Tag: sondaggio

  • Facebook: ecco i sondaggi con le GIF e immagini, che invaderanno il news feed

    Facebook: ecco i sondaggi con le GIF e immagini, che invaderanno il news feed

    Facebook ha come obiettivo di incrementare il coinvolgimento degli utenti sulla piattaforma. E da oggi, ultima funzionalità in questo senso, i sondaggi diventano ancora più coinvolgenti potendo aggiungere GIF o immagini. E’ probabile che il news feed verrà presto invaso da GIF animate.

    Siete fan di sondaggi? Bene allora preparatevi ad usare questa modalità di coinvolgimento su Facebook con nuovi elementi. Da oggi, infatti, è possibile arricchire il proprio sondaggio, per renderlo anche più divertente e coinvolgente, immagini e anche GIF animate. Del resto, come sappiamo bene, il vero obiettivo di Facebook è quello di incrementare il coinvolgimento degli utenti sulla piattaforma e nelle ultime settimane da Menlo Park stanno lavorando attivamente proprio per questo.

    L’ultima novità riguarda proprio i sondaggi, si tratta quindi di un aggiornamento della funzionalità che già esisteva. Solo che adesso viene arricchita con elementi grafici in modo da rendere il proprio sondaggio più interessante. Il nuovo aggiornamento è disponibile per la versione web e anche per iOS e Android.

    Come aggiungere un’immagine o una GIF ad un sondaggio su Facebook?

    facebook sondaggi gif

    Niente di più facile. Una volta che cliccate sullo spazio dedicato allo status, notate che in basso a destra vi compare la voce “Sondaggio“. Cliccateci sopra e vi compariranno le due modalità di risposta alla vostra domanda, solo che adesso all’interno di una risposta trovate due simboli: quello per aggiungere un’immagine e quello per aggiungere una GIF. L’esempio qui sotto è quello fatto con una GIF. In pratica l’elemento grafico rende meglio l’opzione che poi l’utente sceglierà come risposta, che potete aggiungere avendo a disposizione 25 caratteri nella didascalia. Potete poi scegliere anche la durata del vostro sondaggio, dal menù in basso a sinistra che potete modificare a vostro piacimento. Inoltre, le risposte non saranno anonime, così potrete sapere chi e cosa ha risposto.

    I nuovi sondaggi di Facebook arrivano a breve distanza dal lancio della funzionalità su Instagram per Instagram Stories, la quale sta riscuotendo un discreto successo.

    Ma che comporterà l’aggiornamento dei sondaggi? Semplice, che da domani il nostro news feed sarà invaso da domande con le GIF, saremo sommersi letteralmente da GIF. Resta un utile strumento per i social media manager che vorranno rendere la pagina più divertente e interessante.

    E voi che ne pensate?

  • Instagram introduce la possibilità di fare sondaggi con stickers sulle Stories

    Instagram introduce la possibilità di fare sondaggi con stickers sulle Stories

    Instagram continua ad arricchire le Instagram Stories con nuove funzionalità e nuovi strumenti. L’ultima funzione attivata nella versione numero 15 dell’app, per iOS e Android, è quella di fare dei sondaggi direttamente dalle Stories. Quindi con molta creatività.

    Le Instagram Stories sono per Instagram una funzionalità importante e abbiamo anche visto, qualche giorno fa come proprio le Instagram Stories abbiano contribuito a raggiungere il traguardo degli 800 milioni di utenti. Ed è per questo motivo che Instagram non finisce mai di arricchire questa funzionalità che riscuote molto successo con nuovi strumenti e nuove funzionalità.

    L’ultima funzionalità introdotta è la possibilità di fare sondaggi con gli stickers proprio attraverso le Stories con molta creatività, come è logico che sia trattandosi, appunto, di una funzionalità che gioca molto sulla creatività degli utenti.

    sondaggi sticker instagram stories

    Come fare sondaggi sulle Instagram Stories?

