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  • Lo spot Coca-Cola e la IA, quando la magia non convince

    Lo spot Coca-Cola e la IA, quando la magia non convince

    Lo spot natalizio della Coca-Cola, realizzato con IA, sta dividendo il pubblico. Le critiche riguardano la “freddezza”, imperfezioni varie e mancanza di emozione. Un caso che offre spunti per riflettere su come coniugare innovazione e narrazione.

    Il caso che stiamo per trattare è uno di quelli di cui sui social media si sta discutendo molto. Vale la pena raccontare cosa è successo e provare a trarre delle conclusioni perché ha a che fare con l’Intelligenza Artificiale.

    Ora, chiunque di noi è portato a pensare, attraverso un pensiero tanto nascosto quanto immediato ed effimero, che tutto ciò che riguarda la IA sia perfetto.

    In effetti non è così. O meglio, non è ancora così. Anche se la perfezione della IA poco si addice all’imperfezione umana.

    Il caso riguarda il classico spot natalizio della Coca-Cola. Si sta avvicinando il Natale e l’azienda che ha inventato la figura di Babbo Natale comincia a far girare il suo spot, sempre molto seguito e atteso: “Sta arrivando la magia delle Feste“.

    Lo spot Coca-Cola e la IA

    Solo che stavolta lo spot è stato realizzato con la IA. Ed è il caso di dire, “apriti cielo!”.

    Sui social una marea di commenti negativi che definiscono lo spot “senz’anima” e “privo di qualsiasi creatività”. Dire senz’anima ad uno spot natalizio della Coca-Cola è come mangiare una fetta di torta Sacher senza la cioccolata. Siamo lì.

    Il video, realizzato dall’intelligenza artificiale presenta il classico scenario natalizio che la Coca-Cola ci ha trasmesso sempre attraverso spot del genere. Si vedono i grandi camion rossi della Coca-Cola sulle strade innevate; persone sorridenti con sciarpe e cappelli lavorati a maglia che tengono in mano bottiglie di Coca-Cola.

    Lo spot Coca-Cola e la IA, quando la magia non convince
    Un frame, in alto, dello spot natalizio 2024 di Coca-Cola, realizzato con IA. Il video completo è sul canale YouTube dell’azienda

    Il video di quest’anno è stato inteso come un omaggio allo spot del 1995, appunto, “Holidays Are Coming“, che presentava immagini simili. Ma con attori umani e veri camion.

    Invece, per questa versione 2024 si è voluto sperimentare la IA.

    Sono state realizzate 3 versioni

    Lo spot natalizio è stato creato da tre studi di intelligenza artificiale (Secret Level, Silverside AI e Wild Card), utilizzando quattro diversi modelli di intelligenza artificiale generativa.

    Chris Barber, sviluppatore di intelligenza artificiale di Silverside AI, ha scritto su X che ciascuno degli studi di intelligenza artificiale ha creato una versione diversa della pubblicità, con quella virale che non appartiene a Silverside AI. Questo perché le diverse versioni presentano delle differenze evidenti tra loro.

    Coca-Cola difende la sua scelta

    Un portavoce della Coca-Cola, in un a dichiarazione, ha affermato:

    Coca-Cola Company ha celebrato una lunga storia sulla magia delle feste attraverso contenuti, film, eventi per decenni in tutto il mondo. Come sempre, stiamo esplorando nuovi modi per entrare in contatto con i consumatori e sperimentare approcci diversi. Quest’anno, abbiamo creato film attraverso la collaborazione di narratori umani e il potere dell’intelligenza artificiale generativa. La Coca-Cola rimarrà sempre impegnata a creare il massimo livello di lavoro che vede l’impiego tra creatività umana e tecnologia“.

    Coca-Cola difende la sua scelta per allontanare le critiche e sottolinea la lunga storia fatta di racconti sempre coinvolgenti che, nel corso degli anni, hanno visto l’implementazione sempre crescente della tecnologia. E di questo ne va dato atto.

    Ma a fronte di tutto questo bisogna fare alcune brevi considerazioni.

    Questo esempio ci mostra alcune delle sfide principali da affrontare riguardo all’integrazione dell’intelligenza artificiale nella creatività pubblicitaria. In particolare in contesti dove il contenuto emotivo è fondamentale.

    La freddezza della IA e l’assenza di autenticità

    La critica principale mossa allo spot di Coca-Cola riguarda proprio l’apparente “freddezza” del risultato. Gli spettatori si aspettavano un contenuto che evocasse nostalgia, calore e contatto tra le persone. Elementi che tradizionalmente caratterizzano gli spot natalizi del brand.

    L’uso della IA, invece, ha prodotto un risultato percepito come innaturale, privo di quella “umanità” che rende gli spot memorabili.

    Emozione vs Innovazione

    L’IA è uno strumento potente per la generazione di contenuti, ma in questo caso ha forse fallito nel replicare l’elemento emotivo che solo un tocco umano può garantire.

