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  • Whirlpool presenta a Fano il Seabin, il cestino del mare mangia rifiuti

    Whirlpool presenta a Fano il Seabin, il cestino del mare mangia rifiuti

    Whirlpool, una delle più grandi aziende di elettrodomestici al mondo, è da sempre impegnata nella protezione ambientale e nella sostenibilità. E in virtù di questo grande impegno, l’azienda americana ha presentato ieri a Fano il Seabin, il cestino del mare capace di catturare circa 1,5 kg di detriti al giorno, ovvero oltre 500 Kg di rifiuti all’anno.

    Whirlpool, una delle più grandi aziende di elettrodomestici al mondo, con una storica presenza in Italia, è da sempre impegnata nella protezione ambientale e sostenibilità. Un impegno che il colosso americano ha voluto intensificare con la presentazione ieri del Seabin, un vero e proprio cestino del mare capace di catturare circa 1,5 kg di detriti al giorno, ovvero oltre 500 Kg di rifiuti all’anno. Una grande innovazione che fa bene al nostro mare, una delle più importanti risorse del nostro pianeta.

    Nel rafforzare il suo impegno per la salvaguardia dell’ambiente e del mare, Whirlpool ha aderito al progetto #Plasticless con l’installazione di due Seabin nei porti di Fano e San Benedetto del Tronto. I due cestini saranno i primi dispositivi di questo tipo attivi sul territorio marchigiano.

    seabin whirlpool franzrusso.it 2018

    L’impegno di Whirlpool per la salvaguardia del mare

    Prima di scoprire come funziona il Seabin, ricordiamo che ogni giorno 731 tonnellate di rifiuti di plastica vengono gettati nel Mar Mediterraneo, un numero che potrebbe raddoppiare entro il 2025. Di queste, 90 tonnellate sono prodotte dall’Italia, il terzo paese più inquinante nell’area mediterranea. Inoltre, secondo l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), la concentrazione di microplastiche nel mar Mediterraneo è tra le più alte al mondo: 1,2 milioni per km2.

    Ecco perchè Whirlpool, per affrontare questa grande emergenza, ha deciso di partecipare al progetto PlasticLess, promosso da LifeGate, realtà leader nei progetti di sostenibilità, per contribuire alla diminuzione dell’inquinamento dei mari italiani e alla promozione di un modello di economia e di consumo circolare.

    Cos’è e come funziona il Seabin

    Il Seabin, che sta per “mangia rifiuti del mare”, è un cestino di raccolta dei rifiuti che galleggiano in acqua di superficie in grado di catturare circa 1,5 kg di detriti al giorno, ovvero oltre 500 Kg di rifiuti all’anno (a seconda del meteo e dei volumi dei detriti), comprese le microplastiche da 5 a 2 mm di diametro e le microfibre da 0,3 mm. Seabin inoltre potrà catturare molti rifiuti comuni che finiscono nei mari come i mozziconi di sigaretta, purtroppo anch’essi molto presenti nelle nostre acque. Funzionante 24 ore al giorno e senza sosta, il Seabin è quindi in grado di rimuovere molta più spazzatura delle cosiddette “trash boats” o della raccolta manuale.

    seabin bimbi whirlpool franzrusso.it

    Il Seabin viene immerso nell’acqua e fissato ad un pontile con la parte superiore del dispositivo al livello della superficie dell’acqua. Grazie all’azione spontanea del vento, delle correnti e alla posizione strategica del Seabin, i detriti vengono convogliati direttamente all’interno del dispositivo. La pompa ad acqua, collegata alla base dell’unità, è capace di trattare 25.000 litri di acqua marina all’ora. I rifiuti vengono catturatati nella borsa, che può contenere fino a un massimo di 20kg, mentre l’acqua scorre attraverso la pompa e torna in mare.
    Quando la borsa è piena, viene svuotata e pulita.

    Il progetto, nel complesso, ha l’obiettivo di recuperare i rifiuti plastici dai mari italiani, promuovendo un modello di economia e di consumo circolare attraverso la riduzione, il riutilizzo e il riciclo dei rifiuti marini. Come ha detto il sindaco di Fano, Massimo Seri, durante la presentazione dei Seabin, “questo è un’innovazione utile ad infondere ancora di più la cultura della raccolta differenziata“.

    [box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]Con #PlasticLess vogliamo rispondere alla sfida di liberare i nostri mari dagli sprechi in modo proattivo e concreto, portando reali benefici alla società e alle comunità dove il mare è un asset cruciale per il loro sviluppo e benessere” – ha spiegato Alessandro Magnoni, Senior Communication Director e Government Relations, Whirlpool EMEA – “Come azienda leader mondiale, è nostro dovere impegnarci quotidianamente per garantire il miglior futuro possibile per il nostro pianeta e per le generazioni future. Speriamo che altre aziende decidano di seguirci in questo progetto: insieme possiamo fare molto”. L’idea è quella di portare i Seabin anche in altri porti in Italia.[/box]

    Ma questa è anche una grande occasione di sensibilizzazione verso la protezione dell’ambiente e del mare, partendo proprio dai più piccoli, coinvolti in diversi progetti proprio per renderli più responsabili, perchè loro sono il nostro futuro.

