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  • Addio a Yahoo: diventa Altaba e Marissa Mayer è pronta a dimettersi

    Addio a Yahoo: diventa Altaba e Marissa Mayer è pronta a dimettersi

    Il processo di acquisizione, che Verizon ha lanciato nei mesi scorsi nei confronti di Yahoo, è andato avanti e ora comincia a delinearsi la nuova società. Si chiamerà Altaba e Marissa Mayer, attuale CEO dell’azienda di Sunnyvale, è pronta alle dimissioni.

    Il processo di acquisizione che Verizon, colosso americano delle telecomunicazioni, ha avviato nello scorso mese di luglio, ha avviato nei confronti di Yahoo sta arrivando a compimento, ma non senza conseguenza. Infatti, la notizia è che da ciò che resterà dell’azienda di Sunnyvale ne nascerà una nuova e si chiamerà Altaba, una nuova società di investimenti.

    marissa mayer yahoo altaba

    Verizon aveva avviato l’acquisizione per 4,8 miliardi di dollari per impossessarsi dei principali servizi di Yahoo; una volta compiuto questo passaggio, prenderà vita Altaba. Il costo dell’acquisizione potrebbe subìre uno sconto di 1 miliardo, soprattutto per via della grandi e gravi violazioni di cui Yahoo è stata vittima, che hanno avuto come conseguenza la violazione di 500 milioni di account, in un caso, e 1 miliardo di account, in un altro. I dati di 200 milioni di account (parliamo del 2012) vennero messi in vendita, attraverso il dark web, per la cifra di 1.800 dollari.

    Al momento non ci sono conferme ufficiali, ma Marissa Mayer, insieme al co-fondatore David Filo e ad altri membri del board Eddy Hartenstein, Richard Hill, Jane Shaw e Maynard Webb, è pronta a dimettersi. Il nuovo consiglio di amministrazione sarà quindi composto da soli 5 membri.

    Esiste ancora il rischio, per via dei pesanti episodi di hacking che hanno colpito l’azienda, che la trattativa possa saltare, ma (come in realtà sembra) Altaba manterrà una quota del 15% in Alibaba e il 35,5% in Yahoo Japan. Il nuovo consiglio di amministrazione sarà composto quindi da Tor Braham, Catherine Friedman, Eric Brandt, Thomas McIrney e Jeffrey Smith.

    Marissa Mayer arriva in Yahoo, da Google, nel mese di luglio del 2012 quando aveva 27 anni, ed era anche incinta. Il suo era un compito difficile, arduo, ossia quello di far risalire Yahoo, il primo vero motore di ricerca, mettendolo in condizione di poter competere, in primis, con Google. Impresa ardua e infatti così si è rivelata. A distanza di 4 anni resta il fatto che Yahoo non esisterà più. In questi anni gli errori commessi sono stati tanti, nonostante una campagna di investimenti che puntavano a rilanciare azienda e brand, ricorderete anche il lancio del nuovo logo, fortemente voluto dalla Mayer. In questi ultimi due anni la situazione in Yahoo era molto pesante, ricorderete i pesanti licenziamenti che la Mayer ha dovuto affrontare: il 20% della forza lavoro, tra il 2012 e il 2015. Senza contare la perdita di utili che Yahoo ha subito: da 310 milioni di dollari a 21 milioni di dollari, un crollo totale del 90%. Vendere dunque era l’unica soluzione. Una gestione, dunque, quella della Mayer, che non è riuscita nell’intento, e questo è il risultato.

    Ma in questo modo sparisce un pezzo di web che tutti abbiamo conosciuto. Yahoo è nato nel 1994, quindi prima di Google, da due studenti della Standford University, David Filo e Jerry Yang. Yahoo è l’acronimo di “Yet Another Hierarchical Officious Oracle”. DIciamo addio quindi ad una realtà che non avremmo mai immaginato sparisse così. Tutto quello che resta, ossia competenze, tecnologia, esperienze, saranno semplicemente assorbite da Verizon che si porrà sul mercato come un vero colosso.