    E’ molto semplice, una volta aggiunta la vostra immagine non dovete fare altro che trascinare lo sticker dei sondaggi all’interno dell’immagine. Fatto questo, potrete ottimizzare il sondaggio con domande o scelte da sottoporre ai vostri utenti. Gli stessi utenti che interagiranno con la vostra storia potranno scegliere una opzione e ovviamente avrete modo di visualizzare i risultati complessivi. Per farlo vi basterà scorrere verso l’alto (l’operazione che fate adesso per vedere chi ha interagito con la vostra storia) per scoprire l’azione che hanno scelto di compiere gli utenti. Anche i sondaggi, così come le Instagram Stories, avranno una durata massima di 24 ore.

    instagram stories selezionatore colori allineamento

    Insieme ai sondaggi ci sono altri due nuovi strumenti, come il selezionatore di colori con cui aggiungere alla modalità testo uno dei colori dell’immagine stessa; o anche il nuovo strumento di allineamento per testo e adesivi per meglio centrali sull’immagine (quest’ultimo per ora solo per iOS).

    I sondaggi con stickers sulle Instagram Stories e i nuovi strumenti saranno disponibili con la nuova versione numero 16 dell’app (iOS e Android).

  • Ecco Twitter Poll, lo strumento per fare sondaggi su Twitter

    Ecco Twitter Poll, lo strumento per fare sondaggi su Twitter

    Twitter ha annunciato il rilascio di una nuova funzionalità che avverrà nei prossimi giorni. Si tratta di Twitter Poll, lo strumento utile per creare sondaggi sulla piattaforma da 140 caratteri, con cui gli utenti avranno la possibilità di esprimere la propria opinione sugli argomenti per loro più rilevanti, in pochi click.

    Twitter ha annunciato il rilascio di una nuova funzionalità che avverrà nei prossimi giorni. Si tratta di Twitter Poll, strumento con cui si potranno creare dei sondaggi sulla piattaforma e gli utenti davvero in pochi click potranno esprimere la propria opinione. Ad un primo sguardo, per la stessa natura di Twitter, questa funzionalità sembra adeguata alla piattaforma, crea infatti interazione e permette di conoscere l’opinione del proprio pubblico. Gli utenti, dal canto loro, potranno far valere il loro parere.

    Twitter-Poll

    Già in passato Twitter si era avventurato con diverse modalità per fare sondaggi, twittando domande, tracciando le risposte del pubblico, conteggiando i voti con gli hashtag o chiedendo ai follower di favorire o retwittare un Tweet per votare. Ora, invece, ognuno potrà creare il proprio sondaggio (una domanda e due possibili risposte) direttamente dalla casella di composizione del Tweet e resterà online per 24 ore. Si potrà partecipare a ogni sondaggio e il voto non sarà reso pubblico.

    Nei prossimi giorni la funzionalità attraverso la quale creare sondaggi sarà introdotta gradualmente su Twitter per iOS, Twitter per Android e Twitter.com. Quando comparirà l’icona dei sondaggi nella casella di composizione del Tweet, sarà possibile creare un sondaggio.

    Twitter-Poll-mobile

    Come detto prima, l’idea di lanciare sondaggi in maniera abbastanza rapida come in questo caso, possibilità per tutti, non è male specie per tanti operatori dell’informazione che con questa modalità potranno sondare le opinioni degli utenti per diversi argomenti. Basti pensare alle prossime elezioni negli Usa, uno strumento come questo verrà certamente usato dagli organi di informazione per verificare l’orientamento di voto degli utenti.

    Ma potrebbe essere utile anche per trasmissioni televisive che in un attimo potranno interrogare gli utenti sul tema che si sta trattando durante una data trasmissione.

    Tutto questo, evidentemente, può aiutare il dato dell’engagement sulla piattaforma, un dato che nei mesi scorsi era in calo continuo. Vedremo come verrà accolta dagli utenti.

    E voi che ne pensate? (In attesa di fare anche noi un sondaggio eh!).

  • Banche e Social Media, anche gli Elefanti devono diventare Delfini

    Banche e Social Media, anche gli Elefanti devono diventare Delfini

    social-media-banche

    Ecco le anticipazione del sondaggio di Social Minds che introduce alla seconda edizione della ricerca su Banche e Social Media, “La tua banca è social?”, che verrà presentata il prossimo 24 Giugno a Milano. Il sondaggio è rivolto ai clienti delle banche e il 58% di questi nell’ultimo anno ha interagito con le banche sui Social Media

    Social Minds uscirà a breve con la seconda edizione della ricerca “La tua banca è social?”. Per farlo, oltre al breve comunicato stampa, ci introduce il progetto tramite una serie di slide e una di queste è per me illuminante:

    social-media-banche-animale

    E’ molto interessante la risposta dei 150 clienti delle 47 banche prese in considerazione da Social Minds, poiché la risposta principale è – inaspettatamente, per me! – Delfino!

