che ABB presenta come Casa Aumentata, un insieme di soluzioni che permettono di trasformare la nostra abitazione in un luogo più confortevole, sicuro ed efficiente.

    Alessandro Borghese e la Casa Aumentata

    E per entrare nelle case degli italiani con questa nuova soluzione di Casa Aumentata, ABB ha pensato bene di coinvolgere come suo ambassador lo chef Alessandro Borghese, personaggio noto al grande pubblico, nonché utente delle soluzioni di cui abbiamo parlato. Borghese ha infatti installato nella sua casa una vera e propria Casa Aumentata e sarà proprio lui a raccontare e svelare in modo diretto sul suo canale Instagram, per tutto il 2020, come la soluzione di ABB sia capace di amplificare emozioni ed esperienze vissute all’interno della casa.

    [In collaborazione con ABB Italia]

  • Gli italiani sempre più appassionati di Smart Home

    Gli italiani sempre più appassionati di Smart Home

    Nell’ultimo anno si è registrato una crescita di interesse degli italiani verso tutto ciò che riguarda la smart home, la casa connessa. I dati recenti del Politecnico di Milano evidenziano bene questo trend rilevando anche che l’intero mercato cresce del 52% con un valore di 380 milioni di euro. Il 41% degli italiani possiede un oggetto smart, è boom di vendite per gli smart speaker.

    Gli italiani sono sempre più appassionati di Smart Home, della casa connessa. Un trene che sta esplodendo in questo periodo, ma che si stava manifestando già nel 2016. I recenti dati dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano ci dicono che il mercato è cresciuto in un anno del 52% e che nel 2018 ha raggiunto un valore di 380 milioni di euro. Sono dati che trovano forte traino nell’arrivo sul mercato italiano di quella tipologia di prodotti che si sono affacciati in Italia proprio nel 2018 come gli smart speaker, in particolare si parla di Google Home e di Amazon Echo. Il mercato italiano cresce molto anche se, paragonato ad altri mercati, risulta ancora un po’ indietro, ma non vi è dubbio che possa recuperare e anche presto.

    In termini assoluti, l’Italia si colloca davanti solo alla Spagna (300 milioni di euro, +59%), mentre è ancora ampio il divario con Germania (1,8 miliardi, +39%), Regno Unito (1,7 miliardi, +39%) e Francia (800 milioni, +47%).

    Insieme al mercato crescono anche il livello di conoscenza e la diffusione degli oggetti connessi nelle case degli italiani: il 59% ha sentito parlare almeno una volta di casa intelligente e il 41% possiede almeno un oggetto smart, con le soluzioni per sicurezza (come sensori per porte e finestre) in prima posizione. Il boom degli assistenti vocali (smart speaker) ha favorito soprattutto i retailer online e offline, che insieme incidono per il 40% del mercato (in crescita del 160% rispetto al 2017), a scapito della filiera tradizionale, produttori, architetti, costruttori edili, distributori di materiale elettrico e installatori, che mantiene un ruolo di primo piano ma perde terreno in termini di quote di mercato (dal 70% del 2017 al 50% di quest’anno).

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    Un ruolo importante, infine, continua a essere giocato dalle startup che sviluppano soluzioni di “casa connessa”: si moltiplicano le collaborazioni con i grandi player e continuano a crescere i finanziamenti erogati dagli investitori istituzionali. Sono 141 le nuove imprese censite a livello internazionale, di cui 102 finanziate, per un totale di 1,5 miliardi di dollari di investimenti raccolti.

    Ma vediamo qualche dato più in dettaglio.

    La quota maggiore di mercato è legata alle soluzioni per la sicurezza, che vale 130 milioni di euro, pari al 35% del mercato. In seconda posizione troviamo la principale novità del 2018, gli smart speaker, che oltre a generare vendite per 60 milioni di euro (16% del mercato), hanno direttamente o indirettamente trainato buona parte della crescita complessiva. Di poco inferiori le vendite degli elettrodomestici, pari a 55 milioni di euro e al 14% del totale, fra cui spiccano le lavatrici – connesse, controllabili via App e dotate in alcuni casi anche di assistente vocale – che continuano a trainare le vendite del comparto.

