Tag: televisione

  • Sorpasso dello streaming sulla Tv, un passaggio epocale

    Sorpasso dello streaming sulla Tv, un passaggio epocale

    Secondo Nielsen, a maggio 2025 lo streaming ha superato per la prima volta la TV tradizionale negli USA, raggiungendo quasi il 45% del tempo di visione. Un sorpasso storico che ci dice molto più di quanto sembri: cambia il modo in cui ci informiamo, ci intratteniamo.

    Negli ultimi anni, il modo in cui fruiamo dei contenuti video è cambiato radicalmente.

    Secondo gli ultimi dati Nielsen, a maggio 2025 lo streaming ha rappresentato il 44,8% del tempo totale trascorso davanti allo schermo negli Stati Uniti. Per la prima volta, ha superato la somma delle due principali forme di televisione tradizionale: via cavo e in chiaro.

    Un dato che non lascia spazio a dubbi: lo streaming non è più un’alternativa. È diventato il modo principale con cui le persone si informano, si intrattengono e scelgono cosa vedere.

    Ma cosa significa davvero questo sorpasso?

    Significa che non guardiamo più la TV come una volta. E non si tratta solo di tecnologia. È in atto un cambio culturale profondo. L’utente oggi è protagonista, sceglie quando, come e cosa guardare. Non esiste più il vincolo del palinsesti; non c’è più l’attesa per il programma delle 21. O delle 20:30 per chi lo ricorda. Tutto è on demand. Sempre.

    Non è un caso che le piattaforme più popolari, da YouTube a Netflix, da Twitch a TikTok, siano diventate nel tempo ecosistemi di attenzione, capaci di trattenere gli utenti per ore grazie a un flusso continuo e personalizzato di contenuti.

    Sorpasso dello streaming sulla Tv, un passaggio epocale
    Sorpasso dello streaming sulla Tv, un passaggio epocale

    E questa trasformazione non riguarda solo l’intrattenimento.

    Sempre più persone si informano tramite live streaming, notizie commentate in diretta, creator che costruiscono formati originali dove informazione e opinione si fondono. La differenza tra chi fa TV e chi fa streaming è ormai sempre più sottile. In molti casi, è del tutto svanita.

    Non è più la TV a dettare il tempo dell’informazione o del racconto. È lo streaming a dettare il tempo dell’attenzione.

    Un tempo si diceva “ci vediamo in TV”. Oggi si dice “seguimi in diretta” o “trovi tutto sul mio canale”.

    È il trionfo della logica personalizzata, ma anche della disintermediazione portata forse all’estremo.

    I creator parlano direttamente alle community, saltando tutta la filiera editoriale classica. E in questo scenario, la TV tradizionale – se non evolve – rischia di diventare marginale.

    Naturalmente non tutti gli utenti sono migrati completamente. I contenuti sportivi in diretta e gli eventi di massa continuano ad avere un peso in TV. Ma anche lì, lo streaming avanza. Basti pensare a quanto sia centrale oggi Amazon Prime Video per il calcio o le mosse aggressive di Disney+ per accaparrarsi diritti sportivi.

    In questo scenario, resta da capire se questo sorpasso è solo numerico o se diventerà strutturale, anche nel modo in cui raccontiamo il mondo.

    Perché lo streaming è veloce, adattivo, iper-personalizzato. Ma rischia anche di essere più frammentato, più polarizzato, più schiavo dell’algoritmo.

    La sfida oggi non è solo quella dell’audience. È la sfida della qualità. Se il tempo dell’attenzione si è spostato sulle piattaforme, la responsabilità di chi le popola è ancora più grande.

    Vi invito ad ascoltare l’episodio sul mio canale YouTube, che vi invito a seguire, e anche su Spotify che trovate qui sotto.

  • Ci informiamo sui social media, ma non ci fidiamo

    Ci informiamo sui social media, ma non ci fidiamo

    I social media hanno superato la TV come mezzo principale per informarsi, ma la fiducia verso queste piattaforme è molto bassa. Il rapporto AGCOM ci restituisce la fotografia di una informazione debole e la conferma dell’algoritmo del proprietario.

