Tag: tweet

  • Google rende visibili i tweet anche da desktop, solo in inglese al momento

    Google rende visibili i tweet anche da desktop, solo in inglese al momento

    Dopo l’accordo raggiunto nel mese di febbraio tra Google e Twitter e dopo l’avvio dell’indicizzazione dei tweet da mobile, da ieri Google annuncia che l’indicizzazione dei tweet in tempo reale è possibile anche da desktop, al momento solo in inglese.

    Come certamente ricorderete, nel mese di febbraio di avevamo dato notizia del fatto che Google e Twitter avevano chiuso un accordo per portare i tweet direttamente sul motore di ricerca. Una indicizzazione in tempo reale che ovviamente porta giovamento ad entrambi, specie per Twitter che in questo modo può attrarre nuovi utenti sulla piattaforma. E dopo aver reso possibile l’indicizzazione da mobile, a partire dal mese di maggio, con una riga di aggiornamento apportata proprio al post sul blog ufficiale di Google che dava quella notizia, da ieri è dunque possibile l’indicizzazione dei tweet in tempo reale anche da desktop. Al momento però questo vale solo per la lingua inglese.

    https://twitter.com/twitter/status/634779747445276672?ref_src=twsrc%5Etfw

    L’annuncio è corso ovviamente anche via Twitter con questo siparietto che annunciava che da oggi i tweet sono incorporati nei risultati di ricerca da Google e rintracciabili anche da desktop.

    E’ quindi una svolta, non è difficile immaginare che questa opzione possa poi essere disponibile anche in altre lingue nel breve periodo. Ma è una svolta se vista proprio nell’ottica di ciò che sta accadendo in questi giorni in relazione alle difficili vicissitudini di Twitter e alle voci di una possibile acquisizione proprio da parte di Google. E’ questa forse una prova di un possibile accordo più vasto? Al momento si possono fare solo delle ipotesi, certo è che con questa possibilità Twitter ha davvero l’occasione di attrarre nuovi utenti.

    google-tweet-dr-dre

    Infatti se un utente effettua una ricerca per Dr Dre, ad esempio (lo scree che vedete in basso lo abbiamo rilevato da google.co.uk) lo stesso si troverà tra i risultati anche i tweet del personaggio in tempo reale.

    #blacklivesmatter--google-tweet

     

    Oppure se viene effettuata una ricerca per una notizia del momento e prova a inserire nel motore di ricerca l’hashtag relativo a un evento o notizia in particolare, come #BlackLivesMatter, ecco che tra i risultati vengono visualizzati anche gli ultimi tweet ed possibile scorrerli cliccando sulla freccetta di destra che si vede nello screenshot rilevato sempre da google.co.uk.

    E’ in effetti una grande possibilità per Twitter di poter raggiungere un pubblico più vasto sfruttando l’enorme potenzialità che offre Google che ancora è il motore di ricerca più usato sul web e da mobile. Google, dal canto suo, aggiunge un altro elemento “in tempo reale”.

    Allora, che ne pensate? E’ davvero questa l’anticamera di un possibile matrimonio tra le due società?

  • Google comincia ad indicizzare i tweet su Mobile

    Google comincia ad indicizzare i tweet su Mobile

    Quello che si diceva a febbraio, quando si seppe dell’accordo tra Twitter e Google per indicizzare i tweet all’interno del più grande motore di ricerca del web, adesso ha conferme ufficiali. Da oggi i tweet verranno visualizzati tra i risultati di ricerca, ma per ora solo quelli in lingua inglese e solo su mobile.

    A febbraio vi avevamo dato notizia di un accordo tra Twitter e Google, riportato inizialmente da Bloomberg, per indicizzare i tweet all’interno del motore di ricerca. E oggi si hanno le conferme ufficiali. Infatti sia Twitter che Google, all’interno dei rispettivi blog, confermano che l’operazione ha preso ufficialmente il via, ma per il momento è limitata solo ai tweet in lingua inglese. E, sempre al momento, tutta l’operazione è limitata solo su Mobile.

    Da quello che si legge sul post pubblicato sul blog ufficiale di Google, se siete interessati a conoscere notizie su Taylor Swift (che su Twitter conta quasi 58 milioni di followers) o se state cercando notizie su #MadMenFinale allora da Google verranno visualizzati gli ultimi tweet e subito si potrà accedere su Twitter.