    La mancanza di autenticità percepita ha probabilmente amplificato il senso di distacco del pubblico.

    La IA senza coinvolgimento

    La scelta di Coca-Cola potrebbe riflettere una tendenza delle aziende a cercare di cavalcare l’onda della tecnologia più recente, senza però considerare l’impatto sul pubblico e sul messaggio.

    In questo caso, il brand ha sacrificato l’aspetto emotivo della sua narrativa per sperimentare l’innovazione tecnologica, ma il risultato ha sollevato polemiche e disappunto.

    La tecnologia deve affiancare, non sostituire

    Questo episodio suggerisce che la tecnologia, inclusa l’IA, può arricchire il processo creativo, ma non dovrebbe sostituire completamente l’approccio umano, soprattutto in contesti dove l’emotività e la connessione sono centrali.

    L’uso della IA nel caso Coca-Cola è un esempio di come l’innovazione tecnologica debba essere attentamente bilanciata con l’autenticità e la capacità di suscitare emozioni. Altrimenti, il rischio è di perdere ciò che rende un marchio davvero memorabile e amato.

    L’IA si sta evolvendo rapidamente, e strumenti sempre più sofisticati potrebbero migliorare la capacità di generare contenuti emotivamente coinvolgenti. Tuttavia, l’empatia non è solo un risultato tecnico, ma anche una questione di comprensione delle aspettative e dei bisogni del pubblico. Perché uno spot sia efficace, deve toccare corde profonde, e questo dipende da una narrazione che solo chi vive esperienze umane può realmente cogliere e tradurre in immagini.

    Gli sviluppi futuri potrebbero includere:

    1. IA addestrata sulle emozioni umane: Sistemi che analizzano più profondamente il linguaggio emotivo e le reazioni del pubblico.
    2. Collaborazione uomo-macchina: L’IA potrebbe affiancare i creativi umani, offrendo spunti e soluzioni visive che i creativi possono affinare per garantire autenticità.
    3. Personalizzazione degli spot: La IA potrebbe creare versioni dello stesso spot che si adattano a diverse sensibilità culturali ed emozionali, aumentando il coinvolgimento.

    Fattore economico e razionalizzazione dei costi

    La scelta di Coca-Cola riflette un’esigenza concreta: la riduzione dei costi. Creare un ambiente virtuale con l’IA è sicuramente meno costoso rispetto a:

    • affittare location
    • ingaggiare attori
    • organizzare troupe tecniche e logistiche.

    In ogni caso, il risparmio economico non sempre giustifica un risultato meno efficace sul piano emotivo. Lo scopo di uno spot non è solo “esserci”, ma lasciare un impatto, evocare ricordi e sentimenti che spingano il pubblico a scegliere quel marchio.

    Il compromesso tra IA e narrazione

    Per arrivare a un equilibrio tra innovazione e coinvolgimento emotivo, le aziende dovranno prepararsi a:

    1. Usare l’IA come strumento complementare: gli scenari generati dalla IA potrebbero affiancare riprese reali, creando un mix che riduca i costi ma mantenga autenticità.
    2. Investire nella narrazione: la storia rimane il cuore di ogni spot. Un’ottima narrazione può compensare eventuali limiti visivi della IA.
    3. Testare le reazioni del pubblico: coinvolgere gruppi di ascolto durante lo sviluppo per assicurarsi che il messaggio funzioni come previsto.

    L’uso dell’IA negli spot sarà sempre più comune, ma il vero successo arriverà quando sarà possibile coniugare risparmio economico e innovazione. Mantenendo sempre autentica e vera la carica emotiva. Vale a dire, il cuore di ogni narrazione.

    Fino ad allora, il rischio è che il pubblico percepisca la tecnologia come un “freddo sostituto”, invece che come uno strumento che potrebbe esaltare anche la comunicazione.

     

  • Elton John nello spot di John Lewis & Partners, l’advertising che emoziona

    Elton John nello spot di John Lewis & Partners, l’advertising che emoziona

    Quando John Lewis & Partners lancia il suo spot a metà novembre, allora vuol dire che davvero sta arrivando il Natale. Il video di quest’anno vede protagonista il grande Elton John che, sulle note di uno dei suoi brani più amati, Your Song, rivive a ritroso la sua storia ritornando a quel giorno di Natale di tanti anni fa, quando ricevette in regalo quel pianoforte che gli cambiò la vita, perchè “un regalo è molto di più di un regalo”.

    Questo è quel periodo dell’anno in cui tutti attendono lo spot natalizio di John Lewis & Partners, la più grande catena di giocattoli del Regno Unito, perchè vuol dire che davvero il Natale sta arrivando. Pensate che in Uk l’altra sera, il momento in cui lo spot doveva fare il suo debutto sulla rete ITV è diventato quasi un dramma nazionale, solo per il fatto che la messa in onda dello spot è avvenuta qualche minuto prima del previsto e in tanti si sono lamentati di aver perso l’attimo. Questo per dire quale sia il livello di attesa di questo momento per i britannici.