    Secondo quanto emerge dall’Osservatorio annuale sul sistema dell’informazione 2025 pubblicato da AGCOM, nel 2023 i social media hanno superato la televisione come principale mezzo di informazione per gli italiani.

    Si tratta di un sorpasso che possiamo definire storico. E che segna una svolta nel modo in cui le persone si informano quotidianamente.

    Va detto che questo primato non si accompagna a un incremento della fiducia da parte degli utenti. Al contrario, i social si confermano tra le fonti ritenute meno affidabili.

    E qui siamo nella dimensione del paradosso, o quasi.

    Come si informano gli italiani: il ruolo crescente dei social media

    Nel dettaglio, il rapporto evidenzia che:

    • il 19,8% degli italiani utilizza i social media come primo strumento per accedere all’informazione online;
    • seguiti da motori di ricerca (17,9%) e siti di quotidiani/periodici (11,8%);
    • il 50,5% degli utenti iscritti a social media dichiara di venire a conoscenza delle notizie sui social prima che da qualsiasi altro mezzo.

    Con questi numeri, i social media superano la televisione, che si attesta al 46,5% come uso informativo nel giorno medio, in calo costante rispetto al 67,4% del 2019.

    Interazioni superficiali e partecipazione limitata

    Il rapporto AGCOM evidenzia anche come gli utenti tendono ad avere un comportamento prevalentemente passivo rispetto all’informazione ricevuta sui social media:

    • il 43,4% si limita a cliccare sui link;
    • il 40,7% mette un like;
    • solo il 16,9% commenta, il 12,6% condivide e appena il 6,1% avvia una discussione;
    • il 25,1% non compie alcuna azione rispetto alle notizie visualizzate.

    Curiosamente, gli utenti over 65 si dimostrano spesso più attivi dei giovani nei commenti e nelle interazioni, a smentire il luogo comune di una fruizione più passiva da parte delle generazioni meno digitalizzate.

    Fiducia ai minimi storici per i social media

    Nonostante la centralità sempre maggiore nel consumo informativo, la fiducia nei social media resta bassa:

    • solo il 15,7% degli italiani esprime alta fiducia nei social come fonte d’informazione;
    • il 30,2% manifesta bassa fiducia;
    • i social si posizionano penultimi nella classifica delle fonti più affidabili, seguiti solo dalle piattaforme video;
    • anche tra i giovani (14-24 anni), che usano i social in modo intensivo, cresce il numero di chi non nutre fiducia in alcuna fonte informativa.

    La relazione tra uso e fiducia non è lineare: chi usa intensamente un mezzo tende ad averne più fiducia, ma nel caso dei social media questa correlazione è debole. Il dato appare ancora più significativo se confrontato con la fiducia nella televisione, che rimane alta soprattutto tra gli over 65 (44,5%).

    Un ecosistema informativo fragile e sbilanciato

    L’analisi di AGCOM conferma che l’informazione è sempre più mediata da piattaforme digitali. E che questo passaggio ha generato una informazione sempre più debole. Sempre più esposta a manipolazioni e a deformazioni.

    La prevalenza dei social nel ruolo di gatekeeper dell’informazione non garantisce qualità, affidabilità o trasparenza.

    Questa tendenza si inserisce perfettamente nelle riflessioni che sto affrontando negli ultimi mesi. Dall’erosione della fiducia digitale all’algoritmo del proprietario, fino alla crescente polarizzazione dell’informazione.


    Guarda il video:


    I social media diventano lo spazio principale dove l’informazione viene vista, ma non dove si costruisce fiducia.

    Il contenuto viene costruito solo per essere visto e non, banalmente, per informare e per generare opinioni e conversazioni.

    Un divario che continuerà ad allargarsi finché non verrà affrontato con responsabilità, tanto da parte delle piattaforme quanto da chi crea contenuti.

    Il quadro che emerge è chiaro. I social media sono oggi la porta d’accesso privilegiata all’informazione per milioni di italiani. Ma a questa centralità non corrisponde un riconoscimento in termini di autorevolezza.

    É necessario concentrarsi sulla costruzione di contenuti che siano effettivamente informativi e che puntino alla qualità. Resto sempre convinto, infatti, che il contenuto equivalga ancora alla Relazione. Ma serve recuperare qualità e abbandonare il concetto di quantità che tanto piace all’algoritmo del proprietario.