    Come già ricordato in precedenza, questo non è il primo accordo tra le due società. Un accordo simile era stato già raggiunto nel 2009 che poi termino due anni più tardi quando ad un certo punto l’intesa svanì.

    accordo-twitter-google

    Ma a distanza di quattro anni la situazione è ben diversa. La considerazione da fare subito è che da questo accordo chi spera di guadagnarci di più è senza dubbio Twitter che ha vitale bisogno di estendere la base utenti che continua a crescere poco, anzi molto poco. Con questa modalità Twitter sfrutta il grande potenziale del mobile su cui Google gioca un ruolo rilevante, ma vuole sfruttare anche il fatto che l’80% degli utenti oggi usa Twitter proprio dal proprio smartphone o dal proprio tablet. Questa potrebbe essere una strada attraverso la quale riuscire a raggiungere un pubblico ancora più vasto e sperare che gli utenti che effettuano ricerche da mobile usando Google possano poi accedere a Twitter e registrarsi.

    taylor-swift-google-twitter

    Questa strategia si lega anche alla nuova home che Twitter ha messo online solo negli Usa (per ora) che risulta ora molto più attraente in cui i tweet adesso compaiono suddivisi per argomenti cliccando i quali si accede ad una timeline che propone i tweet degli account più popolari.

    Quindi, Twitter è la parte di questo accordo che spera in un guadagno più concreto, ma anche Google ha da guadagnarci avendo la possibilità di arrivare ad indicizzare oltre mezzo miliardo di tweet.

    Vedremo se Twitter sarà in grado di approfittarne. Voi che ne pensate?

  • Twitter e Google, accordo per indicizzare di nuovo i tweet

    Twitter e Google, accordo per indicizzare di nuovo i tweet

    accordo-twitter-google

    Secondo quanto riporta Bloomberg, Twitter e Google avrebbero trovato un accordo per fare in modo che i tweet possano essere indicizzati all’interno del più grande motore di ricerca del web. Si tratta di un accordo simile a quello che poi terminò nel 2011.

    Tra Twitter e Google scoppia la pace, non che tra loro due ci fosse la guerra, ma la notizia che riporta oggi Bloomberg riaccende un accordo che già esisteva, molto simile, tra le due società e che terminò nel 2011 dopo soli due anni. La notizia è che i tweet torneranno nuovamente ade essere indicizzati all’interno del più grande motore di ricerca del web. Quindi i nostri tweet da 140 caratteri torneranno ad essere rintracciabili online.

    Al momento non si conoscono molti dettagli di questo accordo, in quanto non è pubblico, si sa solo che entro il primo semestre di quest’anno i tweet cominceranno ad apparire nella SERP (i tweet sono già tintracciabili su Yahoo! e Bing). I tweet saranno quindi indicizzati non appena verranno scritti sulla piattaforma.

    L’accordo è parte di una strategia che Dick Costolo, CEO di Twitter, sta portando avanti con l’obiettivo di estendere la base utenti, il vero problema che dalla quotazione in borsa è diventato sempre più pesante. Twitter cresce in termini di utenti molto lentamente e questa notte sapremo qual è lo stato attuale, quando verranno resi noti i dati finanziari del Q4 2014, i dati relativi all’ultimo trimestre del 2014. Un passaggio importante anche perchè è l’occasione per fare il punto dell’anno appena passato.

    Un anno certamente difficile per Twitter che ha visto acuirsi problemi che si sono presentati in tutta la loro forza. Oltre al problema della base utenti, esiste anche un problema di coinvolgimento degli utenti e anche le recenti novità vanno in questa direzione.

    E quindi, il rendere i tweet rintracciabili anche attraverso i motori di ricerca, con la possibilità di poter entrare in contatto con più utenti possibili, potrebbe essere una soluzione, già anticipata per altro nella riunione di novembre da Anthony Noto, CFO di Twitter.

    Vedremo allora tra pochi mesi quali saranno gli effetti di questo accordo, anche se non credo che questo possa risolvere il problema.

  • Twitter, tutti i tweet sono ricercabili dal 2006 ad oggi

    Twitter, tutti i tweet sono ricercabili dal 2006 ad oggi

    tweet-ricercabili

    Twitter in un post sul blog ufficiale annuncia che da oggi tutti i tweet, si parla di centinaia di miliardi, sono ricercabili. In verità lo erano già prima ma con forti limiti. Adesso sono rintracciabili dal 2006 ad oggi. E’ quindi possibile risalire a tutti i tweets del terremoto in Giappone, #JapanEarthquake, oppure delle Elezioni Usa del 2012, #Election2012

    Twitter ha annunciato attraverso un post sul blog ufficiale, a firma di Yi Zhuang, ingegnere che si occupa della parte search della piattaforma, che da oggi tutti i tweet dal 2006 ad oggi sono ricercabili. Un bel passo in avanti rispetto alla situazione attuale. Sì perchè i tweet che noi ogni giorno inviamo sono già rintracciabili, ma solo fino ad una settimana indietro, quelli più vecchi venivano rintracciati sono se avevano ottenuto un forte livello di condivisione, quindi molti RTs e preferiti. Stiamo parlando di una enorme massa di tweet che si potrebbe definire come centinaia di migliaia, l’intero indice sarebbe di “mezzo trilione di documenti” che cresce al ritmo di diversi miliardi di tweet a settimana.