    Dico inaspettatamente perché ben il 65% degli intervistati sono clienti di banche Elefanti, le banche di mattone per intenderci, Spa e Popolari (Nazionali e Internazionali), ma anche BCC e Casse Rurali, le banche che esistono da centinaia di anni. Insomma, le banche che ad oggi stanno soffrendo di più la risalita di banche online o banche dirette, quelle in cui non si fa la fila, raggiungibili al telefono, tramite un sito web o con una app, le banche Delfino; banche che invece nella survey risultano essere casa del 35% di clienti.

    social-media-banche-online

    Se infatti ascoltassimo l’uomo della strada, lo troveremmo spesso e volentieri scontento delle banche, ma nonostante questo non cambia conto o banca. E le banche, proprio in funzione della pigrizia dei propri clienti difficilmente modificano il loro modo di agire. Tuttavia non hanno potuto restare fuori dal mondo social e la ricerca ne è una dimostrazione.

    Questo forse spronerà le banche Elefanti ad evolvere in Delfini. 

    Infatti nell’ultimo anno ben il 58% dei clienti ha contattato almeno una volta la propria banca attraverso gli ambienti social:

    • il 42% via Facebook, che resta il social più utilizzato dagli italiani;
    • il 20% via Twitter;
    • l’11% attraverso community online riservate ai clienti.
    social-media-banche-canali
    Essere presente online permette al cliente di raggiungere innanzi tutto i commenti e le opinioni di altri clienti. Questo conferma quanto la vita virtuale e quella reale siano ormai un confine sempre più labile che andrà con il tempo assottigliandosi ancora di più. Non chiedo più, per assurdo, all’amico a cui non voglio fare sapere i fatti miei un consiglio, ma affido le “sorti finanziarie” a centinaia e centinaia di commenti positivi o negativi (diversificando quindi la risposta e magari anche il social in cui cerco). Inoltre il cliente pone anche domande  (51%) e cerca notizie (68%), diventando fan o follower della propria banca (56%).
    Essere presente online porterà alla banca, soprattutto se di stampo classico-elefantiaco, un alto valore aggiunto con i Social Media. I clienti la vedono infatti come una banca:
    • trasparente (41%);
    • veloce (38%): cerco una informazione e la trovo;
    • utile (35%): le banche sui Social possono fare per esempio formazione finanziaria;
    • collaborativa (32%): posso dare un consiglio e mi sento ascoltato.
    A mio avviso e senza avere letto il paper nella sua totalità, sarebbe curioso capire la parte psicologica delle necessità che spingono il cliente ad utilizzare la pagina istituzionale della banca. Cosa porta un cliente a mettere un like sulla pagina istituzionale? Cosa a seguirla soprattutto? E cosa si aspetta il cliente dalla pagina in questione?

    Inoltre, cosa vuole portare a casa la banca da un rapporto con il singolo like? Una persona che segue l’istituto, un nuovo cliente o anche qualcuno che migliora le qualità della stessa? E nel caso, si è pronti a reagire al cambiamento proposto?

    [divider]

  • Social Media nel 2014, ritorno alle relazioni [Infografica]

    Social Media nel 2014, ritorno alle relazioni [Infografica]

    social-media-2014-relazioni-persone

    Come ci comporteremo nel 2014 sui Social Media? E’ questa la domanda che sta alla base del sondaggio che Heart+Mind Strategies ha condotto negli Usa. Il 72% degli intervistati sostiene che nel 2014 userà i Social Media per costruire e mantenere relazioni. Quindi meno attenzione alle attività superflue

    Ora che le feste sono passate (sperando davvero che le abbiate trascorse bene), ora che anche l’ultimo panettone è stato scartato e mangiato, è il caso di riprendere i nostri ritmi di tutti i giorni e quindi di tornare a parlare dei nostri argomenti con voi, anche in questo 2014. E proprio a proposito di nuovo anno e argomenti che siamo soliti trattare, Social Media per l’appunto, oggi vi vogliamo parlare di questo recente sondaggio che Heart+Mind Strategies, agenzia di comunicazione americana, ha condotto tra il 12 e il 15 Dicembre 2013, sulla base di 1.013 persone (501 uomini e 512 donne) di età superiore ai 18 anni. Scopo del sondaggio era capire come gli utenti che usano i Social Media si comporteranno nel 2014. Tenuto conto della recente ricerca di Pew Research che a fine anno ha pubblicato dati secondo cui il 73% degli utenti internet americano usa i Social media, questo sondaggio risulta ancora più interessante. E anche se  non interessa strettamente noi italiani, crediamo che sia utile comunque conoscerlo insieme.

