Tag: televisione

  • Advertising in calo anche nel primo semestre 2011

    Gli investimenti pubblicitari continuano nel segno negativo nei primi sei mesi del 2011. Dopo il calo evidenziato nelle precedenti rilevazioni, anche a giugno viene confermato il trend negativo.

    Nielsen logoGiugno è stato un mese particolarmente negativo per quanto riguarda il mercato pubblicitario. Da una parte il confronto con il giugno 2010, mese nel quale si disputavano i mondiali di calcio, dall’altra i primi sentori delle difficoltà finanziarie che hanno investito l’Italia nel corso dell’estate, hanno prodotto una contrazione dell’advertising che, nel singolo mese, ha coinvolto tutti i settori trainanti del mercato pubblicitario con l’eccezione di cura persona (+5,1%) e farmaceutici/sanitari (+10,8%). Considerando il semestre la variazione rispetto al 2010 è stata del -4,2% considerando anche le tipologie commerciale locale, rubricata e di servizio. Il valore complessivo dell’advertising nei primi sei mesi del 2011 è stato di poco superiore ai 4,5 miliardi di euro. Gli eventi di questa estate che hanno portato OCSE e Fondo Monetario a rivedere al ribasso le precedenti stime di crescita del PIL, freneranno molto probabilmente anche la ripresa del mercato pubblicitario auspicata per la seconda parte dell’anno. (altro…)

  • Advertising ancora in calo, negativi i primi quattro mesi del 2011

    Sono negativi i dati relativi all’Advertising nei primi quattro mesi del 2011, comparati ai dati del 2010,secondo Nielsen. Un dato che avevamo già evidenziato nei mesi scorsi e che non è cambiato. Le previsioni dicono di un certo miglioramento verso fine anno. Intanto, Internet è sempre positivo.

    Nielsen logoAnche il secondo trimestre del 2011 si apre con una lieve flessione degli investimenti pubblicitari. Nel singolo mese di aprile la contrazione rispetto al 2010 è pari al -1,4%. Nei primi quattro mesi dell’anno il valore complessivo dell’advertising rilevato da Nielsen è stato di poco superiore ai 2,9 miliardi di euro con una variazione del -2,6% rispetto all’anno precedente. A livello di mezzi internet è l’unico che cresce nel primo quadrimestre, mentre nel singolo mese di aprile si registra una leggera ripresa per tv, periodici e cinema. Tra i settori merceologici pesa molto il calo delle aziende del comparto alimentari e telecomunicazioni. Automobili è l’unico in crescita tra i settori più importanti nel mercato pubblicitario. Nel corso dell’anno la situazione del mercato migliorerà progressivamente, ma la chiusura rispetto al 2010 sarà comunque negativa. (altro…)

  • Advertising in calo nei primi due mesi del 2011

    Advertising in calo nel primo bimestre del 2011, dopo una fase di stabilità. Vanno male Tv e stampa, mentre vanno meglio internet, radio e direct mail.

    Inizio non particolarmente brillante per il mercato pubblicitario italiano che chiude il primo bimestre in negativo: a totale pubblicità il cumulato gennaio – febbraio 2011 mostra una variazione del -2,0% rispetto allo stesso periodo 2010. I risultati di  televisione e stampa, rispettivamente – 0,5% e -7,4% (considerando pubblicità nazionale, locale e altre tipologie rilevate), influenzano la variazione totale del bimestre, buone notizie arrivano dagli altri principali mezzi in particolare internet (+15,5%), radio (+1,0%) e direct mail (+2,1%). (altro…)

  • Report sui social network, occasione sprecata

    Grande dibattito sulla rete a proposito della puntata di ieri di Report dedicata ai social network e alla rete. Direi, come tanti, un’occasione sprecata, soprattutto per l’approccio all’argomento

    Stamattina sulla rete, ma già da ieri sera su twitter (#report), non si parla d’altro che della puntata di ieri sera di Report (Raitre) dedicata al mondo dei social network e del web. Con lo scopo di dare qualche consiglio utile, Milena Gabanelli, brava giornalista, sempre attenta e scrupolosa, stavolta non ha fornito affatto un bel “Report”. E’ mancato secondo me l’approccio giusto, quindi è mancata una profonda conoscenza dell’argomento, che di solito caratterizza l’argomento della puntata. Ma si è anche evidenziato il fatto che ogni qualvolta che la televisione o la stampa si avvicina ad argomenti che riguardano la rete, ecco che ci si rivolge alla rete con una certa approssimazione di fondo. Come se tutto fosse un pò appannato. (altro…)

  • Advertising stabile a gennaio, male la stampa

    Advertising stabile nel primo mese del 2011, fanno meglio internet e il direct mail. Rallentano la loro marcia la radio e la tv, va male la raccolta pubblicitaria sulla stampa.