    Con questa nuova possibilità, sarà possibile quindi rintracciare tutti i tweet durante il terremoto in Giappone, #JapanEarthquake, i tweet delle elezioni Usa del 2012, #Election2012, oppure ancora rintracciare i tweets relativi al recente referendum in Scozia, #ScotlandDecides, e tanti altri ancora. Come ricorda Zhuang, questa possibilità sarà disponibile per tutti gli utenti nei prossimi giorni.

    L’operazione è frutto di un lavoro iniziato nel 2012 quando l’indice 2 miliardi di tweet, tra quelli più condivisi, nel 2013 venne poi esteso e poi in questo anno l’indice è stato esteso ancora di più. Il post di Zhuang si spinge poi nello spiegare tutto il meccanismo che portato alla costruzione dell’indice che è quindi in grado di sostenere una tale mole di dati.

    Ecco questa è una nuova funzione che renderà Twitter ancora più completo, sempre nell’ottica di migliorare l’esperienza di utilizzo degli utenti. Come detto all’inizio, la rintracciabilità esisteva già prima ma per periodi francamente ridotti che non esaudivano le effettive richieste degli utenti. E quasi sempre bisognava ricorrere a applicazioni di terze parti per poter avere un minimo di ricerca più approfondita (basti pensare a Topsy), se non rivolgersi qui https://twitter.com/search-home.

    E voi che ne pensate?

  • Twitter e i lurkers: il 44% degli utenti non scrive nemmeno un tweet

    Twitter e i lurkers: il 44% degli utenti non scrive nemmeno un tweet

    Il report che Twopchart ha realizzato evidenzia che il vero problema di Twitter, forse, non è il numero degli utenti, quanto gli utenti che twittano. In pratica il 44% degli utenti non mai scritto neanche un tweet, ossia 140 caratteri. Ma forse questo è un chiaro esempio della regola dell’1%, anche conosciuta come “principio 90-9-1”.

    Dagli ultimi dati finanziari, il Q4 2013, il primo dopo lo sbarco in borsa, sembrava evidente che il problema, o uno dei problemi, di Twitter fosse proprio il numero degli utenti, ma forse questo non è tanto in relazione con l’argomento. Resta il fatto però che Twopcharts, un sito che siamo sicuri buona parte di voi già conosce e che traccia i dati di Twitter fornendo classifiche e altre informazioni, ha rilevato, infatti, che il 44% degli account esistenti di Twitter in realtà non ha mai scritto un tweet.

    Eppure Twitter, nei documenti che ha presentato per lo sbarco in borsa, il famoso S-1, ha affermato di avere 241 milioni di utenti attivi e per utenti attivi si intende quelli che, in un mese, almeno entrano una volta sulla piattaforma, anche senza twittare. Eppure per Twitter è importante che l’utente sia attivo nel senso che usi la piattaforma attraverso tweet, retweet e preferiti, tra l’altro reso ancora più semplice e visibile nel corso di questo ultimo anno, proprio perché questo genera introiti pubblicitari.

    twitter controllo mention

    Ma è anche importante che gli utenti usino i “140 caratteri” per poi continuare a farlo, ecco perché Twitter lo ha reso ancora più semplice. Secondo quanto rilevato da Twopcharts, il 30% ha inviato da 1 a 10 tweets e solo il 13% ha scritto 100 tweets.

    Insomma, pare improbabile che Twitter non sappia di questi dati anche perché si spiegano anche da questi le tante funzionalità introdotte negli ultimi mesi tese soprattutto ad elevare l’engagement sulla piattaforma.

    Twitter sa dell’elevato tasso di abbandono degli utenti e allora cerca di fare in modo che essi possano essere trattenuti magari da un nuovo layout grafico, molto simile a quello di Facebook. Possiamo spiegarla così? Anche se non fosse proprio così, di certo questo è uno degli elementi.