    Il sondaggio mette in evidenza che il 72% degli intervistati ha deciso che nel 2014 userà i Social Media in maniera diversa, ma come? Semplicemente ritornando alle origini, alle origini di quello che era il senso vero dei social network, ossia mantenere e costruire nuove relazioni tra persone. Forse vi potrebbe apparire banale, ma riflettendoci non lo è. E se con l’aiuto dell’infografica guardiamo meglio le risposte alle domande poste dal sondaggio, allora il tutto diventa più lineare anche con qualche sorpresa.

    Quindi, le prime tre cose che gli utenti Social Media intervistati voglio fare sono:

    • restare in contatto con la famiglia (56%);
    • restare in contatto con amici (55 %);
    • riallacciare rapporti con vecchi amici con cui negli anni si sono persi i contatti (32%).

    Risposte che come detto prima potrebbero apparire banali, ma viste nell’ottica in cui i Social Media si sono evoluti negli anni introducendo sempre nuove attività che alla fine finiscono per distrarre e distogliere quasi l’attenzione rispetto a quello che è lo scopo per cui i social network sono nati, ossia mettere e mantenere in contatto le persone.

    Dopo le cose che voglio fare, ecco le cinque cose che gli utenti Social Media vogliono fare meno nel 2014:

    • leggere i commenti di celebrità, sportivi o politici (38%);
    • trovare il proprio partner (30%);
    • perdere tempo (27%);
    • leggere i commenti di aziende o brand (26%);
    • controllare o raccogliere informazioni sugli altri (22%).

    Di conseguenza, nel 2014, le persone hanno forse intenzione a curare la propria intimità, le proprie relazioni dirette, curandosi meno di tutto il resto, di quel “rumore” di cui si parlava all’inizio che spesso diventa anche assordante. E sempre richiamandoci allo studio di Pew Research da cui è venuto fuori che il 73% degli utenti americano usa i Social Media, di cui il 42% usa due o più tra Facebook, LinkedIn, Pinterest, Twitter e Instagram, questo sondaggio non ci dice che gli utenti intervistato useranno meno i Social Media nel 2014, ma li useranno meglio, ritornando un po’ alle origini. Più qualità nelle relazioni che non quantità rumorosa.

    Da questo sondaggio è utile comunque fare qualche considerazione dal lato business, rivolto alle aziende che usano i Social Media e che nel 2014 vorranno farlo ancora meglio. L’insegnamento principale è quindi quello di fare attenzione alla qualità con cui utilizzate questi strumenti, meglio dunque dotarsi di una strategia orientata a questo obiettivo rispetto a tante attività che forse potrebbe rivelarsi poco produttive se non proprio inutili. Quindi, val la pena di:

    • concentrarsi sulla qualità delle vostre conversazioni: gli utenti tenderanno ad eliminare il superfluo, di conseguenza non serve tempestare di post o di tweets, meglio crearne di meno ma di qualità;
    • concentrarsi sulle relazioni: aiutare quindi i vostri interlocutori ad usare i social media per ottenere ciò che vogliono, ossia mantenere e costruire le proprie relazioni. E questo è possibile anche comunicando al meglio, dal punto di vista della qualità, i vostri prodotti o servizi.

    Siamo sicuri che questo sondaggio abbia suscitato già molto la vostra curiosità e la vostra attenzione e noi siamo davvero interessati a conoscere il vostro parere, le vostre opinioni. Anche perchè il sondaggio ci dice che tra quello che voglio i “millennials” e i “social media addicted” da questo 2014 non c’è molta differenza nelle risposte, se non nell’ordine delle stesse.