    E voi che ne pensate?

  • Verizon acquisisce Yahoo, è la fine di un ciclo

    Verizon acquisisce Yahoo, è la fine di un ciclo

    Alla fine arriva la conferma ufficiale. Verizon annuncerà oggi l’acquisizione di Yahoo!, il motore di ricerca fondato nel 1994 da due studenti della Stanford University, David Filo e Jerry Yang. La crisi di Yahoo dura da qualche anno e Verizon in questo modo potenzia la sua presenza digitale.

    Molto probabilmente se vi avessero detto, qualche anno fa, che Yahoo! sarebbe stato un giorno venduto non ci avreste creduto. Invece nell’era del digitale e dove la ricerca e la fruizione delle informazioni in generale sta cambiando velocemente, anche questo può succedere. La notizia è che, dopo qualche settimana alla ricerca di un compratore, Verizon annuncerà oggi l’acquisizione di Yahoo per 4,8 miliardi di dollari. Per chi non lo sapesse, Verizon è uno degli operatori telefonici più grandi al mondo, al 15° post tra le Fortune 100, azienda non nuova a questo tipo di acquisizioni. Già, perchè Verizon, nel perseguire la sua strategia di posizionamento come leader anche tra i media digitali, ha acquisito l’anno scorso anche AOL, proprietaria di siti come TechCrung, Engadget e Huffington Post.

    Con l’acquisizione di Yahoo e del suo core business, quindi il motore di ricerca e dei suoi servizi principali annessi (gli altri dettagli verranno resi noti oggi) Verizon si pone come leader mondiale con un’acquisizione che certamente contribuirà a porlo come colosso digitale.

    yahoo verizon

    #UPDATE

    In un comunicato Verizon conferma l’acquisizione del business di Yahoo! per un ammontare di 4,83 miliardi di dollari. Un affare che permetterà al più grande operatore degli States di abbracciare 1 miliardo di utenti al mese, inclusi 600 milioni di utenti da mobile. Anche la Mayer, CEO di Yahoo!, si è detta entusiasta dell’operazione che avrà come obiettivo di puntare sul mobile. Vedremo allora nel corso dei prossimi mesi quale evoluzione avrà questa acquisizione.

    Yahoo è nato nel 1994

    Stiamo parlando del passaggio di mano del primo vero motore di ricerca della rete, infatti non è stato Google ad essere primo, è stato, ed è ancora, il più importante. Nato 22 ani fa, nel 1994 per mano di due studenti della Standford University, David Filo e Jerry Yang, Yahoo! in pochi anni si è imposto come punto di riferimento in un momento in cui la rete stava prendendo forma e in un momento in cui era chiaro che la direzione fosse quella, ossia quella di avere un sito che potesse raccogliere al suo interno tutte le informazioni in modo da poter essere consultata all’occorrenza, un vero grande indice.

    Il nome originale era “Jerry and David’s Guide to the World Wide Web”, poi fu scelto quello che tutti conosciamo oggi e cioè Yahoo, ossia “Yet Another Hierarchical Officious Oracle“.

    Come sappiamo, le cose nel corso degli anni non sono andate sempre benissimo per Yahoo!, l’avvento e la crescita di Google ha sicuramente contribuito ad un percorso non sempre facile. Oggi la quota di Yahoo come motore di ricerca il 10% a livello globale, il terzo.

    Yahoo e l’arrivo di Marissa Meyer

    Qualcosa ha cominciato a non girare come previsto, nonostante importanti acquisizioni come quella di Tumblr per 1,1 miliardi di dollari nel 2013 o come quella di Flickr e anche di Flurry. Ma si sono rivelate in realtà inconsistenti. L’arrivo di Marissa Meyer nel 2012, prima donna CEO e incinta, doveva servire a rilanciare l’azienda. E infatti è proprio lei l’artefice delle recenti acquisizioni, ma poi c’era anche la realtà dei fatti che a licenziare 3 mila dipendenti, il 20% della forza lavoro totale, tra il 2012 e il 2015. Senza contare il crollo degli utili passati da 310 milioni di dollari a 21 milioni di dollari, un crollo totale del 90%.