    Da non dimenticare anche la vicenda dei cosiddetti “account fake“, ossia di utenti “falsi”, e pare che su Twitter uno studio di Jason Ding, novembre 2013, un ricercatore presso Barracuda Labs, ha rilevato che almeno il 10%, o forse di più, degli account sono falsi. Comunque, anche questo è da considerare ed è uno degli aspetti che tocca anche Facebook.

    Ma alcuni esperti del settore, comunicatori esperti, hanno rilevato che forse questo è spiegabile come chiaro esempio della regola dell’1%, nota anche come principio 90-9-1, che dice che in una comunità online la presenza dei semplici fruitori, definiti “lurkers“, è molto più alta di quelli che partecipano attivamente alla vita della comunità stessa, in una proporzione di 90% lurkers, 9% contributori e 1% di creatori.

    E pare che la regola sia calzante su Twitter che, come detto, ha un problema di utenza e deve risolverlo in fretta prima che altri possano superarlo. Ecco il perché allora di questa rincorsa a sembrare più simile a Facebook, come se quello fosse il modello di engagement da imitare. Certo funziona, ma Twitter, per sua natura, non sarà mai come Facebook e non dovrà mai esserlo, altrimenti perderebbe le sue caratteristiche che lo rendono peculiare.

    Intanto nei prossimi giorni conosceremo i dati del primo trimestre finanziario del 2014, il Q1, e da lì si potranno capire molte cose. E proprio ieri il titolo in borsa (TWTR) ha avuto una forte crescita facendo registrare +11,38% che ha fatto crescere il valore dell’azienda a 26,83 miliardi di dollari. Non male dopo un periodo assolutamente in discesa.

    Allora, voi che ne pensate? E diteci voi cosa siete, se lurker, contributori o creatori, su Twitter?

  • Kitchenaid, il caso di crisi raccontato al Social Business Forum 2013

    Kitchenaid, il caso di crisi raccontato al Social Business Forum 2013

    Il caso Kitchenaid è stato raccontato ieri al Social Business Forum 2013. Quello che è ormai un caso da manuale dell’ottobre 2012, durante il dibattito per le Presidenziali USA, è stata ricordata da Giuseppe Geneletti di Whirlpool. Una situazione di crisi sui social media deve essere sempre affrontato con capacità di ascolto, senso di responsabilità, allineando i messaggi e controllando le reazioni

    Al Social Business Forum di ieri è stato trattato forse uno dei casi di crisi che hanno caratterizzato la storia recente sui Social Media. Parliamo spesso di strategie da approntare, di modi di comunicare e fare coinvolgimento, ma poi l’aspetto che è più evidente, comunicando sui Social Media, è il momento in cui si verifica una crisi. Come comportarsi in questi casi? Ecco che il caso che vi riportiamo oggi, torna utile a tutti.

    Cosa c’è di più inaspettato ed esplosivo di un dipendente che twitta (il tweet lo vedete in alto in copertina) dal login aziendale un insulto al presidente degli USA nel bel mezzo di un confronto elettorale? La gestione della comunicazione di crisi sui social media che ha coinvolto KitchenAid, marchio di Whirlpool, il 3 ottobre 2012 è il caso portato da Giuseppe Geneletti, director Communications and learning Whirlpool EMEA, nel suo intervento al Social Business Forum ieri a Milano. Trattando il tema “Managing the unexpected: social crisis control”, Geneletti ha mostrato un breve video che sintetizza la successione rapidissima di eventi seguente al tweet di insulti postato da un dipendente del team Twitter di KitchenAid nei confronti di Barack Obama, impegnato in un confronto con il candidato sfidante alle Presidenziali Mitt Romney trasmesso dall’emittente NBC. Il dipendente credeva di trovarsi sul login personale di Twitter; soltanto quando il tweet è stato pubblicato è stato chiaro che il login era quello dell’azienda. Ed era anche impossibile rimediare, infatti, benchè se ne fosse accorto subito provando a eliminarlo, in brevissimo tempo i retweet erano diventati 24mila e aumentavano a ritmo esponenziale mettendo a repentaglio la reputazione dell’azienda.

    kitchen-aid-apologist tweet

    È stata una pronta assunzione di responsabilità, quella del capo di KitchenAid Cynthia Soledad, a ribaltare una situazione che stava precipitando –ricorda Geneletti–: in un tweet ha chiesto scusa al presidente Obama e alla sua famiglia, si è assunta, come vertice dell’azienda, tutta la responsabilità dell’accaduto»