    Si allarga l’offerta (alcuni produttori hanno già più di metà della gamma “connessa”), ma l’utilizzo delle funzionalità smart è un’abitudine solo per il 25% degli utenti che posseggono un elettrodomestico connesso (in crescita rispetto al 15% del 2017). Caldaie, termostati e condizionatori connessi per la gestione del riscaldamento e della climatizzazione incidono per il 12% del mercato (circa 45 milioni di euro), con un incremento dovuto alla crescente integrazione con gli assistenti vocali e alla possibilità per il consumatore di ottenere benefici importanti in termini di risparmio energetico e comfort. Tra le rimanenti soluzioni spiccano con una crescita del +50% le soluzioni per la gestione dell’illuminazione (lampadine connesse).

    Leggi anche:

    Ecco Amazon Echo Show, lo smart speaker con schermo da 10 pollici

    Il traino degli Smart Speaker

    Il lancio degli smart speaker ha portato a una progressiva evoluzione delle abitudini dei consumatori, sempre più disposti ad acquistare in autonomia i dispositivi per la Smart Home (online o nei negozi) e a richiedere eventualmente in un secondo momento l’aiuto di un professionista per l’installazione: soltanto il 19% del campione, infatti, ha acquistato di l’oggetto connesso tramite il proprio installatore di fiducia, contro il 33% del 2017. Si consolida la diffusione di oggetti smart nelle case, presenti nel 41% delle abitazioni (+3%), anche se una buona fetta degli utenti non usa ancora le funzionalità smart di questi oggetti (42%), soprattutto a causa della scarsa utilità percepita (per il 41% è poco utile, il 34% non ne ha l’esigenza) e a volte per l’eccessiva complessità del prodotto (14%). Chi invece non possiede oggetti connessi non ne sente il bisogno (41%), li considera troppo futuristici (19%), non ne comprende appieno i benefici (12%) o non ne ha ma sentito parlare (8%).

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    Il mercato è in crescita, ma sono ancora pochi i consumatori che si dichiarano interessati ad acquistare prodotti per la Smart Home in futuro, poco più di uno su tre (35%), e fra questi il solo il 10% prevede di comprare nei prossimi dodici mesi, mentre il 25% entro tre anni. Le soluzioni che riscuotono maggiore interesse per il 2019 riguardano la gestione dell’illuminazione (20% del campione) e gli smart home speaker (14%). Proprio gli assistenti vocali possono essere un volano per l’intero mercato, perché i consumatori più che per ottenere informazioni o gestire i propri impegni quotidiani vorrebbero usarli per gestire altri oggetti smart, come elettrodomestici (23%), caldaie e termostati (23%), luci (21%) e antifurto (16%).

    La conferma che gli smart speaker siano, ormai ovunque e non solo in Italia, un volano per la “casa connessa”, arriva anche dai recenti dati diffusi da Strategy Analytics che ha rilevato che le vendite degli smart speaker sono quasi raddoppiate in un anno, ne sono stati venduti 38,5 milioni.

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    Amazon e Google sono le aziende che hanno fatto registrare una crescita molto più solida nell’ultimo trimestre dello scorso anno, grazie alla forte domanda degli altoparlanti economici Echo Dot e Home Mini. Buon andamento anche per l’HomePod di Apple: consegne a +45%, ma la quota di mercato scende al 4,1% e non dà alla Mela un posto in top five.

    Amazon è regina con 13,7 milioni di speaker Echo consegnati (+91%) nel quarto trimestre, ha oltre un terzo del mercato mondiale (35%). Segue Google, con 11,5 milioni di dispositivi Home (+123%). La classifica prosegue con le cinesi Alibaba (2,8 milioni, +30%), Baidu (2,2 milioni, +19%) e Xiaomi (1,8 milioni, -5%). Apple è sesta a 1,6 milioni di speaker.

    smart home infografica

     

  • Internet of Things: è boom in Italia, vale 2,8 miliardi di euro

    Internet of Things: è boom in Italia, vale 2,8 miliardi di euro

    Agli italiani il fenomeno dell’Internet of Things piace. Lo dimostra anche l’ultima ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano che rileva un valore complessivo di 2,8 miliardi di euro, il 40% in più rispetto all’anno precedente. Ancora indietro Smart City e stenta a decollare la Industry 4.0.