    Allora, ben vengano i Seabin e ben vengano tecnologie che sensibilizzano e ci educano ad un atteggiamento sempre più responsabile. Perchè siamo tutti coinvolti.

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    [In collaborazione con Whirlpool EMEA]

  • Whirlpool sceglie Google, accordo per 20 milioni di dollari in cinque anni

    Whirlpool sceglie Google, accordo per 20 milioni di dollari in cinque anni

    Whirlpool, leader mondiale nella vendita di grandi elettrodomestici, passa a Google. E’ stato siglato a Milano oggi l’accordo con il colosso del Web che prevede l’utilizzo della piattaforma “Google Apps for Business” sulla base di 20 milioni di dollari per la durata di 5 anni

    Whirlpool passa a Google, un cambio tecnologico di piattaforma che è la base per una rivoluzione nel modo di lavorare e nell’ambiente di lavoro. La collaborazione, siglata, oggi a Milano, è a carattere globale fra la multinazionale leader degli elettrodomestici e il colosso del web. L’accordo comporta un impegno complessivo di 20 milioni di dollari e ha una durata di 5 anni, con possibilità di estensione. Per Whirlpool EMEA la transizione alla nuova piattaforma si completerà entro i prossimi nove mesi.

    whirlpool-logo

    Se da un punto di vista tecnologico la soluzione scelta, Google Apps for Business, ha come cardini cloud e altissime performance nei livelli di connettività, gli obiettivi dichiarati per il lavoro sono il dimezzamento dei tempi decisionali e del numero di riunioni. E questo grazie alle possibilità offerte dalla nuvola. Concretamente, ogni collaboratore anche solo con il proprio smartphone potrà, sfruttando le apps della piattaforma, accedere in ogni momento e da ogni luogo ai documenti di lavoro condivisi con un risparmio di tempi e la possibilità di aggiornarli. Un lavoro che diventa quindi sempre più collaborativo e cui ognuno può dare il proprio contributo in ogni momento.

    L’obiettivo del nostro progetto globale Winning Workplace è che ognuno sia messo nelle condizioni di esprimersi al meglio nel lavoro -dichiara Kathy Nelson vice presidente Risorse umane e Corporate Communication di Whirlpool EMEA-. E questo non significa soltanto avere a disposizione gli strumenti e le tecnologie migliori, ma compiere una svolta in termini culturali, di abitudini, quindi avere la possibilità di lavorare insieme nei modi e nei tempi più opportuni per ognuno, sia in ufficio, sia a casa o in viaggio, superando così gli ostacoli dovuti alla distanza e ai diversi fusi orari della nostra organizzazione globale e migliorando al contempo l’equilibrio tra vita privata e lavoro. Nel momento in cui i nostri collaboratori potranno usufruire di queste possibilità, il lavoro somiglierà sempre meno al lavoro come lo abbiamo sempre conosciuto e sempre più alla nostra vita quotidiana”

    Il progetto sviluppato per Whirlpool si dimostra particolarmente lungimirante, e in linea con i più avanzati paradigmi di comunicazione e collaborazione aziendale, in cui la tecnologia è elemento abilitante in un progetto finalizzato a innescare un cambiamento di cultura aziendale -ha dichiarato Luca Giuratrabocchetta, Country Manager Google Enterprise Italy-. In questo modo Whirlpool si unisce a quelle realtà – sempre più numerose in Europa e nel mondo – che decidono di utilizzare le più moderne tecnologie per lavorare meglio e essere sempre più competitive sul mercato”

    La nuova piattaforma Google contribuirà anche a fare di Whirlpool un’azienda pienamente digital oriented, quindi con un posizionamento rinforzato sui social media, che sono un canale imprescindibile per essere costantemente a contatto con il cliente e le sue necessità. Per creare una cultura digitale, Whirlpool EMEA ha avviato dallo scorso anno, con la consulenza di H-ART, una Digital school inizialmente rivolta al settore marketing, poi allargata ad altre funzioni aziendali e prossimamente accessibile a chiunque, anche esterno all’azienda.

    Il terzo aspetto nel processo di cambiamento, dopo gli strumenti tecnologici e l’attitudine culturale, è rappresentato dall’ambiente di lavoro, da ripensare proprio alla luce delle nuove abitudini. Questo è già avvenuto nella casa madre di Whirlpool, a Benton Harbor (Michigan), dove è stata concepita e realizzata una nuova sede che, sfruttando al meglio le opportunità offerte dalla tecnologia, vede la presenza di molti spazi comuni, aperti, connessi, dove in ogni luogo si trova idealmente il proprio ufficio, ma dove il lavoro, contrariamente al proprio ufficio, è anche “social”. Il primo passo mosso in questa direzione da Whirlpool EMEA è stata la creazione di quello che è il luogo di aggregazione per eccellenza, il Caffè. Il Whirlpool C@fè, ubicato nella reception del Centro direzionale europeo di Comerio, recupera e mantiene la vecchia struttura del bar interno degli anni Sessanta fondendola con quello che era la show-room e integrandovi elementi immancabili nei luoghi pubblici, dal wi-fi agli schermi su cui scorrono i video del Whirlpool Channel, dall’emeroteca, con testate internazionali, nazionali e locali, alla biblioteca, perno del book-crossing fra dipendenti.
  • Kitchenaid, il caso di crisi raccontato al Social Business Forum 2013