    Allora voi che ne pensate?

    social-media-2014

    [divider]

  • LINE, prove tecniche di ascolto anche in chiave business

    LINE, prove tecniche di ascolto anche in chiave business

    line-app

    LINE, mobile app di messaggistica in forte crescita, nei giorni scorsi ha effettuato un sondaggio sulla piattaforma chiedendo agli utenti di rispondere ad una domanda semplice: “Quale personaggio TV italiano ti piace di più?”.  Le risposte arrivate sono state 220 mila, dimostra che questo potrebbe rivelarsi un utile strumento per le aziende

    LINE da quando è sbarcata in Italia sta non solo crescendo nella diffusione e nell’utilizzo tra gli utenti, ma sta mettendo in pratica anche strategie di engagement sulla piattaforma, in modo da coinvolgere sempre di più gli utenti. E l’esperimento fatto nei giorni scorsi ne è la prova. In pratica, attraverso l’account LINE Italia si poneva una semplice domanda agli utenti italiani e la domanda era questa: “Quale personaggio TV italiano ti piace di più?“. Bene in pochi giorni sono arrivate 220 mila risposte da altrettanti utenti, un bacino davvero interessante di utenti per lo più giovani che hanno interagito subito con la piattaforma. Gli utenti hanno alla fine premiato Paolo Bonolis, risultato il più votato, ma anche Gerry Scotti e Fiorello sono stati molto votati e non mancano personaggi come Marco Bocci, Emma Marrone e Paolo Ruffini. I primi dieci classificati comprendono:

    1.       Paolo Bonolis
    2.       Gerry Scotti
    3.       Fiorello
    4.       Raul Bova
    5.       Checco Zalone
    6.       Maria De Filippi
    7.       Marco Bocci
    8.       Emma Marrone
    9.       Paolo Ruffini
    10.   Belen Rodriguez

    Con questa attività dimostriamo ancora una volta che LINE non è solo un’app di messaggistica”, sostiene Federica Calcaterra, Marketing Manager di LINE Italia, “ma una piattaforma di comunicazione in grado di coinvolge attivamente gli utenti più di qualsiasi altro social network. In un mercato dove tante applicazioni vengono scaricate e poi abbandonate nel giro di pochi giorni, siamo contenti di vedere come, anche in Italia, gli utenti Line rispondano sempre con entusiasmo a tutte le nostre iniziative.”

    Il sondaggio condotto da LINE Italia si è svolto in modalità “On air”: per partecipare, gli utenti dovevano semplicemente rispondere via Chat alla domanda inviata dall’Account Ufficiale di LINE Italia. Attraverso un semplice sistema di CMS tutte le risposte venivano registrate in tempo reale ed elaborate per arrivare a comporre la classifica finale.

    LINE-Italia-on-air

    LINE si prepara quindi a diventare anche uno strumento di marketing innovativo per le aziende che cercano un rapporto più diretto con i propri consumatori: aprendo un Account Ufficiale su LINE anche i brand potranno lanciare sondaggi, veicolare concorsi ed inviare agli utenti LINE messaggi di testo e audio, sticker, foto, video e coupon promozionali, tutto rigorosamente via chat. Insomma, l’esperimento promette di estendere gli orizzonti della messaggistica così come la conosciamo, promettendo nuovi risvolti utili anche per strategie di business. Staremo a vedere gli sviluppi.

    Intanto, ci piacerebbe sapere anche la vostra opinione!

    [divider]

  • Community Manager in Italia 2013, sondaggio dell’Università di Salerno

    Community Manager in Italia 2013, sondaggio dell’Università di Salerno

    E’ disponibile da oggi il sondaggio sul Community Manager in Italia del 2013, promosso dall’Università Degli Studi di Salerno nell’ambito del progetto ‘WEB irRADIandO’, presentato da Unis@und – webradio ufficiale dell’università. Si tratta di una nuova versione del sondaggio realizzato lo scorso anno, riveduta e corretta alla luce dei cambiamenti avvenuti nel settore della Comunicazione e dell’Advertising digitali

    Nel 2012 avevamo già visto come la figura del Community Manager avesse trovato una sua dimensione professionale e fosse annoverata tra gli ingredienti di una efficace strategia di comunicazione aziendale.
    Si era infatti delineato, attraverso il sondaggio realizzato nel Febbraio del 2012, il profilo di un professionista trentenne con un salario medio di 18.000 euro annui, ottimo conoscitore del brand di riferimento e che in prevalenza lavora in agenzia o come freelance, svolge un tipo di lavoro rivolto al B2C, si occupa prevalentemente di Content Creation, Analitycs e Reporting, e Customer Service e come piattaforma utilizza prevalentemente Facebook.