    Dopo l’ottima chiusura del 2010 e dell’ultimo trimestre in particolare, il mercato pubblicitario frena nel primo mese del 2011. Considerando tutte le tipologie la variazione rispetto al gennaio 2010 è minima (-0,1%) ed è frutto dell’andamento della tv, che cresce solo del +1,6% dopo l’ottimo risultato dello scorso anno, e del perdurare delle difficoltà per la stampa. Ancora crescite a due cifre per  internet e direct mail. Tra gli altri mezzi solo cards è andata meglio rispetto al 2010. (altro…)

  • Advertising in crescita, gennaio-ottobre 2010 a +3.8%

    Nel periodo gennaio – ottobre 2010, con un fatturato complessivo che sfiora i sette miliardi di Euro, la crescita rispetto al 2009 è del +3,8% considerando tutte le tipologie pubblicitarie. Considerando la sola pubblicità commerciale nazionale l’aumento rispetto ai primi dieci mesi dello scorso anno è addirittura del +4,7%.

    L’ultimo trimestre del 2010 comincia con un dato positivo per il mercato pubblicitario. La variazione di ottobre 2010 rispetto allo stesso mese del 2009 è di poco inferiore al +1% ma, alla luce delle previsioni molto caute per il trimestre in corso, questo risultato può essere accolto come un segnale di fiducia verso la comunicazione da parte delle aziende, nonostante il contesto economico ancora così difficile. (altro…)

  • Iab 2010, il futuro tra social network e mobile

    Prima giornata del IAB 2010 e subito interessante intervento di Roberto Binaghi, presidente Iab, che fa i conti sul mercato pubblicitario di oggi e indica le sfide del futuro: social network e mobile.

    IAB Forum MIlano 2010

    Interessante intervento di Roberto Binaghi, presidente Iab, dal titolo “Tra futuro e presente”, nella prima delle due giornate dedicate al mercato pubblicitario in Italia, durante la quale ha fatto un pò il punto della situazione del mercato pubblicitario ad oggi e ha tracciato quelle che dovranno essere le prossime sfide per crescere. Binaghi ha aggiunto anche che il web oggi si trova in uno stato in cui può e deve capitalizzare, si è giunti ad un livello di maturità tale per farlo. Ma guardiamo meglio il contenuto della presentazione.

    Il mercato sul web in Italia oggi cresce e su questo blog, grazie al materiale messoci a disposizione da Nielsen, abbiamo sempre testimoniato questa tendenza, che è reale. Il mercato pubblicitario sul web oggi cresce più degli altri, + 15% nel 2010, superando altri mercati potenzialmente più forti e consolidati, come la televisione (+5.1&), le affissioni (+6.2%) e la radio (+7.4%). E nei prossimi tre anni si prevede che il mercato del web crescerà mantenendo questo tasso del 15% per i tre anni a seguire. Numeri che cominciano a pesare.

    Ma nonostante questa crescita nel nostro paese, il mercato Italiano è ancora indietro se paragonato agli altri paesi. Infatti, mentre le previsioni che ci riguardano parlano di una crescita del 15% al 2013, come dicevamo, negli altri paesi le previsioni per lo stesso periodo sono più alte e vediamo: Usa al 2013, +22%; Uk, +30%, la previsione più alta; Germania, +23%; Francia, +22%; Spagna, +20, che farebbe registrare uno dei tassi più alti. Ancora una volta siamo indietro, anche se le possibilità di crescita ci sono e le condizioni potrebbero cambiare. Ma quali sono i motivi?