    Soledad ha poi utilizzato anche Facebook per creare contatti con i giornalisti che seguivano l’evento mettendosi a loro disposizione per chiarire l’accaduto. In poche ore l’emergenza è rientrata con molti tweet che hanno espresso apprezzamento per la presa di posizione di KitchenAid.

    kitchen-aid-apologist_tweet

    Il caso estremo di questa comunicazione di crisi originata da un evento imprevisto sui social media dimostra tutte le potenzialità e i rischi di questi strumenti, e l’importanza di una strategia ben strutturata per rispondere a ogni evenienza –prosegue Geneletti–. Per questo un’azienda si deve attrezzare innanzitutto con un atteggiamento di “social listening” costante, definendo le responsabilità, allineando i messaggi, monitorando le reazioni e coordinando le risposte; in una parola mettendosi in gioco. Si tratta di una vera e propria strategia aziendale, che si serve di strumenti avanzati di social listening. Si è così creato un modello olistico di social business che, oltre a essere di supporto in caso di comunicazione di crisi, permette una conoscenza più approfondita dei propri consumatori, quindi consente di rispondere al meglio alle loro esigenze»

    Whirlpool EMEA ha realizzato un manuale con specifici protocolli da seguire in caso di comunicazione di crisi provocata da messaggi negativi o lamentele dei consumatori sui social media; protocolli graduati sulla base dell’indice di rischio e che arriva a coinvolgere livelli diversi dell’organizzazione con l’attivazione di procedure ad hoc.

    Essere presenti sui social media per un’azienda significa formare i dipendenti che ne faranno uso –conclude Geneletti–; per questo Whirlpool EMEA ha dato vita da oltre un anno alla Digital School, un programma che coinvolge diverse funzioni, dal marketing alla finanza alle risorse umane per creare una struttura di competenze che possa sfruttare al meglio le potenzialità offerte dai new media»

    Allora che ne pensate? E voi come avete risolto la vostra situazione di crisi, se vi è mai capitata? Raccontateci le vostre esperienze!

  • Terremoto in Garfagnana, eccessivo allarmismo o precauzione?

    Terremoto in Garfagnana, eccessivo allarmismo o precauzione?

    La notte scorsa è stata per la popolazione della Garfagnana una notte di paura. Tutto è iniziato nella tarda serata quando il comune di Castelnuovo Garfagnana lancia via twitter l’allarme per un possibile terremoto invitando la popolazione ad abbandonare le abitazioni. Ma cosa è successo? Cerchiamo di capirlo con Gianluca Valensise, sismologo dell’INGV

    E’ doveroso fare la premessa che ricorrere a misure cautelative, di precauzione di fronte ad un possibile sisma che miri prima di tutta alla messa in sicurezza delle persone è sempre la cosa migliore e da preferire, fatta slava una macchina organizzativa adeguata. Detto questo veniamo a quella che è successo la notte scorsa. Tutto è cominciato dal tweet inviato alle 22,19 di ieri sera da parte del comune di Castelnuovo Garfagnana che invita la popolazione ad abbandonare le proprie abitazioni per il rischio di un possibile terremoto, più forte di quello di una settimana fa che fu di magnitudo 4.8.

     

    La notizia comincia rapidamente a diffondersi tra la popolazione di Castelnuovo e di quella dei comuni vicini, per un totale di circa 30 mila persone, grazie anche ai social network, come Facebook. Molti pensano ad un becero scherzo, ma in poco tempo si rendono conto che la notizia è vera e corro in strada recuperando il possibile. Nella notte, intorno alle 2,00 si intensifica l’operazione di assistenza e anche i comuni un pò più fuori cominciano ad avvisare la popolazione invitandola ad uscire fuori casa. Potete immaginarvi il panico. Scatta comunque la macchina organizzativa anche se non perfetta, come molti testimoniano. E infatti è questo il punto.

    terremto-garfagnana-(c)-Ansa---2013

    Con Gianluca Valensise, sismologo dell’INGV, funzionario di sala sismica, cerchiamo di capire come sono andati i fatti, a questo link l’audio integrale. In pratica, dalla scossa del 25 gennaio scorso INGV manda quotidianamente due rapporti, uno alla mattina e uno alla sera, alla Protezione Civile, con all’interno la sequenza sismica della giornata e in alcuni casi anche contenenti una valutazione della sequenza stessa. Ora c’è da dire che nella notte tra il 30 e il 31 gennaio alle 00:42 si è verificata una scossa di magnitudo 3,3, la più forte dopo quella di 4,8 di venerdì scorso, infatti tutte quelle registrate dall’istituto erano intorno alla magnitudo 2,2/2,3. E questa, secondo Valensise, ha un po’ alterato quello che era il quadro statistico della situazione. In pratica, questa scossa più forte spostandosi a Sud-Ovest, quindi in direzione dei centri abitati, ha cambiato la valutazione che si stava procedendo a fare.