    Nel 2013 si registra un importante trend positivo nel panorama internazionale dell’advertising:  un aumento degli investimenti nel digital advertising, in particolare del 3% nel 2013 ed in previsione del 6% per il 2014. Sir Martin Sorrell, CEO del Gruppo WPP (Wire and Plastic Products plc), sostiene addirittura, analizzando i trend in forte crescita, che il Digital Advertising nel 2018 raggiungerà ricavi tra il 40% e il 45%

    A Giugno di quest’anno è stato inoltre pubblicato lo “State of Community Management”, il report annuale in cui il Community Roundtable, un network di CM ed esperti di social media, riporta la situazione del Community Manager americano in relazione con il suo rapporto con le aziende. Il report è stato infatti realizzato con l’intento di aiutare le aziende nella definizione dei budget dedicati a queste attività, nella programmazione delle proprie iniziative e nella definizione di obiettivi adeguati. Da questo studio si evincono alcuni tratti fondamentali dell’attività di community management negli USA: nella figura del community manager sono fondamentali le competenze relazionali, meno quelle tecniche; la retribuzione media è in crescita (negli USA è di 65 mila dollari l’anno); l’utilizzo di più Community Manager aumenta la proporzione dei contributori ai contenuti del brand, sfatando il mito del 90-09-01, secondo cui su Internet il 90% degli utenti si limita a fruire dei contenuti, il 9% interviene a modificarli e solo l’1% crea dei contenuti originali.

    L’Università degli Studi di Salerno, che da tempo si occupa di tematiche relative alla partecipazione ed all’educazione giovanili in particolare in relazione alla Comunicazione Digitale attraverso il progetto  ‘WEB irRADIandO’, presentato da Unis@und – webradio ufficiale dell’università e finanziato dal 2011 dal Ministero della Gioventù, ha individuato l’importanza della figura del Community Manager e in particolare l’esigenza di comprendere meglio le dinamiche di questa professione, in relazione allo scenario internazionale sopra descritto ed in virtù delle prospettive future che possono nascere in un momento così delicato per il nostro Paese. Da questa esigenza è nata l’idea di rivedere il sondaggio sul Community Manager italiano e farne una versione attuale, i cui risultati saranno presentati alla Live Conference “COM:UNI:CARE” sulla Comunicazione Digitale dell’Università degli Studi Di Salerno che si terrà al Campus ed in live streaming nei primi giorni di Ottobre, i cui dettagli saranno presto disponibili su InTime.

    Come si è evoluto in Italia il Community Manager e quali prospettive ha?

    Lo comprenderemo attraverso i risultati del sondaggio a cui tutti i Community Manager sono chiamati a rispondere, risultati che verranno presentati durante l’evento COM:UNI:CARE Live Conference.

    Caro CM, adesso sta a te raccontarci la tua esperienza, senza peli sulla lingua! (il questionario resterà in forma anonima! ;) )

    Compila il sondaggio ed invia il link ai tuoi colleghi!

    P.s. se sei anche un Blogger puoi partecipare anche al sondaggio sul “Stato dei Blog in italia nel 2013” promosso sempre dall’Università di Salerno ;)

  • Lo Stato dei Blog in Italia 2013 [Sondaggio]

    Lo Stato dei Blog in Italia 2013 [Sondaggio]

    L’Università di Salerno, nell’ambito del progetto “WEB irRADIandO”, realizzato da Unis@und, la web radio ufficiale dell’Università, lancia oggi il sondaggio “Lo Stato dei Blog in Italia 2013”, allo scopo di indagare la blogosfera italiana. In particolar modo, la ricerca è orientata a capire come i blog in Italia riescono a realizzare forme di guadagno in grado di sostenere le attività

    Non molto tempo fa si diceva che il Blog fosse morto e che sarebbe stato superato dall’Era dei Social Media. Ma invece il Blog è ancora qui, 16 anni compiuti, e dimostra ancora di essere un valido strumento per comunicare, condividere o anche fare attività di relazione, di informazione e, oggi, anche di business. Sono tanti i blog e i blogger che anche nel nostro paese si sono distinti per la loro originalità, per la loro capacità e che sono riusciti anche a diventare blogger di professione, ossia sono riusciti a farne un’attività lavorativa a tempo pieno. Ma ci sono poi tanti blog, la maggioranza, che trattano dei temi più disparati, aperti da semplici appassionati dello scrivere con la voglia di relazionarsi e di comunicare la loro passione.