    Le motivazioni secondo Binaghi, sono esogene, come problemi infrastrutturali, gap culturale che determinano dei veri e propri freni alla crescita, ed endogene, come gap formativo, sui quali bisognerà fare molti sforzi. Analizzando meglio me lotivazioni esogene, si diceva di problemi strutturali, allora si parla di problemi di connessione, di banda larga, di wi-fi. Sappiamo bene di questi problemi e su questo blog ne parliamo spesso. Il caso emblematico è la situazione del wi-fi nel nostro paese, vedi la situazione che si è creata con il decreto Pisanu. E lo è ancora di più se la paragoniamo ad altri paesi. Infatti, mentre nel nostro paese i punti di accesso wi-fi sonoo 4,000, in UK sono 28,000; in Francia sono 30,000 e negli Usa sono 75,000. Basta solo guardare questi dati per avere già la risposta.

    Esiste poi il problema culturale verso il web, su cui, credo, nessuno possa obiettare. E’ evidente che in Italia ci sono ancora delle resistenze di tipo culturale verso tutto cio che riguarda il mondo del web, che determina questa situazione di arretratezza rispetto ad altri paesi. Binaghi cita ad esempio il gap di accessibilità over 55, evidenziano come in questa fascia di età si sia ancora molto indietro, il dato del 16% parla chiaro ed evidenzia ancora di più i limiti in questo senso se rapportato al dato dell’Olanda, 67%, o della Svezia, 65%. La media europea è del 36%. E’ necessario che ci si apra di più verso il web, a cominciare da questi dati, che evidenziano come nel nostro paese si faccia veramente poco: stiamo meglio di Cipro, ma non è una consolazione!

    Settori IAB 2010

    Veniamo ora a quelli che sono i settori che più investono sul web e quelli che lo fanno meno. C’è da dire subito, lo sottolinea Binaghi, il mercato pubblicitario sul web in Italia è molto concentrato, nel senso che pochi clienti investitori realizzano l’80% della raccolta pubblicitaria. E’ ancora un mercato in mano a pochi, senza dubbio. E guardando ai settori merceologici si vede che ci sono settori che sono molto presenti sul web come le Telecomunicazioni o Finanza Assicurazioni, ma ce ne sono altri che sono molto meno presenti, come Abbigliamento e Alimentari. Settori questi ultimi che strutturando le loro campagne pubblicitari considerano ancora poco il web, il 12% per entrambi. Bevande e alcolici ancora meno con il 10%. Se poi guardiamo alla quota di mercato, vediamo che appunto Abbigliamento, Alimentari detengono il 2% e l’1% del mercato, mentre i Servizi professionali arrivano al 40% del totale.

    Binaghi sottolinea più volte che il web ha oggi il siritto di meritare una posizione migliore di quella di oggi. Con un mercato internet che tocca 33 milioni di famiglie, con il mercato delle connessioni remote, smartphone in forte crescita, con 24 milioni di italiani che si connettono, il web in Italia merita una collocazione migliore. E allora ecco che Binaghi arriva a descrivere le prossime mosse del web nel nostro paese. Continuare a correre, “a pattinare verso il futuro”, usando la metafora del pattinatore sul ghiaccio, ma “provare anche a sedersi sul ghiaccio come fa l’hockeista, sicuro di sè” e capitalizzare, cosa che non si è fatta ancora. Sarà questa una mossa giusta, cioè si è veramente in una condizione di maturità tale che oggi il web nel nostro paese possa permettersi di capitalizzare? Se è così lo vedremo presto. E infatti Binaghi indica quali sono le strade da seguire per il futuro: Social Network e Mobile.

    Con milioni di persone che ogni giorno si connettono su diverse piattaforme, in Italia su 24 mmilioni di persone connesse 20 di questi frequenta social network. Con tempi di permanenza ad ogni connessione che sono molto alti. Ora il mercato pubblicitario ha creduto poco sulle diverse piattaforme, nonostante il grande bacino di utenza a disposizione. Binaghi invita quindi a concentrarsi su questo, viste le enormi potenzialità

    E poi c’è il mercato del Mobile. Nel 2012 si prevede che il mercato delgi smartphone supererà quello dei pc. E nel nostro paese è un mercato che sta avendo una crescita straordinaria e anche in questo caso il mercato pubblicitario ha investito poco. Così come si potrebbe fare sul mercato dei Tablet, com iPad e suoi competitors. Si prevede che nel 2014 si venderanno 210 milioni di tablet, un altro bel bacino potenziale per il mercato.