    I video di Natale di John Lewis & Partners non sono mai banali e, di anno in anno, si arriva a livelli di emozioni sempre più alti, come appunto quello di quest’anno, forse il più bello in assoluto. Se è la prima volta che vi imbattete in John Lewis & Partners, allora date un’occhiata qui a #ManOnTheMoon e a Monty the Penguin, solo per respirare l’atmosfera che è solita creare quest’azienda in attesa del Natale.

    video elton john John Lewis & Partners 2018

    Protagonista del video spot del 2018 è Elton John, vero mito vivente, l’artista inglese più amato, che ha come titolo “The Boy and The Piano“, titolo molto eloquente. Lo scopo è quello di raccontare una storia che avesse come filo conduttore il regalo di Natale, ma non uno qualsiasi, proprio quello che può cambiare la vita di un bambino. E così è stato per Elton John che, alla fine del video, rivive quel momento in cui ricevette il suo primo pianoforte, quello strumento che gli ha permesso di avere una lunga carriera di 50 anni, con oltre 400 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, di scrivere oltre 700 canzoni e di diventare anche Cavaliere, Knight Bachelor, “per i servigi resi alla musica”.

    Il video in soli 4 giorni ha già collezionato oltre 4,5 milioni di visualizzazioni su YouTube.

    Elton John, 71 anni, vero nome Reginald Kenneth Dwight, ha annunciato ad inizio anno il suo ultimo tour che lo vede impegnato in 300 date. Evidentemente lo spot di John Lewis & Partners è un omaggio a questo grande artista.

  • La pubblicità sui Social Media supererà quella sui giornali dal 2020

    La pubblicità sui Social Media supererà quella sui giornali dal 2020

    Un nuovo e interessante report dell’agenzia Zenith Optimedia evidenzia come la pubblicità sui social media supererà quella sui giornali, entro i prossimi 4 anni. La previsione è che entro il 2019 i due valori saranno molto simili, ma dal 2020 avverrà il sorpasso. Questo dovuto al crescere del fenomeno Mobile. Crescita a due cifre per pubblicità sui Video online.

    La raccolta pubblicitaria sui Social Media è un fenomeno in crescita, questo lo si sa. I Social Media sono ormai strumenti di comunicazione e condivisione molto frequentati, basti pensare al bacino di Facebook che si avvicina a grandi passi verso i 2 miliardi di utenti. Di conseguenza le aziende dimostrano, sempre più, intenzione di investire in advertising su queste piattaforme, con budget sempre crescenti. Un fenomeno che disegna uno scenario opposto per quanto riguarda i giornali e la carta stampata in generale, dove la raccolta pubblicitaria è in continuo calo. Direte voi, cose che già sono note ai più, vero. Ma oggi torniamo sul tema perchè un interessante (come sempre del resto) report dell’agenzia Zenith Optimedia prevede che presto la pubblicità sui Social Media, in termini di valore, sarà quasi uguale a quella raccolta sui giornali, e che presto ci sarà il sorpasso.

    social media mobile pubblicita advertising franzrusso it 2016

    Volendo entrare nel dettaglio, entro il 2019 la pubblicità sui Social Media toccherà il valore di 50,2 miliardi di dollari, mentre quella sui giornali sarà di 50,7 miliardi, solo mezzo miliardi di differenza. Di fronte a questi numeri, con il fenomeno crescente dell’advertising sui Social Media e con il conseguenza calo dell’advertising sui giornali, il sorpasso, secondo Zenith Optimedia, avverrà dal 2020. Un fenomeno che per i Social Media trova il suo traino sul Mobile. Ma l’agenzia prevede anche una grande crescita per l’advertising su Video online.

    A proposito di Video, la stessa Zenith Optimedia qualche mese fa aveva previsto che la pubblicità su Internet sarà del 28% entro il 2017 e che proprio il settore dei video online continuerà a crescere. La crescita parte da +33% registrato nel 2014, fino ad arrivare a +29% previsto nel 2017.

    In sostanza, l’incremento annuo previsto per l’advertising sui Video online sarà del 18% annuo, mentre quello sui Social Media sarà del 20% annuo. Nel dettaglio la spesa prevista per i Video online sarà di 35,4 miliardi di dollari entro il 2019, comunque pari a un quinto (18%) della spesa prevista per la TV.

    I Social Media sono ormai, per molti utenti, un luogo su cui informarsi, leggere notizie, oltre che condividere contenuti con i propri contatti. Sono quindi luoghi che acquisiscono un ruolo sempre più importante nella vista di ciascuno di noi. La crescente qualità dei dispositivi mobili, registrata negli ultimi anni, ha fatto si che le aziende potessero essere incentivate ad investire su queste piattaforme. Gli annunci pubblicitari sui Social Media si integrano meglio sul news feed, risultando più appetibili dei tradizionali banner ai quali eravamo abituati.