    E quindi ieri mattina, nel redigere il rapporto, come abbiamo ricordato prima, da inviare alla Protezione Civile, si fa notare proprio questo aspetto:

    “Questa è l’informazione che è stata inviata alla Protezione Civile e questa, a quanto risulta, è la stessa informazione che la PC ha poi rilanciato agli enti locali”

    Quindi siamo alla mattina del 31 gennaio e i comuni interessati ricevono questa comunicazione. In teoria c’è tutto il tempo, favoriti anche dalle ore diurne, di procedere con calma e valutando al meglio la situazione, di mettere in moto la macchina organizzativa. Di fatto no si parla di terremoto imminente, ma si valuta la sequenza.

    “Quello che è successo dopo non è facilmente comprensibile, in quanto i comunicati sono stati prodotti alla mattina del 31 gennaio, tra le 8 e le 9, e non si capisce perchè siano poi passate 12 ore prima che si innescasse tutto quello che abbiamo visto”, dice Valensise

    Quindi di questo rapporto si sapeva già dalla mattina, mentre poi si decide di agire ben oltre le 12 ore più tardi.

    Se la macchina organizzativa, in chiave precauzionale, deve essere messa in moto, questo deve essere fatto in tempo. Certo, fatta salva la non prevedibilità dei fenomeni sismici, di fronte a quando raccontato dal sismologo Valensise, forse un pò di accortezza in più sarebbe certo servita.

    Ma ribadiamo sempre il concetto espresso all’inizio, ossia che la prevenzione, avvisare le popolazioni è sempre da preferire, meglio se questo avviene con un pò di organizzazione in più.

    Volevamo solo raccontare quanto accaduto, avendo a disposizione l’intervento del dott. Valensise di INGV. Se qualcuno volesse aggiungere qualcosa o se qualcuno volesse raccontare ciò che ha vissuto in prima persona durante la notte scorsa, ne saremmo davvero contenti.

  • #SocialTv, X Factor il programma più social del 2012

    #SocialTv, X Factor il programma più social del 2012

    #Socialtv, X Factor domina sui social network. Questo il dato interessante dai dati raccolti da Reputation Manager nella settimana che va dal 1° all’8 dicembre

    X Factor ha chiuso la sesta edizione con la doppia finale e senza dubbio rimane il programma televisivo più social del 2012 vincendo tutte le classifiche audisocial. I like su Facebook rispecchiano il risultato finale: l’inedito di Chiara è il contenuto più amato, seguito dalle cover di Ics e Davide. L’hashtag #Xf6 registra quasi il 70% dei tweet.

    Facebook

    Anche per questa settimana la pagina ufficiale di X Factor rimane la più attiva e lo si vede bene nel grafico in basso che distanzia nettamente la seconda posizione occupata da Servizio Pubblico di Michele Santoro. Rispetto alla settimana scorsa le prime tre posizioni rimangono invariate. E anche per quanto riguarda le interazioni, X Factor si impone su Servizio Pubblico. 

    #socialtv---fan-più-attivi-1_8-dicembre-2012

    #socialtv-facebook-interazioni-1_8-dicembre-2012

    Best Post

    I primi tre post per numero di like sono dedicati ai finalisti di X Factor 2012, e l’ordine dei like rispecchia il risultato finale:

    #socialtv-best-post-1_8-dicembre-2012

    Da segnalare G Day il programma di Geppi Cucciari su La7 che entra per la prima volta nella classifica action e guadagna subito il primo posto della settimana, mentre Ti lascio una canzone scende al quarto posto.

    #socialtv-top-20-action-facebook-1_8-dicembre-2012

    Twitter

    Se X Factor conferma la sua prima posizione con il consueto distacco dagli altri programmi tv, #ServizioPubblico questa settimana scende dal secondo all’ottavo posto superato da altri talk politici come L’Ultima Parola, Otto e Mezzo, Porta a Porta e Agorà.

    #socialtv-hashtag-programmi-tv-1_8-dicembre-2012

    I personaggi più twittati della settimana sono i quattro finalisti di X Factor: Chiara con quasi il 9% dei tweet totali della settimana, Ics (3,9%), Davide (2,9%) e Cixi (2,5%).