    Yahoo-nuovo-logo

    Vendere l’azienda era quindi l’unica strada per ridare nuova linfa a Yahoo e Verizon era alla ricerca di una ghiotta occasione come questa. Questa acquisizione, per il suo valore, non rientra nemmeno nelle prime 10 acquisizione tecnologiche fin qui realizzate. Per dare un’idea, la recente acquisizione di LinkedIn da parte di Microsoft si attesta come la quarta come 26,1 miliardi di dollari. L’acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook nel 2014 è la terza. La più grande acquisizione finora è quella di Dell che l’anno scorso ha acquisito EMC Corporation per 67 miliardi di dollari.

    Yahoo, il Web è cambiato

    La vendita di Yahoo ci da la conferma che il Web cambia ad un ritmo elevato e che il segreto sta proprio nel riuscire ad interpretare e a seguire questo continuo cambiamento. Finisce un pezzo di Web storico e l’idea che Yahoo aveva cercato di portare avanti con il binomio “motore di ricerca + news”. Oggi le notizie si sono spostate da un’altra parte, quell’idea, quell’impostazione che Google invece ha saputo diversificare, non funziona più. Certo, non si spiega solo in questo la cessione di Yahoo, ma questo ha contribuito molto. Adesso vedremo quale sarà il futuro di Yahoo.

    E voi che ne pensate?

  • Google perde terreno nel mercato Search, Yahoo! guadagna

    Google perde terreno nel mercato Search, Yahoo! guadagna

    Yahoo-Firefox

    StatCounter ha nuovamente rilevato un calo di Google nel mercato del search anche durante il mese di gennaio scendendo per la prima volta sotto il 75% di quota negli Usa. Infatti arriva a 74,2% perdendo lo 0,4% da dicembre 2014. Se ne avvantaggia Yahoo! che sale fino a 10,9%: +0,5% in un mese.

    Dopo il calo rilevato lo scorso mese e dopo anche i dati finanziari negativi presentati di recente, si potrebbe dire che il nuovo anno per Google non è iniziato bene. Infatti StatCounter Global Stats rivela che Google perde terreno nel mercato del search anche nel mese di gennaio 2015, passando dal 75,2% di dicembre 2014 al 74,8% del gennaio 2015: un calo dello 0,4%. E’ la prima volta che Google scende al di sotto del 75%, considerando poi che stiamo parlando del core business delle attività di Mountain View, questi cominciano ad essere dati da destare qualche preoccupazione.

    E chi se ne avvantaggia è proprio Yahoo! che, dopo l’exploit del mese di dicembre quando era passato dall’8,6% al 10,4%, è cresciuto a gennaio dello 0,5%. Non tutti avrebbero scommesso su questo dato in crescita, ma Yahoo! comincia a vedere i frutti dopo che Firefox ha adottato il motore di ricerca di Sunnyvale come default al posto proprio di Google. Adesso si che diventa interessante se e come questi dati cresceranno anche nei mesi successivi.

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    Ma StatCounter ha effettuato un’altra indagine relativa solo agli utenti Firefox per verificare quali effetti l’accordo con Yahoo! avesse provocato. E infatti si nota che Google in due mesi (da novembre 2014 a gennaio 2015) passa dall’81,9% al 63,9%: un calo del 18%. Invece, nello stesso periodo, Yahoo! passa dal 9,9% al 28,3%, un balzo in avanti che equivale alla quota persa da Google: +18,4%.

    Sono dati che mettono in evidenza il significato dell’opzione di default per un motore di ricerca su un browser come Firefox. E Yahoo! potrebbe addirittura diventare il nuovo motore di ricerca di Safari. Ma val la pena di ricordare che Google è ancora molto avanti e che questi dati non tengono conto del mobile, dove rimane ben salda la posizione di Google.