    Uno scenario che ci aspettavamo. E voi che ne pensate?

  • Shoppable Video, l’evoluzione interattiva del Video Advertising

    Shoppable Video, l’evoluzione interattiva del Video Advertising

    I dati di una recente ricerca ci hanno spinto a conoscere e approfondire nuovi formati di video advertising. Si parla quindi di Shoppable Video, un formato che mette insieme il grande potenziale del contenuto video con la possibilità di acquistare direttamente. E l’azienda leader del settore è italiana e si chiama SHAA.

    Una recente ricerca di BuzzMyVideos ha messo in evidenza come il 94% dei Millennials, ossia la fascia di età compresa tra i 18-35 anni, è più propenso all’acquisto dopo aver visto una video recensione; mentre il 90% cerca informazioni e recensioni video online prima di procedere ad un acquisto su Internet. Tutti dati interessanti che ci confermano quanto ormai il video stia diventando un contenuto sempre più diffuso e di quanto possa essere efficace anche in relazioni agli acquisti. Da questo punto di vista, un dato della ricerca citata prima che ci è parso interessante è che l’83% degli intervistati dichiara di gradire la presenza di video promozionali ben fatti, in questo caso la pubblicità non viene percepita come un elemento invadente. E, sempre tra i dati che hanno colpito la nostra attenzione, l’82% degli intervistati vorrebbe poter cliccare direttamente su un prodotto visto in un video online, una funzionalità questa ad alto tasso di coinvolgimento che potrebbe convertirsi in un format molto interessante per gli inserzionisti.

    shoppable video shaa @franzrusso.it 2016

    Ebbene, presi da grande interesse verso questo dato abbiamo voluto approfondire e quello che sappiamo è che questa possibilità esiste già. E in questo caso si parla di Shoppable Video, un formato che vuole coniugare l’alto potenziale del contenuto video con la grande possibilità di poter acquistare direttamente. Rappresenta la naturale traduzione relativa al dato dell’83% dei Millennials che vorrebbero poter acquistare direttamente dopo aver visto un video.

    Nel nostro intento di approfondire l’argomento, abbiamo scoperto questo video della linea Garnier Olia, la linea di prodotti per la colorazione dei capelli, che vede la partecipazione interattiva di Vittorio Masciarelli il quale accompagna l’utente a scegliere il prodotto che più si avvicina alle vostre caratteristiche. In pochi click, andando avanti rispondendo a semplici domande, interagendo con il video stesso, al termine, vi troverete davanti i prodotti consigliati e la possibilità di poterli acquistare direttamente, cliccando sopra al tasto “Acquista ora“. E’ un bell’esempio di Shoppable Video, rende perfettamente l’idea di cosa significa “poter acquistare direttamente” ed è molto coinvolgente.

    Perseguendo l’interesse verso questo formato innovativo, abbiamo scoperto che l’azienda che riesce a realizzare campagne di questo tipo è italiana ed è una delle più importanti del settore, anche a livello internazionale. L’azienda si chiama SHAA, ha sede a Milano, ed è stata fondata nel 2011 da Luca Sepe, oggi CEO dell’azienda, e dal 2012 realizza questi video.

    SHAA è stata la prima azienda in Italia a presentare sul mercato soluzioni di video&photo-interaction applicate all’advertising e ad offrire alle aziende una modalità innovativa e strategica di presentare e vendere i propri servizi e prodotti, sviluppando per loro interactive web-tv, interactive video advertising, photo-tagging e, quindi, shoppable video.

    Questa tipologia di Video, applicata al formato adv, si rivela essere molto efficace con 5% di CTR e un tasso d’interazione pari all’8%. Numeri che dimostrano l’assoluta superiorità di questo prodotto rispetto a qualsiasi altro presente sul mercato, specialmente se confrontati con le medie fornite da Doubleclick sulla performance dei formati adv in Italia, ossia cifre inferiori allo 0,1%.

    Quindi, se dal un lato l’utente avrebbe sicuramente più interesse ad interagire con un contenuto di questo tipo, come lo Shoppable Video, lo stesso, se non di più, vale per le aziende che adesso hanno la possibilità di rendere più efficaci gli investimenti in video adv, spesa in crescita tra l’altro come rilevato di recente anche da IAB. L’invito è quello di cominciare a prendere in seria considerazione questa modalità per cominciare a rendere più efficaci e concrete le proprie campagne video adv. Anche per poter agganciare tipologia di utenti, come abbiamo visto prima, che apprezzano questo tipo di contenuto e questo tipo di interazione finalizzata a compiere un acquisto.

    Lo strumento tecnologico che ha permesso a SHAA di conquistare la leadership nella web interaction si chiama SHAA Media Interactive Platform (SHAA MIP), un tool proprietario che consente di intervenire su un contenuto video o foto, introducendo elementi multimediali interattivi (call to action) che stimolano l’engagement degli utenti, in quanto possono navigare al loro interno, permettendo all’advertiser di inserirvi photo/video gallery, localizzazione dello store o del dealer, form di raccolta dati, downloading e feed social. L’integrazione dello strumento con il database del sistema e-commerce delle aziende offre, appunto, l’opportunità di trasformare una normale presentazione video in un video-commerce altamente evoluto e interattivo e, soprattutto, di monetizzare i contenuti online, attraverso specifiche call to actions.