    [Immagine ci copertina realizzata da Franz Russo attraverso il modello di intelligenza artificiale generativa ChatGPT-4o]

     

  • Il doodle di Google è per i 90 anni della Televisione di Baird

    Il doodle di Google è per i 90 anni della Televisione di Baird

    Il doodle che vediamo da oggi online sulla home di Google rappresenta l’omaggio ai 90 dalla Prima apparizione della Televisione. Il 26 gennaio del 1926 l’ingegner John Logie Baird sperimentò con successo quello che ad oggi è considerato il primo esempio di TV.

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è l’omaggio ai 90 anni dalla prima apparizione della televisione. Il doodle che vediamo rappresenta fedelmente quello che era il primo esempio di TV realizzato dall’ingegnere scozzese John Logie Baird che realizzò nel 1925. La sperimentazione vera e proprio avvenne poi il 26 gennaio del 1926, quando venne effettuata la prima vera dimostrazione pubblica di trasmissione televisiva senza fili, di fronte a qualche decina di scienziati del Royal Institution e giornalisti invitati per l’occasione.

    google doodle prima televisione baird

    In quella che sembrava una “scatola”, le immagini in movimento rappresentavano solo delle silhouette, avevano quindi solo la doppia tonalità di grigio. Successivamente Baird riuscì a trasmettere a distanza immagini in movimento in bianco e nero. La trasmissione avvenne dal suo laboratorio alla stanza a fianco e rappresentava la ripresa del viso di William Taynton, un suo giovane collaboratore. La risoluzione verticale dell’immagine televisiva era di 30 linee e la frequenza delle immagini era di 5 immagini al secondo.

    Baird Televisione

    L’anno successivo alla sperimentazione, nel 1927, Baird con la sua “scatola” trasmise la televisione da Londra a Glasgow, quindi a 700 chilometri di distanza, attraverso una normale linea telefonica in cavo. Nel 1928, si tentò il passo più lungo realizzando la prima trasmissione televisiva transoceanica da Londra a New York. E sempre nel 1928 riuscì a trasmettere le prime immagini a colori.

    Quella di Baird è chiamata “televisione elettromeccanica”, l’apparecchio di ripresa delle immagini e quello di visione si basavano su un dispositivo elettromeccanico inventato il 24 dicembre 1883 da Paul Gottlieb Nipkow, detto appunto il “disco di Nipkow”. Il modello di Baird fu in seguito sostituito dalla televisione elettronica, commercializzata a partire dagli anni Trenta. Ma questo di Baird resta il primo vero esempio di televisione e Google, giustamente, lo celebra.

  • Più di 3 miliardi i video visti online dagli Italiani a Luglio 2012

    Più di 3 miliardi i video visti online dagli Italiani a Luglio 2012

    comScore e Demoskopea rivelano che a Luglio 2012 sono più di 3 Miliardi i Video online visti in Italia da quasi 24 milioni di spettatori (+22% in un anno). Ed è raddoppiato il numero di coloro che guardano TV o video da dispositivi mobili. Sono 6 milioni quelli che guardano almeno un video da Mobile

    Online-TVGli italiani cominciano a farci l’abitudine ormai. Infatti secondo l’indagine periodica condotta da comScore e Demoskopea, il partner ufficiale di comScore in Italia, sono stati sono stati 23,7 milioni gli italiani (+15 anni) che nel mese di luglio 2012 hanno visto almeno un video su internet utilizzando un computer da casa o lavoro, facendo registrare una crescita del 22% rispetto al dato dello scorso anno (19,4 milioni). Ancora più significativo l’aumento (+40%) del numero totale di video che ha superato i 3,1 miliardi rispetto ai circa 2,2 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. (altro…)

  • #TTT05, Radio e TV incontrano Twitter

    #TTT05, Radio e TV incontrano Twitter

    #TTT05 è ormai alle porte. Domani a partire dalle 18,30 cinque città Lecce, Roma, Bologna, Messina e Torino si collegheranno per dar vita all’evento #TTT05, Twitter Tips & Tricks, che tratterà l’argomento “Quando la TV e la Radio incontrano Twitter” con ospiti da Roma Francesco Soro e Marco Stancati