    Per curiosità, abbiamo provare a vedere qual è lo stato del mercato search in Italia, nello stesso periodo, cioè da novembre 2014 ad oggi. E notiamo che Google è al 94,12%; Yahoo! al 2,42% e Bing al 2,4%; tutti gli altri sono molto staccati.

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    E che Chrome è il browser più usato, 53,2%, seguono poi Firefox, 19,78%; IE 17,5%; Safari, 7,39%; Opera, 1,04%.

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    Sarà interessante vedere che effetti avrà l’accordo Firefox/Yahoo! anche da noi.

    E voi che motore di ricerca usate? Utilizzate quello di default del vostro browser o uno in particolare? Raccontateci tra i commenti la vostra esperienza.

     

  • Yahoo batte Google, non accadeva da cinque anni

    Yahoo batte Google, non accadeva da cinque anni

    Secondo quanto rilevato da comScore, nel mese di Luglio 2013 Yahoo! è risultato essere più più visitato di Google. In termini di visitatori unici, Yahoo! è stato visitato da quasi 197 milioni di persone, mentre Google si ferma a 192 milioni. Il dato è ancora più interessante se si pensa che questo non si verificava ormai dal 2008

    Immaginate cosa ha potuto esclamare Marissa Mayer, CEO di Yahoo! quando ha saputo di questo risultato, per lei in primis, eccezionale? Ovviamente “Yahoooooooo!“. Infatti, non ci poteva essere esclamazione di gioia più adatta di questa a sottolineare il fatto che Yahoo! ha battuto Google, il più grande motore di ricerca della rete. Stiamo parlando degli Usa, certo, ma la notizia è sensazionale comunque, proprio perchè si tratta di due rivali molto agguerriti. E agguerrita è stata certamente la conduzione dell’azienda da parte di Marissa Mayer, proprio ex di Google, tra l’altro, culminata nell’acquisizione della piattaforma di blogging Tumblr, acquisizione che fece molto discutere anche per il prezzo, ossia 1,1 miliardi di dollari.

    yahoo-logo

    Comunque, restando sulla notizia, Yahoo, secondo quanto rilevato da comScore, nel mese di Luglio 2013 è risultato essere, in termini di visitatori unici, il sito più visitato con quasi 197 milioni di visitatori. al secondo posto, si piazza Google, con 192 milioni di visitatori unici. Segue poi Microsoft, 179 milioni e 600 mila, e poi Facebook con 142 milioni di visitatori.

    Come ha sottolineato Marketing Land, questo dato non si registrava negli Usa dal 2008, ossia da 5 anni.

    yahoo google luglio 2013 comscore

    Pensate che nel mese di giugno Google era a 193 milioni e Yahoo! a 189 milioni; nello stesso periodo del 2012 Google era a 190 milioni mentre  era terza con 163 milioni di visitatori. Ora a vedere i dati odierni, si è trattato davvero di un bel balzo in avanti.

    Molti hanno subito pensato che questo risultato fosse stato condizionato dall’acquisizione di Tumblr da parte di Yahoo!, ma da comScore hanno escluso che questo dato specifico abbia avuto alcuna influenza, trattandosi di un dato che viene fuori da una serie di fattori come anche lo stesso periodo preso in considerazione.

    Come dire, si potrebbe essere di fronte ad un caso. Ma sta di fatto che comunque sia la strategia della Mayer ha comunque riportato Yahoo a poter competere con Google quasi ad armi pari, almeno per quando riguarda l’advertising e quindi il settore search.

    Ora, tutti ad attendere i dati del prossimo mese per verificare la tenuta di Yahoo oppure se si sia trattato davvero di un caso. Staremo a vedere.