    Ecco, questo il nostro piccolo approfondimento alla scoperta di contenuti e formati video coinvolgenti al punto da estendere anche l’esperienza d’acquisto fino a renderla più diretta e immediata.

    E voi cosa ne pensate? Raccontateci la vostra opinione e se avete già visto e interagito con questa modalità di contenuto.

  • Cresce la pubblicità online in Italia nel 2015, bene Video e Social Media

    Cresce la pubblicità online in Italia nel 2015, bene Video e Social Media

    Sulla base della survey annuale condotta per verificare lo stato della pubblicità online in Italia, Nielsen stima che nel 2015 in Italia il mercato pubblicitario sul web sarà di 2 miliardi di euro con una crescita dell’8,4%. Il peso sul totale del mercato pubblicitario complessivo sarà del 26,5%. In leggero calo search e display, crescono video e social media.

    Interessante i dati che Nielsen ha rilevato dalla survey annuale condotta su circa 800 aziende investitrici, utili per comprendere meglio la direzione del mercato complessivo, ma soprattutto per verificare che il mercato sta crescendo soprattutto nella direzione digital. Quello che rileva Nielsen, in relazione al mercato pubblicitario online in Italia, è che nel 2015 il web advertising crescerà dell’8,4%, con un raccolta pubblicitaria di 2 miliardi di euro, nello specifico saranno 2,1 miliardi di euro. Di conseguenza la quota complessiva del mercato pubblicitario online, sul totale, sarà del 26,5%, in crescita dell’1,7% rispetto al 2014, quando era del 24,8%. E proprio questi dati faranno da traino al mercato pubblicitario italiano che 2015 crescerà dell’1,5% con un raccolta di quasi 8 miliardi di euro (7,9 miliardi rispetto ai 7,8 miliardi dell’anno precedente).

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    E come potete notare dal grafico, i 2/3 del mercato pubblicitario online in Italia di divide su Search (parole chiave sponsorizzate sui motori di ricerca) e Display (principalmente banner). Anche se c’è da rilevare che proprio questi due segmenti nel 2015 fanno registrare un leggero calo: -1% il segmento Search e -2% il segmento Display. Di segno opposto invece altri due segmenti che nel corso di questi ultimi mesi stanno facendo registrare segni di crescita. E sono il Video, che nel 2015 vedrà una crescita dell’1% arrivando ad una quota del 17%, e i Social Media (social media advertising), che nel 2015 crescerà del 3% con una quota dell’11%. Sono dati significativi che rispecchiano l’andamento generale del mercato. In Italia stiamo, lentamente assistendo a questo tipo di fenomeni, mentre altrove i mercati sono più maturi da questo punto di vista. Ma sono comunque segnali interessanti, specie in relazione al calo dei due segmenti più importanti, come il Display e il Search. E specie dal punto di vista del Display ci sarebbe dare fare una riflessione più ampia, che non mancheremo di fare.

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    pubblicità-web-2015-nielsen-investimenti

    Continuando a vedere i dati del mercato pubblicitario online in Italia, notiamo che anche la quota del canale directory (micro inserzioni in categorie web tematiche) scenderà al 7% dopo un 2014 in cui si attestava al 9%.

    Se guardiamo in dati in termini di valore dell’investimento per il 2015, allora quello che sostenevamo prima assume un significato ancora più forte. E infatti, il valore dell’investimento sui Video cresce del 16%, mentre quello sui Social Media cresce di ben il 46%. Valori importanti se li guardiamo in relazione agli altri segmenti. Più contenuti sono quelli del Display, +2%, e il Search, +7%; sono in calo le Directories: -8% nel 2015.

    Per quanto riguarda i macro settori, le aziende del settore Persona investono il 39% del proprio budget su internet. Si registrano poi ampi margini di crescita per il Largo Consumo, che ancora si attesta a meno del 10% in termini di quota. Al suo interno, però, si registra una buona performance del video advertising, che raccoglie il 25% degli investimenti totali del macrosettore sul web. Tale quota si differenzia molto tra alto spendenti (oltre i 10 milioni di investimenti all’anno) dove si attesta al 21% e basso spendenti (meno 500.000 € anno) per i quali scende al 15%.

    I settori Distribuzione e Automobili sono quelli che destinano al digital advertising le quote più elevate rispetto alla media del mercato, rispettivamente 53% e 41%, seppur con differenze al loro interno in termini di canali web: nel primo caso, il 70% del budget è rivolto a display e directories, per l’Automotive investe il 70% in search e video.

    Allora, che ne pensate di questi dati?