    #TTT05 Quando la TV e la Radio incontrano Twitter Argomento molto attuale e di grande interesse quello che sarà protagonista della nuova edizione, la quinta, del #TTT05, Twitter Tips & Tricks, corso e aperitivo social dedicato all’autoformazione avanzata e approfondimenti sull’uso di Twitter. “Quando la TV e la Radio incontrano Twitter“, il titolo della serata che inizierà a partire dalle 18,30 in contemporanea per la prima volta in 5 città, Lecce, Roma, Bologna, Messina e Torino. Sarà un’occasione per parlare di come due modi di comunicare così diversi, Twitter da una parte e TV e Radio dall’altra, in effetti nell’ultimo periodo si incontrano e si cercano spesso. Per la verità TV e Radio ultimamente cercano sempre di più di interagire soprattutto con Twitter, strumento più dinamico e diretto, per raggiungere e ascoltare le opinioni degli utenti. Un passaggio importante questo e, se ci provate a pensare, impossibile da praticare solo un decennio fa. (altro…)

  • “TV FAI-DA-WEB”, primo laboratorio italiano sui linguaggi delle web tv

    “TV FAI-DA-WEB”, primo laboratorio italiano sui linguaggi delle web tv

    Il laboratorio è ideato e promosso dalla cattedra di Semiotica dei nuovi media dell’Università di Bologna e dall’osservatorio e network Altratv.tv. Occasioni di formazione e confronto per i futuri professionisti dell’audiovisivo e per gli editori-videomaker creatori di web tv

    logo Tv Fai-da-webNasce “Tv fai-da-web”, il primo laboratorio universitario permanente dedicato ai format e linguaggi della web tv. Un laboratorio che diventa di fatto uno spazio di riflessione, analisi e sperimentazione ideato e promosso dalla cattedra di Semiotica dei nuovi media del Dipartimento di Discipline della Comunicazione dell’Università di Bologna e dall’osservatorio e network italiano delle web tv Altratv.tv. Un laboratorio rivolto agli studenti dell’ateneo bolognese, ma aperto anche a studiosi, appassionati e videomaker.

    Oggi le web tv ricalcano stili, formati e generi già usati dalla televisione generalista – osserva Giovanna Cosenza, docente di semiotica dei nuovi media all’Università di BolognaIl laboratorio vuole studiare la possibilità di inventare nuovi modi di fare televisione, partendo dall’osservazione sistematica e analitica di ciò che accade in rete non solo nell’ambito della produzione audiovisiva e del citizen journalism, ma anche nel mondo dei social media”.

    La rete italiana composta da centinaia di web tv è ormai più matura e la consapevolezza si rispecchia anche in una produzione seriale: iniziano a moltiplicarsi esperienze di web-series – precisa Giampaolo Colletti, fondatore di Altratv.tv – Questo laboratorio vuole indagare il fenomeno offrendo occasioni di crescita ai futuri professionisti e al contempo vuole fornire una bussola agli editori e videomaker”. 

    Il laboratorio prevede una parte teorica da svolgersi in aula e un tirocinio curricolare presso Altratv.tv, con la possibilità di ideare e scrivere per le direttea rete unificata”. Gli studenti che faranno una tesi d’esame o tesi di laurea sui format e linguaggi delle web tv entreranno a far parte della giuria che assegnerà il PremioTV fai-da-web” al miglior format web-visivo finora realizzato in Italia. Il premio sarà consegnato durante il meeting “Punto it: le Italie digitali fanno il punto”, promosso da Altratv.tv in collaborazione con Google, Eutelsat, Comune e Università di Bologna, che si terrà a Bologna dal 18 al 20 aprile 2012. Nelle prossime settimane sarà pubblicato il regolamento, il bando e il form online per l’iscrizione al contest.

    Per chiunque volesse maggiori informazioni sul laboratorio e per inviare il proprio cv al fine di svolgere il tirocinio, è possibile scrivere a info@altratv.tv, dove è attiva una segreteria organizzativa.