    L’Università degli Studi di Salerno nell’ambito del progetto ‘WEB irRADIandO‘, presentato da Unis@und – webradio ufficiale dell’Università, del quale progetto farà parte anche la Live Conference “COM:UNI:CARE” sulla Comunicazione Digitale che si terrà al Campus di Salerno ed in live streaming nei primi giorni di Ottobre, (i cui dettagli saranno presto disponibili qui su InTime), ha sentito l’esigenza di indagare meglio la blogosfera italiana, lanciando il sondaggio che vi stiamo presentando, allo scopo di far emergere quella che è la realtà attuale sullo Stato dei Blog in Italia nel 2013.

    Il sondaggio, aperto a tutti i blogger italiani, è in forma anonima, nel senso che non saranno in alcun modo diffusi dati sensibili circa il blog nè tanto meno circa il blogger. Un aspetto che interessa molto indagare è come e quanto si guadagna facendo un’attività di questo tipo e, soprattutto, attraverso quali strumenti o attività si realizza questo guadagno.

    Insomma, si vuole misurare quanto la blogosfera italiana sia in grado di avviare un’attività e sostenerla.

    Il sondaggio può essere consultato a questo link e desideriamo coinvolgere il più alto numero di blogger. Quindi, se potete, vi chiediamo di condividere questo sondaggio per fare in modo che possa arrivare davvero a tutti.

    I risultati di questo importante sondaggio saranno poi presentati agli inizi di Ottobre (saremo più precisi nei prossimi giorni) all’interno, come dicevamo prima, della conferenza “COM:UNI:CARE”, durante la quale sarà presentata anche la ricerca sul Community Manager in Italia 2013.

    Grazie della vostra attenzione e partecipate numerosi!

    P.s. se sei anche un Community Manager puoi partecipare anche al sondaggio sul “Profilo del Community Manager in Italia nel 2013” promosso sempre dall’Università di Salerno

  • Social Minds, ricerca sull’utilizzo dei Social Media nelle aziende italiane

    Social Minds, ricerca sull’utilizzo dei Social Media nelle aziende italiane

    Vi segnaliamo questo interessante progetto di DML, Social Minds, una ricerca che si pone lo scopo di indagare sull’utilizzo dei Social Media all’interno delle aziende italiane. Si parte con un sondaggio rivolto alle Banche

    DML, società di consulenza e formazione in ambito marketing digitale, lancia questo gennaio Social Minds, un progetto di ricerca che intende analizzare il livello di adozione, utilizzo ed efficacia dei Social media per i processi di comunicazione, marketing e di business in generale da parte di alcuni specifici settori. Il primo settore oggetto della Ricerca sono le Banche, a cui seguiranno le Assicurazioni e gli istituti finanziari. Per lo svolgimento della ricerca Social Minds utilizzerà una metodologia innovativa, di tipo quali-quantitativo che coniuga le tecniche classiche di ricerca (analisi desk, panel online, sondaggio online, interviste in profondità con addetti ai lavori) con l’analisi delle conversazioni online sui temi di settore e la misurazione dell’efficacia dei canali social delle banche utilizzando strumenti di social media analytics.

    social minds

    Il 15 gennaio è stato lanciato un sondaggio online, disponibile a questo indirizzo: http://bit.ly/SocialMindsSurvey rivolto a tutti coloro che lavorano in banca, con un particolare riferimento a chi si occupa di marketing, comunicazione, customer service. A partire da febbraio verranno raccolti con una serie di interviste alcune case study significative del mondo bancario. Le banche che abbiano sviluppato qualche progetto sui Social Media, non necessariamente di marketing e comunicazione, sono quindi invitate a partecipare e a scrivere a info@socialminds.it per raccontare la loro esperienza; il loro racconto sarà inserito nel report conclusivo e la banca sarà invitata partecipare all’evento di presentazione dei risultati.

    Alle banche interessate a partecipare alla ricerca proponiamo tre possibili livelli e modalità di coinvolgimento al progetto:

    1. compilazione del sondaggio online
    2. intervista in profondità su progetti ed esperienze con i social media, nei 4 ambiti Marketing, Support, Innovation, Intelligence.
    3. sponsorizzazione dell’evento di presentazione dei risultati che si terrà a Milano nella prima metà di luglio 2013.

    In cambio della disponibilità e del tempo concesso daremo spazio e visibilità all’interno del report di ricerca con il racconto della propria esperienza social; partecipando anche alla survey online si ha la possibilità inoltre di ricevere in anteprima i risultati del sondaggio e ricevere l’invito per il Convegno di presentazione dei risultati della ricerca, previsto per luglio 2013.