  • Facebook batte YouTube sui Video online

    Facebook batte YouTube sui Video online

    Secondo un report realizzato dalla società londinese Ampere Analysis, Facebook sta per battere YouTube proprio in quello che sa fare meglio, e cioè condivisione e visualizzazione di video. Facebook quindi guadagna terreno per la sua capacità di fare meglio advertising con questo tipo di contenuti.

    Lo avreste mai pensato qualche anno fa? Probabilmente no – ma questo vale in generale per un sacco di altre cose. Ma quello di cui vi parliamo oggi è emblematico perchè Facebook adesso è in grado di battere anche YouTube proprio su quello che gli riesce meglio. Conosciamo YouTube infatti per essere la piattaforma regina delle condivisione di video e di conseguenza anche delle visualizzazioni che questa riesce a generare. Ebbene, un rapporto di Ampere Analysis, società di analisi londinese, ci dice che Facebook adesso è in grado di battere YouTube in quanto è riuscita a imporsi come piattaforma video più profittevole dal punto di vista dell’advertising.

    facebook video youtube franzrusso.it

    Secondo il rapporto in questione, Facebook supererà i due terzi del totale delle visualizzazioni video su YouTube: 2 mila miliardi contro i tre mila miliardi di YouTube. E il dato in certo senso acquista ancora più importanza se guardiamo la base utenti delle due piattaforme: 1,4 miliardi Facebook contro 1,3 miliardi di YouTube. Un dato questo che rema certamente a favore di Facebook che, come evidenzia lo stesso rapporto, riesce ad offrire agli advertisers soluzioni più mirate rispetto a quelle offerte da YouTube. Ed è questo il punto di forza di Facebook, un dato che lo si può considerare vincente in un contesto di adversting online in generale se messo a confronto con le soluzioni di avdertising messe in campo da Google. Anche se va detto, al momento YouTube dispone di una gamma di soluzione di adv sui video online molto più flessibile s trutturata. Non è detto però che col tempo e con questi risultati anche Facebook non possa predisporre di una serie di soluzioni più complete.

    Quindi Facebook si appresta a diventare leader dei video online, un settore, secondo i dati di un’altra interessante ricerca ad opera di ZenithOptimedia – entrambe le ricerche sono state presentate a “Cannes Lions” – che rileva che la pubblicità su Internet sarà del 28% entro il 2017 e che proprio il settore dei video online continuerà a crescere. La crescita parte da +33% registrato nel 2014, fino ad arrivare a +29% previsto nel 2017.

    Insomma, Facebook si dimostra vincente anche sui video online. E voi che ne pensate?

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  • Crevity, la piattaforma per la creatività in crowdsourcing

    Crevity, la piattaforma per la creatività in crowdsourcing

    Crevity è la piattaforma di crowdsourcing creativo lanciata nel 2013 da Mosaicoon, la startup siciliana di video marketing. La piattaforma di fatto è un network di professionisti, specialisti in video advertising e appassionati di video virali, di tutto il mondo che collaborano su progetti di grandi aziende.

    Crevity è la piattaforma di crowdsourcing per il video advertising lanciata nel 2013 da Mosaicoon, la startup siciliana nata nel 2009 che sta avendo molto successo a livello internazionale.

    Crevity è un network esclusivo in cui professionisti in ambito creativo da tutto il mondo hanno la possibilità di lavorare su brief di brand internazionali e vengono pagati per le idee più brillanti. La particolarità di questa piattaforma, lanciata nel 2013, è che si differenzia dalle altre in quanto rivoluziona il tradizionale processo di co-creation. La piattaforma è stata scelta da grandi aziende per la gestione completa ed efficace della propria strategia di video advertising, dal concept alla produzione.

    Come si fa ad entrare in Crevity

    Per entrare nel network, gli aspiranti membri possono inviare il proprio portfolio, che deve essere conforme agli standard di qualità del Team Creativo, per poter essere ammessi a partecipare ai progetti. Per ogni progetto vengono messi a disposizione soltanto un numero limitato di posti, assegnati in base all’ordine di prenotazione: questo significa che le buone idee vengono effettivamente pagate, in quanto i partecipanti ai progetti sono pochi e le loro esperienze e competenze sono sempre in linea con i progetti lanciati sulla piattaforma. In questo modo la creatività viene sempre valorizzata e i brand possono contare su concept originali e ad alto potenziale virale.