    #socialtv-top-hashtag-twitter-1_8-dicembre-2012

    Il messaggio più retwittato (2183 RT e 1076 preferiti) è del cantante Mika che ha duettato con Chiara durante la finale:

    Questo il quadro completo della settimana. Ora che X Factor è finito vedremo quale programma già dalla prossima settimana sarà in grado di catalizzare l’attenzione degli utenti della #SocialTv. Certamente Servizio Pubblico può ambire a diventare il successore date le recenti performances, ma va tenuto in considerazione anche il ritorno di Piazza Pulita in prima serata, a partire da lunedì prossimo. E viste le ormai certe elezioni regionali e soprattutto politiche, saranno certamente questi due programmi che guideranno la #SocialTv dell’inizio 2013.

  • #Primarie del #PD, Renzi più coinvolgente, Bersani piace e Vendola il più seguito

    #Primarie del #PD, Renzi più coinvolgente, Bersani piace e Vendola il più seguito

    Mancano poche ore ormai al voto per le Primarie del Centrosinistra che vedono in lizza cinque candidati, Bersani, Renzi, Vendola, Tabacci e Puppato. Ma vediamo lo studio compiuto da BlogMeter e Politecnico di Milano che traccia un quadro completo di quelle che sono state le conversazioni sulla rete nelle ultime tre settimane

    Interessante lo studio che BlogMeter e Politecnico di Milano hanno portato avanti nelle ultime tre settimane monitorando le conversazioni sulle primarie del Pd e sui cinque candidati Bersani, Renzi, Vendola, Tabacci e Puppato. I risultati dello studio sono stati resi noti oggi e vedono i tre candidati principali primeggiare ognuno in un settore specifico. Infatti dalle conversazioni monitorate dal 1 al 23 novembre, cioè fino a ieri, il sindaco di Firenze mattero Renzi è il candidato che è stato capace di creare più engagement coi propri sostenitori sul web, Bersani comunque piace e il governatore della Puglia Vendola è quello che risulta avere il maggior seguito su Facebook come su Twitter. Ma vediamo i dati più nel dettaglio.

    Intanto sono stati 600 mila i documenti analizzati da inizio novembre ad oggi e per la gran parte, l’88%, provengono dai dai social network. Il 38% di questi riguarda Matteo Renzi, il 29% riguarda il segretario del PD Pierluigi Bersani, che colleziona il maggior numero di citazioni da siti di notizie, segue poi Nichi Vendola col 23%, più staccati gli altri due candidati, Puppato e Tabacci, ai quali fa riferimento il 5% dei documenti presi in analisi.

    Le interazioni scaturite da tutte le conversazioni analizzate sui social network sono state cicra 1 milione e da questo punto di vista Nichi Vendola è il candidato che colleziona il maggior numero di followers e fans, quasi 250 mila su Twitter e oltre 500 mila su Facebook. Anche se c’è da registrare che Matteo Renzi nelle ultime settimane è stato più bravo ad attrarre ben 662 fan e 1.225 follower al giorno, superando proprio Vendola, 561 follower e 172 fan al giorno; Bersani invece 426 follower e 72 fan al giorno.

    Come dicevamo prima, il candidato che ha saputo più di tutti esercitare maggiori capacità di engagement, quindi coinvolgimento, col proprio seguito è stato Matteo Renzi: negli ultimi giorni, mediamente ogni suo tweet riesce ad ottenere 107 reazioni (retweet e risposte), e per ogni post su Facebook 1.451 tra like, commenti, condivisioni. Il suo tweet più virale è stato quello contro lo stipendio di Manganelli:

    Ma Bersani se la cava infatti se guardiamo Twitter, per ogni tweet genera 77 reazioni, mentre Vendola, visto da Facebook, per ogni post ottiene 1451 reazioni.

    Primarie PD - BlogMeter Politecnico Milano

    Interessante è la valutazione delle conversazioni dal punto di vista della sentiment analysis, ossia si tratta di vedere quale sia il tenore delle conversazioni, quindi se positive o negative nell’esprimere delle opinioni. Ed è qui che il segretario del Pd Bersani esce vincente: il rapporto delle conversazioni che lo riguardano tendono ad essere più positive, 46%, che negative, 54%. Per il sindaco di Firenze Renzi il rapporto è leggermente più basso, 44% positive, 56% negative; per Vendola 37% positive, 63% negative.