    Lo dicevamo lo scorso anno, proprio in occasione dei dati diffusi dalla ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano edizione 2016 che rivelava quanto l’Internet of Things piacesse agli italiani edizione 2016 che rivelava quanto l’Internet of Things piacesse agli italiani. E questo viene confermato anche dagli ultimi dati della ricerca edizione 2017. Il fenomeno in Italia vale ben 2,8 miliardi di euro con un aumento del 40% rispetto all’anno precedente.

    Buona parte risultato degli obblighi relativi allo Smart Metering gas, che impongono alle utility di mettere in servizio almeno 11 milioni di contatori intelligenti entro la fine del 2018. Tuttavia, anche “depurando” il valore del mercato IoT dagli effetti della normativa, nel 2016 si evidenzia comunque una crescita di tutto rispetto, superiore al 20%. Oltre ai contatori gas, è la Smart Car a guidare il mercato, con 7,5 milioni di auto connesse circolanti: questi due ambiti da soli rappresentano più della metà del fatturato IoT. E se si aggiungono le applicazioni negli edifici (Smart Building), soprattutto per la sicurezza, si supera il 70% del valore totale.

    internet of things italia iot 2017

    Cresce l’Internet of Things in Italia e, di conseguenza, cresce il numero degli oggetti connessi. Sono già 14,1 milioni quelli connessi tramite rete cellulare, +37%,  senza contare gli oggetti che sfruttano altre tecnologie di comunicazione, come i 36 milioni di contatori elettrici connessi tramite PLC (Power Line Communication), gli 1,3 milioni di contatori gas che comunicano tramite radiofrequenza e i 650 mila lampioni per l’Illuminazione intelligente connessi tramite PLC o radiofrequenza.

    Smart Metering e Smart Car guidano il mercato Internet of Things in Italia

    Nel dettaglio, il mercato IoT italiano è costituito per buona parte, il 34%, da Smart Metering e Smart Asset Management nelle utility, ambito in cui l’obbligo normativo relativo ai contatori gas ha portato a un’esplosione delle soluzioni. Il mercato è passato da 500 milioni di euro nel 2015 a 950 milioni nel 2016, con una crescita del 90%. Altro componente importante del mercato Internet of Things in Italia è il settore delle Smart Car, vale il 20% del totale, che cresce del 15% e raggiunge 550 milioni di euro. La riduzione dei prezzi dei box GPS/GPRS attenua la crescita in termini di valore di mercato, ma le auto connesse continuano ad aumentare: a fine 2016 sono 7,5 milioni (+40% rispetto al 2015), pari a circa un quinto del parco circolante in Italia.

    Seguono poi le soluzioni per lo Smart Building (510 milioni di euro, 18% del mercato), un ambito che mostra una crescita del +45% rispetto al 2015, soprattutto con soluzioni legate alla sicurezza negli edifici e un progressivo spostamento del mercato dai soli grandi edifici industriali ai piccoli uffici e negozi. E ancora le soluzioni di Smart Logistics a supporto del trasporto (250 milioni di euro, 9% del mercato), utilizzate per la gestione delle flotte aziendali e di antifurti satellitari: a fine 2016 si registrano oltre 800.000 mezzi per il trasporto merci connessi tramite SIM. La Smart Home vale 185 milioni di euro e il 7% del mercato (+23%), con una netta prevalenza di applicazioni per la sicurezza.

    Nel prossimo futuro, si attende un’ulteriore accelerazione del mercato IoT in diversi ambiti, tra cui spiccano in particolare Smart Metering, Smart Car, Smart Home e Industrial IoT. Lo Smart Metering continuerà l’espansione nel corso del 2017 sulla spinta della normativa relativa al gas e delle recenti evoluzioni in ambito elettrico. La Smart Car continuerà a crescere con tassi importanti grazie all’aumento delle auto nativamente connesse. Per la Smart Home lo sviluppo sarà favorito dall’affermarsi di nuovi canali di vendita che moltiplicano le occasioni di acquisto (retailer multicanale, utility, telco), dal lancio sul mercato di nuovi prodotti e servizi con prezzo accessibile, dalla messa a fuoco della strategia di alcuni grandi Over-The-Top, Google e Amazon in primis, e dallo sviluppo di partnership e alleanze volte a ridurre il problema dell’interoperabilità.