    All’interno della sezione Inspiration potete vedere, e vi consigliamo di farlo (una la potete vedere qui in alto), campagne di video advertising e video unbranded ad alto potenziale virale. E’ sufficiente entrare nella sezione, aggiornata ogni giorno, e all’interno della stessa potete anche commentare lasciando una vostra opinione linkando tra i commenti al vostro video preferito.
  • StickyADS.tv e Videology insieme per video programmatic di qualità

    StickyADS.tv e Videology insieme per video programmatic di qualità

    videology

    Nasce oggi una nuova partnership che offrirà agli utenti Videology accesso a una inventory di video premium su più di 55 marketplace disponibili sulla piattaforma StickyADS.tv in Europa, consentendo loro di acquistare un’ampia gamma di contenuti di elevata qualità dai migliori publisher

    Videology, tra le piattaforme di video advertising leader di mercato, ha annunciato oggi la nascita di una nuova partnership con StickyADS.tv, principale piattaforma Supply-Side (SSP) di video programmatic a livello mondiale. L’accordo consentirà ai clienti demand-side di Videology, alcuni tra i più importanti advertiser e agenzie in Europa, di accedere alla piattaforma di StickyADS.tv per l’acquisto di inventory video di elevata qualità. Questa nuova collaborazione offrirà agli utenti della tecnologia Videology l’accesso a una inventory di video premium su oltre 55 Private Market Place disponibili sulla piattaforma StickyADS.tv in Europa, consentendo loro di acquistare un’ampia gamma di contenuti di elevata qualità dai migliori publisher.

    La flessibilità della piattaforma di StickyADS.tv consente un’integrazione fluida tra server con una inventory premium ed esclusiva, e includerà inoltre integrazione completa dei Deal ID, permettendo a Videology di targetizzare con precisione ogni mercato, audience o contesto a seconda delle esigenze pubblicitarie del cliente.

    Advertiser e agenzie ora più che mai cercano dai principali publisher, comprese le emittenti televisive, una inventory esclusiva, di elevata qualità e sicura per il brand”, spiega Anne de Kerckhove, Managing Director EMEA di Videology. “Il numero di publisher e di Private Market Place premium disponibili sulla piattaforma di StickyADS.tv è davvero importante, e questo consente ai nostri partner demand-side di accedere alla migliore inventory in Europa per offrire ai propri clienti campagne in stile televisivo su tutti i device”.

    Siamo lieti di questo accordo che abbiamo ufficializzato con Videology”, commenta Hervé Brunet, CEO e co-fondatore di StickyADS.tv’s. “Collaboriamo ormai da oltre due anni, e questa partnership ci consentirà di estendere le sinergie tra le due aziende a tutta l’Europa”.

    La partnership è ulteriormente rafforzata dai valori chiave di business che le due aziende condividono. Entrambe sono infatti impegnate nel trattare in forma programmatic un inventario video sicuro per i brand, offrendo agli advertiser contenuti di massima visibilità e impatto. Nel maggio dello scorso anno, Videology ha ricevuto la certificazione del Media Rating Council (MRC) per la misurazione di video impression visualizzabili. Inoltre StickyADS.tv e Videology promuovono trasparenza e controllo e sono attivamente impegnate nella lotta alle frodi pubblicitarie.

  • Il panorama Video in Italia: in crescita nei prossimi tre anni

    Il panorama Video in Italia: in crescita nei prossimi tre anni

    video-advertising

    Una ricerca di Forrester Consulting, per conto di Videology, svela come i consumatori adotteranno nuove modalità di reperimento di contenuti video. L’indagine ha coinvolto media company, agenzie e advertiser rivelando una crescita sempre più rapida del video advertising

    Videology, una delle piattaforme di video advertising leader di mercato, ha diffuso i dati di una ricerca commissionata a Forrester Consulting sull’andamento del video in Italia nei prossimi tre anni. L’indagine ha coinvolto media company, agenzie e advertiser e nonostante le risposte abbiano evidenziato alcune aree di divergenza, le visioni di queste tre principali categorie di attori dell’ecosistema video sono risultate molto simili, preparando così il campo per una crescita e adozione più rapide del video advertising. Tutti concordano, infatti, nel ritenere che i consumatori italiani abbracceranno nuove modalità di reperimento di contenuti video nel prossimo triennio.

    L’uniformità di vedute si evidenzia nel fatto che nei prossimi tre anni aumenterà lo streaming dei programmi tv dai siti web delle varie reti televisive (73% advertiser, 79% agenzie e 66% media company), così come i servizi di streaming online on demand stile Netflix  (71% advertiser, 66% agenzie e 66% media company). La crescita della fruizione di video on demand via satellite o cavo non sembra invece convincere particolarmente media company (57%) e agenzie (60%), con le prime che sono ancora meno ottimiste (46%)  quando si parla di programmazione professionale online originale. Da notare come il 64% degli intervistati ritenga che la visione televisiva in diretta potrebbe rimanere invariata o addirittura diminuire.

    Per quanto riguarda i device maggiormente utilizzati per la fruizione dei video nel triennio a venire, i dati della ricerca evidenziano una maggiore diffusione delle Smart TV (90% advertiser, 70% media company e 69% agenzie) e dei tablet (92% advertiser, 64% media company e 87% agenzie). In terza posizione gli smartphone. Da notare come il 54% degli intervistati è convinto però che la fruizione dei contenuti video aumenterà su un dispositivo al momento non ancora identificabile.