    Le prossime sfide che attendono il mercato pubblicitario sul web sono decisamente interessanti. E per far questo bisogna comunque che ci siano le condizioni per cui ciò avvenga. La situazione tracciata dal presidente di IAB è quella che va di pari passo con la crescita del web nel nostro paese, sotto un profilo strettamente culturale. Da qui, con una maggiore consapevolezza della rete, la possibilità di una maggiore diffusione e di una maggiore crescita per tutto il paese. Tutte cose che apprezziamo, ma che aspettiamo alla prova dei fatti, perchè non si vorrebbe un web effimero, legato solo a particolari momenti oppure a trumenti che non portano alla crescita. Allora ben venga una strategia che passa anche dalla pubblicità, in quanto fattore di crescita e di diffusione.

  • Se la TV non informa, ci pensa il Web

    Sembra che la TV da un pò di tempo non sappia più fare TV, meglio informazione. Tra par condicio e divieti vari, la TV dimostra di non essere libera. Allora meglio puntare sul web.

    Negli ultimi tempi davanti alla crescita sostenuta del web in generale, soprattutto come mezzo di informazione alternativo, si notava l’incontrastato dominio della TV come mezzo di comunicazione per eccellenza. Sicuramente per quello che rappresenta, per la diffusione estesa, la televisione per gli italiani è insostituibile mezzo per avere informazioni su ciò che acade in casa propria ma anche nel mondo. Ebbene, da un pò di tempo la TV ha smesso di fare TV. (altro…)

  • Roberto Saviano, evento comunicativo

    Roberto Saviano in Tv su RaiTre in prima serata a Che tempo che fa di Fabio Fazio a raccontare i suoi ultimi  tre anni di vita vissuti sottoscorta dopo il grande successo di Gomorra

    gomorraGià il fatto stesso di dedicare una prima serata ad un tema così scottante ha dell’incredibile. Se poi questo tema scottante, la camorra e tutte le mafie, lo racconta proprio Roberto Saviano allora vuol dire che siamo di fronte ad un vero e proprio evento. Ed in un periodo in cui la televisione italian si distingue per il proliferare di reality di ogni sorta, ecco che questo momento acquista una valenza molto importante.

    Tutti conosciamo Roberto Saviano, abbiamo avuto modo di conoscerlo soprattutto per il suo libro, Gomorra, dove racconta quella che è oggi la camorra in Campania. Ma Saviano, ed è questo l’aspetto che voglio sottolineare, ha affrontato l’argomento raccontandolo in un modo diverso se vogliamo. Dal punto di vista comunicativo è stato ineccepibile. E’ riuscito a raccontare attraverso ritagli di giornali locali, fotografie la camorra cercando di coinvolgere il più possibile l’ascoltatore. Spiegando titolo per titolo cosa si volesse comunicare e ilperchè di quelle parole. Leggere il libro, leggere quei fatti pone il lettore, soprattutto quello più ignaro di cosa possa essere il fenomeno malavitoso, ad uno sforzo, se vogliamo anche notevole. Vedere il racconto supportato di immagini, di ritagli di giornale che hanno dell’incredibile, ma che ben rappresentano la società in cui i fatti si svolgono, ecco che il tutto sembra avere più consistenza, più forza.

    Saviano ha più volte sottolineato il fatto che la stampa nazionale ha spesso taciuto su questi episodi. E con il suo racconto da Fazio ha voluto che quelle vittime innocenti avessero una storia. Che trovassero in qualche modo una rivalsa. Ha tenuto una vera e propria requisitoria contro la stampa che spesso ha taciuto su fatti di tale rilevanza: “Silenzio colpevole che non permette di capire”, ha sottolineato lo scrittore.

    Sono convinto che serate come queste sono utili, anche se molto rare di questi tempi. Raccontare un argomento come questo non è facile e quindi plaudo alla scelta comunicativa con cui Saviano ha voluto narrare la sua storia che è anche storia di tutti noi.