    Per maggiori informazioni e per partecipare alla ricerca scrivete a: info@socialminds.it

    Riferimenti online:

    Sito web: www.socialminds.it

    FanPage: www.facebook.com/SocialMindsIT

    Twitter: @SocialMindsIT

  • Social Media, solo il 13% delle aziende li usa bene

    Social Media, solo il 13% delle aziende li usa bene

    In un recente sondaggio condotto da Nasdaq OMX e l’agenzia Ragan negli Usa viene rilevato che solo il 13% delle aziende intervistate ritiene di usare bene i Social Media, il 64% ritiene di dover imparare ancora molto. Facebook è lo strumento più usato, seguito da Twitter e da YouTube

    social_media_effortsSondaggio interessante quello che Nasdaq OMX ha condotto insieme all’agenzia americana Ragan allo scopo di vedere come le aziende Usa usano i Social Media per comunicare. L’indagine è stata condotta sulla base di 2.714 interviste coinvolgendo aziende della PA, Non profit e società con oltre 50 mila dipendenti, quindi parliamo di grandi organizzazioni aziendali. Ebbene  il risultato forse più interessante è che solo il 13% di queste aziende ritiene di usare bene i Social Media all’interno della propria organizzazione. Ma l’altro dato interessante è che il 64%, nettamente la maggioranza, afferma si di usarli ma di avere ancora molto da imparare. Il restante 23% si definisce newbie.

    Il motivo per cui quest aziende hanno cominciato ad utilizzare i Social Media all’interno della propria organizzazione sono diversi. Il primo, nell’87% dei casi, per aumentare la brand awarness, il secondo, nel 62% dei casi, per incrementare il traffico web, e il terzo, nel 61% dei casi, per migliorare la propria Reputazione.

    Dall’indagine viene fuori una certa discrepanza proprio nel cercare di rendere omogenea la strategia, l’azione da intraprendere sui Social Media per cercare di raggiungere l’obiettivo che ci si prefigge. In molti casi si è trattato di situazioni in cui è prevalsa una insufficiente preparazione all’uso dello strumento. Spesso hanno risposto di non riuscire a stare dietro alla grossa mole di informazioni da monitorare, di non riuscire a sfruttare al meglio la piattaforma che si sta usando. Ma anche le grosse aziende hanno problemi, in molti casi lamentano di non trovare tempo a sufficienza da dedicare ai SM e che in alcuni casi mancano delle strutture adeguate, nonostante gli sforzi.

    social_media_platformsTra gli strumenti più utilizzati, Facebook è di gran lunga quello più usato nel 91% dei casi; seguito da Twitter, 88%, da YouTube, 73% e da LinkedIn, 69%. Poi Google+, 33%, e Pinterest, 32%. Molti hanno anche risposto di usare Vimeo e di usare WordPress per il proprio blog aziendale. Tra questi strumenti, alcuni hanno segnalato anche Social Network molto localizzati come i russi Odnoklassniki, Mail.ru  e VKontakte, oppure come i cinesi Sina Weibo, Renren, e Youku. Pensate che in alcuni casi si è verificato un divieto d’uso di alcuni social network all’interno di qualche azienda e tra questi c’è anche Pinterest. E sempre per quanto riguarda Pinterest, in alcuni casi viene indicato, insieme ad Instagram, lo strumento su cui l’azienda punterà nei prossimi anni.

    Molti lamentano che ormai gli strumenti sono troppi e per questo non si riesce a starci dietro. Come abbiamo sempre sostenuto, è bene usare gli strumenti che più sono in linea con la strategia da seguire, ma sostenere che ci sono tanti strumenti e conviene usare sempre gli stessi non è corretto. Si rischia di non raggiungere in effetti il pubblico desiderato. Per questo conviene comunque provare ad usarli e poi sulla base di questo privilegiare quelli dai quali si ottengono maggiori risposte in linea con gli obiettivi.

    Da questo quadro si desume che nonostante i buoni propositi e investimenti, c’è ancora molto da lavorare. E’ necessario avere una formazione adeguata, altrimenti tutti gli sforzi saranno vani ed è comunque necessario, quando possibile, aumentare gli investimenti in tal senso.

    E’chiaro che questo sondaggio fa riferimento agli Usa, ma siamo sicuri che ci sono molte similitudini con il mercato italiano. Sarebbe il caso di conoscere meglio le proporzioni. E per far questo cominciate col raccontarci la vostra esperienza di uso dei Social Media nella vostra azienda.