  • Top5 Xmas, le Top 5 dei creativi di Userfarm su Rai 5

    Top5 Xmas, le Top 5 dei creativi di Userfarm su Rai 5

    Seconda edizione di Top 5 programma Tv che sta andando in onda su Rai 5, in collaborazione con la social media company TheBlogTv, interamente realizzato in crowdsourcing , in onda in questi giorni fino al 6 gennaio. Un bell’esempio di come Tv, Web e creatività possono incontrarsi e interagire insieme

    topfive_rai5Al via Top5 Xmas la seconda serie di Top5, il programma per la tv realizzato attraverso il crowdsourcing video dai creativi di nuovitalenti.rai.it e userfarm.com. Dopo il successo della prima edizione, Top5, il programma TV di Rai 5 realizzato in collaborazione con la social media company TheBlogTV, torna sugli schermi della RAI con un ciclo di 15 puntate da 10 minuti dedicate al Natale. In onda dal 20 dicembre fino al 6 gennaio 2012 alle 16,50 su Rai 5. Se non vi è capitato ancora di vederlo, non perdetelo, in pochi minuti potrete vedere un mix di creatività, humour, web e tv in senso classico che prospettano un nuovo modo di fare Tv, sperimentale ma allo stesso tempo gradevole. Un anticipo di quello che potrebbe essere la Tv del futuro. (altro…)

  • Netizen 2012, ecco lo stato delle web tv in Italia

    Netizen 2012, ecco lo stato delle web tv in Italia

    Netizen 2012, il rapporto realizzato da Altratv, fotografa lo stato delle web tv in Italia. Crescono meno dello scorso anno, ma sono più mature con obiettivi più imprenditoriali, grazie anche ai social network, devices mobili e piattaforme di videosharing

    web tvCon il 2012 l’esercito dei videomaker italiani creatori di web tv ingrossa le sue fila, raggiungendo quota 590 “antenne” distribuite in modo piuttosto omogeneo su tutto il territorio nazionale, con una densità maggiore nel Lazio (102), in Lombardia (85), in Puglia (63) e in Emilia-Romagna (53). Le micro web tv sono aumentate in maniera minore rispetto allo scorso anno, registrando una crescita del +11% (nel 2011 se ne contavano 533 con un aumento del +52% sull’anno precedente), ma sono più strutturate e con obiettivi più chiari. Così il settimo rapporto Netizen, dedicato agli Internet Citizen, ovvero i cittadini digitalizzati videomaker, fotografa una rete italiana più matura. (altro…)

  • A Tv chat si parla vecchia e nuova TV [Live streaming]

    A Tv chat si parla vecchia e nuova TV [Live streaming]

    Salgono gli utenti della Rete ma la tv generalista resiste ancora. Fino a quando? Puntata speciale oggi dalle ore 10 alle 12 di “Tv chat” per raccontare l’Italia tra vecchia e nuova tv. In Studio Loris Mazzetti, Wally Villa Giambelli. #tiscalitvchat l’hashtag per interagire

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  • Rapporto Censis, oltre la metà degli italiani usa la rete

    Rapporto Censis, oltre la metà degli italiani usa la rete

    E’ stato presentato oggi a Roma il 45° Rapporto Annuale Censis che da un’attenta analisi e interpretazione dei fenomeni socio-economici del nostro paese. Secondo il Censis, l’utenza del web in Italia nel 2011 ha superato la fatidica soglia del 50% della popolazione italiana

    world connectionPresentato oggi a Roma il 45° Rapporto Annuale Censis, una raccolta di dati e interpretazione dei fenomeni socio-economici dell’Italia 2011. Accanto alle analisi che mostrano evidentemente un periodo di difficoltà del nostro paese, c’è da sottolineare, ed è un dato che ci interessa molto, che nel 2011, per la prima volta secondo il Censis, l’utenza web italiana ha superato la soglia del 50%, arrivando a 53,1%, facendo registrare un aumento, rispetto al 2009, del 6,1%. Il dato complessivo si fraziona tra l’87,4% dei giovani e il 15,1% degli anziani (65-80 anni), tra il 72,2% dei soggetti più istruiti e il 37,7% di quelli meno scolarizzati. (altro…)