    “Le rilevazioni effettuate confermano quanto il dibattito sulla rete sia diventato elemento centrale del discorso politico. Le strategie dei candidati sono tuttavia molto diverse – dichiara Giuliano Noci, ordinario di Marketing del Politecnico di Milano -; Matteo Renzi punta decisamente sui social network; non tanto e solo in termini di fan e follower quanto soprattutto in termini di capacità di ingaggio: il suo obiettivo è far parlare gli altri di sé e dei suoi temi, così come aveva fatto Obama nella sua campagna elettorale. Vendola, che è il più seguito in termini di fan e follower, ne fa un utilizzo misto: dai social network emerge sia il suo profilo personale che quello politico ma questa commistione di contenuti non lo ripaga. Bersani combina invece un approccio comunicativo tradizionale con un uso comunque rilevante della rete: non a caso è il candidato più ripreso dai siti web degli editori.”

    La sintesi che fa Noci è assolutamente condivisibile e traccia in maniera più netta tutto il quadro. A questo punto non ci resta che attendere l’esito del voto, vedere chi predomina poi nei voti reali e solo allora sapremo come e quanto le conversazioni sulla rete hanno inciso sull’esito finale. Vedremo.

  • Social TV, le performance su Facebook e Twitter dei programmi tv dal 7 al 14 novembre

    Social TV, le performance su Facebook e Twitter dei programmi tv dal 7 al 14 novembre

    Ecco il resoconto che fa Reputation Manager dell’audience della Social TV, ovvero di come gli utenti hanno seguito e commentato i programmi televisivi da Facebook e da Twitter nella settimana che va dal 7 al 14 Novembre. Si impone il confronto video per le primarie del centro-sinistra, #ilconfrontoskytg24 e #csxfactor. E i politici sono più tweettati dei cantanti di X Factor

    Questa settimana Il confronto su Sky Tg 24 riporta la politica al centro, e su Twitter si ridimensiona l’impatto di X Factor. Su Twitter il confronto tra i candidati alle primarie del centro-sinistra con gli hashtag #ilconfrontoskytg24 e #csxfactor raggiunge i livelli di share di X Factor (37% vs 40% dei tweet), che la settimana precedente dominava con l’ 80%, e i politici sono più twittati dei cantanti. Ma su Facebook il talent show continua il suo dominio incontrastato: Chiara, Ics e Daniele i più seguiti di ieri sera.

    Facebook

    Questa settimana i fan hanno partecipato molto di più, infatti la percentuale degli attivi sulle fan page dei programmi cresce del 59%.  Come sempre X Factor e Servizio Pubblico si danno battaglia ai primi due posti (rispettivamente con 7.298 e 4.344 fan attivi). Ma la crescita più rilevante rispetto alla settimana scorsa è di Uomini e Donne che realizza +294% di fan attivi, piazzandosi al terzo posto.

    Tv-active-fan-8-14nov2012-reputation-manager

    Tv-interaction-8-14nov12-reputation-manager

    The Best Post

    Per la prima volta questa settimana X Factor si aggiudica i primi tre messaggi per numero di like, sia nella puntata di ieri sera che in quella dell’8 novembre, facendo sparire Servizio Pubblico dalla top 3.

    La pagina di Servizio Pubblico giovedì sera arriva solo all’ottavo posto, dopo una serie di post di X Factor, con la dichiarazione di Santoro, con 1793 likes :

    “Quando guardavo Enrico Berlinguer mi rendevo conto che dietro di lui vi erano masse di persone che lo seguivano e lo consideravano un leader. Ora guardando Renzi, Bersani e Vendola mi rendo conto di guardare dei personaggi che partecipano solamente a un talk show.”

    Best post della settimana: Chiara, Cixi, Ics

    Tv-best-post-facebook-8-14nov2012_reputation-manager

    Ti lascio una canzone si conferma la più attiva nell’aggiornamento della pagina, e questa settimana viene raggiunta da Uomini e Donne e Agorà che tolgono il podio a Servizio Pubblico e X Factor.

    Tv-action-8-14nov2012-reputation-manager

    Twitter

    Entra nella classifica della settimana #IlconfrontoSkytg24, che segue a ruota X Factor. I nomi dei candidati alle primarie (#Renzi, #Bersani, #Vendola, #Tabacci) correlati nei tweet al programma superano i cantanti di X Factor che solitamente dominano le prime posizioni della classifica generale.

    tv-top-hashtag-twitter-9-15 nov2012

    tv-top-hashtag-twitter2-9-15nov2012-reputation-manager

    Allora che ne pensate di questi dati? E voi quale trasmissione avete seguito  commentato o tweettato di più? Raccontateci la vostra esperienza con la social Tv.

Contatti