  • Yahoo rinnova l’app per Android per consultare il meteo

    Yahoo rinnova l’app per Android per consultare il meteo

    Yahoo! è ormai lanciato in una grossa operazione di rinnovamento e questo porta anche a rinnovare “Yahoo! Meteo”, una delle applicazioni mobile dedicate per monitorare le condizioni del tempo più scaricate. E il rinnovo, per la versione Android, rende l’app più accattivante e ricca di dati

    Se è vero come è vero che una delle attività più frequenti che gli italiani fanno con il proprio smartphone è proprio quella di controllare il meteo (lo fa il 37% degli italiani secondo gli ultimi dati Audiweb), allora l’applicazione di cui vi parliamo oggi farà contenti buona parte di voi. E visto il meteo di oggi, ritorna davvero utile! Infatti in questi giorni Yahoo!, ormai lanciata in una grossa operazione di rinnovamento, dal proprio blog ufficiale (realizzato ovviamente su Tumblr) da pochi giorni ha annunciato il rilascio della nuova versione Yahoo! Meteo per Android. L’app adesso è ancora più accattivante e davvero ricca di dati per fare felice gli utenti più accaniti. Questa versione arriva dopo il rilascio della app per iPhone, avvenuto quattro mesi fa.

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    Per chi avesse mai avuto la vecchia versione, troverà questa davvero rinnovata. Intanto, viene aggiunta la modalità di previsioni a 10 giorni, la “probabilità di precipitazioni” per le prossime 24 ore, le condizioni del vento con i mulini che evidenziano il monitoraggio in tempo reale in versione animata. E poi ancora i dati relativi alla pressione, una mappa che rileva la posizione della città che state monitorando, ma è anche navigabile in versione full, e poi vi permette di vedere anche le fasi lunari e anche i dati di alba e tramonto in versione animata per ciascuna città.

    A fare da sfondo, ed è la caratteristica più importante ed originale, sono le immagini rilevate da Flickr (sempre di casa Yahoo! parliamo) che evidenziano lo stato del meteo in quel preciso momento. Ad esempio, se state monitorando Bologna in una giornata come oggi, quindi nuvolosa, per non dire piovosa, ecco che il sistema andrà a ricercare un’immagine della città nuvolosa o con la pioggia. Si possono inserire fino a 20 città, inclusa se volete la vostra posizione attuale.

    Provate a navigarla con 20 città e vi sembrerà di fare un giro del mondo in tempo reale con delle immagini stupende.

    Allora, se vi abbiamo incuriosito abbastanza e se siete appassionati di meteo e non potete far a meno di consultare le condizioni dal vostro smartphone, allora questa app fa al caso vostro. La potete scaricare da Google Play a questo link (media voto 4,4).

    E poi, una volta scaricata e provata, tornate qui e tra i commenti ci dite cosa ne pensate.

    (l’immagine di copertina è di © natara)
     
     
  • VEVO sbarca in Italia, disponibile anche via Mobile

    VEVO sbarca in Italia, disponibile anche via Mobile

    VEVO, piattaforma leader mondiale per i video e l’intrattenimento musicale, sbarca anche in Italia con un ricco catalogo di oltre 50 mila video e sarà disponibile su http://vevo.com e anche via App gratuite per Mobile e Tablet

    VEVO, piattaforma leader al mondo per contenuti video e intrattenimento musicale, è disponibile da oggi anche in Italia con oltre 50.000 video musicali in alta definizione, concerti live e una programmazione musicale tutta nuova con artisti del panorama internazionale e nazionale come Cesare Cremonini,  Eros Ramazzotti, Emma Marrone e Swedish House Mafia. Disponibile in Francia, Spagna e Italia dal 2011 grazie all’accordo con YouTube, la piattaforma VEVO, che include il portale VEVO.com e le app gratuite per smartphone e iPad, è ora disponibile anche nei singoli paesi (la piattaforma sarà presto disponibile sia sul mobile web e anche per Xbox).