    internet of things italia iot evoluzione 2016

    In tutto questo fermento ci sono tre settori in particolare che invece accusano ancora qualche ritardo, e sono le Smart City,  il cui potenziale è ancora ampiamente da esprimere; il Retail con la possibilità di raccogliere moltissimi dati sul comportamento dei clienti all’interno del negozio; la Smart Agriculture, dove l’IoT offre opportunità non solo in termini di tracciabilità dei prodotti, ma anche per la gestione delle attività agricole, soprattutto se si guarda a colture ad alto valore.

    Internet of Things, il ritardo delle Smart City in Italia

    Le applicazioni di Smart City continuano ad avere un peso relativamente  limitato nel mercato IoT: 230 milioni di euro, pari all’8% del totale. Fatta eccezione per alcuni ambiti circoscritti – ad esempio il trasporto pubblico con 200.000 mezzi monitorati da remoto e l’illuminazione intelligente con 650.000 pali della luce connessi – il potenziale italiano della città intelligente resta ancora bloccato.

    L’indagine dell’Osservatorio mostra che, nonostante il 51% dei comuni medio-grandi abbia avviato almeno un progetto Smart City negli ultimi tre anni, il 56% delle iniziative è ancora in fase sperimentale. La propensione a sperimentare si conferma per il 2017 ma le amministrazioni fanno fatica a estendere i progetti all’intero territorio cittadino e a integrarli tra loro in una chiara strategia di medio-lungo termine. Grandi città, come Milano e Torino, rappresentano l’eccezione positiva con i loro recenti programmi di ampio respiro: la direzione è quella giusta, ma è ancora troppo circoscritta per poter cogliere i benefici delle   Smart City a livello di sistema Paese.

    Internet of Things e Industria italiana: rapporto ancora tutto da costruire

    Il 45% delle aziende intervistate ha recentemente avviato almeno un progetto in ambito Industrial IoT, ma ben il 25% non ne ha addirittura mai sentito parlare. Un risultato che dimostra come lo sviluppo dell’Internet of Things per l’industria sia ancora agli albori. E’ tuttavia un ambito in cui è atteso un crescente dinamismo nel 2017 per il processo di innovazione dei sistemi produttivi legato al paradigma dell’Industria 4.0.

    internet of things italia iot industry 4.0 2016

    Le applicazioni più diffuse, nel 52% dei casi, riguardano la gestione intelligente della fabbrica – la Smart Factory – per il controllo in tempo reale della produzione e la manutenzione preventiva e/o predittiva, e poi la logistica, nel 43% dei casi analizzati. La mancanza di competenze è il primo ostacolo nell’avvio di progetti di Industrial IoT, indicata dal 57% delle aziende. Mentre le risorse economiche non vengono percepite come un problema, anche alla luce degli incentivi in arrivo dal Piano Nazionale Industria 4.0.

  • Smart Home, i termostati Nest disponibili anche in Italia

    Smart Home, i termostati Nest disponibili anche in Italia

    A proposito di Smart Home che tanto piace agli italiani, i termostati Nest sbarcano anche nel nostro paese. Grazie alla partnership con Engie Italia e la neonata Wind Tre, sarà disponibile, tra gli altri prodotti, il termostato intelligente Nest Learning di terza generazione.

    I termostati Nest sbarcano anche in Italia e non sarà difficile prevedere che sarà un successo. Basti pensare a quanto gli italiani siano appassionati di Smart Home. Nel 2015 il valore totale del mercato dell’IoT (Internet of Everything), o meglio, Internet delle Cose, era composto dal 7% proprio dal settore Smart Home e i prodotti che gli italiani amavano di più erano proprio applicazioni di antintrusione e i termostati controllati a distanza.

    termostato nest italia

    Lo “sbarco” in Italia di Nest avviene grazie alla partnershio con Engie Italia e la neonata Wind Tre. I prodotti che saranno disponibili nel nostro paese sono:

    – Nest Learning, di terza generazione, il termostato che  impara” la temperatura preferita a casa e determina quanto tempo serve per riscaldare l’abitazione;