    Kitchenaid, il caso di crisi raccontato al Social Business Forum 2013

    Il caso Kitchenaid è stato raccontato ieri al Social Business Forum 2013. Quello che è ormai un caso da manuale dell’ottobre 2012, durante il dibattito per le Presidenziali USA, è stata ricordata da Giuseppe Geneletti di Whirlpool. Una situazione di crisi sui social media deve essere sempre affrontato con capacità di ascolto, senso di responsabilità, allineando i messaggi e controllando le reazioni

    Al Social Business Forum di ieri è stato trattato forse uno dei casi di crisi che hanno caratterizzato la storia recente sui Social Media. Parliamo spesso di strategie da approntare, di modi di comunicare e fare coinvolgimento, ma poi l’aspetto che è più evidente, comunicando sui Social Media, è il momento in cui si verifica una crisi. Come comportarsi in questi casi? Ecco che il caso che vi riportiamo oggi, torna utile a tutti.

    Cosa c’è di più inaspettato ed esplosivo di un dipendente che twitta (il tweet lo vedete in alto in copertina) dal login aziendale un insulto al presidente degli USA nel bel mezzo di un confronto elettorale? La gestione della comunicazione di crisi sui social media che ha coinvolto KitchenAid, marchio di Whirlpool, il 3 ottobre 2012 è il caso portato da Giuseppe Geneletti, director Communications and learning Whirlpool EMEA, nel suo intervento al Social Business Forum ieri a Milano. Trattando il tema “Managing the unexpected: social crisis control”, Geneletti ha mostrato un breve video che sintetizza la successione rapidissima di eventi seguente al tweet di insulti postato da un dipendente del team Twitter di KitchenAid nei confronti di Barack Obama, impegnato in un confronto con il candidato sfidante alle Presidenziali Mitt Romney trasmesso dall’emittente NBC. Il dipendente credeva di trovarsi sul login personale di Twitter; soltanto quando il tweet è stato pubblicato è stato chiaro che il login era quello dell’azienda. Ed era anche impossibile rimediare, infatti, benchè se ne fosse accorto subito provando a eliminarlo, in brevissimo tempo i retweet erano diventati 24mila e aumentavano a ritmo esponenziale mettendo a repentaglio la reputazione dell’azienda.

    kitchen-aid-apologist tweet

    È stata una pronta assunzione di responsabilità, quella del capo di KitchenAid Cynthia Soledad, a ribaltare una situazione che stava precipitando –ricorda Geneletti–: in un tweet ha chiesto scusa al presidente Obama e alla sua famiglia, si è assunta, come vertice dell’azienda, tutta la responsabilità dell’accaduto»

    Soledad ha poi utilizzato anche Facebook per creare contatti con i giornalisti che seguivano l’evento mettendosi a loro disposizione per chiarire l’accaduto. In poche ore l’emergenza è rientrata con molti tweet che hanno espresso apprezzamento per la presa di posizione di KitchenAid.

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    Il caso estremo di questa comunicazione di crisi originata da un evento imprevisto sui social media dimostra tutte le potenzialità e i rischi di questi strumenti, e l’importanza di una strategia ben strutturata per rispondere a ogni evenienza –prosegue Geneletti–. Per questo un’azienda si deve attrezzare innanzitutto con un atteggiamento di “social listening” costante, definendo le responsabilità, allineando i messaggi, monitorando le reazioni e coordinando le risposte; in una parola mettendosi in gioco. Si tratta di una vera e propria strategia aziendale, che si serve di strumenti avanzati di social listening. Si è così creato un modello olistico di social business che, oltre a essere di supporto in caso di comunicazione di crisi, permette una conoscenza più approfondita dei propri consumatori, quindi consente di rispondere al meglio alle loro esigenze»

    Whirlpool EMEA ha realizzato un manuale con specifici protocolli da seguire in caso di comunicazione di crisi provocata da messaggi negativi o lamentele dei consumatori sui social media; protocolli graduati sulla base dell’indice di rischio e che arriva a coinvolgere livelli diversi dell’organizzazione con l’attivazione di procedure ad hoc.

    Essere presenti sui social media per un’azienda significa formare i dipendenti che ne faranno uso –conclude Geneletti–; per questo Whirlpool EMEA ha dato vita da oltre un anno alla Digital School, un programma che coinvolge diverse funzioni, dal marketing alla finanza alle risorse umane per creare una struttura di competenze che possa sfruttare al meglio le potenzialità offerte dai new media»

    Allora che ne pensate? E voi come avete risolto la vostra situazione di crisi, se vi è mai capitata? Raccontateci le vostre esperienze!