    VEVO-in-Italia---Rihanna

    Per offrire la miglior esperienza possibile nella programmazione di video musicali, VEVO punta a collegare fra loro fan e artisti di tutto il mondo attraverso la musica che essi stessi amano, disponibile sempre, ovunque e in modo assolutamente gratuito. L’esperienza musicale offerta da VEVO è molto personalizzata e social, grazie alla stretta integrazione con Facebook. L’utente può segnalare video musicali e playlist alla propria community, può anche creare playlist e condividere video con gli amici tramite i social network preferiti. Inoltre, VEVO offre un flusso continuo di video on-demand.

    Oltre ai video e alle serie musicali originali, la programmazione video di VEVO include anche i concerti live. Lo scorso febbraio, VEVO ha portato tutti gli appassionati di musica del mondo in Brasile per un live streaming del concerto della superstar del rap Pitbull, direttamente da Carnivale, Salvador. L’evento, sponsorizzato a livello globale da Unilever, è stato trasmesso in streaming in molti Paesi inclusa l’Italia.

    Grazie alla partnership con YouTube, VEVO ha già all’attivo numerose partnership con brand del panorama nazionale. Molti marchi, tra cui Procter&Gamble, Reckit, FIAT e Kraft, hanno sponsorizzato esclusive première musicali in Italia.

    VEVO-in-Italia---Emma

    Per noi è una grande emozione lanciare VEVO anche in Italia, e contemporaneamente in Francia e Spagna”, ha affermato Nic Jones, Senior Vice President, International di VEVO. “Siamo particolarmente orgogliosi di poter offrire al pubblico la migliore selezione di video musicali, pensata anche per i singoli Paesi, per una video-esperienza musicale totale su ogni piattaforma in connessione. Speriamo che i fan della musica scelgano numerosi la nostra piattaforma e siamo ansiosi di collaborare con un numero ancora maggiore di aziende per aiutarle a raggiungere questo enorme pubblico di appassionati in alcuni mercati europei chiave”.

    Yahoo! è concessionario esclusivo per la piattaforma VEVO e per VEVO su YouTube in Italia.

    VEVO è stato lanciato negli Stati Uniti nel 2009 con una strategia mirata a creare valore aggiunto e capitalizzare sull’ampio pubblico che in tutto il mondo segue i video e la programmazione musicale di alto livello. Ciò che rende VEVO interessante per i responsabili marketing delle grandi aziende è l’enorme audience che permette di raggiungere, sia in termini quantitativi che geografici, unita a contenuti sicuri e di alta qualità. Un altro aspetto interessante di VEVO è un contenuto pubblicitario meno invadente e confuso rispetto a quello che caratterizza la televisione tradizionale o le altre piattaforme video online.

    Nei primi due anni, la società ha investito oltre $100 milioni in contenuti video e programmazione musicale, immediatamente tornati ai proprietari dei contenuti, artisti e autori che hanno ceduto i loro programmi in licenza a VEVO.

    Nel 2011 il mercato italiano della musica digitale ha continuato la  propria crescita raggiungendo un fatturato pari a 27,5 milioni di euro tra download, streaming e abbonamenti.

    Nell’ultimo anno sono cresciuti notevolmente sia lo streaming video sia il  download di album digitali: una crescita di oltre il doppio rispetto al 2010  sul 2009. Gli album digitali infatti sono saliti addirittura del 37% (più che triplicati rispetto al 2009) contro una crescita dei singoli del 25%. (Fonte: “Digital Music Report 2012, Più scelta in un mercato globale” Gennaio 2012, IFPI – International Federation of the Phonographic Industry).

    Cos’è VEVO

    VEVO è la piattaforma leader al mondo per contenuti video e intrattenimento musicale, è disponibile negli Stati Uniti, Australia, Brasile, Canada, Francia, Irlanda, Italia, Nuova Zelanda, Spagna e Regno Unito attraverso VEVO.com, mobile web, App per Mobile e Tablet (iPhone, iPad, Android, Windows Phone 7, BlackBerry Playbook), Smart TV (Xbox, Boxee) e player video incorporabili dall’utente.