    – la webcam Nest Cam Indoor, per controllare casa ed eventuali animali domestici quando si è fuori;

    – la telecamere esterna Nest Cam Outdoor.

    nest cam indoor italia

    Il termostato intelligente Nest Learning

    Nest è la startup che Google acquisisce nel 2014 per 3 miliardi di dollari, quando contava 280 dipendenti. Fondata a Palo Alto nel 2010 da Tony Fadell e da Matt Rogers (ex ingegneri della Apple), lancia il suo primo prodotto, il termostato Nest Learning nel 2011, quello che sarà il vero prodotto di punta dell’azienda. E’ un termostato intelligente, abilitato per la Wi-fi, ottimizza il livello di riscaldamento e di raffreddamento delle case e delle imprese per risparmiare energia. Essendo termostato dotato di un algoritmo per l’apprendimento, gli utenti nelle prime settimane di utilizzo devono regolare il termostato in modo tale che lo stesso possa prendere dei dati a riferimento sulla temeperatura. In questo modo apprende la giusta temepertura da impostare. Attraverso dei sensori e l’app per i dispositivi mobili, il termostato imposta la modalità risparmio energetico quando si rende conto che in casa non si trova nessuno.

    Nest quindi punta a rafforzare la sua presenza in Europa e lancia i suoi prodotti in quattro nuovi mercati: oltre all’Italia in Austria, Germania e Spagna. Ad oggi i prodotti Nest sono presenti in 7 marcati, ma sono già utilizzati in 190 paesi.

  • Con Morpheos parte l’avventura di Digital Magics Palermo

    Con Morpheos parte l’avventura di Digital Magics Palermo

    Si chiama Morpheos ed è impegnata nello sviluppo di Momo, un robot domestico dotato di intelligenza artificiale, la prima startup siciliana lanciata da Digital Magics Palermo.

    “Il territorio siciliano è ricco di talenti e giovani creatori” così Gabriele Ronchini, Fondatore e Amministratore Delegato di Digital Magics per il Portfolio Development, annuncia l’arrivo di Morpheos nella squadra dell’incubatore, a poco più di un mese dall’inaugurazione della sede di Palermo, anticipando anche l’arrivo di altre startup, principalmente impegnate nello sviluppo di progetti nel settore Internet of Things.

    momo morpheos

    Ma scopriamo Momo, il robot domestico dotato di un’intelligenza artificiale che promette di rendere la nostra casa o il nostro ufficio un ambiente più sicuro e confortevole, con attenzione alla sicurezza ma anche al risparmio energetico.

    Momo è un dispositivo smart home dotato di sensori gestiti da un’intelligenza artificiale che, grazie a tecnologie proprietarie sviluppate dal team di Morpheos, ha la capacità di riconoscere i volti e di analizzare gli ambienti, adattando in tempo reale luminosità, temperatura e suoni, alle esigenze o all’umore delle persone che li abitano.

    Non sono necessarie installazioni o configurazioni, semplicemente collegandolo alla presa elettrica Momo è già in grado di svolgere molte azioni per cui è stato progettato, come ad esempio la gestione di tutti i dispositivi collegati alla corrente elettrica o accessibili via internet o tramite WiFi.

    Di grande interesse sono le applicazioni rivolte alla sicurezza delle persone, quali ad esempio bambini e anziani. Il dispositivo infatti, grazie ai suoi sensori, è capace di rilevare situazioni di pericolo ed eventuali incidenti domestici e di avvisare in tempo reale, tramite messaggi o via telefono, terze persone. Potremo dire addio a “radioline baby monitor” e dispositivi “salva vita” al collo dei nostri nonni? momo_bollettinopostale morpheos

    Un solo dispositivo per queste e altre applicazioni che vanno dalla regolazione automatica della temperatura di un ambiente o della sua illuminazione, in base alla quantità di persone e ai loro comportamenti, ad azioni “su richiesta” come ad esempio il pagamento di un bollettino postale semplicemente mostrandolo a “Momo”.