    I prossimi tre anni, secondo gli intervistati, saranno caratterizzati dalla capacità del “second screen” di incrementare le possibilità di interagire con contenuti ulteriori relativi alla programmazione TV (la pensa così 82% advertiser, 70% agenzie e 70% media company) e ai contenuti degli advertiser (73% marketer, 78% agenzie e 70% media company). Oltre il 70% ritiene che il “second screen” offrirà nuove opportunità di engagement pubblicitario.

    Per ciò riguarda i possibili cambiamenti nel settore alla luce delle nuove abitudini dei consumatori nel prossimo triennio, tutti sono concordi nel ritenere che la tecnologia sarà un elemento differenziatore chiave (media company 76%, agenzie 75% e advertiser 74%) e che ci sarà una convergenza tra pianificazione TV e video online (advertiser 71%, media company 70%, agenzie 69%). Oltre la metà degli intervistati è fermamente convinta che ci saranno cambiamenti nel settore.

    In definitiva, la ricerca evidenzia tra gli intervistati un ottimismo generale sul futuro del video. L’ecosistema italiano è convinto che per sfruttare tutte le opportunità future sarà necessario essere in grado di operare sia a livello tradizionale che programmatico, con la flessibilità che sarà la parola d’ordine per il successo futuro della adv technology.

    La ricerca in Infografica

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  • Videology in partnership con AddThis per ottimizzare la piattaforma

    Videology in partnership con AddThis per ottimizzare la piattaforma

    videology

    Videology, piattaforma di video advertising leader sul mercato rivolta a editori, agenzie e advertiser, ha siglato una partnership con AddThis che le permetterà di risolvere il problema della disponibilità globale dei dati. Ora può contare sulla capacità esclusiva di creare profili in mercati dove mancano dati tradizionali

    Videology, piattaforma di video advertising leader sul mercato rivolta a editori, agenzie e advertiser, ha siglato una partnership con AddThis che le consentirà di individuare pubblici specifici, persino in mercati dove i dati convenzionali sono scarsi o non disponibili.

    L’accordo offre a Videology la possibilità di creare profili basati sugli interessi degli utenti e sulle relative demografiche dedotteI tool di AddThis vengono utilizzati su oltre 14 milioni di siti di tutto il mondo, generando un notevole volume di dati comportamentali che forniscono a editori e pubblicitari preziose informazioni  sui clienti e consentono alle piattaforme di advertising di operare sulla base di questi segmenti.

    Informazioni proprietarie, unite ai dati di AddThis, offrono a Videology la capacità esclusiva di creare per i pubblicitari segmentazioni di consumatori sia di gruppi target standard che di audience specifiche, e di agire e perfezionarsi poi sulla base di questa segmentazione. Inoltre, Videology ha la capacità di fornire questo livello granulare di targhetizzazione in ogni mercato grazie ai dati comportamentali di AddThis che includono vista, ricerca, URL e metadati dedotti basati su oltre 100 miliardi di pagine caricate al mese.

    I dati sono attualmente disponibili in USA, Canada, Francia, Italia, Spagna e Paesi Bassi, e saranno presto introdotti in Russia, Australia, Sud Est Asiatico, America Latina e Regno Unito. Seguiranno altri mercati, man mano che la presenza globale di Videology continua a espandersi.

    In molti paesi non esistono fornitori  consolidati di dati e la ricerca di quelli necessari per abilitare una targhetizzazione precisa non è del tutto impossibile. Questo accordo ci permette di creare all’istante segmenti e categorie in tutto il mondo”,  dichiara Catherine Hallam, Director, Product, Data Strategy & Analytics di Videology. “Di conseguenza, stiamo contribuendo a risolvere un problema storico del programmatic buying, aiutando i marketer di tutto il mondo a prendere decisioni più ponderate”.

    I dati di AddThis riflettono gli interessi degli utenti web di tutto il mondo”, afferma Mike McGowan, Senior Vice President of Business Development and General Counsel di AddThis. “La nostra partnership con Videology è un grande esempio del valore aggiunto che si crea quando i dati di AddThis si integrano con le piattorme di adversting leader di oggi”.

    Videology ha già cominciato a utilizzare le informazioni per creare segmenti ad hoc per campagne e anche per identificare i potenziali consumatori in mercati divisi per specifici prodotti, come potrebbero essere una nuova TV o un’auto.  In USA e Canada, per esempio, l’estesa tassonomia standard di AddThis è completamente integrata nel Videology Campaign EngineSM, consentendo agli utenti della piattaforma di pianificare ed eseguire campagne basandosi sulle audience di AddThis, come per esempio i segmenti di Small Business, Auto e Gaming.

    In Spagna, come ulteriore esempio, Videology ha usato questi  dati per creare segmenti di audience più ampi quali per esempio beni di lusso maschili e femminili, e profili femminili suddivisi per età e istruzione. Uno strumento prezioso, in un mercato dove il reperimento di dati sufficienti ad ottimizzare le opportunità di video targhetizzato può rappresentare una problematica.

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