    In diversi paesi, VEVO gestisce i video musicali nei profili Facebook di molti artisti, cedendoli a numerosi portali tra cui AOL, BET, CBS Interactive Music Group (con Last.fm e MP3.com), Fuse.tv, Univision, Viacom Media Networks, Wenner Media e Yahoo! Music. Inoltre, attraverso una partnership speciale con YouTube, VEVO è disponibile in più di 200 paesi, espandendo così il proprio raggio d’azione a livello globale.

     

  • Marissa Mayer, una donna (incinta) al comando. E in Italia?

    Marissa Mayer, una donna (incinta) al comando. E in Italia?

    Marissa Mayer è stata nominata CEO di Yahoo! e ovviamente già di per sè una grande notizia, resa ancora più grande dal fatto che la Mayer è anche incinta. E in Italia, soprattutto, si sono stupiti tutti non solo per il fatto che sia al comando di una grande azienda, ma anche perchè sia incinta. Una storia favolosa, ma da noi non sarebbe mai successo

    Marissa Mayer, CEO Yahoo!Marissa Mayer è il nuovo amministratore delegato di Yahoo! Per la precisione è il quinto amministratore delegato in cinque anni dopo il lincenziamente di Scott Thompson due mesi fa, dovuto – si dice – al fatto di aver falsificato il titolo dilaurea nel suo curriculum. E il suo compito è arduo, dal momento che il colosso del web Yahoo! fa fatica a risollevarsi dalle difficoltà economiche e dalle problematiche interne. Marissa ha solo 37 anni e un curriculum eccellente, da primato. Ex vicepresendente di Google, è stata la prima donna assunta a Mountain View nel 1999 e una dei primi venti dipendenti dell’azienda, contribuendo alla nascita del motore di ricerca e di Gmail. Si è laureata a Stanford, nel 2009, ha ricevuto una laurea honoris causa dall’Illinois Institute of Technology ed è stata classificata dal Forbes tra le 50 donne più potenti del mondo. La più giovane che sia mai entrata in quella classifica. (altro…)

  • E Yahoo! fa causa a Facebook per violazione di brevetti

    E Yahoo! fa causa a Facebook per violazione di brevetti

    Yahoo! l’azienda titolare del popolare motore di ricerca attacca Facebook accusandola e portandola in giudizio per una serie di violazioni di brevetti di sua proprietà che riguardano la pubblicità, la privacy e il social networking. L’azione legale arriva dopo un ultimo appello da parte di Yahoo per un accordo

    Yahoo!E’ proprio il caso di dire che quando il novizio, Facebook, cerca di dar fastidio a un pioniere della rete, Yahoo!, il rischio è quello di andare non solo in tribunale, ma anche quello di vedersi costretti a pagare milioni di dollari, sempre che le accuse trovino riscontri e violazioni oggettive. Ma intanto la notizia è già di per sè eclatante. E per Facebook non sarebbe una bella notizia, proprio nel momento in cui lo sbarco in Borsa è sempre più vicino. Già perchè notizie come queste potrebbero comportare conseguenze finanziarie di un certo rilievo e non sarebbe davvero un bel debutto per Zuckerberg. Ma vediamo i fatti. Yahoo! accusa Facebook di violazione di ben 10 brevetti di sua proprietà che riguardano pubblicità, privacy e social networking. In sostanza da Palo Alto avrebbero agito senza alcuna licenza, in barba al proprio partner come è nei fatti Yahoo! (altro…)

  • Anche Google contro il SOPA, “Non censurate il Web”!

    Anche Google contro il SOPA, “Non censurate il Web”!

    Anche Google protesta contro il SOPA con un doodle visibile nella versione americana e anche con un documento “Non censurate il Web, per favore”, cliccando il quale si pare una pagina rivolta al Congresso Usa elencando i numeri della protesta, “Congress can you hear Us?”

    Google doodle sopa (altro…)