    LogoMorpheos2 morpheosUn progetto sicuramente interessante, che si rivolge ad un mercato che vedrà sempre maggiore crescita. Una startup italiana, forte di un team di persone motivate e competenti, che ha vinto nel 2015 il bando Smart & Start Italia, ottenendo un finanziamento di oltre 800.000 Euro e che ha convinto Digital Magics e Factory Accademia, entrate nel capitale sociale di Morpheos.

    Sarà interessante seguire lo sviluppo e la crescita di Momo.

  • L’Internet delle Cose in Italia vale 1,55 miliardi di euro

    L’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano ha presentato dei dati interessanti relativi all’Internet delle Cose in Italia. Sono 8 milioni gli oggetti connessi nel 2014 ed è ormai un settore che vale 1,55 miliardi di euro.

    L’Internet delle Cose (Internet of Things, conosciuto anche come IoT) è ormai una realtà nel nostro paese. E ce lo conferma anche l’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano che ha presentato dei dati davvero interessanti circa lo stato dell’Internet delle Cose nel nostro paese.

    Il valore di mercato registrato nel 2014 è di 1,55 miliardi di euro, in crescita rispetto all’anno precedente del 28%. Le aree che crescono di più sono quelle delle smart car (+38%) e delle smart home (+23%) che insieme rappresentano più del 60% in termini di diffusione e di valore di mercato. E sono 8 milioni, nel 2014, gli oggetti connessi tramite cellulare con una crescita del 33% rispetto al 2013. E anche qui le smart car trainano il settore con una crescita del 55%. E crescono anche lo Smart Metering e lo Smart Asset Management nelle utility, con circa 1,7 milioni di oggetti connessi tramite SIM (21% degli oggetti, 16% del mercato). Mentre la Smart City oggi rappresenta solo il 2% degli oggetti e il 4% del mercato, trainata principalmente dal trasporto pubblico e dall’illuminazione intelligente.

    Per quanto riguarda le Smart City, l’Osservatorio rileva che ormai quasi metà dei comuni italiani ha avviato negli ultimi 3 anni almeno un progetto basato su tecnologie Internet of Things, anche se nella maggior parte dei casi si tratta di progetti in fase sperimentale. Ma i benefici potenziali sono enormi. Infatti, un’adozione pervasiva di soluzioni per l’illuminazione intelligente, per la gestione della mobilità e per la raccolta rifiuti potrebbe far risparmiare complessivamente ogni anno in Italia 4,2 miliardi di euro e migliorare la vivibilità delle città, tagliando l’emissione di 7,2 milioni di tonnellate di CO2 ed evitando l’equivalente di quasi 5 giorni l’anno per ogni utente della città in coda nel traffico sulla propria auto oppure alla ricerca di un parcheggio libero.

    Per quanto riguarda le Smart Home c’è da rilevare che la forte attenzione dei consumatori italiani verso questa area dell’Internet delle Cose. La ricerca dell’Osservatorio rileva che il 46% dei proprietari di casa si dice intenzionato ad acquistare prodotti, soprattutto per la sicurezza e il risparmio energetico.

    Di fronte a questo scenario c’è anche da rilevare la proliferazioni di startup che cominciano a presidiare questo settore. Nell’ultimo triennio sono cresciute del 40% le startup che offrono soluzioni per la Smart Home e nello stesso periodo l’entità dei finanziamenti erogati da investitori istituzionali è cresciuta del 270%. Si registra l’entrata nel mercato di numerose aziende con un’ampia base di clienti consumer che in molti casi hanno acquisito startup. Gli italiani come dicevamo sono fortemente interessati alla casa connessa: un proprietario su quattro dispone già di almeno un oggetto intelligente per la sua casa e uno su due ha intenzione di acquistarne altri in futuro. E cresce l’interesse verso la sicurezza che interessano il 47% dei proprietari. Interessa anche il risparmio energetico, infatti il 46% è interessato a soluzioni per la gestione del riscaldamento, il 33% per il monitoraggio consumi energetici e il 31% per la gestione da remoto degli elettrodomestici. E l’interfaccia preferita per la gestione sono appunto le app, per il 69%, a dimostrazione che il mobile gioca un ruolo determinante per l’Internet delle Cose e la sua stessa diffusione. E sapendo bene della passione degli italiani anche per il mobile, ecco che si spiega anche il forte interesse per l’IoT.

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